Martedì, 28 Giugno 2016

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Il concorso per gli iscritti a pieno titolo nelle GM 2012 infanzia rappresenta la fine di un sogno. Lettera

di redazione
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Il 26 febbraio 2016, dopo tanta attesa, è uscito il bando di concorso che porterà in cattedra 63.712 docenti. Per qualcuno certamente sarà l’inizio di un percorso per il raggiungimento dell’agognato ruolo, invece per gli iscritti a pieno titolo nelle GM 2012 infanzia, rappresenta la fine di un sogno.

Sin dal 24 di agosto del 2015, giorno in cui ho dato vita al Movimento Nazionale Docenti Scuola dell’Infanzia, ho creduto e sperato che le cose per 1720 docenti potessero cambiare. Abbiamo cominciato tutti insieme la nostra lunga marcia verso il ruolo. Tante persone hanno creduto in me, perché ho sempre rassicurato tutti dicendo che lo Stato non ci avrebbe mai abbandonati e che certamente ci avrebbe tutelati.

In principio noi docenti della scuola dell’infanzia e, in particolar modo, quelli della GM 2012, eravamo invisibili, quasi dimenticati, o, come più volte affermato “figli di un dio minore”. Tutti i nostri colleghi delle altre classi di concorso, grazie alla Buona Scuola sono stati assunti, ma noi dell’infanzia, nonostante avessimo superato lo stesso concorso, nonostante la legge 107/2015 prevedeva la nostra assunzione al pari delle altre classi di concorso, siamo ancora a casa a chiederci perché noi no?

Perché oggi leggiamo che sono stati banditi 6930 posti e noi siamo rimasti fuori dalla riforma? In questi mesi ho cercato di fare proposte affinché la nostra gravosa situazione fosse finalmente risolta. Con tutti i mezzi possibili ho cercato di dare voce ai docenti infanzia e ho chiesto allo Stato di tutelare la nostra classe di concorso, la nostra graduatoria di merito, con un decreto che contemplasse la nostra assunzione. Ho fatto tante attività con la partecipazione attiva di tanti miei colleghi, giacché noi non abbiamo mai inveito contro il Governo, non abbiamo urlato le nostre ragioni, ma con moderazione e pazienza abbiamo cercato di palesare la disparità di trattamento che avevamo subito. Come coordinatrice del Movimento, ho cercato di contattare chiunque potesse aiutarci attraverso telefonate, mail, convegni, incontri con i rappresentanti sindacali, con i politici cercando la via per me più congeniale ed efficace: quella del dialogo propositivo.

Tutti erano sfiduciati ed io, combattendo contro l’evidenza della nostra invisibilità, ho usato ogni mezzo possibile per far sì che si raggiungesse in comune il nostro obiettivo. Ho “sfruttato” (uso le virgolette) anche la mia storia lavorativa privata, ciò che è stato l’atto più faticoso e doloroso (per ovvi motivi riservati), pur di dare finalmente visibilità ai tanti docenti che si sentivano rappresentati da me, e finalmente sono riuscita a farci ascoltare. I quotidiani, la televisione ma, soprattutto, la politica hanno dimostrato attenzione ed hanno promesso che avrebbero risolto il problema. Ho avuto tante rassicurazioni, tanti esponenti politici e del Miur hanno detto che stavano “lavorando”, che stavano “risolvendo”.

Quando c’è stata certezza dell’emendamento cosiddetto Malpezzi, firmato insieme alla Commissione Cultura, abbiamo esultato. Poi, però, è stato dichiarato inammissibile e si è spento nuovamente il sogno. In questi mesi ho sempre pensato che il merito sarebbe stato riconosciuto. Il nostro premier Matteo Renzi ha sempre sostenuto che il Governo premia il merito ma, mi chiedo adesso, il nostro vale meno di quello degli altri colleghi? L’Italia, attraverso questo Governo, sta subendo grandi riforme, ma il principio cardine che deve essere sempre tenuto presente è che la legge è uguale per tutti. Io ho confortato tutta la GM 2012 Infanzia trasmettendo le assicurazioni della politica. Il sottosegretario Faraone ha affermato che: “le legittime aspettative delle GM 2012 Infanzia avranno risposte”.

Il ministro Giannini, in un’intervista sul quotidiano Repubblica, ha dichiarato che i docenti infanzia non dovevano rifare lo stesso concorso già superato precedentemente. Ora che il bando è uscito, sono ancora valide queste affermazioni? Oggi mi sento inadeguata, inadeguata a rappresentare le docenti infanzia con la consapevolezza di aver illuso tutte le mie colleghe. Ho raccontato di un Governo che ci avrebbe tutelato fino all’ultimo idoneo. Ho dato rassicurazioni, esortando tutti a fidarsi dei nostri rappresentanti politici, perché mi avevano detto – di persona – che avrebbero stabilizzato tutti, che il Governo non poteva fare differenze fra docenti.

Mi hanno più volte chiesto se io credessi veramente nella politica, se credevo veramente che sarebbe arrivato un decreto che permettesse le nostre assunzioni. Oggi chiedo io a Voi, al Governo, che favola devo raccontare ai miei docenti per rassicurarli ancora? Io non vedo alcuna tutela scritta. Anche se sono solo una semplice operaia, aspirante docente, abilitata all’insegnamento, laureata e specializzata, alla mia credibilità e al mio onore ci tengo, come tengo a tutti coloro che si sentono beffati dalle mie “promesse”, dai miei “abbiate pazienza che troveranno un modo”. Oggi domando alla politica e al Governo di far fronte alle promesse fatte. Lo Stato deve tutelare tutti noi che abbiamo l’unica colpa di aver superato un concorso uguale per tutti, ma con un riconoscimento del merito solo sulla carta. Non chiediamo il “posto fisso”, ma la realizzazione delle nostre aspirazioni, dei nostri sogni, quello di dimostrare nelle aule le nostre competenze per la crescita dei nostri bimbi.

I sogni non sono quelli che ci accompagnano durante le nostre notti, ma sono quelli che ci attiviamo a realizzare. Non ho intenzione di portare il peso di aver illuso tante persone che, nel bene e nel male, hanno creduto in me che ho fatto da tramite, ma auspico che il Governo, dopo tante garanzie e promesse, troverà il modo per realizzarle e restituirci finalmente la nostra dignità e più di ogni altra cosa ridarci la speranza che il Governo, se vuole, i nostri sogni li rende reali.

Movimento Nazionale Docenti Scuola dell’Infanzia 

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