Feste di Natale, Carnevale, Pasqua e Fine anno a scuola: chi è responsabile? Regolamento e corresponsabilità educativa scuola e genitori

di Katjuscia Pitino
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E’ invalsa nelle scuole di ogni ordine e grado l’abitudine di organizzare, in determinati periodi dell’anno, in occasione delle festività o ricorrenze più importanti (Natale, Carnevale, Pasqua e fine anno scolastico), feste di ogni genere, merende cosiddette solidali, buffet o recite, eventi durante i quali sono talvolta coinvolti anche i genitori degli alunni interessati.

L’ampia casistica legata al festeggiamento di ogni genere richiama anzitutto l’istituto della vigilanza sui minori che in tali occasioni, più che in altre, devono essere vigilati con estrema diligenza. Il problema che si pone è dunque di carattere organizzativo e regolativo e non può essere lasciato per nessun motivo alle libere e discrezionali iniziative di docenti e genitori, posto che la scuola ha un proprio organo politico e di indirizzo in grado di disciplinare tali situazioni.

Compiti del Consiglio di istituto

L’organizzazione strumentale di tali tipologie di attività ricade infatti a pieno titolo all’interno delle funzioni spettanti al Consiglio di Istituto, organo che, ai sensi dell’art.10 del D.Lgs. n.297 del 1994, è deputato alla definizione degli indirizzi generali, alla programmazione della vita e dell’attività della scuola ed in particolare alla vigilanza degli alunni, giacché alle sue competenze è rimessa l’adozione del regolamento del circolo e dell’istituto. Ragion per cui è possibile disciplinare nel documento in parola tutto quello che rientra nel novero dei festeggiamenti a scuola.

Si procederà dunque a stabilire le modalità di organizzazione e co-partecipazione dei genitori e per quest’ultimi sarà bene fissare espressamente la loro presenza o esclusione, motivando eventualmente le ragioni delle decisioni. Tuttavia, nell’ambito di tali eventi, restano da disciplinare due importanti questioni: gli alimenti che si consumeranno durante i festeggiamenti e la vigilanza, in caso di ammissione alla partecipazione dei genitori.

Autorizzazione all’utilizzo di cibi a scuola

Nel primo caso è di estrema importanza l’autorizzazione del Consiglio di istituto a rendere lecita, durante i festeggiamenti, l’introduzione della tipologia di cibi che potrà prevedere quelli artigianali ossia confezionati dalle stesse famiglie o quelli di produzione industriale con tanto di etichetta con indicati gli ingredienti. In questa ipotesi la scuola per una maggiore salvaguardia dell’integrità e della salute dei soggetti minori non dovrebbe consentire l’utilizzo dei cibi preparati in casa, preferendo al contrario quelli industriali. Le ragioni sono molteplici: la sicurezza alimentare trova qui la sua piena giustificazione; i cibi prodotti a casa potrebbero causare allergie, intossicazioni, intolleranze o essere contaminati. Al riguardo sarà necessaria l’esplicitazione esatta e puntuale nel regolamento, autorizzando solo cibi dei quali è sicura e certa la provenienza. Diciamo che tale compito è rimesso all’autonomia delle scuole e ricade nelle funzioni del Consiglio di istituto.

Il sistema della vigilanza durante i festeggiamenti

Altro nodo importante da regolamentare è la vigilanza dei minori durante i festeggiamenti; se i genitori sono ammessi a partecipare, si instaura un nesso di corresponsabilità in quanto si tratta comunque di minori posti sotto la vigilanza di adulti. Ai sensi dell’art.2048 c.c. gli insegnanti all’interno del loro obbligo di servizio sono ritenuti contrattualmente responsabili dell’incolumità degli alunni, parimenti i genitori sono responsabili dell’educazione impartita ai figli e a maggior ragione quando questi ultimi sono posti sotto la sfera della loro vigilanza.

In primis sul dovere di vigilanza grava anche il peso delle disposizioni organizzative del dirigente scolastico il quale deve rendere manifeste ai docenti le misure da rispettare per una corretta vigilanza sui minori, anche nel’ipotesi di istituti secondari di secondo grado laddove la fascia di età è comunque diversa da quella degli ordini precedenti e comporta in capo agli alunni un grado di maturazione più elevato, ma che a seconda degli infortuni avvenuti verrà valutato dai giudici in forma circostanziata, considerando caso per caso il potere di autodeterminazione o la capacità di intendere o volere dello studente, in termini giurisprudenziali si parla di “attitudine psichica ad agire e valutare le conseguenze del proprio operato affinché, secondo la comune coscienza, sia possibile ritenere che il fatto dannoso è la conseguenza di una libera scelta dell’autore” (cfr. Cian, Trabucchi, CEDAM, 2007 pag.2126 commento all’art.2046 del c.c.). Per prevenire eventi spiacevoli è utile ricordare che il DPR n.249 del 1998, all’art.2 comma 10 tra i diritti degli studenti espressamente riporta: I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l’esercizio del diritto di associazione all’interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all’interno della scuola, nonché l’utilizzo di locali da parte di studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni.

Occhio dunque al Regolamento interno che può risultare strumento idoneo a disciplinare simili fattispecie.

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