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Lunedì, 29 Agosto 2016

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Concorso 2016: dove sono finiti i posti di strumento musicale? Lettera

di redazione
ipsef

Sono una docente di saxofono e vi scrivo per raccontarvi di una delle tante situazioni anomale venutesi a creare, in questo momento, per alcuni i docenti abilitati in strumento musicale nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Il percorso abilitante compiuto dai docenti come me, inseriti attualmente in II fascia di strumento musicale, consiste nell'aver frequentato, in Conservatorio, un Biennio a Indirizzo didattico più un Tfa, per una durata complessiva di 3 anni e per un costo totale di circa 5000-6000 euro, oppure, per coloro che avevano prestato servizio per almeno 36 mesi, tramite un annuale Percorso Attivo Speciale del costo di 2500 euro circa. A queste cifre bisogna anche aggiungere le spese sostenute da ognuno per raggiungere il Conservatorio (un collega ha frequentato un biennio + un tfa presso un Conservatorio italiano pur vivendo ad Amsterdam) nel quale erano stati messi a disposizione dei posti (a volte anche uno solo) corrispondenti al numero di cattedre di quello strumento musicale, disponibili nel bacino regionale: ai più fortunati è toccato raggiungere un Conservatorio nella propria Regione, ai meno, di aver intrapreso lunghi viaggi o di essersi addirittura trasferiti in un'altra città.

Per di più, solo gli abilitandi in strumento musicale hanno dovuto sostenere una prova di ammissione e frequentare un Biennio specifico per l'insegnamento, esso stesso NON ABILITANTE, con l'unico vantaggio di aver accesso diretto al Tfa (molti ad esempio, erano già in possesso di un “inutile” Biennio di strumento musicale a indirizzo esecutivo del costo di 2000 euro circa): pensate quanto si diventi bravi a insegnare frequentando corsi ripetitivi per ben tre anni, le cui singole discipline avevano spesso scarsa attinenza con la finalità del corso stesso. Specifichiamo che nei Conservatori italiani, ci sono docenti che occupano cattedre storiche di Didattica della Musica che se non fossero stati incaricati di occuparsi dei Bienni a indirizzo didattico oltre ai Tfa e Pas, avrebbero dovuto dirottare la loro professionalità su altri corsi.

Lo scorso 26 febbraio esce il tanto atteso bando di concorso e con sommo stupore si apprende che per alcune CdC di strumento musicale alle medie, come saxofono e tromba ad esempio, non risultino esserci posti disponibili o in alcuni casi di dover concorrere per appena 1 o 2 posti in tutta Italia. Un collega, ad esempio, docente di flauto dolce presso un liceo musicale, abilitato nella classe di concorso A031-32 per mezzo di un Pas, non potrà partecipare al concorso prossimo poichè non compaiono posti disponibili per la sua materia d’insegnamento.

Un'ulteriore situazione sfavorevole, che mi preme sottolineare, è data dal fatto che per quelle classi di concorso, i cui posti sono irrisori a livello nazionale, toccherà comunque concorrere per una sola regione, col rischio che la maggior parte dei candidati scelga di presentarsi nella regione col maggior numero di posti (si parla comunque di 2, 3 o 4 posti ad esempio), tralasciando la possibilità di concorrere nella regione dove c'è un posto solo e così creando un'iniqua distribuzione dei candidati. Non sarebbe più giusto che il concorso generi una graduatoria nazionale, per far sì che i più meritevoli siano nominati di ruolo?

Inoltre, io e i suddetti colleghi ci domandiamo come sia potuto succedere che i posti che qualche anno fa erano disponibili e quelli che sono attualmente occupati dai docenti precari, oggi siano scomparsi e come il Ministero possa giustificare questo in previsione del fatto che noi docenti abbiamo speso migliaia di euro, abbiamo dovuto sostenere esami in ingresso, in itinere e finali, molti di noi hanno un servizio di durata superiore ai 36 mesi e che quindi rischiano di non poter essere assunti come precari nei prossimi anni, e infine che il prossimo concorso potrebbe essere bandito fra ben tre anni.

Attendiamo risposte e provvedimenti celeri dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Cordiali saluti,

Anna Paola De Biase

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