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Mercoledì, 31 Agosto 2016

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Il danno e la … bestia. Lettera

di redazione
ipsef

Da anni si guarda alla scuola paritaria come alla scuola in cui “si comprano” titoli di servizio. Se questo accade è perché, per anni, molte di queste presunte scuole hanno agito nell'illegalità. Molte, ma non tutte! Qui allora viene da porsi la domanda "Chi decide quali scuole siano in regola e quali no?". Nel dubbio il MIUR, che ha permesso ( DL 18 marzo 2003) l'accumulo del punteggio identico a quello statale, ora ci regala l'ennesima beffa. Se un docente ha lavorato a tempo indeterminato in una scuola paritaria non può caricare nella domanda per il concorso quegli anni come titoli di servizio. Questo è stato forse previsto (comma 107, lettera B de La Buona Scuola) onde evitare dichiarazioni mendaci (per le quali basterebbe fare un controllo, del resto è dichiarazione mendace l'avere omesso di avere fatto pipì in una siepe, di notte...). Ma nel caso in cui un docente abbia lavorato qualche anno, a 900 Euro al mese, per 18 ore la settimana (che poi diventavano 20/25 giacché si trattava magari di una monosezione ed erano necessarie supplenze), a tempo indeterminato (per necessità legate al datore di lavoro che, magari, a luglio e agosto faceva adempiere a mansioni di segreteria...) e dovendo pagare a proprie spese ogni tipo di formazione (ebbene sì, esistono anche queste realtà), perché quegli anni non devono essere conteggiati? Questo è il danno legato alla “bestia” della paritaria, nell'unico stato al mondo in cui la scuola non statale non è considerata scuola d'élite, ma di serie B!

Qualcuno, nella disperazione ormai totale e preso dalla rabbia, potrebbe chiedersi come mai il suddetto docente non sia rimasto alla paritaria ma, a ben vedere, ci sono innumerevoli ragioni che spingono una persona a cambiare lavoro, città...

Ciò che tuttavia è ancora più grave, il danno e la beffa, è che al concorso possono partecipare anche tutti coloro che al momento non stanno lavorando a tempo indeterminato per altre amministrazioni pubbliche; alias, se stai lavorando a tempo indeterminato alla paritaria, tu tenta il concorso, male che vada un lavoro ce l'hai già! ...e...se andasse bene lo toglieresti a chi ne ha bisogno.

Quanti di coloro che si iscrivono tramite Istanze on line saranno onesti nel dichiarare i titoli? Parliamoci chiaro, visti i tempi della giustizia italiana, ci si può provare, poi si entra in ruolo, poi...poi si vedrà! Del resto si stanno iscrivendo anche docenti non abilitati: ma non era forse l'abilitazione un requisito d'accesso? Ah beh, ma nel frattempo io ci provo, poi...ricorsi!

È comunque estremamente confortante sapere che con La Buona Scuola e il Concorso 2016 baderanno, nell'assumere, solo ed esclusivamente al merito. O no?

Barbara Ferrari 
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