Sabato, 28 Maggio 2016

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Burnout, casi difficili e Collegi Medici “creativi”: un mix esplosivo. Consigli pratici per il dirigente sprovveduto

di Vittorio Lodolo D'Oria
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A volte capita che il preside sia diligente e scrupoloso nel redigere accuratamente la relazione per il Collegio Medico di Verifica ai fini dello Accertamento Medico d’Ufficio di un docente, tuttavia i possibili imprevisti sono sempre in agguato come nel caso qui sotto riportato in cui il dirigente scolastico si è sentito dare sconcertanti risposte da parte della segreteria della CMV competente.

Come comportarsi in siffatte circostanze? Vediamo la relazione stilata dal capo d’istituto sull’insegnante Maria Verdi (nome di fantasia) e riflettiamo su quanto fatto e su come muoversi.

Relazione sulla docente di scuola dell’infanzia Maria Verdi ai fini della visita medico-collegiale per l’accertamento sanitario dell’idoneità psicofisica a svolgere le mansioni del profilo del docente di scuola dell’infanzia ai sensi dell’art 5 della L. 300/1970.

La docente di scuola dell’infanzia Maria Verdi, nata nel 1953, entrata in ruolo nell’a.s. 1980/1981 dopo un decennio di precariato, presta servizio dall’a.s. 1986/1987 nell’attuale sede di titolarità, in questa Scuola dell’Infanzia ed è dipendente di questo Circolo Didattico dal 1° settembre 2000.

La docente in oggetto ha evidenziato in forma sempre più conclamata, notevoli difficoltà sia sul piano relazionale, sia su quello deontologico. Il presente accertamento medico, richiesto a tutela del lavoratore, è volto a stabilire e/o escludere che le manifestazioni comportamentali e le circostanze di seguito riportate possano essere espressione di disagio psicofisico o di sofferenza del lavoratore.

  • Il percorso scolastico è costellato da molte assenze: dal 18.09.2007 alla data odierna si è assentata dal servizio per malattia ben 206 giorni; ultimamente per lunghi periodi prescritti dal medico curante, su richiesta dello psicologo 60 giorni consecutivi nel 2008 (allegato n. 1); 90 giorni consecutivi nel corrente a.s. (allegati n. 2,3,4). E’ tuttora in malattia (alleg. 4)
  • I numerosi tentativi di dialogo esperiti dalla sottoscritta, al fine di chiarire regole e procedure e di ridurre al minimo le anomalie comportamentali, sono risultati del tutto infruttuosi per la manifesta indisponibilità/incapacità della docente a modificare il proprio punto di vista, e la tendenza ad attribuire ciò che di negativo accade esclusivamente agli altri (dirigente, colleghe, collaboratrici scolastiche, famiglie, alunni).
  • Nella gestione della sezione e della relazione educativa con i bambini, è ritenuta fonte di disagio per gli alunni medesimi a causa della scarsa capacità di accoglienza, del ricorso a mezzi di correzione, tirate d’orecchi, strattonamenti, punizioni. Elementi che emergono dalle segnalazioni orali e scritte dei genitori, costretti a trasferire i figli in altra scuola fin dall’a.s. 2003/2004 (Allegati 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14).
  • Nel rapporto con le contitolari di sezione che si sono avvicendate annualmente la relazione è stata connotata da conflittualità per la mancanza di condivisione sulle modalità di interagire con gli alunni e sull’approccio metodologico – didattico da privilegiare (allegati 15 e 16).
  • Nel rapporto con le colleghe del plesso ha assunto atteggiamenti oscillanti tra due opposti estremi: il pregiudiziale contrasto o l’assenza di comunicazione, l’isolamento e la fuga dalle occasioni di confronto (assenze sistematiche nei giorni in cui era previsto l’incontro mensile di programmazione).
  • Nel rapporto con la dirigenza, ha avviato comunicazioni da parte di studi legali, riguardanti presunte violazioni e non suffragate da prove, che sarebbero state commesse a danno della docente (allegati 17, 18, 19, 20). Ha poi spesso inoltrato note rivendicative e di lamentela, sempre più numerose nell’ultimo triennio, relative ad avvenimenti scarsamente rilevanti su cui la maestra ritorna a notevole distanza di tempo (a titolo di esempio si vedano gli allegati 21, 22, 23, 24).
  • Nel rapporto con le famiglie, si evidenzia una forte insoddisfazione dell’utenza sia per la scarsa disponibilità, sia per le continue e saltuarie assenze dell’insegnante (allegati lett. a).

Tenuto inoltre conto che talune manifestazioni possono originare da un disagio psicofisico della persona, si segnalano comportamenti anomali anche sul piano deontologico. La docente ha evidenziato, in modo ingravescente, scarsa diligenza nell’espletamento degli obblighi connessi al proprio profilo professionale quali violazione delle norme contrattuali, inosservanza delle regole e refrattarietà alle disposizioni.

In base ai comportamenti qui di seguito riportati, non è stato possibile non procedere all’avvio di procedimenti disciplinari per:

  1. inosservanza sistematica dell’orario di servizio e impropria fruizione dei permessi brevi che, già nel 2004, hanno determinato l’avvio del primo procedimento disciplinare, conclusosi con l’archiviazione e l’addebito delle ore non recuperate (Allegati n. 25, 26, 27);
  2. assenza ingiustificata dal servizio (mancata comunicazione della proroga) sanzionata con l’avvertimento scritto (Allegati n. 28, 29, 30);
  3. assenza dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità senza la preventiva comunicazione all’ufficio (art. 17, c.16 del vigente CCNL), sanzionata con la censura da parte del Dirigente dell’U.S.P. (Allegati n. 31 e 32);
  4. partecipazione a un corso di formazione durante il periodo di malattia di 60 gg. e richiesta, per tale attività, del compenso incentivante, sanzionata con la sospensione di 30gg. dal servizio e dalla retribuzione da parte del Dirigente dell’U.S.P. (Allegati n. 33, 34, 35).

A questi si sono aggiunte alcune anomalie comportamentali (di seguito elencate), la cui chiarificazione, non sempre riuscita, ha alimentato una fitta corrispondenza:

  1. reiterate richieste di recuperi orari già fruiti o non dovuti (Allegati n. 36, 37);
  2. richiesta di liquidazione di ore aggiuntive funzionali all’insegnamento in assenza della prevista documentazione (Allegati n. 38, 39, 40, 41, 42);
  3. rivendicazione, perseguita con ostinazione, del diritto a fruire di un numero di giorni di ferie e festività soppresse superiore a quello stabilito dal CCNL (Allegati n. 43, 44, 45);
  4. richieste non pertinenti (allegato n. 46).

Nel precisare che la documentazione allegata è solo una piccola parte di quella acquisita agli atti, si chiede che codesta spettabile CMV sottoponga ad accertamento sanitario la maestra a tutela della salute del lavoratore stesso e a garanzia dell’incolumità dell’utenza.

Distinti saluti

Il dirigente scolastico

Commento alla relazione e prosieguo della vicenda

La relazione è impostata molto bene e per punti. Difetta tuttavia di sinteticità, cosa che comporta il rischio di una rapida e superficiale lettura da parte della CMV medesima. Tutti i punti evidenziati sono giustamente supportati da allegati atti a suffragare quanto sostenuto per iscritto dal dirigente, mentre il ricorso della docente a mezzi di correzione impropri è propriamente evidenziato. Piuttosto dubbio invece il ricorso all’uso di procedimenti sanzionatori quando la natura del problema pare essere medica piuttosto che disciplinare. Pur tuttavia è corretto ed utile riportare i provvedimenti punitivi adottati nei confronti della docente perché potrebbero rivelarsi utili ai fini dell’inquadramento diagnostico definitivo.

Dopo qualche tempo il dirigente scrive una nuova missiva al sottoscritto lamentando il comportamento sconcertante della segreteria della CMV competente.

Gentile dottore, le voglio raccontare ciò che mi è capitato e che trovo, a dir poco, sconcertante. Stamane mi sono recata presso gli uffici della CMV per consegnare personalmente la documentazione di cui lei è a conoscenza. Mi sono sentita rispondere che non poteva essere accettata perché mancava l'autorizzazione al trattamento dei dati da parte dell'interessata. Ho cercato di controbattere con ogni argomento, ma tutto è stato inutile; anzi mi è stato ribadito che, senza la suddetta autorizzazione, la pratica non sarebbe stata neanche aperta e che, in caso di “pericolo" per gli alunni, mi sarei dovuta rivolgere alle Forze dell'Ordine. Sono andata via dicendo che avrei approfondito la cosa.
Penso, però, che spedirò la documentazione con raccomandata RR e, se la pratica non avrà il suo iter, chiederò una spiegazione formale. Posso fare altro? C'è qualcosa che mi sfugge? Lei cosa mi consiglia?

Conclusione

Quanto dichiarato a voce dalla segreteria della CMV è del tutto infondato oltre ad essere sconcertante. La legge è a tal proposito chiara ed esplicita (art.5 L 300/1970) e prevede che il dirigente stili una relazione completa ed esaustiva sul docente sottoposto, a sua richiesta o d’ufficio, all’accertamento medico (art.15 DPR 461/01). Bene dunque ha fatto il dirigente a inviare la documentazione alla CMV avvalendosi di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Non sarebbe poi stata idea peregrina quella di avvisare il proprio USR chiedendo un tempestivo intervento per evitare il ripetersi di simili stravaganze. Non si turbino i dirigenti scolastici: c’è sempre qualcosa da imparare ma, con un pizzico di buona volontà e un’adeguata preparazione medico-legale, se ne viene a capo.

www.facebook.com/vittoriolodolo

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