ANIEF condivide la protesta dei precari estromessi dalle Gae

di redazione
ipsef

ANIEF – È dei precari della scuola la prima protesta di piazza del 2016: martedì 12 gennaio, le associazioni Mida e Adida hanno indetto un sit-in davanti al Ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, dalle ore 13.30 alle ore 18.30 per reclamare i diritti dei docenti esclusi dal piano assunzionale del governo Renzi. Alla protesta, che coinvolge oltre 200mila docenti della scuola estromessi illegittimamente dalla stabilizzazione nazionale, sarà presente anche il sindacato Anief, ad iniziare dal suo presidente nazionale Marcello Pacifico.

ANIEF – È dei precari della scuola la prima protesta di piazza del 2016: martedì 12 gennaio, le associazioni Mida e Adida hanno indetto un sit-in davanti al Ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, dalle ore 13.30 alle ore 18.30 per reclamare i diritti dei docenti esclusi dal piano assunzionale del governo Renzi. Alla protesta, che coinvolge oltre 200mila docenti della scuola estromessi illegittimamente dalla stabilizzazione nazionale, sarà presente anche il sindacato Anief, ad iniziare dal suo presidente nazionale Marcello Pacifico.

Tutti assieme, associazioni e sindacalisti, esprimeranno tutto il loro dissenso nei confronti di un’amministrazione sorda ai richiami giunti più volte dai tribunali e dalla Corte di Giustizia europea, culminati poco più di un anno fa nella sentenza, del 26 novembre 2014, attraverso cui i togati di Lussemburgo hanno cassato una volta per tutte la reiterazione delle supplenze oltre 36 mesi su posti vacanti. Nel frattempo, in attesa che si esprima pure la Corte Costituzionale, il governo italiano ha escogitato un piano di immissioni in ruolo tutt’altro che straordinario. Perché alla resa dei conti si è rivelato appena superiore a quello attuato dall’ultimo governo Berlusconi e un po’ più della metà delle 150mila assunzioni annunciate in pompa magna 12 mesi prima dal presidente del Consiglio.

“Ma quel che fa più rabbia – dichiara Marcello Pacifico, fondatore e presidente Anief – è l’ostinazione di governo e Miur nel lasciare al palo, senza prospettive, tutti i docenti fuori dalle graduatorie ad esaurimento. La fermezza, che ha rasentato l’assurdo, è stata tale da bruciare letteralmente 16mila posti destinati alle immissioni in ruolo: queste assunzioni, previste dalla Legge e già finanziate della Stato, sono state letteralmente buttate alle ortiche pur di mantenere il punto su una norma sbagliata e anacronistica”.

Perché così facendo, si è prima evitato di assumere personale selezionato e formato, che aspettava solo di essere collocato sui posti liberi delle proprie classi di concorso, dove non c’erano più aspiranti delle GaE (nel frattempo esaurite). In seconda battuta, si è ricorso per l’ennesimo anno ad una miriade di supplenze annuali (oltre 100mila). Infine, si sono assunti tantissimi precari, attraverso la fase C, su posti non pertinenti alla loro abilitazione. Morale: le immissioni in ruolo dovevano essere sì fatte, anche sarebbero dovute essere molte di più, ma sulla procedura adottata, decisa da un algoritmo secretato, rimangono tantissime perplessità. Oltre che il mancato rispetto della trasparenza degli atti amministrativi prodotti, che Anief denuncerà in tribunale.

“Eppure – continua Pacifico – la collocazione nelle GaE di docenti inseriti nelle graduatorie d’Istituto non sarebbe un oltraggio, visto che il prossimo anno scolastico questo passaggio è stato previsto dalla Provincia autonoma di Bolzano. Sul resto del territorio si è preferito invece continuare a tenere la testa nella sabbia. Con oltre 200mila docenti precari qualificati rimasti esclusi da tutto, compreso l’organico potenziato. Come se tutto questo non bastasse, in estate è stata approvata, con il comma 131 della Legge 107/15, una norma che dal 1° settembre 2016 vieterà di assumere personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario con oltre 36 mesi di supplenze svolte. Perpetrando nell’errore, attraverso l’emanazione di un concorso a cattedra che umilia gli abilitati di vecchio corso e lascia fuori tutti i supplenti di terza fascia d’Istituto”.

“Come sindacato – dice sempre il leader dell’Anief – non possiamo accettare che vengano calpestati certi diritti, nei confronti di tanti lavoratori e cittadini. Per questo motivo, abbiamo deciso di presentare degli emendamenti al decreto Milleproroghe, sia per aprire le GaE ai docenti abilitati oggi rimasti fuori (come già accaduto, sempre attraverso il nostro operato, nel 2008 e nel 2012), sia per dare delle prospettive a tutti i supplenti con almeno 180 giorni di servizio svolto. Non dimentichiamo che il quadro del precariato scolastico italiano assume contorni grotteschi quando si scopre che non solo la supplentite è rimasta viva e vegeta, ma anche che – conclude Pacifico – nelle Graduatorie ad esaurimento oggi sono rimasti ancora 70mila docenti, di cui la metà della scuola dell’Infanzia”.

“È un’impellenza non procrastinabile. Chiediamo, con queste proposte, la modifica immediata alla Legge 107, nella parte che prevede l’abolizione delle graduatorie di istituto. Anche perché senza tali supplenti, qualificati e pronti a subentrare, nelle nostre scuole le lezioni non sarebbero possibili. E se proprio dovranno partecipare al concorso a cattedra, si preveda almeno per loro la destinazione del 40% dei posti, come previsto dal decreto legislativo 165/2001 e ribadito dalla Funzione pubblica, con la Circolare 5/2013. Inoltre è arrivato anche il momento di consentire il conseguimento dell’abilitazione ai migliaia di precari che da più di un anno insegnano nelle nostre scuole”.

Anief invita tutto il personale precario escluso dalle Gae a partecipare alla manifestazione e a promuovere gli emendamenti che per l’occasione saranno presentati al Miur e ai parlamentari presenti.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief