Giovedì, 26 Maggio 2016

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Anief e Cobas programmano una lotta comune contro la “cattiva scuola” di Renzi

di redazione
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Anief - Questa è la prima risposta all’accordo politico raggiunto tra il Miur e i sindacati rappresentativi sull’ipotesi di contratto sulla mobilità. Di fronte alla sottomissione al "renzismo" del sindacalismo confederale che apre le porte alla chiamata diretta da parte dei presidi e alla perdita di titolarità volute dalla “cattiva scuola”, soltanto a parole contestata da tali sindacati nella scorsa primavera, Anief e Cobas si oppongono e rilanciano la mobilitazione.

Dichiarano Bernocchi e Pacifico al termine dell’incontro tenutosi a Roma: “Nei prossimi mesi, discuteremo in Convegni e assemblee pubbliche regionali le nostre posizioni sul conflitto contro l'applicazione della legge 107, la chiamata diretta dei presidi, il cosiddetto "premio di merito" e la presunta "valutazione" dei docenti, i quiz Invalsi, i licenziamenti e l'espulsione di una marea di precari e l'utilizzo di tanti altri in qualità di tappabuchi; e affronteremo anche le iniziative referendarie abrogative di alcune norme della legge n. 107/2015, la rappresentanza e le prerogative sindacali. All’elezione del CSPI, complessivamente, Anief e Cobas hanno preso più del 10%. Se fosse rispettata la democrazia sindacale che nella scuola è stata abolita da un ventennio, ci sarebbe stata riconosciuta la rappresentatività ed oggi avremmo fatto saltare quell’accordo che, nei trasferimenti del personale, con la creazione degli ambiti territoriali, dà avvio a una chiamata diretta da parte dei presidi che abbiamo sempre contestato in piazza e che sarà distruttiva per la scuola pubblica.

 

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