Orizzonte Scuola http://www.orizzontescuola.it La scuola in un click Sun, 25 Sep 2016 14:56:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.6.1 http://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2016/05/os-1-1-50x50.jpg Orizzonte Scuola http://www.orizzontescuola.it 32 32 Reinserimento in GaE: Anief, immediato diritto alla stipula di contratti a tempo determinato e indeterminato http://www.orizzontescuola.it/reinserimento-in-gae-anief-immediato-diritto-alla-stipula-di-contratti-a-tempo-determinato-e-indeterminato/ Sun, 25 Sep 2016 14:32:09 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139620 Il Consiglio di Stato, infatti, riforma la precedente ordinanza del TAR Lazio e specifica che, in attesa della definizione nel merito del contenzioso, il diritto dei ricorrenti deve essere tutelato “mediante l’inserimento delle stesse con riserva in graduatoria, specificandosi che tale inserimento costituisce titolo per la stipula di contratti a tempo determinato o indeterminato”, rimandando al TAR per una rapida fissazione dell’udienza di merito che risolva, in via definitiva, il contenzioso in atto. Ancora una volta, dunque, il Ministero dell’Istruzione dovrà rivedere le Graduatorie ad Esaurimento e procedere non solo a inserire i ricorrenti, ma a proporre loro, se in posizione utile, la stipula di qualsiasi tipologia di contratto di lavoro, in attesa che il Tribunale Amministrativo si pronunci definitivamente.

Attesi, per la prossima settimana, anche altri pronunciamenti del TAR Lazio richiesti d’urgenza in favore dei ricorrenti che hanno partecipato ai ricorsi Anief volti all’inserimento/reinserimento in Graduatoria a Esaurimento. “Le GaE dovevano essere riaperte a tutti i docenti abilitati – conclude Marcello Pacifico – il Ministero avrebbe evitato, così, un inutile dispendio di energie e di lavoro che costringerà, ora, gli Ambiti Territoriali Provinciali a fare “i salti mortali” per procedere all’immediata rettifica delle Graduatorie già pubblicate; noi lo avevamo avvertito e adesso pretendiamo immediata esecuzione degli ordini dei Giudici”. Laddove, infatti, un solo ricorrente dovesse vedere leso il proprio diritto e, pur se in possesso di punteggio utile, essere pretermesso nelle convocazioni da Graduatorie a Esaurimento rispetto ad altri candidati a causa di ritardi o omissioni poste in essere dalle Amministrazioni periferiche del MIUR, il nostro sindacato assicura che provvederà ad attivare azioni legali mirate presso il competente tribunale per ottenere anche il risarcimento di tutti i danni subìti.

Tutti i ricorrenti interessati ai ricorsi TAR per l’inserimento/reinseirmento in GaE, sono pregati di voler attendere comunicazione che riceveranno appena disponibili da parte del Settore Contenzioso Nazionale Anief con le dovute istruzioni e i provvedimenti favorevoli emanati per il loro specifico numero di ruolo TAR.

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Mense scolastiche, ogni giorno vengono sprecati 360 mila euro di cibo http://www.orizzontescuola.it/mense-scolastiche-ogni-giorno-vengono-sprecati-360-mila-euro-di-cibo/ Sun, 25 Sep 2016 14:09:49 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139619 E’ quanto emerge dal focus sulle mense scolastiche del XIV rapporto “Sicurezza, qualità, accessibilità a scuola” di Cittadinanzattiva, in base a un’indagine condotta da Oricon, Osservatorio sulla Ristorazione Collettiva e Nutrizione in 79 istituti scolastici distribuiti in varie zone del Paese che ha sondato gli addetti alla distribuzione delle mense scolastiche. Sono stati monitorati oltre 64.000 pasti somministrati a 7.000 alunni d’età compresa tra i 3 e gli 11 anni. Al termine del servizio è stata valutata la percentuale di spreco per tipologia di portata.

Gli sprechi degli alunni sono pari all’11% nei primi piatti; al 13% nei secondi; al 22% nei contorni; al 9% nei dessert; al 10% nella frutta e al 10% nel pane. Da un punto di vista economico, entrano nel bidone dei rifiuti, 0,18 centesimi per pasto (a fronte di un prezzo medio di un pasto pari a 4,6 euro). Una cifra apparentemente bassa ma se moltiplicata per gli oltre 2 milioni di pasti consumati per ogni giorno di scuola dai bambini e ragazzi che usufruiscono della refezione scolastica (il 50% degli allievi al di sotto dei 14 anni) diventa una somma consistente pari a circa 360 mila euro.

Solo il 10% dei bambini sostiene di mangiare tutti i cibi serviti alla mensa scolastica, il 57% di lasciarne una parte alcune volte, il 33% di mangiarne solo alcuni. A restare nel piatto sono soprattutto le verdure. Al primo posto dei cibi meno graditi infatti figurano le verdure cotte che non piacciono al 63% degli alunni, al secondo le minestre di verdure (62%), al terzo le verdure crude (54%) e infine il pesce che non è gradito al 47%.

Anche gli insegnanti sono stati interpellati e le loro risposte confermano i dati, ben il 63% dei docenti sostiene che gli avanzi di cibo vengano buttati, mentre il 32% che venga dato ai bambini per la merenda pomeridiana o fatti portare a casa (17%). Solo per il 13% di loro, gli alimenti avanzati verrebbero donati ad associazioni con finalità sociali.

Secondo i docenti la quantità delle porzioni è adeguata a detta del 73% dei docenti anche se uno su cinque sostiene che sia scarsa (20%). Poco più della metà degli insegnanti (56%) ritiene che venga rispettata la stagionalità dei prodotti mentre il 68% ritiene che il menù sia vario e, quasi in egual percentuale, rispetti i parametri nutrizionali previsti (69%).

Poco meno di un insegnante su tre dichiara che vengono forniti prodotti biologici (31%) mentre il 43% non conosce la provenienza dei prodotti. Uno su due (24%) è a conoscenza del fatto che siano proposti nel menù della propria scuola anche piatti della tradizione gastronomica locale.Le porzioni sono equilibrate per il 71% dei docenti.Quasi tutti dichiarano il rispetto delle diete speciali (96%).

Dovendo dare un giudizio complessivo al servizio mensa, per il 37% di loro è sufficiente, per il 34% è buono, per il 13% discreto, per il 15% ottimo. Pessimo in un solo caso.

Il 74% dei docenti infine dichiara che nella scuola vengono realizzate iniziative concrete contro lo spreco alimentare rivolte in prevalenza agli studenti (44%). Ancora più frequenti le iniziative sulla raccolta differenziata dei rifiuti (97% dei casi) rivolte prevalentemente agli studenti (54%) e al personale docente (17%).

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In una scuola di Imola chi va a messa può entrare tardi: insorge l’Uaar http://www.orizzontescuola.it/in-una-scuola-di-imola-chi-va-a-messa-puo-entrare-tardi-insorge-luaar/ Sun, 25 Sep 2016 12:52:09 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139617 L’Uaar, l’Unione degli atei e degli agnostici denuncia “atti di culto in orario scolastico” e avvisa la dirigente. “Siamo spiacenti di dover intervenire- scrive l’Uaar in una mail inoltrata anche al dirigente provinciale e al consiglio d’istituto – per chiedere il rispetto della normativa e per opporci a iniziative che operano una vera e propria forma di discriminazione nei confronti delle minoranze”.

L’Uaar, nella lettera, cita anche una serie di sentenze della magistratura contro lo svolgimento di attività religiose in orario scolastico.

“Ci auguriamo che nella sua qualità di dirigente scolastico- scrive ancora l’Uaar alla preside – si premuri di far presente al Consiglio di istituto l’illegittimità di delibere in contrasto con le norme di legge in vigore. La informiamo che, nel caso vengano programmate altre iniziative di carattere confessionale che prevedono un tale comportamento, procederemo giudizialmente in sede civile, amministrativa e penale.”

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La dimensione educativa nel pensiero politico di Aldo Moro: introdusse l’ora di Ed. Civica http://www.orizzontescuola.it/la-dimensione-educativa-nel-pensiero-politico-di-aldo-moro-introdusse-lora-di-ed-civica/ Sun, 25 Sep 2016 12:51:31 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139618 Pronto a lasciare dietro di sé concezioni politiche  passate per aprirsi ad eventi nuovi, dà inizio, incontrando non pochi ostacoli e difficoltà, alla stagione del dialogo,  promuove una coscienza matura fondata sulla serietà, sull’obiettività e sulla responsabilità,  per riportare in ogni uomo il senso dei valori fondamentali dello Stato, per ricucire una rete di rapporti  tra le persone, per risanare i contrasti  tra i popoli e le diverse forze politiche, per instaurare la pace sociale. Costruttore   di  una comunicazione viva,  vicina e

responsabile,  insegnò lungo quali  vie bisognava muoversi per comprendere il divenire umano, per orientarsi nel labirinto delle tante voci della società civile, per comprendere, tra le pieghe delle tante storie umane, i diversi linguaggi che si affiancano o si
scontrano senza capirsi.

Insistendo sui doveri, su ciò che è vero, giusto e buono, con l’amore, con la mitezza e con l’umiltà, entusiasmò i cittadini onesti, nutrì i cuori grandi e si lasciò interamente guidare dalla amorevole e sapiente pedagogia divina. Dette impulso alla responsabilità
personale, sollecitò una nuova sensibilità sociale, praticò il metodo della realtà, fatta di verità e di prassi e  conferì dignità umana  a chi,  non  dominato e posseduto dalla ricchezza e dal potere, viveva oppresso dai suoi limiti (difficoltà, povertà,  fatiche, fallimenti, frustrazioni ecc.)  .

Sulla scorta di queste sommarie e brevi considerazioni, il pensiero politico, filosofico e, in particolar modo,  pedagogico di Aldo Moro, entra prepotentemente nella nostra esistenza,  ci interroga e ci invita a  riappropriarci della dimensione etica della nostra vita e, soprattutto, a  promuovere e sollecitare una corretta ed efficace partecipazione civica. Non è sufficiente, dunque,   una  concezione doveristica,  vincolistica e burocratica dell’ agire che, comunque, consegna l’uomo al suo destino, ma abbiamo bisogno di imparare da lui la insuperabile arte di educare ai valori profondi dell’essere, in quanto distinti da quelli dell’avere e del potere. Solo in questo modo   sarà possibile riempire di umanità  le opere, riaprire i canali della comunicazione tra le persone e le diverse forze politiche e sociali e realizzare quella amorevole giustizia che sta alla base di tutto e regola il doppio rapporto uomo-uomo, uomo-istituzioni.

L’idea di una società umana legata da molteplici vincoli quali una tradizione, una terra, un ambiente civile, valori, ideali e modelli di comportamento solidali riconosciuti come normativi e fondamentali per l’uomo, proietta Moro in una dimensione progressista e innovativa della politica e dell’educazione.

Quando nel lontano 1958 introdusse nella scuola statale l’ora di Educazione civica, affidò senza indugio all’ istituzione scolastica il non facile compito di lavorare per rafforzare il terreno sul quale sono costruite le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà. A
livello formativo , oltre al sapere, è importante sviluppare, formare e far crescere personalità capaci di umanità e responsabilità sociale, pienamente consapevoli del bisogno di trasmettere l’ importanza e il valore della libertà e della democrazia, la sollecitudine per gli altri, la semplicità e  la meraviglia di una educazione strutturata comunitariamente  veramente capace di  agire nella storia, di accogliere valori autentici, di sviluppare il senso critico, di raggiungere la conoscenza di ciò che è vero, bello, buono.

L’ odierno e  allarmante decadimento dei contenuti morali e ideali in genere, l’esasperazione dei conflitti, la raffigurazione caricaturale e ironica  delle opinioni da cui si dissente , la preoccupante violazione della sfera di riservatezza, l’ esibizione sistematica di
comportamenti devianti, ostacolano la realizzazione di una società nella quale sia  possibile il vivo e immediato dialogo,  in cui ciascuno, laboriosamente e criticamente,  possa agire con serietà, obiettività e responsabilità.

Parlare e ascoltare, valutare e interpretare, distinguere e unire,   è un modo come un altro per uscire dal soggettivismo,  lasciare erompere la forza sorgiva della comunione fraterna  e  costruire così la struttura portante della nostra vita sociale.  Il nostro tempo ha inderogabilmente  bisogno di  quella comunicazione vicina e responsabile capace di sottrarre il cittadino dalla condizione di solitario spettatore di messaggi politici,  dei quali non sempre possiede gli  strumenti per verificare il significato  e il valore.

È questa una sfida che va coraggiosamente affrontata e accettata perché  anche in un solo uomo escluso dalla società, si interrompe la comunione con tutta l’umanità, si profana la natura umana. Di fronte alla rigidità ideologica che riduce ogni confronto allo scontro, bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione, di riprendere il dialogo,  di  ridare a tutti  una voce.

Nella  pedagogia politica  di Moro si configura, pertanto,  un nuovo rapporto uomo-istituzioni in cui egli non è più oggetto di leggi, di programmi, di interventi, di discorsi, ma diventa “soggetto” attivo e responsabile, interlocutore privilegiato e protagonista responsabile del suo inserimento nella società. Un inserimento che deve essere sempre accompagnato da una paziente opera educativa. Non si tratta solo di intervenire sulla persona perché diventi capace di entrare nella società, ma anche di intervenire sulla società perché diventi capace di accogliere i valori e rispondere alle istanze della persona.

Così facendo, oltre a dare un volto autenticamente umano, si offre un esempio di vivacità sociale, di vigile coscienza civile, di personale assunzione di responsabilità, da parte di chi costituisce o dovrebbe costituire il tessuto vivo della società.

Stare davanti ad ogni uomo con la stessa purezza, disinteressata e incondizionata legge  dell’amore, accogliere ogni uomo semplicemente perché è uomo, è garanzia di coscienza e sensibilità civica e morale, che consente  di realizzarsi, crescere e maturare, secondo e verso modelli positivi: la politica,  la filosofia,  il diritto e l’educazione  come fonte di incondizionato  amore verso tutti. La responsabilità politica deve ristabilire, dunque,  il giusto rapporto tra giustizia e amore, tra carità e dovere, perché tutte le ingiustizie sociali si traducono in una sottrazione di amore. Sostare, riflettere, pensare, discutere con attenzione sull’eredità di Moro significa riflettere ed evidenziare l’abissale profondità della sapienza, della forza, dell’indiscutibile, misteriosa e straripante
vitalità, nascosta nel suo sacrificio  e che ha il nome, come ha bene evidenziato il nipote Luca nel suo libro “Mio nonno Aldo Moro”, dell’amore.

La visione educativa della politica è stata la sua grande invenzione.

Fernando Mazzeo (Pedagogista – Docente Scuola Secondaria di primo grado)

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1 scuola su 3 ha il preside ‘in condominio’. Anief: concorso Dirigenti Scolastici va bandito subito http://www.orizzontescuola.it/1-scuola-su-3-ha-il-preside-in-condominio-anief-concorso-dirigenti-scolastici-va-bandito-subito/ Sun, 25 Sep 2016 12:33:02 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139616 Perché, malgrado i tagli operati dal 2006 e soprattutto il dimensionamento voluto dall’ultimo Governo Berlusconi abbia cancellato un quarto di scuole autonome portandole da oltre 12mila alle attuali 8.200, e nonostante i tagli siano continuati anche nel corso della scorsa estate con altri 100 istituti in meno, oggi in Italia ben 1.233 dirigenti scolastici sono costretti alla reggenza, in cambio di un compenso netto risibile: significa che oltre alla propria scuola hanno da gestirne almeno una seconda. Proprio nell’anno della chiamata diretta dei docenti, degli ambiti territoriali e della patata bollente del “potenziamento”.

Fare il reggente significa poi, in certi casi, 4mila studenti e famiglie da gestire. Un esempio lampante è quanto sta vivendo la preside 45enne che in Lombardia deve trascorrere la giornata ad organizzare il lavoro di 21 plessi scolastici dislocati in sei Comuni diversi: “dal 31 agosto scorso – scrive il Corriere della Sera – è entrata nel piccolo esercito dei 1.233 presidi che devono, per colpa di un concorso che tarda ad arrivare, barcamenarsi tra migliaia di alunni, decine di professori, centinaia di scartoffie. Macinando chilometri”.

Non si tratta di casi eccezionali, purtroppo, ma sempre più frequenti. Soprattutto al Nord dove, per effetto della riforma Gelmini, dal 2008-2009 sono stati accorpati centinaia di istituti: 2.676 le scuole in meno, dopo gli accorpamenti, con percentuali altissime nelle regioni settentrionali che, per essere virtuose, adesso si ritrovano con scuole che hanno anche 10-15 istituti sparsi in tutto l’hinterland”. Al Sud, comunque, non stanno molto meglio: “dal 2008-2009 ad oggi di fronte alle 173 sedi di dirigenza cassate in Lombardia, alle 116 del Piemonte, o alle 145 del Veneto, ce ne sono 410 della Campania, 354 della Sicilia, 288 in Puglia”.

Se si è arrivati a questa situazione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – i motivi vanno cercati tra i nostri governanti e a Viale Trastevere. Perché è da due anni che si attende il nuovo concorso per dirigenti scolastici, ma si continua a rimandare. Così ci troviamo con nemmeno 7mila presidi, mentre ne servirebbero 8.200. Intanto, con la scuola dell’autonomia e l’approvazione della Legge 107, per loro le responsabilità e gli impegni sono triplicati. Il tutto in cambio di compensi che costituiscono la metà di quelli di altri dirigenti pubblici: si spera nel nuovo contratto di categoria a seguito dell’accorpamento dei comparti pubblici, da 11 a 4, ma ad oggi l’enorme mole di lavoro svolto non viene affatto ripagato da stipendi adeguati

I dirigenti scolastici italiani sono i meno pagati tra tutti i dirigenti pubblici italiani: percepiscono in media 62.890 euro annui, che sono oltre 42mila euro l’anno in meno rispetto ad un dirigente di altra amministrazione. Il loro compenso, fermo da anni e soggetto al taglio del Fondo unico nazionale, è neanche la metà rispetto a quello dei colleghi che operano presso gli enti pubblici non economici (127.606 euro l’anno). I dati sono stati aggiornati alcuni giorni fa dall’Aran, su dati certificati della Ragioneria Generale dello Stato (aggiornamento all’anno 2014 delle elaborazioni statistiche sulle retribuzioni medie pro-capite nella PA). E quando il Miur continua a dire che stanno per arrivare gli incentivi del merito, farebbe bene a dire che si tratta da assegnare cifre ridicole che variano tra i 150 e i 200 euro lordi al mese.

A rendere ancora più complicata la situazione, con quasi un terzo delle scuole costrette ad avere un preside “in condominio”, è il fatto che con il Governo Monti si è legiferato per risparmiare pure sui vicari dei dirigenti, a cui è stato tagliato il compenso del ruolo aggiuntivo, tanto da costringere il sindacato a presentare apposito ricorso per far recuperare l’indennità di reggenza e sostituzione pari in media a 5mila euro l’anno.

Quello che non si comprende – continua Pacifico – è perché dal Ministero dell’Istruzione si continua a parlare e a progettare sulle scuole aperte il pomeriggio e d’estate, aumentando carichi e impegni di lavoro, mentre sugli aspetti stipendiali e delle indennità continua la situazione di stallo. È una contraddizione. Come stride l’aumento di reggenze con la lentezza con cui si sta arrivando al concorso per nuovi dirigenti. Ancora di più perché quest’anno sono stati assorbiti gli ultimi 200 idonei della selezione del 2011 e, quindi, non ve ne sono più da immettere in ruolo”.

Diventa particolarmente importante che il Miur bandisca con celerità il prossimo concorso per dirigenti scolastici. Già l’Anief, a tal proposito, è riuscita a far inserire nella bozza di testo in via di approvazione la possibilità che il personale di ruolo da meno di cinque anni di poter partecipare alle prove, facendo valere il servizio pre-ruolo, grazie a quanto dichiarato dal TAR Lazio, con la sentenza n. 9729/2014 patrocinata dal nostro sindacato. Allo stesso modo l’amministrazione farebbe bene a dare seguito ad un’altra sentenza del Tribunale amministrativo regionale, la n. 5011/2014, attraverso cui è stato acclarato che non è necessario essere assunti a tempo indeterminato, ma per svolgere le prove bisogna solo dimostrare di essere in possesso del titolo di studio e aver insegnato almeno 5 anni anche non continuativi seguendo, per estensione, quanto già statuito l’8 settembre 2011 dalla Corte di Giustizia europea sul procedimento C-177/10. Pertanto, qualora questa sentenza non dovesse avere applicazione nel concorso per dirigenti scolastici, escludendo i precari dalla selezione, Anief ha già deciso che si rivolgerà al giudice”.

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Videosorveglianza. Giammanco (FI), necessaria per asili nido http://www.orizzontescuola.it/videosorveglianza-giammanco-fi-necessaria-per-asili-nido/ Sun, 25 Sep 2016 12:31:56 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139615 ” Dalle audizioni svolte alla Camera, anche a rappresentanti di Polizia e Carabinieri, è emerso chiaramente che moderni sistemi di videosorveglianza all’interno di questi luoghi potrebbero costituire un importante deterrente da eventuali abusi”.

Così Gabriella Giammanco, deputato di Forza Italia, prima firmataria e relatrice della relativa proposta di legge.

“La mia proposta prevede l’installazione di telecamere criptate, a circuito chiuso, le cui registrazioni saranno inviolabili e visibili solo, ed esclusivamente, dalle Forze dell’Ordine a seguito di formale denuncia. Non si tratta di un controllo a distanza del lavoratore, così come non si tratta di webcam che consentirebbero ai genitori di guardare ciò che accade all’interno dell’asilo. Stiamo parlando solo di immagini che, all’occorrenza, saranno disponibili alle Forze di Polizia per semplificare e velocizzare le indagini. Nei prossimi giorni la mia proposta sarà discussa in Aula per cui faccio un appello al Parlamento tutto, alle forze politiche che lo compongono, al Partito Democratico: proviamo ad essere uniti, sosteniamo questa proposta, diamo uno strumento di tutela in più ai nostri bambini, ai disabili e agli anziani”, ha concluso la parlamentare capogruppo in Commissione bicamerale Infanzia e adolescenza.

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Legge 104, i permessi potranno essere presi anche per il convivente http://www.orizzontescuola.it/legge-104-i-permessi-potranno-essere-presi-anche-per-il-convivente/ Sun, 25 Sep 2016 06:45:49 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139613 Nella sentenza viene dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e s.m.i. (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), relativamente alla esclusione del convivente tra i soggetti per cui è vietata la possibilità di fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con handicap in situazione di gravità.

Si tratta, secondo la CC di una normativa irragionevole, perché rappresenta un inammissibile impedimento all’affettività dell’assistenza e dell’integrazione.

Scarica testo sentenza

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Mense, dirigenti scolastici contro la libertà di portare il cibo da casa. Contrari anche alcuni deputati PD http://www.orizzontescuola.it/mense-dirigenti-scolastici-contro-la-liberta-di-portare-il-cibo-da-casa-contrari-anche-alcuni-deputati-pd/ Sun, 25 Sep 2016 06:32:41 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139611 La petizione è stata lanciata su internet dai genitori favorevoli alle mense che temono un aumento dei costi a seguito della sentenza che ha decretato la possibilità per le famiglie di preparare il pasto da portare a scuola.

La sentenza è stata emanata dal Tar Piemonte e sta influenzando tutto il Nord Italia, dalla Lombardia alla Liguria.

In quest’ultima regione, i genitori si sono organizzati e hanno inviato diffide ai dirigenti per consentire ai propri figli di portare il cibo da casa.

Una “concessione” che rischia, però, di far saltare gli equilibri legati ai costi.

Anche la politica si è mossa in contrapposizione alla libertà concessa ai genitori dai tribunali.

Così, ad esempio, la parlamentare del PD Mara Carocci ha chiesto al Ministero di prendere iniziative per consentire ai dirigenti di intervenire e addirittura di legiferare per impedire alle famiglie di far portare il panino da casa ai propri figli.

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Didattica. Ivano Fossati docente al liceo per insegnare a scrivere canzoni http://www.orizzontescuola.it/didattica-ivano-fossati-docente-al-liceo-per-insegnare-a-scrivere-canzoni/ Sun, 25 Sep 2016 06:25:21 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139610 La missione è far comprendere la parte poetica dei cantautori, ma a Fossati è stato chiesto anche di insegnare a scrivere una canzone. “Una canzone si scrive con gli occhi guardandosi intorno. Dobbiamo essere curiosi e meravigliarsi. Ci sono rime, assonanze, regole, ma prima di tutto serve osservare e le regole non servono se non sai stupirti”, ha detto il cantautore genovese a 200 studenti.

“Tanti ragazzi mi dicono: Ivano non so che cosa scrivere. E io rispondo: guardatevi intorno. L’osservazione dei comportamenti umani diventa ispirazione. Poi prendete un foglio e aspettate, perché non scriverete una canzone come Bob Dylan, ma scriverete la partitura della vostra vita”. Fossati ha citato l’amico Fabrizio De Andrè col quale lavorò per ‘Nuvole’ e ‘Anime Salve’: “Nell’84 mi ha chiesto di scrivere insieme, lo abbiamo fatto nel ’94, siamo due che pensiamo a lungo”.

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Contratto. Di Meglio (GILDA): risorse scarse e legge Brunetta sono di ostacolo al rinnovo http://www.orizzontescuola.it/contratto-di-meglio-gilda-risorse-scarse-e-legge-brunetta-sono-di-ostacolo-al-rinnovo/ Sun, 25 Sep 2016 06:18:45 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=139609 A dichiararlo è Rino Di Meglio, segretario generale della CGS, che individua i due ostacoli maggiori nell´esiguità dei fondi messi a disposizione dal Governo e nell´indeterminatezza degli ambiti di contrattazione per il rinnovo del contratto del pubblico impiego.

“Le risorse stanziate finora, appena 300 milioni di euro per tutti i comparti del pubblico impiego, – spiega il segretario generale della CGS – sono insufficienti persino per risarcire i dipendenti pubblici della mancata applicazione dell´Ipca, cioè circa 130 euro netti pro capite. Inoltre, a causa di una normativa che ha provocato continue incursioni legislative, manca del tutto la preliminare e fondamentale certezza del diritto su quali siano gli ambiti riservati alla contrattazione”.

Per creare le condizioni che rendano possibile l´apertura del tavolo negoziale, quindi, secondo Di Meglio “occorre modificare la legge Brunetta e ripristinare il valore della contrattazione e della rappresentanza dei lavoratori. Contratti a costo zero, o con scarsi soldi solo per pochi, non sono la soluzione dei problemi del pubblico impiego. La dignità del lavoro non è in svendita e il nostro impegno è di tutelarla in tutte le sedi”

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