Milleproroghe. Anief: inserimento abilitati in GaE, proroga graduatorie concorso, potenziamento infanzia e ATA. Si possono ancora tutelare i precari

di redazione
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Anief – E’ del tutto evidente che i precari della scuola vivono una nuova fase transitoria, sia coloro che potevano essere assunti dall’ultimo concorso o dalle GaE e non lo sono stati, sia coloro che vorrebbero essere assunti ma non possono perché, sebbene abilitati, sono esclusi dal doppio canale di reclutamento; per non parlare, poi, del personale ATA o degli educatori dimenticati negli ultimi anni.

La fase transitoria, per i docenti precari, è sotto gli occhi di tutti: non si parlerà per un po’ di nuovi concorsi a cattedra, visto che ancora l’ultimo non si è completato al netto delle prove suppletive previste in primavera. La delega sulla formazione iniziale e reclutamento difficilmente vedrà la luce in questa legislatura; intanto, il perdurante disallineamento tra domanda e offerta dovuto al blocco dell’aggiornamento delle GaE, al mancato inserimento di personale abilitato, alla contrazione degli organici e alla falsa individuazione dell’organico di diritto, produce nuovo precariato con sempre più numerose e certe condanne del Miur al pagamento di scatti stipendiali, mensilità estive, risarcimenti, spese legali. Produrre ancora precariato è, pertanto, anti-economico per lo Stato.

L’aggiornamento annuale delle GaE permetterebbe a ogni docente di scegliere dove essere assunto in base al punteggio – merito e alla vacanza dei posti. La riapertura delle GI nel 2017, anche ai laureati, da cui si attinge ormai per la maggior parte dei contratti annuali (rectius, al 30 giugno), è un primo segnale positivo; a questo, tuttavia, deve seguire la riapertura delle GaE e l’inserimento in fascia aggiuntiva di tutti gli abilitati, senza l’attesa costante delle decisioni dei giudici, come nel caso dei diplomati magistrale che si sono rivolti ai legali dell’Anief.

Le graduatorie di merito dell’ultimo Concorso a cattedra devono essere prorogate poiché sono scomparsi, a causa della mobilità straordinaria, quei posti banditi da ripristinare perché individuati, illo tempore, come vacanti e disponibili.
L’attuale organico di sostegno deve essere attribuito integralmente al personale di ruolo senza più assegnare posti in deroga a supplenti per più di un anno, contrariamente al 70% ad oggi utilizzato. Un posto in deroga assegnato per più anni deve essere inserito in organico di diritto.

Se il potenziamento ha un senso, non ne ha avuto, invece, non assegnarlo alla scuola dell’infanzia o al personale ATA senza il quale tutte le attività extracurriculari di ampliamento dell’offerta formativa non possono essere svolte; per non parlare, poi, del fatto che tra falso organico di fatto, posti accantonati e turn over si potrebbero sbloccare subito migliaia di assunzioni.

Sono alcune proposte, suggerite dal buon senso: basta utilizzare, in alcuni casi, risorse già stanziate e, in altri, soluzioni coerenti, per esempio, sulla riapertura delle GaE, a più riprese disposte dal Legislatore nel 2008 e nel 2012, proprio nel Mille-proroghe.

Nel frattempo, parlano i giudici. L’ultimo ad esprimersi è la Corte di Appello di Milano che, con sentenza n. 36/2017, respinge l’appello del Miur, conferma le tesi della difesa legale dell’Anief, avv. F. Ganci, S. Galleano, F. Lideo, W. Miceli, ovvero il reinserimento nella terza fascia delle GaE di una docente precaria che era stata cancellata nonostante avesse presentato domanda all’atto del nuovo aggiornamento. Ancora una volta l’amministrazione è condannata al pagamento di oltre 2mila euro di spese legali. Usque tandem abutere? Tocca al Parlamento intervenire prima dei tribunali. Al Senato, il primo round sul Mille-proroghe.

Scarica gli emendamenti proposti da Anief

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