Domenica, 26 Giugno 2016

mnemosine
SERVIZI
SPECIALI ESPANDI

Deputati di Sinistra Italiana portano in Parlamento la vicenda del docente Stefano Rho

di redazione
ipsef

Sulla paradossale vicenda dell'insegnante di Bergamo che dopo anni e anni di precariato, e dopo l'agognata assunzione si e' ritrovato licenziato nel gennaio scorso su richiesta della Corte dei Conti per una condanna a 200 euro comminata nel 2005 per aver orinato in un parco, dovra' ora rispondere la ministra Giannini ad un'interrogazione parlamentare dei deputati di Sinistra Italiana a Montecitorio .
Il vicepresidente della Commissione Scuola e Cultura della Camera dei Deputati, on. Giancarlo Giordano e' il primo firmatario dell'interrogazione in cui oltre a ricostruire la vicenda dai tratti kafkiani, chiede alla ministra Giannini quali iniziative urgenti  intenda intraprendere, per quanto di sua competenza, al fine di ottenere l’annullamento del licenziamento del prof. Stefano Rho con conseguente piena riammissione in ruolo nell’organico scolastico ed  il ripristino di tutte le spettanze maturate negli anni di servizio lavorativo interessati. 
Lo rende noto l'ufficio stampa Gruppo Parlamentare Sinistra Italiana 

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE

Interrogazione  al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Per sapere, premesso che:

negli ultimi giorni è balzata agli onori della ribalta mediatica la paradossale vicenda di un docente di filosofia che dopo anni di precariato non ha potuto godersi il meritato arruolamento per intervenuto licenziamento avvenuto in data 11 gennaio 2016 su richiesta della Corte dei Conti perché, al momento del suo passaggio a ruolo, in sede di autocertificazione ha attestato: ”di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione,  di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi scritti del Casellario Giudiziario”;

in realtà in quel momento il Sig. Stefano Rho, questo è il nome dell’insegnante, era immemore dell’essere stato protagonista undici anni addietro di un episodio, oramai rimosso, che le era costato una condanna al pagamento di una multa di 200 euro elevatagli  dal Giudice di Pace di Zogno (BG) per rispondere dell’accusa di “atti contrari alla decenza”;

ed invero, in una notta d’estate del 2005 il Sig. Stefano Rho ed un suo amico furono sorpresi da una pattuglia dei Carabinieri mentre, stante l’ora tarda e la chiusura di tutti gli esercizi pubblici e dei servizi igienici che incontrarono sul loro cammino, erano costretti ad orinare appartati dietro un cespuglio. A questo punto uno dei militari, per eccesso di zelo, dopo averli identificati, oltre ad elevare loro un verbale di multa li segnalò all’autorità giudiziaria;

un anno dopo, nel 2006, quando quell’episodio sembrava del tutto rimosso, il signor Stefano Rho ed il suo amico si ritrovarono davanti al Giudice di Pace per rispondere dell’accusa di “atti contrari alla decenza” con la condanna a pagare 200 euro di multa;

il 2 settembre 2013, cioè ben 7 anni dopo l’accadimento, quando la vicenda sembra definitivamente conclusa, il signor Stefano Rho firma per il Ministero dell’Interno un’autodichiarazione in cui attesta: ”di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione,  di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi scritti del Casellario Giudiziario”;

verso la fine del 2013 il Dirigente scolastico dell’Istituto presso il quale svolge come docente precario l’attività di insegnante, gli comunica che da un controllo effettuato risulta “destinatario di un decreto penale passato in giudicato” , quello della multa delle 200 euro,  limitandosi a chiedere delle spiegazioni in merito e a seguito delle quali decide di sanzionare il professore con la “censura” quale provvedimento minimo in considerazione del fatto che «se anche il prof. Rho avesse correttamente dichiarato le condanne avute, le stesse non avrebbero inciso sui requisiti di accesso al pubblico impiego»;

l’incredibile vicenda non si ferma nemmeno a questo punto in quanto  avverso al provvedimento del Dirigente scolastico la Corte dei Conti ravvede le autorità scolastiche che il professore in questione va licenziato, nonostante che il tipo di condanna inflittogli non prevede l’iscrizione al casellario giudiziario e non costituisce “motivo ostativo” all’assunzione nei ranghi del pubblico impiego;

a seguito di tale pronunciamento della Corte dei Conti per il professor Stefano Rho scatta “il procedimento di decadenza senza preavviso” con la conseguente perdita delle anzianità cumulate negli anni di insegnamento, la sua completa cancellazione dalle graduatorie provinciali di Bergamo ed il definitivo licenziamento a far data dall’11 gennaio 2016, cioè poco dopo essere stato definitivamente assunto dopo anni di insegnamento da precario;

quali iniziative urgenti intenda intraprendere, per quanto di sua competenza, al fine di ottenere l’annullamento del licenziamento del prof Stefano Rho con conseguente piena riammissione in ruolo nell’organico scolastico ed  il ripristino di tutte le spettanze maturate negli anni di servizio lavorativo interessati.

Versione stampabile
anief anief
anief mnemosine eiform


In evidenza