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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 18 min 13 sec fa

Rinuncia ad una proposta da GAE: sanzioni anche per un’eventuale immissione in ruolo?

Gio, 09/10/2014 - 19:49

Pietro  - le volevo chiedere se in caso di mancata accettazione o presenza ad una convocazione  dalle Gae per una supplenza a tempo determinato si veniva cancellati per una eventuale assunzione a tempo indeterminato futura. In attesa di una sua cordiale risposta le porgo  cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Pietro,

la rinuncia ad una proposta di assunzione o l’assenza alla convocazione:

comportano la perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento per il medesimo insegnamento, se le cause della rinuncia non sono opportunamente giustificate e motivate. Rimane invece la possibilità di ottenere incarichi dalle medesime graduatorie per altre classi di concorso in cui si è utilmente inseriti.

Si precisa che se un docente non si presenta alle convocazioni o, se pur presente, rinuncia ad una cattedra o ad uno spezzone orario dalla graduatoria ad esaurimento mantiene il diritto ad accettare eventuali incarichi da quelle d’istituto (anche in relazione alla medesima classe di concorso per cui è stato rifiutato lo spezzone o la cattedra).

Nessuna sanzione per un’eventuale proposta dalle GAE per immissione in ruolo, anche se dalle stesse si è rinunciato ad un incarico. Le due procedure, infatti, sono completamente distinte.

Anno di prova per la docente in maternità. Chiarimenti.

Gio, 09/10/2014 - 19:41

Paola – Sono entrata di ruolo dal 1 settembre di questo anno. Sono incinta (inizio terzo mese). salute permettendo, vorrei sostenere l’ anno di prova quest’ anno. la data presunta del parto è il nove maggio 2015. se tutto va bene andrei a scuola fino ad inizio febbraio, poi la ginecologa vorrebbe mettermi in astensione ( viaggio in pulmann e la sede non è vicina) e poi inizierei il congedo obbligatorio due mesi prima. 1) è valido quel mese di astensione nel conteggio dei 180 giorni? 2) se sono in astensione o congedo devo seguire i corsi di formazione o ho l’ esonero.  Li devo frequentare l’ anno prossimo? 3) posso discutere la relazione finale anche se sono in congedo obbligatorio? Grazie mille.

Paolo Pizzo – Gentilissima Paola,

Il primo mese di congedo obbligatorio per maternità è considerato come servizio effettivo al fine del computo dei 180 giorni necessari per il superamento del periodo di prova.

L’ art. 31 R. D. n. 1542/1937, le circolari Miur n. 54/1972, n. 2/1973, n. 219/1975, n. 1 80/1979 affermano che ai fini del compimento dei 180 giorni è utile solo il primo mese di congedo per maternità relativo all’anno scolastico al quale si riferisce il periodo di prova.

Inoltre la docente in congedo di maternità presentarsi al comitato di valutazione per la discussione della relazione connessa all’anno di prova.  

La condizione perché ciò possa avvenire è, come per tutti i docenti, il compimento dei 180 giorni di servizio effettivo nell’anno scolastico.

L‘ex MPI con  telex n. 357/1984 disponeva: “La lavoratrice madre in congedo di maternità che abbia compiuto i 180 giorni di servizio nell’anno scolastico, può sostenere la discussione della relazione finale col Comitato per la valutazione del servizio anche in periodo di congedo di maternità, previa autorizzazione del suo medico di fiducia, al fine di veder definito il superamento dell’anno di formazione con la relazione del Capo d’istituto”.

In ultimo, la circolare Ministeriale n. 267/1991 prevede per la docente in maternità:

  • La docente che abbia raggiunto i 180 giorni ma che a causa della gravidanza (congedo di maternità/interdizione) è impossibilitata a seguire i corsi di formazione, può essere esonerata in tutto o in parte all’attività in parola e avere comunque l’opportunità di discutere la relazione finale con il Comitato di valutazione.

Dovrà essere presentata al coordinatore del corso idonea documentazione medica che attesti il proprio status.

  • La docente che abbia frequentato regolarmente le attività seminariali ma che a causa della gravidanza non ha compiuto i 180 giorni di servizio minimo richiesto, nell’anno scolastico successivo (anno in cui avrà prorogato il periodo di prova) non dovrà ripetere le attività seminariali.
  • La docente che abbia frequentato regolarmente le attività seminariali e compiuto i 180 giorni di servizio minimo richiesto ma che sia legittimamente impedita solo al momento della discussione della relazione finale, rinvierà quest’ultima all’anno successivo senza dover ripetere l’anno di prova (180 giorni) e le attività seminariali.

Può un docente di scuola secondaria con 12 ore accettare una supplenza di 10 ore? Chiarimenti per la scuola.

Gio, 09/10/2014 - 16:29

Scuola – Può un docente che ha già 12 ore fino all’avente diritto accettare altre 10  ore fino all’avente diritto e costituire così 4 ore eccedenti? La segreteria.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la risposta è negativa.

L’art. 4 del DM 131/07 (Regolamento delle supplenze) dispone che il completamento orario può essere effettuato esclusivamente nell’ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo. Orario che per la scuola secondaria è di 18 ore.

Pertanto, il supplente con 12 ore può accettare una supplenza fino al completamento dell’orario obbligatorio ovvero può accettare altre 6 ore.

Non bisogna infatti confondere le supplenze di cui al quesito con gli spezzoni pari o inferiori alle 6 ore restituiti ai dirigenti scolastici che costituiscono le cosiddette “ore eccedenti”. Solo per queste, infatti, il docente già in servizio nella scuola (cosa che comunque non può avvenire per chi è fino ad “avente diritto”) può arrivare fino alle 24 ore di servizio.

Ricordiamo infatti che ai sensi dell’art.1, comma 4, del Regolamento citato le ore di insegnamento, pari o inferiori a 6 ore settimanali, che non concorrono a costituire cattedre o posti orario non fanno parte del piano di disponibilità provinciale da ricoprire in base allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, ma restano nella competenza dell’istituzione scolastica ove si verifica la disponibilità di tali spezzoni di insegnamento.

La predetta istituzione scolastica provvede alla copertura delle ore di insegnamento in questione secondo le disposizioni di cui al comma 4 dell’art.22 della Legge Finanziaria 28 dicembre 2001, n.448, attribuendole, col loro consenso, ai docenti in servizio nella scuola medesima, forniti di specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi, prioritariamente al personale con contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario e, successivamente al personale con contratto ad orario completo – prima al personale con contratto a tempo indeterminato, poi al personale con contratto a tempo determinato – fino al limite di 24 ore settimanali come ore aggiuntive oltre l’orario d’obbligo. Solo in subordine a tali attribuzioni, nei casi in cui rimangano ore che non sia stato possibile assegnare al personale in servizio nella scuola, i dirigenti scolastici provvederanno all’assunzione di nuovi supplenti utilizzando le graduatorie di istituto.

Non è il caso in questione.

Supplenza e socio in una società di persona

Gio, 09/10/2014 - 16:18

Marta – sono un’insegnante che in attesa di lavorare presso la scuola pubblica ha aperto una società con fini di lucro insieme ad altre due giovani, è un centro per l’apprendimento che lavora esclusivamente al pomeriggio, quest’anno ho ricevuto una chiamata da istituto e mi sono posta il problema della compatibilità della mia attività con la supplenza. Dalla normativa che ho recuperato su orizzonte scuola non sono riuscita a capire se per la mia attività (partecipazione a una s.n.c.) è sufficiente avere l’autorizzazione del dirigente scolastico, e quindi ha senso provare a richiederla in sede di convocazione, oppure, trattandosi appunto di società, è in ogni caso prevista l’incompatibilità. puoi aiutarmi a districarmi?

Paolo Pizzo – Gentilissima Marta,

come detto in questa risposta il docente supplente in quanto dipendente di una P.A. non può esercitare attività imprenditoriale nell’industria, nel commercio e nei servizi.

A parere di chi scrive tale incompatibilità si estende anche al docente socio in una società in nome collettivo in quanto anche se non è una società di capitali è comunque ai fini di lucro ed un eventuale fallimento coinvolgerebbe il docente socio.

Pertanto, tale attività è incompatibile con quella della docenza.

Supplenza e amministratore in una s.r.l.

Gio, 09/10/2014 - 16:10

Scuola – vorrei un chiarimento in merito all’assunzione di una docente, per n. 6 ore di spagnolo,  che esercita la libera professione, amministratore in una società s.r.l., e che percepisce un reddito. Può accettare la supplenza o c’è incompatibilità? Deve presentare  la dichiarazione di quanto percepisce? La saluto e aspetto una risposta, mi farebbe cosa gradita.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

il primo comma dell’art. 53 del D.Lgs. 165 del 2001 prevede che resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli articoli 60 e seguenti del d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3.

L’art. 60 citato prevede che l’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del Ministro competente.

L’art. 508, comma 10 del D.Lgs. 297/94 citato nel quesito prevede che il personale docente non può esercitare attività commerciale, industriale e professionale, né può assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l’autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione. Al comma 11 è inoltre previsto che il divieto non si applica nei casi di società cooperative.

Si può quindi assumere la posizione di socio in una società di capitale (società per azioni, società a responsabilità limitata) ma senza assumere cariche di amministrazione nella società di capitale. Altrimenti si entra nel regime delle incompatibilità e l’aspirante supplente non può accettare l’ncarico.  Questo perché la posizione di presidente o di amministratore delegato di società di capitali è a tutti gli effetti attività imprenditoriale.

 

Supplenze ATA: completamento orario e pagamento del sabato e della domenica

Mer, 08/10/2014 - 21:20

Enza – Gentile redazione, sono un A.A. in attesa di incarico e Vi contatto a proposito di una convocazione per  supplenza breve: profilo A.A. 36h da 08/10/2014 a 31/10/2914. I QUESITO: e’ corretto che siano stati convocati anche A.A. in servizio part-time (18h) assegnato da A.T./scuola polo e scelto in presenza di posto intero? II QUESITO: e’ corretto che il contratto abbia scadenza 31/10/2014 (venerdi’)?Considerato che sabato 01/11/2014 e’ festivo, si ha diritto al pagamento del sabato e domenica, ovvero il contratto dovra’ avere scadenza 02/11/2014?! Vi ringrazio per la cortese attenzione e, dovendo comunicare mia disponibilità per supplenza entro domani, confido in un Vs. parere. Non manco di ricordare quanto siete preziosi per noi supplenti …

Paolo Pizzo – Gentilissima Enza,

l’art 4 del DM 430/2000 dispone che L’aspirante cui viene conferita una supplenza con orario ridotto in conseguenza della costituzione di posti di lavoro a tempo parziale per il personale di ruolo, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario fino al raggiungimento dell’orario ordinario di lavoro previsto per il corrispondente personale di ruolo.

La nota MIUR prot 8481/14 dispone inoltre che in caso di supplenza attribuita su spezzone orario, è garantito in ogni caso il completamento. Pertanto qualora non fosse possibile completare l’orario, è consentito lasciare uno spezzone per accettare un posto intero, purché al momento della convocazione per lo spezzone non vi fosse disponibilità per posto intero.

Si evince quindi chiaramente che il completamento orario è garantito in ogni caso…mentre il fatto di aver accettato lo spezzone in presenza di posto intero rileva esclusivamente se si volesse lasciare lo spezzone per posto intero.

Per il secondo quesito si precisa che la scuola dovrà ricomprendere nel contratto il sabato e la domenica qualora la supplenza sia ad orario intero ovvero 36 ore per il personale ATA.

 

Sostegno. Scelta del bambino disabile da seguire può essere un’imposizione del Dirigente Scolastico?

Mer, 08/10/2014 - 17:18

Gentilissima Maria Vitale Merlo volevo chiederle una cosa riguardo l’assegnazione dei vari casi sul sostegno. Convocazione dalle graduatorie incrociate, 10 cattedre sul sostegno da 18 ore: colui che ha il punteggio più alto a diritto a scegliere su quale caso lavorare o tale caso può essere imposto dal dirigente scolastico per continuità ( alcuni docenti che hanno meno punti e che addirittura sono in terza fascia stavano già lavorando da circa 2 settimane perché convocati mediante vecchie graduatorie provvisorie) o per altre motivazioni?

In pratica io che risulto terzo dalle graduatorie incrociate posso non scegliere su quale ragazzo disabile lavorare? Mi può essere imposto? Spero di essermi spiegato bene. La saluto e ringrazio anticipatamente.

Maria Vitale Merlo - In base alle graduatorie incrociate e tenendo conto del punteggio, i docenti convocati scelgono le cattedre (quindi le 18 ore); però, è il Dirigente scolastico che successivamente assegna i docenti agli alunni e alle relative classi.

I colleghi che già stanno lavorando dalle vecchie graduatorie, hanno il contratto fino ad avente titolo, ciò significa che possono anche non essere riconfermati se non rientrano tra i convocati.

Graduatorie di istituto: in attesa delle definitive

Mer, 08/10/2014 - 14:56

Tiziana - Io sono inserita in II fascia di istituto da quest’ anno scolastico. La scuola capofila per tre volte ha commeso errori sul calcolo del mio punteggio. Ho effettuato reclamo scritto il decimo giorno dalla pubblicazione della provvisoria e la scuola su istanze mi ha modificato il punteggio oerche da li lo visualizzo a pt 104.

Praticamente mi avevano dato 80 poi 98 e ora 104 che è il punteggio che risultava a me da giugno. Avevo ragione in pratica, ma il problema è che non hanno aggiornato le provvisorie; ho sollecitato telefonicamente e in mail ma nulla. Cosa devo fare’ E cosa comportera tutto questo? le ricordo che cmq il punteggio mi è stato modificato xche da istanze lo visualizzo grazie

Lalla – gent.ma Tiziana, non capisco cosa intendi con "aggiornato le provvisorie" , prassi che non esiste nella normativa, la quale prevede le fasi pubblicazione graduatorie provvisorie – 10 giorni per i reclami – decisione sui reclami – pubblicazione graduatorie definitive.

Ritengo che nella tua provincia siate alla fase valutazione dei reclami, tant’è vero che il tuo punteggio risulta già modificato su Istanze on line. La modifica ufficiale sarà recepita dalla scuola quando avverrà la pubblicazione delle graduatorie definitive, lì infatti – al di là di ciò che sia avvenuto su Istanze on line – i docenti capiscono se il reclamo è stato accolto o meno.

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Se poi – come sta accadendo in alcune province, mi vuoi dire che le scuole stanno effettuando le supplenze fino ad avente diritto chiamando dalle graduatorie provvisorie, questo conferma una volta di più quanto questa decisione sia sbagliata. Certo non si possono "aggiornare" le provvisorie per ogni reclamo accolto, non è questo il senso della normativa. Sta anche accadendo che in qualche provincia i tempi di pubblicazione delle graduatorie di istituto definitive si allunghino oltre i 15 giorni previsti dal regolamento delle supplenze, ma questo fa parte di tutta una serie di problemi dei quali purtroppo i docenti fanno le spese.

Graduatorie III fascia ATA: le caratteristiche del servizio prestato alle dirette dipendenze delle Amministrazioni Statali o EE.LL

Mer, 08/10/2014 - 11:53

SCUOLA – Buongiorno, gentilmente: progetto formativo tirocinio con borsa lavoro effettuato nel periodo 14/10/2013-07/06/2014 instaurato dall’ ufficio orientamento e lavoro del comune di Monza e scuola statale I.C. Raiberti Monza alla tirocinante vale come servizio da inserire nella domanda terza fascia ATA? Se vale che punteggio si applica?Certa di un Vostro chiarimento Ringrazio e saluto cordialmente

di Giovanni Calandrino – Gentile Scuola, il servizio può essere valutato se soddisfa le seguenti caratteristiche:

Il servizio da valutare è solo quello prestato alle dirette dipendenze delle Amministrazioni Statali o EE.LL, cioè il servizio che determina un rapporto di lavoro mediante la stipula di contratti sottoscritti ai sensi di specifiche norme contrattuali del CCNL dei richiamati comparti, nonché quello relativo a periodi di servizio coperti da contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato o determinato ai sensi dell’art. 25 e 44 del C.C.N.L. 2006/09 del comparto scuola, sottoscritto il 29.11.2007.

Il servizio valutabile è quello effettivamente prestato o, comunque, quello relativo a periodi coperti da contratto, per i quali vi sia stata retribuzione, anche ridotta. I periodi, invece, per i quali è esclusivamente prevista la conservazione del posto senza assegni, non sono valutabili, con eccezione di quelli attinenti a situazioni, legislativamente o contrattualmente disciplinate (mandato amministrativo, maternità, servizio militare etc.), per le quali il tempo di conservazione del posto senza assegni è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

In osservanza da quanto sopra esposto, il servizio è valutato come segue:
Per ogni anno: PUNTI 0,60
Per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni: PUNTI 0,05

Graduatorie III fascia ATA: Cambio provincia AA e valutazione del servizio Salva Precari

Mer, 08/10/2014 - 11:52

Fabiola – Se un assistente amministrativo si depenna da una prima fascia provinciale per inserirsi in un’altra provincia, il punteggio giuridico ottenuto dall’inserimento negli anni 2008/09/10 nella salvaprecari è valutabile. Se no, nemmeno poi in seguito, avendo i requisiti nell’inserimento della prima facia della nuova provincia scelta? Grazie mille

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Fabiola, la risposta è affermativa. Coloro che chiedono l’inclusione nella terza fascia delle graduatorie di istituto di altra provincia, per il successivo inserimento nella graduatoria permanente della medesima provincia hanno diritto al riconoscimento del punteggio “salva – precari”.

Vedi ATA III Fascia: il servizio “Salva Precari” è riconosciuto per il cambio provincia

Graduatorie III fascia ATA: chiarimenti su: servizio civile, concorso superato per dottorato di ricerca, servizio prestato come dottorato di ricerca

Mer, 08/10/2014 - 11:46

SCUOLA – Relativamente alla presentazione delle istante per l’iscrizione nelle graduatorie di circolo di terza fascia personale ATA si rivolgono i seguenti quesiti:

1) Viene valutato il servizio civile effettuato non in costanza di rapporto di lavoro equiparandolo come servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali, negli enti locali, ecc.?
2) Il concorso superato per dottorato di ricerca all’ università di Palermo, può essere considerato idoneità in concorso pubblico?
3) Il servizio come dottorato di ricerca può essere considerato come servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali, negli enti locali, ecc.?
In attesa di un vostro chiarimento porgo distinti saluti.

di Giovanni Calandrino – Gentile SCUOLA,

Valutazione Servizio Civile: Con riferimento alla nota ministeriale prot. 1603/11 si chiarisce che: Il decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77, la cui entrata in vigore è stata definitivamente fissata al 1° gennaio 2006, ha disciplinato, in base a quanto disposto dall’articolo 2 della legge n. 64/2001, la materia del Servizio civile ivi compresi l’ammissione dei volontari e il loro trattamento giuridico ed economico.

Il servizio militare obbligatorio, ai sensi della legge del 23 agosto 2004, n. 226, è stato definitivamente sospeso e di conseguenza, con decorrenza 1° gennaio 2006, data di entrata in vigore del Decreto legislativo n. 77/2002, il servizio civile è fondato su base esclusivamente volontaria.
In relazione alle disposizioni sopra enunciate i periodi di servizio civile prestati fino alla data del 31 dicembre 2005 sono ritenuti validi nei limiti e con le modalità con le quali la legislazione riconosce il servizio militare obbligatorio.

Discende da quanto sopra che il servizio civile prestato successivamente all’eliminazione dell’obbligo del servizio di leva non può essere considerato come servizio prestato presso una pubblica amministrazione.
L’attività, infatti, svolta nell’ambito dei progetti di servizio civile non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro……. (art. 9 del D.lvo 77/2002) e , pertanto, tale servizio non è oggetto di valutazione nelle procedure di reclutamento di personale ATA , con riferimento a tutti i profili professionali ivi previsti.

Tuttavia, mi sento di aggiungere che: Il Servizio civile volontario: per quanto non si instauri un rapporto di lavoro (cosa che lo fa ritenere erroneamente non valutabile dal MIUR: vedi nota 1603/11), va considerato come il servizio militare volontario. Infatti, il comma 8 dell’art. 9 del Dlgs 77/02 (come modificato dall’ art, 6-quinquies dalla legge 43/2005) equipara quel servizio a quello del personale militare volontario in ferma annuale: f) il comma 8 dell’articolo 9 e’ sostituito dal seguente: 8. Al termine del periodo di servizio civile, compiuto senza demerito, l’Ufficio nazionale per il servizio civile o le regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano, per quanto di rispettiva competenza, rilasciano ai volontari un apposito attestato da cui risulta l’effettuazione del servizio civile. I titolari di tale attestato sono equiparati al personale militare volontario in ferma annuale";

Anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri nella FAQ su "Quali sono i benefit riservati ai volontari di servizio civile?" precisa: "Il periodo di servizio civile prestato è valutato nei pubblici concorsi con le stesse modalità e lo stesso valore del servizio prestato presso gli Enti Pubblici."

L’idoneità in concorso pubblico: può essere valutato solo nei casi di carriere, settori corrispondenti, attinenti al profilo scelto. E in ogni caso va indicata la partecipazione, la vincita e la successiva IDONEITA’ alla graduatoria finale per l’assegnazione di posti pubblici, si valuta una sola idoneità.

Il servizio come dottorato di ricerca può essere considerato come servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali, negli enti locali, ecc.? Il servizio da valutare è solo quello prestato alle dirette dipendenze delle Amministrazioni Statali o EE.LL, cioè il servizio che determina un rapporto di lavoro mediante la stipula di contratti sottoscritti ai sensi di specifiche norme contrattuali del CCNL dei richiamati comparti, nonché quello relativo a periodi di servizio coperti da contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato o determinato ai sensi dell’art. 25 e 44 del C.C.N.L. 2006/09 del comparto scuola, sottoscritto il 29.11.2007.

Il servizio valutabile è quello effettivamente prestato o, comunque, quello relativo a periodi coperti da contratto, per i quali vi sia stata retribuzione, anche ridotta. I periodi, invece, per i quali è esclusivamente prevista la conservazione del posto senza assegni, non sono valutabili, con eccezione di quelli attinenti a situazioni, legislativamente o contrattualmente disciplinate (mandato amministrativo, maternità, servizio militare etc.), per le quali il tempo di conservazione del posto senza assegni è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

In osservanza da quanto sopra esposto, il servizio è valutato come segue:
Per ogni anno: PUNTI 0,60
Per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni: PUNTI 0,05

Graduatorie III fascia ATA: si può valutare, il servizio prestato come educatore alle dipendenze della Domus Assistenza e l’Abilitazione all’insegnamento PAS?

Mer, 08/10/2014 - 11:44

SCUOLA – In riferimento alla graduatoria ATA di 3^ fascia si pone questo quesito:

il servizio prestato come educatore alle dipendenze della Domus Assistenza presso scuole statali é valutato per la graduatoria di assistente amministrativo ?
L’Abilitazione all’insegnamento PAS (percorso abilitante speciale) è valutato come altro titolo nella graduatoria di assistente amministrativo?
Si ringrazia per la collaborazione

di Giovanni Calandrino – Gentile Scuola,
Il servizio svolto alle dipendenze di cooperative sociali, anche se esercitato all’interno di strutture statali non può essere equiparato al servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali e pertanto non valutabile.

L’Abilitazione all’insegnamento PAS e le idoneità conseguite in concorso magistrale e in concorsi a cattedre, non rientrano nella previsione di valutazione dell’Allegato A – DM 716/2014 (Tabella valutazione titoli), in quanto tali concorsi/abilitazioni sono indetti per l’acceso ai ruoli del personale docente e non ai ruoli della carriera di concetto ed esecutiva o corrispondenti, cui fa riferimento la citata tabella di valutazione.

In dipendenza di quanto sopra, non può essere attribuito alcun punteggio alle certificazioni attestanti l’abilitazione all’insegnamento conseguita in concorsi a cattedre e/o in procedure riservate, o l’abilitazione all’esercizio professionale.

Graduatorie ATA: Un dipendente a tempo indeterminato può fare domanda di inserimento in terza fascia?

Mer, 08/10/2014 - 11:42

SCUOLA – Un dipendente Comunale in servizio a tempo indeterminato come collaboratore scolastico, può fare domanda di inserimento in terza fascia? Grazie aspetto riscontro

di Giovanni Calandrino – Gentile scuola, la principale norma di riferimento oggi è l’art. 53 del D.Lgs. 30.3.2001, n. 165 (testo unico sul pubblico impiego) il quale riprende l’Art. 58 del D.Lgs. 3.2.1993, n. 29, così come modificato dal D. Lgs. 31.3.1998, n. 80, nonché il TU 3/1957 e la L. 662/1996. Tale norma, nel rispetto del principio generale dell’esclusività del rapporto di lavoro pubblico, disciplina il conferimento e le autorizzazioni degli incarichi retribuiti ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato. L’aspettativa per motivi di famiglia o di studio non fa venire meno il dovere di esclusività che caratterizza il lavoro alle dipendenza della pubblica amministrazione.

Sono esclusi da queste limitazioni i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno, per i quali c’è una possibilità piuttosto ampia di poter svolgere altre attività lavorative.

La disciplina più specifica, relativa alle incompatibilità del personale docente, è contenuta essenzialmente nell’art. 508 del D. Lgs. 297/94 (che il D.Lgs n. 165/01 richiama) e nell’art. 33 del Ccnl 2003.

Per il personale Ata, invece, non essendoci disposizioni specifiche valgono le norme di carattere generale previste per gli altri pubblici dipendenti e l’art. 57 del Ccnl 2003.

Il dipendente pubblico è obbligato a prestare il proprio lavoro in maniera esclusiva nei confronti dell’Amministrazione da cui dipende. A questo principio di carattere generale fanno eccezione alcuni regimi speciali (ad esempio la possibilità per i docenti di esercitare la libera professione) ed il personale in part time con prestazione lavorativa non superiore al 50%.

Ci sono però altri casi in cui il dipendente pubblico, anche se a tempo pieno, può svolgere, se autorizzato, dalla propria Amministrazione, incarichi di tipo diverso.

Le condizioni e i criteri in base ai quali il dipendente a tempo pieno può essere autorizzato a svolgere un’altra attività sono:

  • la temporaneità e l’occasionalità dell’incarico. Sono, quindi, autorizzabili le attività esercitate sporadicamente ed occasionalmente, anche se eseguite periodicamente e retribuite, qualora per l’aspetto quantitativo e per la mancanza di abitualità, non diano luogo ad interferenze con l’impiego;
  • il non conflitto con gli interessi dell’amministrazione e con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione;
  • la compatibilità dell’impegno lavorativo derivante dall’incarico con l’attività lavorativa di servizio cui il dipendente è addetto tale da non pregiudicarne il regolare svolgimento. L’attività deve essere svolta al di fuori dell’orario di servizio.

In base a tali criteri sono da considerarsi attività incompatibili:

  • l’esercizio di attività commerciale, industriale o di tipo professionale che non prevedono uno specifico albo (ad esempio istruttore di scuola guida);
  • l’impiego alle dipendenze sia di privati che di enti pubblici;
  • l’incarico in società costituite a fini di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato.

Pertanto per i motivi sopra menzionati, a parere dello scrivente, un dipendente Comunale in servizio a tempo indeterminato come collaboratore scolastico, può fare domanda di inserimento in terza fascia purché, in riferimento ai comma 6 e 8 dell’art. 53 del D.Lgs. 30.3.2001, n. 165, al momento della sottoscrizione del primo contratto di supplenza, l’amministrazione (in questo caso il comune) conceda l’autorizzazione all’impiego.

Riferimenti Normativi:

Comma 6 art. 53 del D.Lgs. 30.3.2001, n. 165 “I commi da 7 a 13 del presente articolo si applicano ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, compresi quelli di cui all’articolo 3, con esclusione dei dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno, dei docenti universitari a tempo definito e delle altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali. Gli incarichi retribuiti, di cui ai commi seguenti, sono tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, per i quali è previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso. Sono esclusi i compensi derivanti:
a) dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
b) dalla utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;
c) dalla partecipazione a convegni e seminari;
d) da incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;
e) da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;
f) da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita.”

Comma 8 art. 53 del D.Lgs. 30.3.2001, “Le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Salve le più gravi sanzioni, il conferimento dei predetti incarichi, senza la previa autorizzazione, costituisce in ogni caso infrazione disciplinare per il funzionario responsabile del procedimento; il relativo provvedimento è nullo di diritto. In tal caso l’importo previsto come corrispettivo dell’incarico, ove gravi su fondi in disponibilità dell’amministrazione conferente, è trasferito all’amministrazione di appartenenza del dipendente ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.”

Il completamento orario può avvenire anche tra scuola statale e scuola paritaria

Mer, 08/10/2014 - 11:00

Laura – sono una docente di scuola di II grado attualmente ho 6 ore in un paritario di mattina e sono in attesa di chiamata. Le convocazioni  che la scuola pubblica ti manda,  sono fino ad  avente diritto, per cui presupponendo una o più  chiamate dalla pubblica anche con corso serale ,per complessive 18 ore tra mattina e sera, divise eventualmente in due scuole, su comuni diversi, avendo parte dell’orario sul corso serale, non si incorrerebbe in problematiche organizzative degli orari. Visto che il contratto è fino ad avente diritto, nel momento in cui io accetto nella pubblica lasciando il paritario chi mi assicura che rimarrò fino a giugno? potrebbe arrivare l’avente diritto e avendo dovuto rinunciare al paritario io rimarrei senza insegnamento. Posso mantenere il paritario fino a quando il contratto non passa a tempo determinato fino a Giugno?  Ringrazio anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

l’art 4 del DM 131/07 dispone che il completamento orario si attua esclusivamente nell’ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo [nel tuo caso 18 ore]. E che per il personale docente della scuola secondaria il completamento dell’orario di cattedra può realizzarsi per tutte le classi di concorso, sia di primo che di secondo grado, sia cumulando ore appartenenti alla medesima classe di concorso sia con ore appartenenti a diverse classi di concorso ma con il limite rispettivo di massimo tre sedi scolastiche e massimo due comuni, tenendo presente il criterio della facile raggiungibilità. Il completamento d’orario può realizzarsi, alle condizioni predette, anche tra scuole statali e non statali con rispettiva ripartizione dei relativi oneri.

Sul fatto che poi la supplenza sia fino ad avente diritto questo implica che non è detto che con la nuova pubblicazione delle graduatorie sia tu l’avente diritto.

Immissioni in ruolo Vicenza. Richiesta di spiegazioni

Mer, 08/10/2014 - 10:13

Maria - Sono un’insegnante precaria che ad agosto scorso ho ricevuto una doccia gelata dall’Usp della mia provincia di inserimento in Gae. La mattina mi chiamano per comunicarmi che sono destinataria di proposta di contratto a TI. Qualche ora dopo, con una seconda chiamata, disdicono il precedente avviso. "Si trattava di eventuale nomina a TI", hanno affermato, giustificando così l’inqualificabile comunicazione (ma al telefono non si è parlato di eventuale!).

Mi metto il cuore in pace, fino a quando, però, leggo su uno dei tanti articoli di "Orizzontescuola" che Renzi, con una nota ministeriale, ha deciso che per l’a. s. 2014/15 tutte le operazioni di nomina sui posti effetivamente residui/liberi, rimasti vacanti dopo le operazioni di agosto, si dovranno concludere entro il 15/10. E qui si riaccendono le mie speranze!

Già, perchè nella mia provincia (Vicenza), nella scuola secondaria di I grado sono rimasti scoperti 60 posti di sostegno (AD00) e 23 posti di matematica (A059). Strano? No. Visto che qualcosa di simile si è verificato in
molte altre province del nord.

Vado però al nocciolo della questione. Attualmente le cattedre residuate nella scuola secondaria di I grado sono circa 80. La normativa vuole che in casi del genere le cattedre vadano ripartite tra gli aspiranti delle Gae dello stesso ordine e grado di scuola. Ebbene sì, se le cattedre sono 80 e nella mia classe di concorso (A043) ci sono sei cattedre al 31/8 (e io sono seconda in Gae), perchè non dare questi ruoli (visto che ad agosto ci avevano detto che avevano avuto un alt dalla direzione regionale di Venezia) ?

All’Usp in questi giorni concitati non fanno altro che rispondere in modo vago. Oggi, davanti all’ennesima richiesta di delucidazioni, hanno detto che i posti residui andranno agli aspiranti di sostegno. Mi chiedo: quali aspiranti? Tutti gli aspiranti inclusi nelle Gae di sostegno (secondaria I grado) hanno già ad agosto firmato il tanto sospirato contratto a TI. Vorrei vederci chiaro!

Aiutatemi voi tutti che leggerete. Magari solleviamo un polverone e qualcosa otteniamo. Mi sembra altamente inqualificabile e priva di senso la risposta telegrafica data oggi al telefono. é corretto che l’Usp si comporti in questo modo? Perchè tutti gli altri Usp stanno da giorni convocando per il TI e a Vicenza no? Perchè non dovrebbero attenersi alle direttive ministeriali? Certa che qualcosa succederà, rimango in attesa di una vostra risposta.

Grazie da una docente che crede ancora nella massima "la legge è uguale per tutti".

Lalla – gent.ma Maria, sei in un’ottima posizione in Graduatoria ad esaurimento, per cui anche se non avessi il ruolo quest’anno, e anche se non fosse attuato il piano straordinario di immissioni in ruolo del Governo Renzi per il 2015, in ogni caso la tua candidatura al ruolo nel 2015 sarebbe quasi assicurata. Certo, comprendiamo il magone successivo alla comunicazione dell’Ufficio Scolastico che ha ritirato la proposta di assunzione, ma purtroppo nell’ultima settimana di agosto gli Uffici Scolastici lavorano in condizione di stress, per cui qualche errore del genere può capitare.

Veniamo al nocciolo della questione. Premesso che i sindacalisti del territorio potranno sicuramente essere più specifici in merito, avendo seguito passo passo la vicenda, in linea generale le cattedre di sostegno devono essere attribuite ad insegnanti di sostegno, e solo in via residuali i posti possono essere utilizzati per nomine su posto comune. Ne abbiamo parlato nell’articolo

Immissioni in ruolo: i posti di sostegno devono essere attribuiti agli insegnanti di sostegno

Per quanto riguarda i posti comuni residuati, ci sono dei vincoli da rispettare. Essi sono indicati nelle Istruzioni operative del 07 agosto 2014 "Il D.M., in corso di emanazione, prevede la possibilità di destinare le eventuali eccedenze a favore di altre graduatorie, avendo riguardo alla tipologia del posto di cui trattasi. Si precisa che la ripartizione dovrà essere effettuata, se possibile, nello stesso ordine e grado di istruzione, ivi compreso il sostegno e nell’ambito della scuola secondaria di primo e secondo grado, in relazione alle esigenze accertate in sede locale, con particolare riguardo agli insegnamenti per i quali da tempo esista la disponibilità del posto e agli insegnamenti per i quali non sia stata prevista l’attribuzione di contingenti, ma che diano garanzia di assorbimento nell’organico. Per i posti di sostegno, in caso di mancanza di candidati, le eccedenze vanno assegnate al sostegno di altra area o di altro ordine o grado di scuola.".

Pertanto l’Ufficio Scolastico deve chiarire verso quali graduatorie dirotterà le cattedre residue su posto comune. Ci auguriamo che la data del 15 ottobre possa essere rispettata da tutti gli Uffici, come da nota ministeriale.

C’è un termine per la pubblicazione delle graduatorie di istituto docenti definitive?

Mer, 08/10/2014 - 08:38

Aurora - Sono un insegnante facente parte della seconda fascia della graduatoria di istituto della provincia di Verona.. Volevo sapere dato che giorno 2 di ottobre è scaduto il termine per gli eventuali ricorsi quando sarà possibile avere la graduatoria definitiva. In attesa di una vostra gentile risposta vi porgo i miei più cordiali saluti. Grazie.

Lalla - gent.ma Aurora, in base al Regolamento delle supplenze (dm 131/07)

“la scuola deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di 15 giorni, decorso il quale la graduatoria diviene definitiva. La graduatoria diviene, altresì, definitiva a seguito della decisione sul reclamo”

Quindi, ad andar bene, le graduatorie definitive potrebbero essere pubblicate, in questa provincia, intorno al 20 ottobre. Dico ad andar bene poichè abbiamo notato che alcune province non hanno rispettato tale termine. E ancora, anche a graduatorie pubblicate, le scuole hanno dovuto attendere il via libera dagli Uffici Scolastici per poter procedere con le convocazioni.

Risultato: le scuole convocano tutte nella stessa giornata, per cui gli insegnanti si trovano a dover gestire contemporaneamente più proposte di supplenza. Non crediamo che tale situazione non possa essere regolamentata, ma il Ministero non si è ancora concentrato su questi aspetti.

Quando potrò andare in pensione?

Mer, 08/10/2014 - 08:26

Maria - Gentilissimi, chiedo una consulenza sulla mia prima opportunità di pensionamento. Sono docente di scuola primaria, nata il 12 luglio 1956, in ruolo dal 10 settembre 1983, con 5 anni e 4 mesi riconosciuti di preruolo. Quando potrò andare in pensione? Poiché ho appena cominciato un nuova prima elementare, potrò portare alla conclusione della scuola primaria la mia classe? Grazie e buon lavoro!

FP - Gentile Maria, la normativa pensionistica di riferimento è la L. 214/2011.

Questa detta i requisiti di accesso per la pensione:

- anticipata , ovvero tenendo in considerazione i contributi versati;
– per vecchiaia, ovvero tenendo in considerazione l’età anagrafica.

Considerata la sua data di nascita e la sua anzianità contributiva (compreso il servizio pre-ruolo), matura il diritto al pensionamento anticipato con decorrenza 1/9/2020 (all’età di 64 anni), in quanto raggiunge il requisito prescritto, per le donne dalla normativa, ovvero 42 anni e 2 mesi di anzianità contributiva.

Pertanto, può terminare il ciclo quinquennale appena iniziato.

Si precisa che i requisiti pensionistici dal 2016 in poi, sono previsionali, basati sugli studi effettuati dall’ISTAT e pertanto dovranno essere verificati e potrebbero subire delle variazioni.

Visita di istruzione e alunno h

Mer, 08/10/2014 - 08:16

Tiziana - Sono una docente di sostgno di ruolo in una scuola secondaria di primo grado. Quest’anno mi sono trasferita in una nuova scuola dove il sostegno viene gestito in maniera diversa e quindi mi trovo con alcuni dubbi che avrei piacere di chiarire. Il maggiore riguarda la visita di istruzione di tre giorni per la classe terza dove sono docente di sostegno per un ragazzo che ha una diagnosi di autismo molto grave, molto violento ed aggressivo.

Il ragazzo ha una copertura quasi totale delle ore scolastiche tra educatore comunale e due docenti di cui al momento solo io sono presente in attesa della nomina di un supplente.

La coordinatrice chiedeva come regolarsi per la visita con il ragazzo viste le sue difficoltà a rompere con i ritmi quotidiani a cui é abituato. Si pensava di chiedere alla famiglia se desideri accompagnarlo insieme o all’educatrice o alla sottoscritta in modo che con un aiuto della famiglia alcuni momenti difficili possano essere affrontati al meglio. Nel caso invece la famiglia decidesse di non farlo partecipare alla visita mi é stato detto che io non parteciperei più alla vista in quanto devo rimanere a scuola con lui.

Vorrei avere un parere su questa decisione perché nella mia precedente esperienza i colleghi di classe rimasti a scuola hanno sempre provveduto a garantire agli alunni la regolare frequenza a scuola anche in caso della mia
assenza. Trovo piuttosto svilente e poco professionale essere vista solo come la docente di sostegno di un singolo alunno e non come una collega con risorse per tutti.e Questo cosa vuol dire che anche in caso di una in assenza nessuno si farà carico del ragazzo?? Vi ringrazio per l’attenzione

Maria Vitale Merlo – La scuola, nell’organizzare i viaggi d’istruzione, deve sempre e comunque garantire la partecipazione degli alunni con disabilità e perché ciò avvenga è indispensabile la nomina di un accompagnatore, che può anche non essere il docente di sostegno (visto che la propria disponibilità è volontaria), ma un qualsiasi altro membro individuato all’interno della scuola.

In situazioni particolari in cui è necessaria la presenza di un assistente, la scuola può chiedere la collaborazione della famiglia per individuare un’altra figura (anche l’educatore) che sia di supporto al docente, anche un componente della famiglia può rendersi disponibile ad accompagnare il ragazzo.

In ogni caso l’uscita deve essere organizzata tenuto conto delle esigenze dell’alunno con disabilità onde evitare di violare il principio di eguaglianza della legge n. 67/06 sulla “non discriminazione sociale delle persone con disabilità”.

Se la famiglia invece dovesse decidere la non partecipazione del proprio figlio all’uscita didattica, il docente di sostegno può dare la propria disponibilità ad accompagnare il resto della classe, ma sarà il Dirigente scolastico ad individuare gli accompagnatori, avendo cura di organizzare le attività didattiche tra i docenti che restano a scuola.

In ogni caso e per qualsiasi decisione ritengo sia indispensabile il confronto e il dialogo con la famiglia perché si facciano scelte adeguate e funzionali alle reali esigenze dell’alunno con disabilità che consentano la sua crescita umana e sociale.

Perchè ad ottobre ci sono ancora alunni h senza insegnante di sostegno?

Mer, 08/10/2014 - 08:05

Milena - Gentile redazione, Dall’inizio di quest’anno scolastico si è verificato un problema un bambino con disabilità grave destinato alla mia classe non ha ancora l’insegnante di sostegno, ho parlato con il preside e mi ha detto che non si sa se arriverà perché la domanda e’ stata compilata in ritardo ma il bambino ha tutte le carte in regola compresa la 104 e inoltre questo bambino ha fatto male ad un altro con il rischio di fargli molto male.

ho parlato con l’assistente che se lo porta spesso in palestra per fargli lezioni di psicomotricità però mi viene un dubbio se si fa male la responsabilità e’ delle insegnanti in classe?anche se in assenza di assistente(anche perché l’assistente viene a giorni alterni) la responsabilità cade sulle insegnanti di classe?

Maria Vitale Merlo - Se la certificazione dell’alunno è in regola, il Dirigente ha chiesto sicuramente il posto in deroga , per cui ritengo possa esserci un ritardo nella nomina del docente (situazione che si sta verificando in molte province), ma non una mancata nomina.

Riguardo la responsabilità è valido il riferimento normativo che riguarda tutti gli alunni; per cui la risposta è affermativa, la responsabilità ricade comunque sulle insegnanti di classe.

I requisiti per il pensionamento anticipato per le donne

Mar, 07/10/2014 - 18:55

Giovanna – Buongiorno, sono un’ insegnante di scuola primaria nata il 10 Gennaio 1955 ed in servizio dal 15 Ottobre 1976. Avendo riscattato 8 mesi di servizio preruolo dovrei maturare 41 anni e 10 mesi di contribuzione il 15 Dicembre 2017. Vorrei sapere se, secondo la normativa attuale, andrò in pensione il 31  Agosto 2017 o se dovrò lavorare ancora un anno scolastico andando in pensione il 31 Agosto 2018.  Nella speranza di ricevere una risposta e poter chiarire il mio dubbio, vi ringrazio anticipatamente.

FP – Gentile Giovanna,

considerata la sua anzianità contributiva al 15 dicembre 2017 (41 anni e 10 mesi) e la sua età anagrafica, la prima possibilità di pensionamento, è data dal raggiungimento del requisito per la pensione anticipata prevista dalla L. 214/2011, ovvero al raggiungimento dell’ anzianità contributiva prescritta dalla normativa, senza operare nessuna forma di arrotondamento.

I requisiti per il pensionamento anticipato per le donne, previsti per i prossimi anni, sono:
- 2014/2015 41 anni e 6 mesi;
- 2016/2018 41 anni e 10 mesi.

Matura il diritto alla pensione con decorrenza 1/9/2017, nonostante il requisito venga soddisfatto successivamente, secondo quanto prescritto dall’art. 59, c.9 della L.449/97, ch consente l’accesso al pensionamento all’inizio del nuovo anno scolastico (rispettivamente 1° settembre) ancorché i requisiti prescritti vengano maturati entro il 31 dicembre del medesimo anno.

Preciso, che il riferimento normativo appena citato viene ripreso puntualmente nelle circolari del MIUR sulle pensioni, così come nell’ultima nota prot. 2855 del 23/12/2013.

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