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Lunedì, 25 Luglio 2016

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Adida. Con il concorso Governo e Miur a caccia di consensi elettorali

di redazione
ipsef

comunicato Adida - Siamo ormai abituati agli spot del Governo e del Miur, che da mesi, sulla scuola, hanno raccontato una realtà virtuale che non solo non ha trovato riscontro ma nemmeno attuazione, dopo le “riforme” introdotte dal varo della legge 107 ad oggi.

Le mirabilia promesse, sia in relazione alle risorse date alle scuole, sia in relazione al piano di assunzioni che, secondo Renzi e i suoi, avrebbero dovuto rivoluzionare il sistema e dare finalmente soluzione al problema del precariato, hanno prodotto effetti devastanti nelle scuole, data l'immissione in ruolo anche di personale senza esperienza professionale consolidata, e lasciato fuori decine di migliaia di precari storici e docenti abilitati che tuttora prestano il loro servizio da precari.

Adesso, per mettere una pezza, è la volta della pubblicizzazione del Concorso, inutile quanto offensivo, riservato ai docenti altamente qualificati e con consolidata esperienza professionale.

Imminente, il Concorso è una delle operazioni più inadeguate quanto illogiche e scriteriate della legge 107, perché riservato a docenti con gli stessi titoli dei docenti immessi dalle GAE e precluso ai giovani laureati e ai docenti di III fascia che pure esercitano la loro professione a pieno titolo tutti i giorni anche su incarichi annuali.

Ma veniamo alle assurdità legate al concorso che secondo il sottosegretario Faraone non subirà ritardi...

Ma l'Onorevole, ha letto il testo di legge voluto dal suo Ministero e votato dal Parlamento dove siede anche lui? Il concorso, secondo la L. 107, doveva essere bandito entro il 1 dicembre 2015, data ampiamente disattesa che, forse, nonostante L'INGIUSTIZIA DI VOLER A TUTTI I COSTI PREVEDERE UN CONCORSO PER DOCENTI ABILITATI E Già IN SERVIZIO, IN MOLTI CASI ANCHE DA OLTRE DIECI ANNI, AVREBBE PERMESSO DI PREPARARSI AL CONCORSO STESSO. I

nvece, prima di bandire il concorso, il Miur si è prodigato a cambiare le carte in tavola, riformando pure le classi di concorso, così i docenti, abilitati con corsi previsti dalle università italiane in base a criteri sempre ministeriali, si troveranno a misurarsi anche con materie mai studiate, perché non previste dall'ordinamento in vigore al momento della loro formazione. Ma non basta! Il Ministro Giannini ha precisato che, nonostante le osservazioni critiche del Consiglio Nazionale della Pubblica istruzione, loro “andranno dritti per la loro linea”, dimostrando ancora una volta un accanimento senza precedenti nei confronti di personale scolastico formato e inserito in graduatorie di merito i cui criteri sono stati definiti dallo stesso Miur, calpestando la professionalità acquisita anche attraverso l'esercizio di una professione, quella di docenti, a pieno titolo.

Ma questo concorso fa presa sull'opinione pubblica, ignara della reale situazione dei docenti precari, perché millanta una selezione, già ampiamente avvenuta, e tace la realtà di un sistema di assunzioni che ha generato figli e figliastri. Quindi se si schiacciano vite e diritti non importa, visto che una “manciata” di docenti sono ben poca cosa di fronte ad una platea elettorale più vasta. Ma noi docenti delle graduatorie d'istituto non ci fermiamo di certo e continueremo a denunciare le assurdità della legge 107, soprattutto in merito alle assunzioni.

Visti i tempi ancora incerti per l'uscita del bando, che il Ministro prometteva come imminente già da dicembre, aderiremo come Adida alla mobilitazione prevista per il 12 febbraio prossimo, accanto alle maggiori sigle sindacali. Riteniamo che sia ancora possibile, attraverso la denuncia e la pressione, smascherare il danno subito, le inesattezze e le ambizioni di qualità dell'attuale Governo, slogan dietro al quale si nascondono piani che mirano a disattendere, differendole, le assunzioni che l'Europa aveva imposto all'Italia.

Noi di Adida, abbiamo sempre lottato in prima linea contro le ingiustizie subite da noi docenti delle graduatorie d'istituto, che abbiamo permesso per decenni il regolare funzionamento del sistema scolastico in ogni angolo del Paese. Continueremo a farlo, quindi, perché forti delle nostre legittime richieste, portando di nuovo in Europa le denunce delle gravi e insensate scelte politiche a nostro danno.

Valeria Bruccola

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