Mobilità, come fanno i sindacati ad essere soddisfatti? La legge 107 è ancora in piedi

di redazione
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Libero Tassella – Come fanno ad essere soddisfatti i sindacati della scuola dopo la firma al CCNI sulla mobilità 2017/18?

In pratica con la finzione o la foglia di fico del collegio dei docenti addomesticato tutto (cioè la chiamata diretta) resta come prima; e dall’anno scolastico 2018/19 tutti quelli che si trasferiranno o chiederanno il passaggio o saranno costretti alla mobilità in quanto soprannumerari andranno negli ambiti territoriali, non potranno esprimere le scuole come preferenze, quest’anno già ridotte a 5, e saranno tutti sottoposti alla chiamata diretta del dirigente scolastico.

Alla fine di una sceneggiata durata da novembre 2016 all’aprile del 2017 che ha avuto come protagonisti i funzionari del MIUR e i sindacalisti dei sindacati rappresentativi, con un finale nella tarda notte dell’11 aprile, come di prassi, si è toccato il fondo, dirsi contenti da parte dei sindacati firmatari FLC CGIL CISL UIL SNALS è toccare il ridicolo, il tutto a spese di chi quest’anno dovrà fare o sarà costretto alla mobilità e di coloro che parteciperanno alla mobilità il prossimo anno quando per la mobilità la legge 107/2015 andrà a regime.

Bisogna abbattere la 107/2015, abrogarla nella sua totalità ivi compresa la struttura degli ambiti e la chiamata diretta dei DS, e questi sindacati a questo non servono affatto, c’è bisogno della politica e di un cambio di indirizzo nella prossima legislatura. Ecco quello che serve, colleghi, vi rinnovo l’invito alla disdetta sindacale e l’invito a non votare il PD, la disdetta sindacale e la ” matita” elettorale devono essere i nostri strumenti di lotta.

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