Martedì, 28 Giugno 2016

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Concorso scuola: TFA premia il merito e i giovani. Lettera

di redazione
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Niccolò Santelli - Gentile redazione, sono un insegnante di Italiano e Latino, abilitato con TFA ordinario II ciclo nello scorso giugno. Ho avuto la "colpa" di completare la laurea magistrale a 23 anni, partecipare al concorso (perché di vero concorso si è trattato) per le classi di concorso A051 e A050/43, vincendo in entrambe e quindi scegliendo la prima. Abilitato a 24 anni, ho avuto il mio primo incarico quest'anno, a 25 anni, nel liceo che fino a pochi anni fa ho frequentato da studente.

I ragazzi hanno pochissimi anni in meno di me, e qualcuno pensa che per il fatto che io sia così giovane e inesperto io non sia in grado di svolgere l'attività didattica o di tenere una classe. I ragazzi la pensano al contrario, e vedono un valore aggiunto nell'avere un insegnante coetaneo, che parla la loro stessa lingua.

Dare troppo valore al servizio significa tagliare le gambe ai giovani, a quelli che hanno avuto la "colpa" di studiare, di laurearsi in tempo e di completare un percorso ORDINARIO che molti docenti con esperienza decennale non sono riusciti a intraprendere.

Per una volta, si dia veramente spazio ai giovani, si dia loro la possibilità di competere ad armi pari nel concorso e non partendo svantaggiati da una supervalutazione del servizio. Essere giovani non è una colpa.

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