Giovedì, 29 Gennaio 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 20 min 33 sec fa

Proroga della supplenza o nuovo scorrimento della graduatoria. Chiarimenti per la scuola

12 gennaio, 2015 - 13:44

Scuola – Dal 07/01/2015 si è assentata una docente scuola infanzia per 3 gg. Legge 104/92, viene  nominata una docente, il giorno 12/01/2015 la docente non rientra proseguendo con congedo biennale. A questo punto si chiede, gentilmente, alla docente supplente spetta la conferma per continuità, in quanto la docente titolare non rientra in servizio, ma alla supplente spetta il pagamento del sabato e della domenica  nonostante abbia lavorato dal mercoledì al venerdì (assenza del docente titolare). Secondo questa segreteria, non avendo completato la settimana con orario intero non spetta il pagamento del  sabato e della domenica, ma solo la conferma dal 12/01/2015 (giorno di assenza del titolare). Si resta in attesa di un Vostro chiarimento e si ringrazia anticipatamente.

Paolo Pizzo – gentile scuola,

si suppone che la supplenza conferita per 3 gg. sia stata assegnata dalla graduatoria fino ai 10 gg ai sensi dell’art. 7/7 del DM 131/07 il quale dispone che nelle scuole dell’infanzia e primaria, in caso di supplenze pari o inferiori a 10 giorni, si dà luogo a scorrimento prioritario assoluto della rispettiva graduatoria nei riguardi dei soli aspiranti di prima, seconda e terza fascia che abbiano fornito esplicita disponibilità all’accettazione di tale tipologia di supplenze brevi.

Se così è alla supplente in questione non spetta la prosecuzione della supplenza se, come si suppone, la nuova assenza della titolare supera i 10 gg (lo suppongo dalla tipologia di congedo richiesta).

Lo stesso comma 7 infatti prosegue specificando che nel caso di prosecuzione dell’assenza del titolare si dà luogo alle operazioni di proroga o conferma, disciplinate ai commi 4 e 5, del supplente assunto con i criteri di precedenza suesposti SOLO se il periodo di ulteriore assenza non è superiore a 10 giorni mentre si procede all’attribuzione della supplenza mediante il normale scorrimento delle graduatorie ove il sopravvenuto periodo di assenza ecceda tale limite.

Pertanto, se la nuova assenza è di 11 gg e oltre dovete scorrere la “normale” graduatoria di istituto e alla supplente già in servizio non spetta la proroga contrattuale.

Se invece tutto il discorso fatto finora non ha senso di esistere perché il congedo richiesto dalla titolare è nuovamente fino ai 10 gg. di assenza, allora dovete applicare la proroga contrattuale alla supplente già in servizio.

Si precisa che se ci troviamo in quest’ultimo caso non si pone il problema se vada o meno pagato il sabato e la domenica perché la proroga della supplenza è di per sé una continuazione di quella precedente che non ammette interruzioni (art. 7/4 stesso decreto).

Pertanto in caso di proroga (sempre se ci troviamo nel secondo caso), con supplenza che è arrivata fino al venerdì, il nuovo contratto dovrà necessariamente decorrere dal sabato se appunto la titolare non è rientrata in servizio il lunedì successivo.In questo caso, infatti, non c’entra il completamento o meno dell’orario settimanale ma solo il diritto alla proroga che decorre sempre dal giorno successivo al termine del precedente contratto.

Diverso invece è il caso se tale supplenza rientra nel primo caso che ho descritto ovvero come supplenza superiore ai 10 gg.

In questo caso dal momento che la supplenza non spetta più alla docente già in servizio, a questa non possono essere riconosciute le giornate di sabato e domenica perché non ha completato l’orario settimanale.

Graduatorie III fascia ATA: la convalida del punteggio deve essere sempre eseguita tempestivamente all’atto del primo rapporto di lavoro

12 gennaio, 2015 - 08:56

Antonella – Vi scrivo per avere chiarimenti in riferimento al calcolo del punteggio per il personale ATA di terza fascia. La mia causa è questa: nel maggio 2014 come prima volta, per un giorno, vengo assunta da una scuola in provincia di Rimini col profilo di collaboratore scolastico, a termine di questo contratto giornaliero, per supplenza temporanea, vengo richiamata in un’altra scuola, sempre nella provincia di Rimini ma in un altro comune, questa volta per una supplenza di più giorni.

In questo caso, come seconda assunzione mi venne richiesto il documento che attesta il calcolo del punteggio inserito in graduatoria, in possesso e di dovere della scuola precedente di Rimini. Questo documento per cause sconosciute tarda, finendo nel dimenticatoio. Scade il secondo contratto e tutto rimane così. Fino a quando nel settembre 2014 non vengo ricontattata dalla seconda scuola per un incarico più lungo, fino ad avente diritto. Per la seconda volta mi viene richiesto il documento del calcolo del punteggio in possesso della prima scuola che mi ha assunta, ma il documento continua a tardare, la seconda scuola si appresta a sollecitare tale documento, intanto io ho fatto i mie tre mesi di lavoro…e all’arrivo di questo, tanto atteso, documento la spiacevolissima notizia del licenziamento immediato.

*Da chi dipende questo inconveniente e quali sono i passi da fare in quanto alla mia posizione?*
La chiusura del contratto segnala 0,60 punti in meno, rispetto a quanto avevo dichiarato nella graduatoria del 2011, in riferimento al servizio civile svolto.
E a questo punto la mia posizione scende da n.131 al 225, la direzione venuta a conoscenza di questo ha immediatamente interrotto il mio contratto dell’avente diritto. Inoltre hanno sottolineato il fatto che tutto il mio servizio svolto è nullo ai fini di punteggio.

Le mie perplessità adesso sono queste: 1) visto che 0,60 punti, per il servizio civile, nella graduatoria del 2011-2014 erano state considerati validi, o meglio non c’era una chiarezza come nel bando di quest’anno, oggi possono essere annullati in riferimento sempre alla graduatoria del 2011-2014??? 2) E’ una prassi quella di richiedere il calcolo del punteggio alla prima scuola che assume? o lo deve fare la scuola pilota che riceve la domanda? 3) se nessuno si sarebbe accorto di questo intoppo come andava a finire? 4) il servizio svolto fino a ieri è da considerarsi assolutamente nullo?
In attesa di una cortese risposta,
vi ringrazio per l’attenzione mostratami
Cordiali saluti

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Antonella, in riferimento al comma 5 dell’art. 7 del D.M. 717/2014, si evince che: All’atto del primo rapporto di lavoro stipulato in applicazione del presente decreto, i predetti controlli sono tempestivamente effettuati dal dirigente scolastico che conferisce la supplenza temporanea disposta sulla base della terza fascia della graduatoria di circolo o d’istituto della stessa istituzione scolastica e devono riguardare il complesso delle situazioni dichiarate dall’aspirante, per tutte le graduatorie in cui il medesimo è risultato incluso.

In caso di mancata convalida dei dati il dirigente scolastico, nella cui istituzione scolastica si verifica la fattispecie di cui al comma precedente, assume le conseguenti determinazioni, sia ai fini dell’eventuale responsabilità penale, di cui all’art. 76 del d.P.R. n. 445 del 2000, sia ai fini delle esclusioni di cui al successivo articolo 8, ovvero ai fini della rideterminazione dei punteggi, della corrispondenza titoli/aree di laboratori limitatamente al profilo di assistente tecnico e delle posizioni assegnate al candidato nelle graduatorie di circolo e di istituto, dandone conseguente comunicazione al candidato e contestualmente alle istituzioni scolastiche scelte nel modello D3.

Poiché la convalida del punteggio non è avvenuta in maniera tempestiva (art. 7 comma 5, D.M. 717/2014), le consiglio di rivolgersi a un sindacato per le opportune verifiche del caso e procedere eventualmente con istanza di ricorso per il riconoscimento giuridico del servizio prestato.

Per la valutazione del Servizio Civile la invito a leggere: Graduatorie ATA terza fascia. Come valutare il servizio civile?

Graduatorie III fascia ATA: servizio prestato su base di erroneo punteggio ma rettificato in ritardo

12 gennaio, 2015 - 08:53

Marco – Gentilissimo la ringrazio per la risposta ma faccio presente che la verifica dei servizi prestati con punteggio errato è stata fatta in occasione del secondo rapporto di lavoro e dopo tale verifica sono stato licenziato senza che ci sia stato nessun decreto, vorrei sapere perciò come devo comportarmi grazie

di Giovanni Calandrino – Gentile Marco, la verifica dei titoli va sempre fatta all’atto del primo rapporto di lavoro (D.M. 717/2014, art. 7 comma 5) è cura del Dirigente Scolastico convalidare i dati dichiarati in domanda e in caso di mancata conferma, si assume l’impegno di rideterminazione del punteggio dandone conseguente comunicazione al candidato e contestualmente alle istituzioni scolastiche scelte nel modello D3.

In riferimento al suo caso le consiglio di rivolgersi a un sindacato per le opportune verifiche ed eventuale riconoscimento giuridico del servizio prestato.

Graduatorie III fascia ATA: valutazione del servizio prestato sulla base di erroneo punteggio

Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del servizio di AA prestato in scuole paritarie nei profili di AT e CS

12 gennaio, 2015 - 08:49

Massimo – ho prestato servizio dal settembre 2009 fino al 31gennaio 2012 in una scuola privata paritaria legalmente riconosciuta ,come assistente amministrativo valutandomi il punteggio0,25!pero gli altri 2profili come cs e come ass tecnico nn so sembra 0,5 e 0,10 potrei sapere di preciso ? grazie di cuore!

di Giovanni Calandrino – Gentile Massimo, il servizio di AA prestato in:

Scuole dell’infanzia non statali autorizzate;
Scuole primarie non statali parificate, sussidiate o sussidiarie;
Scuole di istruzione secondaria o artistica non statali pareggiate, legalmente riconosciute e convenzionate;
Scuole non statali paritarie.

Per il profilo professionale di assistente tecnico è riconosciuto come Altro servizio prestato nelle scuole… pertanto valutabile come segue:

Per ogni anno 0,60 PUNTI
Per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 giorni 0,05 PUNTI

Invece, per il profilo professionale di collaboratore scolastico è sempre riconosciuto come Altro servizio prestato nelle scuole… ma valutato diversamente, nello specifico:

Per ogni anno 0,90 PUNTI
Per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 giorni 0,075 PUNTI

Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del servizio dopo l’8 ottobre 2014 e la compatibilità all’esercizio di attività commerciali

12 gennaio, 2015 - 08:46

Daniela – Buongiorno Lalla, in ottobre ho riconfermato l’iscrizione alla lista del personale ATA per la III fascia; a distanza di un mese ho accettato un part-time come collaboratore tecnico, con contratto fino "all’avente diritto"; finora ho svolto oltre i 30 giorni lavorativi. Quando uscirà la nuova graduatoria (e quindi probabilmente finirà il contratto), come potrò aggiornare il mio punteggio? Esso varrà sia per la lista di assistente tecnico sia per quello di amministrativo? Inoltre vorrei chiederLe se, nel caso aprissi la partita IVA, potrei comunque svolgere questo lavoro nel caso mi richiamassero. La ringrazio della disponibilità.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Daniela, il “nuovo” servizio, quindi il servizio svolto dopo l’8 ottobre 2014, va inserito nella prossima tornata concorsuale. Infatti, con riferimento al D.M. 717/2014 TUTTI i titoli valutabili ai fini del presente decreto dovevano essere posseduti alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda di inserimento o di conferma.

Partita Iva e compatibilità con l’esercizio di attività commerciali:

La principale norma di riferimento oggi è l’art. 53 del D.Lgs. 30.3.2001, n. 165 (testo unico sul pubblico impiego) il quale riprende l’Art. 58 del D.Lgs. 3.2.1993, n. 29, così come modificato dal D. Lgs. 31.3.1998, n. 80, nonché il TU 3/1957 e la L. 662/1996. Tale norma, nel rispetto del principio generale dell’esclusività del rapporto di lavoro pubblico, disciplina il conferimento e le autorizzazioni degli incarichi retribuiti ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato. L’aspettativa per motivi di famiglia o di studio non fa venire meno il dovere di esclusività che caratterizza il lavoro alle dipendenza della pubblica amministrazione.

La disciplina più specifica, relativa alle incompatibilità del personale docente, è contenuta essenzialmente nell’art. 508 del D. Lgs. 297/94 (che il D.Lgs n. 165/01 richiama) e nell’art. 33 del Ccnl 2003.

Per il personale Ata, invece, non essendoci disposizioni specifiche valgono le norme di carattere generale previste per gli altri pubblici dipendenti e l’art. 57 del Ccnl 2003.

Il dipendente pubblico è obbligato a prestare il proprio lavoro in maniera esclusiva nei confronti dell’Amministrazione da cui dipende. A questo principio di carattere generale fanno eccezione alcuni regimi speciali (ad esempio la possibilità per i docenti di esercitare la libera professione) ed il personale in part time con prestazione lavorativa non superiore al 50%.

Sono da considerarsi attività incompatibili:

  • l’esercizio di attività commerciale, industriale o di tipo professionale che non prevedono uno specifico albo (ad esempio istruttore di scuola guida);
  • l’impiego alle dipendenze sia di privati che di enti pubblici;
  • l’incarico in società costituite a fini di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato.

Pertanto per i motivi sopra menzionati, a parere dello scrivente, non è possibile aprire una partita IVA per l’esercizio di attività commerciali.

Graduatorie III fascia ATA: la valutazione di un attestato di frequenza di 300 ore

12 gennaio, 2015 - 08:43

Anna – Ho fatto la domanda per il personale ATA III fascia volevo sapere se il titolo in allegato è valutabile e con quale punteggio. Grazie

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Anna, la risposta è negativa. Un Attestato di frequenza come “Addetto contabilità Fiscale di 300 ore” a parere dello scrivente non può essere equiparato a un “Attestato di qualifica professionale di cui all’art. 14 della legge n. 845/1978”, pertanto non è valutabile.

Tuttavia ricordo che ai fini della valutazione, l’attestato di qualifica deve essere integrato dal piano di studio, in tal senso sono valutabili quegli attestati dove sul piano di studi si fa diretto riferimento alla trattazione di testi e/o alla gestione dell’amministrazione mediante strumenti di videoscrittura o informatici.

Il piano di studi, quindi oltre a essere obbligatorio, è fondamentale per stabilire la corretta valutazione o meno dell’attestato.

Graduatorie III fascia ATA: il servizio di AA presso scuola paritaria e la pubblicazione delle graduatorie provvisorie

12 gennaio, 2015 - 08:13

Agostino – Presto servizio come assistente amministrativo una presso una scuola paritaria autorizzata per cinque ore settimanali, vorrei sapere se nelle graduatorie del personale ata di 3° fascia mi vale il punteggio di 0,25 punti al mese, e se è no, quante ore minimo devo fare a settimana?

Inoltre, mi sa dire le graduatorie provvisorie del personale ata terza fascia a Roma quando usciranno? Grazie! Cordiali saluti

di Giovanni Calandrino – Gentile Agostino, le confermo che il servizio prestato in qualità di responsabile amministrativo o assistente amministrativo in:

Scuole dell’infanzia non statali autorizzate;
Scuole primarie non statali parificate, sussidiate o sussidiarie;
Scuole di istruzione secondaria o artistica non statali pareggiate, legalmente riconosciute e convenzionate;
Scuole non statali paritarie.

Per il profilo di AA, ogni anno è valutato 3 PUNTI. Per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni 0,25 PUNTI, indifferentemente dalle ore di servizio prestate.

Per la tempistica sulla pubblicazione delle Graduatorie Provvisorie seguici su: Graduatorie ATA terza fascia pubblicazione: avvisi Uffici Scolastici e modello reclamo

Anzianità contributiva (37 anni al 31/8/14) può andare in pensione nel 2019

11 gennaio, 2015 - 20:26

Concetta  – Ho compiuto 60 anni a giugno 2014 e ho maturato al 1 settembre 2014 37 anni di servizio effettivo ( non ho riscattato gli anni di università ). NOn ho chiaro quando portrò andare in pensione , 2018 ?, 2020? o subito , optando per il contributivo. Lavoro senza problemi , ma desidero più tempo libero per famiglia lontana e figlio all’estero e penso al part- time. E’ una opzione svantaggiosa per la pensione ? Grazie.

FP – Gentile Concetta,

la sua prima possibilità di pensionamento secondo la L. 214/2011 è data dal  raggiungimento dei requisiti previsti per la pensione anticipata ovvero legata  al servizio.

Considerata la sua anzianità contributiva (37 anni al 31/8/14) può andare in  pensione nel 2019, quando il requisito prescritto dalla normativa per il  pensionamento anticipato per le donne è 42 anni e 2 mesi di anzianità  contributiva.

Le segnalo, tra l’altro, un’altra possibilità di pensionamento riservata alle  solo donne: la cosiddetta opzione 57 + 35, ovvero 57 anni e 3 mesi di età e 35  anni di anzianità contributiva.

Possibilità che le permetterebbe di andare in pensione già dal 1/9/2015, visto  che possiede entrambi i requisiti prescritti dalla normativa, entro il  31/12/2014.

Ci tengo a precisare che la misura della sua pensione, in quest’ultimo caso  (opzione donna), sarà determinata esclusivamente con le regole del sistema  contributivo, oggettivamente più penalizzante degli altri sistemi di calcolo. In caso di part time, oggettivamente la misura della sua pensione risulterà  più bassa.

Raggiungimento del requisito per la pensione anticipata previsto dalla L. 214/2011 ovvero Legge “Fornero

11 gennaio, 2015 - 20:24

Daniela  – Buongiorno,vorrei chiedere alcune cose riguardo il possibile pensionamento di una mia zia che è insegnante nella scuola del’ infanzia. Quest’anno il  31 agosto raggiunge i 40 anni di servizio è stata due anni in pre-ruolo e  poi è passata di ruolo, a marzo compie 61 anni. l’anzianità contributiva è comprensiva dei due anni di pre-ruolo. Può fare domanda per la  pensione oppure viene mandata dall’amministrazione?Per favore mi dite
com’è la procedura?Ringrazio e porgo Cordiali Saluti. Mi fate sapere.

FP – Gentile Daniela,

la prima possibilità di “uscita”, per sua zia, è data dal raggiungimento del  requisito per la pensione anticipata previsto dalla L. 214/2011 ovvero Legge  “Fornero”.

Di seguito si indicano i requisiti previsti per la pensione anticipata per le  donne:

– dal 01/01/2014 al 31/12/2015 41 anni e 6 mesi
– dal 01/01/2016 al 31/12/2018 41 anni e 10 mesi

Con un’anzianità si servizio di 42 anni, soddisfa nel 2017 il requisito per il  pensionamento anticipato.

A conferma dei requisiti per il triennio 2016/2018, le segnalo che è stato  pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 301 del 30/12/2014 il decreto  ministeriale del MEF che conferma l’aumento dei requisiti pensionistici a  partire dal 1/1/2016 per la variazione legata all’aspettativa di vita.

Si precisa che per il 2015, non sussistono i requisiti per il pensionamento  coatto.

La riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017

11 gennaio, 2015 - 20:23

Maria Concetta  – Gentili consulenti,sono una docente di scuola media inferiore e al 31 agosto 2015 maturerò 41 anni e 3 mesi di contribuzione con 61 anni di età. Potrò andare in pensione a settembre 2015 senza penalizzazioni, considerate le nuove norme della Legge di Stabilità 2015? Vi ringrazio per la collaborazione e per l’ottimo contributo che svolgete con il vostro lavoro!

FP – Gentile Maria Concetta,

in merito alla sua richiesta, in premessa le segnalo che il comma 113 della  Legge di Stabilità prevede che:

“con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015, il  secondo periodo del comma 2 – quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29  dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio  2012, n. 14, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Le  disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla  legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei  trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti  che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31  dicembre 2017»”

Pertanto, considerata la sua età e l’anzianità contributiva al 31/8/2015 di 41  anni e 3 mesi, raggiunge il requisito per la pensione anticipata dopo la  decorrenza della stessa ovvero 1/9/2015, la misura della pensione, stante la  Legge di Stabilità non dovrebbe subire nessuna penalizzazione.

Attendiamo la circolare interpretativa dell’Inps per la conferma.

Diritto alla pensione anticipata nel 2017, con un’anzianità contributiva al 31/12/2017 di 42 anni e 8 mesi

11 gennaio, 2015 - 20:21

Valentina – Buongiorno, sono una insegnante di s. materna assunta dal 14 feb.1974 e con una anzianità contributiva al 30 agosto 2015, di 40 anni e 4 mesi. quando potro’ andare in pensione? Grazie e buona giornata.
FP – Gentile Valentina,

non avendo indicando l’età anagrafica, le posso solo indicare il  raggiungimento della pensione anticipata ovvero legata all’anzianità  contributiva.

Di seguito si indicano i requisiti, per le donne, per il pensionamento  anticipato:
– dal 2014 al 2015 41 anni e 6 mesi;
– dal 2016 al 2018 41 anni e 10 mesi;
– dal 2019 al 2020 42 anni e 2 mesi.

Pertanto matura il diritto alla pensione anticipata nel 2017, con un’anzianità contributiva al 31/12/2017 di 42 anni e 8 mesi.

Raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia ovvero legata all’età

11 gennaio, 2015 - 20:20

Caterina – Spett..le Redazione vorrei chiedere alcune informazioni sul diritto al pensionamento. Sono una assistente amministrativa nata il 15-10-1953 che al 31 /08/2014 ha maturato una anzianità di 34 anni, 6 mesi, 21 giorni. Quando maturerò il diritto alla pensione e con quale percentuale di trattenuta sullo stipendio? Grazie! Caterina.

FP – Gentile Caterina,

in riferimento alla sua richiesta si chiarisce che la prima possibilità di  “uscita” è data dal raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia  ovvero legata all’età.

Di seguito si indicano i requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia, per  i prossimi anni:
– dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi;
– dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi;
– dal 2019 al 2020 66 anni e 11 mesi.

Per effetto dei suddetti requisiti matura il diritto alla pensione di  vecchiaia nel 2020.

Si segnala che i requisiti dal 2019 potrebbero subire delle variazioni.

I 41 anni e 2 mesi di anzianità contributiva sono da possedere al 31/8, mentre i 41 anni e 6 mesi sono 31/12

11 gennaio, 2015 - 20:19

Francesca – sono una docente in prossimità della pensione. Giorno 19/12/14 ho fatto domanda per la pensione anticipata,(requisiti contributivi 41 anni e 6 mesi e 62 anni di età entro il 31/12/2015) e facendo un calcolo approssimativo dovrei rientrarci appena. Oggi a scuola ho letto una circolare che invece riporta tra i requisiti richiesti i 41 anni e 2 mesi, maturati entro il 31/08/2015, che io avrei certamente maturato. Quale dei due requisiti è attendibile? Grazie.

FP – Gentile Francesca

i requisiti per la pensione anticipata, per le donne, che ha indicato nella sua richiesta (41 anni 2 mesi e 41 anni 6 mesi), sono entrambi esatti, a  cambiare è la data ultima di maturazione.

Infatti i 41 anni e 2 mesi di anzianità contributiva sono da possedere al  31/8, mentre i 41 anni e 6 mesi sono 31/12.

Per completezza di informazione, le segnalo uno stralcio della nota MIUR sulle  pensioni, prot.18851 del 11/12/2014:

“La pensione anticipata, rispetto a quella di vecchiaia, potrà conseguirsi, a  domanda, solo al compimento di 41 anni e 6 mesi di anzianità contributiva, per le donne, e 42  anni e 6 mesi per gli uomini da possedersi entro il 31 dicembre 2015, senza operare alcun  arrotondamento.”

Requisiti per la pensione per il triennio 2016/2018

11 gennaio, 2015 - 20:17

Erminia – Salve, sono un’insegnante di scuola secondaria di 1 grado, sono nata a febbraio del ’52 e nell’anno in corso speravo di poter inoltrare domanda di cessazione dal servizio. Dopo aver fatto gli opportuni controlli, al sindacato mi hanno detto che a dicembre del 2015 maturerò “solo” 41 anni e 2 mesi di contribuzione, non sufficienti alla presentazione della richiesta di pensionamento. Fermo restando l’ulteriore incremento di 4 mesi dei requisiti pensionistici previsti per prossimo anno, potrò finalmente andare via il 1/09/2016? In attesa di una risposta, sentitamente ringrazio.

FP – Gentile Ermina,

i requisiti per la pensione sia anticipata che per vecchiaia, prescritti dalla  L. 214/2011, nel 2016 subiranno un aumento legato alla variazione  dell’aspettativa di vita.

E’ stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 301 del 30/12/2014 il decreto  ministeriale del MEF che conferma l’aumento dei requisiti pensionistici a  partire dal 1/1/2016 per le aspettative di vita. L’art. 1 del decreto n. 16 del MEF, recita: “A decorrere dal 1° gennaio 2016,  i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici di cui all’art. 12, commi 12-bis e 12-quater, fermo restando  quanto previsto dall’ultimo periodo del predetto comma 12-quater, del decreto- legge 30 luglio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30  luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, sono  ulteriormente incrementati di 4 mesi e i valori di somma di età anagrafica e di  anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto  2004, n. 243, e successive modificazioni, sono ulteriormente incrementati di  0,3 unità”

Pertanto i requisiti per la pensione per il triennio 2016/2018 saranno i seguenti:
– pensione di vecchiaia 66 anni e 7 mesi di età;
– pensione anticipata donne 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva;
– pensione anticipata uomini 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva.

Nel 2016 (decorrenza 1/9) può andare in pensione, avendo un’anzianità  contributiva di 42 anni e 2 mesi al 31/12/2016.

 

Raggiungimento dell’anzianità contributiva prescritta dalla normativa, per le donne, senza operare nessuna forma di arrotondamento

11 gennaio, 2015 - 20:16

Docente – sono un’insegnante nata nel 1954, che al 31 agosto 2015 maturerà  38 anni di servizio. Che prospettive ho per andare in pensione? Se decidessi di optare per la finestra relativa ai 35 anni di servizio e 57 anni di età, quanto potrei avere di pensione? Inoltre vi risulta che la finestra in questione possa essere prorogata? Ringraziandovi per la preziosa disponibilità, saluto cordialmente.
FP – Gentile Docente,

considerata l’anzianità contributiva e l’ età anagrafica, la prima  possibilità di pensionamento, è data dal raggiungimento del requisito per la  pensione anticipata prevista dalla L. 214/2011, ovvero al raggiungimento  dell’anzianità contributiva prescritta dalla normativa, per le donne, senza  operare nessuna forma di arrotondamento.
I requisiti per il pensionamento anticipato per le donne, previsti per i  prossimi anni, sono:
– 2014/2015 41 anni e 6 mesi;
– 2016/2018 41 anni e 10 mesi;
– 2019/2010 42 anni e 2 mesi.

Pertanto matura il diritto alla pensione con decorrenza 1/9/2019. Si precisa che nonostante il requisito venga soddisfatto successivamente,  secondo quanto prescritto dall’art. 59, comma 9 della L.449/97, ch consente l’ accesso al pensionamento all’inizio del nuovo anno scolastico (rispettivamente  1° settembre) ancorché i requisiti prescritti vengano maturati entro il 31  dicembre del medesimo anno.

Per quanto concerne la possibilità di anticipare l’uscita, rispetto al  pensionamento anticipato, le segnalo quanto indicato nella nota sui  pensionamenti del MIUR – prot. 18851 del 11/12/2014, in materia di opzione  donna:

“Le lavoratrici, in virtù di quanto disposto dall’articolo 1, comma 9, della  legge 23 agosto 2004, n. 243, possono conseguire il diritto al trattamento  pensionistico di anzianità, in presenza di un’anzianità contributiva pari o  superiore a trentacinque anni e di un’età pari o superiore a 57 anni  (requisito anagrafico da adeguarsi, a partire dallo gennaio 2013, agli  incrementi della speranza di vita) a condizione che optino per la liquidazione   secondo le regole di calcolo del contributivo (disposizione prevista, in via
sperimentale, solo per pensioni decorrenti entro il 31 dicembre 2015).”

Pertanto così come indicato nella nota, la suddetta opzione prevista dalla L.  243/2004, al momento è valida fino al 2015 ovvero con raggiungimento del  requisito nel 2014 e pensione nel 2015.

Considerata l’età e l’anzianità contributiva al 31/12/2014, può andare in  pensione secondo la normativa prevista dall’opzione donna, con la misura della  pensione determinata esclusivamente con il metodo contributivo.

Si precisa che per il comparto scuola, la finestra per l’uscita è unica ovvero  1/9, pertanto per poter utilizzare, nei prossimi anni (dal 2016) tale opzione  occorre attendere ulteriori chiarimenti.

Quando la misura della pensione, stante l’interpretazione soggettiva alla Legge di Stabilità non dovrebbe (condizionale d’obbligo) subire nessuna penalizzazione.

11 gennaio, 2015 - 20:15

Docente – vorrei si facesse chiarezza per coloro del comparto scuola che maturano il requisito contributivo tra settembre e dicembre 2015 come previsto dalla legge 449/97 art 59 al c. 9 “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell’anno scolastico e accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno”, dal momento che questi quattro mesi non sono figurativi ma valgono solo ai fini del diritto e sono privi di contribuzione, come afferma l’UST.E’ possibile che a soli 5 giorni dalla scadenza della presentazione delle domande di pensionamento l’INPS non  sappia dare indicazioni certe e il MIUR non abbia prorogato la data di scadenza delle domande? Approfittando della vostra competenza vi sarei grata se vi potreste interessare al mio caso, grazie.

FP – Gentile Collega,

in merito alla sua richiesta, in premessa è opportuno verificare quanto  stabilito dal comma 113 della Legge di Stabilità:

“con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015, il  secondo periodo del comma 2 – quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29  dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio  2012, n. 14, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Le  disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla  legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei  trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti  che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31  dicembre 2017»”

Pertanto, considerato che raggiunge il requisito per la pensione anticipata  dopo la decorrenza della stessa ovvero 1/9/2015, la misura della pensione,  stante l’interpretazione soggettiva alla Legge di Stabilità non dovrebbe  (condizionale d’obbligo) subire nessuna penalizzazione.

Attendiamo l’interpretazione dell’Inps, che a volte ha suscitato non poche  polemiche.

Richiedere i posti di sostegno non si configura come un passaggio di ruolo

11 gennaio, 2015 - 09:43

Vincenzo  – Sono un docente con contratto a tempo indeterminato assunto nell’a.s. 2013/2014 nella cdc A034 e con anno di prova superato. Sono in possesso del titolo di specializzazione per l’insegnamento del sostegno. Chiedo se nelle prossime domande di mobilità posso fare domanda di passaggio cattedra/ruolo su posto di sostegno in altra provincia senza attendere il blocco triennale.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Vincenzo,

può produrre domanda di trasferimento per l’a.s. 2015/16 in ambito interprovinciale il personale docente assunto con decorrenza giuridica 1/9/2012 o precedente.

Detto questo, se tu intendi passare sui posti di sostegno ti preciso che se li chiedi per lo stesso ruolo ovvero all’interno del II grado (tuo attuale ruolo di appartenenza per la A034) non si tratta di un passaggio di ruolo ma solo di un normale trasferimento. In questo caso, infatti, bisognerà inoltrare domanda di trasferimento chiedendo solo i posti di sostegno.

Se invece hai un’abilitazione per un’altra classe di concorso appartenente ad altro ruolo (es. I grado) e hai anche la specializzazione per il sostegno, sempre in riferimento a tale grado, allora in questo caso potrai produrre domanda di passaggio di ruolo utilizzando l’apposito modello e richiedere i posti di sostengo.

Solo in quest’ultimo caso si può superare il blocco triennale.

Docente a tempo determinato che va in pensione. Quali adempimenti.

11 gennaio, 2015 - 09:05

Scuola – Buongiorno, si propone cortesemente il caso di una docente, incaricata annuale di Religione cattolica presso questa scuola nell’a.s. 2014/15, la quale maturerà entro il 31/08/2015 i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata. Le chiedo delucidazioni in merito alla tempistica e alle modalità da rispettare, nel  caso di docente precaria, per inoltrare la domanda di pensione.  E’ il primo caso che si presenta presso questo Istituto e le informazioni ricevute da alcune fonti risultano essere discordanti. Grazie per la collaborazione. Distinti saluti e auguri. uff. segr. amm.va.

FP – Gentile Scuola,

in merito alla sua richiesta, le segnalo quanto segue:

visto che la docente prossima alla pensione ha in essere un contratto a tempo determinato, innanzitutto non deve e non può (visto che sicuramente no avrà attivo il link della cessazione,  nella propria home page delle istanze on line) presentare domanda di cessazione attraverso il sistema delle istanza on line.

Sicuramente deve produrre domanda di cessazione all’Inps, secondo la modalità telematica.

Pertanto l’adempimento previsto con scadenza 15 gennaio non interessa alla docente.

Pensionamento d’ufficio e liquidazione del TFS

11 gennaio, 2015 - 09:04

Scuola – Nella nostra scuola sia un’insegnante che un’assistente amministrativa raggiungono  i 42 anni e  6 mesi e 62 anni d’età il 31/08/2015. 1. Rientrano nel caso di pensionamento d’ufficio o devono produrre domanda entro il 15 gennaio? 2. Nel caso di pensionamento d’ufficio percepiranno il TFS dopo 12 mesi anzichè 24 mesi? Si ringrazia anticipatamente delle risposte La Segreteria.

FP – Gentile Scuola,

la normativa in merito al pensionamento coatto dispone che questo possa avvenire per:

  1. a) età anagrafica;
    b) anzianità contributiva.

I casi esposti nella richiesta rientrano nella casistica individuata al punto b).

Il pensionamento d’ufficio per anzianità contributiva, deve avvenire  con un preavviso di almeno 6 mesi, e riguarda coloro che al 31 agosto 2015 maturano:
a) uomini e donne: 40 anni di servizio se al 31/12/2011 avevano maturato i requisiti per  la pensione secondo le regole previgenti la riforma Fornero;
b) uomini 42 anni e 6 mesi di servizio;
c) donne 41 anni e 6 mesi di servizio.

Preciso che le dimissioni d’ufficio sono valide se l’anzianità maturata è documentata.

A conferma di quanto appena affemato si segnala la nota del MIUR n. 18851 del 11/12/2014:
“……Tale facoltà può essere esercitata, con preavviso di sei mesi, anche nei  confronti del personale con qualifica dirigenziale, con decisione motivata,  esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale  erogazione dei servizi:
– al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, nei confronti di  coloro che abbiano
maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011;
– al compimento, entro il 31 agosto 2015, dell’anzianità contributiva di 41  anni e 6 mesi per le donne o 42 anni e 6 mesi per gli uomini.”

Si specifica che la nota recita: “tale facoltà può essere esercitata….” e non “…deve essere esercita.”

Pertanto considerate le anzianità contributive dei due casi, al 31/8/2015, potrebbero (condizionale d’obbligo) essere collocati d’ufficio in pensione, con  un preavviso di 6 mesi.

In merito alla tempistica di liquidazione del TFS, senza entrare troppo nello specifico, di seguito si indicano in sintesi i termini di pagamento:

1) termine breve: entro 105 giorni dalla cessazione in caso di decesso o  pensione per inabilità;

2) termine di dodici mesi in caso di: pensione di vecchiaia/limiti di età ordinamentali, limiti di servizio e risoluzione unilaterale;

3) termine di 24 mesi in caso di: pensione anticipata; dimissioni volontarie senza diritto a pensione.

In base alla tipologia di pensionamento così verrà liquidato, in termini di tempo, il TFS/TFR.

Sarò immessa in ruolo anche se non ho mai insegnato?

10 gennaio, 2015 - 08:20

Maria – Sono iscritta nelle graduatorie ad esaurimento dal 2002 nelle classi di concorso A017 e A019. Sono, inoltre, anche idonea, per la classe di concorso A017, all’ultimo concorso per docenti bandito nel 2012. Leggo ogni giorno gli articoli da voi pubblicati relativi all’assunzione dei 150 mila docenti prevista per il 01/09/2015.

In alcuni articoli mi è sembrato di capire che per avere diritto a questa immissione in ruolo occorra oltre l’essere iscritti nelle GAE anche aver lavorato (come supplente) per almeno 36 mesi. Io, purtroppo, non ho 1 solo giorno di supplenza (perché ho un contratto a tempo indeterminato presso un Comune) e vi chiedo: ho qualche speranza, secondo voi, di essere convocata per l’immissione in ruolo?. Grazie per la risposta che vorrete fornirmi e in attesa di riscontro, saluto cordialmente

Lalla – gent.ma Maria, non so quale articolo ti abbia fatto credere ciò, ma finora, al contrario, lo svuotamento delle Graduatorie ad esaurimento e del concorso 2012 delineato ne La Buona Scuola non pone alcuna condizione relativa al servizio di insegnamento. Lo abbiamo spiegato in questo articolo Immissioni in ruolo: aver insegnato non è tra i requisiti richiesti

Il Ministro Giannini, nel confermare le assunzioni, non ha fatto accenno a modifiche da questo punto di vista Riforma, Giannini conferma: “a febbraio sarà presentato disegno di legge. Dal 1 settembre grande piano assunzioni”

Dal punto di vista politico è il M5S a portare avanti la richiesta di assunzioni, anche da graduatorie di istituto, solo per insegnanti con servizio. La risposta del sottosegretario Toccafondi

Allo stato attuale dunque nessuna modifica di quanto annunciato. Attendiamo la settimana tra il 22 e il 2 febbraio per scendere nei particolari

Riforme scuola. Dalla manifestazione del 22 febbraio agli atti normativi

Va comunque detto che la problematica è stata attenzionata dal  Governo che pensa, da questo punto di vista, ad una modifica dell’anno di prova.

150 mila neoassunti. Dovranno seguire corsi di aggiornamento specifici. C’è chi li vuole più licenziabili

 

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