Maturità 2017. Fisica al Liceo Scientifico? Gli studenti: prof. non ancora preparati e prove troppo difficili

di redazione
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L’appuntamento, classico, è per l’ultima settimana di gennaio, è quello della scelta da parte del Ministro di turno della disciplina della seconda prova per gli Esami di Stato della scuola secondaria di II grado.

Finora ha prevalso il principio dell’alternanza tra le discipline possibili in quasi tutti gli indirizzi, per cui la scelta non è una grossa sorpresa per gli studenti che già dall’inizio dell’anno scolastico sono abituati a concentrarsi sulle varie prove e simulazioni d’esame.

Unica eccezione il Liceo Scientifico. Fisica, come possibile disciplina per la seconda prova, è stata introdotta due anni fa. Ma finora non è stata scelta, optando per la classica Matematica.

Il 2017 potrebbe essere l’anno buono? Gli studenti temono di sì. E utilizziamo il termine “temono”, per due motivi.

Uno legato al tipo di prova, che a parere degli studenti che hanno già avuto modo di cimentarsi sulle simulazioni proposte dal Ministero, le hanno ritenute non congrue alla loro preparazione. “Da secondo anno di ingegneria” scrivono sul Tirreno gli studenti del Liceo di Pontedera.

Il motivo delle contestazioni di docenti e studenti – si legge nel documento diffuso dal quotidiano – “non risiede tanto nel fatto che la materia d’esame sia fisica, anziché matematica, quanto nella quasi certezza che il Ministero proponga una prova non commisurata al programma svolto nelle classi. Pertanto questo provvedimento si configura come un vero e proprio affronto nei riguardi degli studenti che, per cinque anni, hanno studiato con zelo e sacrificio e che desidererebbero essere giudicati sulla base di argomenti di loro competenza”.

E ancora, un affondo per gli insegnanti, ancora non preparati per la prova

“Alla base di questa scelta ministeriale sta non la volontà di migliorare l’offerta formativa dei licei, bensì la riduzione di tale formazione ad una inutile e scarna memorizzazione di formule. Tuttavia il Ministero non intende mettere in discussione le sue posizioni. Forse dietro ad un provvedimento così assurdo e autolesionista vi sono degli interessi. Forse il Ministero avrebbe dovuto provvedere a finanziare lui stesso i necessari corsi di formazione dei docenti in vista del nuovo tipo di prova; ma questi corsi sono stati posti a carico degli insegnanti”.

In realtà il Ministero ha già pensato anche alla formazione dei docenti, che nei prossimi mesi continuerà ad essere svolta.

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