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Domenica, 01 February 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 1 ora 11 min fa

Quando la misura della pensione, stante l’interpretazione soggettiva alla Legge di Stabilità non dovrebbe (condizionale d’obbligo) subire nessuna penalizzazione.

11 gennaio, 2015 - 20:15

Docente – vorrei si facesse chiarezza per coloro del comparto scuola che maturano il requisito contributivo tra settembre e dicembre 2015 come previsto dalla legge 449/97 art 59 al c. 9 “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno”, dal momento che questi quattro mesi non sono figurativi ma valgono solo ai fini del diritto e sono privi di contribuzione, come afferma l’UST.E’ possibile che a soli 5 giorni dalla scadenza della presentazione delle domande di pensionamento l’INPS non  sappia dare indicazioni certe e il MIUR non abbia prorogato la data di scadenza delle domande? Approfittando della vostra competenza vi sarei grata se vi potreste interessare al mio caso, grazie.

FP – Gentile Collega,

in merito alla sua richiesta, in premessa è opportuno verificare quanto  stabilito dal comma 113 della Legge di Stabilità:

“con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015, il  secondo periodo del comma 2 – quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29  dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio  2012, n. 14, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Le  disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla  legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei  trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti  che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31  dicembre 2017»”

Pertanto, considerato che raggiunge il requisito per la pensione anticipata  dopo la decorrenza della stessa ovvero 1/9/2015, la misura della pensione,  stante l’interpretazione soggettiva alla Legge di Stabilità non dovrebbe  (condizionale d’obbligo) subire nessuna penalizzazione.

Attendiamo l’interpretazione dell’Inps, che a volte ha suscitato non poche  polemiche.

Richiedere i posti di sostegno non si configura come un passaggio di ruolo

11 gennaio, 2015 - 09:43

Vincenzo  – Sono un docente con contratto a tempo indeterminato assunto nell’a.s. 2013/2014 nella cdc A034 e con anno di prova superato. Sono in possesso del titolo di specializzazione per l’insegnamento del sostegno. Chiedo se nelle prossime domande di mobilità posso fare domanda di passaggio cattedra/ruolo su posto di sostegno in altra provincia senza attendere il blocco triennale.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Vincenzo,

può produrre domanda di trasferimento per l’a.s. 2015/16 in ambito interprovinciale il personale docente assunto con decorrenza giuridica 1/9/2012 o precedente.

Detto questo, se tu intendi passare sui posti di sostegno ti preciso che se li chiedi per lo stesso ruolo ovvero all’interno del II grado (tuo attuale ruolo di appartenenza per la A034) non si tratta di un passaggio di ruolo ma solo di un normale trasferimento. In questo caso, infatti, bisognerà inoltrare domanda di trasferimento chiedendo solo i posti di sostegno.

Se invece hai un’abilitazione per un’altra classe di concorso appartenente ad altro ruolo (es. I grado) e hai anche la specializzazione per il sostegno, sempre in riferimento a tale grado, allora in questo caso potrai produrre domanda di passaggio di ruolo utilizzando l’apposito modello e richiedere i posti di sostengo.

Solo in quest’ultimo caso si può superare il blocco triennale.

Docente a tempo determinato che va in pensione. Quali adempimenti.

11 gennaio, 2015 - 09:05

Scuola – Buongiorno, si propone cortesemente il caso di una docente, incaricata annuale di Religione cattolica presso questa scuola nell’a.s. 2014/15, la quale maturerà entro il 31/08/2015 i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata. Le chiedo delucidazioni in merito alla tempistica e alle modalità da rispettare, nel  caso di docente precaria, per inoltrare la domanda di pensione.  E’ il primo caso che si presenta presso questo Istituto e le informazioni ricevute da alcune fonti risultano essere discordanti. Grazie per la collaborazione. Distinti saluti e auguri. uff. segr. amm.va.

FP – Gentile Scuola,

in merito alla sua richiesta, le segnalo quanto segue:

visto che la docente prossima alla pensione ha in essere un contratto a tempo determinato, innanzitutto non deve e non può (visto che sicuramente no avrà attivo il link della cessazione,  nella propria home page delle istanze on line) presentare domanda di cessazione attraverso il sistema delle istanza on line.

Sicuramente deve produrre domanda di cessazione all’Inps, secondo la modalità telematica.

Pertanto l’adempimento previsto con scadenza 15 gennaio non interessa alla docente.

Pensionamento d’ufficio e liquidazione del TFS

11 gennaio, 2015 - 09:04

Scuola – Nella nostra scuola sia un’insegnante che un’assistente amministrativa raggiungono  i 42 anni e  6 mesi e 62 anni d’età il 31/08/2015. 1. Rientrano nel caso di pensionamento d’ufficio o devono produrre domanda entro il 15 gennaio? 2. Nel caso di pensionamento d’ufficio percepiranno il TFS dopo 12 mesi anzichè 24 mesi? Si ringrazia anticipatamente delle risposte La Segreteria.

FP – Gentile Scuola,

la normativa in merito al pensionamento coatto dispone che questo possa avvenire per:

  1. a) età anagrafica;
    b) anzianità contributiva.

I casi esposti nella richiesta rientrano nella casistica individuata al punto b).

Il pensionamento d’ufficio per anzianità contributiva, deve avvenire  con un preavviso di almeno 6 mesi, e riguarda coloro che al 31 agosto 2015 maturano:
a) uomini e donne: 40 anni di servizio se al 31/12/2011 avevano maturato i requisiti per  la pensione secondo le regole previgenti la riforma Fornero;
b) uomini 42 anni e 6 mesi di servizio;
c) donne 41 anni e 6 mesi di servizio.

Preciso che le dimissioni d’ufficio sono valide se l’anzianità maturata è documentata.

A conferma di quanto appena affemato si segnala la nota del MIUR n. 18851 del 11/12/2014:
“……Tale facoltà può essere esercitata, con preavviso di sei mesi, anche nei  confronti del personale con qualifica dirigenziale, con decisione motivata,  esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale  erogazione dei servizi:
– al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, nei confronti di  coloro che abbiano
maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011;
– al compimento, entro il 31 agosto 2015, dell’anzianità contributiva di 41  anni e 6 mesi per le donne o 42 anni e 6 mesi per gli uomini.”

Si specifica che la nota recita: “tale facoltà può essere esercitata….” e non “…deve essere esercita.”

Pertanto considerate le anzianità contributive dei due casi, al 31/8/2015, potrebbero (condizionale d’obbligo) essere collocati d’ufficio in pensione, con  un preavviso di 6 mesi.

In merito alla tempistica di liquidazione del TFS, senza entrare troppo nello specifico, di seguito si indicano in sintesi i termini di pagamento:

1) termine breve: entro 105 giorni dalla cessazione in caso di decesso o  pensione per inabilità;

2) termine di dodici mesi in caso di: pensione di vecchiaia/limiti di età ordinamentali, limiti di servizio e risoluzione unilaterale;

3) termine di 24 mesi in caso di: pensione anticipata; dimissioni volontarie senza diritto a pensione.

In base alla tipologia di pensionamento così verrà liquidato, in termini di tempo, il TFS/TFR.

Sarò immessa in ruolo anche se non ho mai insegnato?

10 gennaio, 2015 - 08:20

Maria – Sono iscritta nelle graduatorie ad esaurimento dal 2002 nelle classi di concorso A017 e A019. Sono, inoltre, anche idonea, per la classe di concorso A017, all’ultimo concorso per docenti bandito nel 2012. Leggo ogni giorno gli articoli da voi pubblicati relativi all’assunzione dei 150 mila docenti prevista per il 01/09/2015.

In alcuni articoli mi è sembrato di capire che per avere diritto a questa immissione in ruolo occorra oltre l’essere iscritti nelle GAE anche aver lavorato (come supplente) per almeno 36 mesi. Io, purtroppo, non ho 1 solo giorno di supplenza (perché ho un contratto a tempo indeterminato presso un Comune) e vi chiedo: ho qualche speranza, secondo voi, di essere convocata per l’immissione in ruolo?. Grazie per la risposta che vorrete fornirmi e in attesa di riscontro, saluto cordialmente

Lalla – gent.ma Maria, non so quale articolo ti abbia fatto credere ciò, ma finora, al contrario, lo svuotamento delle Graduatorie ad esaurimento e del concorso 2012 delineato ne La Buona Scuola non pone alcuna condizione relativa al servizio di insegnamento. Lo abbiamo spiegato in questo articolo Immissioni in ruolo: aver insegnato non è tra i requisiti richiesti

Il Ministro Giannini, nel confermare le assunzioni, non ha fatto accenno a modifiche da questo punto di vista Riforma, Giannini conferma: “a febbraio sarà presentato disegno di legge. Dal 1 settembre grande piano assunzioni”

Dal punto di vista politico è il M5S a portare avanti la richiesta di assunzioni, anche da graduatorie di istituto, solo per insegnanti con servizio. La risposta del sottosegretario Toccafondi

Allo stato attuale dunque nessuna modifica di quanto annunciato. Attendiamo la settimana tra il 22 e il 2 febbraio per scendere nei particolari

Riforme scuola. Dalla manifestazione del 22 febbraio agli atti normativi

Va comunque detto che la problematica è stata attenzionata dal  Governo che pensa, da questo punto di vista, ad una modifica dell’anno di prova.

150 mila neoassunti. Dovranno seguire corsi di aggiornamento specifici. C’è chi li vuole più licenziabili

 

Immissioni in ruolo 2015 riguarderanno le graduatorie concorso 2012?

10 gennaio, 2015 - 07:40

Monica – Si parla dei 150mila posti che dovranno essere assegnati secondo la legge di stabilità, riferendosi sempre alle graduatorie ad esaurimento e, forse, dalle graduatorie d’istituto. Ma coloro, che come me, si trovano inseriti nelle graduatorie di merito come idonei avranno diritto al l’assegnazione di una parte dei 150mila posti? E in che percentuale? Grazie

Lalla - l’immissione in ruolo dei docenti inseriti nelle Graduatorie di istituto non è messa in discussione, ferma restando la realizzazione del piano.

L’obiettivo del Governo è quello di svuotare le graduatorie ad esaurimento e quelle delle graduatorie del concorso 2012 (obiettivo confermato ancora oggi dal Ministro Giannini Riforma, Giannini conferma: “a febbraio sarà presentato disegno di legge. Dal 1 settembre grande piano assunzioni” )

Raggiunto questo obiettivo (sembra che dei posti preventivati nel documento La Buona Scuola potrebbero avanzare dei posti), sembra si stia riflettendo se destinare  posti eventualmente residui anche a docenti inseriti nelle Graduatorie di istituto. Giannini: ci stiamo riflettendo

Ipotesi già prevista nel documento La Buona Scuola, in cui si diceva di destinare eventuali posti rimanenti ai docenti ex congelati Ssis e ai docenti laureati in Scienze della formazione primaria Vecchio ordinamento a suo tempo non inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. A “complicare la situazione” è però intervenuta la sentenza della corte di giustizia europea e per questo negli ultimi attraverso le pagine di Italia Oggi è filtrata l’ipotesi di estendere le immissioni a mille docenti con più di 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili (con quale copertura normativa non è stato indicato).

Pertanto, il tuo quesito sulla percentuale di immissioni in ruolo da graduatorie del concorso viene a cadere nel momento in cui si decide di realizzare il piano. Di percentuali si parla sì ne La Buona Scuola, ma in riferimento a quale sarà il bacino rimanente di immissioni in ruolo dall’una o dall’altra graduatoria ( Immissioni in ruolo: 90% graduatoria ad esaurimento e 10% concorso. Cosa significano queste percentuali?)

Incarico di Giudice popolare. Chiarimenti per il DSGA

9 gennaio, 2015 - 21:45

DSGA – sono stata nominata Giudice Popolare presso la 3^ sezione della Cortedi Appello di X. L’impegno è previsto per n.2 gg. sett..li da gennaio a marzo.Sono Dsga di ruolo e il Dirigente scolastico  mi ha invitata ad usufruire “aspettativa”. Gradirei sapere se tale richiesta è supportata da riferimenti normativi,contrattuali .

Paolo Pizzo – Gentilissima DSGA,

l’invito della Dirigente di fruire di un’“aspettativa” è piuttosto generico nonché impreciso.

L’art. 15/7del CCNL/2007 dispone in modo molto chiaro che il dipendente ha diritto ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.

Su quest’ultimo punto si ritiene utile richiamare un Orientamento Applicativo ARAN specifico per il Comparto Scuola nel quale alla domanda “Che cosa si deve intendere con “altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”? l’Agenzia precisa:

“la disposizione dell’art. 15, comma 7  ,del CCNL  2006/2009 conferma la vigenza di tutte le norme di leggi che prevedono casi di permesso retribuito –  oltre a quelli indicati nel corpo dell’articolo stesso –  come, ad esempio, permessi per donatori di sangue, per il diritto allo studio, per volontari nelle attività di protezione civile, per funzioni presso uffici elettorali, per l’ufficio di giudice popolare ed ogni altra norma di legge non espressamente citata.”

Detto questo, il riferimento normativo da prendere in considerazione è l’art. 11 della legge n. 278/1951, come sostituito dal D.L. n. 31/1978, convertito nella legge n. 74/1978.

A questo si aggiungono le C.M. nn. 76/59, 211/94, 302/80.

Ai sensi della legge citata e delle circolari di cui sopra l’incarico di Giudice popolare oltre ad assumere carattere obbligatorio è equiparato a tutti gli effetti all’esercizio delle funzioni pubbliche elettive.

Il carattere obbligatorio dell’incarico può riguardare tutto il personale della scuola (dirigente, docente, tecnico-amministrativo).

Pertanto per tali assenze si applica per tutto il personale menzionato la medesima disciplina prevista per i lavoratori che siano chiamati a svolgere funzioni pubbliche elettive, i quali hanno diritto a percepire, durante tutto il relativo periodo di assenza, la normale retribuzione.

Inoltre tali assenze, retribuite per intero ed equiparate all’effettivo servizio, sono da ritenersi valide ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza nonché a fini della maturazione delle ferie.

Si evidenzia come tali assenze riguardano solo le giornate in cui si tengono udienze o altre attività connesse con la funzione di giudice popolare, per le quali sarà richiesta la tua presenza.

Ovviamente sarai tenuto ad avvertire preventivamente la Dirigente dell’assenza producendo copia del decreto di nomina a giudice popolare ed al rientro, a giustificazione della stessa, dovrai produrre idonea certificazione rilasciata dalla competente autorità giudiziaria.

Stipula contratti giornalieri scuola primaria. Per quante ore?

9 gennaio, 2015 - 05:32

Dirigente Scolastico - Si prega di voler dare dei chiarimenti, qualora le nomine giornaliere degli insegnanti di scuola infanzia e primaria avvengano su posti dei titolari che usufruiscono del part-time, allattamento ecc… e comunque sempre inferiore a cattedra, debbano rispettare la natura del contratto del titolare e quindi con relativa retribuzione inerenti le ore del suindicato contratto.

Caso: posto in organico scuola infanzia costituito da docente titolare su part-time verticale n.15 h/25 per l’a.s.2014/15; 10 h /25 a docente con supplenza fino al termine attività didattiche.
La docente supplente con contratto 10h/25 distribuiti su 2 gg sett.li (5h+5h) si assenta per un giorno.
Alla docente supplente che sostituisce viene stipulato un contratto per 10h/25 in riferimento all’art.58 CCNL 2009.
La stessa rivendica, pur avendo prestato servizio un giorno per n.5 h , il contratto per 25h/25.
Si prega di voler trasmettere eventuale riferimento normativo.

Paolo Pizzo – Gentilissima,per approfondire la questione può fare riferimento a questa risposta

Pagamento del sabato e della domenica quando si sostituiscono più titolari. Chiarimenti per il DSGA.

Si precisa che il contratto si fa sempre sulle ore settimanali del titolare sostituito. Questo perché il contratto giornaliero segue le stesse regole del contratto stipulato per una supplenza più lunga.

Se devo conferire la supplenza per assenza di un titolare per due settimane, es. con part time di 10 ore, il contratto sarà per le 10 ore. La stessa procedura va effettuata per i contratti giornalieri in quanto le ore di insegnamento giornaliere sono il risultato dell’organizzazione interna della scuola, l’orario settimanale settimanale invece corrisponde al contratto originario del titolare.

A parere di scrive dovrebbe essere la docente a dimostrare il contrario.

Graduatorie III fascia ATA: invalidità e titoli di preferenza

9 gennaio, 2015 - 05:05

Luana – salve, vorrei un’informazione. ho fatto la domanda per il personale ata 2014 2017 e ho messo che sono un’invalida civile in quanto portatore di handicap per sordomutismo e vorrei sapere se per mettere questa voce devo essere iscritta alle categorie protette del collocamento del mio paese. Attendo una vostra risposta. un cordiale saluto.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Luana è sufficiente indicare gli estremi del documento in cui è stato riconosciuto il titolo che da luogo alla preferenza, nel tuo caso bisognava barrare la lettera S nella sezione F1 – TITOLI DI PREFERENZA, del modello di domanda e inserire gli estremi del certificato (Ente di rilascio, data, luogo e numero dell’atto).

Neo immesso in ruolo sostegno di II grado e domanda interprovinciale

8 gennaio, 2015 - 19:30

Lorenzo – Sono un Docente,  di Ruolo in prova, per un posto di Sostegno  AD03  Scuola Secondaria di II° grado e per l’insegnamento di Dattilografia e Stenografia (A075) con decorrenza giuridica dal 01/09/2014 assegnata per l’anno scolastico 2014/15 su Sostegno e su sede provvisoria a Civitavecchia (RM). Tale nomina è stata stipulata in qualità Docente  beneficiario della Riserva N  con disabilità personale di cui all’art. 21 della legge104/92 ; pertanto, Le chiedo: 1. Devo fare domanda di mobilità 2015 per ottenere la sede definitiva in Provincia di Roma 2.In virtù della situazione di disabilità personale,  posso già  fare domanda di Trasferimento in altra provincia; 3. Oppure entrambe le domande.

Paolo Pizzo – Gentilissimo docente,

l’art. 21 della legge 104/92 permette anche al neo immesso in ruolo il superamento del vincolo triennale e di conseguenza puoi inoltrare domanda interprovinciale.

In generale si precisa che per i trasferimenti interprovinciali si può fruire di tale precedenza solo nell’ambito e per la provincia in cui è ubicato il comune di residenza, a condizione che l’interessato abbia espresso come prima preferenza il predetto comune di residenza oppure una o più istituzioni scolastiche comprese in esso.

Nel tuo caso la domanda la dovrai produrre selezionando la DOS della provincia del tuo comune di residenza. Una volta ottenuto il trasferimento farai poi domanda di utilizzazione per la sede dal 1/9/2015.

Nel caso invece la domanda interprovinciale non dovesse andare a buon fine, la sede DOS provinciale la potrai avere solo con le successive domande di utilizzazione.

Selezioni TFA II ciclo. Prove “facilitate” in alcuni Atenei?

8 gennaio, 2015 - 12:04

Francesco – Vorrei sapere se l’università può adottare il metodo di valutazione nel link seguente per l’orale del TFA francese 2014. Praticamente non esiste un programma. Può L’Orientale adottare questo parametro di valutazione?.Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità in attesa di una vostra rispostaSaluti.

Lalla – gent.mo Francesco, a rigore di normativa non spetta all’Università decidere il programma su cui verte la prova orale per la selezione al TFA II ciclo a.a. 2014/15, in quanto i contenuti delle prove sono stati esplicitati nel dm n. 312 del 16 maggio 2014

"Le prove di accesso vertono sui programmi disciplinari per le relative classi di concorso di cui al decreto del Miur 21 settembe 2012 n. 80, ovvero, per le classi di concorso ivi non contemplate, sui programmi disciplinari di cui al dm 11 agosto 1998 n. 357. I predetti programmi sono integrati dai contenuti disciplinari, oggetto di insegnamento per le relative classi di concorso, con riferimento ai provvedimenti attuati del riordino del primo e secondo ciclo di istruzione".

Prevengo il tuo commento: il programma per l’ambito 5 è quanto di più sibillino, aleatorio, dispersivo possa esserci (lo abbiamo sperimentato durante l’espletamento del concorso 2012). Tanto sarebbe valso scrivere: possiamo chiedervi qualsiasi argomento.

Nella pratica, alcuni Atenei "mitigano" tale aleatorietà restringendo il campo ad alcuni argomenti, nonchè al commento ragionato della prova scritta.

E’ corretto? Sì, l’Università è autonoma nella gestione delle selezioni, solo che questo alimenta la sensazione della disparità, del particolarismo, del "più facile" contro l’impossibile.

E’ quanto emerge da alcune lettere inviate in redazione ( Vorrei diventare un’insegnante. TFA A 061 a Milano: un parere sulle prove orali. Lettera - TFA II ciclo A043 A050 Venezia: 116 posti, solo in 30 superano le prove. Lettera ) e di cui si è interessata anche la stampa nazionale “C’è da farsi venire il sangue amaro se si vuole diventare prof in Italia”

In ogni caso decidere ciò che è corretto in una prova orale non è semplicissimo, dato che anche sugli stessi argomenti le sottigliezze potrebbero essere così tante da renderlo difficile.

 

Scortesia da parte degli assistenti amministrativi aumenta dubbi su conferimento supplenze

8 gennaio, 2015 - 11:05

Ada – Gentile redazione, in data 29 dicembre 2014 vi ho scritto una mail riguardante alcuni miei dubbi sulle convocazioni in terza fascia del personale docente da parte delle segreterie scolastiche. La mia mail è stata anche pubblicata sul vostro sito con il itolo "Dubito dell’onestà delle segreterie scolastiche".

Mi fu gentilmente risposto che bastava chiamare semplicemente la scuola e chiedere a chi fosse stata assegnata la supplenza o consultare l’Albo pretorio on line. La sottoscritta, seguendo il vostro consiglio, ha chiamato la scuola ma non l’è stato comunicato proprio nulla!

Non mi è stato riferito nessun nominativo nonostante abbia chiesto a chi fosse stata assegnata la supplenza. Inoltre, la telefonata si è chiusa con "le segreterie sono oberate di lavoro, se ha questo tipo di curiosità venga personalmente qui".

Nonostante abbia fatto presente di non poter raggiungere la scuola perché risiedo in un’altra regione al momento (niente supplenza= niente stipendio) la risposta non è cambiata. A questo punto continuo a dubitare sul buon lavoro delle segreterie! Buona giornata e buon lavoro…fortunati voi che ne avete uno!

Lalla - gent.ma Ada, comprendo la tua disillusione sul meccanismo e l’atteggiamento dell’assistente amminstrativo con cui hai parlato non fa che acuirla. Fortunatamente, di questo mi assumo la responsabilità, non tutti gli assistenti amministrativi rispondono con lo stesso tono.

A questo punto però non devi mollare

Potresti infatti scrivere al Dirigente Scolastico raccontando l’accaduto, chiedendo quali siano le modalità per consultare le supplenze conferite per chi non è residente nella stessa provincia, senza dover necessariamente interrompere il lavoro delle segreterie. Non crediamo sia scortese indicare che altre scuole hanno adottato l’utilizzo dell’albo pretorio on line, in cui vengono inseriti gli estremi della supplenza assegnata e il riferimento al numero del docente in graduatoria, ed è molto agevole consultarlo.

Altra strada sarebbe quella di coinvolgere i sindacalisti del territorio, sia per conoscere il nome del collega a cui è stata affidata la supplenza in oggetto, sia perchè facciano da tramite a questa esigenza che, possiamo credere, non sarà solo tua.

Troverai collaborazione? Non lo sappiamo, ma avrai tentato!

Nessuna norma impone il rientro in servizio degli insegnanti tra un’assenza e un’altra

8 gennaio, 2015 - 09:33

Dirigente Scolastico – Gent le redazione chiedo se è possibile che una docente che nn è venuta gli ultimi giorni prima delle vacanze natalizie, possa oggi che bisognava prendere servizio chiamare e prendersi una giornata art 15 senza aver ripreso servizio.

Paolo Pizzo – Gentilissima Dirigente, l’art. 15, comma 2 del CCNL comparto Scuola prevede che il personale docente, educativo ed TA assunto a tempo indeterminato ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, (solo) i docenti possono fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma. (

6 gg di ferie fruiti come permessi per motivi personali: nessuna discrezionalità del Dirigente. Nota USR Calabria conferma )

La norma non impone un termine di preavviso, anche perché è possibile, come potrebbe essere il caso in questione, che accadano degli eventi involontari o imprevedibili (che non si possono quindi conoscere in anticipo) per cui il dipendente debba assentarsi improvvisamente e non può che ricorrere a tali permessi. I casi più comuni sono sicuramente la presenza di ghiaccio o neve, oppure la foratura della gomma dell’auto, lo sciopero o un guasto dei mezzi di trasporto, o comunque tutte quelle cause non imputabili al dipendente che non permettono di raggiungere la sede di servizio per l’intera giornata mentre la scuola è aperta e si svolgono le normali attività di servizio e di insegnamento. Ma a queste se ne possono sicuramente aggiungere altre come può essere una particolare situazione familiare sopraggiunta (es. ricovero di un familiare ecc.)

In ogni caso la Corte Conti, sez. contr., 3 febbraio 1984, n.1415 ha chiarito che le esigenze del lavoratore possono identificarsi con tutte quelle situazioni configurabili come meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto attengono al benessere, allo sviluppo ed al progresso dell’impiegato inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola.

Pertanto fermo restando che il permesso si dovrebbe chiedere con un ragionevole anticipo, in casi particolari, eccezionali, involontari o imprevedibili che rendono impossibile la richiesta scritta del permesso con un ragionevole anticipo, il dipendente ha l’obbligo di comunicare tempestivamente alla scuola servizio (anche tramite fonogramma) l’assenza, indicandone la durata e i motivi a supporto della richiesta.

Questi ultimi, come indica la norma, possono anche essere autocertificati.

Quanto al fatto se la fruizione del permesso sia possibile anche senza assumere servizio dopo un periodo di assenza la risposta è positiva. Nessuna norma impone infatti il rientro in servizio tra un’assenza e un’altra.

Istanze on line: accedere con Explorer

8 gennaio, 2015 - 08:18

Cristina – Sapete dirmi se sono stati segnalati dei problemi su Istanze online per visualizzare le graduatorie d’istituto persone ATA. Il sistema quando dovrebbe far vedere la graduatorie cerca di collegarsi a www.trampiistruzione.ite quindi si blocca! Grazie mille per il vs lavoro. Saluti carissimi

Lalla - gent.ma Cristina, abbiamo pubblicato un apposito articolo Istanze on line malfunzionamento con Chrome con il quale, già dagli inizi di dicembre 2014 abbiamo avvertito i nostri lettori più attenti della difficoltà di accedere ad Istanze on line tramite il browser Chrome e alcune versioni di Firefox.

Nella maggior parte dei casi quindi il problema si aggira accedendo ad Istanze on line con un altro browser, il più indicato è Explorer (non mancano tuttavia segnalazioni di malfunzionamento anche in questo caso).

Per quanto riguarda le graduatorie di III fascia ATA, in questa scheda abbiamo fatto il punto su pubblicazioni, reclami, incarichi.

Graduatorie ATA terza fascia pubblicazione: avvisi Uffici Scolastici e modello reclamo

Trasferimento interprovinciale. Chi è escluso dal vincolo triennale?

8 gennaio, 2015 - 07:08

Giovanna  – sono un’insegnante di scuola dell’infanzia al primo anno di ruolo (anno di prova). Lo so che non posso ottenere il trasferimento interprovinciale prima dei 3 anni. C’è qualche possibilità, oltre alla legge 104, che mi permetta di trasferirmi nella città in cui vive il mio compagno? Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Giovanna,

è escluso dall’applicazione del vincolo triennale esclusivamente il personale docente ed educativo di cui all’art. 7, comma 1, punti I), III) e V).del CCN mobilità.

Pertanto può presentare domanda interprovinciale, con precedenza, il personale assunto con decorrenza giuridica, anche dopo l’1/9/2012, se rientra nelle seguenti categorie:

  • personale non vedente
  • personale emodializzato
  • personale con disabilità (di cui all’art. 21, della legge n. 104/92; personale appartenente alle categorie previste dal comma 6, dell’art. 33 della legge n. 104/92)
  • personale (non necessariamente disabile) che ha bisogno per gravi patologie di particolari cure a carattere continuativo (ad esempio chemioterapia)
  • personale che assiste il coniuge o il figlio con disabilità; fratello che assiste la sorella (o viceversa), conviventi, qualora entrambi i genitori siano impossibilitati a provvedere all’assistenza del figlio disabile grave perché totalmente inabili; assistenza al disabile da parte di chi esercita la tutela legale.

NOTA BENE: per ciò che riguarda il trasferimento interprovinciale può superare il blocco del triennio anche il figlio referente unico che assiste il genitore con grave disabilità, con la precisazione però che in questo caso non si ha diritto ad alcuna precedenza ma solo alla possibilità di concorrere, a punteggio, con tutti gli altri docenti che hanno diritto ad ottenere il trasferimento in altra provincia.

Es. anche un neo immesso in ruolo o comunque un docente immesso con decorrenza giuridica dopo l’1/9/2012, che assiste il genitore in disabilità, può chiedere il trasferimento interprovinciale, superando quindi il blocco triennale, ma non avendo però nessuna precedenza rispetto a chi fa la stessa domanda perché assunto con decorrenza giuridica l’1/9/2012 o precedente.

La precedenza, infatti, per il figlio che assiste il disabile, è relativa solo ai trasferimenti provinciali, alle assegnazioni e utilizzazioni e non ai trasferimenti interprovinciali.

Ciò indipendentemente se si rientra o meno nel blocco triennale.

Calcolo dei mesi di congedo obbligatorio e supplenze

7 gennaio, 2015 - 21:20

Claudia – sono una docente precaria con contratto sino al 31/08/2015 presso una scuola dell’infanzia. sono incinta con dpp il 4/07/2015, volevo sapere quando parte la maternità se all’inizio del settimo mese o due mesi antecedenti la dpp quindi dal 4 maggio.inoltre a settembre dovessi ricevere una chiamata per supplenza posso accettare e rientrare ad ottobre, trascorsi i tre mesi successivi al parto? Grazie cordialmente.

Paolo Pizzo – Gentile Claudia,

normalmente la maternità si calcola due mesi antecedenti e i tre successivi il parto.

Tali mesi devono essere calcolati non in giorni (rispettivamente 60 e 90) ma appunto in mesi, è necessario dunque riportarsi col calendario a due mesi prima e tre mesi dopo, anche con data del parto posticipata rispetto a quella presunta.

I commi 4 e 5 dell’art. 2963 del codice civile sanciscono il principio generale che occorre riportarsi col calendario ai mesi e non ai giorni: “La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale; Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l’ultimo giorno dello stesso mese”.

Nel tuo caso quindi  i due mesi partono dal 4 maggio.

Nel periodo di maternità obbligatoria è possibile accettare supplenze senza assumere fisicamente servizio.

Il  periodo coperto da nomina è valevole a tutti gli effetti. Se il contratto dovesse invece finire nel periodo di congedo si avrà un’indennità all’’80% dell’ultimo stipendio ricevuto fino al termine dei 3 mesi successivi al parto. Tale periodo non è però computato nell’anzianità di servizio.

Pagamento del sabato e della domenica quando si sostituiscono più titolari. Chiarimenti per il DSGA.

7 gennaio, 2015 - 20:56

DSGA – Una docente della scuola dell’infanzia che ha prestato servizio in varie  scuole (solo venerdì 19.12 c/o il nostro Istituto)  ci chiede il  pagamento del sabato e della domenica. Si elencano i servizi prestati dalla docente: Lunedì 15.12.2014   dalle ore 10.30 alle ore 16.00 (h 5.30) Contratto 25/25 Martedì 16.12.2014 dalle ore 12.00 alle ore 16.00 (h. 4.00) Contratto 20/25 Mercoledì 17.12.2014 dalle ore 10.30 alle ore 16.00 (h. 5.30) Contratto  25/25 Giovedì 18.12.2014 dalle ore 11.00 alle ore 16.00 (h. 5.00) Contratto 25/25 Venerdì 19.12.2014 dalle ore 11.00 alle ore 16.00 (h. 5.00) Contratto 25/25. E’ possibile  pagare sabato e domenica visto che un contratto è stato  stipulato per 20/25esimi?  L’insegnante contesta il fatto che ha prestato effettivamente 25 ore  nella settimana e quindi chiede il pagamento di sabato e domenica. Come è utili procedere in futuro per evitare ricorsi? In attesa di cortese risposta si porgono cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile DSGA,

a parere di scrive questa è la corretta procedura:

Quando si chiama il supplente per un giorno il contratto non deve essere fatto per le ore giornaliere del titolare che si va a sostituire ma per l’orario settimanale di quest’ultimo.

Mi spiego.

Se chiamo il supplente solo per il lunedì il contratto va effettuato in base alle ore settimanale del titolare. Ciò indipendentemente  dall’orario giornaliero del titolare.

Supponiamo quindi che il titolare sia di ruolo, quindi 25 ore per l’infanzia, e abbia il lunedì 4 ore di servizio.

Il contratto va effettuato per 25/25.

Supponiamo  invece che il titolare  abbia uno spezzone diciamo di 20 ore settimanali e il lunedì abbia un orario di 5 ore di servizio, il contratto andrà stipulato con il supplente per 20/25. Pertanto, a livello contrattuale vale l’orario settimanale e non quello giornaliero.

Quest’ultimo, infatti,  dipende esclusivamente dall”organizzazione interna alla scuola.

Precisato questo, il ragionamento da attuare ai fini del pagamento del sabato e della domenica quando si tratta di sommare più contratti settimanali è in fondo lo stesso che va effettuato quando si parla della sostituzione di un solo titolare.

Mi spiego.

La norma afferma che il dipendente che completi tutto l’orario settimanale ordinario ha diritto al pagamento della domenica ai sensi dell’art. 2109 comma 1 del Codice Civile. Inoltre, come precisato dall’ARAN, in risposta a specifico quesito, la previsione contrattuale si estende al pagamento del sabato qualora risulti giorno libero del dipendente.
Per orario ordinario deve intendersi 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, 24 ore nella scuola primaria, 18 ore nella scuola secondaria, 30 ore nelle istituzioni educative, da svolgere in non meno di 5 giorni settimanali, e 36 ore per il personale ATA.

Ciò vuol dire che quando io sostituisco un solo titolare dal lunedì al venerdì, ai fini del pagamento del sabato e della domenica rileva esclusivamente l’orario settimanale del docente che vado a sostituire ovvero quello obbligatorio che nel caso di cui al quesito è di 25 ore perché trattasi di scuola dell’Infanzia. Non mi pongo quindi il problema della divisione interna delle ore a livello giornaliero.

Lo stesso ragionamento devo quindi farlo quando sostituisco più titolari, sia nella stessa scuola in giorni diversi, sia in diverse scuole.

Ciò vuol dire che nel corso della settimana devo sostituire titolari i quali devono avere tutti l’orario settimanale completo e quindi devo avere per tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, un contratto di 25/25 e non devo quindi sommare le singole ore giornaliere.

A mio avviso questa è la corretta lettura della diposizione.

Vediamo perché.

Mi potrei trovare a sostituire dei titolari i quali hanno un orario settimanale completo ma potrei non arrivare alle 25 ore perché giornalmente tali titolari hanno un orario giornaliero che non me lo permette.

Per esempio, il primo titolare ha 2 ore il lunedì, il secondo 3 il martedì e così via che non mi permetteranno di raggiungere le 25 ore settimanali nonostante tutti i titolari che io ho sostituito abbiano invece l’orario completo settimanale.

Di contro, sempre possibile, soprattutto nel I e II grado, potrei superare le 18 ore già al quarto giorno perché ho magari sostituito 4 titolari diversi che avevano 5 ore di lezione giornalieri ciascuno ma magari un orario settimanale inferiore alle 18 ore settimanali ovvero uno spezzone o un part time.

Per questo motivo deve valere sempre l’orario settimanale del titolare sostituito e non quello delle ore di lezioni giornaliere.

Pertanto, venendo  al problema posto quesito, intanto suggerisco alle scuole di fare i contratti giornalieri sempre in base all’orario settimanale del titolare che si va a sostituire indipendentemente dall’orario giornaliero di lezione di quest’ultimo.

Poi, l’ultima scuola deve sapere dalle altre scuole che tipologia di titolare  ha sostituito il supplente ovvero che orario settimanale avevano detti titolari.

Infatti, secondo il principio che si applica quando si sostituisce un solo titolare, tutti i titolari sostituiti dal lunedì al venerdì dovevano avere l’orario completo ovvero 25 ore settimanale.

Cosa che pare non verificarsi nel vostro caso in quanto nel quesito si specifica che l’ultimo titolare sostituito aveva 20 ore settimanali e non 25.

Spero di essere stato chiaro.

Orologio Marcatempo per i docenti. Chiarimenti per la RSU

7 gennaio, 2015 - 19:38

Michele – sono un delegato RSU e vorrei un chiarimento normativo sull’eventuale obbligo di timbratura con bagde per le ore di docenza prestate in aggiunta alle 18 ore settimanali(Corsi di reacupero,preogetti POF,gruppo sportivo ecc.)  Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Michele,

la legge Finanziaria del 1995 (art. 22/3) affermava che “l’orario di lavoro, comunque articolato, è accertato mediante forme di controlli obiettivi e di tipo automatizzato”.

La legge 24/12/2007 n. 244 (Finanziaria 2008) all’art. 3 comma 83 afferma invece che “Le pubbliche amministrazioni non possono erogare compensi per lavoro straordinario se non previa attivazione dei sistemi di rilevazione automatica delle presenze”.

Non bisogna però dimenticare che oggi la materia è esclusivamente di natura contrattuale.

A tal proposito si ricorda l’art. 40 del D.Lgs. 165/2001, così come modificato dall’art. 54 del D.Lgs. 150/2009 che recita: “La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro…”.

E il Contratto Scuola, soprattutto per i docenti, non prevede tale disposizione neanche per i pagamenti aggiuntivi.

Oltretutto ho dei forti dubbi che la scuola rientri nella “Pubblica Amministrazione” richiamata dalla legge, anche perché, se ci pensiamo bene, per gli ATA, a differenza dei docenti, la rilevazione è proprio stabilita dal Contratto Scuola  perché tale personale effettua un lavoro di “ufficio” così come appunto nella altre Pubbliche Amministrazioni.

I docenti sono sempre stati esclusi da tale obbligo proprio perché non fanno lavoro di ufficio.

Pertanto, a mio avviso, così come si espressero a suo tempo l’allora  MPI e CNPI, ancora oggi, in assenza di una norma specifica per i docenti, vale il principio secondo cui in assenza di un accordo in sede di contrattazione non è legittima l’imposizione per il docente della timbratura del cartellino.

Ciò anche per il pagamento delle ore straordinarie di cui al quesito.

Ti invito inoltre a leggere questo articolo.

Rientro da un’aspettativa il 1 luglio. Quali gli obblighi?

7 gennaio, 2015 - 17:45

Emanuela  – Le pongo il seguente quesito:Sono una docente di scuola primaria neo immessa in ruolo a seguito dell’ultimo concorso ordinario.In data 3 settembre ho presentato alla scuola di appartenenza la domanda per il congedo parentale fino al 2 Marzo 2015.Dal 3 Marzo p.v.,e fino al 30 Giugno 2015, presenterò domanda di aspettativa per motivi familiari. Rientrando in servizio il 1°luglio, essendo già concluso l’anno scolastico, in che modo sarò a disposizione della scuola? Nei mesi di Luglio e Agosto svolgerò mansioni di segreteria?Grazie per il riscontro. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Emanuela,

quando le lezioni sono terminate l’attività obbligatoria di insegnamento (art. 28 CCNL/2007) non è più dovuta, per l’ovvia constatazione che mancano gli allievi a cui insegnare (l’art. 1256 del c.c. libera il docente da ogni obbligo).

Le uniche prestazioni che possono essere richieste nel periodo di sospensione delle lezioni sono le attività funzionali all’insegnamento relative a scrutini ed esami, riunioni di collegio docenti e consigli di classe, ma solo se programmate, cioè comprese nel piano approvato dal collegio a inizio d’anno (eventualmente modificato nel corso dello stesso anno), e nella quantità fissata dal CCNL/2007.

Pertanto, dal 1 luglio potrai ritenerti in effettivo servizio senza alcun obbligo di presentarti a scuola né tanto meno potrai svolgere dei compiti che non rientrano nella funzione docente.

 

TFA e abilitazioni a cascata

7 gennaio, 2015 - 08:12

Alessio - Spettabile redazione "Orizzontescuola", sono un insegnante di terza fascia regolarmente iscritto alle graduatorie d’istituto per le classi di concorso (cdc) C240 “laboratorio di chimica”, C350 “laboratorio di tecnica microbiologica” e A060 “scienze naturali, chimica e geografia, microbiologia”.

Ho già tre anni di servizio con C240, un anno con A060 e quest’anno sto lavorando con la cdc C350.

Visto che ho superato la selezione per accedere al TFA, con molta probabilità quest’anno mi abiliterò per la cdc A060 (Scienze naturali, *chimica* e geografia, *microbiologia*).

Ti sarei grato, quindi, se tu mi potessi indicare, se esistono, le modalità per richiedere l’abilitazione “a cascata” sulle altre due cdc da ITP (C240, C350).

In attesa di una Vostra risposta, Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità

Lalla – gent.mo Alessio, la risposta è negativa. Le classi A060, C240 e C350 non costituiscono ambito disciplinare, per cui l’abilitazione in una di esse è completamente slegata dalle altre (tra l’altro non esistono ambiti disciplinari che coinvolgano sia classi di concorso della tabella A che della tabella C).

Le classi di concorso che costituiscono ambito disciplinare (per cui l’abilitazione in una garantisce anche l’abilitazione nell’altra) sono state indicate dal Ministero dalla nota del 09 ottobre 2012 e recentemente riproposto, in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie di istituto per il periodo 2014/17.

Per le classi di concorso della tabella C (ITP) nell’a.a. 2014/15 non sono stati avviati nuovi percorsi di abilitazione (gli ultimi sono stati i PAS).

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