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Domenica, 24 Luglio 2016

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Chi svolge i progetti su sicurezza e legalità nelle scuole? I docenti del potenziamento o esperti esterni? Nota APIDGe

di redazione
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Apidge, Associazione Professionale degli Insegnanti di Discipline Giuridiche ed Economiche, per il tramite dell’Avv M. Giovanna Musone, ha inviato all’Ufficio di Gabinetto del Ministro e ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali, una nota di chiarimento su quanto appreso dagli organi di stampa, ovvero che l’insegnamento del diritto, anche sotto la forma di progetti speciali di sicurezza e di legalità, in alcuni istituti scolastici verrebbe affidato ad esperti esterni, enti o associazioni di vario genere, anziché utilizzare il personale interno abilitato all’insegnamento del Diritto e dell’Economia politica.

Di recente poi sarebbero addirittura state affidate attività didattiche di potenziamento dell’autonomia delle scuole ad una associazione di notai, attivando con questa apposite convenzioni.

La situazione, e la vicenda in particolare, dove risultasse fondata, comporterebbe una incresciosa confusione di metodi e di ruoli nella didattica delle scuole, contravvenendo oltre che alla normativa generale sulla gestione delle risorse umane nel pubblico impiego (Dlgs 30 marzo 2001, n.165) e costituirebbe un non senso rispetto a quanto previsto nelle recenti riforme scolastiche. Da un lato infatti si potenzia l’insegnamento della disciplina giuridica ed economica, assumendo nuovi docenti abilitati e specializzati, e dall’altro sarebbero utilizzati, e forse anche pagati con denaro pubblico, consulenti o specialisti esterni, per svolgere il ruolo dell’insegnate. I docenti di Diritto e di Economia politica sono ormai presenti in forza nelle scuole di tutta Italia, che potrebbero anche gestire queste attività in forma consortile.

Laddove la notizia fosse vera e il progetto di far insegnare il diritto, anche soltanto a titolo sperimentale nelle scuole ai notai si realizzasse, potremmo sostenere che la situazione oltre a violare l’articolo 40 del D.Lgs n. 151/01, che prevede la possibilità di avvalersi di esperti esterni soltanto se nella scuola non insistono docenti specializzati in una certa materia, integrerebbe anche la violazione di norme a carattere penali. Tra queste l’art. 348 del codice penale, secondo cui “Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro”. Non si può sottacere neppure l’aspetto del dispendio economico che comporterebbe l’utilizzo di esperti esterni al posto di docenti specializzati in diritto: una questione sicuramente denunciabile alla Corte dei Conti.

Nel restare fiduciosi che tale notizia sia del tutto infondata, ci si augura che la “Buona scuola” continui nell’ottica del potenziamento delle discipline giuridiche ed economiche, di cui tanto si avverte l’importanza nelle scuole.

Il Presidente Nazionale APIDGE

Ezio Sina

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