Bonus 500 euro, i docenti possono chiedere all’ente o al negoziante di accreditarsi per spendere da loro. Ma quanta fatica!

di redazione
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Sono ancora molto pochi gli enti e gli esercenti che hanno aderito alla piattafoma implementata per permettere ai docenti di spendere il bonus 500 euro loro destinato per la formazione culturale e l’autoaggiornamento.

Questo significa che sono limitate le possibilità in relazione alle già ristrette possibilità individuate dalla legge e poi declinate nelle Faq dell’a.s. 2015/16.

Fioccano così le lamentele per la mancata possibilità di acquisto di videoproiettori, telecamere, stampanti, phablet, strumentazioni che gli insegnanti utilizzano per le attività ma di cui il Ministero (e chi ha scritto la legge) ignora l’importanza.

Ma anche all’interno delle possibilità offerte dalla legge, le difficoltà per gli acquisti sono numerose. Prima fra tutte il fatto che non sempre si trova l’ente o l’esercente presso il quale si vorrebbe acquistare.

Va però detto che spesso è sufficiente contattare l’esercente per metterlo al corrente di questa possibilità, attendere che espleti tutta la procedura per l’accreditamento e poi spendere presso di lui il bonus.

Certo, è una procedura che non spetterebbe al docente, ma la confusione è ancora tanta circa l’utilizzo di questa piattaforma e gli esercenti stessi sono “impauriti” dalla novità.

Non sempre questo funziona, arriviamo infatti al paradosso di enti ed esercenti che si accreditano e ritengono validi solo i buoni generati per determinati prodotti, orientando così le scelte dei docenti.

Certamente tutte queste difficoltà non aiutano i docenti a familiarizzare con questa nuova modalità, che dovrebbe comunque essere transitoria. La legge infatti parla di “card del docente”, di cui negli ultimi due anni non si è vista l’ombra.

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