Martedì, 24 Maggio 2016

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Docente assunta Fase B su sostegno, Presidente Renzi ponga rimedio alla scissione delle fasi B e C. Lettera

di redazione
ipsef

Gentile Presidente,
nel ringraziarLa per l’impegno e lo zelo con il quale sta alacremente lavorando per dare nuovo lustro al nostro paese, Le chiedo come possa permettere che la cervellotica applicazione della L. 107/15 (la Buona Scuola) che avrebbe dovuto essere la punta di diamante del suo governo, faccia gravare sulla sua persona l’odio e il risentimento di tutti quei docenti plurispecializzati, in gran numero meridionali, che, per la mera colpa di essere in possesso del titolo di specializzazione per insegnare sul sostegno, hanno ottenuto il tanto agognato ruolo a centinaia e centinaia di chilometri da casa. 

Mi fa meravigliare il fatto che Lei, così sensibile ai temi dell’istruzione, da mettere in atto, dopo anni di totale disinteresse, un processo di rinnovamento a dir poco epocale della scuola pubblica, abbia consentito l’ingiustificato puntiglio con cui si sono volute scindere le fasi B e C delle assunzioni avvenute in base alla L. 107/2015 andando a ledere profondamente i diritti acquisiti e maturati dai docenti inseriti da decenni nelle graduatorie ad esaurimento.

L’essere in possesso del titolo di specializzazione per insegnare sul sostegno ha determinato, nella fase B, che migliaia di docenti al vertice delle graduatorie ad esaurimento con punteggi molto alti, maturati attraverso gli anni di servizio e i titoli culturali, abbiano ottenuto a centinaia e centinaia di chilometri da casa, il ruolo sul sostegno alle scuole medie, in classe di concorso differente rispetto a quella nella quale avevano sempre lavorato e  in grado di istruzione inferiore, con conseguente  demansionamento e con ripercussioni economiche negative in busta paga.

Per dovere di cronaca è opportuno sottolineare che il titolo di specializzazione sul sostegno è stato valutato in automatico dal cervellone elettronico che ha gestito il piano assunzionale, senza dare l’opportunità ai docenti di scegliere se presentarlo o meno.

Nella fase C, invece,  docenti privi del titolo di specializzazione per insegnare sul  sostegno  e, in moltissimi casi, in fondo alle graduatorie ad esaurimento con punteggi minimi o nulli maturati con gli anni di servizio, hanno ottenuto il ruolo comodamente a casa nella propria classe di concorso.

Mi domando e Le domando non sarebbe stato meglio unificare le due fasi e consentire, nel rispetto delle Graduatorie ad Esaurimento, che i docenti continuassero a lavorare sulle proprie classi di concorso e nelle proprie province, in realtà scolastiche e umane che ben conoscevano?

Le scrivo con il cuore in mano, con la disperazione di una madre a cui la roulette russa delle assunzioni ha assegnato in provincia di Roma, a circa 400 Km di distanza dalla propria casa, il meritato ruolo, raggiunto dopo sei abilitazioni, due lauree conseguite cum laude  presso Università Statale e diversi master, e che dovrà rinunciare al lavoro che tanto ama e ha sempre svolto con cuore e professionalità, se il farraginoso meccanismo della mobilità non le consentisse di poter lavorare vicino alla sua famiglia.

Gentile Presidente, incurante di quanti mi dicono che non riceverò mai una risposta da Lei, Le scrivo per chiederLe di salvare il salvabile e di consentire, attraverso, opportuni accordi Stato- Regioni, la creazione di posti in deroga che consentirebbero ai maltrattati docenti della fase B di poter continuare a lavorare nelle proprie province.

Certa di un suo cortese riscontro, confidando ciecamente in Lei che dice di avere a cuore i bisogni dei suoi concittadini  , Le porgo i miei più cordiali  saluti.

Raffaella Arcieri (comitato docenti lucani fase B)

 

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