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Lunedì, 25 Luglio 2016

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Diritti a scuola in Puglia. Pisicchio "Attiviamoli subito per il bene dei precari della scuola e degli studenti"

di redazione
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«È necessario attivare i progetti regionali “Diritti a scuola” il prima possibile. I tempi burocratici della Regione – afferma Alfonso Pisicchio, il presidente della sesta commissione regionale che si occupa anche di Istruzione, lavoro e formazione - mal si conciliano con quelli dei docenti, degli Ata (il personale tecnico e amministrativo) precari e degli studenti pugliesi che rischiano di vedersi ancora una volta slittare l’attivazione per motivi che nulla hanno a che fare con la scuola.

La scuola, che - continua il Presidente - è uno dei capisaldi della società pugliese, non può più aspettare. I docenti precari delle seconde e terze fasce non possono aspettare. Gli Ata precari non possono più aspettare, loro che da troppo tempo sono messi ai margini della scuola, hanno bisogno dei Das, progetto premiato in Europa con i Regiostars 2015, per ritrovare la loro dignità di lavoratori dopo che la riforma la “buona scuola” li ha completamente estromessi da ogni possibilità di un ruolo.

Ne hanno bisogno le migliaia di alunni e studenti pugliesi che, con il progetto fiore all’occhiello per la Puglia e l’Europa, hanno ritrovato fiducia nella scuola con meno dispersione e abbandono. Ne hanno bisogno le famiglie pugliesi che negli anni, con i Das, hanno visto sensibilmente migliorato sia l’apprendimento che lo spirito di integrazione. Continuare a posticipare il bando, vuol dire costringere le scuole a non scegliere di attivare i “Diritti a scuola” per questo anno scolastico, perché il ritardo attuale permetterebbe di iniziare i Das non prima della seconda metà di marzo e dunque in pieno secondo quadrimestre, rendendo inefficace ogni contributo didattico e formativo dei docenti e Ata ingaggiati per la settima edizione dei progetti “Diritti a scuola”.

I Das sono la nostra forza. Sono – conclude Pisicchio - la nostra risposta alle esigenze della società. Un progetto partito dai bisogni della scuola e dei ragazzi che non può essere rallentato per intoppi nell’Amministrazione che nulla hanno a che vedere con le esigenze delle persone». 

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