Giovedì, 26 Maggio 2016

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Il concorso a cattedra? Sarà la strage degli innocenti... Lettera

di redazione
ipsef

Dalle anticipazioni delle varie testate giornalistiche si profila un concorso basato soprattutto su conoscenze di tipo nozionistico e linguistico. Il requisito discriminante per poter partecipare al suddetto concorso è l'abilitazione : questo requisito dovrebbe presupporre che il candidato abbia già ampiamente dimostrato di conoscere la propria materia di insegnamento. Il MIUR, evidentemente, non è dello stesso avviso. Inoltre, si pretende che docenti di tecnica, matematica, lettere, ecc...non solo conoscano anche una delle lingue comunitarie ( francese, spagnolo, tedesco,ecc) ma anche che il livello di conoscenza sia di tipo B2. Immagino, una situazione in cui l'insegnante di lettere chieda ai ragazzi in francese "Tout le monde sait ce qu'il a à faire ?"..e magari i ragazzi conoscano l'inglese e lo spagnolo.......
 
E' semplicemente ridicolo tutto questo... Un buon insegnante è colui che conosce la propria materia ma che soprattutto sia in grado di per trasmetterla nel modo più semplice ai propri alunni. Un buon insegnate è colui sia in grado di avere una visione generale della classe ma che contemporaneamenteabbia la capacità di individuare le difficoltà dei singoli in modo da trovare le relative soluzioni.
 
Un buon insegnante è colui che ha come finalità la costruzione di una scuola inclusiva attraverso un lavoro di gruppo : la scuola, la famiglia, l'alunno stesso e vari organi istituzionali. Un buon insegnante è colui che svolge il proprio lavoro con entusiasmo e dedizione. Un buon insegnante è colui che sa creare con i propri alunni un clima di rispetto, attenzione e reciproca empatia. Un buon insegnante è colui che sia in grado di utilizzare le nuove tecnologie informatiche per semplificare e rendere più accattivante la didattica.
 
Un buon insegnante è tutto ciò che questo concorso non è in grado di accertare. Ricordo che la maggior parte dei partecipanti al prossimo concorso è rappresentata da insegnanti che stanno lavorando e non hanno il tempo materiale, in paio di mesi, di rivedersi un programma allucinante. Inoltre, vorrei ricordare che la maggior parte dei docenti hanno una famiglia e che la maggior parte è di sesso femminile e che quindi ha dei bambini da accudire. E' bello che i nostri parlamentari difendano la famiglia...evidentemente a corrente alternata....
 

L'unica conseguenza di questo concorso, basato su conoscenze nozionistiche di stampo universitario, sarà quella di determinare una "strage" di candidati...appunto la "strage" degli innocenti.
 

Piero Aguti

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