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Giovedì, 25 Agosto 2016

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Altro che "precariato scuola finito". Gissi (CISL): a chi lavora da anni non si dà alcuna prospettiva

di redazione
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Lena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola - Altro che “precariato finito”, le manifestazioni che oggi si sono svolte in tutta Italia danno un  segnale molto preciso: il precariato purtroppo è una realtà diffusa ancora ampiamente nel mondo della scuola, le risposte che i precari attendono da anni non sono ancora venute, in molti casi i loro sacrosanti diritti restano disattesi.

Questa la realtà, al di là delle cifre che con troppa disinvoltura vengono talvolta sventolate, per essere poi ridimensionate o smentite.

Cifre che ci dicono, peraltro, che quest'anno i precari  sono molti di più dell'anno precedente: erano 118.000, siamo quasi a 150.000.

E che gli stessi posti messi a concorso, come ci ha detto la ministra Giannini pochi giorni fa, si riferiscono a un triennio, altro che vederli tutti coperti a settembre con personale di ruolo, come si augurava con enfasi il Presidente del Consiglio!

Sbagliato e pericoloso alimentare aspettative che poi non si è in grado di soddisfare. Discutibile anche avviare procedure concorsuali senza tenere nella dovuta considerazione il contesto in cui ci troviamo, carico di problemi non risolti che acuiscono tensioni già molto alte. Guai se il reclutamento diventa occasione di divisione e di conflitto.

Il governo si confronti su questo, come la Cisl Scuola gli sta chiedendo insieme Flc Cgil, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams: non è accettabile che a chi lavora precariamente da anni non si dia alcuna prospettiva se non quella di un contenzioso che mette tutti contro tutti.

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