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Venerdì, 26 Agosto 2016

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Chi ha inventato la Buona Scuola? FLCGIL: sì ad organico funzionale e piano assunzioni, no a "docente tappabuchi"

di redazione
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Immagine riforma La Buona Scuola

In merito all'articolo "Chi ha inventato la Buona Scuola: Renzi o la FLC?" la FLCCGIl invia alcune precisazioni nelle quali precisano che vanno ad essa attribuita correttamente le proposte di organico funzionale e del piano di stabilizzazione per il definitivo superamento del precariato, ma non la paternità del docente “tappabuchi” e delle “graduatorie nazionali” per la stabilizzazione dei precari.

Le precisazioni della FLC CGIL. Con le proposte del 2011, successivamente aggiornato nel giugno 2013 con un documento intitolato “La scuola vince in quattro mosse”, abbiamo rilanciato la stabilizzazione degli organici di fatto docenti e Ata, visto che ogni anno oltre 90 mila persone smettevano di lavorare al 30 giugno per poi riprendere a settembre. Un vero “sballottamento” per tutti: per gli alunni costretti a cambiare ogni anno docente, per gli insegnanti sbattuti da una scuola all’altra, per il sistema nel suo complesso impegnato a gestire un’infinita giostra di personale in perenne movimento. E la stabilizzazione di oltre 130.000 precari docenti e Ata, in particolare chi, dopo 36 mesi di servizio, aveva maturato i requisiti di legge per accedere al posto di insegnante/ata oltre la copertura del normale turn over, in media 30.000 mila persone ogni anno.

L’organico funzionale come da noi immaginato e proposto serve per assicurare certezze e continuità nell'organizzazione della didattica e del piano dell'offerta formativa. Una dotazione aggiuntiva definita secondo la tipologia della scuola/ordinamenti (istituto comprensivo, alberghiero, industriale, liceo, ecc.), alcuni indicatori di complessità (numero delle sedi, trend di crescita demografica, significativo numero di alunni con disabilità e immigrati, laboratori, azienda agraria, ecc.) e finalizzata a migliorare l’efficacia dell’azione didattica in relazione al POF (specificità del territorio, dispersione, integrazione, introduzione di una figura tecnica nella scuola del primo ciclo).

Con la nostra proposta le supplenze saltuarie, ad eccezione di quelle lunghe (gravi patologie, maternità, congedi parentali), venivano assicurate da una task force di supplenti, nominati fino al 30 giugno, incardinati sull’organico di rete. Nessun docente tappabuchi nella nostra proposta. Al contrario, l’estensione dei diritti dei supplenti non più nominati (come accade tuttora) per pochi giorni o addirittura per poche ore, ma con contratti fino al 30 giugno e collocati su un organico di rete.

Strettamente connessa alle precedenti è la proposta di un piano di generalizzazione della scuola dell'infanzia: 2.500 sezioni in 5 anni. Perché una scuola giusta comincia proprio da lì, dalla scuola dell’infanzia.

Infine le graduatorie. Sempre nel 2013 abbiamo proposto alle forze politiche un piano pluriennale di stabilizzazioni per superare il precariato storico e rendere giustizia alle GAE e ai precari delle graduatorie che da anni lavorano con professionalità, anche senza abilitazione, con contratti annuali. La nostra proposta di formulazione di una graduatoria nazionale, su base volontaria, aveva la finalità di esaurire le GAE mettendo a disposizione dei precari tutte le disponibilità esistenti a livello nazionale e in una contemporaneità di operazioni. Senza toccare la posizione nelle graduatorie provinciali. Ma sempre guardando al concorso pubblico come strumento esclusivo di reclutamento una volta superato il doppio canale.

Questa la nostra posizione che non ha alcuna affinità con quanto ha fatto il governo con “Buona Scuola” che invece:

  1. ha istituito, sì, l’organico dell’autonomia ma ne ha escluso la scuola dell’infanzia, gli Ata e gli educatori, e lo ha introdotto in modo casuale e non rispondente al PTOF
  2. ha assunto i precari inventandosi il delirio delle fasi O,A,B e C e non, come da noi proposto, con un piano pluriennale di immissioni in ruolo che non lasciasse fuori nessuno dei precari che avessero maturato i diritti all’assunzione
  3. ha negato la stabilizzazione a oltre 90.000 precari con 36 mesi di servizio
  4. ha bloccato il turn over sul personale Ata
  5. ha tagliato i fondi per le supplenze
  6. ha istituito gli ambiti territoriali, legandoli ad una inaccettabile e incostituzionale chiamata diretta dei docenti
  7. ha stravolto gli equilibri fra gli Organi di governo delle istituzioni scolastiche conferendo una supremazia all’organo monocratico (Dirigente Scolastico) sugli Organi collegiali (Collegio e Consiglio)
  8. ha istituito un “mostro” giuridico investendo il DS di autorità salariale che dispensa a sua discrezione quote di salario sulla base di genericissimi criteri individuati da un organo (Comitato di Valutazione) costituito parzialmente da componenti estranei alla comunità scientifica.

Per non parlare dell’eccesso di deleghe che il governo si è attribuito.

Dunque tra la FLC e la scuola di Renzi c’è niente in comune. Solo qualche parola (organico funzionale, immissione in ruolo) presa in prestito dalle nostre elaborazioni: cosa che certo non fonda comunanza di idee.

Cosa fare? Far ripartire il confronto con le parti sociali e con la categoria che è stato sempre negato. Da dove cominciare? Dal rinnovo del contratto fermo da 7 anni.

Grazie dell’attenzione e con amicizia

FLC CGIL nazionale

Chi ha inventato la Buona scuola: Renzi o la Flcgil?

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