Lunedì, 30 Maggio 2016

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Consiglio di Stato boccia coloro che si sono formati per diventare insegnanti. Lettera

di redazione
ipsef

M.Giubellino - Volontà politica netta: il Consiglio di Stato boccia tutti coloro che si sono formati per diventare insegnanti, umiliando ancora una volta chi permette a tutte le scuole del Paese di riaprire lunedì come in ogni giorno degli ultimi dieci anni scolastici (almeno per quel che mi riguarda).

Forse il Consiglio di Stato non ha capito che non siamo fantasmi, che non facciamo parte di un organico potenziato che brancola nullafacente per i corridoi e neanche ci esprimiamo in un italiano stentato (altro che inglese livello B2) e ancor meno abbiamo servito la scuola con demerito (spesso più motivati di chi con il ruolo, seduto in cattedra, legge il giornale).

Chiedete ai ragazzi, non ad un concorso, di scegliere i loro insegnanti, chiedetelo ai genitori, e resterete stupiti di veder promuovere quelli che oggi sbattete fuori dalle classi.

Questa sarebbe stata la vera Riforma.

In risposta a chi sottolinea che di tempo per entrare di ruolo ne abbiamo avuto riassumo brevemente la mia tragicomica situazione, personale ma comune a molti altri colleghi:

· - Primi anni 2000

Molti di noi vengono chiamati a supplire alle carenze di organico nei primi anni del 2000, una semplice domanda e si aprono le porte della scuola anche per chi non possiede né esperienza né abilitazione.

Per lunghi anni si aspetta un concorso o una qualsiasi possibilità di messa in regola di una situazione evidentemente precaria: si insegna e si licenzia con i titoli ma senza abilitazione alcuna (all’epoca allo Stato, a cui adesso sta tanto a cuore la preparazione degli insegnanti, andava bene così).

· - 2012 Concorso Regionale a cattedre

Nel 2012 in Piemonte erano previsti 26 posti di Tecnologia (A033). Su circa 800 partecipanti alle prove scritte solo 19 sono risultati vincitori. Sono rimasti 7 posti liberi. Il concorso non aveva valore abilitante e non prevedeva l’assunzione degli idonei. Il concorso era “regionale” cioè i vincitori dovevano essere assunti nella stessa regione, NULLA era previsto per gli altri.

In Piemonte non sono presenti idonei, unica regione in Italia! I piemontesi, laureati al Politecnico, sono evidentemente tutti “ignoranti” o forse non hanno sindacati dal ricorso facile.

Per contro si precisa che in atre regioni si è passati da un minimo di 5 a ben 237 idonei (una concentrazione di genialità!)

· - 2014 TFA, selezionati e non attivati

Si prospetta la possibilità di abilitarsi attraverso un tirocinio formativo attivo, in Piemonte parte la selezione, 54 euro, una giornata persa e una sessantina di domande. Superato il test mi aspetto un contatto per poter iniziare e invece… Ennesimo buco nell’acqua, il TFA non parte e si continua a interrogare, compilare verbali, licenziare alunni, senza abilitazione.

· - 2015 Finalmente PAS_SATI

Siamo laureati, selezionati e infine abilitati, abbiamo lavorato per anni in silenzio senza demerito o richiamo alcuno. Una qualsiasi azienda italiana sarebbe costretta a mettere la parola fine a tale odissea e invece lo Stato in barba a qualsiasi uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge cosa tira fuori dal magico cappello?

· - 2015 Legge 107/2015 “la Buona Scuola” (Giannini)

Con questa legge si decide di assumere gli idonei del “concorso Profumo” (coloro che hanno superato le prove del concorso ma non sono risultati vincitori, per i quali NULLA era stato previsto) e gli iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento (GAE).

In Piemonte sono stati assunti solo idonei provenienti da altre regioni molti dei quali non hanno mai insegnato, a fronte di una disponibilità di insegnanti da anni in servizio a cui è stata preclusa ogni possibilità.

Ieri come oggi, le porte sono state chiuse a chi ha chiesto semplicemente di poter svolgere il proprio lavoro.

Non vi tedierò oltre, il tempo è prezioso e l’Enciclopedia Britannica del concorso mi aspetta.

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