Giovedì, 30 Giugno 2016

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Appello di 423 dirigenti scolastici: siamo alle soglie dell'esasperazione per troppe responsabilità e pochi soldi

di redazione
ipsef

Laura Biancato, dirigente scolastico - Invio l'appello che quattrocentoventitrè Dirigenti Scolastici di tutta Italia hanno sottoscritto, e che è stato inviato all’Associazione Nazionale Presidi e ad altre OO.SS.

“La nostra situazione professionale è ormai al paradosso.

Non siamo Dirigenti equiparati alla dirigenza dello stato, ma sosteniamo il peso di incombenze che nessun altro ha. Dalla sicurezza all'attività negoziale, passando per la gestione del personale, dovendo incidere sulla didattica e sulla metodologia per garantire risultati di apprendimento. Tutto con responsabilità diretta.

Le recenti sentenze (vedi quella di Lodi che ci esautora dai poteri disciplinari o quella ben più tragica del collega Livio Bearzi, condannato per il crollo di un edificio scolastico nel terremoto dell’Aquila) ci dimostrano due concetti opposti: il primo, che per la giustizia italiana non siamo nemmeno datori di lavoro. Il secondo, che lo siamo in modo assoluto.

Tutto e il contrario di tutto, all'interno del nostro profilo professionale.

Economicamente mal retribuiti (percepiamo poco più di un docente a fine carriera) e tartassati (diminuzione della retribuzione, mancata perequazione interna ed esterna, mancata corresponsione delle reggenze, peraltro pagate 350 euro al mese!!!, mancati rimborsi spese... ), costretti a ritmi impossibili (si lavora obbligatoriamente anche la domenica) per tenere in piedi uno o anche due Istituti con migliaia di studenti, più ordini di scuola e centinaia tra docenti e ATA, con poteri continuamente messi in dubbio sia dal nostro Miur che dalla giustizia del lavoro ed ordinaria, dovremmo poter contare sulle nostre associazioni sindacali per una protesta seria, definita e circostanziata ed un miglioramento delle condizioni di lavoro.

Sono anni che la situazione sta precipitando vertiginosamente.

C'è bisogno di chiarezza: siamo o non siamo dirigenti? Perchè lo siamo per le incredibili responsabilità e non a livello stipendiale? Quali effettivi poteri abbiamo per poter garantire i risultati che ci sono richiesti da un sistema di valutazione che giudicherà principalmente il nostro operato?

La categoria è arrivata ad un livello di esasperazione intollerabile, con punte di vera disperazione. Si parla di burn out dei docenti, ma crediamo che il nostro sia statisticamente un fenomeno  molto più grave.

Nei social si cerca un aiuto reciproco che spesso rappresenta l'unica ancora a cui aggrapparsi, nei meandri di una normativa farraginosa ed inutile e di una burocrazia ministeriale che, a dispetto del processo di semplificazione, sta diventando ogni giorno più abnorme.

Abbiamo bisogno di una soluzione immediata.

Se siamo davvero dirigenti, che ci venga adeguato lo stipendio e che i contratti della scuola ne tengano conto.

Se non lo siamo, che ci vengano tolte responsabilità che non possiamo sostenere.

Delle due, l'una. Ma non si può attendere “

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