Il Piano transitorio per il reclutamento è ingiusto per disparità di trattamento tra precari. Lettera

di redazione
ipsef

Cari colleghi, da alcuni giorni mi chiedo se è legittimo da parte mia rovinare la festa, ma non posso tacere perché la mia coscienza me lo vieta.

Da quando il piano transitorio è diventato realtà, c’è stata un’esplosione di gioia e di ringraziamenti a destra e a manca. Mi sono interrogata su cosa siano i diritti, se debbano essere rispettati ed affermati con forza o se debbano essere chiesti come concessione al governo di turno.

Io non riesco a gioire per il piano transitorio approvato perché lo considero ingiusto per una serie di ragioni. Andando oltre il fatto che la segmentazione tra docenti appartenenti alla stessa categoria (congelati SSIS, abilitati TFA, abilitati PAS, idonei del concorso, inseriti in GaE) sia un evidente segno di disparità di trattamento, in spregio all’art. 3 Cost., voglio dirvi perché ritengo questo piano una evidente e grossa ingiustizia.

Facendo un passo indietro, desidero ricordare che il piano straordinario assunzionale del 2015, per svuotare le GaE, ha immesso in ruolo circa 148.000 docenti, di cui migliaia non avevano mai insegnato o erano inseriti in graduatorie di classi di concorso in esubero. Io credo che avere utilizzato, per l’immissione in ruolo, come unico criterio, l’inserimento nelle GaE sia stato sbagliato, perché nella scuola andavano assunti i docenti che servivano, a prescindere dalla fascia di inserimento e che il criterio europeo che prevedeva la stabilizzazione del rapporto di lavoro dopo tre anni non andava certo esteso a docenti che non avevano mai insegnato.

Ora si prevede un piano transitorio che non tiene conto delle specificità e rischia di commettere ulteriori ingiustizie.  

Un transitorio equo dovrebbe riconoscere il valore concorsuale al TFA per una duplice ragione. Il TFA, per come è stato condotto, si configura come un corso-concorso, previsto tra le modalità di assunzione dal D.P.R.09.05.1994 n.487 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1997/02/04/097A0689/sg

Senza invocare la violazione del principio della inderogabilità in peius della normativa che vede soccombenti gli abilitati TFA rispetto ai congelati SSIS, non esistono dubbi sull’equivalenza del titolo TFA=SSIS. Sia il TAR che il MIUR, infatti, hanno riconosciuto l’equivalenza tra i due titoli, consentendo l’inserimento nelle GaE ai congelati SSIS e la loro successiva partecipazione al piano assunzionale. Inoltre, anche i docenti che avevano conseguito un titolo equipollente all’estero sono stati inseriti nelle GaE ed hanno visti riconosciuti gli stessi diritti.

Per gli idonei che hanno superato le prove dell’ultimo concorso regionale per titoli ed esami, invece, il Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, tuttora vigente, prevede l’inserimento nelle graduatorie permanenti, trasformate poi in graduatorie ad esaurimento. Artt. n399 e 401.

http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/tu14.html

Un piano transitorio equo prevederebbe che agli abilitati PAS, che non hanno superato prove selettive di accesso, e ai docenti che hanno un triennio di servizio, invece, fosse applicato il criterio europeo, di cui sopra. Ai primi, inoltre, a mio modesto avviso, andrebbe riconosciuto un punteggio aggiuntivo per il titolo abilitante.

Questo il modo di conciliare interessi diversi in un piano transitorio equo per tutti. Molti non lo condivideranno, ma ritengo che un piano equo dovrebbe applicare anche il criterio temporale. Se i Tieffini avessero avuto il riconoscimento concorsuale, loro dovuto, oggi sarebbero già in ruolo come i loro fratelli congelati SSIS e gli abilitati all’estero.

Riaffermo con forza il valore del TFA. Il TFA è un corso-concorso, riconosciuto tra le modalità di assunzione per l’accesso al pubblico impiego: D.P.R.09.05.1994 n.487. Riconoscere il merito è un atto di equità.

La gioia per un transitorio ingiusto, ieri, ha determinato la mancata adesione allo sciopero di molti colleghi, ma l’approvazione delle deleghe va oltre il piano transitorio e riguarda il destino futuro della scuola e di tutti coloro che ne fanno parte.

Mi spiace, ma non riesco a gioire per un transitorio che prevede ancora esami e che aprirà la via sicuramente ad un lungo contenzioso.

Mi spiace, ma non riesco a gioire di una delega che mortifica i diritti degli alunni più deboli, mortifica gli insegnanti, il personale della scuola tutto, i ragazzi con disabilità e non, gli alunni della scuola secondaria di secondo grado che, nell’alternanza scuola lavoro, spesso, sono costretti a subire esperienze dequalificanti ed inutili per la loro formazione.

Mi spiace, ma non riesco a gioire di una legge detta la “Buona scuola” di cui le deleghe sono l’ultimo atto, che costringe gli insegnanti a passare sotto le “forche caudine” per avere la concessione dell’agognata stabilizzazione e realizzare una legittima aspirazione.

In ogni caso, un transitorio ingiusto che sembra, oggi, possa rispondere alle legittime aspettative dei docenti, non pacificherà la scuola perché le sentenze dei giudici continueranno a sovvertire le graduatorie e non si potrà a lungo ignorare il criterio europeo.

La politica che ha il compito di riconoscere il merito e il compito di armonizzare le norme, non può continuare a creare divisioni ed alimentare la guerra tra poveri, perché i diritti non sono negoziabili.
Maria Guagliardito

Versione stampabile
anief anief