Concorso a cattedra. Anief: niente bando almeno fino a metà febbraio. Così si rischia per le assunzioni a settembre 2016

di redazione
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Anief –  La pubblicazione del bando del concorso a cattedra appare sempre più misteriosa: la Legge 107/15, al comma 114, prevede “entro il 1 dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali”; nonostante le rassicurazioni ministeriali, ora si apprende che il tutto è rinviato nuovamente.

Anief –  La pubblicazione del bando del concorso a cattedra appare sempre più misteriosa: la Legge 107/15, al comma 114, prevede “entro il 1 dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali”; nonostante le rassicurazioni ministeriali, ora si apprende che il tutto è rinviato nuovamente.

Sulle tante esclusioni da concorso a cattedra permangono, intanto, grossi dubbi di legittimità. Non è un caso che anche il Consiglio superiore della pubblica istruzione le abbia messe bene in evidenza.

“Il Miur, comunque, ha commesso un grave errore”, spiega Marcello Pacifico. “La legge permette all’Amministrazione di riservare il 40 per cento dei posti al personale precario che ha svolto almeno 36 mesi di servizio (articolo 35, comma 3-bis, lettera a) del decreto legislativo 165/2001). La stessa Funzione pubblica, con la Circolare 5/2013, ha disegnato il quadro normativo entro il quale la P.A. si può muovere. Tuttavia, il Miur non ha ritenuto opportuno, dopo anni di precariato, percorrere questa soluzione. Anzi, con l’adozione della riforma che ha ridotto un terzo delle classi concorsuali, si apre la stagione a una valutazione approssimativa del personale che ha maturato tanti anni di servizio in una disciplina specifica. Illogica, infine, appare l’esclusione dei giovani laureati, in un paese che ha il triste primato di avere la classe docente più vecchia al mondo”.

Anief ricorda come, peraltro, esista una giurisprudenza solida sull’accesso dei laureati al concorso, che, altrimenti, farebbero bene a conseguire subito un’abilitazione all’estero utile a fare valutare la propria professionalità.

Visti i ritardi, il Governo farebbe bene a trovare le risorse per approvare i regolamenti attuativi sul percorso pre-scolare 0-6 come sul sostegno, al fine di aumentare i posti messi a concorso e ridefinire le professionalità di cui necessita la scuola. Sarebbero tutte scelte sensate che eviterebbero una nuova valanga di ricorsi e l’annullamento dello stesso bando come già avvenuto in passato, per iniziativa legale dell’Anief.

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