Il colloquio all’Esame di Stato II grado. Cosa dice la normativa? La sufficienza a 20/30, suggeriamo una griglia

di
ipsef

Erasmo Modica – La fase del colloquio degli Esami di Stato della Scuola Secondaria di Secondo Grado rappresenta il momento che desta più preoccupazioni a causa della quantità non indifferente di contenuti su cui verte.

Erasmo Modica – La fase del colloquio degli Esami di Stato della Scuola Secondaria di Secondo Grado rappresenta il momento che desta più preoccupazioni a causa della quantità non indifferente di contenuti su cui verte.

Il colloquio è regolato dall’articolo 16 dell’Ordinanza Ministeriale n. 37 del 19 Maggio 2014 di cui si riassumono i punti fondamentali:

  • si deve svolgere in un’unica soluzione temporale e un candidato per volta;
  • "ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato. Rientra tra le esperienze di ricerca e di progetto la presentazione da parte dei candidati di lavori preparati, durante l’anno scolastico, anche con l’ausilio degli insegnanti della classe. Negli indirizzi musicali dei licei pedagogici lo studente può iniziare il colloquio mediante l’esecuzione di un brano sul proprio strumento musicale. Analogamente, negli indirizzi sperimentali coreutici, il candidato può introdurre il colloquio mediante una breve performance coreutica. Preponderante rilievo deve essere riservato alla prosecuzione del colloquio, che, in conformità dell’articolo 1, capoverso articolo 3-comma 4, della legge 11 gennaio 2007, n. 1, deve vertere su argomenti di interesse multidisciplinare proposti al candidato e con riferimento costante e rigoroso ai programmi e al lavoro didattico realizzato nella classe durante l’ultimo anno di corso. Gli argomenti possono essere introdotti mediante la proposta di un testo, di un documento, di un progetto o di altra questione di cui il candidato individua le componenti culturali, discutendole. Ẻ d’obbligo, inoltre, provvedere alla discussione degli elaborati relativi alle prove scritte";
  • "la commissione deve curare l’equilibrata articolazione e durata delle diverse fasi del colloquio, che deve riguardare l’argomento o la ricerca o il progetto scelti dal candidato, la discussione degli argomenti attinenti le diverse discipline e la discussione degli elaborati delle prove scritte. Al riguardo, si precisa che i commissari sia interni che esterni, allo scopo di favorire il coinvolgimento nel colloquio del maggior numero possibile delle discipline comprese nel piano degli studi dell’ultimo anno di corso, conducono l’esame in tutte le materie per le quali hanno titolo secondo la normativa vigente"; 
  • al colloquio viene attribuito un punteggio massimo pari a 30 e a un colloquio sufficiente non può essere attribuito un punteggio inferiore a 20;
  • "la commissione procede all’attribuzione del punteggio del colloquio sostenuto da ciascun candidato nello stesso giorno nel quale il colloquio viene espletato". 

​Analizzando le righe proposte è chiaro che i legislatori vedono la fase del colloquio come un momento in cui è predominante la multidisciplinarità, suddiviso nei tre sotto-momenti:

  • discussione dell’argomento scelto dal candidato, ma non si fa alcuna menzione ai tempi dedicati ad esso anche se, mediamente, le commissioni ritengono dedicano a questa sotto-fase circa 15-20 minuti;
  • proposta di argomenti multidisciplinari, per far vedere se il candidato riesce a effettuare collegamenti e non solo;
  • discussione delle prove scritte.

La finalità del colloquio, secondo quanto espressamente previsto dall’art. 4 del DPR 323/1998 relativo al Regolamento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, è quella di mettere in luce le conoscenze, competenze e capacità acquisite dal candidato nel suo percorso scolastico. Tale finalità non può essere ridotta alla verifica uno-a-uno candidato-singolo docente!

Inoltre, a proposito della discussione delle prove scritte, è naturale pensare che i commissari, prendendo spunto da eventuali errori commessi nelle prove scritte, possano trovare spunti per effettuare alcune domande. Per esempio se la prova scritta di Matematica prevedeva l’applicazione del teorema di Lagrange ed esso è stato applicato male dallo studente, non è da "condannare" il docente che, durante il colloquio, chieda chiarimenti in merito e magari anche la dimostrazione teorica dello stesso. 

Un aspetto spesso non considerato dagli studenti viene fuori da un’errata interpretazione della già citata frase dell’ordinanza: "i commissari sia interni che esterni, allo scopo di favorire il coinvolgimento nel colloquio del maggior numero possibile delle discipline comprese nel piano degli studi dell’ultimo anno di corsoconducono l’esame in tutte le materie per le quali hanno titolo secondo la normativa vigente".

Proprio questa precisazione obbliga la commissione a effettuare una ricognizione dei titoli posseduti dai suoi membri, in modo da offrire agli studenti la possibilità di esprimersi nel maggior numero di discipline oggetto di studio dell’ultimo anno. L’ordinanza non vuole essere punitiva, ma ha sempre l’obiettivo di saggiare la preparazione dei candidati nell’ottica della multidisciplinarità. Quindi non bisogna trincerarsi dietro al fatto che, per esempio, la Storia dell’Arte non sia oggetto d’esami perché non è presente il commissario ad hoc, la sua presenza potrebbe celarsi dietro un qualsiasi docente di Lettere!

Si puntualizza inoltre un’impropria interpretazione della frase seguente dell’OM:

"il colloquio ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato."

Il travisare questa frase porta gli studenti a presentare le cosiddette "tesine". Ma cosa dovrebbero essere le tesine? Spesso i candidati si limitano a scopiazzare dal web tesine già effettuate dai propri compagni e a forzare qualche collegamento, per "intavolare" un discorso davanti ai commissari.

Teoricamente le tesine sono dei grandi lavori di ricerca, che dovrebbero impegnare chi le redige per più o meno lunghi archi temporali (quasi tutto l’anno scolastico), sostenendo una propria tesi in merito a un argomento di ricerca. Quante tesine si presentano in questa forma?

Data la non semplice facilità di redazione di una vera tesina, è forse più efficace la scelta di una delle due seguenti strade:

  • presentare un argomento inerente a una delle discipline d’esame, approfondendolo e incuriosendo con aspetti poco noti;
  • presentare un argomento multidisciplinare da trattare, che permetta di collegare le discipline senza alcune forzature.

Tale fase può essere accompagnata sicuramente da presentazioni multimediali, ma è bene ricordare che esse non servono a ottenere un punteggio più alto, anche perché si rischia spesso di essere molto noiosi, se si riportano sulle slide fiumi e fiumi di parole che non fanno da scaletta, ma da gobbo.

Infine è bene ricordare che i commissari preferiscono collegamenti assenti a collegamenti forzati. L’interpretazione che si dà a un collegamento forzato potrebbe essere quella di pensarlo come un modo per indurre il commissario a chiedere soltanto quell’argomento. Addirittura, capita di notare, in certe mappe concettuali presentate agli esami, tutta una serie di collegamenti ingarbugliati e una povera disciplina isolata (in genere matematica o fisica) con un argomentino striminzito su cui si ha spesso molto poco da dire.

Valutare il colloquio. Griglia di valutazione

Premesso che le griglie di valutazione proposte sono indicative e saranno poi le singole commissioni a ridefinire eventuali pesi e indicatori da utilizzare nel contesto in cui operano, nel suggerire una griglia non si ha la pretesa assoluta di pensarla adatta a qualsiasi contesto d’Italia.

Si lascia quindi al buon senso di chi la utilizzerà il vaglio e il riadattamento critico alla realtà scolastica.

Si fa notare che il MIUR fissa come soglia di sufficienza il punteggio di 20/30 che non corrisponde alla sufficienza matematica che invece corrisponde a un punteggio di 18/30. Si fa inoltre notare che se si adotta come parametro di sufficienza il fattore di scala 2/3, allora i 2/3 delpunteggio 12 non corrisponde a 9, bensì a 8.

Per tale ragione si suggerisce l¹attribuzione di un punteggio di sufficienza pari a 3+2,5+2,5. Ringraziando per la segnalazione si porgono cordiali saluti.

La griglia

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