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Giovedì, 01 Settembre 2016

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Concorso a cattedra. Il Miur dispensa dal B2 per il TFA, ma poi lo pretende al concorso. La nota

di redazione
ipsef

Per molto tempo si è dibattuto sulla necessità della certificazione a livello B2 per chi conseguisse l'abilitazione TFA, perchè in tal modo si esprimeva il dm 249/10 che ne disciplinava l'avvio e l'organizzazione.

La normativa

Il dm 249/10 all'art. 3 comma 4 afferma "Costituiscono parte integrante dei percorsi formativi ai fi ni del raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 2: a) l'acquisizione delle competenze linguistiche di lingua inglese di livello B2 previste dal “Quadro comune europeo di riferimento per le lingue” adottato nel 1996 dal Consiglio d'Europa. La valutazione o la certifi cazione di dette competenze costituisce requisito essenziale per conseguire l'abilitazione"

Nel corso del primo ciclo TFA si dibattè molto sulla necessità di conseguire tale titolo.

Con nota del 28 febbraio 2013 poi il Miur fece chiarezza, istituendo una deroga per il TFA transitorio "Si ritiene opportuno ribadire quanto già dichiarato in apposita FAQ, e cioè che per il presente ciclo TFA attivato ai sensi dell'art. 15 comma 1 del Decreto il requisito del possesso delle competenze di livello B2 in lingua inglese non è richiesto nè per l'accesso, nè alla fine del percorso".

La questione si chiuse lì, e la determinazione del Miur ha continuato ad essere valida anche per il II ciclo TFA e per i corsi PAS.

Dunque, a meno che i docenti non abbiano adempiuto in maniera individuale e privata, o all'interno dei corsi organizzati dalle scuole, a conseguire la certificazione, a livello generalizzato non ne sono in possesso, in quanto mai richiesta.

Adesso il concorso a cattedra 2016. Prima prova, quella scritta, con due quesiti su 8 da svolgere in lingua (a scelta tra francese, inglese, tedesco e spagnolo per infanzia e secondaria, obbligatorio inglese per la primaria) ad un livello di competenza B2.

Ecco dunque che il B2, finora non richiesto sarà invece uno dei punti focali delle prove del concorso a cattedra.

Una contraddizione della quale il Ministero forse dovrebbe fornire una spiegazione, invece di proseguire "per la propria linea".

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