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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 55 min 24 sec fa

Anno di prova per il docente che svolge supplenza su diverso ordine di scuola. Chiarimenti per il Dirigente

16 gennaio, 2016 - 11:25

Dirigente scolastico  – una docente neoassunta in fase B, su A445 (spagnolo Scuola media), presta servizio fino al 30 Giugno in un ITC su A346. Può effettuare l’anno di prova su A346, considerando le discipline affini? Un’altra docente, neoassunta in fase B su matematica scuole medie, presta servizio fino al 30 Giugno nello stesso ITC su Scienze. Può effettuare l’anno di prova su scienze? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

la questione è tuttora aperta e stiamo tutti aspettando un chiarimento ministeriale in tal senso.

Giova infatti ricordare che stando al D.M. n.850 del 27/10/2015 e alla circolare Prot. N.36167 del 5/11/2015, per classi di concorso affini si devono intendere quelle comprese negli ambiti disciplinari di cui al d.m. n.354/1998 ove il servizio sia effettuato nello stesso grado d’istruzione.

Pertanto, per ora, dal momento che le due docenti sono attualmente in servizio per una supplenza su grado di scuola diverso rispetto a quello di immissione in ruolo, non potrebbero svolgere l’anno di prova e di formazione.

Sennonché dopo l’ultimo incontro avuto il 29 dicembre con le OO.SS., il MIUR ha preso in esame la disparità di trattamento dei docenti in questione rispetto a ciò che si poteva fare lo scorso anno, e si è ripromesso di pubblicare dei chiarimenti in proposito nei quali specificherà la possibilità di svolgere l’anno di prova anche se i docenti sono in servizio su un grado diverso di scuola rispetto quello di assunzione in ruolo. Almeno questo è stato detto nell’incontro in questione.

Ad oggi tale circolare non è stata pubblicata. Per il momento, quindi, il Dirigente non può far svolgere l’anno di prova ai docenti in questione e restiamo in attesa dei chiarimenti ministeriali.

Diploma magistrale: posso inserirmi nelle Graduatorie ad esaurimento e non fare il concorso?

16 gennaio, 2016 - 11:19

Anna – con la presente Le chiedo cortesemente delle informazioni sulla abilitazione dovuta al mio diploma magistrale e se è vero che si può richiedere di essere inserita direttamente nelle graduatorie ad esaurimento senza fare alcun concorso?
Attendo Sue delucidazioni. Distinti Saluti

risposta – gent.ma Anna, il diploma magistrale è stato dichiarato abilitazione all’insegnamento se conseguito entro l’a.s. 2001/02 con DPR 25 marzo 2014. Lei non dice quando ha conseguito il titolo, per cui valuti lei.

Per quanto riguarda l’inserimento nella Graduatoria ad esaurimento, esso non è nè immediato nè scontato.

Il Miur infatti non riconosce tale inserimento in maniera generalizzata (erga omnes), ma soltanto per coloro che hanno vinto un apposito ricorso.

Le consigliamo di leggere questo documento Diplomati magistrale. Miur: inserimento in Graduatoria ad esaurimento non vale erga omnes

La situazione poi, anche presentando il ricorso, non è semplice. Nel corso di questi ultimi mesi infatti, di fronte alle medesime richieste (inserimento in graduatoria ad esaurimento), alcuni giudici si sono espressi favorevolmente e altri in maniera negativa. Si aggiunge a ciò il fatto che recentemente il Consiglio di Stato ha messo in discussione l’orientamento favorevole all’inserimento in Graduatoria e rimesso all’Adunanza Plenaria, che non si è ancora espressa, la questione dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per i possessori di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. leggi Diplomati magistrale, Consiglio di Stato mette in discussione orientamento favorevole per inserimento in Graduatoria

Inoltre, ci sono da tenere in considerazione le tempistiche. Se anche lei avviasse domani il suo ricorso (per farlo deve consultare un avvocato o un sindacato, che valuterà la sua situazione personale), la risposta non arriverà certo dopodomani. Ci sono tempi lunghi.

Il bando di concorso docenti sarà invece pubblicato nelle prossime settimane e non attenderà certo l’esito dei ricorsi.

Noi, se possiamo permetterci un consiglio, la invitiamo a valutare entrambe le circostanze, dal momento che l’iscrizione nelle Graduatorie ad esaurimento (se e quando ci sarà) le permetterà di accedere al 50% delle immissioni in ruolo, mentre il concorso al rimanente 50% (e l’assunzione, in caso di vittoria potrebbe avvenire già a settembre 2016). Si tratta di due canali differenti.

Sto lavorando da domanda di messa a disposizione, a cosa serve il punteggio se non ci saranno iscrizioni in III fascia delle graduatorie di istituto

16 gennaio, 2016 - 10:41

Francesco – Sono un supplente con 058 con MAD in una scuola superiore. Insegno economia ed estimo. Ho la laurea magistrale ma nessuna abilitazione. Mi hanno chiamato dopo aver esaurito la terza fascia ed io quindi sono al di fuori della terza fascia ed in nessuna graduatoria. Il punteggio che otterrò a cosa mi servirà se ormai non ci saranno più iscrizioni in in terza fascia e si accederà all’insegnamento solamente tramite i nuovi concorsi???? Grazie in anticipo per la risposta…

risposta – gent.mo Francesco, se lavori unicamente per il punteggio, forse a poco. O chissà, considerato che la normativa scolastica è sempre in continuo evolversi.

In ogni caso, al tuo lavoro corrisponde anche una retribuzione, dei contributi previdenziali, quindi dei tasselli utili sia quando sarai assunto in ruolo che ai fini del tuo pacchetto pensionistico.

E ancora, ti facciamo notare che il servizio svolto per almeno 180 giorni in un anno scolastico viene valutato nella tabella dei titoli per stilare la graduatoria di merito del concorso, anche se tu non hai ancora titolo valido per accedervi.
Concorso scuola docenti 2016: bozza tabella valutazione titoli completa

A nostro parere lavorare ha sempre i suoi risvolti positivi

Concorso docenti 2016: la laurea che dà accesso all’abilitazione non riceve punti

16 gennaio, 2016 - 10:34

Tiziana – Carissima redazione, non troviamo il punteggio relativo alla prima laurea di accesso all’abilitazione. Forse non c’e’? E se c’è dove si trova?

risposta – non c’è, in quanto la laurea costituisce il titolo di accesso che ha permesso l’abilitazione. E’ il risultato finale, cioè l’abilitazione, ad essere valutato.

Conta invece in termini di punteggio (2 punti) una seconda laurea "ulteriore rispetto al titolo di accesso all’abilitazione"

Specifichiamo ancora una volta che quella divulgata è una bozza, ancora suscettibile di possibili modifiche.

Concorso scuola docenti 2016: bozza tabella valutazione titoli completa

Concorso scuola 2016: tabella titoli non valuta servizio svolto su sostegno se si partecipa alla classe di concorso

16 gennaio, 2016 - 10:26

Elisabetta – Ho letto nella bozza della tabella valutazione titoli per il concorso 2016 che viene valutato il "Servizio di insegnamento prestato, sullo SPECIFICO POSTO O CLASSE DI CONCORSO, nelle scuole statali o paritarie di ogni ordine e grado, nelle
istituzioni convittuali statali e nei percorsi di formazione professionale. IL SERVIZIO SU SOSTEGNO È VALUTATO SOLO NELLA SPECIFICA PROCEDURA CONCORSUALE".

Gradirei avere un chiarimento in merito a ciò, non mi è chiaro se il servizio prestato su sostegno, senza specializzazione, (nello specifico nella scuola primaria), sarà valutato anche per il posto comune, dato che si tratta della stessa classe di concorso. Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponiblità e rimango in attesa di una vostra risposta. Cordiali Saluti

risposta – da quello che risulta da una prima lettura della bozza della tabella di valutazione dei titoli diramata ieri, sembrerebbe che tale servizio non possa trovare valutazione.

La tabella specifica infatti "L’insegnamento prestato su posti di sostegno per gli alunni disabili è valutato solo nella specifica procedura concorsuale".

Da quello che si evince non ha importanza se il servizio sia stato svolto con o senza titolo.

Naturalmente va precisato che si tratta ancora di una bozza, suscettibile di eventuali modifiche.

Concorso scuola docenti 2016: bozza tabella valutazione titoli completa

Docente soprannumerario nell’ottennio e trasferimento 2016/17: potrà chiedere il rientro nella scuola di precedente titolarità nella I fase dei movimenti

16 gennaio, 2016 - 00:24

Anna – Sono di ruolo da 11anni e da 8 sono titolare presso la stessa istituzione. Lo scorso anno sono diventata perdente posto e ho trovato d’ufficio la sede in un paesino vicino il mio. Vorrei sapere che possibilità ho di rientrare al mio paese con la nuova mobilità . Grazie!

Giovanna Onnis – Gentilissima Silvia,

nella legge 107 il problema dei soprannumerari non viene preso in considerazione, anzi nel comma 73 si stabilisce che “Il personale docente in esubero o soprannumerario
nell’anno scolastico 2016/2017 e’ assegnato agli ambiti territoriali”.

Questa disposizione chiaramente lesiva dei diritti di questa categoria di docenti, è stata riconsiderata in sede di contrattazione e dalle anticipazioni fornite da OrizzonteScuola si evince la disponibilità manifestata dal MIUR per salvaguardare il diritto dei docenti soprannumerari nell’ottennio che potranno chiedere di rientrare con precedenza nella scuola di ex-titolarità.

Questo trasferimento, che sarà su scuola e non su ambito territoriale, rientrerebbe nella I fase (comunale) dei movimenti.

Chiaramente è necessaria conferma ufficiale che si potrà avere solo nel CCNI 2016/17 per la cui definizione il prossimo incontro è fissato per il 21 gennaio

Docente in ruolo dall’a.s. 2014/15 in anno di prova può chiedere trasferimento per l’a.s. 2016/17

16 gennaio, 2016 - 00:03

Silvia – Sono una docente di sostegno nella scuola dell’infanzia. Sono entrata di ruolo come docente di sostegno il 1 settembre 2014, ma non ho potuto effettuare l’anno di prova perché andata in maternità anticipata, quindi quest’anno sto effettuando l’anno di prova. Come d’obbligo ho fatto domanda di trasferimento nell’anno di immissione in ruolo e mi hanno riconfermato il posto dove stavo già lavorando. Quest’anno vorrei rifare domanda di trasferimento sempre nella stessa provincia ma comune diverso d quello di titolarità, in che fascia sono? Valgono le vecchie regole per me o già quelle della 107, sceglierò per scuole o per ambiti? Grazie mille

Giovanna Onnis – Gentilissima Silvia,

non aver superato ancora l’anno di prova non rappresenta per te un impedimento per chiedere trasferimento, mentre lo sarebbe se tu volessi richiedere mobilità professionale, cioè passaggio di cattedra o passaggio di ruolo.

Essendo docente di sostegno in ruolo dall’a.s. 2014/15, sei nel vincolo quinquennale, per cui la tua domanda di trasferimento potrà essere solo sul sostegno.

Per quanto riguarda il tuo specifico quesito, la contrattazione tra sindacati e MIUR per la mobilità 2016/17 è ancora in corso e conseguentemente regole e criteri devono essere ancora stabiliti.

Rispetto a quanto prevede la legge 107, si prospettano importanti modifiche, infatti già nell’incontro del 28 dicembre il MIUR si è dichiarato disponibile a garantire la mobilità provinciale con le vecchie regole, cioè su scuola specifica e non su ambiti territoriali, per i docenti assunti in ruolo prima della legge 107

Quindi, se la disponibilità del MIUR troverà conferma nell’ipotesi di contratto, come docente immessa in ruolo nell’a.s. 2014/15, potrai presentare domanda di trasferimento nella provincia di titolarità esprimendo preferenze su singole scuole, senza essere coinvolta negli ambiti territoriali.

In base alle fasi prospettate dal MIUR , come anticipato da OrizzonteScuola, il tuo movimento rientrerebbe nella II fase che riguarda i trasferimenti intercomunali nella provincia di titolarità dei docenti immessi in ruolo entro l’a.s. 2014/15

Chiaramente tutto ciò dovrà essere confermato in modo esplicito nel CCNI 2016/17 in fase di predisposizione. Il prossimo incontro è previsto per il 21 gennaio

Requisito per la pensoine di vecchiaia ovvero legata all’età

15 gennaio, 2016 - 19:28

Maria Grazia  – Buongiorno, sono un’assistente amministrativa a tempo indeterminato, nata il 14/12/1953 e con 37 anni e 10 mesi di contribuzione e, purtroppo, lo scorso anno non ho presentato domanda di pensionamento in tempo utile avvalendomi della sesta salvaguardia pur avendone i requisiti (permessi ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 fruiti nel 2011 per assistere la madre). Quest’anno la settima salvaguardia prevede solamente i permessi per l’assistenza ai figli disabili. Avendo maturato i requisiti già lo scorso anno, è possibile presentare comunque la domanda? Se così non fosse dovrei continuare a lavorare fino al 2020! Mi sembra una punizione eccessiva per chi ha scoperto in ritardo di avere dei diritti che non ha fatto valere. Se avete qualche consiglio da darmi ve ne sarei infinitamente grata. Grazie e cordiali saluti

FP – Gentile Maria Grazia,

le confermo che la prima possibilità di pensionamento secondo l’attuale normativa pensionistica, è data dal raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia ovvero legata all’età. Come da lei indicato, raggiunge il suddetto requisito nel 2020.

La legge di stabilità 2016, ha previsto per ulteriori 2000 lavoratori, in congedo per assistere i figli con disabilità grave nel corso del 2011, possono accedere al pensionamento in salvaguardia (settima), presentando la relativa istanza entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità.

Pertanto, a mio avviso, non potrebbe presentare l’istanza per la sesta salvaguardia, considerati i termini ormai scaduti.

“Opzione donna” sarà determinata secondo le regole del sistema contributivo

15 gennaio, 2016 - 19:25

Docente  – Sono nata  il 01/02/1951/ quindi a febbraio compio 65 anni con 37 cc.di contributi.Se opto per OD.con quanta penalizzazione,andrei?Poiche dovrei lavorare fino 01/0972017 (pensione di vecchiaia,)ma non sono in grado per motivi di salute.Vorrei se possibile una indicazione approssimativa.faccio domanda di pensione con od mi e stato riferito che entro 22 gennaio,se non mi conviene devo anche ritirar4 la domanda.il tempo si avvicina,mi sapete indicare qualcosa.grazie

FP – Gentile Docente,

la misura della pensione nel caso di pensionamento ai sensi della L. 243/2004 – “opzione donna”, sarà determinata secondo le regole del sistema contributivo.

Come già ripetuto in qualche risposta precedente, il sistema contributivo oggettivamente il più penalizzante dei tre previsti dalla normativa.

Sono solito non dare indicazioni sull’ammontare dell’assegno pensionistico, considerate le molteplic variabili che subentrano nel calcolo.

Senza entrare troppo nello specifico, di solito la perdita della misura della pensione in caso di “opzione donna” è di circa il 30%. Chiarisco che comunque è opportuno una valutazione soggettiva del caso.

Per completezza di informazione, In merito al calcolo contributivo, le segnalo che l’età ha una forte incidenza.

Ad esempio: considerati gli stessi elementi,  tra una persona di 57 anni ed una di 61 anni, la misura della pensione sarà più alta per il soggetto più grande di età.

Detto questo, il consiglio che mi permetto di darle: è partire dalla riflessione se sia  più conveniente ricorrere alla suddetta opzione (tenuto conto del calcolo),oppure considerare la pensione differita ovvero lasciare il servizio senza percepire nulla e quando si matura l’età (nella fattispecie tra due anni) avere il diritto all’assegno pensionistico calcolato col sistema “retributivo/monti” o misto.

In sostanza è più conveniente rinunciare per sempre ad una consistente fetta della pensione o rinunciare a tutta la pensione per un numero limitato di anni?

Pensionamento forzato per il 2016?

15 gennaio, 2016 - 19:24

Assistente Amm.va  – nata il 14/05/1951, in ruolo dall’01/09/2006, secondo lei in base alla normativa vigente possono mandarmi in pensione d’Ufficio con un minimo di 20 anni di contribuzione. Nell’attesa di un risposta, magari prima della scadenza (22/01/2016). Cortesemente la saluto.

FP – Gentile Assistente Amm.va,

ad avviso dello scrivente il suo caso non rientra in quelli disciplinati dal pensionamento forzato per il 2016.

In merito le segnalo che la normativa dispone che il pensionamento coatto possa avvenire per:

a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

Il pensionamento coatto per raggiunti limiti di età (punto a), con decorrenza 1/9/2016, si ha quando, (tenuto conto della prossima tornata di pensionamenti ovvero 1/9/2016):

a) entro il 31/8/2016 (dal 01/09/2015) si compie 65 anni, ed in possesso al 31/12/2011 dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

Si indicano, per completezza di informazione, i requisiti “pre-Fornero”:

– quota 96 (60/36 o 61/35);
– 40 anni di contributi;
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992.

b) entro il 31/8/2016 66 anni e 7 mesi di età.

Tempistica di liquidazione del TFS

15 gennaio, 2016 - 19:23

Mariantonietta  – sono un’insegnante di scuola primaria, nata il 14/4/1952 che al 31/!2/2016, avrà compiuto 42 anni e 4 mesi di servizio, utili per poter chiedere la collocazione a riposo anticipata. Leggendo il D.M.939 del 18/12/2015 inerente la cessazione dal servizio dal 1°settembre 2016, nella parte riguardante l’applicazione dell’articolo 72 del D.L.25/6/2008, n.112,convertito con modificazioni dalla L. 6/8/2008, n.133 (Personale dirigente, docente,educativo ed ATA), mi è sorto un dubbio riguardante la permanenza in servizio. Il succitato D.M. 939, infatti recita testualmente:”Com’è noto, il D.L. 24/6/2014, n.90,convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014,n.114, ha abolito l’istituto del trattenimento in servizio oltre i limiti di età.Il comma 5 dell’articolo 1,come modificato in sede di conversione del D.L 90/2014, ha generalizzato la disciplina relativa alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro contenuta nell’articolo 72, comma 11, del D.L.25/6/2008, n.112, prima applicabile fino al 31/12/2014″.Pertanto le pongo il seguente quesito: qualora dovessi permanere in servizio fino al compimento dei 65 anni d’età, potrei essere collocata in pensione d’ufficio il 1° settembre 2017? Se la risposta fosse positiva, potrei ricevere l’acconto del TFR dopo 9 mesi, anzichè dopo 24, come per la collocazione a riposo anticipata. Distinti saluti.

FP – Gentile Mariantonietta,

in premessa le segnalo la tempistica di liquidazione del TFS: 1) termine breve: entro 105 giorni dalla cessazione in caso di decesso o pensione per inabilità;

2) termine di dodici mesi in caso di: pensione di vecchiaia/limiti di età ordinamentali, limiti di servizio e risoluzione unilaterale;

3) termine di 24 mesi in caso di: pensione anticipata; dimissioni volontarie senza diritto a pensione.

Si precisa che ai suddetti termini, bisogna aggiungere al massimo 90 giorni per la lavorazione della pratica da parte dell’Istituto di previdenza..

Pertanto, in caso di risoluzione unilaterale la tempistica è quella indicata al punto 2.

Docente soprannumerario trasferito con domanda condizionata: conserva il punteggio di continuità maturato nella scuola di precedente titolarità

15 gennaio, 2016 - 18:10

Gregorio – Trasferito l’anno scorso in quanto soprannumerario dalla succursale alla sede centrale, nella prossima graduatoria interna la continuità didattica di circa 15 anni nella sede di servizio ( la succursale) sarà valutata allo stesso modo o in modo diverso ? Ringrazio

Giovanna Onnis – Gentilissimo Gregorio,

se come soprannumerario risulti trasferito a domanda condizionata, anche se sei titolare in un’altra scuola, conservi il punteggio di continuità maturato in 15 anni di servizio continuativo per la stessa classe di concorso nella succursale dove sei stato dichiarato perdente posto.

La domanda condizionata ti consente di continuare a maturare il punteggio di continuità come se il tuo servizio fosse prestato nella scuola di precedente titolarità e questo sarà valido per un ottennio se ogni anno presenterai domanda condizionata.

Questa domanda, inoltre ti garantisce il diritto a rientrare con precedenza nella scuola di ex-titolarità a prescindere dal punteggio, se dovesse ricostituirsi una cattedra.

Quindi nella graduatoria interna potrai valutare il punteggio di continuità di 15 anni e precisamente 2 punti ogni anno entro il quinquennio (2×5=10 punti) e 3 punti ogni anno oltre il quinquennio (3×10=30 punti), per un totale di 40 punti di continuità, tenendo conto che l’anno in corso non si valuta.

Chiaramente questo sarà valido se la normativa vigente nel corrente anno scolastico e i criteri per la valutazione del punteggio nella graduatoria interna saranno confermati in sede di contrattazione per la mobilità 2016/17 e conseguentemente esplicitati nel relativo CCNI

Trasferimento da posto comune a sostegno per docente in ruolo dall’a.s. 2016/17: sarà su scuola e non su ambito territoriale

15 gennaio, 2016 - 17:46

Paola – Sono una docente di musica nella scuola media titolare di cattedra dal
2006. Quest’anno, essendomi specializzata, ho chiesto ed ottenuto l’utilizzo su
sostegno nella mia scuola. Per l’anno prossimo posso chiedere il passaggio di ruolo da musica a sostegno nella mia scuola o finisco negli ambiti territoriali? E se così fosse, posso richiedere nuovamente l’utilizzo su sostegno evitando gli ambiti territoriali e mantenendo la titolarità sulla cattedra di musica nella mia scuola? Grazie mille

Giovanna Onnis – Gentilissima Paola,

il movimento da materia a sostegno nello stesso grado di istruzione non è passaggio di ruolo, ma un normale trasferimento.

In base alle novità emerse negli ultimi incontri tra sindacati e MIUR, come prontamente anticipato da OrizzonteScuola, sembra che il trasferimento provinciale 2016/17 per i docenti assunti in ruolo prima della legge 107, quindi entro l’a.s. 2014/15, seguirebbe le vecchie regole, quindi mobilità su scuola e non su ambito territoriale e questo movimento sarebbe in I fase se comunale o in II fase se intercomunale

Quindi chiedendo trasferimento dalla tua classe di concorso di titolarità a posto di sostegno acquisirai titolarità nella AD00 in una delle scuole espresse nelle tue preferenze e, se ci fosse un posto vacante, anche nella tua attuale scuola di titolarità.

Per quanto riguarda la possibilità di chiedere utilizzazione, nel caso in cui la tua domanda di trasferimento non venisse accolta, le regole per la mobilità annuale 2016/17 devono essere ancora stabilite e se la normativa vigente verrà confermata, potrai chiedere utilizzazione sul sostegno nello stesso grado di titolarità anche se non risulterai soprannumeraria e anche se la tua classe di concorso non sarà in esubero provinciale.

L’utilizzazione sul sostegno, in ogni caso, non ti farà perdere la titolarità nella scuola sulla cattedra di musica e non interromperà neanche la continuità ai fini del punteggio

Bonus 500 €: nessun rimborso per i biglietti aerei anche se si tratta di viaggi culturali

15 gennaio, 2016 - 16:20

I.C. – Il bonus di euro 500 può essere utilizzato dai docenti di inglese per biglietti aerei con destinazione UK? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima I.C.,

per chiarire molti dei dubbi emersi in relazione al bonus di 500 € e alle spese rendicontabili, il MIUR è intervenuto con una serie di FAQ esplicative proprio per fornire risposta ai numerosi quesiti posti dai docenti.

FAQ che OrizzonteScuola ha prontamente pubblicato:

http://www.orizzontescuola.it/news/bonus-500-euro-faq-cosa-si-pu-acquistare-no-smartphone-s-tablet-s-corsi-formazione-organizzati

http://www.orizzontescuola.it/news/bonus-500-euro-docenti-ruolo-come-spenderlo-altre-faq-miur

La risposta al tuo quesito lo trovi nella FAQ n.11:

Si può utilizzare il bonus o parte di esso per l’acquisto di titoli di viaggio per la partecipazione a eventi o per viaggi culturali?
No, potranno essere rimborsati solo i biglietti per le “rappresentazioni teatrali e cinematografiche” e quelli per “l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo”.

Quindi nessun titolo di viaggio potrà essere rimborsato, ma solo il costo dell’eventuale corso che dovrai frequentare all’estero o dell’evento al quale vorrai partecipare

Mobilità 2016/17: probabile conferma delle precedenze valide nel corrente anno scolastico

15 gennaio, 2016 - 16:16

Ira – Sono docente di inglese di ruolo dal 2005 in scuola superiore di II grado, titolare di 104. Il mio dubbio è il seguente: vorrei chiedere il trasferimento per avvicinarmi alla città di residenza dove abito con mio figlio, diversamente abile. Esiste ancora per quest’anno la priorità per i titolari di 104? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Ira,

nella legge 107 non vengono prese in considerazione le precedenze valutabili per la mobilità 2016/17 e l’unica menzionata, nel comma 79, per l’attribuzione dell’incarico triennale da parte del DS è la precedenza per disabilità personale secondo l’art.21 e l’art.33 comma 6 della legge 104/92.

Quindi le precedenze per la prossima mobilità devono essere ancora ufficializzate, ma dalle anticipazioni fornite da OrizzonteScuola si evidenzia la volontà del MIUR di confermare le precedenze previste nel corrente anno scolastico così come indicate nell’art.7 del CCNI.

In base a questo, rimanendo comunque in attesa della pubblicazione del CCNI 2016/17 per avere un riscontro positivo e confermativo, per il prossimo anno scolastico potrai usufruire, per il trasferimento, della precedenza legata alla legge 104/92 per assistenza a tuo figlio disabile con art.3 comma 3, a condizione che tu chieda come prima preferenza il comune di residenza di tuo figlio o distretto sub comunale in caso di comuni con più distretti.

Tale precedenza permane anche nel caso in cui, prima del predetto comune o distretto sub comunale, siano indicate una o più istituzioni scolastiche comprese in esso. In assenza di scuole richiedibili nel comune di residenza è obbligatorio indicare il comune viciniore a quello del domicilio dell’assistito con scuole richiedibili

Legge 104/92 per assistenza a genitore disabile: il docente deve essere escluso dalla graduatoria interna anche se neo-trasferito nella scuola

15 gennaio, 2016 - 15:36

Francesca – Ho avuto il trasferimento nella scuola dove presto servizio quest’anno a settembre scorso beneficiando anche della precedenza Legge 104 (la legge 104 art 3 comma 3 di mia madre con cui non ho la stessa residenza ma viviamo nello stesso Comune). Alcune colleghe mi hanno detto che rischio di perdere il posto perché ultima arrivata.  Io sapevo che la Legge 104 mi escludeva dalla graduatoria interna, mi sbaglio?
Mi potrebbe dire, per cortesia, cosa rischio con la nuova Legge 107?  Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Francesca,

in base alle anticipazioni fornire da OrizzonteScuola  in merito alle disponibilità espresse dal MIUR in sede di contrattazione con i sindacati per la mobilità 2016/17, sembrerebbe che le precedenze considerate nel corrente anno scolastico vengano confermate e ciò fa presupporre che rimangano invariate anche quelle valutate per l’esclusione dalla graduatoria interna dei docenti titolari nella scuola.

Con la legge 107 non è stato dato nessun chiarimento in merito alle graduatorie interne da utilizzare per l’individuazione dei docenti soprannumerari e l’argomento non è stato ancora trattato in sede di contrattazione.

Ipotizzando che le disposizioni normative  rimangano invariate, le tue colleghe sbagliano in quanto, in base al CCNI 2015/16, nell’art.7 comma 2 viene chiaramente stabilito quanto segue:

I docenti ed il personale A.T.A., beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), V) e VII) di cui al comma 1 del presente articolo e riconosciute alle condizioni ivi indicate, non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio, a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente necessario il loro coinvolgimento (es. soppressione della scuola, ecc.). A tal proposito si precisa che:
• L’esclusione dalla graduatoria interna per i beneficiari della precedenza di cui al punto V si applica solo se si è titolari in scuola ubicata nella stessa provincia del domicilio dell’assistito.
Qualora la scuola di titolarità sia in comune diverso o distretto sub comunale diverso da quello dell’assistito, l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione del perdente posto si applica solo a condizione che sia stata presentata, per l’anno scolastico successivo, domanda volontaria di trasferimento per l’intero comune o distretto sub comunale del domicilio dell’assistito o, in assenza di posti richiedibili, per il comune o il distretto sub comunale viciniore a quello del domicilio dell’assistito con posti richiedibili”

Nella normativa citata non viene fatta alcuna distinzione tra docenti neo-trasferiti nella scuola e docenti con titolarità pluriennale nella scuola, quindi come docente beneficiaria della legge 104/92 per assistenza a tua madre disabile con art.3 comma 3, hai diritto ad essere esclusa dalla graduatoria interna nelle condizioni sopra indicate

Fruizione ferie per il collaboratore scolastico ancora in malattia

15 gennaio, 2016 - 13:29

Scuola –  vorrei  gentilmente un chiarimento al quesito che segue. Presso il nostro Istituto Comprensivo presta servizio un collaboratore scolastico, attualmente assente per malattia (precisamente in convalescenza post ricovero ospedaliero dopo intervento al cuore). Il collaboratore suindicato, attualmente, causa protrarsi della su malattia è in decurtazione stipendiale. Il quesito è: (considerato  che le ferie maturate non sono state usufruite), è possibile concedere permessi in tal senso, legati alla convalescenza senza rientro in servizio? Grazie per l’attenzione. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la risposta è negativa.

Il docente collocato in malattia (qual è comunque la convalescenza) non può fruire di altri istituti giuridici come permessi ecc.

Giova intanto ricordare che ai sensi dell’art 13 del CCNL/2007 il periodo di ferie non è riducibile per assenze per malattia o per assenze parzialmente retribuite, anche se tali assenze si siano protratte per l’intero anno scolastico; e che in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale  ATA di norma non oltre il mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA.

Le ferie sono un diritto irrinunciabile, pertanto devono comunque essere fruite, atteso che, precisa l’ARAN, la precedente regolamentazione in materia di monetizzazione delle ferie è stata superata dalle disposizioni legislative vigenti (D.L. n. 95/2012 convertito dalla legge n. 135/2012).

Quindi  – continua l’ARAN – alla luce di tali ultime considerazioni, si ritiene che, in circostanze eccezionali, il dipendente possa fruire delle ferie anche al di là dei termini prefissati. In tale caso sarà l’amministrazione a stabilire i periodi di fruizione in quanto, ai sensi dell’art.2109 del c.c., le ferie sono assegnate dal datore di lavoro “tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore”.

Supplenze: non è possibile lasciare una supplenza al 30/6

14 gennaio, 2016 - 20:41

Ambra – Salve, al momento sono impiegata in una supplenza sul sostegno fino al 30/06. Ho preso servizio il 7 Gennaio e faccio 18 ore, presso una scuola media. Oggi mi è arrivata una convocazione sulla fase C per la mia classe di concorso dalle scuole superiori, per 16 ore sempre fino al 30/06. I sindacati mi hanno detto che posso lasciare il mio attuale incarico per una supplenza della stessa durata ma che arriva da una scuola di ordine superiore. Confermate?

Paolo Pizzo – Gentilissima Ambra,

ciò che ti hanno detto i sindacati è errato e non supportato da normativa.

L’unica norma infatti a cui fare riferimento è il Dm 131/07 ovvero l’attuale Regolamento delle supplenze.

L’art 8 comma 2  dispone che “Il personale che non sia già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre ha facoltà, nel periodo dell’anno scolastico che va fino al 30 di aprile, di risolvere anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni od oltre.”

Pertanto, basta rilevare la durata del primo incarico (indipendentemente dal grado o ordine di scuola) che è al 30/6, per capire che non potrai lasciare più tale supplenza per qualunque altra che ti sarà offerta.

Dico di più. La scuola nel momento in cui procede con la convocazione degli aspiranti, deve automaticamente escludere quelli che non possono accettare la supplenza. Tra questi rientrano, ai sensi del comma citato, i docenti già impegnati con un contratto fino ad almeno il termine delle lezioni (fermo restando la possibilità di completamento se impegnati ad orario parziale).

Passaggio di ruolo 2016/17: sarà negli ambiti territoriali

14 gennaio, 2016 - 19:24

Sergio – Sono un docente di matematica e scienze a tempo indeterminato dal 2007
nella scuola media e vorrei fare, per il prossimo anno scolastico, il passaggio di ruolo alle scuole superiori per la classe di concorso A060, nello stesso comune anzi nello stesso istituto omnicomprensivo. Il posto al quale aspiro è occupato da una collega che ha chiesto di essere posta in quiescenza per malattia e dovrebbe avvenire dal primo settembre 2016,vorrei sapere nel caso in cui la cattedra rimane occupata dalla collega perché non le viene accettata la richiesta di pensione, cosa succede? Io rimango sulla cattedra di titolarità oppure vengo a perdere la titolarità e quindi finisco “nel calderone” dell’ambito territoriale? Grazie della cortese attenzione. Distinti saluti.

Giovanna Onnis – Gentilissimo Sergio,

per il prossimo anno scolastico 2016/17 la mobilità professionale e, quindi, anche il passaggio di ruolo, sarà negli ambiti territoriali e si realizzerebbe nella III fase dei movimenti.

In base a queste disposizioni, quindi, non potrai chiedere nella domanda di passaggio la scuola che ti interessa, perché potrai esprimere preferenze solo su ambiti territoriali e non su scuole specifiche.

Chiedendo l’ambito in cui risulterà inserita la scuola in questione e ottenendo in questo il passaggio richiesto, però, avrai titolarità in tale ambito territoriale, ma non avrai la garanzia di poter lavorare nella scuola di cui parli.

La scuola in cui lavorerà il docente titolare in un ambito territoriale dipenderà, infatti, dal Dirigente scolastico che formulerà la sua proposta di incarico triennale a uno dei docenti che avranno presentato la loro candidatura tramite curriculum.

Su questa questione ci sono importanti richieste da parte dei sindacati che chiedono trasparenza assoluta nei criteri che saranno adottati per l’attribuzione degli incarichi triennali ai docenti sia da parte del DS che da parte dell’U.S.R., come chiarito da OrizzonteScuola e su questo aspetto sembra che il MIUR abbia dimostrato disponibilità che dovrà, comunque, essere confermata

Mobilità interprovinciale 2016/17: ambiti territoriali e chiamata diretta da parte del DS con proposta di incarico triennale

14 gennaio, 2016 - 18:52

Adriana – Vorrei una delucidazione per ciò che riguarda la mobilità
straordinaria. Sono una docente di ruolo alla primaria dal 2012, volendo
chiedere il trasferimento in altra regione perderò la titolarità o potrò
chiedere la scuola e avere di nuovo la classe? E inoltre, avrò un contratto
triennale? Grazie.

Giovanna Onnis – Gentilissima Adriana,

per ora la mobilità interprovinciale risulterebbe negli ambiti territoriali, anche se i sindacati stanno facendo pressione affinché venga consentita una mobilità su scuola e non su ambito anche per i trasferimenti interprovinciali.

Le trattative sono ancora in corso e per le regole definitive è necessario aspettare, quindi, gli esiti dei prossimi incontri che porteranno alla stesura definitiva del CCNI 2016/17 dove dovranno essere chiariti tutti gli aspetti della futura mobilità.

Se il trasferimento interprovinciale dovesse essere sugli ambiti territoriali, non avrai più titolarità in una specifica scuola e potrai “scegliere” la scuola dell’ambito di titolarità in cui lavorare presentando la tua candidatura, ma sarà il Dirigente scolastico a conferire la proposta di incarico che sarà triennale.

Questo aspetto legato alla chiamata diretta da parte del Dirigente scolastico rappresenta uno dei grandi nodi da sciogliere in sede di contrattazione poiché non c’è nessuna chiarezza su come sarà gestita la chiamata del docente da parte del Dirigente una volta assegnato all’ambito territoriale.

Come chiarisce OrizzonteScuola, “i sindacati chiedono di introdurre adesso, in fase di stesura dell’ipotesi di contratto, una fase contrattuale in cui si stabiliscano i titoli validi, volti a formare una graduatoria, utile al Dirigente Scolastico per la scelta del docente all’interno dell’ambito territoriale”.

Risulta doverosa, quindi, una totale trasparenza nei criteri che per ora manca, anche se, nell’ultimo incontro, sembra che il MIUR abbia manifestato la disponibilità ad effettuare una sequenza contrattuale per definire criteri trasparenti ed oggettivi per l’assegnazione del personale docente dagli ambiti territoriali alle scuole, sia per le assegnazioni da parte degli USR (per i docenti ai quali non è giunta alcuna proposta dai dirigenti scolastici), sia per le proposte di competenza dei dirigenti scolastici. http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-201617-forse-nuovo-incontro-politico-fine-settimana-parlare-ambiti-territoriali

Non ci resta, quindi, che aspettare le decisioni definitive che saranno prese in merito all’argomento che è sicuramente di fondamentale importanza per tutti i docenti che saranno, loro malgrado, coinvolti negli ambiti territoriali

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