Mobilità, Di Mare: cattedre disponibili al Nord. Nastrini Rossi: non è cosi, ecco perché

di redazione
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Gent.le Dott. Di Mare,
noi “nastrini rossi docenti” abbiamo ascoltato con interesse le Sue osservazioni che hanno coinvolto la mobilità nazionale.

Con  le sue dichiarazioni l’Italia intera crede che non ci siano cattedre disponibili nel sud Italia e che dunque la mobilità verso il Nord sia una ovvia conseguenza. E che la continuità da difendere sia solo quella del Nord… Se così fosse non protesteremmo, gentile dottore. Il nostro corale disappunto, ormai ininterrotto da quando l’arcano algoritmo ci ha costretti ad abbandonare le nostre cattedre del Sud, che ricoprivamo con doverosa e zelante professionalità quando eravamo precari, è proprio finalizzata a rendere edotta la popolazione di una mistificazione che danneggia tanto noi quanto tutte le famiglie meridionali.

Ci rendiamo conto che la questione è tecnica, e forse ostica,infatti, andrebbero approfondite questioni legate alla 107/2015 dalla fase di reclutamento al CCNL dell’8/04/2016 che ha maldestramente diviso le fasi della mobilità,  ma essendosi Ella interessata alla vicenda Le vorremmo fornire dati che, speriamo, la spingeranno a vedere in un’altra ottica la questione ed auspichiamo perfino ad aiutarci a diffondere le nostre ragioni. L’“organico di diritto” è soltanto una previsione prognostica di massima che poi è affinata dai REALI calcoli delle necessità compiuto in ragione delle REALI richieste che le singole Scuole propongono in ragione dell’andamento delle REALI iscrizioni. Dall’organico di diritto si arriva alla elaborazione del c.d. “organico di fatto”.

E qui, gentile dottore, intravediamo la mistificazione ai danni non solo nostro, costretti al trasferimento, ma ai danni di tutto il Meridione. L’organico di fatto REALMENTE richiesto dalle scuole meridionale è capiente, se non proprio per tutti almeno per tanti. E obbligarci al trasferimento per coprire i posti dell’organico di diritto, in realtà IRREALI e frutto solo di previsioni prognostiche poi non concretatesi in reali richieste delle scuole settentrionali, ingenererà vasti “vuoti” negli organici necessari al meridione. Con grave nocumento delle famiglie con figli in età scolare che si vedranno assicurare la “copertura” attraverso supplenze da ruoli non professionalizzati e privi dei titoli necessari (previsione che si è palesata nel corrente anno scolastico al Sud).
E’ il caso ad esempio, ed anche qui scendiamo purtroppo nel tecnico, delle cosiddette “deroghe” in caso di iscrizioni di studenti diversamente abili “non previsti”. E che ingenerano il fenomeno delle “assegnazioni provvisorie” proprio al fine di adeguare l’incapiente organico di diritto alle REALI necessità di fatto. Cattedre che possono essere occupate dai docenti di ruolo, a costo zero per lo Stato, per avvicinarsi alla famiglia. Non solo, le vorremmo porre all’attenzione che gli insegnanti “deportati” dalla riforma la “buona scuola” sono docenti che guadagnano circa 1300 euro al mese, decisamente troppo pochi per chi ha ormai 45 anni, è prevalentemente donna e ha una famiglia che resta al Sud, spesso da mantenere.
Il Governo, gentile dottore, lo sa bene e da mesi promette di trasformare l’organico di fatto in organico di diritto. Ma non solo non mantiene queste promesse, ma continua anche a sostenere che i posti al Sud non ci sono. La invitiamo a riflettere su questi dati: i posti dell’organico di diritto non corrispondono ai posti di lavoro reali. Questi sono i posti su cui noi abbiamo sempre lavorato e sui quali vogliamo continuare a lavorare. Chi sostiene che dobbiamo partire perché non ci sono posti al Sud, racconta una verità parziale. Che peraltro è smentita da una semplice constatazione di fatto: avrà sentito, dottore, del “concorsone” in atto e forse anche Lei si sarà domandato come sia possibile che siano previste diverse migliaia di posti al Meridione se fosse vero, come la vulgata vuole, che non ci siano “cattedre disponibili”. Perché, se non ci sono, bandirle?

Vogliamo anche aggiungerle, ad adiuvandum, un ulteriore dato, documentato e verificabile, che riguarda l’attribuzione del “tempo pieno” che mostra una distribuzione delle risorse totalmente sbilanciata a sfavore del Sud: secondo i dati forniti dal Ministero, il tempo pieno viene concesso quasi esclusivamente al Nord, in Lombardia, ad esempio, le classi che ne usufruiscono sono il 48%, nel Lazio, il 52,8%, contro il 15,8% della Puglia ed il 7,2% della Sicilia. Confrontando i dati delle singole province, i numeri sono ancora più allarmanti: a Milano si arriva al 90,4% contro il 4,5% rilevato a Palermo.

Un’altra questione non meno marginale riguarda le cosiddette “classi pollaio”. Fuorilegge, nel meridione non una eccezione ma la regola. Un altro esempio: in Puglia la media per classe è di 22 alunni, in Valle D’Aosta del 18,49%. Numerose sono le richieste di sdoppiamento delle classi provenienti da migliaia di scuole meridionali che rimangono inutili grida nel deserto. La situazione è ancora più drammatica nelle classi frequentate da alunni con disabilità, per le quali la normativa prevede che non possano superare i 20 studenti, vincolo che le scuole di tutto il Meridione attualmente non rispettano, non potendolo fare. Per poi citare l’alto tasso di abbandono e dispersione che si attesta al 19% in media, quando i parametri europei parlerebbero di un tasso del 10%. Dati che rappresentano uno scenario che ha tutto l’aspetto di una nuova questione meridionale che questa volta tende ad impoverire il Sud di redditi, “manovalanza intellettuale” e di donne (con età media di 45 anni, che al Sud sono il vero welfare dello Stato.
Alla luce di questi dati, che sono verificabili ed oggettivi, confidiamo in un aiuto da parte Sua. E siamo a sua disposizione per qualsiasi intervento informativo in merito anche in contraddittorio.
Troppe mistificazioni vengono perpetrate e la Sua voce potrebbe aiutarci a ristabilire la verità dei fatti.
Distinti saluti.
Bari, 10 gennaio 201

Coordinamento nazionale Nastrini rossi docenti

Francesca Marsico – Puglia

Francesca Carusi – Abruzzo

Anna Chianese – Campan

Brigida Giurintano -Sicilia

Magda Dalessandri – Basilicata

Rosita Ceraldi – Calabria

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