Mobilità. Sarebbe giusto mantenere la fase provinciale di mobilità precedente a quella interprovinciale. Lettera

di redazione
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Gentilissimi, sono Rosanna Zaccone insegnante di sostegno nella scuola primaria, ho voluto scrivere a questa redazione per protestare contro tutti gli accordi che i sindacati stanno attuando per favorire i colleghi che hanno partecipato volontariamente e fatto domanda per il ruolo nell’anno della “Buona scuola”.

I cari colleghi conoscevano i rischi, come li conoscevo io quando nel 2005 decisi di fare domanda per insegnare in Lombardia, lasciando la Calabria , la mia famiglia e una bambina di sei mesi, per un posto di lavoro. Come me ce ne sono stati tanti eppure l’abbiamo fatto decisi e convinti di quello che ci aspettava. Ci siamo attenuti a tutto quello che la normativa imponeva,vincolo quinquennale,punteggio dimezzato, scavalco in fase di mobilità dai colleghi che erano in provincia, la lontananza dalle famiglie e tante altre situazioni che si sono venute a creare nel corso degli anni. ancora adesso molti di noi sono in provincia ma lontane dalle proprie case.

Oggi invece i nuovi colleghi protestano prima ancora di cominciare, e i loro problemi vengono accolti da tutti i sindacati come se fossero cose impossibili. Noi cari sindacalisti questi problemi l’abbiamo vissuti sulla nostra pelle e voi dove eravate?Alla luce dei nuovi accordi, ai cari sindacati voglio dire favorite la mobilità interprovinciale con tutti i privilegi a discapito di quella provinciale. sarebbe giusto mantenere la fase provinciale di mobilità precedente a quella interprovinciale per riconoscere almeno a noi tutti i sacrifici che la vecchia normativa ci ha imposto.

Grazie a tutti
Rosanna Zaccone

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