Sabato, 28 Maggio 2016

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Cosa fanno i docenti di potenziamento e cosa i supplenti di II fascia. Lettera

di redazione
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Rosaria Parrilla - Gentile Lalla, tra le tante cose poco chiare di questa riforma il potenziamento sembra essere il modo per dare la possibilità ai Dirigenti scolastici di esercitare un potere non sempre forse indirizzato al bene della scuola e degli studenti.

Sono supplente, per un mese, in sostituzione di una docente che è in malattia. Io, abilitata TFA primo ciclo, con tutto quanto ormai abbiamo analizzato ha comportato e sta comportando questo "status", sono iscritta nella seconda fascia di istituto.

Succede che io, supplente, con sette classi di 20-25 alunni stia svolgendo il ruolo di insegnante a tutto tondo: lezioni, verifiche orali e scritte, partecipazione ai collegi, consigli, attività e seminari a cui i ragazzi sono chiamati, registro elettronico da compilare, tenere l'attenzione, lezioni con la LIM, in laboratorio. Arrivo a casa dopo avere percorso circa 200 chilometri al giorno e anche se sono stanca devo dedicarmi a preparare materiali e lezioni per il giorno dopo.

Intanto i colleghi che sono passati di ruolo nell'ultima fase del potenziamento, hanno il solo compito di redarre un "progettino" anche in gruppo e fare qualche ora di lezione a macchia di leopardo per svolgere il servizio di 120 gg. senza i quali non supererebbero l'anno di prova. Per il resto vagano da una pausa caffè a stare in sala professori ad aspettare non capisco cosa, no anzi lo so lo'ra che suoni la campanella e si vada a casa.

Alcuni non hanno neanche un orario, devono solo essere presenti tutti i giorni da lunedì a sabato per coprire le ore sufficienti e richieste per l'anno di prova. Poi tanto cartaceo, moduli, schede etc da compilare, seguiti da un tutor che potenzia il potenziamento?

Come se non bastasse ora cominciano ad arrivare anche quelli nominati sul potenziamento ma che non sono in ruolo e alcuni neanche abilitati ma che sono o sul sostegno o sul curriculare ma sono su classi di concorso dove sono esaurite tutte le graduatorie. E noi della seconda fascia, abilitati, con certificazioni informatiche, linguistiche, master, corsi di perfezionamento, anche sul sostegno, aggiornamento su nuove tecnologie,corsi sulla didattica, corsi sulla LIM e dopo avere già superato un concorso, con prove, preselettive, scritte e orali, tutto l'iter per conseguire l'abilitazione, pagando 2500 -3000 euro, dopo aver dovuto, per questo, superare, almeno io, 14 esami universitari ed avere preparato una relazione di 200 pagine sul precorso di abilitazione, con un approfondimento scientifico richiesto dalla commissione, che trattasse di nuovi argomenti sulla materia di insegnamento, in ultimo: superamento del colloquio orale con domande estratte in modalità random, tra un congruo numero di argomenti scelti
sempre dalla commissione, ora mi ritrovo a dovere ancora studiare per dimostrare "di essere all'altezza", come dice Renzi, "di essere più brava".

Ma allora domani mattina, oggi non c'è scuola, tornando in classe andrò a prendere in giro la scuola, gli alunni, lo stato? Perchè non si sa se sono abbastanza preparata e in grado di fare il lavoro per il quale lo stato italiano ha messo un timbro affermando la mia idoneità: l'ABILITAZIONE. Che non ho comprato all'estero ma ho conseguito in Italia, con marchio MIUR.

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