Martedì, 31 Maggio 2016

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 37 min 55 sec fa

Docente titolare su COE e possibilità di avere assegnazione di una COI: chiarimenti

22 aprile, 2016 - 15:32

Michele – Sono un insegnante COE e la mia collega ha cattedra di 18 ore.  Io titolare, ma di 12 ore con completamento esterno,  per andare sulla cattedra di 18 devo fare domanda di mobilità oppure vale la graduatoria interna. Ringrazio

Giovanna Onnis – Gentilissimo Michele,

sono inesatte ambedue le risposte che hai ipotizzato.

Per trasformare la tua cattedra da COE a COI non puoi sicuramente chiedere trasferimento perché le due cattedre sono nell’organico della scuola di titolarità e non è possibile chiedere trasferimento nella sede in cui sei titolare, anche perché non avrebbe senso farlo. Il trasferimento, infatti, si chiede per cambiare scuola di titolarità e non per modificare la cattedra all’interno della stessa scuola.

Se tu sei arrivato nella scuola per trasferimento volontario su una COE, la graduatoria interna non ti potrà favorire, anche se hai il punteggio più alto, per l’assegnazione della COI che risulta occupata da un altro docente.

Potrai far valere la tua posizione nella graduatoria interna, solo nel caso di contrazione in organico con scomparsa della COE e un docente in esubero: diventerà soprannumerario il docente in ultima posizione nella graduatoria e tu potrai avere l’assegnazione della COI attualmente occupata dal docente che si trova in coda nella graduatoria interna

Per maggiori dettagli, ti può essere utile l’articolo sull’argomento, pubblicato da OrizzonteScuola   http://www.orizzontescuola.it/news/cattedra-orario-esterna-quali-regole-lattribuzione-trasferimento-coe-e-coe-ex-novo

Graduatorie personale ATA: il brevetto di sommozzatore e la certificazione lingua inglese B2 non sono valutabili

22 aprile, 2016 - 09:34

Vorrei sapere se il brevetto di sommozzatore e il corso B2 di inglese danno punteggio sia come assistente amministrativo che come collaboratore scolastico.di Giovanni Calandrino – Gentilissimo, purtroppo la risposta è negativa. Entrambi i titoli, da lei esposti nel quesito, non sono valutabili. Sia nelle graduatorie permanenti che nelle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia del personale ATA.

Malattia bambino. Il medico che rilascia il certificato può non essere un pediatra? Chiarimenti per la scuola

22 aprile, 2016 - 07:21

Scuola – Gentile Redazione, la presente per porVi un quesito: una docente deve assentarsi una volta alla settimana per sottoporre la figlia (8 mesi) alle cure di un fisioterapista presso l’Ospedale. Si chiede se l’assenza per malattia del figlio possa essere giustificata dalla certificazione rilasciata dalla struttura ospedaliera o deve essere necessariamente rilasciata dal Pediatra.  In attesa di cortese riscontro, si porgono cordiali saluti. Segreteria Amministrativa.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

si premette che per fruire del permesso di cui al quesito la docente deve presentare:

Il certificato di malattia del bambino rilasciato da un medico specialistica del SSN o con esso convenzionato;

L’autocertificazione attestante l’età del bambino, la paternità, la maternità o la condizione di “unico genitore” (se non già in possesso della scuola);

La dichiarazione sostitutiva (ai sensi dell’art. 47 del DPR n.445/2000) che l’altro genitore non fruisce contemporaneamente dello stesso congedo per lo stesso figlio.

Giova precisare che nell’art. 47 del D. Lgs. 151/2001 non compare la parola “pediatra”, ma è indicato che la certificazione dev’essere rilasciata da un medico specialista del servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato.

Fermo restando che il certificato dev’essere quindi rilasciato da un medico specialista, e il pediatra non  è  il  solo  medico  specialista  del  servizio  sanitario  nazionale,  si  ritiene che il certificato, perché abbia validità, non dev’essere obbligatoriamente rilasciato dal pediatra.

Assistenza al familiare e requisiti per poter essere esclusi dalla graduatoria interna. Chiarimeti per la scuola

22 aprile, 2016 - 07:19

Scuola – Si chiede cortesemente se, ai fini della graduatoria interna per i  perdenti posto,  una docente di scuola primaria che usufruisce dei  permessi art.3 c. 3  della l. 104  per la sorella non convivente che  risiede a circa 100 chilometri di distanza dalla scuola di servizio,   debba  essere esclusa dalla graduatoria sopraindicata  e non soggetta a  valutazione . escludere dalla valutazione  chi usufruisce della l. 104 art. 3 c. 3 per  familiari residenti nel comune della scuola di servizio e’ corretto? si ringrazia per la collaborazione la segreteria amministrativa.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la precedenza per assistenza ai fratelli e alle sorelle ha dei criteri bene precisi.

Il punto V dell’art. 13 dispone infatti che:

Qualora entrambi i genitori siano impossibilitati a provvedere all’assistenza del figlio disabile grave perché totalmente inabili, viene riconosciuta la precedenza, alla stregua della scomparsa di entrambi i genitori, anche ad uno dei fratelli o delle sorelle, in grado di prestare assistenza, conviventi di soggetto disabile in situazione di gravità.

Ci sono quindi due vincoli ben precisi per poter fruire di questa precedenza: i genitori devono essere mancanti o totalmente inabili (quest’ultima ipotesi deve ovviamente essere documentata) e il fratello che assiste la sorella (o viceversa) deve necessariamente essere convivente con quest’ultima. È questo l’unico caso in cui per fruire della precedenza la convivenza con il disabile è obbligatoria.

Si ricorda che riconduce il concetto di convivenza a tutte le situazioni in cui sia il disabile che il soggetto che lo assiste abbiano la residenza nello stesso comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se interni diversi (Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 18 febbraio 2010, prot. 3884.

Solo con queste condizioni la docente potrebbe assistere la sorella e avere diritto alla precedenza.

A questo poi si aggiunge un ulteriore vincolo che riguarda le GI, così rispondo anche alla seconda domanda.

Soddisfatti i requisiti della precedenza, la scuola deve poi riferirsi alla residenza del familiare assistito: se questa coincide con il comune in cui il docente è titolare, questi viene escluso automaticamente dalla graduatoria. Se invece il comune di residenza del familiare non coincide con il comune di titolarità del docente, questi deve necessariamente inoltrare domanda di trasferimento volontario (scadenza domani) chiedendo il comune di residenza del familiare. Solo così potrà essere escluso dalla GI.

Passaggio di ruolo: si può chiedere per un solo grado di istruzione, ma per più classi di concorso dello stesso grado

21 aprile, 2016 - 16:42

Mario –  Qualche tempo fa  scrissi per avere delle delucidazioni sulla presentazione di ”passaggi multipli”, sia provinciali che interprovinciali, ricevendo una risposta esaustiva. Ho un dubbio, molto importante, dell’ultimo momento. Presentando, nelle due fasi, domanda di passaggio di ruolo, nel caso lo ottenessi nella fase A, questo mi pregiudicherebbe di poterlo richiedere ed ottenere anche nella fase B? Inoltre, cosa si intende per passaggio di ruolo, di singolo ruolo? Io sto presentando domanda di passaggio per due cdc della Scuola Media di primo grado, e spero di agire correttamente. Spero in una tua gentile risposta. Cordialità

Giovanna Onnis – Gentilissimo  Mario,

la mobilità provinciale prevale sulla interprovinciale.

Se tu chiedi  passaggio di ruolo provinciale nella fase A non hai nessun impedimento per presentare domanda di passaggio di ruolo interprovinciale nella fase B e, se dovessi ottenere ambedue i movimenti richiesti, quello interprovinciale annullerà il passaggio provinciale già disposto.

Il passaggio di ruolo si può chiedere per un solo ordine o grado di istruzione e per più classi di concorso dell’ordine o grado richiesto.

Stai chiedendo il passaggio di ruolo per la scuola secondaria di I grado per due classi di concorso del I grado, quindi, non preoccuparti è corretto, non stai commettendo nessun errore

Punteggio di continuità: si perde se si ottiene il trasferimento volontario

21 aprile, 2016 - 16:24

Irene – Vorrei aiuto per sciogliere un dubbio relativamente alla valutazione del punteggio per la continuità nella domanda di trasferimento. Sono una docente della scuola secondaria di secondo grado che nell’a.s 15-16 ha ottenuto il trasferimento richiesto ( non ero perdente posto). Nel frattempo ho richiesto, per ripensamenti miei, l’assegnazione provvisoria per tornare nella sede precedente al trasferimento. Ho ottenuto l’assegnazione provvisoria per cui di fatto non ho mai interrotto il mio servizio nella sede diprecedente titolarità. Ora sto presentando nuovamente domanda di trasferimento per tornare nella mia v ecchia sede e mi chiedo se posso considerare il punteggio della continuità di servizio che non è mai stato interrotto concretamente. La ringrazio molto Cordiali saluti

Giovanna Onnis – Gentilissima Irene,

la risposta al tuo quesito è negativa.

Il trasferimento ottenuto  nel corrente anno scolastico ha interrotto la continuità di servizio e ti ha fatto perdere, conseguentemente,  tutto il punteggio di continuità maturato nella scuola di precedente titolarità.

Non ha nessuna influenza il fatto che stai comunque prestando servizio nella stessa scuola, per assegnazione provvisoria, anche quest’anno, poiché non risulti più titolare in questa scuola.

Se,  in seguito ad un ulteriore trasferimento, riuscirai a ritornare nella scuola, il punteggio di continuità sarà comunque perso e dovrai maturarlo di nuovo come se nella scuola tu non avessi mai prestato servizio

Domanda di trasferimento: si invia alla scuola di servizio che potrà inviarla all’USP solo dopo il 23 aprile

21 aprile, 2016 - 16:10

Rossella  – Sono una docente neo assunta e ho inviato la domanda di mobilità per l’assegnazione definitiva della sede in data 11/04/2016. Attualmente, consultando su istanze online la sezione workflow, la domanda risulta ancora al primo step, cioè inviata alla scuola di servizio. Mi chiedo entro quando la scuola la deve inoltrare all’USP: prima o dopo il 23 aprile? Mi sembra strano che sia ancora ferma al primo stadio. Grazie per la consulenza.

Giovanna Onnis – Gentilissima Rossella,

non hai motivo per preoccuparti, la tua domanda risulta regolarmente inviata alla scuola di servizio e non potrà passare alla fase successiva del percorso pentagonale di workflow prima della scadenza dei termini per la sua presentazione.

Come ha chiarito OrizzonteScuola, la domanda dovrà seguire un preciso iter caratterizzato da 5 fasi e potrà trovarsi nella seconda fase (inviata all’USP) solo dopo il 23 aprile.

Fino al 23 aprile, infatti, tu potresti decidere di apportare modifiche o aggiornamenti alla domanda già inviata e questo potrai farlo solo annullando l’invio effettuato per intervenire nella domanda con gli aggiornamenti o modifiche che ritieni opportune e procedere con un nuovo invio. Per questo motivo la scuola non potrà inviare la tua domanda all’USP prima del 23 aprile

Graduatoria interna e punteggio di continuità nel comune : il servizio deve essere prestato nella classe di concorso di titolarità

21 aprile, 2016 - 15:42

Luigi  – Ringrazio in anticipo per la risposta. Sono un docente di ruolo della classe di concorso A051 in un liceo scientifico dal 2001, ho insegnato dal 1999 al 2001 in un istituto tecnico dello stesso comune in cui ha sede il liceo dove attualmente insegno e dal 92 al 99 in una scuola media sempre dello stesso comune, preciso che il servizio di cui parlo è servizio di ruolo, mi chiedo se ho diritto al punteggio aggiuntivo di un punto per ogni anno di servizio prestato nello stesso comune: sommando i 7 anni alle medie e i 2 all’istituto tecnico sarebbero 9. Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissimo Luigi,

nella graduatoria interna è possibile valutare la continuità nella scuola di titolarità e anche la continuità nel comune di titolarità.

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-2016-punteggio-continuit-servizio-come-e-quando-si-valuta-differenze-mobilit-e-graduato

Questa possibilità è esplicitamente indicata nella nota 5bis della tabella di valutazione allegata al CCNI 2016/17, dove si chiarisce che i due punteggi non sono cumulativi per lo stesso anno scolastico.

Per poter valutare il punteggio di continuità è, però, necessario tener conto dei requisiti necessari, cioè aver prestato il servizio nella stessa tipologia di posto (comune o sostegno) e nella stessa classe di concorso di attuale titolarità.

Quindi per la continuità nel comune di attuale titolarità non potrai conteggiare gli anni di servizio come titolare nella secondaria di I grado (7 anni), ma solo i 2 anni come titolare nell’IT, in quanto sei titolare nella secondaria II grado.

A questi 2 anni nel comune, che corrispondono a 2 punti, potrai sommare tutta la continuità maturata dall’a.s. 2001/02 nel Liceo dove sei ancora titolare

Personale ATA: art. 18 l’aspettativa

21 aprile, 2016 - 08:02

Giuseppe – Gentilissimi, tempo fa vi avevo sottoposto la questione del riconoscimento giuridico (e qundi della maturazione del punteggio) per un dipendente ATA con contratto fino al 30/6, in aspettativa non retribuita per ragioni d studio e ricerca a cui avete cortesemente risposto positivamente.Oggi leggo sul vostro portale un documento che – se non leggo male – sostiene l’opposto.

MI trovo in questi giorni a dover aggiornare il mio punteggio. Potete cortesemente aiutarmi a capire come comportarmi?

Grazie della disponibilità

di Giovanni Calandrino – Gentile Giuseppe, di seguito le fornirò tutte le informazioni utili sull’ASPETTATIVA art. 18 del CCNL comparto scuola:

Hanno diritto all’aspettativa:

  • Il personale con contratto a tempo indeterminato;
  • I docenti di religione cattolica;
  • Il personale assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche. In questo caso l’aspettativa spetta, ovviamente, nei limiti della durata dell’incarico.

Motivi e durata. L’aspettativa può essere chiesta:

  • Per motivi personali o di famiglia;
  • Per motivi di studio, di ricerca o dottorato di ricerca;
  • Per motivi di lavoro, per realizzare l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova. In questo caso la durata dell’aspettativa è fissata ad un anno scolastico.

L’aspettativa per motivi di famiglia è regolata dagli artt. 69-70 del T.U. (DPR 3 del 10.01.1957) e dalle leggi speciali che a tale istituto si richiamano, per cui:

  • Viene concessa per un periodo massimo di 12 mesi, da fruire in maniera continuativa o frazionata;
  • Per interrompere l’aspettativa, e quindi per ripristinare il diritto a chiedere altri 12 mesi, è necessario il rientro in servizio attivo superiore a 6 mesi;
  • In ogni caso il limite massimo non può essere superiore a 2 anni e 6 mesi in un quinquennio.

L’aspettativa comporta:

  • L’esonero da tutti gli obblighi di servizio;
  • L’interruzione della retribuzione e dell’anzianità di servizio;
  • Il diritto alla conservazione del posto.

TUTTAVIA PER GLI INCARICHI E LE BORSE DI STUDIO resta in vigore l’art. 453 del DPR 297-1994, che prevede:

  • LA VALIDITA’ A TUTTI GLI EFFETTI, COME SERVIZIO NELLA SCUOLA, DEL PERIODO TRASCORSO COME INCARICATO O BORSISTA;
  • IL PAGAMENTO DEGLI ASSEGNI A CARICO DELL’AMMINISTRAZIONE O DELL’ENTE PRESSO CUI GLI INCARICHI VENGONO SVOLTI.

Trasferimenti intercomunali e assistenza al disabile

20 aprile, 2016 - 22:53

Scuola – Gentilissimi, vorrei porvi il seguente quesito: 1) Una docente residente nel Comune di Pozzuoli e titolare in una scuola sempre del Comune di Pozzuoli sulla materia vuole presentare domanda di trasferimento per il sostegno mettendo come preferenze sia la stessa scuola di titolarità che altre scuole dello stesso Comune di Pozzuoli. In questo caso (Comune di titolarità = Comune richiesto per trasferimento = comune di propria residenza = comune di residenza della madre disabile) la docente può usufruire della precedenza di cui all’art. 13 comma 1 punto V per l’assistenza alla madre disabile (e vedova) ai sensi della L. 104/92art. 5 e 7 dal momento che anche la madre, come lei, risiede nel Comune di Pozzuoli?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

il docente che si trasferisce da posto comune a sostegno (o viceversa) sarà considerato nei movimenti di II fase ovvero trasferimenti fra comuni diversi anche se dovesse chiedere scuole dello stesso comune di attuale titolarità Pertanto, la precedenza per assistenza al disabile 104/92 verrà riconosciuta.

4 anni di servizio nella stessa scuola per il bonus di 10 pp.

20 aprile, 2016 - 22:49

Scuola – Gentilissimi, vorrei porvi il seguente quesito: 1) Una docente ha ottenuto, dal 1/9/2005, il passaggio di ruolo dalla scuola primaria alla scuola secondaria di II grado presso l’ITIS Tassinari. Nel 2013/14 diventa soprannumeraria ed è costretta a presentare domanda di trasferimento condizionata e, da allora, ha presentato ogni anno domanda di rientro. La docente ha maturato il diritto al punteggio aggiuntivo dal momento che per il triennio 2005/06 – 2006/07 – 2007/08 (ultimo anno scolastico utile alla maturazione) ha prestato servizio presso l’ITIS Tassinari senza presentare alcuna domanda di mobilità? Oppure, come recita la nota 5 Ter del CCNI 2016, c’è bisogno di 4 anni continuativi tra il 2000/01 e il 2007/08, quello di arrivo + i 3 successivi, per maturare il diritto al punteggio aggiuntivo, che nel caso di cui sopra non si concretizzano?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la nota 5 ter della tabella titoli è molto chiara specificando che bisogna aver prestato servizio nella stessa scuola, per non meno di 4 anni consecutivi: l’anno di arrivo, più i successivi 3 anni in cui non è stata presentata domanda di mobilità volontaria in ambito provinciale. Le condizioni si sono realizzate anche se si è ottenuto, nel periodo appena considerato, un trasferimento in diversa provincia.

Dal momento che il triennio di riferimento è 2005/06 – 2006/07 – 2007/08, bisogna che il docente sia arrivato nella scuola almeno il 2004/05.

Graduatoria interna e valutazione titolo di SOS

20 aprile, 2016 - 22:17

Rosaria  – salve, sono una docente della scuola secondaria di secondo grado la segreteria della mia scuola non valuta il mio corso di specializzazione polivalente per il sostegno regolamentato dal dpr 287/99, secondo la l,341/90. desidero sapere se un titolo valutato 5 punti debba essere “cestinato” insieme ai due anni universitari e relativi esami! preciso che insegno nella mia classe di concorso pertanto, secondo me, quel corso è un valore aggiunto. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Rosaria,

la scuola ha ragione.

Le note della tabella titoli allegata al CCNI dispongono chiaramente  che non rientra fra quelli valutabili il titolo di Specializzazione per l’insegnamento ad alunni in situazione di disabilità di cui al D.P.R. 970/75, rilasciato anche con l’eventuale riferimento alla Legge 341/90 – commi 4, 6 e 8. Analogamente non si valutano i titoli rilasciati dalle Scuole di Specializzazione per l’insegnamento nella scuola secondaria (SISS). Nota 11bis.

Opzione di conferma per il DOS assunto in fase 0 e A

20 aprile, 2016 - 22:02

Dirigente Scolastico  – avremmo bisogno di una consulenza relativa alla possibilità per i docenti neo-assunti sul sostegno nelle fasi 0 e A di chiedere la conferma della sede per l’a.s. 2016/2017. A tutt’oggi i vari USR e ATP stanno adottando una interpretazione differente della normativa: ad esempio l’USR Molise ha concesso la possibilità della conferma, mentre gli USR del Lazio e della Campania hanno negato tale possibilità sostenendo che i neoassunti sul sostegno nelle fasi 0 e A debbano produrre domanda di mobilità provinciale. I sindacati sostengono che la conferma della sede sia legittima, in quanto non esiste alcuna norma ostativa in tal senso. Esiste un riferimento normativo preciso o almeno un’ordinanza, una circolare o una nota per sciogliere la questione? Come devono regolarsi i dirigenti scolastici al fine di evitare inutili contenziosi?

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

premesso che siamo stati i primi ad evidenziare che i docenti assunti in fase 0 e A avrebbero dovuto avere l’opzione di conferma, le confermo che le ultime circolare degli USR sono frutto di un confronto al MIUR sulla problematica.

Pertanto il mio consiglio è quello di permettere a tali docenti l’opzione della conferma.

Trasferimento a domanda condizionata in una scuola richiesta: si mantiene il diritto a rientrare con precedenza nella scuola di ex-titolarità

20 aprile, 2016 - 18:14

Tiziana–  Sono docente di scuola secondaria di primo grado. Sono stata trasferita d’ufficio per l’anno scolastico 2015/2016 a seguito della dichiarazione di soprannumerarietà. Lo scorso anno ho compilato la domanda di trasferimento condizionata indicando la preferenza al rientro nella scuola di titolarità. Quest’anno ho compilato la domanda di trasferimento in modo da beneficiare della precedenza al rientro sulla sede di titolarità; ho inoltre aggiunto nelle preferenze una ulteriore sede. Nel caso in cui il prossimo anno scolastico  venissi trasferita nella sede  scelta come seconda, manterrei ugualmente il diritto al rientro nella sede di titolarità con precedenza? Attendo con ansia una vostra risposta. Vi ringrazio in anticipo per la vostra collaborazione.

Giovanna Onnis – Gentilissima Tiziana,

il trasferimento a domanda condizionata in una delle scuole inserite nelle preferenze non determina la perdita del diritto a rientrare con precedenza nella scuola di ex-titolarità, così come non determina la perdita del punteggio di continuità maturato.

Questi diritti vengono garantiti dalla presentazione della domanda di trasferimento condizionata, a prescindere dal fatto che si ottenga o meno il movimento richiesto in una delle scuole inserite nelle preferenze

Il riferimento normativo è l’art.13 comma 1 punto II) del CCNI 2016/17 dove si stabilisce chiaramente che: “Nei riguardi del personale scolastico soprannumerario trasferito a domanda condizionata, che richieda come prima preferenza in ciascun anno dell’ottennio il rientro nella scuola di precedente titolarità, l’aver ottenuto nel corso dell’ottennio il trasferimento per altre preferenze espresse nella domanda non interrompe la continuità del servizio e non fa perdere il diritto alla precedenza e al punteggio aggiuntivo

Docente neo-immesso e trasferimento d’ufficio: quali criteri per l’assegnazione della sede definitiva?

20 aprile, 2016 - 17:45

Viviana – Gentilissimi,sono un’insegnante di scuola dell’infanzia,  posto sostegno, immessa in ruolo il 1 settembre 2015. Sto procedendo alla compilazione della domanda di mobilità.  Vi chiedo cosa succede se in nessuno dei 20 istituti che indicherò ci sarà posto.  Come avverrà l’assegnazione d’ufficio della sede di titolarità?  Con quali criteri? Attendo una vostra  risposta.  Grazie per il prezioso supporto che date.

Giovanna Onnis – Gentilissima Viviana,

per il docente neo-immesso,  che non ha un comune di titolarità  essendo su sede provvisoria , come stabilisce la normativa, l’eventuale assegnazione d’ufficio della sede di titolarità prenderà in considerazione la tabella di viciniorità a partire dalla prima preferenza espressa nella domanda.

Sull’argomento ti invito a leggere l’articolo di OrizzonteScuola http://www.orizzontescuola.it/news/trasferimenti-domanda-e-dufficio-differenze-e-conseguenze-docenti-coinvolti

Compilazione modello D1 (trasferimento II grado): chiarimenti per sezione F, caselle 35 e 36( cattedre orario e corsi serali)

20 aprile, 2016 - 16:18

Lara – Gentile redazione, vorrei avere delucidazioni in merito alla compilazione delle caselle 35 e  36 relative al modulo di trasferimento per la fase A per la scuola secondaria di secondo grado.  Supponiamo che non desidero cattedre su più istituti né nello stesso comune né in più comuni, né cattedre al serale, come devo comportarmi? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Lara,

trovi risposta  alla tua domanda nelle note esplicative inserite nello stesso  modulo di domanda.

Nella casella 35 potrai chiedere cattedre articolate su più istituti, ma questa richiesta sarà volontaria e potrai, volendo, scegliere tra l’opzione A (cattedre orario tra istituti dello stesso comune con esclusione delle cattedre orario tra istituti di comuni diversi) o l’opzione B (cattedre orario tra istituti dello stesso comune e cattedre orario tra istituti di comuni diversi).

Se, invece, sei interessato solo a COI, allora, non devi fare nessuna scelta e lascerai in bianco le due caselle. Come chiarisce la nota indicata con la lettera f), infatti, nel caso non venga barrata alcuna casella, l’esame di ciascuna preferenza sarà limitato alle sole cattedre interne all’istituto.

In relazione al quesito posto nella casella 36 ,”Le preferenze di sede espresse sono valide anche per corsi a funzionamento serale? “ hai la possibilità di rispondere affermativamente o negativamente e, se non ti interessano cattedre nel corso serale, risponderai negativamente. Ulteriore precisazione viene data dalla  nota indicata con la lettera c),dove si chiarisce che nel caso non venga barrata alcuna casella o in presenza di indicazioni non chiare la risposta verrà considerata come data in senso negativo.

 

Docente nel vincolo quinquennale e mobilità: può chiedere trasferimento e passaggio ruolo solo sul sostegno

20 aprile, 2016 - 15:21

Stefano – Sono un insegnante (sostegno) di ruolo dall’anno 2012/2013 della scuola secondaria di primo grado, é mia intenzione fare domanda di passaggio di ruolo alla secondaria di secondo grado (sostegno), premetto di essere in possesso dei requisiti per il passaggio di ruolo, la mia domanda è: posso contemporaneamente produrre domanda di trasferimento anche per la secondaria di primo grado? Anticipatamente ringrazio

Giovanna Onnis – Gentilissimo Stefano,

puoi sicuramente presentare domanda di passaggio di ruolo nel II grado sempre sul sostegno, così come puoi chiedere trasferimento sempre sul sostegno.

Le due domande non sono in conflitto fra loro e puoi, quindi, presentarle contemporaneamente.

Se otterrai ambedue i movimenti richiesti, il passaggio di ruolo avrà prevalenza e annullerà il trasferimento già disposto.

E’ indispensabile sottolineare che, per il prossimo anno scolastico 2016/17, puoi partecipare alla mobilità territoriale e professionale solo per posti di sostegno in quanto, come immesso in ruolo sul sostegno nell’a.s. 2012/13, sei ancora nel vincolo quinquennale e non puoi chiedere mobilità per materia.

Ti ricordo che ottenendo il passaggio di ruolo richiesto, il vincolo quinquennale sul sostegno riparte nel nuovo grado di titolarità

 

Domande contemporanee di trasferimento e passaggio di ruolo : prevale il passaggio di ruolo

20 aprile, 2016 - 12:58

Silvia – Sono un insegnante di sostegno di Scuola Secondaria di Primo Grado e vorrei fare sia domanda di trasferimento che di passaggio di ruolo dando priorità al trasferimento. In una vostra guida ho trovato scritto che “I docenti delle scuole ed istituti di istruzione secondaria che intendono chiedere contemporaneamente trasferimento e passaggio di cattedra, devono precisare, nell’apposita sezione del modulo-domanda di passaggio di cattedra, a quale movimento (trasferimento o passaggio) intendono dare precedenza e, in caso di più domande di passaggio, con quale ordine intendono che esse siano trattate. In mancanza di indicazioni chiare viene data precedenza al trasferimento”.  Non riesco a trovare l’apposita sezione sulla domanda di passaggio di ruolo. Questa opzione viene visualizzata successivamente all’inserimento delle domanda? Grazie.

Giovanna Onnis – Gentilissima Silvia,

l’opzione di cui parli è possibile esprimerla solo nella domanda di passaggio di cattedra, ma non in quella di passaggio di ruolo.

Se, infatti, nel caso di presentazione contemporanea di domanda di trasferimento e passaggio di cattedra il docente può decidere a quale movimento dare priorità (casella 17 modello C2 (secondaria I grado) e casella 19 modello D2 (secondaria Ii grado), non è possibile la stessa cosa nel caso di domanda contemporanea di trasferimento e passaggio di ruolo.

In quest’ultimo caso, infatti, non sarà possibile per il docente decidere un ordine di precedenza fra le due domande, in quanto, in base a quanto stabilisce la normativa (OM nell’art. 15 comma 2), se si ottiene il passaggio di ruolo questo annullerà il trasferimento eventualmente già disposto.

Potrai trovare maggiori dettagli sull’argomento nell’articolo pubblicato da OrizzinteScuola http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-scuola-docenti-fase-docenti-interessati-possono-partecipare-anche-fasi-successive-quale

Graduatorie III FASCIA ATA: la valutazione della qualifica professionale in “Tecnico esperto in Office Automation”

20 aprile, 2016 - 10:31

Gianpiero – Spett. Orizzonte Scuola, ho un’importante quesito da sottoporle. Nell’anno 2015 ho conseguito la Qualifica Professionale in “Tecnico esperto in Office Automation” dalla durata di 200 ore, autorizzato dalla Regione Basilicata ai sensi della legge regionale n. 33 del 2003, acquisendo la predetta qualifica ai sensi della legge 845/78 art. 14.

Le attività di formazione si sono articolate nel modo seguente:

  • Fondamenti di informatica e sistema operativo 60 ore (introduzione all’uso del PC e Windows);
  • Videoscrittura 40 ore (Word);
  • Foglio di calcolo 40 ore (Excel);
  • Internet e Posta elettronica 60 ore (Internet Explorer e Microsoft Outlook).

Altresì, all’attività di formazione summenzionata sono comprese le ore di stage formativo.

Ciò posto, si chiede se il suddetto corso di Qualifica Professionale in “Tecnico esperto in Office Automation” è valido ai fini delle Graduatorie di Circolo e di Istituto del Personale ATA, Qualifica Professionale Assistente Amministrativo (1,50 Punti per AA).

La ringrazio anticipatamente.

Distinti saluti.

di Giovanni Calandrino – Gentile Giampiero, ai fini della corretta valutazione, l’attestato deve essere integrato dal piano di studio, in tal senso sono valutabili quegli attestati dove sul piano di studi si fa diretto riferimento alla trattazione di testi e/o alla gestione dell’amministrazione mediante strumenti di videoscrittura o informatici.

I titoli inquadrabili nella definizione sopra menzionata sono essenzialmente i “Corsi Informatici” con base di studio gestione/informatizzazione ufficio amministrativo/contabile.

Pertanto, per i motivi appena esposti, a parere dello scrivente la Qualifica Professionale in “Tecnico esperto in Office Automation” può essere valutata, con l’assegnazione di PUNTI 1,5 per il profilo professionale di AA nelle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia.

Graduatorie I FASCIA ATA: un unico modello per aggiornare più profili professionali

20 aprile, 2016 - 10:30

Giuseppe – Spett. redazione vi scrivo per porvi questo quesito relativo al punteggio di aggiornamento 24 mesi personale ATA :a.s 14/15 dal 22 aprile al 30 giugno mesi 2+9 giorni

a.s 15/16 dal 15 settembre al 30 giugno 2016

la domanda di aggiornamento scade il 29 aprile

dal 15 settembre al 29 aprile mesi 7 e 15 giorni

Il punteggio devo calcolarlo per 10 mesi o 9?

Sulla stessa domanda posso aggiornare sia per profilo di collaboratore scolastico ed assistente amministrativo o devo presentare una domanda per ogni profilo?

Grazie in anticipo per la vostra disponibilità

di Giovanni Calandrino – Gentile Giuseppe, intanto le confermo che il calcolo da Lai effettuato è corretto:

  • dal 22/04/2015 al 30/06/2015 sono 2 mesi e 9 giorni;
  • dal 15/09/2015 al 29/04/2016 sono 7 mesi e 15 giorni;

per un totale di 9 mesi e 24 giorni quindi il punteggio va calcolato per 10 mesi.

Infine Le ricordo che, nello stesso modello di domanda può realizzare l’aggiornamento di entrambi i profili professionali.

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