Sabato, 28 Maggio 2016

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Concorso a cattedra : ecco il profilo di un buon insegnante. Lettera

di redazione
ipsef

Ho appena letto che il Presidente Renzi prospetta la possibilità di ridurre da due ad uno i quesiti in lingua : sinceramente, non mi sarei mai aspettato un suo intervento in questa direzione. Evidentemente, Renzi ha capito che non tutte le critiche sono distruttive e che la preparazione di un insegnante di matematica, di lettere, di musica, non dipende certamente dal suo livello di conoscenza di una lingua comunitaria. Puoi conoscere anche cinque lingue comunitarie...ma se non conosci la tua materia e soprattutto non hai la capacità di trasmetterla in modo semplice ai tuoi alunni, non sarai ma un buon insegnante.

I due quesiti in lingua potrebbero avere come conseguenza, l'esclusione di molti insegnanti preparatissimi. E questo solo perché non hanno un livello B2 di conoscenza della lingua tedesca ? Mi sarei  aspettato piuttosto dal MIUR, domande inerenti le nuove tecnologie (utilizzo delle LIM, dei TABLET, piattaforme digitali ecc.), Invece, paradossalmente si prevede una prova scritta computer based ma nessun punteggio per i titoli informatici, Sinceramente, credo che in tutto questo non ci sia una logica.

La conoscenza della materia di insegnamento è già stata accertata con il conseguimento della relativa abilitazione. (per questo motivo il bando è aperto solo al personale abilitato). Oggi, gli insegnanti si trovano sempre più spesso a gestire classi numerose, multietniche, problematiche. E' fondamentale che l'insegnante abbia la capacità di saper gestire le relazioni e gli apprendimenti : altrimenti, le ricadute negative sulla classe sono inevitabili. Questo concorso dovrebbe avere l'obiettivo di accertare altri aspetti: metodologici e pedagogici.

Il concorso dovrebbe accertare se un insegnante ha alcune delle seguenti capacità : sia autocritico e riflessivo ; sia in grado di stimolare la comunicazione interattiva tra gli alunni ;  conosca e favorisca l'apprendimento attraverso l'esperienza; valorizzi i punti di forza dei ragazzi ; permetta a tutti di esprimersi, apprezzi i suggerimenti degli alunni, non giudicando e non valutando tutto ciò che viene detto dagli alunni; abbia la capacità di ascoltare attivamente, mostrando interesse, empatia e ricercando soluzioni mediate e condivise ; abbia l'umiltà di mettersi per primo in gioco. Questo è il profilo di un buon insegnante anche se non conosce purtroppo bene il tedesco....e che l'impostazione di questo concorso potrebbe escludere dalle nostre scuole !!!

Piero Aguti

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