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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 8 min 12 sec fa

Chiusura scuola disposta dal Dirigente Scolastico

Gio, 10/07/2014 - 07:52

Vincenza - Il 20 maggio c.a. sul sito orizzontescuola il Sig. Giovanni Calandrino pubblicava un interessante articolo dal titolo: "ATA. Le ferie forzate sono legittime?". Chiedo cortesemente se potete indicare i riferimenti normativi relativi a: "Ricordiamo che la chiusura è disposta dal D. S. quando lo richiede più del 50% del personale ATA in servizio per giornate comprese fra l’inizio dell’anno scolastico e il 30 giugno, e del 75% per quelle ricadenti nei mesi di luglio e agosto." Nel ringraziare porgo distinti saluti.

Giovanni Calandrino – gent.mo, in riferimento alla sua richiesta le rispondo citando come riferimento normativo il CCDP DEL PERSONALE A.T.A. sottoscritto 21 novembre 1998, dove viene concordato l’orario, l’organizzazione di lavoro e le attività aggiuntive del personale A.T.A.

Nello specifico l’art. 10 riferisce quanto segue:

Chiusura prefestiva

1. Nei periodi di interruzione delle attività didattiche o convittuali, e salvaguardando i periodi in cui siano previste attività programmate dagli Organi Collegiali, è possibile la chiusura della scuola nelle giornate prefestive nel rispetto dell’orario d’obbligo di servizio.

2. La chiusura prefestiva è disposta dal dirigente Scolastico, salvaguardando il ruolo e le competenze previsti dalla normativa vigente per gli Organi Collegiali della scuola, esclusivamente quando vi sia il consenso di almeno i 2/3 del personale A.T.A. coinvolto, compreso quello docente dichiarato inidoneo alla funzione per motivi di salute ed utilizzato nella scuola.

3. Il relativo provvedimento deve essere comunicato al Provveditorato agli Studi e pubblicato all’albo della scuola.
4. Le giornate di chiusura prefestiva e i criteri per il recupero delle ore non lavorate dovranno essere individuati in sede di confronto di cui all’art. 3 (del CCDP)

Il Contratto Collettivo Decentrato Integrativo ha tra le sue finalità la valorizzazione delle risorse umane, attraverso il miglioramento delle competenze professionali e il contributo individuale all’organizzazione.

Il seguente Contratto Collettivo Decentrato Provinciale (CCDP) concernente l’orario, l’organizzazione di lavoro e le attività aggiuntive del personale A.T.A., sostituisce i precedenti rispettivamente recepiti con D.P. n. 87001 dell’08/11/1990 e con D.P. n. 10461 del 14/02/1992.

Graduatorie di istituto: non tutti possono insegnare alla primaria!

Gio, 10/07/2014 - 07:11

Daniela – Gent.le Orizzonte Scuola, io sono laureata in Archeologia LS2, posso insegnare nelle scuole primarie e/o dell’infanzia. Posso spuntare la casella per supplenze brevi? Grazie

Lalla – gent.ma Daniela, la risposta è negativa, rischi di combinare un pasticcio.

Come si compila il modello B.

Nella schermata in cui inseriscono le classi di concorso per le quali si richiede l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto vanno inserite esclusivamente le classi richieste con il modello A/1 o A/2 o A/2 bis presentato entro il 23 giugno 2014 nel caso di II e III fascia delle graduatorie di istituto, o quelle per cui si è presenti nelle Graduatorie nel caso della I fascia delle graduatorie di istituto.

Pertanto, un quesito del genere avrebbe avuto senso entro il 23 giugno, ma non adesso.

In ogni caso, anche se avessi inserito scuola primaria e di infanzia nel modello presentato entro il 23 giugno, sarebbe stato un errore, in quanto i titoli per accedere ai posti di infanzia e primaria (dm n. 353 del 22 maggio 2014) sono

  • laurea in scienze della formazione primaria
  • diploma di maturità magistrale, diploma triennale di scuola magistrale ovvero titoli sperimentali ad esso equiparati e conseguiti entro l’a.s. 2001/02

Dunque, qualsiasi altra laurea non costituisce titolo di accesso per infanzia e primaria, e di conseguenza non hai accesso alle supplenze brevi, che sono riservate solo a quegli ordini di scuola.

TFA: non è più possibile iscriversi a nuove classi di concorso

Gio, 10/07/2014 - 06:55

Maurizio - desidero sapere se ad oggi è ancora possibile iscriversi al II ciclo del TFA per una singola classe d’insegnamento, considerando che si può pagare la tassa d’iscrizione fino al giorno prima della prova preselettiva.

Lalla - la fase di iscrizione alle selezioni per il TFA 2014/15 ha previsto due passaggi: iscrizione al portale CINECA entro il 16 giugno, che comportava la scelta delle classi di concorso per le quali partecipare, e pagamento del contributo di partecipazione.

E’ possibile rinunciare ad una delle classi di concorso scelte, ma non aggiungerne di nuove, in quanto non è più aperta la fase di iscrizione.

Per le classi di concorso scelte, il Cineca avverte che il pagamento del contributo di partecipazione può avvenire fino al giorno prima rispetto allo svolgimento del test, anche se per ragioni organizzative le Università hanno indicato delle date di scadenza.

Tra l’altro sono già state disposte le assegnazioni alle sedi e alle aule (circostanza che si può appurare attraverso il portale Cineca), per cui i candidati attesi sono quelli che si sono iscritti entro il 16 giugno. Potranno essere di meno, ma non di più.

Lo speciale TFA

Graduatorie ad esaurimento: chi non riesce a sciogliere la riserva entro il 18 luglio

Gio, 10/07/2014 - 06:28

Donata – Sono una laureanda nel sostegno per la scuola primaria, mi laureo tra il 21-25 luglio, essendo inserita nelle GaE con riserva, avrei dovuto, quindi, sciogliere la riserva o includere il mio nuovo titolo (cosi parla il decreto) entro il 18 luglio, data per la quale il Ministero ha fissato la scadenza.

Purtroppo la mia università non aveva previsto tale data e quindi laureandi tra il 21-25 luglio non fanno in tempo. Ho cercato di contattare il capo del mio dipartimento e chi di competenza, ma non ho ricevuto nessuna notizia sia per venirmi incontro sia di denuncia al Ministero.

Non è possibile che non mi vengano garantiti i miei diritti, che debba rimanere per altri tre anni fuori dal mondo della scuola pur inserita nelle GaE. Non credo di essere la sola ad avere questo problema, ma non so più a chi
rivolgersi affinché mi siano garantiti i miei diritti. Spero in un interessamento della vostra redazione a darmi qualche notizia che mi permetta di sperare.

Lalla - gent.ma Donata, l’unico punto di riferimento in questo caso deve essere l’Università, che avrebbe potuto (non dovuto) organizzare le sedute di laurea in tempi compatibili con lo scioglimento della riserva. Questo in ragione del fatto che il termine ultimo per lo scioglimento delle riserve – operazione ormai annuale – è fissato di solito in questo periodo, anche in data antecedente al 18 luglio;

l’interesse del Ministero invece è quello di pubblicare le provvisorie delle Graduatorie ad esaurimento, avere il tempo dei reclami, della fase di correzione e quindi procedere alla pubblicazione delle definitive, operazioni tutte che non possono essere procrastinate oltre un certo limite dato che le graduatorie devono essere pronte per le operazioni di fine agosto pertanto un ulteriore slittamento potrebbe mettere in difficoltà gli uffici.

Pertanto non riteniamo possa essere il Ministero a modificare la data ultima di scioglimento della riserva, ma che potrebbe essere l’Università a venire incontro alle vostre esigenze.

Bisogna tuttavia anche dire che "saltare" questa scadenza non avrà la conseguenza – come affermi tu – di rimanere per altri 3 anni fuori dalla graduatoria.

Innanzitutto a settembre, nella annuale circolare sulle supplenze, il Ministero fisserà una data per consentire a coloro che avranno conseguito il titolo di specializzazione per le attività di sostegno oltre il termine ultimo per l’inserimento a pieno titolo, di comunicarlo alle segreterie e all’Ufficio Scolastico affinchè il nominativo sia inserito in coda agli elenchi predisposti per l’a.s. 2014/15, nelle rispettive fasce di pertinenza.

Inoltre, per quanto riguarda le graduatorie ad esaurimento, il prossimo anno, potrai sciogliere la riserva per essere inserita in coda (elenco B) fino al 2017, anno in cui la tua posizione sarà valorizzata a pettine.

Aspettativa per altra esperienza lavorativa. Chiarimenti.

Mer, 09/07/2014 - 18:46

Laura – Buongiorno, ho cercato nel forum ma non ho trovato alcun riferimento alla questione che mi interessa e credo che possa essere utile anche per altre persone. Ho un contratto a tempo indeterminato a scuola ma dovrei avere la possibilita’ di ottenere un contratto di lavoro con un’azienda. La data di inizio del contratto non e’ ancora definita e probabilmente sara’ il 1 Ottobre 2014. La mia domanda e’ semplice: posso chiedere aspettativa per motivi di lavoro successivamente all’inizio dell’anno scolastico? Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

l’aspettativa per motivi di lavoro o per superare un periodo di prova è espressamente prevista dal CCNL comparto Scuola che all’art. 18/3 recita:

Il dipendente è collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova”.

L’attuale norma ha modificato in parte l’art. 18/3 rispetto al precedente CCNL (2003), omettendo le parole “nell’ambito di altro comparto della P.A.”.

Pertanto, la nuova norma offre al dipendente la possibilità di stipulare un altro contratto di lavoro presso altra amministrazione pubblica o ente pubblico o presso soggetti privati.

Per quanto riguarda l’”altra amministrazione pubblica o ente pubblico” si precisa che questi devono essere al di fuori dal comparto Scuola.

Per quanto riguarda invece l’”altro lavoro” presso soggetti privati, non vi è nessun particolare vincolo (in questo caso, per esempio, l’aspettativa può essere utilizzata anche per insegnare nelle scuole non statali).

Il dipendente è tenuto a presentare con un ragionevole anticipo (a meno di motivi urgenti e imprevedibili) richiesta di congedo redatta per iscritto, in carta semplice, indirizzata al proprio dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesta l’aspettativa e la data di decorrenza dalla quale intende fruire della stessa.

La richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova.

Nell’istanza il dipendente dovrà precisare ed attestare l’esperienza lavorativa per la quale chiede di essere collocato in aspettativa:

  • se l’esperienza lavorativa è presso un Ente pubblico, basterà un’autocertificazione a supporto della richiesta;
  • se l’esperienza lavorativa è presso un soggetto privato, è bene che il dipendente esibisca una certificazione che attesti la nuova esperienza lavorativa.

L’aspettativa può avere anche durata inferiore all’anno scolastico quindi puoi anche richiederla a partire da ottobre, ciò però non cambia la sua natura ovvero dal momento che la norma fa riferimento esclusivamente ad “un anno scolastico” l’aspettativa si esaurirà comunque il 31/8/2015.

Come individuare il perdente posto. Chiarimenti per il Dirigente scolastico

Mer, 09/07/2014 - 16:47

Dirigente Scolastico – In riferimento all’articolo” Mobilità 2013/14: come individuare il perdente posto. Scheda n.1 per Dirigenti, segreterie e docenti, con la presente vorrei  porVi un quesito. Dalla lettura degli artt  21 e 23 del CCNI 2013/14 si evince che i primi docenti ad essere individuati PERDENTI POSTO , indipendentemente dal punteggio, saranno i Docenti già perdenti posto negli anni precedenti che, nel corso dell’ottennio, pur avendo richiesto la scuola di precedente titolarità come prima preferenza, sono stati soddisfatti nella scuola in cui sono ora  (che era quindi stata espressa nella preferenza).

Ne sembrerebbe scaturire che il docente perdente posto negli anni precedenti, che nella domanda condizionata avrebbe indicato come secondaria preferenza una delle scuole nelle quali presta ora servizio (diversa da quella di precedente titolarità), dovrebbe essere individuato come perdente posto dal Dirigente, indipendentemente dalla sua attuale posizione in graduatoria di istituto. Il fatto che il docente non abbia indicato nella domanda condizionata la sola scuola nella quale aveva perso la titolarità e nella quale avrebbe diritto a ritornare, ma l’avere indicato una seconda scuola nella quale ha trovato successiva allocazione, (cioè siano state soddisfatte le sue preferenze  in una delle sedi espresse nella domanda condizionata) credo lo faccia rientrare in una specie di “mobilità volontaria” e come tale lo renda soggetto all’individuazione come perdenti posto (indipendentemente dal suo punteggio in graduatoria). Aggiungo che il docente in questione era stato trasferito nella nostra scuola nell’A.S 2013/14 a seguito di domanda condizionata ed aveva apposto come seconda preferenza la Ns scuola nella domanda condizionata. Si richiede conferma della correttezza della Ns interpretazione.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

l’art. 23 comma 11 dispone che “Per le situazioni di soprannumero relative all’organico determinato per l’anno scolastico in cui sono disposti i trasferimenti, nel caso di concorrenza tra più insegnanti di ruolo nella stessa scuola o istituto o posto per l’istruzione e la formazione dell’età adulta attivato presso i centri territoriali, per la medesima classe di concorso, gli insegnanti medesimi sono da considerare in soprannumero, ai fini del trasferimento d’ufficio, nel seguente ordine: – docenti di ruolo entrati a far parte dell’organico dell’istituto o del centro territoriale con decorrenza dal precedente primo settembre per mobilità a domanda volontaria; – docenti di ruolo entrati a far parte dell’organico dell’istituto o del centro territoriale dagli anni scolastici precedenti quello di cui al punto sopra, OVVERO DAL PRECEDENTE PRIMO SETTEMBRE PER MOBILITÀ D’UFFICIO O A DOMANDA CONDIZIONATA (2), ANCORCHÉ SODDISFATTI IN UNA DELLE PREFERENZE ESPRESSE. Nell’ambito di ciascuna graduatoria a parità di punteggio prevale la maggiore età anagrafica”.

La nota 2 poi precisa:

Il personale docente trasferito a domanda condizionata che rientra nell’ottennio nella scuola di precedente titolarità, è da considerare come titolare nella scuola dagli anni scolastici precedenti. SI CONSIDERA INVECE COME TRASFERITO A DOMANDA VOLONTARIA IL PERSONALE DOCENTE PERDENTE POSTO CHE, NEL CORSO DELL’OTTENNIO, PUR AVENDO RICHIESTO LA SCUOLA DI PRECEDENTE TITOLARITÀ COME PRIMA PREFERENZA È SODDISFATTO PER ALTRE PREFERENZE.

Pertanto, bisogna partire da una differenza fondamentale per capire come considerare un docente a “domanda volontaria” tra le due casistiche sopra evidenziate in grassetto ovvero: quando si è trasferiti a domanda condizionata o d’ufficio e quando invece si è nell’ottennio e si chiede di rientrare nella ex scuola di titolarità perché già perdente posto?

Nella prima casistica rientrano quei docenti che sono stati dichiarati perdenti posto nel mese di aprile/maggio dell’anno di riferimento e sono “costretti” a lasciare la propria scuola perché appunto è venuto a mancare un posto per contrazione di organico. Tali docenti producono, di solito in fretta e furia, domanda cartacea alla propria scuola di servizio. In questa domanda, di solito condizionata ovvero in cui richiedono di mantenere la continuità di servizio e la possibilità di rientrarvi,  possono esprimere delle sedi per evitare di essere trasferiti d’ufficio.

Cosa succede se nel frattempo il posto non si ricrea?

Il docente in questione può essere trasferito in una delle sedi che ha espresso nella domanda o in mancanza di posti viene trasferito d’ufficio perché un “posto” lo dovrà pure avere visto che non può rimanere nella propria scuola.

Si precisa che in questa fase il docente non deve indicare come prima preferenza la scuola in cui è stato dichiarato perdente posto, perché è ancora titolare in questa scuola fino al 31/8 dell’anno in corso.

Tale docente, quindi, costretto ad allontanarsi dalla scuola di titolarità rientrerà nel caso dell’art. 23/11 nella parte che recita OVVERO DAL PRECEDENTE PRIMO SETTEMBRE PER MOBILITÀ D’UFFICIO O A DOMANDA CONDIZIONATA (2), ANCORCHÉ SODDISFATTI IN UNA DELLE PREFERENZE ESPRESSE.

La norma, infatti, non a caso afferma “ancorché soddisfatti in una delle preferenze espresse” perché appunto il docente è costretto ad andare via dalla propria scuola e quindi può anche esprimere delle sedi di suo gradimento in quanto dovrà avere per forza una nuova titolarità, ma questo non lo potrà penalizzare e quindi nella scuola in cui andrà non potrà essere considerato a “domanda volontaria”. Il punto infatti di partenza è che comunque è stato costretto ad allontanarsi dalla propria scuola.

Veniamo invece al caso della nota 2.

Si può spiegare prendendo sempre l’esempio del docente di cui abbiamo parlato finora.

Una volta che il docente ha condizionato la domanda ed è stato trasferito d’ufficio oppure a domanda condizionata in una delle sedi che aveva espresso, cosa dovrà fare in futuro?

Ogni anno, per 8 anni, ha diritto di rientrare nella scuola in cui ha perso il posto.

Come?

Nella mobilità ordinaria, di norma nel mese di febb/marzo a partire dell’a.s. successivo a quello in cui è stato individuato perdente posto, deve produrre domanda di rientro in modalità online avendo cura (è infatti obbligato) di inserire come prima preferenza la scuola  in cui ha perso il posto.

Bene, e se inserisce altre scuole oltre quella  in cui ha perso il posto cosa succede?

A questo punto bisogna porre attenzione a questo dato: il docente in questione ha già una nuova titolarità e ha un unico obbligo: indicare come prima preferenza la scuola in cui ha perso il posto e nella quale quindi esprime volontà di rientro.

Ma nessuno lo obbliga ad inserire altre sedi, infatti non ci troviamo nel caso precedente in cui ha appena perso il posto e quindi è costretto ad andare via dalla propria scuola.

E’ in questo caso che interviene la nota 2 specificando che SI CONSIDERA INVECE COME TRASFERITO A DOMANDA VOLONTARIA IL PERSONALE DOCENTE PERDENTE POSTO CHE, NEL CORSO DELL’OTTENNIO, PUR AVENDO RICHIESTO LA SCUOLA DI PRECEDENTE TITOLARITÀ COME PRIMA PREFERENZA È SODDISFATTO PER ALTRE PREFERENZE.

Proprio perché le sedi che il docente eventualmente inserirà dopo quella di precedente titolarità è una scelta “volontaria”, nessuno infatti lo sta cacciando dalla nuova scuola in cui si trova.

Pertanto, se nella scuola di precedente titolarità non dovesse ricrearsi il posto e venisse trasferito in altra sede appositamente espressa nel modello online, sarebbe considerato in questa “ultimo arrivato” e quindi a “domanda volontaria”.

In ultimo, le faccio un esempio pratico che può adattare a qualunque caso considerando ovviamente gli anni scolastici specifici:

nell’anno scolastico 2012/13 ero titolare alla SMS Vivaldi di Catanzaro.  Ad aprile del 2013 risulto perdente posto. Dopo pochi giorni sono costretto a fare domanda di trasferimento e decido di condizionarla ovvero di esprimere il diritto di rientrare nell’attuale scuola e queste sono le mie preferenze indicate nel modello cartaceo consegnato alla mia scuola: 1. Comune di Catanzaro; 2.  SMS Ardito e 3. SMS Pitagora entrambe di Lamezia Terme. A giugno/luglio dello stesso anno escono i trasferimenti e risulto essere stato trasferito a domanda condizionata alla SMS Pitagora perché alla SMS Vivaldi (ormai ex scuola…) non si è ricreato il posto.

Il primo settembre 2013 (quindi a.s. 2013/14) prendo servizio alla SMS Pitagora. Come mi dovrà considerare questo anno scolastico il Dirigente della SMS Pitagora?

Mi dovrà considerare non come ultimo arrivato a domanda volontaria ma insieme ai docenti della scuola già in organico dagli anni precedenti perché sono un docente trasferito a A DOMANDA CONDIZIONATA ANCORCHÉ SODDISFATTO IN UNA DELLE PREFERENZE ESPRESSE….(ART. 23/11).

A febb/marzo dello stesso anno scolastico nella mobilità ordinaria tramite istanze online arriva per me un obbligo: per continuare ad esercitare il diritto di rientro all’SMS Vivaldi e mantenere quindi la continuità di serviizo, devo produrre  domanda di trasferimento con l’obbligo tassativo di esprimere come prima preferenza (e anche come “precedenza”) l’SMS Vivaldi ovvero la scuola in cui ho perso il posto.

1 caso:

esprimo solo questa scuola: se il posto si ricrea vi ritornerò con precedenza rispetto ad altri docenti che eventualmente l’avranno a loro volta espressa nella domanda di trasferimento; se non si ricrea rimango all’SMS Pitagora e continuerò ovviamente ad essere considerato nella graduatoria interna di istituto insieme a tutti gli altri docenti già presenti nell’organico.

2 caso:

Oltre all’SMS Vivaldi decido di indicare come seconda preferenza la SMS Manzoni.

Cosa può succedere?

Se alla SMS Vivaldi si dovesse ricreare il posto ovviamente vi rientrerò. Se invece il posto non si dovesse ricreare e dovessi essere trasferito alla SMS Manzoni perché appunto sede libera ed espressamente indicata tra le sedi nella domanda di trasferimento,allora in questo istituto nell’a.s. 2014/15 dovrò essere considerato a “domanda volontaria” perché appunto rientro nel caso della nota 2:

PERSONALE DOCENTE PERDENTE POSTO CHE, NEL CORSO DELL’OTTENNIO, PUR AVENDO RICHIESTO LA SCUOLA DI PRECEDENTE TITOLARITÀ COME PRIMA PREFERENZA È SODDISFATTO PER ALTRE PREFERENZE.

Non è infatti un caso che nei bollettini dei trasferimenti di giugno/luglio 2013 sotto la sede SMS Pitagora ci sarà scritto “trasferito a domanda condizionata”. A giugno/luglio 2014 ciò non potrà essere indicato sotto la sede della SMS Manzoni. E’ qui la differenza.

Spero di essere stato il più chiaro possibile.

TFA II ciclo: come si svolge il test di Lingue

Mer, 09/07/2014 - 11:06

Stefania - Gentilissima Lalla, sono iscritta al test preselettivo per la classe di concorso A446 (accorpamento 8, quindi comprendente anche la classe A445).

Sul sito cineca trovo scritto “La prova si svolge lo stesso giorno per tutte le classi dell’accorpamento ma il test è solo parzialmente comune a tutte le classi, per cui in sede d’esame il candidato dovrà effettuare sia la prova selettiva comune (50 domande) sia la parte del test specifica per la classe o le classi a cui si è iscritto (10 domande).”.

Nelle faq però c’era scritto:” Il test preliminare (60 domande) è identico per entrambe le classi dell’accorpamento e si tiene lo stesso giorno alla stessa ora. L’iscrizione ad una delle due classi vale anche per l’altra dell’accorpamento; se si vuole partecipare al concorso per entrambe le classi non è necessario effettuare una seconda iscrizione ne’ due pagamenti .”

Questo significa che per il mio accorpamento (numero 8) dovrò rispondere in totale a 60 quesiti (50+10) validi sia per A445 che per A446, o a 70 quesiti (50+10+10)?

Nell’attesa di una risposta, ringrazio per l’attenzione e pongo i miei più cordiali saluti.

Lalla – gent.ma Stefania, i due avvisi che riporti fanno riferimento a due situazioni differenti.

La FAQ ti dice che avendo scelta classi di concorso accorpate con test unico iscrizione e pagamento sono unificate, e il test per le due classi di concorso si svolgerà lo stesso giorno alla stessa ora.

Il secondo ti spiega in concreto come si svolgerà il test per

Accorpamento a test multiplo, in cui non rientrano le classi di concorso da te scelte

La modalità con cui si svolgerà il test è specificata nel dm del 20 giugno 2014

"

Ciascuno degli ambiti 2,3, 4, 5, (cioè 29A/30A, 31A/32A, 43A/50A, 45A/46 e relativi sottocodici) è considerato come un’unica classe di concorso e i candidati sono sottoposti al relativo test preliminare comune, della durata d 120 minuti. "

Assegnazione provvisoria e passaggio di ruolo. Chiarimenti.

Mer, 09/07/2014 - 09:10

 Ida – Sono una docente anni fa neoimmessa in ruolo nella scuola media. Per poter superare il blocco ho chiesto ed ottenuto il passaggio di ruolo in altro grado scolastico. Ritornata nella mia provincia di residenza ho riottenuto il passaggio di ruolo nella scuola media. Avendo già svolto l’anno di prova in questo grado, devo “ri-provare” ancora effettuando almeno 180 gg.?  Posso chiedere l’assegnazione provvisoria solo nel grado di appartenenza (scuola media)? Grazie .

Paolo Pizzo – Gentilissima Ida,

si premette che il passaggio di ruolo è quell’operazione che avviene all’interno dei trasferimenti annuali e che permette al docente in possesso della specifica abilitazione per il passaggio al ruolo richiesto di essere trasferito da una classe di concorso ad un’altra, di diverso ordine di scuola (es. passaggio dalla A043, scuola di I grado, alla A050, scuola di II grado oppure dalla primaria all’infanzia).

Tale passaggio non è vincolato ai 3 anni di blocco come per i trasferimenti.

Detto questo, la normativa sull’anno di prova/formazione è chiara:

L’anno di prova/formazione è disciplinato dagli artt.. 437-440 del Dlgs 297/94.

La C.M. 88/1980 avente come oggetto la “Ripetizione del periodo di prova in casi di passaggi di cattedra e di presidenza di cui all’art. 75 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417”, afferma che bisogna attenersi al parere del Consiglio di Stato, sez.II del 12 luglio 1978 n. 583/78 secondo cui:

“anche per i passaggi previsti dall’art. 75 del D.P.R. n. 417/74 debba essere prestato un nuovo periodo di prova quando il passaggio comporti anche il trasferimento di ruolo.

Nel caso, invece, in cui il passaggio non integri anche trasferimento di ruolo il periodo di prova non deve essere ripetuto.

Si cita, ad esempio, come passaggio di cattedra che comporta anche un passaggio da uno ad altro ruolo, quello relativo al passaggio dalla classe di concorso XXX (educazione musicale nella scuola media) alla classe di concorso XXIX (educazione musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado).

Costituisce passaggio di ruolo anche quello relativo, ad esempio, al passaggio dal ruolo dei presidi di istituti d’arte a quello dei presidi di liceo artistico e viceversa (art. 120 del D.P.R. n. 417/74 cit.).”

Nella C.M. 196/2006 e nella nota 3699/2008 aventi sempre per oggetto l’anno di formazione dei docenti, il Ministero afferma che chi ha ottenuto il passaggio di ruolo o di cattedra di cui all’ art 10 commi 1 e 5 del CCNL 23 luglio 2003, non è tenuto a frequentare l’anno di formazione, di cui all’articolo 440 del Decreto legislativo n.297/94, e che lo stesso anno di formazione va effettuato una sola volta nel corso della carriera.

Pertanto, chi  ottiene il passaggio di ruolo, dovrà solo effettuare la prova (i 180 giorni di servizio) ma non anche la formazione con tutto ciò che essa comporta (non dovrà avere assegnato il  tutor, non dovrà essere iscritto alle attività di formazione e non è tenuto a redigere nessuna tesina in quanto il suo anno di “formazione”, che ha già espletato e che si svolge una sola volta nella carriera, ha già compreso tutto questo).

Per ciò che invece riguarda un’eventuale assegnazione provvisoria questa la potrai richiedere avendone i requisiti.

Lo speciale di OS.

Criteri di assegnazione di una cattedra oraria esterna

Mer, 09/07/2014 - 07:44

Mariateresa – desidererei una risposta al seguente quesito: in un Istituto ci sono due insegnanti,una titolare di cattedra interna, l’altra titolare su cattedra orario esterna beneficiaria della L. 104. Quest’anno si è formata ancora  una cattedra orario interna e una esterna. La cattedra orario esterna rispetto allo scorso anno è più distante dal comune di residenza del soggetto disabile.  Relativamente al punteggio la docente beneficiaria della L. 104 ha meno punti rispetto all’altra titolare.  Quale delle due docenti deve essere utilizzata per la cattedra orario esterna? In attesa di un vostro riscontro Cordiali Saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Mariateresa,

la questione è regolata dal CCNI mobilità agli art. 18/18 e 7/3.

Il primo dispone che  qualora, a seguito di contrazione di ore nell’organico di diritto, si costituisca ex novo una cattedra orario con completamento esterno da assegnare ad uno dei docenti già titolari nella scuola ed in servizio su cattedra interna nel corrente anno scolastico, tale assegnazione avrà carattere annuale e dovrà avvenire tenendo conto della graduatoria interna d’istituto formulata ai sensi del successivo comma 3 dell’art. 23, aggiornata con i titoli posseduti al successivo 31 agosto e ai sensi del comma 11 dell’art. 23, riferito ai titolari trasferiti dal successivo 1° settembre e con la precisazione di cui all’art. 7, comma 3, lett. c del presente contratto.

In presenza di più richieste volontarie, avanzate da docenti interessati a ricoprire la cattedra orario esterna, la definizione delle modalità e dei criteri di applicazione delle precedenze ex art. 7 c. 1 del presente contratto o di altre agevolazioni di legge (ad es. tutela delle lavoratrici madri) dovrà essere definita in tempo utile dalla contrattazione d’istituto.

Il secondo specifica:

In riferimento a quanto previsto al successivo art. 18 comma 18 – primo periodo, il diritto all’esclusione dei beneficiari delle precedenze di cui al comma 2 dalla graduatoria per l’attribuzione della cattedra orario esterna costituitasi ex novo, si applica esclusivamente per le cattedre orario costituite tra scuole di comuni diversi (o distretti sub comunali diversi).

Il comma 2 richiamato dall’art.7/3 si riferisce a chi deve essere escluso dalle graduatorie interne di istituto.

Pertanto, la cattedra orario esterna deve essere assegnata seguendo la graduatoria interna di istituto (art. 18/18). Se tale cattedra è ubicata in scuola di altro comune rispetto a quella di titolarità, la collega, anche se con meno punti, in quanto beneficiaria della L. 104 verrà esclusa dalla graduatoria per l’assegnazione di tale cattedra in quanto esclusa dalla graduatoria interna di istituto (artt. 7/2 e 7/3).

Graduatorie ad esaurimento. Abilitazione PAS come “altro titolo” potrà essere dichiarata nel 2017

Mar, 08/07/2014 - 18:19

Maria – Sono una docente precaria iscritta nelle Graduatorie di Esaurimento in 3 classi di concorso.

Al momento sto concludendo il PAS per la quarta abilitazione (A033) e mi chiedo se appena usciranno le Grad. ad Esaurimento *provvisorie *potrò chiedere l’inserimento di questo nuovo titolo conseguito nel frattempo. In attesa di gradito riscontro, porgo distinti saluti.

Lalla – gent.ma Maria, la risposta è negativa. Le graduatorie ad esaurimento sono state aggiornate entro il 17 maggio 2014 per il triennio 2014/15, 2015/16, 2016/17, con i titoli in possesso da ciascun iscritto entro la data del 10 maggio 2014, come indicato dal dm n. 235 del 1° aprile 2014.

Durante il triennio di vigenza delle graduatorie non è possibile aggiornare i titoli dichiarati, che rimaranno invariati per ciascun anno scolastico di durata delle graduatorie. Tra l’altro nella domanda non era neanche possibile inserire "altri titoli" (e un’abilitazione aggiuntiva rispetto alle classi di concorso per cui sei iscritta lo è) con riserva.

Potrai dunque usufruire dei 3 punti derivanti dalla nuova abilitazione nel 2017, al prossimo aggiornamento.

Indennità di maternità fuori nomina. Chiarimenti per la docente che ha terminato il contratto.

Mar, 08/07/2014 - 16:53

Angela – ho lavorato dal 9/10/2013 al 30/06 con contratto di lavoro a tempo determinato in qualità di docente supplente per un posto di sostegno per 12 h settimanali. Nel precedente anno scolastico ho prestato servizio presso altre scuole con le medesime modalità. Ho scoperto di essere incinta solo oggi. Ho diritto a far richiesta all’indennità di maternità? Se si, qual è l’iter da seguire? In caso di nomina, a settembre, come mi dovrò comportare se dovessi accettare un incarico? Grazie per la vostra cortese risposta.

Paolo Pizzo – Gentilissima Angela ,

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Le lavoratrici gestanti le quali si trovino, all’inizio del periodo di congedo per maternità, sospese, assenti dal lavoro senza retribuzione ovvero disoccupate, sono ammesse al godimento dell’indennità giornaliera di maternità, purché tra l’inizio della sospensione, assenza o disoccupazione e quello di detto periodo non siano decorsi più di 60 giorni.

Lo stesso beneficio è previsto in favore della lavoratrice che non è in godimento dell’indennità di disoccupazione perché non assicurata contro tale evento, purché all’inizio del congedo per maternità non siano decorsi più di 180 giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro e purché nell’ultimo biennio risultino versati contributi settimanali per l’assicurazione di maternità.

Non hai specificato a quale mese di gravidanza sei né se potresti rientrare o meno nella seconda opzione sopra indicata.

Pertanto, a mio avviso, potresti avere diritto all’indennità fuori nomina all’80% solo se hai minacce di aborto o comunque se rientri nell’interdizione per gravi complicanze della gestazione entro 60 gg. dall’ 1/7.

In questo caso è questo l’iter.

A settembre, ma solo sei impossibilità ad assumere servizio per interdizione per gravi complicanze (non sei infatti ancora in congedo di maternità obbligatorio), potrai accettare un’eventuale nomina senza obbligo di assumere servizio.

In questi casi il rapporto di lavoro si perfeziona  con la semplice accettazione della nomina, senza obbligo da parte del personale in congedo di maternità o in interdizione di assumere servizio (la docente non dovrà recarsi fisicamente a scuola).

Vedrai valutato tutto il periodo di astensione dal lavoro sia ai fini giuridici che ai fini economici nei termini della durata del rapporto di lavoro e al trattamento economico intero per tutta la durata del rapporto di lavoro.

Assegnazione provvisoria per assistenza alla suocera. Chiarimenti.

Mar, 08/07/2014 - 16:32

Alessia – Sono una docente di scuola secondaria di secondo grado di ruolo dall’anno 2012/13 e lavoro nella provincia di Treviso. Non sono ancora riuscita a chiarirmi questo dubbio, spero potrai rispondermi tu:  1. posso chiedere assegnazione provvisoria interprovinciale con il riconoscimento della precedenza in quanto presto assistenza a mio suocero, riconosciuto portatore di handicap in situazione di gravità?I sindacati mi hanno detto che potrei inoltrare la domanda ma non usufruire della precedenza in quanto nè figlia nè genitore del disabile.2. dall’art. 8 punto IV. comma h, mi sembra di sì quale parente affine di primo grado, ma sussiste il problema della possibile assistenza che potrebbe offrire mio marito e le motivazioni oggettive che lo esonererebbero.

Tra le motivazioni avrei: – suocera che ha più di 65 anni; – impossibilità per motivi lavorativi di mio marito (figlio unico) a prestare assistenza; -  impossibilità di mio marito di usufruire dei diritti della legge 104/92 in quanto libero professionista; -  invalidità di mia suocera del 47% secondo la legge n. 18 del 11.2.1980.3. in ogni caso, posso presentare la documentazione nella scuola di titolarità per poter usufruir dei tre giorni di permesso? Spero di essere stata chiara e di ricevere quanto prima una risposta. Grazie mille. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Alessia,

il sindacato a cui ti sei rivolta probabilmente confonde le operazioni di trasferimento con quelle di assegnazione provvisoria. Infatti, ciò che ti hanno detto è riferibile solo per le prime.

Detto questo, è utile subito premettere che la lettera h da te richiamata si riferisce alla precedenza per l’assistenza a Personale docente destinatario dell’art. 33, commi 5 e 7 della citata legge n. 104/92 che sia unico parente o affine entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (nella sola condizione di assenza di parenti o affini di grado inferiore) o unico affidatario di persona con disabilità in situazione di gravità; tale unicità, deriva dalla circostanza – documentata con autodichiarazione – che eventuali altri parenti o affini non sono in grado di effettuare l’assistenza al soggetto con disabilità in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive.

L’handicap dell’assistito dev’essere grave ovvero deve essere stato riconosciuto il comma 3 art. 3 della legge 104/92, non basta quindi un’invalidità del 47% come indichi nel quesito.

Se pertanto tuo suocero ha solo l’invalidità richiamata, allora non hai diritto alla precedenza e a richiedere l’assegnazione provvisoria.

Se invece ha riconosciuto tramite un apposito verbale della commissione medica il comma 3 dell’art. 3 della legge 104/92 potrai richiedere l’assegnazione fermo restando dimostrare che gli altri parenti non possano provvedere all’assistenza così come riportato nella lettera che hai letto dell’art. 8.

Aggiungiamo:

la situazione deve essere documentata secondo le disposizioni di cui all’art. 9 del C.C.N.I. 26.2.2014, (in particolare i punti a, b) e dall’art. 4 dell’O.M. 32 del 28.2.2014.

La condizione di esclusività dell’assistenza al soggetto con disabilità è prevista esclusivamente nei casi di assistenza al genitore o al parente o affine entro il terzo grado e deve essere documentata con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000 così come modificato ed integrato dall’art. 15 della legge 16 gennaio 2003 n. 3 e dall’art. 15 comma 1 della L. 183/2011. I requisiti debbono sussistere entro la data di presentazione della domanda e la documentazione deve essere prodotta entro la medesima data. – la suddetta autodichiarazione di esclusività non è necessaria laddove il richiedente la precedenza sia il coniuge o il genitore ovvero l’unico parente o affine e che convive con il soggetto con disabilità.

Tale precedenza è riconosciuta anche qualora la certificazione attestante la gravità della disabilità dichiari il soggetto con disabilità “rivedibile” purché sia certificata l’esigenza di assistenza permanente, continuativa e globale (art. 3, comma 3, legge 104/92) e la durata del riconoscimento travalichi l’inizio dell’anno scolastico per il quale viene disposta l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria.

La precedenza è riconosciuta a condizione che si indichi l’intero comune (o distretto sub comunale) del domicilio dell’assistito prima di indicare preferenze di altri comuni o distretti sub-comunali. Parimenti non si ha diritto alla suddetta precedenza qualora si richieda l’assegnazione provvisoria per altro familiare che abbia eletto il domicilio in comune diverso dall’assistito.

Assegnazione provvisoria per neo immesso in ruolo e sede definitiva

Mar, 08/07/2014 - 15:50

Daniela – sono stata immessa in ruolo quest’anno ( precisamente a settembre dell’a.s.2013-2014). Ho i requisiti per poter presentare domanda di assegnazione provvisoria per ricongiungimento al convivente. Ma mi chiedevo: nel caso dovessero accettarla e lavorare quindi nella provincia da me richiesta, poi, trascorso quest’anno scolastico,  come funzionerebbe? Dovrei tornare nella mia sede di titolarità? Oppure? Grazie in anticipo per la tua risposta.

Paolo Pizzo – Gentilissima Daniela,

come neo immessa in ruolo avrai già avuto (se Infanzia/primaria/I grado) o avrai (se II grado) la sede definitiva ovvero quella in cui dovrai andare ad assumere servizio l’1/9/2014. Sarà infatti il risultato dei movimenti relativi ai trasferimenti per il 2014/15.

Quella sarà la tua sede di titolarità.

Pertanto, nel caso dovessi ottenere l’assegnazione provvisoria è nella sede che ti avranno assegnato tra giugno e luglio quella in cui dovrai prendere servizio l’1/9/2015 al termine dell’assegnazione provvisoria.

Se vuoi chiedere l’assegnazione interprovinciale ti invito a leggere attentamente La guida di OS

Assegnazione provvisoria e presupposti per richiederla

Mar, 08/07/2014 - 15:39

Piero – Sono un insegnante che risiede nella provincia di Novara ed è di ruolo nella provincia di Vercelli. Posso fare la domanda di assegnazione provvisoria in altri istituti della provincia di Vercelli più vicini alla mia abitazione con motivazione di ricongiunzione al coniuge, se appunto il coniuge non abita in questa provincia ma in quella di Novara?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Piero,

la domanda di assegnazione provvisoria può essere chiesta per ricongiungimento al coniuge.

Nel tuo caso, però, il coniuge non risiede nella provincia in cui sei titolare (che è quella a cui sei interessata) ma in altra provincia.

Non puoi quindi richiedere assegnazione provvisoria per la provincia di Vercelli perché non hai i presupposti dal momento che il coniuge risiede in quella di Novara.

Per l’assegnazione interprovinciale, che potresti eventualmente richiedere per Novara, ti invito a leggere questo articolo.

Graduatoria interna di istituto ATA: i titoli di precedenza devono essere possedute entro i termini di scadenza della mobilità

Mar, 08/07/2014 - 12:28

Assistente Amministrativo – Buongiorno avrei bisogno di porre questo quesito: Sono un’assistente amministrativo in servizio presso l’Istituto  X di Sondrio. Mi si pone questo problema: un collaboratore scolastico ha prodotto domanda, in data 23.05.2014, per poter beneficiare della Legge 104 per un familiare. La graduatoria dei collaboratori scolastici ai fini dell’individuazione  dei perdenti posto è stata pubblicata il 22.05.2014 anche se avrebbe  dovuto essere pubblicata in data 24.04.2014 cioè 15 gg. successivi alla  scadenza della domanda di mobilità (09.04.2014). Il collaboratore scolastico suddetto ha diritto all’esclusione della  graduatoria dei perdenti posto in quanto beneficiario di Legge 104 e  quindi risultare perdente posto?

Paolo Pizzo – Gentile Assistente,

l’art. 48 commi 9 e 10 del CCNI mobilità dispone:

9. Ai fini della individuazione dei soprannumerari, non deve essere preso in esame il personale appartenente alle categorie di cui all’art. 7, comma 2 del presente accordo salvo che la contrazione di organico non sia tale da rendere necessario il coinvolgimento anche delle predette categorie; in particolare, in caso di unificazione tra scuole, il medesimo personale non deve essere inserito nella graduatoria dei perdenti posto.

10. Devono essere prese in considerazione, ai fini previsti dal precedente comma, LE SITUAZIONI CHE SI VERIFICANO ENTRO I TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI TRASFERIMENTO.

Bisogna quindi tenere conto della scadenza delle domande di trasferimento.

 

Assegnazione provvisoria: il blocco per le assegnazioni interprovinciali si supera solo se si ha una precedenza prevista dall’art. 8

Mar, 08/07/2014 - 11:29

Angela – Salve sono un’insegnate neo immessa in ruolo a Marzo 2014, ho avuto la cattedra in provincia di Parma perché ero inserita in quelle graduatorie, adesso sono sposata ed ho la residenza a Casalmaggiore in provincia di Cremona, posso chiedere l’assegnazione provvisoria a Casalmaggiore solo per ricongiungimento al coniuge in quanto non abbiamo figli e nemmeno alcun problema di salute?in attesa di una vostra risposta vi porgo i miei più cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Angela,

la risposta è negativa.

Può infatti chiedere assegnazione provvisoria per altra provincia il docente assunto con decorrenza giuridica 1° settembre 2012 e anni successivi (compreso quindi il neo assunto in ruolo, anche giuridicamente, nell’a.s. 2013/14, compresi i docenti sul sostegno nominati in ruolo a marzo con decorrenza giuridica 1/9/2013 ed economica 1/9/2014 e tuttora “supplenti”) che rientri in una delle precedenze previste dall’art. 8 punti I, III, IV, VI E VII del CCNI utilizzazioni/assegnazioni 2014/15.

Da ciò che scrivi non rientri in nessuna di dette precedente e pertanto non potrai richiedere assegnazione interprovinciale.

Ti invito a leggere questo articolo.

Graduatorie di istituto Monza Brianza

Lun, 07/07/2014 - 18:34

Gianfranco – Ho inoltrato la domanda di inserimento nelle graduatorie d’istituto di III fascia in un’istituzione scolastica della Provincia di Monza e della Brianza.Ora che è finalmente disponibile il modello B su istanze on-line volevo fare una prova, ma la Provincia di Monza e della Brianza non c’è!Sapete dirmi come/cosa devo fare?Grazie in anticipo per la vostra immensa disponibilità.

Lalla - gent.mo Gianfranco, è più corretto dire che hai presentato il modello cartaceo per l’iscrizione nella III fascia delle graduatorie di istituto in provincia di Milano, in una scuola di Monza Brianza.

La motivazione è indicata dall’Ufficio Scolastico di Monza nel seguente avviso

“Per tutte le graduatorie relative al personale della scuola (docente, educativo e ATA), si deve fare riferimento a quelle pubblicate dall’ambito territoriale di Milano, attualmente valide anche per l’ambito territoriale di Monza e Brianza, considerato che i codici delle istituzioni scolastiche ed i relativi organici del personale sono ancora unificati.”

Vero è invece che chi fosse interessato solo a questa zona, per le graduatorie di istituto può scegliere solo scuole dell’ambito territoriale.

Il PAS verrà rifatto in futuro?

Lun, 07/07/2014 - 18:03

Volevo gentilmente chiedervi se il PAS verrà rifatto in futuro, vi ringrazio moltissimo dell’informazione. Cordiali saluti

Lalla – gent.mo, avevamo già risposto qualche tempo fa a questo quesito e ti invitiamo a leggere quanto già pubblicato

Ci saranno altri PAS per diventare insegnanti abilitati?

La scorsa domenica invece, al Cantiere Scuola del PD che si è svolto a Terrasini (Palermo) abbiamo avuto modo di chiedere all’On. Malpezzi quali sono le linee per la futura formazione iniziale e successivo reclutamento degli insegnanti. Il piano deve ancora essere concretizzato, ma è già definito nelle sue linee essenziali.

Alla nostra domanda su come potrà essere gestita la fase transitoria, per chi è già laureato ma non ancora abilitato, l’On. Malpezzi è stata molto chiara "si potrà senz’altro pensare ad una fase transitoria di abilitazione, purchè essa sia basata sulla selezione (quindi sostanzialmente confermare l’attuale modello fino all’ingresso dei nuovi laureati – abilitati). Le affermazioni dell’On Malpezzi, membro della VII Commissione cultura, non lasciano interpretazioni, il PD non è favorevole all’avvio di nuovi PAS. "

La selezione è il punto sul quale l’On. Malpezzi ha maggiormente insistito “non aver paura della selezione, accettare l’idea che ci sono docenti più bravi rispetto ad altri

Dunque, la strada tracciata è ben chiara. Ti invitiamo a leggere il contributo

TFA 2014, e chi non riesce ad abilitarsi? PD: prima del 3+2, possibili altre abilitazioni, ma con selezione. Addio PAS?

Graduatorie di istituto Modello B: PEC non compare tra i dati anagrafici, ma sarà visualizzabile dalle segreterie

Lun, 07/07/2014 - 17:21

Rosanna - avrei bisogno di un chiarimento in merito alla indicazione della posta certificata. Al momento della compilazione del mod. A1 effettuata con la consulenza del sindacato, seguendo il loro consiglio, non ho inserito l’indirizzo di posta certificata benché io ne abbia uno da un paio di anni perché non lo controllo spesso.

Cosa dovrei fare ora che devo compilare il mod.B? Potrebbe comparire in automatico? Questo potrebbe invalidarmi l’intera procedura d’iscrizione alle GI? Grazie per l’aiuto

Lalla - gent.ma Rosanna, il nostro invito innanzitutto è quello di cambiare "mentalità". Non è necessario consultare giornalmente la casella di posta elettronica certificata, ma è sufficiente attivare l’inoltro delle e mail recapitate a questo indirizzo nella casella di posta utilizzata abitualmente.

Va anche detto che qualsiasi decisione assunta nei confronti della posta elettronica certificata (inserita /non inserita nel modello A/1, o nel modello B) non è assolutamente causa di esclusione dalla procedura.

Leggiamo con attenzione ciò che ci dice il Ministero. Le FAQ presenti adesso su Istanze on line non fanno che riportare quanto già presente nei modelli cartacei di domanda.

Nel modello di domanda si leggeva "Per tutte le tipologie di supplenza è utilizzabile la funzione SIDI di Convocazione docenti da graduatorie di istituto; l’aspirante pertanto deve indicare un numero di telefono cellulare e un indirizzo di posta elettronica (PEL) istituzionale o privata. In aggiunta è consigliabile indicare, se posseduto, l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). "

Nelle FAQ leggiamo "La posta certificata non è obbligatoria, ma consigliata. Infatti il sistema in fase di convocazione, qualora non la trovi, utilizza quella istituzionale o privata. "

Perchè il Ministero consiglia l’utilizzo della PEC?

"La posta istituzionale e in particolare quella privata, dà minori garanzie sui tempi di consegna che, invece, per il procedimento “graduatorie d’istituto” assumono una certa rilevanza. Pertanto non è previsto, fatte salve le eccezioni di cui al DM 353/2014 art. 12 c. 4, che l’aspirante sia contattato solo tramite telefono o telegramma."

Quindi, ferma restando la scelta di inserire l’indirizzo PEC nel modello di domanda cartaceo, la sua introduzione è consigliata dal Ministero per ragioni di sicurezza e affidabilità.

Ricordiamo tra l’altro che l’URP MIUR ha scritto su un messaggio Facebook del 06 luglio 2014 "in ogni caso che l’indirizzo di Posta Certificata non compare, durante la compilazione del modello B, nella schermata Dati anagrafici. Esso però sarà visualizzabile dalle segreterie scolastiche nella fase di assegnazione delle supplenze, per gli aspiranti che ne sono in possesso. "

Questo ci fa capire che, anche se non hai indicato la PEC nel modello B, se ne sei in possesso, la scuola la visualizza e non è escluso che mandi proprio a quell’indirizzo la convocazione. Pertanto ti consigliamo di consultare spesso la PEC, nonchè di attivare l’inoltro presso un indirizzo mail che consenti spesso, in modo da essere sicura.

Assegnazione provvisoria: supero del blocco dei 3 anni; assegnazione in altro ruolo

Lun, 07/07/2014 - 07:55

Viola – sono una docente con contratto a tempo indeterminato ( classe A043, decorrenza giuridica 2012 ed economica dal 1 set. 2013).Vorrei sapere se, pur non avendo maturato il triennio nella  provincia di titolarità, posso fare domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale  per grado di istruzione diverso da quello di appartenenza (A050) o per posto di sostegno, al fine di seguire mio marito che è stato trasferito, per motivi di lavoro, in altra città. Grazie per la cortese attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Viola,

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Può chiedere assegnazione provvisoria per ALTRA PROVINCIA il docente assunto con DECORRENZA GIURIDICA 1° SETTEMBRE 2012 E ANNI SUCESSIVI (compreso quindi il neo assunto in ruolo, anche giuridicamente, nell’a.s. 2013/14, compresi i docenti sul sostegno nominati in ruolo a marzo con decorrenza giuridica 1/9/2013 ed economica 1/9/2014 e tuttora “supplenti”) che rientri in una delle seguenti precedenze (art. 8 punti I, III, IV, VI e VII CCNI utilizzazioni/assegnazioni 2014/15, ivi compreso il personale docente della provincia di Trento):

PERSONALE CON GRAVI MOTIVI DI SALUTE

a) Personale docente non vedente (art. 3 della Legge 28 marzo 1991, n. 120);
b) Personale docente emodializzato (art. 61 della Legge n. 270/82);

PERSONALE CON DISABILITA’ E PERSONALE CHE HA BISOGNO DI PARTICOLARI CURE CONTINUATIVE

d) Personale docente con disabilità di cui all’art. 21 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni ascritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella “A” annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648;

e) Personale docente (non necessariamente disabile) che ha bisogno per gravi patologie di particolari cure a carattere continuativo (ad esempio chemioterapia); detto personale ha diritto alla precedenza per tutte le preferenze espresse nella domanda, a condizione che la prima di tali preferenze sia relativa al comune in cui esista un centro di cura specializzato;

f) Personale docente appartenente alle categorie previste dal comma 6 dell’art. 33 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94; detto personale può usufruire di tale precedenza solo nell’ambito e per la provincia in cui è ubicato il comune di residenza, a condizione che abbia espresso come prima preferenza il predetto comune di residenza oppure una o più istituzioni scolastiche comprese in esso beneficiano delle precedenze di cui al successivo art. 8 punti I, III, IV, VI e VII, ivi compreso il personale docente della provincia di Trento.

ASSISTENZA

g) Personale docente destinatario dell’art. 33, commi 5 e 7 della citata legge n. 104/92 che sia: coniuge o genitore, anche adottante o chi eserciti legale tutela, di soggetto con disabilità in situazione di gravità.

solo figlio/a individuato come referente unico che presta assistenza al genitore; tale condizione di referente unico, deriva dalla circostanza – documentata con autodichiarazione – che il coniuge o eventuali altri figli non sono in grado di effettuare l’assistenza al genitore con disabilità in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive.

h) Personale docente destinatario dell’art. 33, commi 5 e 7 della citata legge n. 104/92 che sia unico parente o affine entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (nella sola condizione di assenza di parenti o affini di grado inferiore) o unico affidatario di persona con disabilità in situazione di gravità; tale unicità, deriva dalla circostanza – documentata con autodichiarazione – che eventuali altri parenti o affini non sono in grado di effettuare l’assistenza al soggetto con disabilità in situazione di gravità, per ragioni esclusivamente oggettive.

In relazione ai punti g ed h:
- la situazione deve essere documentata secondo le disposizioni di cui all’art. 9 del C.C.N.I. 26.2.2014, (in particolare i punti a, b) e dall’art. 4 dell’O.M. 32 del 28.2.2014. La condizione di esclusività dell’assistenza al soggetto con disabilità è prevista esclusivamente nei casi di assistenza al genitore o al parente o affine entro il terzo grado e deve essere documentata con dichiarazione personale sotto la propria responsabilità, redatta ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000 così come modificato ed integrato dall’art. 15 della legge 16 gennaio 2003 n. 3 e dall’art. 15 comma 1 della L. 183/2011. I requisiti debbono sussistere entro la data di presentazione della domanda e la documentazione deve essere prodotta entro la medesima data.
- la suddetta autodichiarazione di esclusività non è necessaria laddove il richiedente la precedenza sia il coniuge o il genitore ovvero l’unico parente o affine e che convive con il soggetto con disabilità. Tale precedenza è riconosciuta anche qualora la certificazione attestante la gravità della disabilità dichiari il soggetto con disabilità “rivedibile” purché sia certificata l’esigenza di assistenza permanente, continuativa e globale (art. 3, comma 3, legge 104/92) e la durata del riconoscimento travalichi l’inizio dell’anno scolastico per il quale viene disposta l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria.
- La precedenza è riconosciuta a condizione che si indichi l’intero comune (o distretto sub comunale) del domicilio dell’assistito prima di indicare preferenze di altri comuni o distretti sub-comunali. Parimenti non si ha diritto alla suddetta precedenza qualora si richieda l’assegnazione provvisoria per altro familiare che abbia eletto il domicilio in comune diverso dall’assistito.

PER LE LAVORATRICI MADRI E LAVORATORI PADRI

Le lavoratrici madri e lavoratori padri anche adottivi o affidatari CON PROLE DI ETÀ INFERIORE A TRE ANNI. Sono presi in considerazione i figli che compiono i tre anni tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua il movimento.

Le lavoratrici madri e i lavoratori padri anche adottivi o affidatari, assunti con decorrenza giuridica 1° settembre 2012 e successiva, che hanno FIGLI DI ETÀ SUPERIORE A TRE ANNI E FINO AD OTTO, pur non avendo diritto alla precedenza, potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria per un’ altra provincia.

NOTA BENE

Mentre le lavoratrici madri e i lavoratori padri con figli di età inferiore a tre anni non solo superano il vincolo del triennio ma fruiscono anche di una precedenza, le lavoratrici madri e i lavoratori padri con figli superiore a tre anni e fino ad otto superano il vincolo del triennio MA NON FRUISCONO DI UNA PRECEDENZA. In poche parole a questi ultimi è concesso solo di presentare domanda di assegnazione provvisoria, per un’altra provincia e prescindendo dal vincolo triennale, ma non potranno fruire della precedenza.

PERSONALE CONIUGE DI MILITARE O DI CATEGORIA EQUIPARATA 

k) il coniuge convivente del personale militare, del personale che percepisce indennità di pubblica sicurezza e del personale di cui all’art. 2, commi 197 e 198, della legge n. 549/95, destinatari della legge n. 100/87 , dell’art. 10- comma 2 – del D.L. 325/87, convertito con modificazioni nella L. 402/87, dell’art. 17 della L. n. 266 del 28.7.1999 e dell’art. 2 della L. n. 86 del 29.3.2001. Ai fini del ricongiungimento al coniuge, in caso di mancata assegnazione provvisoria, sarà previsto l’impiego anche per le attività progettuali o, in subordine, mediante messa a disposizione, tenendo presente il disposto della sentenza del Consiglio di Stato – Sez. VI – n.181 del 19.2.1994.
La destinazione in sede viciniore avrà luogo solo qualora nella sede di servizio del coniuge non esistano scuole nelle quali il personale possa prestare servizio in relazione al ruolo e alla classe di concorso di appartenenza.

PERSONALE CHE RICOPRE CARICHE PUBBLICHE NELLE AMMINISTRAZIONI DEGLI ENTI LOCALI 

l) Il personale chiamato a ricoprire cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali a norma dell’art. 18 della legge 3.8.1999 n. 265 e del D.L.vo 18.8.2000, n. 267, durante l’esercizio del mandato, ha titolo alla precedenza purché venga espressa come prima preferenza la sede ove espleta il proprio mandato amministrativo ovvero la sede viciniore, qualora nella predetta sede dove esercita il mandato non esistano scuole richiedibili. Tale condizione deve sussistere al momento dell’effettuazione delle operazioni, pena il mancato accoglimento della domanda di assegnazione provvisoria.

2.

È possibile richiedere assegnazione provvisoria oltre che per il posto o classe di concorso di titolarità, anche per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione a due condizioni:

  • Che si sia SUPERATO L’ANNO DI PROVA: a differenza di ciò che accade per il grado di istruzione di appartenenza non sono infatti consentite assegnazioni provvisorie per grado di istruzione DIVERSO da quello di appartenenza nei confronti del personale che NON ABBIA superato il periodo di prova;
  • Che si sia in possesso dell’abilitazione per l’eventuale altro grado richiesto: bisogna essere in possesso del titolo valido per la mobilità professionale come disciplinato dall’art. 3 del C.C.N.I. del 26.2.2014.

Per il sostegno: se è richiesto nello stesso ruolo non ci sono vincoli (sempre tenendo presente il blocco dei 3 anni per le assegnazioni interprovinciali al punto 1); se è richiesto in altro ruolo (A050) vale quanto detto al punto 2.

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