Lunedì, 27 Giugno 2016

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La "Buona scuola" del ministro Giannini non ha raggiunto i suoi obiettivi. Lettera

di redazione
ipsef

La legge 107 del 2015, la "Buona scuola" del ministro Giannini, non ha raggiunto i suoi obiettivi. L'avvio del meccanismo della chiamata diretta da parte dei presidi, collegato alla "bollinatura" degli insegnanti attraverso le valutazioni di merito assegnate dai presidi stessi, si è scontrato con l'opposizione di decine di Collegi Docenti che hanno respinto i meccanismi di valutazione previsti dalla legge.

Ma queste sono valutazioni di merito, che andrebbero approfondite. Il dato più importante è che i fondi assegnati alla scuola non sono aumentati, che la scuola italiana rimane Cenerentola a livello europeo, come dimostrano i dati Ocse che peraltro premiano la qualità di una scuola che si regge soltanto sul volontariato dei docenti e degli altri operatori.
E questo in un tempo in cui solo l'istruzione, umanistica e scientifica, può garantire alla nostra società un futuro. Un'istruzione, certo, legata al lavoro, ma anche alla formazione come cittadini forniti di conoscenze e di consapevolezza dei propri diritti. E ancora una scuola che svolge il ruolo fondamentale di incontro fra le culture e le etnie, contro ogni fondamentalismo. E che ha bisogno di fondi per funzionare.
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