Che fine faranno i docenti che non supereranno il concorso scuola 2016? E come verrà gestito il tirocinio? Su questo il PD deve rispondere

di redazione
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Fabrizio Basciano – Ho il dovere di replicare alla deputata del PD Manuela Ghizzoni, che ha commentato sulla vostra testata l'articolo a mia firma comparso su ilfattoquotidiano.it e relativo ai concorsi del futuro, ovvero quelli successivi al concorso del 2016, come emerge chiaramente dall'articolo stesso.

Fabrizio Basciano – Ho il dovere di replicare alla deputata del PD Manuela Ghizzoni, che ha commentato sulla vostra testata l'articolo a mia firma comparso su ilfattoquotidiano.it e relativo ai concorsi del futuro, ovvero quelli successivi al concorso del 2016, come emerge chiaramente dall'articolo stesso.

La deputata Ghizzoni replica al sottoscritto accusandolo di riportare delle “pure invenzioni”. L’accusa della Ghizzoni si riferisce, nello specifico, alla retribuzione che i vincitori dei futuri concorsi, quelli – ripetiamo – successivi al prossimo del 2016, andranno a percepire nei tre anni di tirocinio scolastico. Nell’articolo si parla infatti di 300-400€ mensili, dato che emerge non da fantasiose e iperboliche ipotesi, bensì dal documento "linee guida in materia di tirocini" firmato nel 2013 tra Stato e Regioni, in cui viene fissato a 300€ lordi il minimo di indennità di partecipazione al tirocinio per tutti i tirocinanti.

Come ricorda la deputata del M5S Silvia Chimienti in un post comparso in data odierna sulla sua pagina ufficiale Facebook: “La Ghizzoni sa bene che durante l'esame della legge 107 il M5S ha combattuto in tutti i modi perché si evitasse di utilizzare la parola tirocinio per i ben tre anni che saranno previsti per la formazione dei docenti. Le regioni potranno decidere autonomamente l'entità dell’indennità, ma l'unico limite fissato per legge sarà quello dei 300€ mensili. Avevamo proposto emendamenti per tentare di inserire i parametri retribuitivi dei contratti collettivi nazionali, almeno per il secondo e il terzo anno di lavoro a scuola, ma non c'è stato nulla da fare”.

La Ghizzoni sembra dunque ignorare, o non voler ricordare, quanto stabilito nel merito dalla legge, essendo lo stesso testo della legge n. 107 del 2015 a parlare di tirocini e non di altra forma contrattuale, e citiamo testualmente: "contratto retribuito a tempo
determinato di durata triennale di tirocinio”.

Mi sembra inoltre che la replica della Ghizzoni sia un modo per sviare dal merito di un'altra importantissima questione sollevata nell’articolo in oggetto: che fine faranno gli oltre 120.000 docenti abilitati all’insegnamento che non supereranno il concorso a cattedra del 2016?

Dovranno anche loro, insieme ai semplici neolaureati, ripartire da zero col nuovo sistema dei concorsi-tirocinio a 300€ lordi mensili? Su questo punto, cruciale per la vita di decine di migliaia di persone, nessun membro del Governo, né tantomeno del partito di maggioranza di cui la deputata Ghizzoni fa parte, si è, ad oggi, espresso.

Rispedisco pertanto al mittente l'accusa di aver scritto “pure invenzioni” e la invito a rispondere, nelle sedi più opportune, nel merito delle due questioni poste dall’articolo: il destino dei docenti già in possesso di titolo abilitante che resteranno esclusi dal concorso del 2016 e l’entità della retribuzione dei ben tre anni di tirocinio dei futuri aspiranti docenti, sul cui ammontare, nonostante i buoni propositi espressi dalla stessa Ghizzoni con le parole “un vero e proprio stipendio crescente nel triennio”, ancora nulla è stato chiaramente indicato.

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