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Domenica, 28 Agosto 2016

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Docenti Clil? Non mancano, vengono scartati. Lettera

di redazione
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Spett. Redazione, Intervengo in merito alle dichiarazioni di De Mauro sulla mancanza di docenti qualificati in metodologia CLIL.

Formarsi all’estero, come suggerito dalla sua intervista, per migliorare le proprie competenze linguistiche ed utilizzarle nella nostra scuola è sicuramente un passaggio che sottoscrivo, ma cosa succede quando anche questo, ennesimo investimento, non viene ripagato?

Due anni fa, da docente non abilitato di lettere, ma con alle spalle anni di studio della lingua inglese in Inghilterra, mi iscrivo al corso linguistico CLIL, propedeutico al successivo metodologico. Corso ovviamente a numero chiuso e previo superamento di test d’ingresso.

Dopo un anno di frequenze nel capoluogo di regione, Perugia nel mio caso, con lezioni di 3 ore a settimana, veniamo sottoposti ad esame finale, conclusivo del ciclo linguistico. Mi classifico secondo, con un punteggio di 90/100 e mi viene riconosciuto livello C1 in inglese.

Attenzione! Riconosciuto ma non certificato. Per avere la certificazione dobbiamo sostenere, a nostre spese, un ulteriore esame presso un centro accreditato.

Quindi 250 euro versati presso la locale accademia britannica e via. C1 stavolta certificato Cambridge.

Nel frattempo giunge l’abilitazione tramite TFA.

Anno 2015, l’USR dell’Umbria avvia il corso metodologico (il CLIL vero e proprio), a cui vengono ammessi colleghi con punteggio e certificazione linguistica inferiore alla mia (Livello B2). Il mio nome, ovviamente, non figura fra gli elenchi.

Esterrefatto contatto l’ufficio regionale preposto aspettandomi un chiarimento. La risposta è semplice e per nulla sorprendente: “Lei non è di ruolo, abbiamo dovuto fare una scelta. Capisca”.

Egregio De Mauro, come per i docenti qualificati, come per i pluriselezionati TFA a cui purtroppo appartengo, il merito non manca. Non viene riconosciuto.

Segno autobiografico ma tangibile di uno stato che forma (o costringe a formarsi) personale senza alcuna ratio o progettualità.

Prof. Marco Caparvi

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