Fedeli: per insegnare non basta più solo la laurea, o aver vinto un concorso, in ruolo dopo formazione triennale (FIT)

di redazione
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Lo spunto è quanto accaduto a Roma, per il quale il Ministro non usa mezzi termini, bisogna cambiare il modo di accesso alla professione di insegnante.

E questo è il modello pensato dal decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017, entrato in vigore il 31 maggio 2017. Si tratta – dopo l’esaurimento della fase transitoria dedicata ai docenti già in GAE e concorso o già in possesso di abilitazione e quelli con tre anni di servizio già svolto – del nuovo modello di formazione iniziale e reclutamento degli insegnanti.

“Per l’idoneità all’insegnamento non può più servire solo la laurea”, dice la Fedeli. Il nuovo modello – assicura il Ministro – assicura invece di avere insegnanti idonei per il lavoro che andranno a fare, perchè prevede formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente.

Un percorso triennale, completamente sostenuto economicamente.

Per essere insegnanti, sostiene il Ministro Fedeli, non basta la laurea con il massimo dei voti e aver vinto un concorso, servono capacità relazionali, quali ad es. quella di saper coinvolgere gli studenti, o aspetti legati alla didattica, per i quali i nuovi docenti saranno valutati prima di essere assunti a tempo indeterminato.

Per approfondire il nuovo reclutamento

Diventare insegnanti nella scuola secondaria: laurea, concorso, FIT triennale. Quanto si guadagnerà, quando si sarà assunti

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