Mobilità. Anief: perdità di titolarità per chi ottiene domanda interprovinciale è sconfitta. Ci saranno i ricorsi

di redazione
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Il Presidente dell'Anief replica così alla risposta delle organizzazioni sindacali all'articolo di Repubblica su mobilità, ambiti territoriali e chiamata diretta.

Il Presidente dell'Anief replica così alla risposta delle organizzazioni sindacali all'articolo di Repubblica su mobilità, ambiti territoriali e chiamata diretta.

Il quotidiano Repubblica aveva scritto che l'ipotesi di contratto stipulata dalle organizzazioni sindacali (tranne Gilda degli insegnanti)

Contratto sulla mobilità, i sindacati firmatari tentano di negare l’evidenza polemizzando con la stampa "darà il via ad ambiti territoriali e chiamata 'diretta' dei presidi"

Le organizzazioni sindacali hanno risposto precisando che il sistema degli ambiti e della proposta d'incarico ai docenti da parte dei dirigenti scolastici sono previsti dalla legge n.107/2015 e non certo dal CCNI che gli stessi hanno firmato.

Chiamata diretta. I sindacati si difendono: non è stata introdotta dalla Mobilità

Nella questione interviene anche l'Anief che, pur non sedendo al tavolo delle contrattazioni, aveva a più riprese chiesto ai sindacati di non firmare l'intesa. "Adesso – interviene il Presidente Pacifico – si vuole negare che la probabile perdita di titolarità del posto tra coloro che otterranno domanda interprovinciale, finendo così negli albi territoriali e in balia delle decisioni unilaterali dei dirigenti scolastici, non sia una sconfitta e dia il là ad una discriminazione. Perché stiamo parlando, lo ricordiamo, dello stesso personale, titolare dei medesimi diritti e firmatario dello stesso contratto di lavoro."

Secondo l'Anief infatti si instaura così un pericoloso precedente per tutta la pubblica amministrazione: dividere i dipendenti non in base a criteri oggettivi – come è sempre stato, attraverso dei punteggi in graduatoria derivanti da servizi svolti e titoli acquisiti – ma andando a determinare dei parametri fortemente parziali, quali sono la fortuna, la sede, la fase di assunzione e, non per ultima, la selezione attuata dal proprio dirigente scolastico.

E questa – commenta l'Anief – ci chiediamo, è o non è una discriminazione attuata verso lo stesso personale, titolare dei medesimi diritti e firmatario dello stesso contratto di lavoro?.

Anief coglie l’occasione per ricordare che quell’accordo tradisce alle spalle gli oltre 600mila lavoratori che nei mesi scorsi hanno scioperato, su richiesta di quei sindacati firmatari dello stesso. Tutti uniti, si era scesi in piazza per dire no a profili di incostituzionalità della Legge n. 107/2015, in particolare del comma 108, poi approvato tra la contestazione generale, perché instrada verso la perdita di titolarità e la selezione del personale attraverso delle scelte soggettive.

Anief – conclude – non appena sarà pubblicato il CCNI, diramerà le istruzioni per ricorrere al giudice del lavoro, presentare le domande e richiedere trasferimenti, passaggi e assegnazioni provvisorie mantenendo la titolarità.

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