Lunedì, 25 Maggio 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 2 settimane 1 giorno fa

Supplenze: perché al docente in congedo parentale non spetta la proroga della supplenza. Chiarimenti per la scuola

21 marzo, 2015 - 14:24

Scuola – Una docente: Angelica, nominata sino  al 30/6 , dà le dimissioni con decorrenza 6/4,è in congedo parentale sino al 5/4, al suo posto e’ stata nominata un’altra docente:MARIA in congedo parentale sino al 5/4 pure lei. MARIA è stata sostituita,a sua volta,da PALMIRA, supplente temporanea, che presta effettivo servizio.  Come dobbiamo procedere? Confermare Palmira per  continuità didattica poiché presta effettivo servizio oppure riconvocare i supplenti seguendo l’ordine della  graduatoria, essendo un posto vacante non più al 30/6 ma sino al termine delle lezioni? Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art. 7 comma 1 del DM 131/07 dispone che i dirigenti scolastici conferiscono supplenze utilizzando le rispettive graduatorie di circolo e di istituto in relazione alle seguenti situazioni e secondo le correlate tipologie:

a. supplenze annuali e temporanee fino al termine delle attività didattiche per posti che non sia stato possibile coprire con il personale incluso nelle graduatorie ad esaurimento;

b. supplenze temporanee per la sostituzione del personale temporaneamente assente e per la copertura di posti resisi disponibili, per qualsiasi causa, dopo il 31 dicembre di ciascun anno.

Dal momento che il posto nella vostra scuola si è reso disponibile dopo il 31/12 rientra a tutti gli effetti nel punto b sopra citato il quale non fa alcuna differenza tra le supplenze per sostituzione del personale temporaneamente assente, e quelle per la copertura di posti resisi disponibili, per qualsiasi causa, dopo il 31 dicembre di ciascun anno.

Pertanto la supplenza di cui al quesito è a tutti gli effetti una supplenza temporanea da disporre fino alle esigenze di servizio ovvero fino al termine delle lezioni più scrutini.

Inoltre, trattandosi di supplenza temporanea di cui al punto b richiamato, ad essa va applicato il comma 4 dello stesso art 7 che recita:

“Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.”

Fermo restando quindi che dovete disporre una proroga contrattuale al docente in effettivo servizio, a nulla rilevando quindi che il posto sia reso disponibile, si chiede a chi dei due supplenti dovrà essere prorogato il contratto fino al termine delle lezioni.

Siamo sempre stati del parere che il contratto vada prorogato al docente in effettivo servizio cioè presente in classe al momento del rinnovo dell’assenza del titolare (nel vostro caso al momento in cui il posto si è reso disponibile) e non anche al docente collocato in congedo parentale diverso da quello di maternità (congedo obbligatorio/interdizione per gravi complicanze).

Tale nostra posizione è stata confermata lo scorso anno dal Miur che, per le vie brevi, ci ha risposto che nel caso in questione nonostante la sentenza del C.d.S. , n. 5797 sez. iv del 13 nov. 2007 stabilisce che, salvo ad alcuni fini specificati dalla legge sulle lavoratrici madri,l’astensione facoltativa e quella obbligatoria non possono essere oggetto di trattamento diverso, entra in gioco un elemento ulteriore, la proroga contrattuale, che è istituto per il quale, a fronte del verificarsi di un nuovo periodo di necessità di sostituzione del docente titolare, invece di scorrere nuovamente la graduatoria, si dà luogo alla proroga nei riguardi del supplente già in servizio, ai fini precipui della salvaguardia della continuità didattica in favore degli alunni.

Pertanto l’istituto della proroga si applica esclusivamente nei riguardi del supplente effettivamente in servizio.

Ad ulteriore conferma di ciò si precisa che l’art.12 secondo comma, ultimo capoverso, del vigente CCNL, trattando la materia dei congedi parentali, stabilisce la valenza come servizio effettivamente prestato anche per quanto concerne la proroga della supplenza del solo periodo di astensione obbligatoria.

Nel caso sottoposto, pertanto, la proroga della supplenza fino al termine delle lezioni più scrutini spetta al solo docente in effettivo servizio (docente denominata “Palmira”) e non va estesa al supplente che ha accettato la supplenza ponendosi contestualmente in astensione facoltativa.

Prorogato il mancato riconoscimento ai fini della carriera del servizio reso nel corso dell’anno 2013

21 marzo, 2015 - 13:57

Daniela-  insegnante di scuola primaria che dovrebbe maturare l ingresso in fascia 21 il 1 settembre 2015, posticipato di un anno come tutti in quanto sarei dovuta ” scattare” a settembre 2014. Leggendo della data in questione come di un vero e proprio spartiacque fra vecchio e nuovo sistema, a prescindere da come, se e quando entrerà  in vigore, non  riesco a capire in quale rientrerò, cioè se farò a tempo ad avere lo scatto  oppure se sarò la prima delle ” beffate”!

FP – Salve Daniela,

in merito al quesito sottoposto, le segnalo che: il D.P.R. n. 122 del 4/09/2013, pubblicato sulla G.U. del 25/10/2013 – serie generale n. 251, ha prorogato il mancato riconoscimento ai fini della carriera del servizio reso nel corso dell’anno 2013.

Pertanto la scadenza indicata sul cedolino,  ovvero 31/08/2015, tiene conto del blocco dell’anno 2013.

In sostanza  la sua progressione economica stipendiale, è in ritardo rispetto alla sua carriera di 1 anno.

Quando verrà sbloccata la suddetta annualità, le verranno riconosciuti gli arretrati a decorrere da settembre 2014.

I servizi svolti presso un’azienda privata sono utili ai fini pensionistici?

21 marzo, 2015 - 12:44

Pasquale –  il quesito che le devo sottoporre e’ relativo alla ricostruzione di carriera di un mio ex collega che ha lavorato in una azienda privata per 10 anni con uno stipendio superiore a quello attuale di insegnante e con relativi contributi versati all’inps. La domanda che le faccio e’ la seguente: La scuola dove attualmente insegna gli ha detto che per riscattate tali anni dovrà pagare, ma per quale motivo se i contributi inps sono stati regolarmente versati ? Nel caso in cui si dovesse pagare, cosa succede ai contributi versati per 10 anni Grazie.

FP – Gentile Pasquale,

in merito al suo quesito, le chiarisco che i servizi svolti presso un’azienda privata,  per essere utili ai pensionistici, per i dipendenti pubblici, bisogna procedere alla presentazione di determinate istanze, volte al riconoscimento dei suddetti servizi ai fini previdenziali.

Pertanto, le illustro brevemente l’istituto della ricongiunzione. La ricongiunzione è quell’istanza mediante la quale si concede la possibilità al lavoratore di cumulare tutti i periodi contributivi maturati presso diverse gestioni previdenziali, al fine di ottenere un’unica prestazione pensionistica da un unico ente previdenziale.

In sostanza permette di riunire tutti i periodi contributivi obbligatori, volontari e figurativi in un unico trattamento di pensione.

Tali servizi sono riconosciuti quasi sempre con onere economico a carico dell’ interessato.
Le fonti di diritto sono:
1) L. 29/1979
2) L. 45/90 (contributi versati presso casse per Liberi Professionisti).

1) L’art. 1 della L. 29/1979 disciplina il passaggio dei contributi dall’ex Inpdap all’ Inps.

Tale passaggio è diventato oneroso con l’entrata in vigore della L. 122/2010, secondo quanto disposto dall’art. 12.

2) L’art. 2 della L. 29/1979  disciplina il passaggio dei contributi dall’ Inps  all’ex Indpap.

Si precisa, che la suddetta tipologia di domanda è sempre stata onerosa.

La L. 122/2010 ha modificato al rialzo,  i coefficienti attuariali, che vengono  utilizzati per determinare l’onere a carico del lavoratore.

La scuola, con molta probabilità, fa riferimento a quanto appena indicato.

Ci tengo a precisare, che i servizi svolti in aziende private, non sono utili ai fini della cosiddetta ricostruzione di carriera, intesa come quell’istituto che determina la fascia stipendiale nonchè la progressione economica del  personale della scuola.

I benefici economici derivanti dalla ricostruzione della carriera, per il personale docente, decorrono dall’a.s. successivo al superamento del periodo di prova

21 marzo, 2015 - 12:43

Marina   – vorrei dei chiarimenti in merito alla validità dell’anno di prova ai fini della ricostruzione della carriera. Difatti a seguito della domanda che ho inoltrato di ricostruzione, mi è stato richiesto di restituire dalla ragioneria di Stato delle somme in quanto lo scatto di anzianità e quindi stipendiale sarebbe intervenuto un anno prima di quanto dovuto. In realtà il funzionario addetto alla pratica conta lo scatto a partire dal superamento dell’anno di prova e non dall’immissione in ruolo. Dunque se il mio contratto è valido ai fini giuridici ed economici perché non dovrebbe essere conteggiato? Grazie.
FP – Gentile Marina,

i benefici economici derivanti dalla ricostruzione della carriera, per il personale docente, decorrono dall’a.s. successivo al superamento del periodo di prova.

L’a.s. in cui ha prestato il periodo di prova è comunque valido ai fini della ricostruzione della carriera, come 1 anno di ruolo.

 

Scadenza della fascia stipendiale 21/27, con il successivo passaggio alla fascia 28/34

21 marzo, 2015 - 12:42

Paola  - Le sottopongo due questioni :  a) ho , al 31/12/2014 , 28 anni di servizio ,di cui 4 di pre-ruolo , e  sul cedolino viene indicata la fascia 21 con scadenza il 31/12/2015 .  È’ corretto l’inserimento in detta posizione giuridica- economica ? b) con la ricostruzione della carriera ,non sono stati conteggiati i servizi scolastici di supplente svolti negli anni dal 1979-1989 pari , complessivamente , a 13 mesi  In questi anni non vi è’ un periodo pari o superiore a 6 mesi. Ritiene che questi periodi non andavano conteggiati ? La ringrazio
Cordiali Saluti.

FP – Gentile Paola,

in merito al primo quesito ovvero per quanto concerne la scadenza della fascia stipendiale 21/27, con il successivo passaggio alla fascia 28/34, per opportuna conoscenza le sintetizzo brevemente, i continui mutamenti in materia di scatti, che si sono susseguito negli ultimi anni:
– la L. 122/2010 ha bloccato la progressione della carriera del personale della scuola per il triennio 2010/2012, pertanto il  servizio reso in questi anni non è (era) utile ai fini della progressione della carriera;
– il D.I. n. 3 del 14/01/2011, ha recuperato l’utilità del servizio prestato nel 2010 e ha previsto, in caso di economie, la possibilità di recuperare gli anni 2011 e 2012;
– l’accordo tra le OO.SS. e l’Aran del 13/03/2013 ha  consentito il recupero del 2011, attraverso le economie accertate;
– il D.P.R. n. 122 del 4/09/2013, pubblicato sulla G.U. del 25/10/2013 – serie generale n. 251, ha prorogato il mancato riconoscimento ai fini della carriera del servizio reso nel corso dell’anno 2013.
– il CCNL 7/8/2014 ha di fatto sbloccato e reso valido ai fini della progressione economica stipendiale, l’anno 2012.

Detto questo, nella fattispecie si chiarisce che, la scadenza indicata sul cedolino,  ovvero 31/12/2015, tiene conto del blocco dell’anno 2013 (secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 122/2013).

In sostanza  la sua progressione economica stipendiale, è in ritardo rispetto alla sua carriera di 1 anno.

Per quanto riguarda  il secondo quesito, dall’a.s. 1974/75, per il personale docente, il servizio pre-ruolo viene considerato utile come  anno scolastico intero, se prestato per almeno 180 giorni o servizio ininterroto dal 1° febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio finale.

A conferma di quanto appena indicato, le segnalo l’art. 11 comma 14 della L. 124 del 3/4/1999.

Pertanto, si ritiene corretto non valutare gli aa.ss. ove non si sia prestato un servizio corrispondente ai requisiti di cui sopra.

Pensione donna. Chiarimenti

21 marzo, 2015 - 12:40

Marisa  – Sono un’insegnante di scuola primaria nata il 28 agosto 1951, non sono riuscita a raggiungere la quota 96 e alla data del 31 agosto 2015 avrò all’attivo 38 anni e 11 mesi di servizio di ruolo e preruolo riscattato e chiedo quanto potrò andare in pensione. Chiedo anche se, al compimento dei 65 anni e quindi nel 2016, potrò andare in pensione di vecchiaia.

FP – Gentile Marisa,

in riferimento alla sua richiesta si chiarisce che, non avendo raggiunto la fatidica quota 96, né tanto meno l’età prevista per il pensionamento di vecchiaia per le donne, entrambi i requisiti 31/12/2011, a disciplinare il suo pensionamento è la L. 214/2011 ovvero la cosiddetta riforma Fornero.

Pertanto:
1) può andare in pensione al raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia  ovvero legata all’età, nel 2018.

Per opportuna conoscenza, di seguito si indicano i requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia, per i prossimi anni:
– dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi;
– dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi.

2) può andare in pensione al raggiungimento del requisito per la pensione anticipata ovvero legata all’anzianità di servizio, sempre nel 2018.

Per opportuna conoscenza, di seguito si indicano i requisiti, per le donne,per il pensionamento  anticipato:
– dal 2014 al 2015 41 anni e 6 mesi;
– dal 2016 al 2018 41 anni e 10 mesi.

Graduatoria interna: art. 21 legge 104/92 ed esclusione. Chiarimenti per la scuola

20 marzo, 2015 - 21:16

Scuola – Gentilissimi, oggi un’insegnante di scuola dell’infanzia ci ha presentato una domanda per non essere inclusa nella graduatoria interna d’istituto allegando un certificato ai sensi della legge 104/92 art. 3 comma 1 ed un certificato con il 67% di invaliditá civile. Si chiede se sono valide le due certificazioni ai fini dell’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione dei soprannumerari, oppure se é necessario l’art. 3 comma 3 della legga 104/92. Nel ringraziare per la gentile risposta si porgono i più cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

ai sensi dell’art. 7/2 del CCNI 2016 sono esclusi dalla GI i dipendenti che rientrano nel punto III art. 7/1:

disabili di cui all’art. 21, della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella “A” annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648

Il successivo art 9 precisa che per le persone disabili che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 21, della legge n. 104/92 è necessario che risulti chiaramente, anche in certificazioni distinte, la situazione di disabilità e il grado di invalidità civile superiore ai due terzi o le minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A) annessa alla legge 10.8.50, n. 648, riconosciute al medesimo.

Dal momento che l’art 21 della legge 104/92 non prevede la disabilità grave (presente solo nell’art. 3 comma 3) e che il CCNI non potrebbe prevedere diversamente dalla legge citando appunto in modo generale la disabilità, la docente ha diritto all’esclusione dalla graduatoria interna rientrando a pieno titolo nell’art. 21 citato.

Supplenze e pagamento sabato e domenica. Chiarimenti per la scuola

20 marzo, 2015 - 13:56

Scuola – Gentilmente ho bisogno di  sapere se spetta il pagamento del sabato e della domenica ad una supplente che a prestato servizio da lun. 23/2 a mart.24/2 SU SCUOLA PRIMARIA, altro servizio da mercoledì 25/2 a venerdì 27/2 su scuola infanzia. da 1/4 continua su altra scuola. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la risposta è negativa.

Non è possibile il pagamento del sabato e della domenica perché i due ordini di scuola hanno un orario settimanale diverso, 24 scuola primaria e 25 scuola dell’infanzia.

Il MIUR  con nota   Prot. AOODGPER n. 13650 del 18 DIC. 2013 ha evidenziato come l’orario settimanale può essere stato effettuato anche in più scuole ma purché si riferisca al medesimo grado di scuole per il personale docente ed educativo e al profilo della medesima area per il personale ATA.

Graduatoria interna: punteggio per esigenze di famiglia. Confusione tra precedenza e assistenza al disabile

19 marzo, 2015 - 18:05

Scuola - Buongiorno abbiamo bisogno di delucidazioni per il punteggio delle schede  soprannumerari visto che perdiamo due classi e ci sarà contrazione di organico. Nel nostro istituto ci sono dipendenti con genitori o figli per i quali usufruiscono della L. 104 ma che non risiedono nel comune di titolarità  (comuni di Milano, Sesto San Giovanni). Vanno attribuiti i 6 punti del punto D? Chi non ha il coniuge nel comune di titolarità o è separato può avere in alternativa i sei punti  per il familiare con L.104 non residente nel  comune di titolarità? Chi non ha il coniuge o è separato  può chiedere i sei punti per un figlio maggiorenne non convivente ma residente nello stesso comune di titolarità?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

capita spesso che un docente che assista il familiare disabile art 3 comma 3 legge 104/92 indichi nella domanda di trasferimento e in quella delle graduatorie interne di istituto la lettera D della parte relativa alle esigenze di famiglia confondendo l’eventuale precedenza per assistenza al disabile con l’attribuzione di un punteggio.

Si precisa che la lettera D in questione e il relativo punteggio va infatti considerata solo a particolari condizioni indicate chiaramente dalla nota 9 della tabella allegata al CCNI, dall’art. 9 (certificazioni) sempre dell’attuale CCNI e dell’O.M. 4/2015

a) figlio minorato, ovvero coniuge o genitore, ricoverati permanentemente in un istituto di cura;

b) figlio minorato, ovvero coniuge o genitore bisognosi di cure continuative presso un istituto di cura tali da comportare di necessità la residenza nella sede dello istituto medesimo.

c) figlio tossicodipendente sottoposto ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo da attuare presso le strutture pubbliche o private, di cui agli artt.114, 118 e 122, D.P.R. 9/10/1990, n. 309, programma che comporti di necessità il domicilio nella sede della struttura stessa, ovvero, presso la residenza abituale con l’assistenza del medico di fiducia come previsto dall’art. 122, comma 3, citato D.P.R. n. 309/1990.

Il ricovero permanente del figlio, del coniuge o del genitore deve essere documentato con certificato rilasciato dall’istituto di cura. Il bisogno, da parte dei medesimi, di cure continuative tali da comportare di necessità la residenza o il domicilio nella sede dell’istituto di cura, deve essere, invece, documentato con certificato rilasciato da ente pubblico ospedaliero o dall’azienda sanitaria locale o dall’ufficiale sanitario o da un medico militare.

Ai sensi dell’art. 94, comma 3, della L. 289/02, la situazione di gravità delle personale con sindrome di Down può essere documentata, anche ai fini della mobilità, mediante certificazione del medico di base.

L’interessato deve, altresì, comprovare con dichiarazione personale, redatta a norma delle disposizioni contenute nel D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, così come modificato e integrato dall’art. 15 della legge 16 gennaio 2003 n. 3 edall’art. 15 comma 1 della L. 183/2011, che il figlio, il coniuge, il genitore può essere assistito soltanto nel comune richiesto per trasferimento, in quanto nella sede di titolarità non esiste un istituto di cura presso il quale il medesimo può essere assistito.

Per i figli tossicodipendenti l’attuazione di un programma terapeutico e socio-riabilitativo deve essere documentato con certificazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata in cui avviene la riabilitazione stessa (artt.114, 118 e 122 D.P.R. 9.10.1990, n. 309).

L’interessato deve comprovare, sempre con dichiarazione personale, che il figlio tossicodipendente può essere assistito soltanto nel comune richiesto per trasferimento, in quanto nella sede di titolarità non esiste una struttura pubblica o privata presso la quale il medesimo può essere sottoposto a programma terapeutico e socio-riabilitativo, ovvero perché in tale comune – residenza abituale – il figlio tossicodipendente viene sottoposto a programma terapeutico con l’assistenza di un medico di fiducia come previsto dall’art. 122, comma 3, citato D.P.R. n. 309/1990. In mancanza di detta dichiarazione, la documentazione esibita non viene presa in considerazione.

Si precisa inoltre che  nelle graduatorie interne il punteggio, sempre tenendo conto delle circostanze finora citate, vale SOLO quando il comune in cui può essere prestata l’assistenza COINCIDE con il comune di titolarità del docente oppure è ad esso viciniore, qualora nel comune medesimo non vi siano sedi scolastiche richiedibili.

Per ciò che riguarda l’ultimo quesito: Se ci si riferisce al semplice non allontanamento dal figlio ovvero lettera A e non D delle esigenze di famiglia, la risposta è positiva.

Graduatoria interna: Continuità del servizio nella scuola e nel comune. Chiarimenti per la scuola

19 marzo, 2015 - 17:31

Scuola – Si chiedono alcuni chiarimenti circa l’attribuzione dei punti in graduatoria interna relativi alla continuità  nella scuola di titolarità e  nella sede. Es: un docente nell’A.S. 2013/14 è risultato  perdente posto al Liceo Scientifico dell’Istituto Superiore;  a Giugno ha presentato domanda di trasferimento condizionata e dal 1.09.2014 ha avuto il trasferimento presso il Liceo Scienze Umane dello stesso Istituto Superiore. Nella grad. interna per l’individuazione dei soprannumerari conserva la continuità di servizio  della scuola  di ex Titolarità  2 Es. un docente dal 1/09/2015 assume servizio in seguito al trasferimento volontario in una scuola dello stesso comune della precedente scuola di titolarità (trattasi di istituti superiori diversi ma dello stesso comune) ), in questo caso perde la continuità, ma è vero che ha diritto all’attribuzione del punteggio relativo alla continuità nella sede di titolarità ?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

il docente perdente posto trasferito a domanda condizionata non perde la continuità. Pertanto dovete considerargli tutto il punteggio di continuità maturato fino al 31/8/2014 nella precedente scuola escluso ovviamente l’anno in corso. Il docente continuerà a mantenere tale punteggio qualora inoltrerà ogni anno (per 8 anni) domanda di trasferimento indicando nel modulo di domanda come prima preferenza la scuola dalla quale è stato trasferito d’ufficio o a domanda condizionata. Il punteggio di continuità gli sarà riconosciuto nella scuola di attuale titolarità per la formulazione della graduatoria di istituto ai fini dell’individuazione del personale in soprannumero.

Ai sensi della nota 5 bis della tabella allegata al CCNI, ai fini della formazione della graduatoria per l’individuazione del soprannumerario ed ai fini del trasferimento d’ufficio, viene valutata anche la continuità di servizio nella sede di attuale titolarità, nella seguente misura: C 0) Per ogni anno di servizio di ruolo prestato nella sede di attuale titolarità senza soluzione di continuità in aggiunta a quello previsto dalle lettere A), A1), B), B1), B2), B3).  Punti 1.

Il predetto punteggio va attribuito se la sede di titolarità giuridica e la sede in cui l’interessato ha prestato servizio continuativo coincidono per il periodo considerato.

Per sede si intende comune. Il punteggio va anche attribuito nel caso di diritto al rientro nell’ottennio del personale trasferito in quanto soprannumerario.

Si evidenzia che non va valutato l’anno scolastico in corso al momento di presentazione della domanda.

Il punteggio di cui alla lettera C 0) non è cumulabile per lo stesso anno scolastico con quello previsto dalla lettera C) ovvero per la scuola di servizio.

Pertanto è il caso di un docente che passi da una scuola ad un’altra sempre nello stesso comune.

In questo caso si riconosce il punteggio del comune che però per lo stesso anno con è cumulabile con quello dell’attuale scuola.

Nel caso del quesito, quindi, considerando che l’anno scolastico in corso non potete valutarlo come continuità nella scuola attribuirete al docente quella del comune per ogni anno di servizio prestato senza soluzione di continuità.

Mobilità 2015: regole trasferimenti determinate dal CCNI firmato il 23 febbraio

19 marzo, 2015 - 14:08

Marzia – Sono un insegnante di ruolo della scuola dell’infazia vorrei sapere sé presentando la domanda di trasferimento, qualora la scuola prescelta non dovesse avere posti vacanti io perdo la titolarità nella mia sede perché il trasferimento mi potrebbe essere concesso ugualmente per entrare a far parte dell’ambito territoriale di quella scuola come prevede il nuovo decreto Renzi oppure quest’ultimo riguarderà solo i neo immessi in ruolo e quindi nel mio caso specifico la domanda mi sarà solo respinta. grazie

Lalla - gent.ma Marzia, il Decreto Renzi al quale tu accenni è, allo stato attuale, un DDL approvato in Consiglio dei Ministri il 12 marzo, ma che dovrà ancora essere sottoposto al vaglio del Parlamento.

Pertanto, alla data del 22 marzo, termine ultimo per presentare la domanda di trasferimento per l’a.s. 2015/16, il decreto Renzi non esiste nella normativa.

Tu presenti domanda attenendoti esclusivamente al CCNI sottoscritto il 23 febbraio 2015. Qualora dovessero esserci delle novità normative le parti (Miur – sindacati) potrebbero pensare ad una riapertura del Contratto, ma questa sarebbe una fase successiva, della quale eventualmente si ragionerà in seguito.

Ad oggi devi ragionare solo con la normativa esistente.

Ti invito a leggere

Mobilità. Chi presenta domanda e non ottiene il trasferimento non perde i punti della continuità

Supplenza nella paritaria non dà titolo a presentare domanda Esame di Stato

19 marzo, 2015 - 13:18

Teresa – Gentile Lalla, sono una professoressa di inglese inserita nella terza fascia che sta lavorando in un liceo paritario con contratto fino al 13/06. Posso inviare la domanda per commissario esterno? se sì, qual è il modulo da compilare? In attesa di una tua risposta, ti ringrazio anticipitamente per l’attenzione. Cordiali saluti

Lalla - gent.ma Teresa, la risposta è negativa. Sulla base dell’incarico di quest’anno (servizio in liceo paritario fino al termine delle lezione), non hai titolo a compilare la domanda di partecipazione agli Esami di Stato in qualità di commissario esterno presente su Istanze on line fino al 27 marzo.

Rimangono due possibilità. Potresti presentare comunque questa domanda se rientrassi in questo status

"docenti che, negli ultimi tre anni incluso l’anno in corso, con rapporto di lavoro a tempo determinato sino al termine dell’anno scolastico o sino al termine delle attività didattiche, abbiano prestato effettivo servizio almeno per un anno in istituti statali di istruzione secondaria di secondo grado e siano in possesso di abilitazione o idoneità all’insegnamento di cui alla legge n. 124/1999 alle materie comprese nelle classi di concorso afferenti ai programmi di insegnamento dell’ultimo anno dei corsi della scuola secondaria di secondo grado."

Se non puoi vantare neanche questo requisito, l’unica alternativa valida è la presentazione di una domanda di messa a disposizione, cartacea. (magari non adesso, ma a ridosso delle nomine, a fine maggio).

Supplenze e pagamenti per maternità. Chiarimenti per la scuola

19 marzo, 2015 - 13:13

Scuola – Una docente titolare si è infortunata e alla scadenza dell’infortunio lo rinnova per un mese, la supplente che la sostituisce nel frattempo si mette in maternità,nel frattempo  viene messa a casa e al suo posto viene chiamata una supplente temporanea. La mia domanda è la seguente : La prima supplente nel rinnovo della supplenza avendone diritto,secondo me, dovrebbe diventare n.16 pagata dal tesoro,mentre la seconda supplenza dovrebbe continuare tranquillamente come n.1 supplenza temporanea pagata dalla scuola. In attesa di una risposta porgo distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

è corretto. La prima supplente deve avere un contratto come personale nominato per supplenze brevi e collocato in astensione obbligatoria (codice contratto SIDI N16).

Il secondo supplente, invece,  con codice N01 ovvero supplenza breve per la sostituzione di personale temporaneamente assente  perché l’assenza del titolare è malattia e quindi un’assenza diversa da quello di maternità.

Mobilità e part time: avrò una cattedra intera?

19 marzo, 2015 - 12:43

Daniela – Cara Lalla, sono di ruolo dal 1.9.2014 con nomina da concorso del 2012. Sin dall’inizio ho fatto la scelta del part-time, per cui il mio orario è di 14h settimanali. So che la scelta effettuata è vincolante per due anni, e che quindi resto in part-time anche per l’anno 2015/2016. Mi appresto a compilare la domanda di mobilità per l’assegnazione della sede definitiva. Mi chiedo: nell’assegnazione delle sedi selezionate il sistema SA e TIENE CONTO AUTOMATICAMENTE del fatto che la mia cattedra è di 14h?

oppure mi assegnerà e cercherà per me la prima cattedra da 18h disponibile e poi dovrò successivamente segnalare che sono in part-time e rinunciare a 4h? Resto in attesa di una risposta. Grazie infinite.

Lalla - gent.ma Daniela, il sistema non sa che per gli aa.ss. 2014/15 e 2015/16 sei in part time. D’altronde non è richiesto di segnalarlo nel modello di domanda.

Questo perchè il sistema non deve assegnarti uno spezzone di 14 ore, ma una cattedra di titolarità. Se si cercasse per te uno spezzone, al rientro dal part time cosa troveresti? dove sarebbe la tua cattedra? Quindi tu dovrai diventare, nel 2015/16, titolare di una cattedra intera.

Naturalmente su di essa, per il 2015/16 potrai usufruire ancora del part time. Discuterai questi particolari con il Dirigente Scolastico della scuola alla quale sarai assegnata.

Riduzione oraria giornaliera per il disabile in situazione di gravità. Chiarimenti per il Dirigente.

19 marzo, 2015 - 11:23

Dirigente Scolastico  – si chiede cortesemente di conoscere se esiste la possibilità di  usufruire  di orario ridotto per un docente a tempo determinato fino al termine  delle attività didattiche  ad orario completo, che intende rientrare in servizio dopo un periodo di congedo per gravi patologie ed in possesso di  l.104 art. 3 comma 3.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

l’art. 33/6 della legge 104/92 prevede che il dipendente disabile in situazione di gravità (art.3 comma 3) può, alternativamente ai tre giorni di permesso retribuito, fruire di due ore di permesso orario giornaliero retribuite. Ciò vale anche  per il personale della scuola indipendentemente se a tempo determinato o indeterminato.

Si riporta a tal proposito un Orientamento Aran per il comparto Scuola:

ai sensi dell’art. 15, comma 6 del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, i dipendenti hanno diritto ai tre giorni di permesso di cui all’art. 33, comma 3, della legge n. 104/92. Tali permessi sono retribuiti, non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi, non riducono le ferie e devono essere possibilmente fruiti in giornate non ricorrenti.

Il successivo comma 7 dell’art. 15 sopra citato dispone, inoltre, il diritto del dipendente ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.

Ne consegue che il dipendente della scuola portatore di handicap in situazione di gravità potrà usufruire alternativamente dei tre giorni di permesso retribuito, oppure, come sancito dall’art. 33, comma 6 della legge n. 104 del 1992, di due ore di permesso orario giornaliero retribuite.

Tali ore, essendo equiparate a quelle per l’allattamento dalle circolari INPDAP n. 49 del 2000 e n. 33 del 2002  e dalla circolare INPS n. 139 del 2002, ne prevedono analoga distribuzione: due ore al giorno per un orario lavorativo giornaliero pari o superiore alle sei ore, una ora al giorno per un orario inferiore alle sei ore.

Infine si ritiene utile richiamare la circolare INPS n. 100 del 24 luglio 2012 intervenuta sulla materia .

Esame di Stato: docente compreso in graduatorie di merito del Dirigente Scolastico

19 marzo, 2015 - 10:59

Ida – Sono una docente titolare presso la scuola primaria, in ruolo dal 01/09/2007 con 3 di preruolo, sono anche inserita nella graduatoria di merito del concorso ds in Campania pubblicata il 18/12/2014. Essendo in possesso di titolo di studio ed abilitazione validi per l’insegnamento nella CDC A036, per l’a.s. 2014/15 ho presentato domanda ed ottenuto l’assegnazione provvisoria sulla CDC A036.

Posso presentare la domanda per gli esami di stato come commissario, essendo in assegnazione provvisoria (la circolare parla di docenti a tempo determinato non di docenti di ruolo in altro grado che risultano in assegnazione provvisoria… )?

Ho l’obbligo o la facoltà? E nel caso sia una facoltà, come presentarla (quale modulo compilare)? Aspetto vostre notizie al più presto. Cordiali saluti

P.S. i dieci anni previsti per presentare la domanda come presidente possono essere la somma degli anni di ruolo più preruolo o debbono essere tutti prestati con servizio di ruolo?

Lalla - gent.ma Ida, l’unica circostanza in cui la circolare si occupa di docenti utilizzati in altro ordine di scuola è questo

“i docenti di ruolo nella scuola secondaria di primo grado, utilizzati per l’intero anno scolastico su scuola secondaria di secondo grado, in possesso della specifica abilitazione all’insegnamento (“assimilati” allo posizione giuridica “H” di cui all’allegato 7 alla presente circolare)”

Pertanto, in base alla circolare chi proviene dalla scuola secondaria di I grado può presentare la domanda, ma la stessa facoltà non viene estesa a chi proviene dal ruolo della primaria. Pertanto a mio parere la risposta è negativa, non è possibile presentare domanda come commissario esterno in qualità di docente di scuola primaria in assegnazione provvisoria alla secondaria.

Per quanto riguarda i dieci anni previsti per la presentazione della scheda in qualità di Presidente, sono da intendersi esclusivamente per il ruolo, anche sommando quelli svolti in altri ordini di scuola “Si precisa che il requisito dei dieci anni di servizio di ruolo, richiesto ai docenti quale titolo per la partecipazione alle commissioni in qualità di presidente dall’art. 5 del D.M. n. 6 del 17 gennaio 2007, deve intendersi riferito al servizio di ruolo prestato cumulativamente non solo nella scuola secondaria di secondo grado, ma anche negli altri gradi scolastici.”

Invece, per quanto riguarda la possibilità di presentare la domanda come commissario esterno la C.M. 5/2015  contempla anche la seguente dicitura

Personale che ha l’obbligo di presentare la scheda (Modello ES-1)

[…] in servizio in istituti di istruzione secondaria di secondo grado statali

  • che sono compresi in graduatorie di merito per dirigente scolastico;

Bisognerebbe capire se quel “sono in servizio” contempla anche eventuali assegnazioni provvisorie”.

A mio parere no, a parte quella già indicata, ma potrai rendertene conto tentando di compilare il modello su Istanze on line, se la tua condizione è prevista oppure no.

Lo speciale Esami di Stato 2015

Immissioni in ruolo 2015 e anno di prova per chi è in gravidanza

19 marzo, 2015 - 10:47

Veronica - Sono un’insegnante precaria, abilitata a mezzo SSIS, di lettere e sostegno per le scuole secondarie di primo grado dal 2007. Essendo parte della GaE, in cui peraltro occupo una buona posizione oramai, dovrei dunque rientrare tra i "promessi" assunti della riforma sulla buona scuola di Renzi, ma avendo appena scoperto di essere in dolce attesa ho tanti dubbi che mi assalgono!

Che cosa è previsto per le donne incinte che non potranno essere a scuola nell’anno di prova? Dovendo partorire a Novembre sarei in maternità obbligatoria da settembre e fino a marzo, non potendo così essere presente nei 180 giorni necessari per superarlo… Devo preoccuparmi? Vi ringrazio anticipatamente per la consulenza, Saluti

Lalla - no, non devi preoccuparti. Se dovessi preoccuparti, potremmo dire di essere tornati all’età della pietra. Qualsiasi riforma della scuola (anche la più brutta che potranno inventare in Parlamento) non scalfirà la tutela della maternità, che afferisce a leggi generali, che non si applicano solo alla scuola.

Pertanto la riscrittura del Testo Unico e di tutte le norme che dovranno scaturire da questa nuova riforma (compreso il rinnovo del contratto, a 6 anni dalla scadenza) non potranno modificare nulla sulla tutela della maternità.

Scaccia via la preoccupazione e trasforma questo periodo in una parentesi di felicità per le nuove belle situazioni alle quali vai incontro.

Domanda mobilità scade il 22 marzo, ma il Contratto prevede eventuale riapertura

19 marzo, 2015 - 10:40

Katia – Gentilissima Lalla, ti pongo alcuni quesiti urgentissimi,dato che domani vorrei inoltrare la domanda di trasferimento tra comuni della stessa provincia, ma ancora brancolo nel buio…

Di ruolo da diversi anni nella scuola secondaria di 1grado, avrei necessità di rientrare nel mio comune di residenza per motivi familiari e per questo mi avvarrei della precedenza prevista dalla L. 104/92, art.33, commi 5 e
7.Tuttavia, da quando ho appreso le novità sulla mobilità contenute nel Ddl del governo Renzi, temo di poter peggiorare la mia situazione.

Perciò ti chiedo:

1) scegliendo l’opzione delle cattedre orario nell’ambito dello stesso comune, posso sperare, in un secondo momento, di ottenere una cattedra intera nella scuola di titolarità, ove se ne presentasse l’ occasione?

2) se fossi così fortunata da ottenere una cattedra intera (avendo indicato, nelle preferenze territoriali, prima alcune scuole di mia scelta poi l’intero comune cui aspiro), quale sarebbe la mia sorte qualora diventassi sovrannumeraria?

Non mi sono chiari gli scenari che si configurano per noi di ruolo. So che non possiedi la sfera di cristallo, ma non vorrei tornare in uno stato di precarietà, se dovessi finire nel calderone degli albi territoriali: proprio non potrei permettermelo, data la mia situazione.Grazie!

Lalla - gent.ma Katia, il mio consiglio è quello di scegliere sulla base delle norme esistenti, senza farsi condizionare da una bozza di DDL che non sappiamo ancora se arriverà ad essere trasformata in Legge e in quale versione.

Chi vorrebbe andare a finire negli albi territoriali? Per come ce li hanno presentati, nessuno. Ma considera che siamo allo stadio delle ipotesi, del si farà, è in cantiere. A mio parere non possiamo farci condizionare le scelti presenti (e se poi non se ne fa niente oppure la realizzazione pratica di tutto ciò ha dei risvolti per te convenienti?) e hai perso l’occasione di avvicinarti alla tua famiglia?

Naturalmente il tuo quesito non può trovare una risposta certa, in un mondo perfetto come quello delineato dalla bozza del DDL dovrei dirti che il problema della soprannnumerarietà potrebbe essere gestito tramite l’organico di autonomia, ma capirai che questo non è fare consulenza.

Semmai la richiesta che potrebbe provenire dal mondo della scuola è quella di una riapertura del CCNI alla luce di novità non contemplate alla data in cui è stato sottoscritto, il 23 febbraio 2015, come d’altronde previsto dall’art. 1 comma 4 " Le parti concordano sull’eventualità di stipulare un ulteriore atto negoziale riaprendo il confronto, anche su richiesta di un solo soggetto firmatario, per recepire possibili effetti sulla mobilità derivanti da interventi normativi".

Ma ci vorrebbe l’impegno dei sindacati.

ATA: lasciare una supplenza per un’altra

19 marzo, 2015 - 10:11

Silvia – Vorrei chiedere se e possibile lasciare a metà una supplenza Ata da graduatoria terza fascia per una supplenza Ata piu lunga… Grazie

Lalla – gent.ma Silvia, purtroppo non ci fornisci abbastanza elementi per poterti rispondere in maniera concreta. Ad es. sono supplenze per lo stesso profilo, entrambe ad orario intero, la seconda quanto è lunga? Insomma, tutta una serie di informazioni in base alle quali la risposta potrebbe cambiare.

Ti indichiamo pertanto la nostra guida generale, nella quale tu potrai andare a ricercare la tua specifica situazione

Supplenze ATA: Sanzioni per mancata accettazione, mancata assunzione in servizio e abbandono di una supplenza

Mobilità: quante province si possono indicare nella domanda di trasferimento?

18 marzo, 2015 - 19:11

Andrea – Spett. Redazione, sarei grato di ricevere qualche chiarimento in merito a un paio di questioni relative alla domanda di trasferimento per altra provincia. Anzitutto, è possibile presentare domanda di trasferimento per diverse province contemporaneamente? Vedo infatti che il modulo virtuale della piattaforma lo consente (naturalmente indicando un ordine di preferenza), nonostante senta da più parti negare che simili richieste siano gestibili dal sistema.

Lalla – il numero delle province per il trasferimento interprovinciale dipende dall’ordine e grado di scuola.

Ne abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo

Mobilità: quante sedi e province si possono indicare? Differenza nelle preferenze

Andrea - Ancora, è vero che anche se il trasferimento non dovesse poi realizzarsi la sola presentazione della domanda determina la perdita della continuità nella propria scuola? Anche questo lo sento ripetere in giro, ma non trovo alcuna indicazione a questo proposito (e la stessa piattaforma non specifica la circostanza).

Vi ringrazio per l’attenzione e vi invio i più cordiali saluti

Lalla – c’è stato un tempo in cui ciò era vero, pertanto chi lo ripete lo fa senza aver letto il CCNI stipulato il 23 febbraio 2015 per l’a.s. 2015/16.

Adesso non è più così

Mobilità. Chi presenta domanda e non ottiene il trasferimento non perde i punti della continuità

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