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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 23 min 37 sec fa

TFA II ciclo. Dubbi sui test

Lun, 18/08/2014 - 06:05

Marta - Gentile redazione orrizzonte scuola, vi scrivo questa email in quanto credo ci sia poca chiarezza a proposito dei risultati del TFA II ciclo.

In particolare ho sostenuto la prova relativa alla A43-A50 presso l’Università di Verona. Ho visto, che ci sono state al riguardo una serie di revisione dei risultati pubblicati inizialmente in tale classe di concorso.

Francamente ho consultato il mio test ed ho visto che le rispettive domande non hanno il medesimo ordine con le quali sono state pubblicate a livello nazionale. Ovvero, la domanda n.1 dal cineca nel mio test risulta avere il numero 34. A tal prosito vorrei chiedere se era normale avere domande conordine differenti o è un caso isolato.

Lalla - sì, è normale. Ogni compito somministrato era costruito random, cioè con ordine delle domande e degli item di risposta in ordine diverso, a caso, per ciascun candidato.

Nella restituzione dei compiti invece le domande sono state poste tutte nello stesso ordine, rispettando però la risposta data.

Marta - Peraltro anche per ciò che concerne i risultati definitivi, dal vostro sito avevo letto che in un caso ad esempio erano state date per buone tutte le risposte, mentre nella mia pagina personale appaiono si correzioni, ma nessuna domanda ha accanto tutte e quattro le risposte. Dunque com’è possibile consultare i risultati definitivi (compresi quelli revisionati) senza accedere al mio test, così da poterlo confrontare nel caso in cui non sia stato revisionato completamente. Ringraziandovi anticipatamente, porgo i miei distinti saluti.

Lalla – la domanda per la quale sono state considerate corrette tutte le risposte è la n. 38 38. Cosa rappresenta il Zollverein del 1843?

Questo significa che qualsiasi risposta tu abbia fornito, è stata considerata corretta.

Perchè il compito non avrebbero dovuto essere revisionato completamente? Nonostante le lamentele di questi giorni, finora non risultano errori provati nella correzione dei test.

ATA terza fascia: quanto vale il servizio militare

Lun, 18/08/2014 - 05:12

potrei sapere gentilmente quanti punti vengono attribuiti per aver svolto servizio di leva per 2 anni per l’aggiornamento di 3 fascia del personale ata? grazie

di Giovanni Calandrino - Il servizio di leva in III fascia viene valutato come segue:

Il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati per legge, prestati non in costanza di rapporto di impiego, sono considerati come servizio reso alle dipendenze delle amministrazioni statali:

per ogni anno: PUNTI 0,60
per ogni mese o frazione superiore a 15 gg.: PUNTI 0,05

Il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati per legge, prestati in costanza di rapporto di impiego, sono considerati servizio effettivo reso nella medesima qualifica:

per ogni anno: PUNTI 6
per ogni mese o frazione superiore a 15 gg.: PUNTI 0,50

Rinvio anno di prova per dottorato di ricerca

Dom, 17/08/2014 - 22:17

Maria – innanzitutto grazie per il vostro servizio grazie al quale anche chi come me è entrato da poco nel mondo della scuola, riesce ad orientarsi e ad essere correttamente informato! Richiedo la vostra consulenza per una questione un po’ intricata. In quanto vincitrice dell’ultimo concorso a cattedra, sono stata immessa in ruolo nella scuola secondaria superiore di II grado a marzo 2014 con decorrenza giuridica da settembre 2013 ed economica  da settembre 2014. Al momento dell’immissione in ruolo, ero titolare di assegno di ricerca annuale (legge 240/2010) presso l’Università. L’anno di assegno scadrà a febbraio 2015 e quindi, dovendo prendere materialmente servizio a settembre, ho chiesto  alla scuola assegnatami come sede di servizio di essere messa in aspettativa fino a febbraio.

A scuola non mi hanno fatto problemi, ma mi hanno fatto notare che, rientrando in servizio i primi di febbraio, non potrò effettuare i 180 giorni di servizio necessari per il superamento dell’anno di prova e sarò costretta a rinviarlo all’anno prossimo. Siccome, nel frattempo, parteciperò a un concorso per ricercatore a tempo determinato (legge 240/2010) che, nel caso di vittoria, comporterebbe un incarico di tre anni, mi chiedevo: nell’eventualità che risultassi vincitrice, potrei chiedere un’altra aspettativa, di tre anni, senza aver effettuato l’anno di prova? Non so ancora quali saranno i tempi del concorso ma potrebbe concludersi verso aprile-maggio 2015 o al massimo a settembre 2015. In entrambi i casi, potrei chiedere l’aspettativa? So che altri colleghi ricercatori hanno ottenuto l’aspettativa di tre anni chiedendola secondo l’art. 24, comma 3, lett. a) l. 240/2010 e l’art. 49, comma 1, lett. m) d.l. n. 5 del 9.02.2012, convertito in legge 4.04.2012 n. 35 (il decreto semplificazione dove è esplicitato il diritto all’aspettativa in questi casi), ma avevano già superato l’anno di prova a scuola. Dato che, in tutti i casi, non vorrei  precludermi la possibilità di chiedere a breve un’altra aspettativa per lavorare all’università, mi chiedevo se mi converrebbe dimettermi prima del termine del contratto di assegnista e fare l’anno di prova a scuola o se la cosa sarebbe del tutto inutile. Al sindacato a cui mi sono rivolta mi hanno detto che, rinviando l’anno di prova al 2015/2016, dovrò necessariamente superarlo nel 2015/2016 e quindi non potrei chiedere un’altra aspettativa né di un anno (per un eventuale rinnovo dell’assegno) né di tre anni. Ma, leggendo alcune delle vostre consulenze, in cui si distingue giustamente tra il rinvio per esito negativo e quello per mancanza dei giorni di servizio, e si dice che in quest’ultimo caso il rinvio può essere chiesto più volte, mi è sorto il dubbio che mi abbiano dato un’informazione sbagliata… In attesa di una gentile risposta, vi ringrazio per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

il sindacato a cui ti sei rivolta ti ha dato un’informazione errata.

L’art. 438 comma 5 del Dlgs 297/94 afferma che qualora nell’anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall’organo competente per la conferma in ruolo.

L’art. 439 dello stesso decreto afferma che in caso di esito sfavorevole della prova, il provveditore agli studi, sentito il consiglio scolastico provinciale, se trattasi di personale docente della scuola materna, elementare e media o sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di personale docente degli istituti o scuole di istruzione secondaria superiore, ovvero, il direttore generale o capo del servizio centrale competente, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di altro personale appartenente a ruoli nazionali, provvede: alla dispensa dal servizio o, se il personale proviene da altro ruolo docente o direttivo, alla restituzione al ruolo di provenienza, nel quale il personale interessato assume la posizione giuridica ed economica che gli sarebbe derivata dalla permanenza nel ruolo stesso; ovvero, a concedere la proroga di un altro anno scolastico al fine di acquisire maggiori elementi di valutazione.

C’è quindi una differenza sostanziale tra il non superamento dell’anno di prova (esito sfavorevole della prova) e il non raggiungimento dei 180 giorni previsti che costituiscono il minimo di servizio che deve essere prestato.

In sintesi, dalla C.M. 1 agosto 1975, n. 219, prot. n. 3069, questa la differenza:

Per effetto del rinvio, disposto dall’art. 139 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417, alle norme sugli impiegati civile dello Stato, e quindi anche del comma 3 dell’art. 10 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, la proroga di un anno, in caso di esito sfavorevole della prova, può essere disposta per una sola volta; al termine del secondo anno, l’interessato, qualora non consegua, a causa dell’esito sfavorevole della prova, la nomina in ruolo , è dispensato dal servizio o restituito al ruolo di provenienza con le modalità previste dall’art. 59 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417. In caso di dispensa dal servizio, l’interessato ha diritto ad una indennità pari a due mensilità del trattamento relativo al periodo di prova.

La prova è invece prorogata, qualora non siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio, anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative a qualunque titolo concessi, ivi compresi i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro a norma dell’art. 4 della Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulle lavoratrici madri (congedo per maternità), salve restando, ovviamente, le disposizioni di Legge che considerano valutabili anche ai fini della prova determinati periodi diversi dall’insegnamento.

Pertanto, dal momento che il tuo anno di prova sarà rinviato per dottorato di ricerca ciò si configura come una giusta causa in quanto il periodo di congedo non è utile al raggiungimento dei 180 gg.

Qui una risposta relativa alla retribuzione e ad altri aspetti della carriera.

Qui un’altra risposta che ti può interessare.

Graduatoria III fascia Ata. Diploma di Perito Agrario: le aree in cui è possibile inserirsi

Dom, 17/08/2014 - 21:29

con il diploma di perito agrario, non si può fare domanda personale ATA? In quale area e/o laboratori? grazie per la risposta

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo, la risposta è positiva. Con il titolo di perito agrario è possibile inserirsi in III fascia di circolo e di istituto ATA per i seguenti profili professionali:

  • Assistente Amministrativo;
  • Assistente Tecnico Area AR23 (Chimica), AR28 (Azienda Agraria), AR38 (Agroindustriale);
  • Collaboratore Scolastico.

Pertanto, il prossimo settembre 2014 ti sarà consentito l’inserimento ai tre profili sopra descritti.

Graduatorie istituto ATA. Sindacati chiedono domande dal 20 settembre, MIUR prepara modifiche tabelle

Inoltre se possiedi un diploma di qualifica specifica, rilasciato da un istituto professionale per Operatore agrituristico, Operatore agro industriale, Operatore agro ambientale, ti è consentito anche l’accesso al profilo di ADDETTO ALLE AZIENDE AGRARIE.

Le guide di OrizzonteScuola.it per la III fascia delle graduatorie di istituto

Come si diventa ATA?: Mansioni dei vari profili, i requisiti e le procedure d’accesso per le aree B – A s – A

Come si diventa ATA?: Mansioni dei vari profili, i requisiti e le procedure d’accesso per le aree B – A s – A </a

Posizione economiche Ata. Chi ha diritto all’emolumento una tantum?

Dom, 17/08/2014 - 21:18

Salvatore – Gentile Redazione di Orizzonte Scuola, ho letto sul vostro sito l’articolo inerente la firma dell’accordo per l’attribuzione della seconda posizione economica a decorrere dal 01/09/11, mi è poco chiaro se l’attribuzione si riferisce a chi già la percepiva in busta paga oppure a chi come nel mio caso si trova in graduatoria in attesa di fare il corso di formazione.

In tal caso chiedo notizie riguardo a tali corsi, cioè quando verranno avviati nella regione Sicilia.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Salvatore, come riporta l’art. 2 del CCNL relativo al riconoscimento al personale ATA dell’emolumento una-tantum (…) del 7 agosto 2014, l’attribuzione economica si riferisce esclusivamente al personale già destinatario ai soli effetti giuridici della posizione, attribuita negli A.S. 2011–12, 2012–13 e 2013–14.

Inoltre ti ricordo che il conferimento giuridico della posizione economica è attribuito solo dopo il superamento del corso di formazione.

Di seguito ti linko l’ultimo decreto sui corsi di formazione della provincia di PALERMO (non conoscendo la tua Prov. di pertinenza)

Posizioni economiche ATA. Quanto in busta paga?

Ata. Collaboratori scolastici inseriti in I fascia con meno di 12 punti?

Dom, 17/08/2014 - 20:47

Luigi – Buongiorno, ad ‘oggi non ho ancora ricevuto una risposta in merito ad ‘un quesito che avevo posto alcuni giorni fa, in pratica domandavo come mai nella graduatoria provinciale di prima fascia del personale ATA di Genova, risultano essere inserite n° 4 persone (coll.scol.) , con un punteggio compreso dai 6.25 a 11.70, mi domando come sia possibile visto che per essere inseriti in detta graduatoria bisogna avere almeno 24 mesi di servizio, equivalente a punti 12 , ci sono per caso scorciatoie nascoste?? grazie.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Luigi, in riferimento all’art. 1 (Requisiti per l’ammissione al concorso di Collaboratore Scolastico) del Bando di Concorso ai sensi dell’art. 554 del D.L.VO 297/94, si evince chiaramente che possono essere ammessi al concorso in candidati che possiedono un’anzianità di servizio di 24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi, prestato in posti corrispondenti al profilo professionale di COLLABORATORE SCOLASTICO, o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre.

Ciò significa che, molto probabilmente i 4 candidati di cui fai riferimento con punteggio inferiore a 12 punti sono inseriti in profili immediatamente superiori (Assistente Amministrativo o Tecnico) con servizio maggiore ai 24 mesi, ma considerato che si tratta di servizio non specifico la valutazione del medesimo risulta essere inferiore ovvero di 0,15 per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 gg e non di 0,50 come avviene per il servizio specifico di Collaboratore Scolastico.

Ecco perché il punteggio risulta essere cosi basso.

Pertanto, prova a ricercare i nomi dei 4 candidati nelle graduatorie provinciali di Assistente Amministrativo o Tecnico sicuramente li troverai inseriti anche sotto questi altri profili ATA.

Se così non dovesse essere, rivolgiti a un sindacato per avviare una richiesta di accesso agli atti in modo da chiarire tutti i tuoi dubbi.

Assunzioni in ruolo su sostegno solo con relativo titolo

Sab, 16/08/2014 - 09:08

Gentilissimi, perdonate se vi disturbo ma volevo sottoporvi un quesito. Sono insegnante di sostegno in AD03 nella provincia di Roma. Da quanto vedo quest’anno ci saranno numerose immissioni in ruolo. Ora mi chiedo: nell’elenco aggiuntivo provinciale del sostegno, in AD03, ci sono 25 persone.

Come sarà rispettata la norma del 50%? Un insegnante idoneo ma non vincitore di concorso, senza neppure il titolo di sostegno, può passare di ruolo in AD03? Grazie

Lalla - è da escludere che un docente che ha superato le prove del concorso (idoneo) ma non possiede la specializzazione per le attività didattiche di sostegno possa essere assunto in ruolo su posto di sostegno (questo vale anche per vincitori).

L’elenco del sostegno correlato al concorso è formato esclusivamente dai docenti che sono in possesso del titolo.

Superato il problema dei recuperi (se c’è) i posti andranno suddivisi al 50% tra Graduatorie ad esaurimento e concorso.

Come operare se ci sono molti posti a ruolo e pochi candidati? la soluzione è indicata dal Ministero nelle Istruzioni operative

"A.3 Il D.M., in corso di emanazione, prevede la possibilità di destinare le eventuali eccedenze a favore di altre graduatorie, avendo riguardo alla tipologia del posto di cui trattasi. Si precisa che la ripartizione dovrà essere effettuata, se possibile, nello stesso ordine e grado di istruzione, ivi compreso il sostegno e nell’ambito della scuola secondaria di primo e secondo grado, in relazione alle esigenze accertate in sede locale, con particolare riguardo agli insegnamenti per i quali da tempo esista la disponibilità del posto e agli insegnamenti per i quali non sia stata prevista l’attribuzione di contingenti, ma che diano garanzia di assorbimento nell’organico. Per i posti di sostegno, in caso di mancanza di candidati, le eccedenze vanno assegnate al sostegno di altra area o di altro ordine o grado di scuola."

Tutte le guide sulle immissioni in ruolo 2014

Neo immessi in ruolo: quanti punti spetteranno per il concorso

Sab, 16/08/2014 - 08:37

Paolo – Gent.mi, Vi domando se, prendere il ruolo dalla graduatoria del concorso dia 3 punti (per eventuale graduatoria di trasferimento). Ringrazio anticipatamente. Cordialmente.

Lalla – gent.mo Paolo, la tabella di valutazione dei titoli per la mobilità (il neo immesso in ruolo è interessato nel primo anno, quando gli spetta richiedere la sede definitiva) indica

2 – lettera B) : Superamento di pubblico concorso per esami relativo al ruolo di appartenenza o a ruoli di livello pari o superiore

La valutazione è prevista per i concorsi ordinari che hanno determinato l’immissione in ruolo (concorso a cattedra), mentre sono esclusi i concorsi riservati per il conseguimento dell’abilitazione o dell’idoneità all’insegnamento e la partecipazione a concorsi ordinari ai soli fini del conseguimento dell’abilitazione.

I concorsi ordinari a posti della scuola dell’infanzia non sono valutabili nell’ambito della scuola primaria, così come, i concorsi ordinari a posti della scuola secondaria di I grado non sono valutabili nell’ambito degli istituti della secondaria di II grado ed artistica; analogamente i concorsi ordinari a posti di insegnante diplomato nella scuola secondaria di II grado sono valutabili esclusivamente nell’ambito del ruolo dei docenti diplomati.

I concorsi ordinari a posti di personale educativo sono da considerare di livello pari ai concorsi della scuola primaria.
I concorsi a posti di personale ispettivo e dirigente scolastico sono da considerare di livello superiore rispetto ai concorsi a posti di insegnamento.

Per il superamento di un pubblico concorso ordinario per esami e titoli, per l’accesso al ruolo di appartenenza , al momento della presentazione della domanda, o a ruoli di livello pari o superiore a quello di appartenenza vengono attribuiti 12 punti. Si precisa che può essere valutato solo un pubblico concorso.

Questo significa che i 12 punti (non 3, bensì una differenza molto più consistente) spettano per aver superato il concorso ordinario (con i limiti ricordati), al di là della graduatoria effettiva da cui si è stati assunti in ruolo.

Guida alla valutazione dei titoli per la mobilità 2014

Immissioni in ruolo. Quando scatta la riserva

Sab, 16/08/2014 - 08:19

Anna - Cara Lalla, sono un’insegnante di scuola dell’infanzia e di scuola primaria, inserita nelle Graduatorie ad Esaurimento. Essendo invalido civile, godo della riserva:N. Può gentilmente spiegarmi in che maniera questo titolo influisce sulle immissioni in ruolo.Distinti saluti.Grazie.

Lalla - gent.ma Anna, ne parliamo in maniera approfondita nella Guida

al calcolo delle riserve dei posti. Leggi tutto

Il principio è che ogni due posti scatta una riserva, fino a raggiungere la percentuale del 7% per la riserva N e dell’1% per la riserva M.

Naturalmente i conti vanno ripartiti tra Graduatorie ad esaurimento e graduatorie del concorso.

Va ricordato inoltre che

in presenza di un solo posto non si procede alla nomina del riservista.

Anche le graduatorie ad esaurimento definitive possono ancora essere rettificate

Sab, 16/08/2014 - 07:52

Roberta - Gent.mi, nel mese di maggio, entro i termini fissati per legge, avevo provveduto a compilare e inviare l’aggiornamento della mia posizione in Graduatoria.

All’uscita della prima “versione” delle Graduatorie la mia posizione (25° precedentemente) risultava essere 85° laddove NON risultavano scritti (e quinti conteggiati) gli spettanti 36 punti di servizio per gli ultimi 3 anni di aggiornamento, peraltro da me debitamente trascritti e segnalati al momento della compilazione della domanda di aggiornamento che ho provveduto a stampare e trattenere in versione PDF.

Ho dunque provveduto, di nuovo nei termini di legge – ovvero in data 30 luglio – a inviare via mail (all’indirizzo indicato su Decreto) MODULO DI RECLAMO per ricorso allegando precedente domanda, segnalando la tipologia dell’errore e indicando l’opportuna correzione.

Quando qualche gg fa l’Ufficio Scuole ha pubblicato le graduatorie definitive, la mia posizione risultava DI NUOVO essere 85° !!!!!

I 36 punti di servizio segnalati come non conteggiati erano di nuovo a 0 (zero!. Il giorno stesso della pubblicazione delle graduatorie definitive, ho provveduto a segnalare la mancata correzione, inviando mail e allegati presso singoli titolari presso l’Ufficio Scuole segnalati con mansioni deputate alle Graduatorie ad Esaurimento. Richiedendo ricevuta di lettura, alcuni di loro risultano aver ricevuto quanto ho inviato.

Inutile dirvi che ho continuativamente cercato di contattare l’Ufficio telefonicamente e che nessuno ha mai risposto (sono in vacanza, peraltro molto breve per le difficoltà di tutti – e rientrare mi sarebbe costato molto di più della breve vacanza in sé), inoltre i riferimenti in calce ai documenti riportavano chiaramente anche riferimenti mail, del coordinatore, sig.ra Pace, alla quale ho inviato le segnalazioni suddette, oltre ad altri suoi colleghi che ho rintracciato sul sito dell’Ufficio Scuole della Lombardia.

Eccomi dunque al punto: come debbo procedere ora per ottenere i punti a me spettanti e quindi la correzione della mia posizione in Graduatoria?!

Lalla - gent.ma Roberta, dal punto di vista formale hai fatto tutto quello che era necessario. La prossima settimana – suppongo che per breve vacanza tu intenda come limite massimo questo lungo week end – prova nuovamente a contattare i riferimenti indicati nel decreto di pubblicazione, con tutti i mezzi a disposizione ed eventualmente recandoti personalmente (capisco l’ansia, ma in questi giorni gli uffici sono chiusi).

Riscontrati errori materiali, l’Ufficio Scolastico può ancora rettificare in autotututela le Graduatorie ad esaurimento, anche dopo la pubblicazione delle definitive.

D’altronde la tua situazione dovrebbe essere molto limpida, nel momento in cui hai il pdf con quanto dichiarato entro il 17 maggio 2014.

Assegnazioni provvisorie provinciali precedono quelle interprovinciali

Sab, 16/08/2014 - 07:33

Daniele – Quali assegnazioni vengono soddisfatte prima: quelle provinciali o interprovinciali? Grazie

Lalla – gent.mo Daniele, le assegnazioni provinciali precedono quelle interprovinciali.

La sequenza delle operazioni è indicata nell’Ipotesi di contratto, a pag. 54 – 55

L’assegnazione provinciale è al n. 38 delle operazioni: " Assegnazione provvisoria nell’ambito della provincia su tipo posto comune (nel rispetto di quanto previsto dall’art. 7 comma 1). Il personale docente beneficiario delle precedenze di cui all’art. 8 viene trattato con priorità, nell’ordine previsto."

L’assegnazione interprovinciale è al posto n. 44 " Assegnazione provvisoria su tipo posto comune dei docenti provenienti da altra provincia (nel rispetto di quanto previsto
dall’art. 7 comma 1). Il personale docente beneficiario delle precedenze di cui all’art. 8 viene trattato con priorità, nell’ordine previsto."

L’ordine delle precedenze è così disposto Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: chi ha la precedenza?

TFA: prova scritta per tutti i test superati

Gio, 14/08/2014 - 18:29

Giulia - Sono reduce da due sessioni di tfa, esattamente per le classi A28 e A33. Con grande gioia ho superato entrambe le prove.

Volevo sapere se è vero che ora posso scegliere solo una delle due materie da portare avanti per la prova scritta.

In tal caso, immagino, dovrò valutare i posti disponibili e le sedi che attivano tali corsi, giusto? Da chi posso informarmi?

Lalla - gent.ma Giulia, complimeni per il tuo risultato.

Non sei costretta a scegliere adesso la classe di concorso, tu puoi continuare le selezioni per entrambe le classi e se per entrambe superi prova scritta e prova orale, allora sì sarai chiamata a scegliere una delle due.

La scelta per chi vince più classi di concorso esiste, ma è alla fine delle selezioni, non in questa fase del percorso.

Certo, guardare l’offerta formativa delle Università può aiutare a formarsi un’idea e magari a maturare una scelta, se non si ritiene opportuno portare avanti le selezioni per entrambe le classi di concorso.

TFA. Le classi di concorso attivate in ciascuna Università. (in aggiornamento)

TFA 2014 secondo ciclo: accede alla prova scritta chi ha superato il test con 21/30

Mar, 12/08/2014 - 16:57

Carla – Vi chiedo cortesemente di volermi aiutare in quanto sono la quart’ultima tra i primi non ammessi al secondo step del TFa per Storia dell’arte (061).

Il mio punteggio è 20.50 con una sola risposta in piu corretta l’avrei superato. E’ possibile che io venga "ripescata"? Come fare per saperlo? Vi ringrazio molto per la vostra
attenzione

Lalla - gent.ma Carla, non capiamo a quale normativa tu faccia riferimento.

Il dm del 16 maggio 2014 e poi il dm del 20 giugno 2014 (oltre al dm n. 249/10) non lasciano dubbi sul requisito per accedere alla prova scritta del TFA: superare il test con un punteggio minimo di 21/30.

Non esiste un numero minimo o massimo di candidati che devono accedere alla prova scritta: se tutti avessero superato il test, l’Università avrebbe organizzato una prova scritta per tutti i candidati, se nessuno lo avesse superato, la selezione in quella regione, per quella classe di concorso, si sarebbe chiusa lì.

Non esiste normativa che parli di "ripescaggi", a meno che il Ministero non ammettesse altri errori per questa classe di concorso (la commissione di esperti ha già ravvisato che la domanda 52 potevano essere considerate corrette sia la risposta A sia la risposta B) e questa o queste risposte fossero tra quelle che tu non hai superato.

Altra eventualità che potrebbe farti rientrare tra gli ammessi alla prova scritta sarebbe quella di un apposito ricorso. Non ci risultano infatti altre modalità di "ripescaggio".

I "ripescaggi" semmai avvengono quando, a graduatorie stilate (con i nominativi di tutti coloro che hanno superato le tre prove) qualche candidato che è collocato nel numero dei posti banditi decide di non iscriversi (magari ha vinto più classi di concorso e deve sceglierne una), per cui si può scorrere la graduatoria fino al raggiungimento dei posti a concorso. Ma non siamo ancora a questo stadio.

TFA secondo abilita a cascata

Lun, 11/08/2014 - 21:33

Ottavio – Gentile redazione, sono in procinto di sostenere le prove per il TFA II ciclo. Se dovessi conseguire l’abilitazione per la classe di concorso A052, sarei egualmente
abilitato nella classe di concorso A051, A050 ed A043?

Vi chiedo ciò in riferimento ad una nota del MIUR che fa riferimento alle abilitazioni cosiddette "a cascata". Vi ringrazio anticipatamente, distinti saluti

Lalla - gent.mo Ottavio, la nota Miur alla quale fai riferimento è quella del 9 ottobre 2012, che mantiene la sua validità.

Il Ministero scrive

“Il Decreto Ministeriale n. 39 del 30 gennaio 1998, ed in particolare l’allegata “Tabella A/2”, indica la “Corrispondenza delle abilitazioni”, ovvero quali diplomi di abilitazione conseguiti a seguito della partecipazione ai concorsi per le classi elencate nella colonna 1, sono validi anche per gli insegnamenti compresi nelle classi di concorso indicate nella colonna 2. Attraverso il Decreto Ministeriale n. 354 del 10 agosto 1998, invece, sono stati costituiti i cosiddetti “Ambiti Disciplinari” per aggregazione di classi di concorso finalizzata allo snellimento delle procedure concorsuali ed altre procedure connesse.

Le stesse norme sono state utilizzate anche per i titoli di abilitazione conseguiti attraverso le SSIS. In analogia, le abilitazioni che si andranno a conseguire attraverso i percorsi di TFA, ai fini dei concorsi per titoli ed esami e dell’inserimento nelle graduatorie per il conferimento delle supplenze da graduatoria d’istituto, hanno le validità di cui alla seguente tabella”

la nota

Inoltre il Miur ne ha ribadito la validità con la nota del 10 giugno 2014, in occasione della compilazione delle domande di inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto per il triennio 2014/17, in cui si legge proprio "A mero titolo di esempio, un abilitato nella classe di concorso 52/A risulta abilitato anche nelle classi di concorso 51/A, 50/A, 43/A e può pertanto iscriversi nelle relative graduatorie"

Ci si può abilitare con il PAS senza aver mai svolto servizio nelle scuole statali

Lun, 11/08/2014 - 13:01

Gentili Signori, vorrei capire come sia possibile che una collega acquisisca un’abilitazione PAS senza aver mai insegnato nella classe di concorso in cui si è abilitata? Il caso di una collega mi perplime, poiché mi pare di aver capito che bisogna aver insegnato tre anni e almeno un anno nella classe di concorso per cui si chiede l’abilitazione.

Ora se la collega non era inserita nelle graduatorie di terza fascia per quella classe di concorso, m’interesserebbe sapere come abbia potuto iscriversi e superare il PAS, dal
momento che se non sei inserito, non puoi di certo aver insegnato, o sbaglio? Nè aver maturato alcun punteggio, neppure non specifico. Speranzosa in una vostra risposta, cordialmente saluto.

Lalla - gent.ma Maria Cecilia, il dm n. 58 del 25 luglio 2013 prevedeva, quali requisiti di accesso al PAS l’avere svolto almeno 3 anni di servizio, con il prescritto titolo di studio, tra l’a.s. 1999/2000 e il 2012/12 in

  • scuole statali
  • scuole paritarie
  • centri di formazione professionale limitatamente ai corsi accreditati dalle Regioni per garantire l’assolvimento dell’obbligo scolastico a decorrere dall’a.s. 2008/2009.

Come vedi, non è richiesta l’iscrizione nelle graduatorie di istituto. Vero è che nella scuola statale il 90% delle supplenze avviene tramite reclutamento dalle graduatorie di istituto, ma potrebbe anche verificarsi il caso di docente che ha lavorato con domande di messa a disposizione, utilizzate dai Dirigenti Scolastici in caso di graduatorie esaurite.

Per il reclutamento nelle scuole paritarie e nei centri di formazione professionale, poi, l’iscrizione nelle graduatorie di istituto è assolutamente ininfluente.

Pertanto, il tuo quesito è presto risolto se la collega ha maturato il servizio attraverso le modalità indicate (anzi, seppure non espressamente quantificato, è possibile dire che la percentuale di abilitati PAS che ha sfruttato il servizio svolto nelle paritarie è stata abbastanza elevata).

Graduatorie di istituto seconda fascia: valutazione altro titolo

Lun, 11/08/2014 - 11:23

Claudia – Ho richiesto l’inclusione in 2^ fascia graduatoria scuola dell’infanzia grazie al riconoscimento abilitante del diploma istituto magistrale che ho utilizzato come titolo di accesso. Essendo in possesso dell’abilitazione all’insegnamento scuola primaria conseguito nel 2000 , ho inserito tale titolo nella sezione d (altri titoli).È giusto o il titolo non è valutabile?

Lalla - è corretto, il titolo è valutabile. La tabella dei titoli di II fascia delle graduatorie di istituto al punto D.2) l’attribuzione di 3 punti per "ogni abilitazione o idoneità posseduta in aggiunta al titolo di accesso [...] "

Il Ministero ha chiarito con la nota del 24 luglio 2014 che tale abilitazione non può essere lo stesso diploma magistrale utilizzato per l’accesso alla classe di concorso, ma deve essere altra abilitazione, e se tu dici che si tratta di abilitazione conseguita nel 2000 (quindi concorso o corso abilitante) ha tutti i requisiti per essere valutata come "altro titolo" rispetto al diploma utilizzato come titolo di accesso.

Abilitazione insegnanti: ad un bivio tra TFA e PAS

Lun, 11/08/2014 - 08:06

Gloria - Ho superato il test scritto per la a043 e ora sto studiando per superare la prova scritta… Dato che risulto anche tra gli ammessi al PAS per la stessa classe di concorso, mi chiedevo se sapete quando apriranno le iscrizioni al PAS.

Se esse saranno a settembre, dovrò frequentare per forza il pas altrimenti rischio di non abilitarmi. Grazie

Lalla - gent.ma Gloria, le iscrizioni al corso PAS a.a. 2014/15 saranno gestite dalle singole Università, come già lo scorso anno. Pertanto, se già non lo ha fatto, l’Università potrebbe richiedere l’iscrizione già da settembre, oppure più tardi.

Forse è una decisione che dovresti prendere già adesso, sapendo che se vuoi andare avanti con il TFA potresti magari perdere qualche soldino della preiscizione al PAS. Ma, se hai provato il test pur sapendo di essere stata ammessa al PAS, evidentemente puntavi a quel percorso (fosse solo per il punteggio attribuito nella tabella di valutazione di II fascia).

Puoi provare a contattare l’Università per chiedere info su tempistica iscrizioni, e se hanno pensato come gestire un caso come il tuo, o comunque sollecitarli a prenderlo in considerazione al fine di trovare una soluzione (magari iscrizione con riserva fino ai risultati, se le lezioni del corso PAS non iniziano prima).

Ricostruzione di carriera/temporizzazione ad una docente di scuola Secondaria I grado che ha avuto il passaggio di ruolo da scuola dell’Infanzia il 01/09/2011

Dom, 10/08/2014 - 22:57

Scuola  – Buongiorno, sono un assistente amministrativo devo fare la ricostruzione di carriera/temporizzazione ad una docente di scuola Secondaria I grado che ha avuto il passaggio di ruolo da scuola dell’Infanzia il 01/09/2011. La docente, giustamente, mi fa pressione perchè ancora non ho provveduto ma non so come fare. La docente negli anni in cui era nel ruolo dell’Infanzia ha comunque prestato servizio nella scuola Secondaria I grado per assegnazione provvisoria, quindi servizio utile ai fini della ricostruzione, solo che di questi anni l’a.s. 2009/2010, al sistema SIDI, risulta in servizio nella scuola dell’infanzia. Ho contattato l’U.S.P. perchè è di loro comptetenza inserire le assegnazioni provvisorie, noi scuole non possiamo farlo, per telefono mi hanno detto che probabilmente ormai non possono più cambiarlo e poi in quell’anno era titolare in altra provincia anche se il servizio è stato prestato nella nostra, mi hanno detto di scrivere una mail con una breve descrizione della situazione e che mi avrebbero fatto sapere, ma ncora non ho avuto risposta.

Visto che il servizio pre-ruolo e la maggior parte di quello di ruolo lo ha svolto nella scuola secondaria di I grado, credo che sia più conveniente la ricostruzione anzichè la temporizzaione ma se uno di questi anni al SIDI risulta prestato su scuola dell’Infanzia quell’anno non verrà conteggiato, giusto? Inoltre, altro problema è che il sistema SIDI non è aggiornato con la situzione normativa per cui i calcoli che esegue non sono corretti. Infatti una ricostruzione di carriera di un’altra docente, ci è stata restituita senza il visto dalla ragioneria territoriale con questa dicitura: 1. Si restituisce privo del visto di questa RTS il provvedimento ……..a seguito dell’emanazione delle norme appresso riportate: a) art. 1, comma1, lettera b del DPR 4/09/2013, n. 122 entrato in vigore dal 09/11/2013, oggetto di comunicazione della nota n. 157 del 27/12/2013 sull’applicativo di NOIPA, che prevede la proroga al 31/12/2013 delle disposizioni di cui all’art. 9, comma 23 del D.L. n. 78 del 2010 per il personale comparto Scuola. b) D.L. n. 3 del 23/01/2014, vigente dal 28/01/2014, che demanda ad un’apposita sessione negoziale presso l’ARAN, da concludersi entro il 30/06/2014, il probabile recupero dell’utilità dell’anno 2012, oggetto di comunicazione della nota n. 5 del 27/01/2014 sull’applicativo NOIPA. 2. Tutto ciò premesso e tenuto conto che le RTS non possono vistare decreti non  conformi alle norme vigenti nè applicarli, si invita l’Istituzione scolastica a ritirare il decreto di ricostruzione di carriera ed a riproporlo al controllo di regolarità amministrativa, per la successiva applicazione, solo dopo l’adeguamento normativo da parte del MIUR del sistema “SIDI Gestione ricostruzioni” ed a conclusione della sessione negoziale, di cui al precedente punto 1b. Premesso che il MIUR non ci aveva comunicato che il SIDI non era aggiornato e che quindi non dovevamo precedere ad eseguire le ricostruzioni, come ci dobbiamo comportare?  come ci possiamo giustificare con i docenti che ci fanno pressione e che credono che siamo noi assistenti amministrativi a non fare il nostro dovere?  perchè il MIUR non manda una comunicazione ufficiale alle segreterie e ai docenti docenti spiegando la situazione? Si ringrazia anticipatamente per la collaborazione Cordiali saluti.

FP- Gentile Assistente Amm.va,

prima di tutto le confermo che la variazione del servizio svolto nella scuola secondaria di primo grado quando la docente occupava il ruolo nella scuola dell’infanzia è una rettifica che compete all’UST di competenza.

Per quanto concerne il discorso sulla temporizzazione/ricostruzione di carriera, mi permetto di illustrarle, brevemente,  la procedura  in caso di passaggio di profilo da docente di scuola infanzia a quello di scuola secondaria.

1) All’atto del passaggio di ruolo da una qualifica inferiore  ad una superiore, si ha diritto prima di tutto al calcolo dello stipendio ad-personam, secondo quanto previsto dall’istituto della temporizzazione di cui all’art. 6 del DPR 345/83.

Per temporizzazione si intende il procedimento mediante il quale il cosiddetto “valore economico” (la differenza tra lo stipendio nel ruolo di provenienza  in godimento nel momento del passaggio e lo stipendio iniziale maturato nello stesso  ruolo) viene trasformato in anzianità nel nuovo profilo.

Con la suddetta procedura si garantisce, attraverso l’assegno ad-personam, la stessa retribuzione in godimento prima del passaggio con la relativa anzianità “temporizzata”.

2) Successivamente, alla conferma in ruolo e dietro presentazione di apposita domanda da parte dell’interessato, si procede alla valutazione dei servizi di ruolo e non di ruolo svolti anteriormente.

Terminato il riconoscimento dei servizi (di cui sopra) avvenuto secondo quanto prescritto dalla normativa, il sistema informativo (portale SIDI) verifica quale trattamento economico è più favorevole, e in base a tale scelta,  procederà la progressione dello stipendio.

Doverosa una precisazione:

i benefici derivanti dalla temporizzazione non sono cumulabili con quelli derivanti da ricostruzione di carriera (cfr. art. 6 del D.P.R. 345/1983).

Pertanto all’atto del superamento della prova bisogna verificare se:

il riconoscimento dei servizi (ricostruzione di carriera) attribuisce un trattamento economico inferiore rispetto a quello risultante dalla temporizzazione. In questo caso non è possibile prendere in considerazione l’anzianità derivante dalla ricostruzione di carriera, in qunato non è ammesso attribuire un trattamento economico meno favorevole a fronte di un’anzianità più favorevole.

Solo in presenza di uguale trattamento economico tra la temporizzazione e la ricostruzine di carriera si prenderà come riferimento l’anzianità di servizi riconosciuta ai fini giuridici ed economici più favorevoli.

E’ opportuno precisare, che la Temporizzazione rappresenta l’unica ancora di salvezza per gli insegnanti che transitano dalla scuola infanzia  ai ruoli dei docenti della scuola secondaria, in quanto per questi non vi è nessuna disposizione che preveda il riconoscimento ai fini della carriera del servizio di ruolo e non di ruolo prestato in qualità di insegnantedi dell’infanzia.

Detto questo, senza entrare troppo nel “tecnico”, considerato che i servizi sono stati svolti tutti nella scuola secondaria, è ragionevole affermare che la progressione economica risultante dalla ricostruzione di carirera sia sicuramente più favorevole della temporizzazione.

Per la questione del “visto” della Ragioneria, si precisa che quando la scuola ha proceduto all’elaborazione del decreto di ricostruzione di carriera con il portale Sidi (di un’altra docente), è stato emesso un atto, tenendo conto della validità dell’anno 2013, quest’ultimo non più valido ai fini della progressione economica per effetto del D.P.R. n. 122 del 04/09/2013.
Pertanto, si condivide l’operato  dalla Ragioneria locale, ovvero di  non vistare il decreto per mancanza di regolarità, dovuta dal riconoscimento dell’anno 2013, come anno utile ai fini della progressione economica.

Si precisa, che quando ci sono aggiornamenti rigurdanti il portale SIDI, nella home page viene sempre  indicato la tipologia e l’area di interesse. Purtroppo ad oggi il SIDI non è aggiornato ad accogliere lo sblocco dell’anno 2012 e il blocco dell’anno 2013.

Inoltre, si consiglia, prima di trasmettere un decreto di ricostruzione di carriera alla Ragioneria (al di la delle comunicazioni del MIUR), di porre attenzione a quanto indicato nella parte normativa dello stesso. Infatti un’attenta lettura del decreto trasmesso, avrebbe evidenziato l’assenza del riferimento normativo del blocco dell’anno 2013 ovvero del  D.P.R. n. 122 del 04/09/2013.

Il suggerimento che posso darle, in merito alle continue pressioni che arrivano da parte dei docenti,  è quello di chiarire la questione con quanto appena affermato.

La nuova legge sulla pubblica amministrazione ha abolito la riforma Fornero?

Dom, 10/08/2014 - 22:54

Dirigente scolastico  – Si chiede se con la nuova legge sulla pubblica amministrazione e con l’abolizione della riforma Fornero debba essere posta in pensione d’ufficio una docente che al 31 agosto 2014 ha 40 anni e 7 mesi di servizio  e 63 anni di età.

FP  – Gentile Dirigente Scolastico,

il caso prospettato è di difficile lettura, considerata la materia. Nonostante ciò, cercherò di darle tutte le informazioni del caso.

Partiamo con esaminare la normativa vigente, in merito a cessazioni d’ufficio, senza tener conto delle novità introdotte dal DL 90/2014 (le valuteremo successivamente).

Il pensionamento coatto può avvenire per:

- età anagrafica;
- anzianità contributiva.

Pertanto la cessazione d’ufficio  per raggiunti limiti di età, considerando questo a.s., si ha quando:

1) entro il 31/8/2014 compiono 65 anni e contemporaneamente in possesso dei  requisiti maturati entro il 31/12/2011 della normativa previgente.

Di seguito si indicano i requisiti “pre Fornero”:

- quota 96 (60/36 o 61/35);                                                                                                       – 40 anni di contributi
- pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per  le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in  servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2014 compiono 66 anni e 3 mesi e non in possesso dei requisiti  di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al  31/8/2014.

Si precisa, che nella fattispecie, la collega raggiunge quota 96 al 31/12/2011, ma non rientra nella casistica dei pensionamenti d’ufficio.

Mentre le novità previste, in termine di pensionamento coatto, contenute  nel D.L. 90/2014, sono:

1) non è possibile concedere proroghe oltre il 65° anno di età;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva e senza penalizzazione per la misura della pensione.

Nel caso specifico, a mio avviso,  considerando i requisiti per il pensionamento d’ufficio previsti dalla riforma Fornero, che quelli del DL 90/2014,  non troverebbe (condizionale d’obbligo)  nessuna corrispondenza con la situazione previdenziale del caso.

E’ bene precisare, che l’anzianità contributiva, per le donne nel 2014 è di 41 anni e 6 mesi.

L’unico dubbio, che resta, è il seguente:

l’anzianità contributiva da considerare ai fini del pensionamento coatto, visto che la collega raggiunge i requisiti pre Fornero entro il 31/12/2011, potrebbe non essere di di 41 anni e 6 mesi, bensì di 40 anni. La situazione in questo caso cambia….e come.

Il testo del DL, in merito è poco chiaro ed è consigliabile attendere delle note esplicative dall’istituto di previdenza.

Sottolineo, inoltre che:

- ad oggi,  il citato DL approvato al Senato, deve concludere il suo iter alla Camera dei Deputati e pertanto potrebbe subire delle modifiche, visto i precedenti;
- che la “riforma Fornero” sulle pensioni non è stata comunque abolita.

Per completezza di informazione, le segnalo che, ad oggi, le uniche indicazioni ministeriali, ricevute dalle istituzioni scolastiche, da parte del MIUR, sono evidenziate nella nota n. 2507 del 28/7/2014:

1) a seguito dell’entrata in vigore del DL. 90/2014, è fatto divieto di disporre di trattenimenti in servizio a beneficio del personale che abbia raggiunto i limiti di età per il collocamento a riposo;

2) i trattenimenti in servizio disposti a partire dall’a.s. 2014/2015, non essendo ancora efficaci alla data di entrata in vigore del decreto, sono revocati ex legge;

3) i trattenimenti in servizio eventualmente già disposti, esplicando i loro effetti con riferimento alla durata di ciascun anno scolastico, cessano la loro efficacia con il 31 agosto 2014, avuto riguardo alla particolarità del sistema scolastico nel quale i collocamenti a riposo hanno sempre effetto dal 1 settembre di ciascun anno.

Il caso in esame non rientra nella casistica individuata dalla nota di cui sopra.

I cosiddetti “salvaguardati” della riforma Fornero

Dom, 10/08/2014 - 22:50

Docente – Buongiorno. Sono un insegnante di scuola media, nato il 5 Maggio 1950, in servizio continuativo nella scuola statale da novembre del 1980, mi sono stati conteggiati 4 anni tra servizio militare e corso di laurea, vanto inoltre 7 anni per totalizzazione di servizi esteri. Dai conteggi risulta che ho maturato quota 96 (61+ 35) entro il 31/12/2011i, a questi si sommano 7 anni (art. 46, Regolamento C.E. n1408/71). Avrei dovuto presentare domanda di pensionamento entro febbraio, ma situazioni personali mi hanno dissuaso. Chiedo cortesemente se posso agganciarmi alla deroga dei quota 96, per potere andare in pensione il 1 settembre 2014. Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

FP – Gentile collega,

considerata la sua età anagrafica e la sua anzianità contributiva, lei rientra nella casistica dei cosiddetti “salvaguardati” della riforma Fornero.

L’ art. 24 comma 3 DL n.  201/2011 prevede la possibilità  di andare in pensione con i vecchi requisiti pensionistici maturati al 31/12/2011.

Pertanto vista  la sua situazione previdenziale al 31/12/2011, può andare in pensione quando vuole.

Purtroppo, al di là di come si è conclusa la questione “quota 96″, a mio avviso, l’intervento era solo per la platea dei colleghi che raggiungevano il requisito entro il 2012, e non per aprire un’ulteriore finestra per presentare domanda di pensione da parte di colore che, pur possedendo i requisiti, non l’hanno fatto nei termini previsti.

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