Anno scolastico 2017/18, Anief: buoni i propositi della Fedeli, ma devono trasformarsi in atti concreti

di redazione
ipsef

item-thumbnail

comunicato Anief – “Oggi la Ministra dell’Istruzione ha espresso tante buone intenzioni sull’istruzione pubblica, come preludio all’ormai imminente avvio del nuovo anno scolastico: per il sindacato si tratta di punti condivisibili, ma a patto che si traducano in fatti concreti che superino i troppi scogli oggi ancora presenti. Altrimenti, si tratterebbe solo di affermazioni populiste, da leggere sotto l’ombrellone per recuperare nell’opinione pubblica i tanti consensi persi con l’approvazione di una riforma osteggiata da tutti tranne dalla maggioranza parlamentare che l’ha votata a occhi chiusi”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente Anief, segretario confederale Cisal e organizzativo Confedir, cui aderisce Udir, commentando l’intervista odierna rilasciata dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli al Sole 24 Ore.

Punto per punto, il sindacalista autonomo commenta le dichiarazioni della titolare dell’Istruzione, nelle parti che riguardano più da vicino il futuro di oltre un milione di lavoratori della scuola. Parlano del rinnovo contrattuale, la Fedeli dice di augurarsi che nella manovra si trovino “risorse aggiuntive, per chiudere la partita entro l’anno”. Secondo Pacifico, “è curioso che dopo avere più volte preso l’impegno pubblico, negli ultimi mesi, di chiudere la partita sul rinnovo di contratto entro il 2017, ora la Ministra cambi versione trasformandolo in un ‘augurio’. Il problema è che i dipendenti pubblici e della scuola con gli auguri della Fedeli non fanno la spesa, non pagano l’affitto o il mutuo e nemmeno le spese per i trasporti”.

“Perché il loro stipendio negli ultimi dieci anni ha perso quasi il 20% del suo valore effettivo: i Governi che hanno tenuto in mano le redini del Paese non si sono limitati a bloccare i contratti, ma anche a congelare quell’indennità di vacanza contrattuale, da assegnare proprio in tali situazioni di attesa di rinnovo, che avrebbe permesso di tenere botta almeno all’inflazione. Ecco perché abbiamo impugnato questa decisione chiedendo ai lavoratori di inviare la diffida al Miur oppure di aderire direttamente al ricorso per recuperare perlomeno gli ultimi due anni di quell’indennità sottratta in modo illegittimo”.

Il giovane sindacato si dice d’accordo sulla necessità di rivedere i premi ai “docenti migliori”, perché, come ha detto la Ministra, “i criteri vanno negoziati” e “il primo anno di applicazione dei 200 milioni di euro premiali ha mostrato più ombre che luci”. “Certamente – dice il sindacalista Anief-Cisal – i premi rappresentano la strada migliore per incentivare chi si impegna di più, ma, come abbiamo sempre sostenuto, prima vanno riallineate le buste paga. E non certo con gli 85 euro medi lordi accordati dai sindacati rappresentativi con la Funzione Pubblica, perché gli aumenti minimi, comprensivi dell’indennità di vacanza contrattuale sottratta, ammontano a 210 euro mensili netti a lavoratore. Altro che mance”.

Non convince proprio, l’affermazione quasi entusiasta della Fedeli sul precariato del corpo docente, in particolare quando dice che “grazie alla stabilizzazione di 15.100 posti in organico di diritto anche le supplenze lunghe si ridurranno”: “Sulla supplentite – ribatte Pacifico – c’è poco da ridere, perché l’anno scolastico prenderà il via con un posto da docente su otto affidato a incaricati annuali, che l’estate prossima verranno licenziati per tornare a fare i precari. La titolare del Miur poi dimentica che un posto su tre delle 52mila immissioni in ruolo che si sarebbero dovute effettuare quest’anno andranno persi, sia per il mancato spostamento nelle GaE senza più candidati di docenti già abilitati, collocati in seconda fascia d’istituto, sia per la sorprendente severità operata delle commissioni del concorso a cattedra nel giudicare dei docenti comunque già abilitati e formati per fare questa professione”.

“Anche su questo versante, comunque, l’Anief ha preso una posizione chiara presentando una serie di ricorsi sia per le mancate stabilizzazioni, sia per l’applicazione degli scatti stipendiali anche a chi rimane precario che per la mancata inclusione nelle Graduatorie ad Esaurimento, con tutte le conseguenze negative che comporta. In generale, vanno trasformati tutti i posti oggi in organico di fatto in altrettanti posti in organico di diritto: è l’unica strada percorribile se si vuole abbattere il precariato scolastico e assicurare finalmente una vera continuità didattica, a iniziare dal sostegno per il quale ogni anno si assegnano sulle 40mila supplenze annuali fino al 30 giugno. E non dimentichiamo il personale Ata per il quale si sono accordate solo la metà dei posti del turn over, con decine di migliaia di posti mascherati anche in questo caso sull’organico di fatto e le segreterie scolastiche ingolfate dal lavoro-extra prodotto dal decreto vaccini la cui gestione spettava a ben altre istituzioni”.

Fedeli ha anche promesso che “con il sindacato affronteremo pure il tema degli scatti d’anzianità. Intanto per i professori universitari m’impegno apertamente a sbloccare gli scatti: è un atto doveroso”. “Su questo aspetto – replica il presidente Anief – non credo che ci siano margini di trattativa, perché gli scatti automatici rappresentano l’unica modalità di carriera professionali per tanti dipendenti pubblici, a iniziare da quelli della scuola e in particolare gli insegnanti. Quindi, va bene sbloccarli per i professori universitari ma guai a metterli in discussione per gli altri. Anzi, ricordiamo che va trovato il modo per reintrodurre il primo scaglione, quello dei tre anni dopo l’assunzione, cancellato con il consenso degli altri sindacati. Come pure va ricordata la posizione dei tribunali nazionali e non, in particolare dei giudici di Lussemburgo, sempre più favorevoli ai risarcimenti, proprio per mancata assegnazione degli scatti di anzianità nel periodo pre-ruolo e il conferimento dei mesi estivi al personale precario”.

La Ministra ha anche detto che lotterà per i presidi “affinché si armonizzino le loro retribuzioni con quelle della dirigenza pubblica”. Anche questa, è una presa di posizione importante, se seguiranno delle azioni reali. “Sui dirigenti scolastici è però terminato il tempo degli annunci – commenta Pacifico – perché è dalla fine di maggio, quando con Udir abbiamo indetto una giornata di sciopero e mobilitazione, che dal Ministero dell’Istruzione arrivano segnali di apertura. A cui, però, non segue nulla di concreto. Quello che serve sono risorse vere, per assegnare un Fondo Unico Nazionale adeguato e non ridotto ai minimi termini, per introdurre la Ria anche a favore dei dirigenti assunti dopo 2001 e per quasi raddoppiare lo stipendio tabellare, che ad oggi è molto più vicino agli impiegati che a quello degli altri dirigenti pubblici. Per non parlare delle quasi 2mila dirigenze scoperte, un posto su quattro, per colpa di un Ministero che continua ad annunciare il concorso ma poi non lo bandisce, al pari di quello per Dsga. Anche per i presidi, in attesa che cambi il vento in seno al Governo, al momento non rimane che la strada del ricorso”, conclude il sindacalista autonomo.

20 agosto 2017

Ufficio Stampa Anief

Versione stampabile
anief anief