Sabato, 23 Maggio 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 1 settimana 6 giorni fa

ATA 24 mesi: “profili dell’area immediatamente superiori”

30 marzo, 2015 - 08:53

Gentilissima redazione, voglio porre un quesito riguardo l’inserimento nella prima fascia ATA. Presto servizio in qualità di guardarobiere in un convitto statale in provincia di Oristano e sono riuscita a raggiungere i 24 mesi di servizio per accedere alla prima fascia. All’atto dell’inserimento che per la provincia di Oristano scade il 23 aprile presenterò domanda per inserirmi nella graduatoria di guardarobiere, ma posso anche inserirmi nella graduatoria di collaboratore scolastico con il servizio di 24 mesi prestato come guardarobiere poichè trattasi di profilo inferiore di area A? Avrei bisogno di un vostro parere al riguardo. Grazie

Lalla – il parere è affermativo. Potrai inserirti anche nella graduatoria di collaboratore scolastico.

Per “profili dell’area immediatamente superiore” si intende infatti che un Assistente Amministrativo o Assistente Tecnico o Cuoco o Infermiere o Guardarobiere, oltre a includersi al profilo professionale cui concorre, può inserirsi anche come Addetto alle Aziende Agrarie o Collaboratore Scolastico, perché profili immediatamente inferiori.

Graduatorie ATA 24 mesi. Le scadenze per ogni regione (aggiornamento 30 marzo)

Mobilità ATA: è possibile il passaggio di profilo da AT a AA con i vecchi titoli d’accesso?

30 marzo, 2015 - 06:12

Roberto – gent.ma Lalla sono in procinto di fare domanda di mobilità come Assistente Tecnico e recandomi presso un sindacato per avere dei chiarimenti mi facevano notare che potrei anche fare la mobilità come Assistente Amministrativo. Sono in ruolo dal 1 settembre 2006 come Assistente Tecnico e titolo di accesso richiesto all’epoca con qualifica professionale su AREE A01/A08 E PATENTINO CALDAIE VAPORE successivamente nell’anno 2004 frequentato corso di formazione riconosciuto come PROGRAMMATORE INFORMATICO e da diritto ad entrare nell’are A02. Quello che mi hanno riferito in sindacato e che se i titoli di accesso sono antecedenti al 2007 posso anche fare la mobilità su Assistente Amministrativo, le chiedevo se possibile e quali sono i riferimenti normativi. (SCADENZA DOMANDA 20 APRILE) Restando in attesa di una sua cortese risposta

di Giovanni Calandrino – Gentile Roberto, con la sequenza ATA del 2008, cui rinvia l’art. 52 comma 2 del contratto sulla mobilità, sono stati fatti salvi i titoli di accesso necessari in base al precedente contratto nazionale del 2003.

Pertanto, in riferimento alla Tabella B del CCNL/2003, tutti coloro che alla data di sottoscrizione del CCNL 2007 (Novembre) erano in possesso dei seguenti titoli di studio:

1. diploma di qualifica professionale ad indirizzo specifico (addetto alla segreteria d’azienda; addetto alla contabilità di aziende; operatore della gestione aziendale; operatore dell’impresa turistica);
2. diploma di scuola media integrato da attestato di qualifica specifica per i servizi del campo amministrativo – contabile, rilasciato al termine di corsi regionali ai sensi dell’art. 14 della legge n. 845 del 1978.

Ai soli candidati in possesso dei summenzionati titoli conseguiti antecedentemente al 2007, o con almeno 30 gg di servizio (e quindi inseriti in graduatoria di supplenza allora come Assistente Amministrativo), rimane fattibile la possibilità di cambio profilo come AA in RIFERIMENTO AI VECCHI TITOLI D’ACCESSO. Poiché l’attuale titolo d’accesso è il SOLO diploma di maturità.

Tale norma di salvaguardia è evidente che, a maggior ragione, rimane valida per chi, a quella data, era già di ruolo ed in possesso di un titolo summenzionato.

Graduatoria interna/mobilità: la continuità per chi è in distacco sindacale

29 marzo, 2015 - 11:56

Carla – ho letto nella Vostra newsletter che un docente che ottiene l’assegnazione provvisoria non ha diritto al punteggio di continuità che quindi non deve essere valutato a partire dall’anno scolastico in cui si ottiene l’assegnazione, ma mi chiedo vale anche per chi usufruisce del distacco sindacale?  Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Carla,

la nota 5 della tabella valutazione titoli allegata al CCNI precisa che il punteggio di continuità è riconosciuto a tutti gli effetti dalle norme vigenti come servizio validamente prestato nella medesima scuola.

Conseguentemente, il punteggio per la continuità del servizio deve essere attribuito nel caso di assenze per motivi di salute, per gravidanza e puerperio, compresi i congedi di cui al D.L.vo n. 151/01, per servizio militare di leva o per il sostitutivo servizio civile, per mandato politico ed amministrativo, nel caso di utilizzazioni (ivi compresa quella nei licei musicali), di esoneri dal servizio previsti dalla legge per i componenti del Consiglio Nazionale della P.I., di esoneri sindacali, di aspettative sindacali ancorché non retribuite…

Permesso per matrimonio: rito civile e rito religioso. Quando fruisco del congedo?

29 marzo, 2015 - 11:34

Marina  – Sono un’insegnante di scuola primaria in ruolo da 35 anni. Sono legalmente separata da 23 anni; quest’anno io e il mio ex marito faremo un atto di riconciliazione in Comune e celebreremo le nozze religiose. Non ho mai fruito di congedo matrimoniale. Potrei fruirne in questa occasione? Grazie per l’attenzione. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Marina,

è utile premettere che gli artt. 15/3 e 19/12 del CCNL comparto Scuola non escludono la possibilità di fruire del congedo più di una volta, in quanto i quindici giorni spettano in uno spazio temporale compreso tra una settimana prima e due mesi successivi al matrimonio stesso o comunque “in occasione del matrimonio” senza precisare se è un diritto che spetta una sola volta.

Il TAR del Lazio con le sentenze del 21.3.1991 n.382, del 15.1.1991 n.11 e 20.11.95 n. 1760 aveva precisato che il beneficio compete in caso di divorzio, quando venuto meno a tutti gli effetti civili il precedente matrimonio, il dipendente contragga un nuovo matrimonio (“seconde nozze”).

Poiché il divorzio e la possibilità di risposarsi è prevista dalla legge, il permesso per matrimonio compete anche per “seconde nozze” quando gli effetti civili del primo matrimonio sono venuti meno a seguito di divorzio.

Fatta questa premessa si aggiunge quanto segue per il tuo caso specifico:

Il solo matrimonio religioso non ha rilevanza civile, pertanto non è possibile fruire del permesso retribuito dei 15 giorni in occasione del solo matrimonio religioso.

L’ARAN su specifico quesito per il Comparto Enti Locali, ovvero se il matrimonio può essere fruito in occasione del solo matrimonio religioso, ha dato la seguente interpretazione:

Preliminarmente, riteniamo utile precisare che la previsione del CCNL/1995 si è limitata a “contrattualizzare” la precedente disciplina pubblicistica contenuta nell’art.37, comma 2 del T.U. n.3/1957 e nel RDL 24/6/1937, convertito nella legge 23/12/1937 n.2387, secondo la quale in occasione del matrimonio al dipendente venivano riconosciuti 15 giorni di congedo straordinario.

Pertanto, in materia non può che farsi riferimento alla prassi applicativa consolidatasi con riferimento a tali fonti legislative.

Per ciò che attiene alla specifica problematica sottoposta la giurisprudenza, con riferimento alla disciplina contrattuale del settore privato (ma tali indicazioni non possono non essere valutate anche con riferimento al lavoro pubblico), ha avuto modo di precisare che:

a) in caso di sdoppiamento temporale tra celebrazione religiosa e civile, non vi è duplicazione del congedo, che, invece, può essere goduto una sola volta (Pret. Milano 4.8.1986);

b) il diritto al congedo non sorge quando sia celebrato solo quello religioso, senza trascrizione (Pretura Fermo 18.2.1991).”

Pertanto, il permesso di 15 giorni consecutivi non compete nel caso di solo matrimonio religioso.

Il caso è sicuramente diverso quando però si contrae prima il matrimonio civile e poi quello religioso. Quindi quando il dipendente non avrà contratto solo quello religioso.

In un Orientamento Applicativo l’ARAN afferma: “….Nel caso in cui un lavoratore celebri sia il matrimonio civile e successivamente quello religioso, i 15 giorni di permesso possono essere fruiti, alternativamente, o in caso matrimonio religioso o in caso di matrimonio civile. Sarà il dipendente a scegliere in quale delle due occasioni fruire del permesso…..”.

Dal momento che il Contratto comparto Scuola si limita a specificare  ”matrimonio”, senza aggiungere altro, è sicuramente possibile fruire del congedo in occasione del matrimonio religioso, fermo restando, ovviamente, che quello civile sia stato già celebrato.

Precisiamo però che in tali casi il dipendente non deve aver già fruito del congedo in occasione del matrimonio civile: “In caso di sdoppiamento temporale tra celebrazione religiosa e civile, non vi è duplicazione del congedo, che, invece, può essere goduto una sola volta (Pret. Milano 4.8.1986)”.

In conclusione puoi fruire del congedo in quanto hai già celebrato il matrimonio con rito civile (non fruendo dei 15 gg.) richiedendolo quindi solo in occasione di quello religioso.

Graduatoria interna: punteggio per servizio in piccola isola svolto in ruolo diverso da quello di appartenenza

29 marzo, 2015 - 11:01

Giuseppa – scrivo per chiederle dei chiarimenti in merito alla graduatoria interna di scuola primaria. Sono docente di scuola primaria dal 1996 e dal 1992 al 1996 in servizio presso la scuola dell’infanzia, di cui i primi due prestati a Ischia. Il dirigente per i due anni prestati su piccola isola mi attribuisce 6 punti anziché 9 per ogni anno. Chiedo se il dirigente agisce correttamente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Giuseppa,

il punto A1) della tabella titoli assegna punti 6 per ogni anno di servizio effettivamente prestato dopo la nomina nel ruolo di appartenenza in scuole o istituti situati nelle piccole isole in aggiunta al punteggio di cui al punto A) ovvero di 6 pp per ogni anno di ruolo prestato nel ruolo di appartenenza.

Per il servizio di ruolo si raddoppia poi la continuità del servizio se titolari nelle piccole isole.

Si noti come ci si riferisca sempre al “ruolo di appartenenza”.

Come già detto in altre occasioni il servizio di ruolo nella scuola dell’infanzia per chi è attualmente di ruolo in quella primaria (e viceversa), deve essere calcolato la metà ovvero 3 pp per ogni anno prestato invece che 6.

Pertanto se sei attualmente di ruolo nella scuola primaria e il servizio prestato nella piccola isola si riferisce al ruolo dell’infanzia, è corretto che per ogni anno prestato ti attribuiscano 6 pp. che è la risultante del punteggio dimezzato perché svolto in altro ruolo rispetto a quello di attuale appartenenza.

Mobilità: domanda di revoca è cartacea

29 marzo, 2015 - 10:32

Maria - Ciao Lalla, sono un’insegnante di scuola superiore. Ho fatto domanda di trasferimento in altre 2 scuole. Ho letto su Orizzonte Scuola che è possibile revocare la domanda entro il 17 maggio. Ho avuto un ripensamento e vorrei restare nella scuola di titolarità. Come si fa ad annullarla, visto che ormai non posso entrare più in Istanze On Line? La scuola di titolarità mi ha detto di scrivere una lettera in cartaceo al CSA, dove richiedo la revoca, è possibile fare in un altro modo ?

Lalla - gent.ma Maria, ha ragione la segreteria della tua scuola. La domanda di revoca è esclusivamente cartacea e deve essere indirizzata all’Ufficio Scolastico.

Puoi inoltrarla anche tramite la scuola, così non dovrai necessariamente recarti nell’ufficio preposto alla mobilità.

Non capisco quale sia la remora nei confronti di questa modalità.

Pubblicazione movimenti e date ultime per la revoca (dieci giorni rispetto alla comunicazione al SIDI per ciascun ordine di scuola)

Mobilità: non ho ancora ricevuto lettera di notifica

29 marzo, 2015 - 10:21

Lucia – Io ho fatto sia domanda di trasferimento interprovinciale primaria che mobilità all’infanzia. Volevo chiederti se e’ normale non aver ancora ricevuto la lettera di notifica….leggevo del reclamo punteggi infanzia…. 10 giorni per inoltrarlo…vanno dalla data della lettera di notifica…o dalla scadenza della presentazione delle domande di mobilità…quindi scade il 1 aprile???…grazie mille

Lalla – gent.ma Lucia, al momento gli Uffici Scolastici si stanno occupando dei movimenti dell’infanzia, perchè saranno i primi ad essere pubblicati.

Le lettere di notifica non vengono inviate a tutti lo stesso giorno, pertanto i 10 giorni utili per il reclamo sono dalla data di ricevimento.

Non preoccuparti se non hai ancora ricevuto nulla.

Mobilità infanzia, lettera di notifica punteggi. Il modello di reclamo

ATA 24 mesi: servizio per accesso

29 marzo, 2015 - 10:03

Patrizia - Ho lavorato per circa 10 anni nel settore sanità svolgendo la mansione di tecnico radiologo ma anche impiegato amministrativo (durante la gravidanza). Ora posso fare domanda ATA 24 mesi? Ringrazio per la risposta

Lalla : i requisiti di partecipazione al bando ATA 24 mesi sono:

  1. essere in servizio in qualità di personale ATA a tempo determinato nella scuola statale nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui si concorre;
  2. il personale che, eventualmente, non sia in servizio all’atto della domanda nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui concorre, non perde la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale”, come sopra precisato, se inserito nella graduatoria provinciale ad esaurimento della medesima provincia e del medesimo profilo (per il profilo di CS) e negli elenchi provinciali per le supplenze (per i profili di AA – AT – CR – CO – GA – IF );
  3. il personale che non si trovi nelle condizioni di cui alla precedente lettera a) né nelle condizioni di cui alla precedente lettera b) conserva, ai fini del presente bando, la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale” se inserito nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee della medesima provincia e del medesimo profilo cui si concorre (AA – AT – CR – CO – GA – IF – CS);
  4. essere già inseriti nella c.d. Graduatoria Permanente di prima fascia dei “24 mesi” nella medesima Provincia e nel medesimo profilo per cui si concorre, rispetto alla quale si chiede l’aggiornamento del vecchio punteggio.

Naturalmente requisito fondamentale per l’inclusione nelle graduatorie permanenti del personale ATA è un’ anzianità di servizio di almeno due anni. Ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi (le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero) anche alle dipendenze degli Enti Locali (fino al 31/12/1999).

Prestato in posti corrispondenti al profilo professionale cui si richiede l’accesso. E/o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre.

ATA 24 mesi: requisiti di accesso, scadenze e profili di accesso

Nel tuo caso l’unica possibilità sarebbe se il servizio fosse stato prestato presso enti locali (non lo hai specificato), ma comunque sempre entro il 31/12/1999

 

Esami di Stato alunni con DSA

29 marzo, 2015 - 08:46

Marco - Vorrei sapere se esiste una normativa che specifica quale deve essere il comportamento in una tale situazione Nella mia classe quinta abbiamo un alunno dsa che è dispensato dallo svolgimento della prova scritta di inglese. Nella terza prova Inglese è una delle materie che deve essere inserita, come ci dobbiamo comportare? Mentre i compagni svolgono la prova su quattro materie, lui la svolge su tre? e la valutazione come deve essere fatta? Ringrazio

Lalla - gent.mo Marco, il Miur pubblicherà (di solito nel mese di maggio) una ordinanza ministeriale in cui spiegherà come procedere durante le prove.

Comprendiamo le esigenze di organizzazione (anche le famiglie hanno bisogno di adeguata informazione in merito) e dunque non possiamo che fare riferimento all’ordinanza dello scorso anno, con l’avviso, appunto, che comunque bisognerà controllare eventuali novità quest’anno.

"3. Per quanto riguarda i candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta.

La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell’articolo 15, comma 8.

Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall’intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l’osservanza della procedura di cui all’articolo 15, comma

7. Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi a tali discipline sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell’articolo 15, comma 8. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta. "

Supplenza ATA con punteggio sbagliato: quali conseguenze

29 marzo, 2015 - 08:30

Marco - Spett. Redazione, ho ricevuto svariate convocazioni come assistente amministrativo e alla fine ho accettato un incarico. Indispettito dal fatto delle tante chiamate ho controllato la graduatoria d’istituto in cui sono incluso e mi sono accorto solo adesso che la scuola ha attribuito sia a me che ad altri un punteggio di molto superiore a quello spettantemi, tanto che penso proprio che con il punteggio giusto non sarei stato oggetto di convocazione.

Cosa posso fare adesso che le graduatorie sono definitive? E che cosa mi accadrà nel momento in cui ci sarà il controllo da parte della scuola che mi ha assunto? L’errore non è partito da me e, inoltre, temo di essere sostituito da qualcuno che abbia ugualmente il punteggio errato. Vi ringrazio anticipatamente

Lalla – gent.mo Marco,

l’art. 7 del D.M. 717/2014 stabilisce che in caso di servizio su base di erroneo punteggio, l’eventuale servizio prestato non darà titolo a nessun punteggio. Pertanto forse ti conviene sollecitare tu stesso i controlli più accurati su tutta la graduatoria (ma non hai controllato le provvisorie?).

Dovesse capitare di assegnare la supplenza ad altro candidato con punteggio erroneo, la sorte sarà la stessa.

Vi conviene invece segnalare il fatto che la graduatoria a vostro parere è falsata. Se volete potete invitare la scuola a contattarci, dal momento che svolgiamo un servizio di consulenza gratuita per le segreterie

Intanto ti invitiamo a leggere questa guida

Graduatorie III fascia ATA: supplenza con punteggio errato, quanto vale il servizio prestato?

Graduatoria interna: è escluso il personale con disabilità propria o che assiste il familiare

28 marzo, 2015 - 14:26

Sveva – Chiedo cortesemente un chiarimento: nella graduatoria interna di istituto, appena pubblicata nella mia scuola in via provvisoria, mi sono ritrovata ultima, perché i sette colleghi che hanno meno punteggio di me e che quindi avrebbero dovuto trovarsi dopo di me, usufruiscono tutti e sette della legge 104 (uno per se stesso, gli altri per assistenza a figli o genitori), di conseguenza non compaiono nemmeno. Considerato che ci sarà una cattedra in meno, per un calo di iscritti, e che quindi ci sarà un perdente posto nella classe di concorso (A051), è assolutamente certo che quel perdente posto debba essere io?Avevo letto da qualche parte, ma senza poi avere alcun riferimento normativo, che la legge 104 tutela al fine che chi ne usufruisce non venga allontanato dal comune di residenza, ma non necessariamente dalla scuola di titolarità. E’ corretto o è una leggenda? Se è corretto, potreste fornirmi qualche riferimento normativo? Grazie in anticipo.

Paolo Pizzo – Gentilissima Sveva,

il riferimento normativo è il CCNI 2015/16 che disciplina sia i trasferimenti che l’esclusione dei docenti dalla graduatoria interna di istituto.

Per quest’ultimo punto, in particolare, l’art 7/2 dispone che I docenti ed il personale A.T.A., beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), V) e VII) di cui al comma 1 del presente articolo e riconosciute alle condizioni ivi indicate, non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio, a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente necessario il loro coinvolgimento (es. soppressione della scuola, ecc.). A tal proposito si precisa che:

L’esclusione dalla graduatoria interna per i beneficiari della precedenza di cui al punto V si applica solo se si è titolari in scuola ubicata nella stessa provincia del domicilio dell’assistito.

Qualora la scuola di titolarità sia in comune diverso o distretto sub comunale diverso da quello dell’assistito, l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione del perdente posto si applica solo a condizione che sia stata presentata, per l’anno scolastico 2015/16, domanda volontaria di trasferimento per l’intero comune o distretto sub comunale del domicilio dell’assistito o, in assenza di posti richiedibili, per il comune o il distretto sub comunale viciniore a quello del domicilio dell’assistito con posti richiedibili.

Quanto sopra non si applica qualora la scuola di titolarità comprenda sedi (plessi, sezioni associate) ubicate nel comune o distretto sub comunale del domicilio del familiare assistito.

L’esclusione di cui al punto V) in caso di assistenza al coniuge o ai figli con disabilità si applica anche in caso di patologie modificabili nel tempo (certificazione di disabilità “rivedibile”) purché la durata del riconoscimento travalichi il termine di scadenza per la presentazione delle domande di mobilità volontaria.

Pertanto sono esclusi dalla graduatoria i docenti che rientrano:

nel punto I:

1) personale scolastico docente ed educativo non vedente (art. 3 della Legge 28 marzo 1991 n. 120);

2) personale emodializzato (art. 61 della Legge 270/82).

III

PERSONALE CON DISABILITA’ E PERSONALE CHE HA BISOGNO DI PARTICOLARI CURE CONTINUATIVE

1) disabili di cui all’art. 21, della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella “A” annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648;

2) personale (non necessariamente disabile) che ha bisogno per gravi patologie di particolari cure a carattere continuativo (ad esempio chemioterapia);

3) personale appartenente alle categorie previste dal comma 6, dell’art. 33 della legge n. 104/92, richiamato dall’art. 601, del D.L.vo n. 297/94.

Punto V con i criteri che ti ho riportato in premessa:

ASSISTENZA AL CONIUGE, ED AL FIGLIO CON DISABILITA’; ASSISTENZA DA PARTE DEL FIGLIO REFERENTE UNICO AL GENITORE CON DISABILITA’; ASSISTENZA DA PARTE DI CHI ESERCITA LA TUTELA LEGALE.

Graduatoria interna: la continuità si mantiene se nell’a.s. in corso si è in assegnazione provvisoria

28 marzo, 2015 - 14:02

Scuola – Nella nostra scuola si verifica tale situazione: docente in ruolo dal 2010/2011 titolare presso il nostro istituto negli aa.ss. 2011/12 – 2012/13 e 2013/14. Dall’01/09/2014 ottiene l’assegnazione provvisoria per ricongiungimento al  coniuge in altra provincia. In questi giorni stiamo predisponendo la graduatoria interna di istituto per  l’individuazione dei docenti soprannumerari relativamente all’organico di diritto 2015/16. A nostro avviso la docente non ha più diritto al punteggio  di continuità, ma vorremmo avere il vostro parere: lo perde o lo mantiene  considerato che l’anno in corso 2014/15 non viene valutato? Ringraziamo anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

il servizio e la continuità didattica vengono riconosciuti fino al 31/8/2014 con esclusione dell’anno in corso.

Se quindi il docente in questione è titolare nella vostra scuola dal 2011/12 la sua continuità è di 3 anni:

2011/12 (sede definitiva);

2012/13;

2013/14.

Gli dovete quindi attribuire 6 pp.

Il fatto che abbia ottenuto quest’anno l’assegnazione provvisoria gli farà perdere il diritto della continuità solo a partire dal prossimo anno 2015/16.

 

Periodi utili ai fini pensionistici ed eventuali riscatti

28 marzo, 2015 - 12:22

Dsga  – Ho un docente in servizio nella scuola secondaria di primo grado con il seguente servizio: A.S. 1989-90 nominato supplente ai sensi dell’art.43 della legge 270/82 personale non licenziabile con decorrenza giuridica 1.09.1989 – 31.08.1990 che ha  assunto servizio il 27.10.1989. Ha un’assenza per malattia non retribuita per 53 giorni (dal 9 maggio al 30 giugno 1990) è utili ai fini della pensione? o il periodo ha solo valore giuridico e pertanto va riscattato? Inoltre per  i due mesi estivi non è stato retribuita anche questi sono utili ai fini della pensione o vanno riscattati? In attesa di risposta si ringrazia e si porgono cordiali saluti.

FP – Gentile Dsga,

in merito alla sua richiesta, si precisa che:

– per i periodi per i quali non vi è stato alcun versamento contributivo (né tanto meno figurativo),  questi non sono utili al trattamento pensionistico, fatta eccezione per i casi in cui specifiche disposizioni di legge non lo prevedano in modo specifico;
– il riscatto non è previsto per i periodi ante 1/1/1997;

– per i periodi estivi, il DPR 1092/73, prevede la possibilità di riscatto (sistemazione contributiva), solo se esiste una decorrenza giuridica differente da quella economica e non per i periodi utili solo ai fini giuridici.

In sostanza si vanno a coprire quei periodi intercorrenti tra la decorrenza giuridica ed economica della nomina in ruolo non coperti da servizio.

Questione scatti bloccati

28 marzo, 2015 - 12:20

Chiarella – Spett.le  Redazione, ringrazio infinitamente per la gentile risposta da voi fornitami e che mi ha fatto allontanare ogni dubbio sulla mia  liquidazione. Un’altra domanda al proposito dei famosi scatti che sono stati bloccati. Durante l’anno 2013, mentre ero ancora in servizio , sulle cedoline mensili dello stipendio si leggeva la data 1°-Gennaio 2014 (che si riferiva ,appunto allo scatto che avrei dovuto avere partendo da Gennaio 2014.Avevo questa data, prima che decidessero verso la fine del 2013 , di bloccare gli scatti; come mai non ci sono più rientrata? E perchè? Sarebbe  possibile fare qualcosa, eventualmente ? Ringraziandovi ancora per la gentilezza, scusandomi per il disturbo, in attesa di una risposta in merito, invio distinti saluti.

FP – Gentile Chiarella,

per opportuna conoscenza le sintetizzo brevemente, i continui mutamenti in materia di scatti, che si sono susseguito negli ultimi anni:

– la L. 122/2010 ha bloccato la progressione della carriera del personale della scuola per il triennio 2010/2012, pertanto il  servizio reso in questi anni non è (era) utile ai fini della progressione della carriera;
– il D.I. n. 3 del 14/01/2011, ha recuperato l’utilità del servizio prestato nel 2010 e ha previsto, in caso di economie, la possibilità di recuperare gli anni 2011 e 2012;
– l’accordo tra le OO.SS. e l’Aran del 13/03/2013 ha  consentito il recupero del 2011, attraverso le economie accertate;
– il D.P.R. n. 122 del 4/09/2013, pubblicato sulla G.U. del 25/10/2013 – serie generale n. 251, ha prorogato il mancato riconoscimento ai fini della carriera del servizio reso nel corso dell’anno 2013.
– il CCNL 7/8/2014 ha di fatto sbloccato e reso valido ai fini della progressione economica stipendiale, l’anno 2012.

Detto questo, nella fattispecie, potrebbe essere (condizionale d’obbligo, si necessitano di ulteriori dati), che la scadenza indicata sul cedolino del 2013 (ovvero 1/1/2014), teneva conto del blocco dell’anno 2012.

In sostanza  la sua progressione economica stipendiale, era in ritardo rispetto alla sua carriera di 1 anno.

Con il CCNL del 7/8/2014, l’anno 2012 è stato riconosciuto valido ai fini della progressione stipendiale, pertanto il passaggio alla fascia stipendiale successiva, l’ha maturata a gennaio 2013, un anno prima rispetto all’indicazione del cedolino del 2013.

Ricostruzione carriera: la Ragioneria Terriotriale entro 60 giorni dal ricevimento degli atti deve apporre il relativo visto/rilievo

28 marzo, 2015 - 12:19

Valerio – Sono un docente di anni 61. Immesso in ruolo dal primo settembre 2013, dopo oltre 20 anni di precariato nella scuola pubblica di secondo grado. Vorrei sapere quando sara’ possibile avere riconosciuta l’anzianita’ pregressa e tutti gli altri diritti dato che ad oggi ancora percepisco lo stipendio base (livello 0). Faccio presente che la scuola dove sono attualmente  in servizio mi dice di aver trasmesso la documentazione per la ricostruzione, ma che l’Ufficio del Tesoro l’ha restituita.  Ringrazio per la risposta.

FP – Gentile Docente,

in primis, per opportuna conoscenza,  le segnalo che la domanda di riconoscimento dei servizi pre ruolo ai fini della ricostruzione di carriera, è una pratica da presentare dall’ interessato alla scuola di titolarità. Pertanto il primo passo è a cura del personale.

In merito all’attribuzione della fascia stipendiale di competenza, ai sensi della normativa vigente il servizio pre-ruolo viene così valutato:

– i primi 4 anni sono utili ai fini giuridici ed economici;
– 2/3 della parte restante sono utili ai fini giruidici ed economici;
– 1/3 è utile ai soli fini economici.

L’anzianità utile all’attribuzione della fascia stipendiale è data dalle sole anzianità utile  ai fini giuridici ed economici (i primi 2 punti).

Pertanto, partendo dal  suddetto principio, il suo servizio preruolo (20 anni) è così valutato:
1) i primi 4 anni utili ai fini giuridici ed economici;
2) la parte restante, ovvero i 16 anni vengono così suddivisi:
a) 10 anni e 8 mesi utili ai fini giuridici ed economici;
b) 5 anni e 4 mesi utili ai soli fini economici.

Totale anzianità utile ai fini giuridici ed economici: 14 anni e 8 mesi.  Alla suddetta anzianità si aggiunge 1 anno di ruolo (quello corrispondente all’anno di prova), ed il risultato è: 15 anni e 8 mesi.

Per effetto di tale anzianità la fascia stipendiale in godimento, alla data del superamento del periodo di prova sarà la 15/20.

Non si riescono a dare altre indicazioni, ma sarebbe importante capire se il decreto di ricostruzione della carriera sia stato restituito con o senza il relativo “visto di conformità”.

Si precisa che la Ragioneria Terriotriale, secondo quanto previsto dall’art. 8 del D.Lvo n. 123 del 30/6/2011, entro 60 giorni dal ricevimento degli atti, deve apporre il relativo visto/rilievo.

Graduatoria interna: come valutare l’anno di ruolo prestato in utilizzazione in altro ordine di scuola?

27 marzo, 2015 - 21:45

Docente – sono un insegnante di ruolo di scuola primaria. Le pongo un quesito riguardante il punteggio per la graduatoria interna. Nell’ultimo anno  di ruolo nella scuola dell’infanzia (perché poi sono passata di ruolo nella scuola primaria) ho chiesto e ottenuto per il successivo anno scolastico l’utilizzazione nella scuola primaria.  Ora Le chiedo: il punteggio che mi spetta ai fini della graduatoria interna per quell’anno è di 6 o 3 punti? Se il punteggio spettante è 6, può gentilmente dirmi il riferimento normativo? Grazie.

 Paolo Pizzo – Gentilissimo docente,

Nella PREMESSA delle note riguardanti la valutazione dei titoli e dei servizi è scritto che l’anzianità di servizio di cui alla lettera A) [pp. 6] si considerano gli anni di servizio, comunque prestati successivamente alla decorrenza giuridica della nomina, nel ruolo di appartenenza.

A chiarimento di questo concetto precisa poi che “Il servizio prestato in ruoli diversi da quello di appartenenza, a seguito di utilizzazione o assegnazione provvisoria, è valutato ai sensi della lettera A) con riferimento al ruolo di appartenenza.”

Pertanto se l’anno che eri di ruolo nell’infanzia hai prestato servizio come utilizzato nella primaria, quell’anno  deve essere ora valutato come svolto nella scuola dell’infanzia (quindi 3 pp come “altro ruolo” in quanto ora sei nella scuola primaria).

Supplenze: l’art 37 non è ad interpretazione del Dirigente scolastico

27 marzo, 2015 - 21:08

Fabrizia – sono supplente su sostegno dal 22 gennaio 2015 e il docente che sostituisco ha reso noto che ha l’intenzione di rientrare dopo il 30 aprile(è assente continuativamente dal mese di ottobre)per mettersi a disposizione delle classi. La Dirigente afferma che non ha intenzione di farlo rientrare a disposizione ma sulla sua cattedra di sostegno in quanto asserisce che l’art.37 del C.C.N.L.non specifica che ci si riferisce anche al sostegno ma solo alle classi,di conseguenza l’art.è  oggetto di interpretazione. Vorrei capire se una Dirigente può interpretare a modo suo un art. che a me sembra senza alcun dubbio chiaro(anche se non parla di sostegno)e quindi sapere se per caso esiste una normativa a riguardo che possa permettere questa decisione. La ringrazio.

Paolo Pizzo – Gentilissima Fabrizia,

l’art. in questione non è interpretabile nel senso che intende il Dirigente.

Tale art dispone che “Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

Come si evince chiaramente dall’art non ci sono differenze per ciò che riguarda le classi di concorso, posto comune o sostegno, nonché tra gli ordini di scuola.

Non potrebbe infatti essere diversamente dal momento che il fine dell’art è il riconoscimento della continuità didattica degli allievi indipendentemente se disabili o meno.

Pertanto la norma va assolutamente applicata a tutti i docenti e a tutti gli ordini e gradi di scuola.

Giova inoltre ricordare al Dirigente che il principio generale è che “Nell’applicare la legge, non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole, secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”.

Devi quindi consigliare al DS di non assegnare un altro significato se non quello proprio dell’art. 37, senza quindi attribuirgliene un altro che risulterebbe alquanto arbitrario.

Supplenze: proroga del contratto per l’assistente amministrativa in infortunio sul lavoro

27 marzo, 2015 - 14:40

 Scuola – sono il  D.S.G.A. di un Istituto Comprensivo e gradirei delucidazioni in merito al quesito che Le sottopongo con descrizione dettagliata della situazione: Un’assistente amministrativa supplente si è infortunata sul lavoro, con una prognosi da gennaio fino al 27/03/2015 (giorno in cui sarà sottoposta dall’Inail ad ulteriore visita, con probabile continuazione dell’infortunio, perché ancora non deambula). L’Assistente supplente era impegnata su un posto fino all’avente titolo, ed è decaduta con la pubblicazione delle graduatorie definitive in data 16/03/2015. Attualmente è stata convocata in altra scuola, con la nuova graduatoria, ha accettato una supplenza fino al 01/04/2015, non prendendo servizio perché infortunata con prognosi fino al 27/03/2015. Quesito: Se l’infortunio continua, e continua anche la supplenza dopo il 01/04/2015, tale assistente ha diritto alla proroga? Ringrazio anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

si premette che per il personale ATA il Regolamento per le supplenze è abbastanza datato e non prevede la proroga o la conferma di un contratto per una supplenza breve.

Il DM 430/2000 prevede infatti una sola possibilità di proroga della supplenza:

“Qualora l’assenza del personale appartenente ai profili professionali di assistente amministrativo, assistente tecnico e collaboratore scolastico, nel periodo intercorrente tra il termine delle lezioni e la conclusione delle attività didattiche, compresi gli esami, determini nella scuola la impossibilità di assicurare lo svolgimento delle ulteriori attività indispensabili, il dirigente scolastico può, con determinazione motivata, prorogare la data di scadenza delle supplenze per il periodo di effettiva permanenza delle esigenze di servizio e nel numero strettamente necessario per evitare l’interruzione del pubblico servizio.”

Tuttavia il MIUR, almeno dal 2010, interviene ogni anno sull’argomento e nella nota di inizio anno prevede anche per il personale ATA (per quello docente c’è già il DM 131/2007 che prevede le proroghe e le conferme dei contratti) la proroga della supplenza disponendo che “Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, sena soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno libero, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, accertata la necessità viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.”

Tale disposizione è stata confermata anche per quest’anno nella nota 8481 del 27 agosto 2014.

Detto questo, l’art 20 del CCNL/2007 dispone che In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, non si computa ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto il periodo di malattia necessario affinchè il dipendente giunga a completa guarigione clinica. In tale periodo al dipendente spetta l’intera retribuzione di cui all’art. 17, comma 8, let. a).

Il comma 3 poi precisa che Le disposizioni di cui al presente articolo sono dirette alla generalità del personale della scuola e pertanto si applicano anche ai dipendenti con contratto a tempo determinato, nei limiti di durata della nomina, e anche a valere su eventuale ulteriore nomina conferita in costanza delle patologie di cui sopra.

Pertanto se il l’ATA di cui al quesito ha subito un infortunio sul lavoro e il contratto di supplenza termina mentre perdura il riconoscimento dell’infortunio, ha diritto all’eventuale proroga contrattuale o ad altra nomina con riconoscimento giuridico ed economico del contratto al perdurare appunto della situazione di infortunio.

Diritto alla pensione di vecchiaia nel 2017

27 marzo, 2015 - 14:27

Domenico – Compirò 66 anni il 05/06/2016 , ho 30 anni di contribuzione con 20 anni prima del 2011, posso fare domanda di pensione entro gennaio 2016 ?

FP – Gentile Domenico,

in riferimento alla sua richiesta, le confermo che la prima possibilità di “uscita” è data dal raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia ovvero legata all’età.

Di seguito si indicano i requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia, per i prossimi anni:
– dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi;
– dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi;

Per effetto dei suddetti requisiti, matura il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2017, con decorrenza 1/9 e purtroppo non nell’anno 2016, come da lei indicato, in quanto non riesce a raggiungere i 66 anni e 7 mesi entro il 31/12/2016.

Possibilità di pensionamento coatto con decorrenza settembre 2015?

27 marzo, 2015 - 14:25

Docente – desidero sapere potrò andare in pensione. Questi i miei dati: sono nato il 09/02/1950 pertanto compirò 65 anni entro il 31/08/2015. Sono entrato di ruolo il 10/09/1984 e pertanto al 31/08/2015 avrò 30 anni 11 mesi e 22 giorni di servizio a cui si aggiungono tra preruolo, università e servizio militare altri 5 anni 9 mesi e 18 giorni per un totale di 36 anni 9 mesi e 10 giorni. Nel caso in cui non dovessi rientrare per quest’anno nel pensionamento d’ufficio, mi sapreste dire con certezza quando potrò andare in pensione? Grazie per l’eventuale vs interessamento.
FP – Gentile Docente,

considerata la sua età e la sua anzianità contributiva, le segnalo che la sua prima possibilità di “uscita” è rappresentata dal raggiungimento della pensione  per vecchiaia ovvero tenuto conto dell’età.

Le indico di seguito i requisiti per la pensione di vecchiaia previsti dalla
L. 214/2011:

– dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi;
– dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi;

Pertanto matura il diritto alla pensione per vecchiaia nel 2019 con decorrenza 1/9.

Inoltre, escludo la possibilità di pensionamento coatto con decorrenza settembre 2015.

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