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Sabato, 30 Luglio 2016

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Bullismo, continua l'azione contro il fenomeno presso il Liceo di Galilei-Costa di Lecce: progetto "SBAM!

di redazione
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Bullismo, continua l'azione contro il fenomeno presso il Liceo di Galilei-Costa

Continuano le iniziative presso l'Istituto “Galilei-Costa” di Lecce contro il bullismo. Dopo che la classe I A ha fondato il movimento "Mabasta", adesso una classe terza, III B, ha dato vita al progetto "SBAM! che si propone di affrontare la tematica del bullismo tramite la musica. Il sottotitolo del progetto è “Una sberla al bullismo a suon di musica”. 

Il progetto è cordinato dalla docente di Inglese Elisabetta D'Errico. Gli obiettvi del progetto sono due: individuare tutti quei brani musicali che trattano argomenti o situazioni riconducibili ad azioni e atteggiamenti bullistici o, comunque, a ogni genere di sopruso tra giovani; incitare ed invitare tutti i musicisti, soprattutto quelli che hanno più appeal sui giovani, a comporre sempre più canzoni con testi orientati a fermare il fenomeno, incitando le vittime a parlare, i bulli a smettere e gli “spettatori” ad intervenire.

Di seguito il comunicato del movimento "Mabasta" che ben illustra il progetto.

Se in tema di bullismo la classe 1°A ha lanciato l’urlo “Mabasta”, ora la classe 3°B risponde e rilancia con “SBAM! – Stop Bullying Adopt Music”, un progetto che ben si allinea con gli obiettivi di Mabasta e che dà il proprio contributo nel contrastare il fenomeno del bullismo scolastico con “un’arma” molto potente e che ha sicuramente una gran presa sui giovani, la musica.
 
Parliamo sempre dell’Istituto “Galilei-Costa”, la scuola di Lecce da cui tutto è partito appena venti giorni fa. Ora sono le ragazze ed i ragazzi del terzo anno a mobilitarsi e, sotto la guida della docente di inglese, Elisabetta D’Errico, hanno infatti deciso non solo di sostenere l’idea dei loro colleghi più giovani della 1°A, ma addirittura di appesantire il carico e affrontare il tema da un’angolazione diversa, musicale, a suon di testi e canzoni di ogni genere, rap, rock, pop, reggae…
 
I giovani ideatori di “SBAM”, il cui sottotitolo recita “Una sberla al bullismo a suon di musica”, si pongono due obiettivi. Il primo è quello di individuare tutti quei brani musicali che trattano argomenti o situazioni riconducibili ad azioni e atteggiamenti bullistici o, comunque, a ogni genere di sopruso tra giovani. Siccome la grande maggioranza di brani è in lingua inglese, si preoccuperanno di tradurli in italiano così che possano essere facilmente compresi.
Il secondo obiettivo, molto più ambizioso, è quello di incitare ed invitare tutti i musicisti, soprattutto quelli che hanno più appeal sui giovani, a comporre sempre più canzoni con testi orientati a fermare il fenomeno, incitando le vittime a parlare, i bulli a smettere e gli “spettatori” ad intervenire.
 
«E’ un progetto decisamente interessante a cui i ragazzi si stanno appassionando e in cui stanno credendo molto. – afferma la prof coordinatrice di Sbam, Elisabetta D’Errico – Ritengo che possa davvero arrivare ai cuori e alle menti dei giovani in quanto la musica oggi ha tre grandi potenzialità legate a tre differenti linguaggi, il suono, capace di catturare l’orecchio e suscitare forti emozioni, il testo, che, se compreso, aiuta a riflettere e a sensibilizzare, e le immagini dei videoclip, le quali offrono uno spaccato della realtà che troppo spesso preferiamo evitare di guardare. Confesso che io stessa ho provato una grande emozione nello scoprire la forza espressiva di alcuni brani e video.»
 
E i ragazzi raccontano: «Vogliamo tradurre dall’inglese tutti quei brani che musicisti famosi e meno famosi hanno dedicato al tema del bullismo perché pensiamo che se un “bullo” o una “bulla” dovesse scoprire che il suo idolo (quello per cui impazzisce) condanna fermamente ogni genere di atteggiamento offensivo, allora, forse, ci penserà due volte prima di dare sfogo al suo istinto di sopraffazione. Abbiamo già trovato alcuni brani molto belli e diretti, come “Dare to be different” di Rachael Lynn e “Make it stop” dei Rise Against, accompagnati anche da videoclip altrettanto forti e comunicativi. Il nostro sogno è che in Italia miti come J-Ax, Fedez e Emis Killa, o Ligabue, Vasco e Tiziano Ferro, o ancora i nostri conterranei, Negramaro, Sud Sound System, Alessandra e Emma, possano decidere di sostenere la causa e dire anche loro “MaBasta” scrivendo dei brani che trattano di questo delicato e importante tema.»
 
Tutti i testi che i ragazzi tradurranno, insieme ai brani di artisti italiani, saranno poi pubblicati in un’apposita sezione del sito ufficiale di Mabasta (www.mabasta.org). In questo senso si sta instaurando una forte collaborazione tra le due classi della scuola leccese affinché siano realizzate e pubblicate pagine web attraenti e coinvolgenti, capaci di catturare l’attenzione di tanti, tantissimi giovani.
 

 

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