Orizzonte Scuola http://www.orizzontescuola.it La scuola in un click Thu, 23 Feb 2017 09:37:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.2 http://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2016/05/os-1-1-50x50.jpg Orizzonte Scuola http://www.orizzontescuola.it 32 32 Progettare e valutare per competenze. Materiali per il primo ciclo http://www.orizzontescuola.it/progettare-e-valutare-per-competenze-materiali-per-il-primo-ciclo/ Thu, 23 Feb 2017 09:10:47 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147528 Scarica i materiali

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Supplenze: il limite di 36 mesi riguarda solo i posti vacanti e disponibili. Controllare posti al 30 giugno http://www.orizzontescuola.it/supplenze-il-limite-di-36-mesi-riguarda-solo-i-posti-vacanti-e-disponibili-controllare-posti-al-30-giugno/ Thu, 23 Feb 2017 08:18:11 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147527 Il Governo sta anche pensando alla proposta di un percorso semplificato di accesso al ruolo per chi raggiunge tale limite ma non è in possesso di abilitazione. Fedeli: ruolo con procedure semplificate per i precari di II e III fascia delle graduatorie di istituto

Questo non vuol dire – come genericamente si afferma  sui social, creando molta confusione – che raggiunto tale limite non si potrà più insegnare, ma che ci saranno determinate supplenze alle quali il docente non potrà accedere, quelle appunte su posto vacante e disponibile.

Si tratta innanzitutto delle supplenze conferite, sia da GaE che da Graduatorie di istituto fino al 31 agosto (sia per orario intero che spezzone, contando la durata del contratto non il numero di ore di insegnamento a settimana), posti sui quali non c’è un titolare

entro la data del 31 dicembre e che rimangano presumibilmente tali per tutto l’anno scolastico.

L’inghippo semmai può essere sulle supplenze erroneamente attribuite (sia dall’Ufficio Scolastico che dai Dirigenti Scolastici) al 30 giugno, cioè fino al termine delle attività didattiche, nonostante si tratti di posti vacanti e disponibili. E di volta in volta spetta al docente controllare se su quel posto c’è un titolare (deve esserci) e individuare la tipologia di posto che sta occupando.

Ci si chiede anche chi e come certificherà il servizio svolto da ciascun docente. Si era parlato di una funzione SIDI che dovrebbe tenere sotto controllo i contratti stipulati, ma al momento tutto è aleatorio.

Dunque solo superato il tetto dei 36 mesi di supplenza su posto vacante e disponibile – anche non continuativi –  il docente non potrà avere più incarichi su questa tipologia di supplenza.

Il paradosso già messo in evidenza sarebbe quello che, se andasse in porto il progetto Madia per la Pubblica Amministrazione, la scuola rimarrebbe schiava di una regola che invece negli altri comparti porta all’assunzione.

Precari della scuola esclusi da assunzioni riforma Madia. Dopo 3 anni di servizio vietate le supplenze

Tutto sulle supplenze

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L’ex ministro Berlinguer a Chiaravalle per parlare di alternanza scuola lavoro http://www.orizzontescuola.it/lex-ministro-berlinguer-a-chiaravalle-per-parlare-di-alternanza-scuola-lavoro/ Thu, 23 Feb 2017 08:02:46 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147526 È questo il tema del seminario nazionale organizzato dalla Fondazione Montessori e dall’Irase di Ancona con il sostegno di Uil Scuola Marche. Una due giorni – venerdì 24 e sabato 25 febbraio che si sarebbe dovuta tenere lo scorso novembre ma che poi è stata rinviata, causa terremoto. Numerosi gli interventi che si alterneranno al teatro Valle. Berlinguer terrà la relazione introduttiva venerdì, a partire dalle 14.30. Dopo di lui sono previsti gli interventi, coordinati da Rosa Venuti, presidente Irase nazionale, di Luciano Mazzetti (presidente Centro Internazionale Montessori di Perugia), Vanna Gherardi (Università di Bologna), Manuela Moscatelli (Università di Roma Tor Vergata), Carlo Cipriani (Confindustria Marche) prima di lasciare le conclusioni all’assessore regionale all’Istruzione e al Lavoro, Loretta Bravi.

«Non sono iniziative spot – spiega Claudia Mazzucchelli, segretaria Uil Scuola Marche – per noi e Irase è il secondo anno di collaborazione con la Fondazione Montessori perché crediamo che trovare spazi di condivisione e crescita professionale siano elementi essenziali in quello che è il lavoro sindacale. La formazione può dare ai lavoratori maggior coscienza e maggiore professionalità. Al termine dei lavori, naturalmente, la documentazione prodotta sarà messa a disposizione di tutti».

La giornata di sabato, dalle 8.30, sarà aperta con la premiazione delle scuole vincitrici del concorso sulle migliori prassi di inclusione sociale. Progetti che hanno riguardato il sostegno a disabili o stranieri e al quale hanno partecipato 13 istituti da tutta Italia. Due di questi, un istituto comprensivo e una scuola superiore riceveranno 500 euro per l’acquisto di materiale scolastico. Sono previsti, coordinati dal presidente dell’Irase Marche, Elio Carfagna, gli interventi di Piero Crispiani (Università di Macerata), Rossella Mengucci (Miur). Spazio anche ai presidi: Alfio Albani, oggi dirigente dell’istituto comprensivo Montessori di Chiaravalle, racconterà l’esperienza dell’alternanza scuola lavoro del liceo classico Perticari di Senigallia mentre, dalla Germania, Rainer Halfar porterà l’esperienza del suo liceo Feudenheim di Mannheim, poco meno di 300mila abitanti a nord di Stoccarda. Le conclusione saranno affidate Guglielmo Loy e Noemi Ranieri, rispettivamente segretari nazionali di Uil e Uil Scuola.

Marco Catalani
ufficio stampa Uil Scuola Marche

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Questionario sulla Buona Scuola: quanto la conosci? http://www.orizzontescuola.it/questionario-sulla-buona-scuola-quanto-la-conosci/ Thu, 23 Feb 2017 07:53:41 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147525 “Scuola: partiamo dall’ascolto”

http://www.possibile.com/ scuola-partiamo-dallascolto/? utm_source=dlvr.it&utm_medium= twitter

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Bologna: al via domani il seminario internazionale dell’ADI http://www.orizzontescuola.it/bologna-al-via-domani-il-seminario-internazionale-delladi/ Thu, 23 Feb 2017 05:46:51 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147523 È questa la domanda a cui tenta di rispondere il 16° convegno internazionale dell’ADI, dal titolo GRAFFITI, in programma a Bologna il 24 e il 25 febbraio, in occasione del quale sarà presentata la proposta di legge che consente ai docenti e dirigenti scolastici, che ancora hanno voglia di mettersi in gioco, di costruire una scuola che ponga al centro gli studenti e abbandoni definitivamente il modello organizzativo del secolo scorso.

Una proposta, quella dell’ADI, di grandissima autonomia nella gestione dei curricoli e nel rapporto di lavoro degli insegnanti, una scuola liberata dai ciarpami della burocrazia, non autoreferenziale e in stretto rapporto con il mondo esterno.

Fra le scuole presenti al convegno ci sarà la famosissima High Tech High di San Diego, California, nota in tutto il mondo per avere costruito con successo un apprendimento che collega mente, mano e virtuale. Ci sarà la berlinese ESBZ, la scuola senza voti e senza aule, salita agli onori della cronaca anche in Italia. Poi le scuole in Danimarca, il Paese più felice del mondo, dove si curano le emozioni, la socializzazione, il benessere degli alunni tanto quanto l’apprendimento. E ancora le “scuole internazionali” e i loro programmi, a cui dovrebbero ispirarsi i nuovi licei quadriennali. E tante altre relazioni, che insieme indicheranno i nuovi paradigmi dell’istruzione in questo secondo decennio del 21°secolo.

GRAFFITI

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Ridere in classe, favorisce clima positivo e concentrazione. “Un insegnante antipatico non è un professionista” http://www.orizzontescuola.it/ridere-in-classe-favorisce-clima-positivo-e-concentrazione-un-insegnante-antipatico-non-e-un-professionista/ Thu, 23 Feb 2017 05:43:26 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147522 A sostenere questa tesi tanto provocatoria quanto rivoluzionaria è Lucia Suriano, insegnante, autrice di Educare alla felicità ed ambasciatrice nel mondo dell’International Laughter Yoga University, chiamata dall’ADI a chiudere la prima sessione di interventi nel seminario internazionale sull’educazione in programma a Bologna il 24 e il 25 febbraio (vedi programma).

Prof.ssa Suriano, tutti gli insegnanti possono potenzialmente creare un buon clima emotivo in classe? Quanto incidono o interferiscono il temperamento, le esperienze personali, l’indole?

“Sì, tutti potenzialmente possono; certamente contano moltissimo la storia personale e le esperienze di ciascuno; il temperamento e l’indole costituiscono un vantaggio, ma non ritengo siano fondamentali, poiché un insegnante è un professionista che oltre alle competenze del sapere e della didattica deve aver sviluppato notevoli competenze socio-emotive”.

E gli insegnanti ‘antipatici’ come fanno? Non dovrebbero avere diritto di cittadinanza nelle aule?

“Bella questa battuta! Un insegnante “antipatico” non è un professionista, al massimo possiamo parlare di un insegnante poco empatico e allora, possiamo iniziare a riflettere su come si possa sviluppare la capacità di entrare in empatia con l’altro, del resto la nostra non è definita professione a relazione d’aiuto?”.

Che cosa significa ridere con i propri allievi?

“Significa svelare la propria umanità, significa creare le condizioni perché il processo di apprendimento trovi le condizioni per avvenire in modo significativo e non semplicemente come sterile processo finalizzato all’emergenza contingente, cioè l’interrogazione”.

Lei insegna; cosa quotidianamente si ripete prima di entrare in classe?

“Ogni giorno so che ho la possibilità di imparare; prima di entrare in classe respiro, sorrido e… Buongiorno!”.

In quale ordine e grado di scuola le risate portano più beneficio all’apprendimento?

“La risata non conosce età, i benefici avvengono a livello psico-fisico ed emotivo, non possiamo scegliere di smettere di ridere. Il nostro corpo ha bisogno della risata come del pianto poiché nasciamo “cablati per fare l’esperienza della felicità” (C. Pert)”.

Quale tipologia di docente mostra più interesse verso il suo approccio? Si rivolgono a lei quelli che già sanno ridere o quelli che vorrebbero imparare a farlo ma sentono pressioni, inibizioni?

“Si rivolgono a me sia insegnanti che sanno già fare un buon uso della risata sia coloro che sentono di aver smesso da tempo. Il minimo comune denominatore è il desiderio di ricominciare o di continuare a stare bene a scuola, poiché la fatica degli ultimi anni e il malcontento non sono una leggenda”.

Da dove sono partiti i suoi studi, le sue riflessioni? Dove pensa che la porteranno?

“Quasi dieci anni fa mi sono imbattuta in una disciplina indiana che si chiama Yoga della Risata ideata dal medico dott. Madan Kataria. Durante il primo corso di formazione, tra le varie applicazioni che la disciplina può avere, mi spiegarono come in India in molte scuole si praticasse questa disciplina e io risi sarcasticamente e dissi: “in Italia è praticamente impossibile!”. I benefici della pratica costante della disciplina a livello personale mi portarono ad osservare i momenti di ilarità in classe, quando avvenivano, perché, e soprattutto mi ritrovai a non poter più pronunciare le famose affermazioni “smettetela di Ridere, non c’è nulla da ridere…” e così via. Spesso parlavo ai miei alunni dell’importanza del saper ridere sfruttando l’occasione per educare a “ridere con…” e non a “ridere di…” fino a quando furono proprio loro a chiedermi di smettere di parlarne e di iniziare a provare.

Ho iniziato a comprendere che in realtà c’è un grande bisogno di tornare a ridere in modo sano, che un semplice esercizio di risata incondizionata può offrire più vantaggi che svantaggi ad un docente che sa instaurare una relazione con i suoi alunni. Portare la risata nel mondo della scuola richiede molta preparazione, un grande lavoro su di sé soprattutto molto rispetto del ruolo educativo che la scuola svolge nella vita di ciascun alunno.

Ho compreso molto presto che una via importante da percorrere era cercare di fondere quanto sapevo sulla risata con le indicazioni di Goleman per lo sviluppo dell’Intelligenza emotiva; ho avuto la fortuna di incontrare professionisti di altri ambiti, soprattutto del mondo socio-sanitario che mi hanno indicato la via delle neuroscienze e della psicologia positiva. Così è nato il progetto di Educare alla Felicità che mantiene la risata come punto fermo, ma allo stesso tempo è molto, molto altro.

La strada che intendo percorrere è ancora quella della ricerc-azione, della sperimentazione suffragata da una profonda conoscenza di ciò che ci giunge dagli studi scientifici, avendo come obiettivo lo sviluppo di un percorso che porti a vivere l’esperienza dell’apprendimento come qualcosa da desiderare e non da rifuggire; per fare questo dobbiamo puntare la nostra attenzione non solo sulle funzioni cognitive, ma anche sui processi emotivi e sull’importanza del movimento del corpo”.

Si è portati a pensare che la concentrazione e di conseguenza le prestazioni aumentino quando si è più tesi, una risata sembra andare nella direzione opposta…

“Il mio intervento al convegno internazionale organizzato dall’ADI sarà incentrato nella prima parte a spiegare proprio come la risata, nella sua funzione fisiologica, scateni nel nostro corpo le condizioni per favorire la concentrazione. Il mio compito è proprio quello di ricucire la frattura dicotomica tra scuola e risata, facendo riscoprire quest’ultima nella sua funzione di potente alleata del processo di apprendimento e non come nemica da combattere”.

Quanto la sua teoria è in debito con la lunga tradizione di studi sul comico, partendo da Aristotele per finire con Freud e Bergson?

Vede, quando all’università frequentai un corso di sociologia della letteratura il cui tema era proprio le “teorie del comico nella letteratura”, ebbi modo di approfondire le teorie dei grandi maestri che lei ha menzionato, allora mai avrei immaginato che questi studi mi sarebbero serviti così tanto. Oggi posso portare avanti il mio lavoro e le mie ricerche, certa che grandi maestri come Aristotele, Bergson e Freud siano una base sicura su cui poggiare per spiccare il volo con la ‘leggerezza’ che Calvino ci ha insegnato nelle Lezioni americane”.

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#womeninstem Education edition: l’8 marzo un webinar con donne straordinarie che ogni giorno a scuola lavorano con l’innovazione http://www.orizzontescuola.it/womeninstem-education-edition-l8-marzo-un-webinar-con-donne-straordinarie-che-ogni-giorno-a-scuola-lavorano-con-linnovazione/ Thu, 23 Feb 2017 05:30:48 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147518 Cosa serve per cambiare questo mondo troppo limitato? Cosa ci stiamo perdendo tagliando fuori a priori dalle posizioni dirigenziali metà della popolazione?

Mercoledì 8 marzo dalle 16:00 alle 18:00

un webinar gratuito organizzato da CampuStore porrà queste e altre domande a delle relatrici d’eccezione, donne straordinarie che ogni giorno a scuola lavorano con l’innovazione: iscriviti qui!

Una delle cose che fanno amare tecnologia e innovazione è che sono discipline che facilitano un approccio inclusivo verso il mondo, perché aprono la mente e abbattono le barriere.

Questa rivoluzione la vediamo accadere ogni giorno nelle scuole, grazie a insegnanti, dirigenti, formatori illuminati.

Con l’ispirazione dal bando del Dipartimento per le Pari Opportunità “In estate si imparano le STEM”, in occasione della settimana del RosaDigitale e proprio nel giorno internazionale dedicato a celebrare le donne, CampuStore invita tutti a un webinar speciale durante il quale si parlerà dell’eccellenza nell’education delle donne italiane in campi come innovazione, tecnologia, scienze, robotica…

E a parlare saranno vere eroine italiane del mondo della scuola e una special guest straniera d’eccezione, donne che ogni giorno lavorano con l’innovazione per formare non solo bambine e ragazze capaci di credere di più in sé stesse e nella loro capacità di cambiare il mondo, ma anche ragazzi che diventeranno uomini desiderosi di aspettarsi un mondo alla pari.

Loro che, nonostante i premi, le conferenze, i titoli internazionali, si e ci stupiscono ogni giorno in classe, racconteranno della loro esperienza tra i banchi di scuola, porteranno esempi pratici degli approcci che adottano ogni giorno, ragionando sul concetto di materie STEM e riportandoci riflessioni e osservazioni nate dal tentativo di colorare di rosa un mondo un po’ troppo spesso percepito come ingannevolmente lontano.

Per sapere chi saranno le relatrici nei prossimi giorni segui le pagine social di CampuStore Facebook, Twitter o Instagram: ti racconteranno qualcosa su ciascuna di loro.

Vi aspettiamo in tantissimi… Perché le STEM non si studiano solo in estate!

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Graduatorie d’istituto, II-III fascia, aa. 2017-2020.Con Eurosofia, Promo Cultura digitale: Eipass Teacher + Eipass Lim 300 Euro http://www.orizzontescuola.it/graduatorie-distituto-ii-iii-fascia-aa-2017-2020-con-eurosofia-promo-cultura-digitale-eipass-teacher-eipass-lim-300-euro/ Thu, 23 Feb 2017 05:24:34 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147517 Leggi tutto "Graduatorie d’istituto, II-III fascia, aa. 2017-2020.Con Eurosofia, Promo Cultura digitale: Eipass Teacher + Eipass Lim 300 Euro"]]> ISCRIZIONI SEMPRE APERTE

In vista dell’aggiornamento delle graduatorie d’Istituto iscriviti con noi per acquisire le certificazioni informatiche e linguistiche.

Se ti candidi come RSU Anief e vieni eletto, ti rimborsiamo per intero il costo del corso. Iscriviti, non perdere questa opportunità!

Promo Cultura Digitale : Eipass Teacher + Eipass Lim 300 Euro

Nella tabella di valutazione dei titoli allegata al D.M. 308 del 15 maggio 2014 (tabella A e tabella B) sono indicati i titoli culturali riconosciuti e valutati nelle graduatorie di istituto, all’atto della domanda di aggiornamento, conseguiti attraverso corsi di perfezionamento, master, certificazioni linguistiche ed informatiche.

I docenti precari della scuola per la II fascia d’Istituto possono ottenere fino un massimo di 20 punti, quelli della III fascia d’istituto possono ottenere fino a un massimo di 17 punti.

I titoli conseguiti permettono di aggiornare il proprio punteggio e conseguentemente la propria posizione all’interno delle rispettive graduatorie ai fini della stipula di contratti a tempo determinato nel prossimo triennio.

Docenti in III fascia d’istituto (totale max 17 punti)

Master, corsi di perfezionamento universitari da 1500 ore e 60 crediti: punti 3 fino ad un massimo di tre corsi. Per gli attestati di frequenza e/o i corsi di perfezionamento universitari, inferiori a 1500 ore e 60 cfu, che prevedono un esame finale e della durata di un anno, il punteggio che viene assegnato è 1 punto fino ad un massimo di tre corsi. (max 10 punti)

Certificazioni informatiche come EIPASS, Microsoft, il corso su TABLETS e su LIM: fino a un max di punti 4 con la valutazione del grado più alto per ogni specifico settore

Certificazioni linguistiche: B2 (punti 1), C1 (punti 2) e C2 (punti 3)

Docenti in II fascia d’istituto (totale max 20 punti)

Master, corsi di perfezionamento universitari da 1500 ore e 60 crediti: punti 3 fino ad un massimo di tre corsi. Per gli attestati di frequenza e/o i corsi di perfezionamento universitari, inferiori a 1500 ore e 60 cfu, che prevedono un esame finale e della durata di un anno, il punteggio che viene assegnato è 1 punto fino ad un massimo di tre corsi. (max 10 punti)

Certificazioni informatiche come EIPASS, Microsoft, il corso su TABLETS e su LIM: fino a un max di punti 4 con la valutazione del grado più alto per ogni specifico settore

Certificazioni linguistiche: B2 (punti 3), C1 (punti 4) e C2 (punti 6)

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Eurosofia propone corsi di crescita professionale per l’ampliamento delle competenze secondo i 9 ambiti individuati per la formazione obbligatoria dei docenti dal Piano Nazionale di formazione triennale 2016/2019. Ogni docente avrà la possibilità di valorizzare le attitudini personali e di potenziare le sue competenze ed abilità attraverso un’accurata analisi delle esigenze e degli obiettivi da raggiungere nei differenti ambiti previsti dal PTOF del proprio istituto.

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ANP chiede abolizione valore titolo di studio, diploma in 4 anni e commissioni esterne per esami di Stato http://www.orizzontescuola.it/anp-chiede-abolizione-valore-titolo-di-studio-diploma-in-4-anni-e-commissioni-esterne-per-esami-di-stato/ Thu, 23 Feb 2017 05:22:18 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147516 La richiesta avviene in relazione all’analisi del decreto sulla valutazione dei docenti in occasione degli esami di Stato in esame al Parlamento.

Secodo il sindacato, le scuole dovrebbero rilasciare soltanto le certificazioni dei livelli di competenze in uscita degli studenti.

Per quanto riguarda, invece,  gli esami di Stato, il sindacato propone commissioni esterne e definizione di standard nazionali sulle discipline fondamentali.

Infine, l’ultima richiesta riguarda la durate del percorso di studi nelle secondarie di II grado che dovrebbe essere condotto a 4 anni.

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Maltrattamenti agli alunni? Se ne occupi la Scuola ma non la Giustizia http://www.orizzontescuola.it/maltrattamenti-agli-alunni-se-ne-occupi-la-scuola-ma-non-la-giustizia/ Thu, 23 Feb 2017 05:03:15 +0000 http://www.orizzontescuola.it/?p=147512 Visiono come al solito accuratamente le sequenze filmate (spesso di una noia mortale) e vi trovo al massimo delle energiche sgridate (sempreché il magistrato abbia autorizzato anche la registrazione audio e non solo quella video).

Magari vola qualche scappellotto di troppo che, negli anni ’70, passava sotto silenzio anche perché, parlandone a casa, rischiavi il rincaro della dose da parte dei genitori. Oggi che padre e madre sono divenuti i sindacalisti dei figli e l’alleanza scuola-famiglia è solo un bel ricordo, si assiste invece a una lotta senza quartiere. A sedare la rissa non basta più neanche il dirigente scolastico ma viene inopinatamente interpellata l’Autorità Giudiziaria che trasforma la palla di neve in valanga. Come? Presto detto. Come per incanto, la trascrizione dei filmati con l’estro di Agatha Christie rende appassionante ciò che alla vista era risultato noioso e trasforma in noir il quotidiano svolgersi delle lezioni. Tanto per restare nel pratico citerò gli addebiti a due maestre che cercavano di svolgere al meglio il loro dovere dandosi reciprocamente una mano per superare situazioni difficili. Costoro avrebbero avuto:

  • volontà di sottoporre il soggetto attivo e passivo a sofferenze fisiche e morali;
  • atteggiamento aggressivo, prepotente e violento;
  • responsabilità di un gravissimo quadro di oppressione e intimidazione;
  • responsabilità di un clima di tensione e di paura generalizzato;
  • responsabilità di un disegno criminoso
  • manifesta intesa criminale collaudata tra le due insegnanti indagate;
  • responsabilità di una disciplina innaturale di silenzio e immobilità basata sulla paura.

A confutare quanto sopra vi erano tutti i filmati e il clima che si respirava nella classe: assolutamente normale in ogni momento, disciplinato, corretto e soprattutto sereno. Come confermavano le testimonianze delle colleghe della scuola e del dirigente scolastico, nonché i riscontri oggettivi e puntuali dell’indagine ispettiva avviata dall’USR di competenza che evidenziava la “necessità di un confronto interministeriale (MIUR-MGG) ai fini di un intervento in favore della privacy violata dei docenti e dell’immagine della scuola lasciata sola di fronte a un indiscriminato ludibrio collettivo”. Infatti, come sempre, i giornali avevano crocifisso immediatamente le maestre sottoponendole alla gogna mediatica.

Riflessioni di ordine generale

Sembra di assistere alla classica tempesta nel bicchier d’acqua che si trasforma in tsunami. Quest’ultimo, a sua volta, travolge tutti i protagonisti a cominciare dalla piccola utenza con le relative famiglie, per finire con le maestre, l’intera categoria professionale e la società tutta.

Due sono le cause principali che rendono drammatica una situazione che sarebbe facilmente gestibile altrimenti:

  • La sfiducia dei genitori nell’Istituzione Scolastica che induce gli stessi a sporgere direttamente denuncia all’Autorità Giudiziaria, anziché più opportunamente rivolgersi al dirigente scolastico o all’Ufficio Scolastico di riferimento (UST/USR). Quest’ultimo avrebbe potuto attivare all’uopo un’indagine ispettiva evitando di veder intrapreso un percorso legale lento, farraginoso, ad alto costo per la comunità e soprattutto senza le necessarie competenze tecniche.
  • La scelta di affidare la sbobinatura dei filmati, nonché la loro trascrizione, al personale dell’Autorità Giudiziaria che non è certamente ricompreso tra coloro che sono considerati “addetti ai lavori” in materia di educazione/insegnamento/sostegno. Da questa decisione non può che scaturire una trascrizione romanzata, esagerata e soprattutto non aderente, né rispondente ai fatti occorsi.

Le 14 stazioni di una Via Crucis consolidata:

  1. sospetto di maltrattamenti da parte dei genitori di un alunno o di personale della scuola;
  2. denuncia all’Autorità Giudiziaria senza ricorrere all’intervento dell’istituzione scolastica (dirigente scolastico; UST; USR che possono attivare solo tardivamente l’indagine ispettiva come nel presente caso) con indagini ispettive decisamente più celeri;
  3. avvio delle indagini e posizionamento di telecamere nascoste per un lungo periodo che talvolta viene prolungato (la casistica riporta un minimo di 15 gg fino a un massimo di 4 mesi);
  4. contestazione dei reati alle maestre (spesso si comincia col contestare l’art. 572 che quasi sempre viene derubricato al 571 cpp). Si noti tra l’altro una circostanza assai significativa: quasi mai è stato operato un arresto in flagranza di reato a telecamere installate, evidentemente perché gli elementi non erano pienamente significativi e non richiedevano interventi immediati e urgenti a tutela della piccola utenza;
  5. sbobinatura dei filmati effettuata da non addetti ai lavori (nessuna competenza tecnica in educazione/insegnamento/sostegno);
  6. trascrizione dei filmati effettuata dal medesimo personale incompetente in materia, risulta spesso impropria/interpretata/esagerata/ingigantita (rimproveri diventano urla, i buffetti schiaffi, il contenimento violenza etc);
  7. spettacolarizzazione dell’inchiesta, violazione della privacy e gogna massmediatica per imputato e familiari a seguito di fuga di notizie (vedi come esempio l’episodio occorso a Latina su tutti: striscioni allo stadio e sui ponti dell’autostrada, scritte sui muri della scuola con nome e cognome delle maestre indagate);
  8. frequente costituzione di parte civile da parte di famiglie che chiedono risarcimenti per non meglio comprovati danni psichici nei propri bambini. Vi è spesso qualche sprovveduto che ritiene di potersi arricchire alle spalle delle disgrazie altrui;
  9. sospensione cautelare dall’insegnamento per un periodo imprecisato e, a seconda dei casi, arresti domiciliari;
  10. intervento dell’USR che per parte amministrativa sospende lavoro e retribuzione alla maestra lasciando solo l’assegno alimentare;
  11. condanna dell’insegnante che ricorre al patteggiamento (quindi senza che vi sia ammissione di colpevolezza come riconosciuto dalla sentenza C. Cass. n°4170 del 2-02-2016) unicamente per abbattere lo stress psicologico, i tempi del processo nonché i relativi costi. Si aggiunga inoltre che il patteggiamento rappresenta una sorta di “riduzione del danno” anche per il PM che, dopo aver speso migliaia di euro di denaro pubblico (si veda fattura al processo 2016 di VR), sarebbe in imbarazzo nel dover giustificare i costi dell’attività investigativa in caso di assoluzione dell’imputato;
  12. sfiducia conseguente dei genitori degli alunni che non vedono più nella scuola un punto di riferimento sicuro per la crescita dei loro ragazzi;
  13. sentenza: dopo 2-3 anni vi si arriva solo in caso di patteggiamento, mentre il processo ordinario richiede tempi più lunghi. Nella speranza che si arrivi alle stesse conclusioni assolutorie di casi famosi come Brescia, Rignano Flaminio e quello più recente di Treviso, vi è la certezza che i giornali dedicano ampio spazio solo in caso di condanna che fa notizia a differenza di un verdetto di assoluzione;
  14. svilimento della categoria professionale delle maestre con conseguente rottura dell’alleanza scuola-famiglia e indebolimento delle due agenzie educative, nonché impoverimento della società tutta. Le nuove generazioni cresceranno con un riferimento in meno, divenendo sempre più fragili.

Conclusione

I panni sporchi si lavano in casa ed è la Scuola che deve pensare a se stessa senza poter pensare che qualcun altro (la Giustizia) possa fare il lavoro (sporco) al suo posto. Si eviterebbero così evidenti equivoci, tempi lunghi nell’intervento a tutela dei piccoli, nonché sperpero di denaro pubblico. Smetteremmo infine di gettare discredito e infamia, con la gogna massmediatica, sull’intera categoria professionale che, vedendo perpetuare la dinamica di cui sopra, vedrebbe lesi i propri diritti e disprezzati i propri sforzi. Chi mai restituirà alle maestre la debita dignità?

www.facebook.com/vittoriolodolo

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