Mobilità. Anief: servizio nelle paritarie non riconosciuto e errori nei trasferimenti. I tribunali del lavoro continuano a condannare il Miur

di redazione
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Anief – Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Marco Di Pietro e Michele Speranza, infatti, ottengono dal Tribunale del Lavoro di Monza una nuova sentenza che riforma i trasferimenti effettuati dall’algoritmo “impazzito” utilizzato dal Miur durante lo scorso anno e rileva come “secondo il meccanismo seguito dal Ministero l’individuazione della sede di destinazione avverrebbe in modo sostanzialmente casuale, dipendendo essenzialmente dall’ordine indicato dal docente nella domanda, con il rischio concreto che docenti con punteggio più alto trovino collocazione deteriore rispetto a docenti con punteggio più basso e conseguente violazione del principio di imparzialità di cui all’art.97 Cost., principio fatto proprio dall’art.28 d.p.r. 487/1994, in base al quale nei procedimenti concorsuali della P.A. va prioritariamente accontentato chi ha un punteggio maggiore.

Il principio del merito informa in generale qualsiasi procedura concorsuale (anche applicata alla mobilità) e, quindi, il criterio del punteggio resta comunque prioritario rispetto a quello dell’ordine delle preferenze, per cui (in assenza di titoli di precedenza) per ciascuna preferenza indicata prevale l’aspirante con il punteggio più elevato, mentre l’ordine delle preferenze diventa decisivo solo a parità di punteggio”.

Contro il mancato riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie, invece, interviene stavolta il Tribunale del Lavoro di Napoli che accoglie il ricorso patrocinato per l’Anief dagli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli Elena Boccanfuso e Michele Speranza ribadendo che la disposizione del CCNI, nella parte in cui esclude qualsiasi attribuzione di punteggio in sede di mobilità per il servizio d’insegnamento svolto negli istituti paritari, risulta del tutto incoerente e irrispettosa dell’evoluzione normativa e va disapplicata precisando che “diversamente opinando, inoltre, si perverrebbe ad una interpretazione della vigente normativa senz’altro contraria al principio di eguaglianza, non essendovi ragione per discriminare in sede di mobilità tra servizi facenti parte del sistema di istruzione come delineato dalla legge n. 62/2000 e dunque aventi per legge la medesima dignità e le medesime caratteristiche”. Miur soccombente paga le spese di lite per un totale di 1.250 euro oltre accessori.

“Abbiamo avviato le procedure di deposito in tutta Italia dei nuovi ricorsi contro le tante illegittimità del nuovo CCNI sulla mobilità – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – contiamo di sanare nuovamente quanto il Miur e la contrattazione collettiva non sono riusciti a fare e a restituire dignità ai lavoratori che per tanti anni hanno prestato servizio come precari su posto di sostegno e vogliono il riconoscimento di tale servizio per il raggiungimento del quinquennio di permanenza prima di poter passare agli insegnamenti di posto comune o che per tanti anni hanno svolto servizio nelle scuole paritarie e ora si vedono trattati come docenti di ‘serie B’. Sono troppe le incongruenze di questa contrattazione come la disparità di punteggio attribuito nelle graduatorie interne d’istituto al servizio preruolo. Siamo certi di poter ottenere ragione anche questa volta”. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief se si sono dichiarati nella domanda di mobilità i titoli e i servizi utili al ricorso o se con la mobilità 2016 si sono riscontrati errori nell’attribuzione dell’Ambito o della sede richiesti pur avendo punteggio utile al trasferimento.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi, clicca qui.

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