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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 28 min 29 sec fa

Utilizzazione per neo immessi in ruolo che hanno avuto sede definitiva d’ufficio è da intendere nella stessa provincia

Mer, 19/03/2014 - 06:00

Lisa – In riferimento all’articolo, di cui il link, si parla della possibilità per i neo immessi in ruolo (2013) trasferiti d’ufficio di chiedere l’utilizzazione.

Nel mio caso allora, immessa in ruolo in provincia diversa da quella di residenza, avrei convenienza a non esprimere preferenza per la scelta della sede definitiva, quindi ottenendo il trasferimento d’ufficio, in modo da avere poi la doppia possibilità di ap (figli minori di 8 anni) e utilizzazione? Grazie per l’attenzione

Lalla - gent.ma Lisa, il chiarimento che Ministero e sindacati si apprestano ad introdurre nel nuovo contratto 2014/15 per Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie è una grossa novità. In sostanza si dà la possibilità al docente neo immesso in ruolo di esprimere altre preferenze, dato che su quelle indicate nella domanda di mobilità non è stato possibile accontentarlo.

"All’art. 2 , tra i destinatari delle utilizzazioni, è stata inserita la lettera e-1) che dà la possibilità ai neo immessi in ruolo dal precedente primo settembre trasferiti d’ufficio di presentare domanda"

Tale chiarimento non è da intendere come un invito a non presentare, entro il 29 marzo, la domanda di mobilità, in quanto comunque le sedi esprimibili con la domanda di utilizzazione saranno all’interno della provincia in cui si è stati assunti a tempo indeterminato. Quindi rischiare l’assegnazione della sede di ufficio per poi poter presentare domanda di utilizzazione non porta nulla alla tua causa.

L’utilizzazione infatti in questo caso viene concessa come rimedio all’assegnazione d’ufficio, ma se non saranno disponibili le sedi indicate nella nuova domanda, all’interno della provincia di titolarità, il docente non potrà che accettare la sede scelta per lui dal "cervellone informatico", rimandando al prossimo il trasferimento in sede migliore.

Proroga supplenza per allattamento: chiarimenti per la scuola

Mar, 18/03/2014 - 22:33

Scuola – Una Insegnante titolare di scuola di scuola dell’infanzia al rientro dall’assenza per astensione post partum chiede le ore di riduzione per allattamento. Queste ore vengono date ad una supplente facendo scorrere la graduatoria, senza vincolo dei 10 giorni o spettano alla supplente che fino adesso ha sostituito la titolare? Ringraziando sempre per la fattive e tempestiva collaborazione, si resta in attesa.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

nella scuola dell’infanzia in cui l’orario non è per classi, la riduzione può avvenire solo togliendo una o due ore al giorno, in rapporto alle ore giornaliere di insegnamento.

In questo ordine di scuola non vi sono infatti particolari esigenze didattiche da rispettare (vedi “unicità dell’insegnamento”) e nel caso non sia prevista nessuna compresenza, si può procedere con la nomina di un supplente temporaneo per le 6 o 5 ore di riduzione d’orario che si vengono a determinare (a seconda dell’orario giornaliero che svolge la  titolare).

Qualora l’insegnante titolare avente diritto alla riduzione dell’orario giornaliero di servizio si assenti anche per le rimanenti ore, il supplente inizialmente nominato per la copertura delle ore relative alla riduzione d’orario, dovrà essere nominato per l’intero orario di insegnamento.

Detto questo, dal momento che sulla titolare vi è già un supplente in effettivo servizio a quest’ultimo spetta la proroga del contratto sulle ore di riduzione per allattamento che si andranno a determinare.

Ciò in virtù dell’art 7/4 del D.M. 131/07 che recita:

“Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall´insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto”.

Tale articolo dovrà essere applicato anche al caso in questione.

 

Graduatoria interna di istituto: l’ultimo è il docente entrato a far parte dell’organico della scuola dall’1/9/2013

Mar, 18/03/2014 - 22:04

Dsga – mi trovo alle prese con la valutazione di una docente entrata nell’organico della mia scuola classe di concorso A043 il 1.9.2013 e decorrenza giuridica 1.9.2012 a seguito di concorso. In precedenza insegnava religione in un’altra scuola secondaria. Devo inserirla in coda alla graduatoria? All’art. 23 comma 11 si parla di mobilità volontaria mentre lei ha dovuto fare domanda di trasferimento per la scelta della sede definitiva.

Paolo Pizzo – Gentilissimo DSGA,

indipendentemente dallo scorso anno e dalla nomina giuridica la docente è nell’organico della scuola e quindi sulla sede definitiva dal 1/9/2013.

Si presume infatti che lo scorso anno la docente abbia effettuato domanda di scelta di sede definitiva (o comunque la sede le è stata assegnata d’ufficio dall’UST).

Se la docente entra in istanze online troverà nella sua posizione giuridica come sede di titolarità non più l’Ufficio Scolastico Provinciale ma l’attuale scuola.

Pertanto, tale docente dovrà essere considerata ultima arrivata e quindi collocata in coda alla graduatoria di istituto (a meno che, ovviamente, non usufruisca delle precedenze di cui all’art. 7/2 del CCNI).

Congedo biennale: in quali casi il figlio del disabile è legittimato a fruirne?

Mar, 18/03/2014 - 21:45

Gilda –  sono un’insegnante di scuola primaria con contratto a tempo n indeterminato, che si occupa di assistere il padre riconosciuto cieco totale e  che per questo usufruisce dei benefici della l.104. Vorrei sapere se anche i  figli che assistono i genitori possono usufruire dell’aspettativa dal lavoro. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Gilda,

l’art. 4 del d.lgs. n. 119 del 2011 ha modificato la disciplina del congedo straordinario contenuta nell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001. L’attuale disciplina del congedo è pertanto contenuta nei commi da 5 a 5 quinquies del menzionato art. 42.

Tal articolo stabilisce che il congedo biennale può essere fruito da uno dei figli conviventi della persona in situazione di handicap grave, solo nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Si segnala che la possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti).

 

Mobilità: pre ruolo svolto in piccole isole e punteggio per esami di stato

Mar, 18/03/2014 - 21:36

Raffaella  - sono una docente di lettere neo-immessa in ruolo. Avrei bisogno di due informazioni. LA PRIMA: I miei anni di servizio preruolo sono 6, di cui uno svolto su piccola isola. Nella domanda di trasferimento provinciale, nella casella relativa agli anni di preruolo devo scrivere 6 oppure 7?  LA SECONDA: Ho partecipato agli esami di stato due volte in qualità di commissario interno e due volte in qualità di commissario esterno a partire dall’anno scolastico 2006/2007. Posso inserire tali partecipazioni nella domanda ? In attesa di riscontro, porgo i miei più cordiali saluti e mi complimento per la disponibilità e per  la precisione del vostro lavoro.

Paolo Pizzo – Gentilissima Raffaella,

nell’allegato D il servizio pre ruolo lo riporterai tutto nella casella  3 A) Di aver prestato in possesso del prescritto titolo di studio, i seguenti servizi pre ruolo, riconoscibili ai sensi dell’art. 485 del D. L.vo n. 297 del 6.4.94  compreso l’anno di pre ruolo svolto nella piccola isola. Quest’ultimo anno lo riporterai anche nel punto 3 D) di aver prestato n. ________anni di servizio pre-ruolo in scuole/istituti situati nelle piccole isole.

Riportandolo due volte hai l’attribuzione del doppio punteggio. Nel modello di domanda tale attribuzione di punteggio si ottiene calcolando tale anno per due volte, pertanto nel servizio pre ruolo (casella 3) indicherai 7 anni.

Per il secondo quesito non puoi ottenere il punteggio per la partecipazione agli esami di stato.

La lettera I) della tabella di valutazione titoli recita:

per ogni partecipazione agli esami di stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore di cui alla legge 10/12/97 n. 425 e al D.P.R.n23.7.1998 n.323, fino all’anno scolastico 2000/2001, in qualità di presidente di commissione o di componente esterno o di componente interno, compresa l’attività svolta dal docente di sostegno all’alunno disabile che sostiene l’esame.

Ricostruzione di carriera e servizi riconosciuti

Mar, 18/03/2014 - 19:05

Scuola- Buongiorno, sono un’assistente amministrativa e devo inserire i servizi prestati da una docente di scuola dell’infanzia. Ci sono 2 servizi prestati presso  scuole dell’Infanzia Paritaria s.r.l., riconosciute con decreto di parità dall’USR. Tra i codici ministeriali quello relativo alle scuole paritarie, non esiste e secondo la RTS equivale a un servizio con privati . Ma siccome, in precedenza, ho registrato servizi prestati in scuole comunali materne paritarie, che sono state riconosciute  come servizio pre- ruolo, mi chiedevo se era giusto riconoscere il servizio nella scuola paritaria comunale e non quello, sempre  paritario, prestato però con una scuola Elementare e Materna s.r.l. ? Grazie per la consulenza.

 FP – Gentile Amministrativa,

i servizi riconoscibili al personale docente sono esclusivamente quelli indicati dall’art. 485 del D.L.vo 297/1994 che testualmente recita all’art.  485:

“Al personale docente delle scuole di istruzione secondaria ed artistica, il servizio prestato presso le predette scuole statali e pareggiate, comprese quelle all’estero, in qualità di docente non di ruolo, e riconosciuto come servizio di ruolo, ai fini giuridici ed economici, per intero per i primi quattro anni e per i due terzi del periodo eventualmente eccedente, nonché ai soli fini economici per il rimanente terzo. I diritti economici derivanti da detto riconoscimento sono conservati e valutati in tutte le classi di stipendio successive a quella attribuita al momento del riconoscimento medesimo.

Agli stessi fini e nella identica misura, di cui al comma 1, è riconosciuto, al personale ivi contemplato, il servizio prestato presso le scuole degli educandati femminili statali e quello prestato in qualità di docente elementare di ruolo e non di ruolo nelle scuole elementari statali, o parificate. Al personale docente delle scuole elementari è riconosciuto, agli stessi fini e negli stessi limiti fissati dal comma 1, il servizio prestato in qualità di docente non di ruolo nelle scuole elementari statali e degli educandati femminili statali, o parificate delle scuole popolari sussidiate o sussidiarie, nonché i servizi di ruolo e non di ruolo prestati nelle scuole materne statali o comunali, comprese quelle dei predetti educandati e quelle all’estero, nonché nelle scuole popolari, sussidiate o sussidiarie”.

Detto questo, occorre precisare:

che il servizio svolto nelle scuole paritarie comunali o elementari non statali destinatarie della parità in virtù della L. n. 62 del 10/3/2000, così come chiarito dalla circolare prot. 69064 del 4/8/2010 del MEF, sono validi ai fini della ricostruzione di carriera.

Mentre  il servizio svolto nelle scuole paritarie, come il caso in esame (scuola Infanzia Paritaria s.r.l), non rientra nella casistica di cui sopra e pertanto non è valido ai fini della ricostruzione di carriera.

Si conferma che ad oggi il Ministero,  non ha previsto, nel portale SIDI, un codice identificativo per i servizi prestati nelle scuole paritarie,  (servizi non riconoscibili ai fini della ricostruzione della carriera perchè non esiste una disposizione normativa che ne preveda la valutazione).

Tenendo, però conto, della non valutabilità del servizio, occorre inserirlo con un codice che non preveda la valutazione stessa, pertanto si consiglia di utilizzare la seguente codifica:

Tipo servizio : P027.

 

Nella domanda di mobilità docenti la Ssis non prende punti

Mar, 18/03/2014 - 08:03

Michela – Gentilissimi, per la domanda di trasferimento, è possibile inserire nei titoli generali alla voce 14 (diplomi di specializzazione conseguiti in corsi post- laurea) o alla 15 (diplomi universitari conseguiti oltre al titolo di studio attualmente necessario per l’accesso al ruolo di appartenenza) il diploma di specializzazione S.I.S. (classe di concorso A051)? Non l’ho mai inserito in precedenza.

Essendo soprannumeraria, redigo la domanda di trasferimento da qualche anno. Solo ora una collega mi ha fatto notare che quello S.I.S. è un titolo valido. Se non fosse valido, potrei sapere dove è espressamente chiarito
che il titolo in questione non può essere inserito in domanda? Grazie

Lalla - gent.ma Michela, è corretto il modo con cui finora hai compilato la domanda. Nella mobilità il titolo SSis vale 0 punti.

Da anni le tabelle dei titoli per la mobilità sono invariate e contemplano solo l’attribuzione di 12 punti al concorso ordinario, mentre non valutano il percorso Ssis, nè a livello concorsuale, nè come specializzazione, nè i corsi riservati con i quali è stato possibile conseguire l’abilitazione nel corso degli ultimi 10 anni, nè la specializzazione per le attività didattiche di sostegno.

Dunque  il Contratto (firmato da CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA UNAMS) prevede una differenziazione notevole a livello di punteggio a seconda della graduatoria da cui si è assunti.

Il concorso ordinario viene valutato ai sensi del punto B) della tabella di valutazione dei Titoli Generali

B) per il superamento di un pubblico concorso ordinario per esami e titoli, per l’accesso al ruolo di appartenenza (1), al momento della presentazione della domanda, o a ruoli di livello pari o superiore a quello di appartenenza (10) punti 12

Si valuta solo il concorso relativo al ruolo in cui è assunti a tempo indeterminato.

La mancata valutazione delle altre abilitazioni (Ssis, corso riservato) e della specializzazione di sostegno è invece indicata alla nota 11bis:

“Si precisa che non rientra fra quelli valutabili il titolo di Specializzazione per l’insegnamento ad alunni in situazione di disabilità di cui al D.P.R. 970/75, rilasciato anche con l’eventuale riferimento alla Legge 341/90 – commi 4, 6 e 8. Analogamente non si valutano i titoli rilasciati dalle Scuole di Specializzazione per l’insegnamento nella scuola secondaria (SISS).

Detti titoli non possono essere, infatti, considerati titoli generali aggiuntivi in quanto validi sia per l’accesso ai ruoli sia per il passaggio”

Neo immessi in ruolo su sostegno svolgono anno di prova se in servizio nella stessa classe di concorso o materie affini

Mar, 18/03/2014 - 06:45

Giusi - Buongiorno, sono una docente di sostegno immessa inruolo nella classe AD00, nella provincia di Bologna con le ultime immissioni in ruolo. Sono stata assunta il 04 settembre con contratto a tempo determinato sempre sulla stessa classe di concorso , con termine contratto il 30 giugno 2014.

Vorrei sapere se questo anno scolastico ci vale come anno di prova e se possiamo essere ammessi ai corsi di formazione. Grazie

Lalla – gent.ma Giusi, la risposta è affermativa. Il Ministero lo ha confermato con la nota del 20 febbraio 2014

2) Per i docenti neo nominati in ruolo su posti di sostegno, con decorrenza giuridica 1/9/2013, l’anno scolastico è considerato come anno di prova purché il neo nominato presti servizio in qualità di supplente (annuale, fino al termine delle attività didattiche o con supplenze temporanee di almeno 180 gg.).

Per quanto riguarda la validità del servizio si richiama la nota della D.G. del personale scolastico prot. n. 3699 del 29 febbraio 2008 che si riporta in stralcio: “…è valido, ai fini della prova, il servizio prestato come supplente purché svolto nello stesso insegnamento o classe di concorso o nell’insegnamento di materie affini…”

Rettifica degli F24 oppure fare un ravvedimento per tardivo versamento?

Lun, 17/03/2014 - 22:20

DSGA – Gent.mi, sono un Direttore Amministrativo che presta servizio presso l’I.C. X e mi trovo a dover gestire dei contratti di co-co-co per un progetto rivolto a n. 21 alunni non udenti finanziato dalle Province di Milano, Monza Brianza e Consorzio Desio. Le Assistenti alla Comunicazione sono state segnalate dall’ENS e l’U.S.R. Lombardia ci ha comunicato la disponibilità del personale a iniziare le attività in classe in forma volontaria  dall’inizio dell’anno scolastico fino alla definizione delle intese tra gli Enti (U.S.R. Lombardia, ENS, Province e Scuola)  e alla definizione del finanziamento. L’I.C. “J. Barozzi” ha ricevuto il 16 Gennaio la determina di finanziamento della Provincia di Milano.

Sono stati proposti  n. 10  contratti alle Assistenti alla Comunicazione in data 20/01/2014 riconoscendo come accordo il servizio  e la retribuzione da Settembre 2013. Il mio quesito riguarda la liquidazione e la pertinenza dei versamenti da imputare all’esercizio 2013 per settembre dicembre soprattutto per i versamenti INPS della gestione separata. Mi domando come poter comunicare questi imponibili e versamenti sul 770 e IRAP 2014 riguardante il 2013. Mi sono recata all’Ufficio delle Entrate di Milano Fiori e mi hanno detto di compilare l’F 24 imputando al 2013 tutti i contributi e di fare loro un quesito via e-mail. Come mi devo comportare? Dovrò fare una rettifica degli F 24 oppure fare un ravvedimento per tardivo versamento? Ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti.

FP – Gentile DSGA,

premetto che assolutamente non abbiamo la presunzione di sostituirci, nel caso specifico all’Agenzia delle Entrate.

Chiarito quanto appena affermato, in merito al suo quesito le segnalo:

il modello F24 “enti pubblici” (F24 EP) è lo strumento che gli enti titolari di contabilità speciali di tesoreria unica (la scuola rientra in questa tipologia) devono utilizzare per eseguire i versamenti delle somme dovute per ritenute alla fonte a titolo di IRPEF e relative addizionali, IRAP, tributi erariali (es. IVA e IRES), IMU, premi assicurativi e contributi previdenziali e assistenziali.

L’ente che esegue il versamento è identificato unicamente attraverso il proprio codice fiscale e l’addebito delle somme dovute è effettuato sulla contabilità speciale di tesoreria unica intestata all’ente medesimo.

In merito alle modalità di versamento delle ritenute alla fonte IRPEF e dell’IRAP da parte delle Istituzioni Scolastiche, il M.E.F., con circolare n° 64680 del 30/05/2008, aveva fornito precisazioni per quanto concerne il periodo di riferimento da indicare nel Modello F24, indicazioni che si possono ritenere applicabili anche in sede di compilazione del Modello F24EP.

Secondo la suddetta circolare, per il MEF il momento rilevante è quello in cui viene ordinato il pagamento attraverso l’emissione del mandato (che si configura, appunto, come un ordine ai competenti organi esecutivi di effettuare il pagamento a favore del creditore).

Infatti, solo con l’emissione del mandato, il beneficiario acquisisce la disponibilità giuridica delle somme liquidate e, nel contempo, si verifica l’indisponibilità di cassa delle medesime somme per l’Amministrazione erogante.

Inoltre, si ricorda che , ai sensi dell’art. 32-ter, comma 1-bis, del d.l. n. 185/2008, le somme dovute per ritenute alla fonte a titolo di IRPEF e relative addizionali, IRAP, tributi erariali, premi assicurativi e contributi previdenziali e assistenziali, sono versate entro il giorno 16 del mese di scadenza.

Pertanto, nel caso specifico, visto che il finanziamento è arrivato nel mese di gennaio e fino ad allora non è stata retribuita l’attività svolta, si potrebbe ipotizzare la seguente situazione:

pagamento delle spettanze ai collaboratori nel mese di febbraio con relativo versamento delle rispettive ritenute (attraverso F24 EP) entro il 16/3, indicando quale “periodo di riferimento” il mese di “febbraio”.

 

Permessi legge 104/92: il caso della figlia che assiste il padre

Lun, 17/03/2014 - 16:45

Gessica – sono un’insegnante precaria con contratto annuale, della scuola secondaria di primo grado. Vorrei avere delucidazioni circa i permessi retribuiti per assistere invalidi con legge 104 (secondo articolo 3 comma 3). A mio padre è stata riconosciuta tale invalidità e io ho chiesto alla segreteria della scuola presso la quale lavoro di poter usufruire dei tre giorni di permesso retribuiti al mese. Mi hanno risposto che tale diritto non mi spetta perchè mia madre non ha compiuto i 65 anni e non è affetta a sua volta da patologie invalidanti. Io non sono convinta di quanto sostenga la scuola, perchè la normativa che ho trovato su internet pone questo vincolo solo per gli affini di terzo grado e non quando il legame di parentale e quello tra padre e figlia (primo grado). Spero mi possiate aiutare, anche perchè mio padre ha la 104 dall’inizio dell’anno scolastico e se mi spetta non ho potuto usufruire di questo diritto. Grazie!

Paolo Pizzo – Gentilissima Gessica,

la scuola è in errore.

Non solo la legge è chiara ma a scanso di equivoci è intervenuta sulla materia anche la circolare della Funzione Pubblica n. 13/2010 la quale chiarisce:

Secondo la norma, in linea generale, la legittimazione alla fruizione dei permessi per assistere una persona in situazione di handicap grave spetta al coniuge e ai parenti ed affini entro il secondo grado. Rispetto alla normativa previgente, la nuova disposizione da un lato ha menzionato espressamente il coniuge tra i lavoratori titolari della prerogativa, dall’altro ha posto la limitazione dei parenti ed affini entro il secondo grado.

Data la regola generale, la legge ha però previsto un’eccezione per i casi in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti. In queste ipotesi, stimando eccessivamente onerosa o impossibile l’opera di assistenza a causa dell’età non più giovane o della patologia del famigliare, la legge prevede la possibilità di estendere la legittimazione alla titolarità dei permessi anche ai parenti e agli affini entro il terzo grado.

Pertanto, la novità più rilevante rispetto al regime previgente è rappresentata dalla restrizione della categoria di famigliari che possono fruire dei permessi, poiché con la nuova norma si passa dal terzo al secondo grado di parentela, salvo la ricorrenza delle situazioni eccezionali dell’assenza, dell’età anagrafica o delle patologie.

E ancora:

Pertanto, nel caso in cui il coniuge o i genitori della persona in situazione di handicap grave siano affetti dalle patologie rientranti in questo elenco, l’assistenza potrà essere prestata anche da parenti o affini entro il terzo grado.

Come detto, si può passare dal secondo al terzo grado di parentela anche nel caso di decesso o assenza del coniuge o del genitore della persona in situazione di handicap grave. Ai fini della disciplina in esame, si ritiene corretto ricondurre al concetto di assenza, oltre alle situazioni di assenza naturale e giuridica in senso stretto (celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto), le situazioni giuridiche ad esse assimilabili, che abbiano carattere stabile e certo, quali il divorzio, la separazione legale e l’abbandono, risultanti da documentazione dell’autorità giudiziaria o di altra pubblica autorità.

Probabilmente la scuola sta confondendo i 3 gg di permesso mensili con il congedo biennale che è più “rigido” nei criteri e nei gradi di parentela.

Pertanto, potrai fruire dei permessi a nulla rilevando la presenza di altri soggetti nel nucleo familiari che potrebbero prestare assistenza. L’importante è che tu sia l’unica a richiedere i permessi e ad occuparti di tuo padre.

Aspettativa per motivi personali e di studio: può farne richiesta anche il docente con contratto al 30/6

Lun, 17/03/2014 - 16:35

Paola – sono una docente di scuola secondaria superiore, con contratto a tempo determinato dal 3 settembre 2013 al 30 giugno 2014, per un master all’estero che sto svolgendo vorrei chiedere un’aspettativa è possibile?E se così non fosse in quali casi è possibile?Certa di una vostra risposta. Distinti Saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Paola,

l’aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio è espressamente prevista dal CCNL comparto Scuola.

L’art. 18 comma 1 recita: L’aspettativa per motivi di famiglia o personali continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70 del T.U. approvato con D.P.R. n. 3 del 10 gennaio 1957 e dalle leggi speciali che a tale istituto si richiamano. L’aspettativa è erogata dal dirigente scolastico al personale docente ed ATA. L’aspettativa è erogata anche ai docenti di religione cattolica di cui all’art. 3, comma 6 e 7 del D.P.R. n. 399/1988, ed al personale di cui al comma 3 dell’art. 19 del presente CCNL, limitatamente alla durata dell’incarico.

Il comma 2:

Ai sensi della predetta norma [comma 1] il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Per gli incarichi e le borse di studio resta in vigore l’art. 453 del D.P.R. n. 297 del 1994.

L’art. 19 comma 1 prevede che al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai successivi commi.

Il comma 3 (richiamato dall’art. 18/1) prevede che l’aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio è concessa a domanda dal dirigente scolastico ai docenti di religione cattolica, sia a quelli con 4 anni di anzianità, sia a quelli sprovvisti, al personale docente, educativo ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico (31/8) o fino al termine delle attività didattiche (30/6).

Pertanto puoi chiedere l’aspettativa per il caso di cui al quesito.

Questi criteri.

Mobilità: allegato D e chiarimenti per la compilazione

Lun, 17/03/2014 - 16:20

Paola  – Ciao Lalla sono Paola docente neoimmessa in data 01/09/2013. Sono alle  prese con la domanda di mobilità ma nel forum e nelle guide non trovo  risposte ai miei quesiti. 1) Nell’allegato D al punto 1 A cosa devo inserire dove indica “di aver  assunto effettivo servizio in ruolo per effetto di concorso_____o di  Legge_________?

Considerato che sono stata assunta da GE la mia  segreteria mi ha consigliato si scrivere “per soli titoli” dopo la  dicitura concorso, io ho aggiunto anche ( da graduatoria ad esaurimento)  va bene? 2) Nella dichiarazione personale, non sapendo in quale punto inserire la  mia situazione, mi è stato suggerito di aggiungere alla fine questa  dicitura: *Di essere in assegnazione di sede provvisoria presso ________  nella scuola primaria posto comune, in carico all’organico provinciale  di _________ in quanto neo assunta con decorrenza giuridica ed economica  in data 01/09/2013, è corretto? 3) Nella dichiarazione sostitutiva del certificato di residenza di mio  marito va allegato un documento? Ti ringrazio anticipatamente per l’aiuto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Paola,

  1. Io sottoscritta Paola…….. NATA A…………. IL ……….. dichiaro sotto la mia responsabilità: di aver assunto effettivo servizio nel ruolo di attuale appartenenza dal 01/09/2013 per effetto di concorso PER SOLI TITOLI Legge 124/1999 (Graduatoria ad esaurimento) CLASSE DI CONCORSO X (X).
  2. Non c’è bisogno di scrivere che ora stai svolgendo una supplenza e sei in attesa di sede definitiva. Quando compilerai la domanda ti accorgerai di essere “titolare” dell’Ufficio Scolastico della provincia di titolarità, appunto senza sede. Il tutto è quindi sottinteso.
  3. No.

Scuola primaria: La non ammissione dell’allievo alla classe successiva deve essere assunta all’unanimità

Lun, 17/03/2014 - 16:13

Andrea – Si può bocciare in prima elementare? Mie colleghe hanno un alunno che, ad oggi, ha seri problemi a leggere e scrivere. Ha raggiunto solo ora, con estrema fatica e con continuo supporto della scuola, gli obiettivi minimi per l’accesso alla classe prima. I genitori, il padre soprattutto, appena ha sentito “ripetere la classe” si è dichiarato contro. Come si fa? Si manda in seconda uno che a fatica riesce a fare quello che i compagni  facevano a ottobre? Ci vuole per forza il consenso dei genitori oppure gli insegnanti hanno ancora il potere e il dovere di capire chi sia sensato fermare per evitare l’anno successivo di ripetere la classe prima però stando in classe seconda, a svantaggio anche degli altri che ovviamente non potrebbero esser seguiti adeguatamente, e a svantaggio dell’alunno stesso che ai vedrebbe ogni giorno più indietro rispetto ai compagni, come già ora accade? La legge cosa dice? Dobbiamo per forza avere il permesso dei genitori per fare il nostro lavoro?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Andrea,

il riferimento normativo per la scuola primaria è l’ articolo 3, comma 1bis della  legge 169/2008:

“Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.”

Pertanto, la non ammissione alla classe successiva è consentita, anche se in via eccezionale  e  adeguatamente giustificata da specifici motivi, con assunzione  all’unanimità.

L’assunzione della decisione riguarda la sola componente docenti.

Il congedo parentale sospeso dalla malattia del dipendente

Lun, 17/03/2014 - 15:15

Scuola – Buongiorno, vorremmo una delucidazione:  una docente a tempo determinato con contratto fino al termine delle attività didattiche 30/06/2014 ha presentato richiesta di fruizione di  astensione facoltativa per il figlio dal 05/01/2014 al 30/04/2014. Ora, durante questo periodo, l’ins.te è stata sottoposta in data 11/03/2014 ad intervento chirurgico e dall’ospedale le sono stati prescritti 20 giorni di riposo a partire dalla data di dimissione 14/03/2014. In virtù di questo la docente chiede la sospensione del suddetto congedo parentale per il figlio, da sostituire con la malattia per se stessa.  E’ possibile? Qual è la normativa che lo prevede? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’INPS, con circolare n. 8/2003, ha avuto modo di chiarire che l’assenza dal lavoro per cause (come il congedo parentale) legate non ad una “sospensione” del rapporto di lavoro ma ad una semplice inesigibilità della relativa prestazione lavorativa non configura, agli effetti erogativi della indennità di malattia, una sospensione del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda il diritto al congedo parentale, continua l’INPS, si precisa che anche i periodi di malattia indennizzati o indennizzabili, che si verifichino durante il congedo parentale, devono essere considerati neutri ai fini del complessivo periodo di congedo parentale spettante.

La scuola, dunque, all’atto della comunicazione del dipendente, essendo mutato il titolo dell’assenza, deve imputare l’assenza in malattia della dipendente.

Terminata la malattia, il dipendente potrà continuare a fruire del congedo parentale che è stato solo “sospeso” dalla propria e i giorni di congedo parentale non conteggiati a causa della malattia del figlio potranno anche essere fruiti dopo l’originaria data di scadenza del congedo parentale.

Supplenze: il completamento orario può avvenire solo per la stessa tipologia di posto

Lun, 17/03/2014 - 15:03

Airda – sono un’insegnante della scuola dell’infanzia , quest’anno ho un metà posto (12 ore e 30 minuti) avrei voluto poter prendere qualche ora di supplenza alle medie o superiori ma mi è stato detto che c’è incompatibilità. E’ vero? La ringrazio per le preziose e puntuali informazioni che ci dà ogni giorno e La saluto augurandole buon lavoro.

Paolo Pizzo – Gentilissima Airda,

è vero.

L’art. 4 del DM 131/07 dispone:

L’aspirante cui viene conferita, in caso di assenza di posti interi, una supplenza ad orario non intero, anche nei casi di attribuzione di supplenze con orario ridotto in conseguenza della costituzione di posti di lavoro a tempo parziale per il personale di ruolo, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario, esclusivamente nell’ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo. Tale completamento può attuarsi anche mediante il frazionamento orario delle relative disponibilità, salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno.

Nel predetto limite orario il completamento è conseguibile con più rapporti di lavoro a tempo determinato da svolgere in contemporaneità esclusivamente per insegnamenti appartenenti alla medesima tipologia, per i quali risulti omogenea la prestazione dell’orario obbligatorio di insegnamento prevista per il corrispondente personale di ruolo.

Non puoi quindi svolgere contemporaneamente un servizio per la scuola dell’Infanzia e un altro per quello della secondaria.

Il rientro del docente dopo il 30 aprile: l’art. 37 è ancora in vigore

Lun, 17/03/2014 - 15:03

Alessandra – sono un insegnante di sostegno, sto sostituendo un insegnante, che per motivi personali non vorrebbe rientrare nella classe dove sto attualmente lavorando, preferirebbe prendere servizio dopo il 30 Aprile per rimanere a disposizione della scuola. La preside e il sindacato, peró sostengono che questa norma é stata recentemente abolita, per cui avendo finito ferie,  le malattie e le  aspettative, la maestra é costretta a rientrare a scuola qualche giorno prima di Pasqua. Io sto continuando questa supplenza da Ottobre senza interruzioni. Volevo gentilmente chiedervi se é vera l ‘abolizione di tale norma e se esiste qualche altra soluzione che permetta a me di continuare a lavorare e alla maestra che sto sostituendo di rimanere a disposizione della scuola, ma non in questa classe. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Alessandra,

non credo che il Dirigente o il sindacato n questione abbiano il potere di rendere nulla una disposizione contenuta nel CCNL/2007.

Pertanto, la disposizione esiste ed è ancora in vigore.

L’art. 37 del CCNL/2007 recita:

“Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

E’ ovvio che affinché la disposizione si attui la titolare deve continuare con un’assenza continuativa almeno fino al 30 di aprile (da ottobre al 30 aprile siamo infatti abbondantemente oltre i 150 gg.).

Mobilità: può chiedere trasferimento interprovinciale il docente assunto da almeno l’1/9/2011

Lun, 17/03/2014 - 15:01

Angela – Sono Angela, docente di matematica e scienze presso la scuola media di Arcore, sono stata immessa in ruolo con decorrenza giuridica il 01/09/2011, quindi stando al decreto potrei fare domanda di trasferimento interprovinciale, ma io ho solo due anni effettivi di ruolo e non 3 in quanto l’anno in corso non può essere considerato, sono molto confusa potresti spiegarmi come funziona, non vorrei far la domanda per poi vederla annullata.

Paolo Pizzo  – Gentilissima Angela,

mentre l’anno in corso non vale come anzianità di servizio vale invece ai fini del triennio per effettuare domanda di trasferimento interprovinciale.

Pertanto, così come indicato dall’art. 2 comma 2 del CCNI 2014, può produrre domanda di trasferimento per l’a.s. 2014/15 in ambito interprovinciale il personale docente assunto con decorrenza giuridica 1/9/2011 o precedente.

Rientri nella disposizione in questione.

Mobilità: da posto di sostegno a posto comune. Calcolo degli anni di servizio

Lun, 17/03/2014 - 15:00

Mary – Sono un insegnante di ruolo della scuola media dal 01/09/2006 come sostegno poi nel  2011/2012 sono passata come insegnante di arte. Ho cinque anni di preruolo dal 2001-2002 al 2005-2006. I primi 3 anni di preruolo senza titolo di sostegno ; i 2 anni successivi con il titolo. Come devo calcolare il raddoppio? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Mary,

dal momento che hai ottenuto trasferimento da posto di sostegno a posto comune tutti gli anni svolti su sostegno (ance se col titolo di specializzazione) non andranno raddoppiati.

Pertanto, agli anni di ruolo andranno calcolati 6 pp. per ogni anno (compresi quelli dal 2006 al 2011) senza raddoppio ; per gli anni di pre ruolo stessa cosa: 3 pp. per ogni senza raddoppio. Questi ultimi, nella graduatoria interna di istituto, valgono 16 pp. (4×3 12 i primi tre; 2×2  4 gli altri due).

Graduatoria interna di istituto: gli anni svolti in altro ruolo valgono la metà

Lun, 17/03/2014 - 14:59

Docente – Sono una docente immessa in ruolo nell’anno 2005-2006 nella scuola elementare su posto di sostegno .  Dopo cinque  anni  di ruolo nella scuola elementare su posto di sostegno ho chiesto ed ottenuto  il passaggio di ruolo nella scuola del’infanzia  su posto comune. Il punteggio di ruolo nella scuola elementare mi vale  sei punti ( essendo di ruolo ) o, come sostiene la segreteria , mi viene dimezzato in quanto  anche se anno di ruolo è stato effettuato in un altro ordine di scuola  ( nella scuola elementare ) ?  Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile docente,

ha ragione la scuola.

Nella graduatoria interna di istituto (nel tuo caso anche nella mobilità a domanda per i trasferimenti) il punteggio svolto in altro ruolo (da infanzia a primaria e viceversa) è considerato 3 pp. per ogni anno e non si somma al pre ruolo.

Ciò è indicato nella nota 4 della tabella di valutazione titoli allegata al CCNI 2014/15.

Permessi legge 104/92: il caso del dipendente che assiste più disabili

Lun, 17/03/2014 - 14:56

Maria – sono un’assistente amministrativa a tempo indeterminato ho usufruito per quasi 2 anni dei 3 giorni al mese per la  l.104 di mia madre, di anni 80 affetta da Parkinson,purtroppo adesso la situazione e’ cambiata poiche’ mio marito si e’ ammalato di SLA ed ha bisogno di assistenza ancor piu’ di mia madre, vorrei sapere se durante il mese posso cumulare i permessi dei tre giorni cioe’ 3+3 o se posso trasferire il beneficio della l.104 di mia madre a mia figlia che anche lei lavora a scuola o se  posso eventualmente fruirla ad ore cioe’ 36 nell’arco del mese. Ho chiesto un parere all’INPS di Catania ma sono stati molto vaghi, ti prego gentilmente di darmi il tuo parere. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile Maria,

ai sensi delle circolari INPS, 6 marzo 2012, n. 32 e del Dipartimento Funzione Pubblica, 3 febbraio 2012, n. 1:

L’art. 6 del d.lgs. n. 119/2011 restringe la platea dei legittimati alla fruizione dei  permessi per l’assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave.

Infatti, in base al nuovo periodo aggiunto al comma 3 dell’art. 33 della legge n. 104 del 1992, “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado oppure entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”.

Tale disposizione contempla la fattispecie in cui lo stesso lavoratore intenda cumulare i permessi per assistere più disabili in situazione di gravità.

La norma va intesa nel senso che il cumulo di più permessi in capo allo stesso lavoratore è ammissibile solo a condizione che il familiare da assistere sia il coniuge o un parente o un affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora uno dei genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

In base a tale norma non è mai ammessa la cumulabilità nel caso in cui anche il “secondo” familiare da assistere sia un parente o un affine di terzo grado (zii o bisononni), nemmeno nel caso in cui il coniuge o il genitore siano deceduti o mancanti o invalidi o abbiano compiuto i 65 anni.

Pertanto, dal momento che stai assistendo un parente di I grado (madre) e chiedi di assistere il coniuge, è ammessa la cumulabilità dei permessi.

Per ciò che riguarda i permessi ad ore invece che a giorni puoi leggere questo articolo.

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