Giovedì, 30 Giugno 2016

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Docenti abilitati TFA e PAS trentini si mobilitano per il no al concorso

di redazione
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Agata Scarafilo (giornalista) - È davvero singolare la situazione in cui si trovano a vivere gli abilitati trentini (PAS e TFA) che, per far sentire la propria voce, sono stati costretti a mobilitarsi e a costituire il “Coordinamento dei docenti trentini abilitati e abilitandi”.

Una condizione di precariato fortemente penalizzante, ancor più perché il Trentino non ha recepito la legge su “La Buona Scuola” che, nonostante tante pecche, ha previsto almeno delle aperture e l’immissione in ruolo di numerosi docenti precari.

Una condizione che il “Coordinamento” definisce “anomala”, in quanto è aggravata ancor più dal fatto che l’amministrazione provinciale (che come risaputo in materia di scuola ha ampia autonomia) non ha aperto le graduatorie e non ha aggiornato le esistenti, così come è avvento nel resto d’Italia. Conseguenza di tutto questo è che i docenti abilitati, anche nel 2014, sono ancora collocati nell’ultima delle tre fasce delle graduatorie d’istituto. C’è da aggiungere che, a tutt’oggi, sono paradossalmente ancora in corso i PAS (percorsi speciali abilitanti).

Così, sentendosi vittime di un sistema poco condivisibile, alcuni insegnanti hanno deciso di unire le proprie forze per cercare un dialogo con l’Amministrazione e condividere delle soluzioni meno inique del solito “pasticcio all’italiana”. Il consenso tra i docenti è subito stato ampio e in poche settimane si sono raccolte numerosissime firme a supporto di una proposta dagli stessi formulata. Tra i firmatari ci sono abilitati PAS, TFA e anche alcuni SSIS e docenti di religione abilitati da percorsi indipendenti.

All’Amministrazione provinciale i docenti trentini hanno chiesto l’istituzione di una graduatoria unica per tutti i docenti con titolo abilitativo dalla quale attingere per le immissioni in ruolo. Nonostante tutto l’unica strada che sembra aprirsi è solo quella del concorso.

Di altro avviso sono, invece, i docenti del “Coordinamento” che ritengono di aver subito un trattamento che paradossalmente non valorizza non solo la loro professione, ma neanche i percorsi formativi realizzatati dalla stessa Provincia autonoma.

Al momento sembra che sia stato demandato ad un giurista esterno lo studio di applicabilità di una bozza di legge che, invece, pare sia stata già presa in esame dalla Provincia di Bolzano, che sta valutando la possibilità di permettere agli abilitati inseriti nelle graduatorie altoatesine di essere stabilizzati o, almeno, essere immessi in ruolo al bisogno.

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