Concorso a cattedra. Sono 15 le tipologie di candidati esclusi che ricorreranno al Tar Lazio con Anief

di redazione
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ANIEF –  È trascorsa una settimana dalla pubblicazione di tre bandi di concorso a cattedre per assegnare 63.712 posti, e l’ufficio legale Anief dopo aver esaminato le tante “falle” delle regole imposte dal Miur, ha deciso di avviare 15 diverse tipologie di ricorso al Tar Lazio, al fine di far ammettere comunque alle prove anche i tanti candidati illegittimamente esclusi dalla riforma.

ANIEF –  È trascorsa una settimana dalla pubblicazione di tre bandi di concorso a cattedre per assegnare 63.712 posti, e l’ufficio legale Anief dopo aver esaminato le tante “falle” delle regole imposte dal Miur, ha deciso di avviare 15 diverse tipologie di ricorso al Tar Lazio, al fine di far ammettere comunque alle prove anche i tanti candidati illegittimamente esclusi dalla riforma. Si ripeterà, quindi, quanto accaduto nel settembre del 2012, quando in errori simili era caduto il ministro dell’Istruzione Profumo, che tentò di bloccare i laureati dopo il 2002. E perse la disputa giudiziaria, di fronte ai legali dell'Anief. Ora toccherà al ministro Giannini, che non ha voluto tenere conto di quel precedente sfavorevole all’amministrazione, e che è pure riuscito nell’impresa di determinare dei bandi concorsuali così discutibili da far raddoppiare i buoni motivi per rivolgersi al giudice.

Tra i candidati estromessi con troppa facilità dal Miur, abbiamo in primo luogo i laureati con il titolo di accesso valido per l’insegnamento, spesso inseriti nella terza fascia delle graduatorie d’istituto, a volte anche in possesso del titolo di dottore di ricerca e con più di 36 mesi di servizio alle spalle. Ci sono poi i diplomati presso le Accademie delle Belle Arti o i Conservatori ad essi equiparati. Ma anche i possessori del diploma ISEF o quello degli ITP (gli insegnanti tecnico-pratici), che è sempre stato ritenuto titolo valido dal Miur, spesso non oggetto di specifiche selezioni concorsuali, mentre il diploma magistrale ad indirizzo linguistico è stato riconosciuto dai tribunali amministrativi, così come la partecipazione del personale di ruolo o degli educatori per la primaria. 

E che dire dei laureandi o specializzandi SFP o AFAM o PAS, che stanno per conseguire un titolo dopo un percorso universitario a qualche mese dalla scadenza delle domande di partecipazione, o ancora dei docenti abilitati che stanno frequentando il corso di specializzazione per il TFA sostegno, a numero chiuso, o degli abilitati all’estero che attendono il riconoscimento del titolo da Viale Trastevere? Anief presenterà ricorso per far ammettere alle prove gli educatori esclusi dalla primaria (parlando con i codici ministeriali, si tratta dei PPPP che potranno partecipare alla selezione prevista per gli EEEE). 

“Nell’imporre questa sorta di pre-selezioni forzate a discapito soprattutto dei non abilitati – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – il Ministero dell’Istruzione ha commesso un grosso errore. Perché ha dimenticato che un cittadino che si è diplomato o laureato per insegnare non può essere escluso dal concorso più importante per chi vuole svolgere proprio quella professione. Siamo convinti delle nostre ragioni, a tutela dei docenti estromessi con troppa leggerezza. I precedenti in tribunale ci danno buone speranze per proseguire nella nostra battaglia, a tutela della giustizia”.

Dovrà ricorrere, forse, persino chi ha conseguito un’abilitazione con riserva della sentenza di merito nonostante per il CdS ne abbia diritto, ma l'Anief sta già vigilando che tutte le operazioni di partecipazione al concorso per questa particolare categoria di abilitati, che al momento non sono stati esplicitamente esclusi e possono regolarmente compilare il modello online di partecipazione al concorso, siano svolte con regolarità e nel pieno rispetto dei loro diritti.

Pertanto, il sindacato si rivolge a chi appartiene a una delle categorie menzionate, per permettere loro di partecipare comunque al concorso a cattedre. Per aderire al ricorso, basta registrarsi sul sito dell’Anief, presentare la domanda e aderire al ricorso attraverso un semplice link, che all’interno riporta tutte le istruzioni in merito. Anief, con l’occasione ricorda che è opportuno inviare la documentazione molto prima della scadenza, vista la prossima calendarizzazione degli scritti e le necessarie incombenze per istruire i ricorsi in tribunale.

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