Neoimmessi in ruolo fase C e potenziamento. Sgambato (PD) replica a Bruschi: altro che bivaccare, ecco l’apporto di queste professionalità

di redazione
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La deputata del PD Camilla Sgambato “Ho potuto verificare personalmente come la fase C stia rispondendo positivamente all’obiettivo che ci eravamo prefissi, ovvero di potenziare l’offerta formativa, immettendo nella scuola una ulteriore iniezione di risorse umane e competenze professionali"

La deputata del PD Camilla Sgambato “Ho potuto verificare personalmente come la fase C stia rispondendo positivamente all’obiettivo che ci eravamo prefissi, ovvero di potenziare l’offerta formativa, immettendo nella scuola una ulteriore iniezione di risorse umane e competenze professionali"

"Spero che un’ulteriore verifica dei risultati che si stanno conseguendo possa indurla a conclusioni diverse, meno ingenerose e più rispettose del lavoro dei nostri insegnanti e, con loro, dei dirigenti scolastici, che da un mio riscontro stanno mettendo in campo grandi doti di creatività ed efficienza nella gestione delle risorse umane”. E’ uno dei passaggi della lettera aperta che la deputata del Pd Camilla Sgambato, componente della commissione cultura alla Camera, con la quale risponde alle osservazioni dell’ispettore del Miur Max Bruschi a proposito dell’utilizzo nelle scuole dei docenti della fase C.

Le osservazioni del dott. Bruschi Potenziamento. Bruschi: basta insegnanti che bivaccano nei corridoi, le possibilità di utilizzo

Di seguito la lettera integrale inviata alla nostra redazione

"Egr. Ispettore Bruschi,

leggo perplessa le sue affermazioni sull’impiego, o sarebbe più corretto dire mancato impiego, dei docenti assunti con la fase C.

In primis, perché – da docente, prima che da parlamentare- le posso assicurare che non rientra nel costume dei tanti bravi e appassionati insegnanti “bivaccare nei corridoi”; usare quindi espressioni così tranchant non rende giustizia ad una intera categoria di professionisti, al contrario, rischia di offenderla.   

Quanto al merito della sua affermazione, Le posso assicurare che, sia da riscontri mirati che dagli incontri che sto tenendo sui territori per illustrare i contenuti della riforma della Buona Scuola, ho potuto verificare personalmente come la fase C stia rispondendo positivamente all’obiettivo che ci eravamo prefissi, ovvero di potenziare l’offerta formativa, immettendo nella scuola una ulteriore iniezione di risorse umane e competenze professionali. 

Spero che un’ulteriore verifica dei risultati che si stanno conseguendo possa indurla a conclusioni diverse, meno ingenerose e più rispettose del lavoro dei nostri insegnanti e, con loro, dei dirigenti scolastici, che da un mio riscontro stanno mettendo in campo grandi doti di creatività ed efficienza nella gestione delle risorse umane.

Spero che possa verificare, come ho appreso io, che i docenti della fascia C si stanno mostrando una grande opportunità per la Buona Scuola: oltre alla sostituzione dei docenti assenti, essi sono infatti utilizzati per implementare i progetti dei piani di  miglioramento  delle singole scuole; di ampliamento dell’offerta formativa con attività extracurriculari, progetti di eccellenza come la certificazione di lingue straniere, ECDL, progetti di legalità e attività di recupero per ragazzi che presentano lacune, e, quando nell’orario curriculare sono liberi da sostituzioni,  affiancano  altri docenti in classi complesse. 

Questi sono solo alcuni dei compiti a cui sono stati deputati in queste settimane. Altro che bivaccare, dunque!

La fascia C è l’occasione per tanti dirigenti scolastici di offrire un piano dell’offerta formativa davvero adeguato ai tempi e alle sfide della società, senza dover fare i conti con le limitate risorse economiche. S

Se prima un’istituzione scolastica poteva garantire dal FIS un massimo di 80 ore per progetti di ampliamento formativa e poche centinaia di ore di IDEI, adesso con l’esercito del potenziamento ogni scuola può contare su diverse migliaia di ore di progetti di ampliamento dell’offerta formativa e di recupero.

Quasi cinquantamila cattedre assegnate dal Miur al 10 novembre scorso con la fase C, sono un successo certamente ascrivibile ad una riforma complicata, che non è stata capita subito da tutti, ma che sta innegabilmente rappresentando per la nostra scuola una innovazione positiva e necessaria. Stiamo realizzando finalmente la Buona Scuola, quella che formerà le classi dirigenti del futuro grazie anche all’eccellenza di dirigenti scolastici e docenti."

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