Martedì, 28 Giugno 2016

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CUB. Risposta a Matteo Renzi sullo sciopero del 18 marzo

di Giulia Boffa
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CUB - Di fronte allo sciopero del sindacalismo di base del 18 marzo indetto da CUB, SI Cobas, SGB ed USI AIT, ci si potrebbe limitare a dire che Matteo Renzi ha perso una buona occasione per tacere visto che il governo da lui presieduto non è certo disposto ad un confronto serio sulla piattaforma sulla quale è stato indetto lo sciopero e si sono svolte le manifestazioni.
In realtà è chiaro che, nascondendo il fatto che vi è stata, e che proseguirà, una mobilitazione contro le politiche di guerra, per le libertà sindacali e sociali, per la difesa dei diritti, del salario, del welfare, Matteo Renzi ripropone la minaccia, laddove padronato e sindacati istituzionali non provvederanno a ridurre ulteriormente le libertà sindacali, di provvedere direttamente, imponendo una stretta rispetto all'esercizio del diritto di sciopero.

Le alternative che questo signore propone sono chiare, o provvedono CGIL CISL UIL, che in cambio ricevono robusti finanziamenti da governo e padronato, a impedire il conflitto fra lavoratori e padronato o provvederà direttamente lo stesso governo.

La Confederazione Unitaria di Base che, assieme agli altri sindacati promotori dello sciopero, si oppone con determinazione e coerenza al sistema corporativo che padronato e governo intendono imporre e che non ha firmato gli accordi in questo senso fra CGIL CISL UIL e Confindustria, non intendere certo cedere di fronte a questo ricatto e manterrà alta la mobilitazione per il salario, i diritti, i servizi sociali, le libertà sociali e sindacali e contro la guerra esterna che devasta territori e massacra popolazioni e la guerra interna che distrugge diritti, libertà, retribuzioni.

Difendere la libertà ovunque!

Per la Confederazione Unitaria di Base
Cosimo Scarinzi

Coordinatore Nazionale

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