ANIEF. Riforma classi di concorso, un concentrato di errori, refusi e accorpamenti forzati delle discipline

di redazione
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Da un’analisi delle tabelle annesse al nuovo regolamento approvato in settimana, spuntano incongruenze nelle nuove classi di concorso A-23 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera), A/25 (Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado ), A-36 (Scienze e tecnologie della logistica), A-41 (Informatica), B-16 (Laboratori di scienze e tecnologie informatiche ), B-19 (Laboratori di servizi di ricettività alberghiera), relativamente al titolo d'accesso, non è stata indicata la qualifica in qualità di titolo congiunto al diploma, come è stata invece indicata per le classi B-20 (Laboratori di servizi enogastronomici, settore cucina ), B-21 (Laboratori di servizi enogastronomici, settore sala e vendita) e anche per chi insegna nei licei coreutici. La lista di errori si allunga di ora in ora: pure Anief ne ha riscontrati diversi.

Da un’analisi delle tabelle annesse al nuovo regolamento approvato in settimana, spuntano incongruenze nelle nuove classi di concorso A-23 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera), A/25 (Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado ), A-36 (Scienze e tecnologie della logistica), A-41 (Informatica), B-16 (Laboratori di scienze e tecnologie informatiche ), B-19 (Laboratori di servizi di ricettività alberghiera), relativamente al titolo d'accesso, non è stata indicata la qualifica in qualità di titolo congiunto al diploma, come è stata invece indicata per le classi B-20 (Laboratori di servizi enogastronomici, settore cucina ), B-21 (Laboratori di servizi enogastronomici, settore sala e vendita) e anche per chi insegna nei licei coreutici. La lista di errori si allunga di ora in ora: pure Anief ne ha riscontrati diversi.

Marcello Pacifico (presidente Anief): perché il Ministero dell’Istruzione ha prodotto delle tabelle così altamente rivedibili e soggette, se non modificate, a sicuri ricorsi? Il sospetto cresce: il vero fine del Miur era e rimane quello di spianare la strada ai processi di mobilità coatta su discipline poco conosciute dai malcapitati insegnanti.

 

Gli allegati al regolamento sulle nuove classi di concorso, il D.P.R. 19/2016, si stanno rivelando un concentrato di errori, refusi e accorpamenti forzati delle discipline d’insegnamento: esaminando la tabella A, contenente gli insegnamenti delle discipline teoriche, e la tabella B, che riassume tutte le classi concorsuali di carattere tecnico-pratico, i docenti stanno scoprendo un’altra serie di problematiche, che la stampa specializzata sta rendendo pubbliche.

 

In base alle denunce raccolte dalla rivista Orizzonte Scuola, risultano errori, non indifferenti, nelle nuove classi di concorso A-23 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera), A/25 (Lingua inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di primo grado ), A-36 (Scienze e tecnologie della logistica), A-41 (Informatica), B-16 (Laboratori di scienze e tecnologie informatiche ), B-19 (Laboratori di servizi di ricettività alberghiera), relativamente al titolo d'accesso, non è stata indicata la qualifica in qualità di titolo congiunto al diploma, come è stata invece indicata per le classi B-20 (Laboratori di servizi enogastronomici, settore cucina ), B-21 (Laboratori di servizi enogastronomici, settore sala e vendita) e anche per gli insegnamenti specializzati dei licei coreutici. Con la lista di errori che si allunga di ora in ora.

 

Inoltre, continua la rivista specializzata, “il nuovo Regolamento non prevede più (forse per errore?) alcuni titoli d'accesso che sino ad ora avevano permesso a molti docenti non abilitati di insegnare; qualora non si trattasse di errori ma di precise scelte, a tali docenti verrebbe preclusa la possibilità di partecipare ai percorsi di abilitazione e, quindi, ai concorsi a cattedra. Riportiamo ad esempio il caso della Laurea in scienze dello spettacolo e della produzione multimediale (LM 65/ LM73S) che, con le necessarie integrazioni, ha costituito in passato titolo d'accesso alle classi di concorso A-11, A-12, A-13 e  A-22; nel nuovo Regolamento tale titolo d'accesso non è più previsto, con tutte le conseguenze negative del caso per chi, non abilitato, ha insegnato con detto titolo di studio”.

 

Anche l’ufficio studi dell’Anief ha ravvisato delle incongruenze nelle tabelle ministeriali: non si comprende per quale motivo gli abilitati classe ex 51/A non possano insegnare negli istituti tecnici e professionali, al pari di coloro che saranno ammessi alle istituenda A-12, visto che nella formazione accademica e specializzante hanno la storia e la geografia. C’è da capire anche perché il prerequisito Linguistica generale è previsto per la istituenda classe A-22, ma non è richiesto per la istituenda  classe A/12. Nascono poi delle perplessità relative ai prerequisiti della istituenda nuova classe A-23, per la quale si richiede la lingua e letteratura latina (non richieste nel caso della  istituenda A-12).  

“Viene da chiedersi – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – come mai il Ministero dell’Istruzione abbia potuto produrre a far approvare delle classi di concorso altamente rivedibili e soggette, se non modificate, a sicuri ricorsi. Abbiamo dovuto attendere sette anni, decine di bozze e rinvii a non finire, per ottenere questo risultato a dir poco approssimativo?”.

“Anche alla luce di questi errori – continua Pacifico – siamo sempre più convinti che l’accorpamento di diverse classi di concorso abbia assecondato, in linea generale, l’esigenza di agevolare il Miur nel trasferire il personale docente in modo più fluido. Spianando la strada ai processi di mobilità coatta, spesso pure su discipline poco conosciute dai malcapitati insegnanti. L’amministrazione ci deve infine ancora spiegare per quale motivo nell’ultimo triennio sono stati attivati dei corsi abilitanti per quasi 100mila docenti con le vecchie regole – attraverso i Tfa, i Pas e le Scienze della formazione primaria e all’estero – ed ora si chiede a costoro di insegnare contenuti ben diversi”.

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