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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 38 min 13 sec fa

Esigenze di famiglia e residenza del coniuge

8 febbraio, 2016 - 12:54

Giuseppe – vorrei sottoporre il mio caso…ho la famiglia che si è trasferita a fine Dicembre in una nuova provincia (bimba di età inferiore a tre anni più mia moglie). Il punteggio (10 punti complessivi) spetterebbe se passano “tre mesi dalla pubblicazione dell’ordinanza ministeriale indicante i termini di presentazione della domanda”. La mia domanda: tre mesi a partire da quando scadono i termini di presentazione della domanda, oppure da quando si aprono le procedure per effettuarle? Sul web ho trovato risposte contrastanti….Se posso “contare” su questi punti per me è proprio questioni di giorni. Grazie per la risposta….

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giuseppe,

la norma non è cambiata per cui anche il nuovo CCNI prevedrà che il punteggio spetta per il comune di residenza dei familiari a condizione che essi, alla data di pubblicazione dell’ordinanza, vi risiedano effettivamente con iscrizione anagrafica da almeno tre mesi.

Pertanto si parte dalla data di pubblicazione dell’Ordinanza che dà il via alle operazioni della mobilità e non alla scadenza prefissata dell’inoltro delle domande.

Faccio presente che ciò vale solo per il ricongiungimento al coniuge (nel tuo caso), mentre il punteggio dei figli vale comunque indipendentemente dalla residenza.

 

Riposi per allattamento e spezzone inferiore le 13 ore

8 febbraio, 2016 - 12:34

Giorgio – vi scrivo in merito ai riposi per allattamento ed all’articolo seguente pubblicato su OS:  http://www.orizzontescuola.it/news/riposi-giornalieri-retribuiti-cd-allattamento-maternit-e-paternit-nella-scuola-diritti-e-doveri In cui si dice che si ha diritto ai riposi indipendentemente dall’orario settimanale che si svolge. Forte di queste informazioni, ho prodotto richiesta al DS il quale, pero’, contrariamente a quantodescritto dal vostro articolo, mi dice che i riposi non spettano per i docenti, come me, che hanno meno di 13 ore così come esplicitato nella circolare n.95 bis del 2006 dell’INPS. Il DS mi dice, anche, di cercare eventuali circolari/normative che abrogano la 95 bis, altrimenti, a suo parere, non maturo il diritto ai riposi. Vi chiedo se tali circolari/normative esistano. In caso negativo, chiedo come mai non avete tenuto conto di questa circolare nell’articolo. In attesa di leggervi in merito, ringrazio e saluto.

Paolo Pizzo – gentilissimo Giorgio,

credo che la DS stia prendendo un abbaglio.

La circolare citata, infatti, al punto 7.1 e 7.2 indica chiaramente che:

“In adesione ad analogo parere espresso, in merito alla sopra citata problematica, dal Coordinamento generale legale di questo Istituto, si precisa che, ai fini del diritto ai riposi giornalieri di cui trattasi (e al relativo trattamento economico), va preso a riferimento l’orario giornaliero contrattuale normale – quello, cioè, in astratto previsto- e non l’orario effettivamente prestato in concreto nelle singole giornate.

“Ne consegue pertanto che i riposi in questione sono riconoscibili anche laddove la somma delle ore di recupero e delle ore di allattamento esauriscano l’intero orario giornaliero di lavoro comportando di fatto la totale astensione dall’attività  lavorativa.”    

E addirittura per il personale in part time specifica:

“In linea con l’orientamento espresso in proposito dal Ministero vigilante– orientamento recentemente confermato dal Coordinamento generale legale dell’Istituto- la scrivente Direzione è pervenuta ad un’interpretazione di segno favorevole nella considerazione che la dizione letterale della norma (art. 39, comma 1, del citato testo unico) non pare interdire una siffatta possibilità, limitandosi soltanto a prevedere l’orario giornaliero di lavoro (6 ore) al di sotto del quale il riposo è pari ad un’ora, ma non anche l’orario di lavoro minimo necessario per poter fruire del riposo giornaliero.

L’eventuale coincidenza del riposo giornaliero con l’unica ora di lavoro, pur comportando la totale astensione della lavoratrice dall’attività lavorativa, non precluderà pertanto il riconoscimento del diritto al riposo in questione.”

 Quindi la questione delle 13 ore che circola su qualche sito sindacale è una pura invenzione. La stessa circolare sopra citata indica appunto come la norma non indichi l’orario di lavoro minimo necessario per poter fruire del riposo giornaliero!

Oltretutto voglio ricordare che su tale questione si è espresso a suo tempo il MIUR che sentito il Tesoro ed il Ministero del lavoro, con telex del 21 gennaio 1984 riconosceva il diritto ai riposi anche al supplente temporaneo con spezzone orario. 

l T.U., le circolari Ministeriali e soprattutto l’INPS non fanno che ribadire che il diritto ai riposi non può essere mai negato, neanche se tale diritto comporta la totale astensione dal lavoro.

Il T.U. infatti, che è e rimane il riferimento principale, impone una riduzione sull’orario giornaliero di lavoro e non menziona affatto il monte ore minimo che bisogna avere, e, come segnalato addirittura l’INPS ne consente anche la totale astensione dal lavoro pur di far rispettare questo diritto.

Pertanto la DS dovrà attenersi scrupolosamente al T.U. altrimenti incorre nel rischio di negare un diritto potestativo con la conseguenza di incorrere poi nelle sanzioni previste.

Supplenze ATA: l’errata convalida di un titolo non valutabile

8 febbraio, 2016 - 10:00

Mattia – Salve, vorrei sapere se l’attestato di operatore per l’infanzia, dopo essere stato convalidato da due scuole in cui ho presentato la domanda di inserimento in graduatoria e un’altra in cui ho prestato servizio, può essermi non considerato più durante una supplenza? E se questa qualifica non può essere considerata comunque come socio assistenziale? visto la non specificazione nel D.M. 2014/2017 della necessità di avere o il corso OSA o quello di OSS escludendo tutte le altre figure. Infine vorrei sapere se é possibile presentare ricorso e il termine per uno sbaglio di coloro che mi hanno convalidato i dati? a causa dei quali ho supportato delle spese in ragione del fatto che il contratto mi é stato revocato un mese prima dalla scadenza trascorsi 3 mesi dalla decorrenza. Graziedi Giovanni Calandrino – Gentile Mattia, innanzitutto chiariamo che le sole certificazioni OSA e OSS sono oggetto di valutazione nelle graduatorie di III fascia per il solo profilo professionale di CS, si ricorda, infatti, che le sole qualifiche ottenute al termine di corsi socio – assistenziali (OSA) e socio – sanitari (OSS) rilasciati dalle Regioni sono valutate in riferimento al D.M. 716/2014 PUNTI 1 (si valuta un solo titolo).

Detto ciò, si ricorda che all’atto del primo rapporto di lavoro, i controlli sono tempestivamente effettuati dal dirigente scolastico che conferisce la supplenza, in riferimento all’art. 7, comma 5 del D.M. 717/2014. Nel suo caso, è stato erroneamente convalidato un titolo non valutabile con l’esito di nuove nomine di supplenza. Pertanto il consiglio che le posso dare è di far valutare la situazione a un sindacato.

Il termine per la presentazione della domanda di pensionamento è scaduto il 26 gennaio

7 febbraio, 2016 - 20:25

Enrico –  sono un docente a tempo indeterminato, nato il 20 febbraio 1952, al 31/08/2016 avro’ 42 anni 5 mesi e 29 giorni di anzianità di servizio utile a pensione. posso chiedere la pensione anticipata a partire dal 1 settembre del 2016? saluti e grazie.

FP – Gentile Enrico,

in primis le segnalo che il termine per la presentazione della domanda di pensionamento è scaduto il 26 gennaio.

In merito alla sua richiesta, la prima possibilità di “uscita” è data dal raggiungimento dei requisiti previsti dalla normativa per la pensione anticipata.

Di seguito i requisiti per il pensionamento previsti dalla L. 214/2011, per i prossimi anni:

– per la pensione anticipata per gli uomini, legata all’anzianità di servizio: dal 2016 al 2018 –  42 anni e 10 mesi.

Pertanto, considerata la sua totale anzianità contributiva (42 anni e 5 mesi e 29 giorni al 31/8/2016) e la sua età anagrafica, soddisfa il requisito di cui sopra nel 2017, senza operare alcuna forma di  arrotondamento.

Mobilità ATA: è possibile fare domanda indipendentemente dalla propria iscrizione anagrafica?

7 febbraio, 2016 - 16:53

ANNA –  se ho la residenza a Livorno e lavoro a Napoli perché titolare presso una scuola della provincia di Napoli, in fase di trasferimento o assegnazione provvisoria posso partecipare ai trasferimenti anche se all’anagrafe risiedo già a Portoferraio come prima specificato? in attesa di un benevolo riscontro la saluto cordialmente e la ringrazio fin d’ora per il tempo che vogliate dedicarmi.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Anna, innanzitutto chiariamo che l’assegnazione provvisoria, ha la finalità di consentire al personale della scuola di poter prestare servizio, sempre per un anno, in una scuola che sia più vicina alla residenza del proprio familiare (coniuge o convivente, figlio o genitore) oppure in scuole di un determinato comune nel caso in cui ci sono esigenze di cura, in questo comune, connesse a gravi motivi di salute.

Pertanto, se soddisfa i requisiti del CCNI, può partecipare sia alla domanda di trasferimento che d’assegnazione provvisoria.

Pensionamento d’uffico del personale della scuola

7 febbraio, 2016 - 15:58

DS   – Buongiorno, si chiede consulenza in merito al pensionamento d’uffico del personale della scuola.  Caso 1: collaboratore scolastico, nato il 11.02.51 con anzianità contributiva al 31.12.11 di anni 36 anni Caso 2: collaboratrice scolastica, nata il 10.11.50 con anzianità contributiva al 31.12.11 di anni 26 Caso 3: docente nata il 04.01.51 con anzianità contributiva di anni 29 Grazie per la risposta

FP – Gentile Dirigete Scolastico,

in riferimento alle sue richieste, in premessa le segnalo quanto previsto dalla normativa di riferimento per il pensionamento forzato.

Il pensionamento coatto può avvenire per: a) età anagrafica; b) anzianità contributiva.
Analizziamo i casi, tenuto conto del pensionamento forzato  per età
anagrafica.

Il pensionamento coatto per raggiunti limiti di età (punto a), con decorrenza 1/9/2016, si ha quando:

A) entro il 31/8/2016 (dal 01/09/2015) si compie 65 anni, ed in possesso al 31/12/2011 dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero.

Si indicano, per completezza di informazione, i requisiti “pre-Fornero”:

1) quota 96 (60/36 o 61/35);
2) 40 anni di contributi;
3) pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992.

B) entro il 31/8/2016 66 anni e 7 mesi di età.

Pertanto ad avviso dello scrivente:

caso 1: il caso in esame rientra nella casistica indicata al punto A, ovvero compie 65 anni entro il 31/8/2016
– dopo l’ 1/9/2015 (11/2/2016) – e contemporaneamente soddisfa il requisito della quota 96 al 31/12/2011 – punto A.1.

caso 2: il caso in esame rientra nella casistica indicata al punto A, ovvero compie 65 anni entro il 31/8/2016
– dopo l’ 1/9/2015 (10/11/2015) – e contemporaneamente soddisfa il requisito per la pensione di vecchiaia per le donne al 31/12/2011 – punto A.3.

– caso 3: il caso non rientra nella casistica di pensionamento coatto per età anagrafica.

Possibilità di avvalersi dell’opzione donna è legata alla verifica della disponibilità delle risorse da fare entro il 30 settembre di ogni anno

7 febbraio, 2016 - 15:55

Gabriella  – Buongiorno, sono una docente di scuola superiore, ho maturato i requisiti necessari per accedere ad “opzione donna” il 31 agosto 2015 e quindi potrei fare domanda di pensionamento al 01 settembre 2016.  accedere all’opzione donna successivamente? Grazie

FP -Gentile Gabriella,

….bella domanda….e di seguito capirà il perché di questa mia affermazione.

I quesiti come il suo che giungono all’attenzione della redazione di O.S., sono tanti purtroppo personalmente non ho la certezza della risposta, in quanto a mio avviso c’è molta ambiguità.

In merito, fino a qualche anno fa, alla sua stessa domanda, avrei risposto, senza dubbi, in modo affermativo.

Infatti:

una volta maturati i requisiti per andare in pensione, si deve attendere la finestra di uscita senza necessariamente cessare a quella data, fatta eccezione per il pensionamento coatto.

Nel 2013 l’INPS e l’INPDAP, con le rispettive circolari, hanno chiarito che l’opzione donna così come previsto dalla L. 243/2004, è una sperimentazione a tempo limitato.

Conferma puntualmente arrivata con la Legge di Stabilità del 2015, che ha posto come termine ultimo pe la sperimentazione proprio il 31/2/2015. Pertanto solo cessando entro il 2015 si poteva ricorrere all’opzione (requisiti maturati al 31/12/2014).

La suddetta interpretazione, alquanto restrittiva in termini temporali (come più spesso ribadito in post precedenti), è stata superata proprio con diverse indicazioni date dallo stesso INPS, che in sostanza  ha fatto retromarcia.

Successivamente è intervenuta la Legge di Stabilità 2016, dove il comma 281 prevede che:

“… Sulla  base  dei  dati  di  consuntivo  e  del monitoraggio, effettuato all’INPS, il Ministro del  lavoro  e  delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e  delle finanze, entro il 30 settembre di ogni anno,  trasmette  alle  Camere una  relazione   sull’attuazione   della sperimentazione   di   cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23  agosto 2004,  n.  243,  con particolare riferimento al numero  delle  lavoratrici interessate  e agli oneri previdenziali conseguenti e, in relazione alla
primo periodo del presente comma, anche al raffronto degli specifici  oneri previdenziali  conseguenti  all’attuazione  del  primo  periodo   del presente comma  con  le  relative  previsioni  di   spesa.   Qualora dall’attività di monitoraggio di cui al precedente  periodo  risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa di cui al primo periodo del presente comma, anche  avuto  riguardo  alla proiezione  negli  anni successivi,  con  successivo   provvedimento legislativo verrà disposto l’impiego delle  risorse  non  utilizzate per interventi con finalità analoghe a quelle  di  cui  al  presente comma, ivi compresa la prosecuzione della medesima sperimentazione.”

Pertanto, è vengo al mio personale dubbio:

la possibilità di avvalersi dell’opzione donna è legata alla verifica della disponibilità delle risorse da fare entro il 30 settembre di ogni anno.

La domanda da porsi è la seguente: la facoltà di utilizzare l’opzione donna per il pensionamento solo dopo la verifica delle risorse vale anche per quanti avevano maturato i requisiti al 31/12/2015 oppure vale solo per coloro che al 31/12/2015 non possedevano i requisiti?

L’auspicio è che chiariscano questa ambiguità, prima della prossima scadenza (per il personale della scuola) fissato per il 15 febbraio (data ultima per la presentazione dell’istanza “opzione donna”)

Per quanto possa valere, le segnalo una mia deduzione, frutto di un ragionamento puramente “elementare”: chi ha maturato il requisito per l’opzione donna entro il 31/12/2015, non dovrebbe (condizionale d’obbligo) rientrare nel meccanismo della verifica delle risorse finanziarie.

Preciso che potrei essere smentito fin da subito.

Ricongiunzione e totalizzazione

7 febbraio, 2016 - 15:50

Domenico  – Salve, mi chiamo Domenico, l’anno scorso sono entrato in ruolo con la fase B. Sono nato nel 1960 e ho lavorato fino a settembre 2015 presso aziende private (con anzianità di 33 anni di contributi fino a Settembre 2015 anno in cui ho dato le dimissioni per accettare il ruolo a scuola),versando quindi i contributi all’INPS. Ora sono dipendente della scuola e i miei contributi sono versati all’INPDAP. Ho saputo che nel momento in cui farò domanda di pensione (presumibilmente nel 2025 secondo le attuali disposizioni) dovrò richiedere la “ricongiunzione” dei contributi, e  che tale operazione è onerosa ed è a carico di chi la richiede.. La cosa mi sta preioccupando perchè ho sentito di cifre da capogiro.  Vorrei sapere, se possibile, nel momento in cui nel 2025(se non cambiano le regole) farò richiesta di ricongiunzione, avendo maturato a quella data 33 anni di contributi INPS e 10 anni di contributi INPDAP  a quanto ammonterebbe  più o meno, nel mio caso ,la cifra per la ricongiunzione ?   Attendo con ansia un vostra risposta.
FP – Gentile Domenico,

in riferimento alla sua richiesta, di seguito le illustro brevemente le tipologie di istanze che fanno al suo caso:

1) la “ricongiunzione” è quell’istituto mediante il quale si concede la possibilità  al lavoratore di cumulare tutti i periodi contributivi maturati presso diverse  gestioni previdenziali, al fine di ottenere un’unica
prestazione pensionistica  da un unico ente previdenziale. In sostanza permette di riunire tutti i periodi contributivi obbligatori, volontari e figurativi in un unico trattamento di pensione.

Tali servizi sono riconosciuti quasi sempre con onere economico a carico dell’ interessato.

Le fonti di diritto sono:

– L. 29/1979  a) L’art. 1 della L. 29/1979 disciplina il passaggio dei contributi dall’ex Inpdap all’ Inps. Tale passaggio è diventato oneroso con l’entrata in vigore della L. 122/2010, secondo quanto disposto dall’art. 12.  b) L’art. 2 della L. 29/1979  disciplina il passaggio dei contributi dall’ Inps  all’ex Inpdap. – L. 45/90 (contributi versati presso casse per Liberi Professionisti). Tra l’altro i periodi ricongiunti sono utili anche ai fini del diritto.

2) la “totalizzazione” è l’istituto mediante il quale il lavoratore chiede l’ unificazione di contributi versati in più enti previdenziali al fine di ottenere una pensione che corrisponde alla somma dei trattamenti di competenza di ogni singolo ente previdenziale ovvero ogni istituto calcola la pensione secondo i contributi versati presso il proprio fondo. La pensione, così determinata, sarà  erogata dall’Inps. La domanda di totalizzazione è completamente gratuita ed è alternativa alla ricongiunzione. La normativa di riferimento è il D.Lgs. 42/2006.

3) la Legge di Stabilità 2013, ha introdotto un’ulteriore possibilità di mettere insieme gratuitamente tutti i periodi assicurativi ovvero il “cumulo”. Questo consente di avere un’unica pensione tenuto conto dei diversi contributi versati presso più forme previdenziali obbligatorie. La suddetta possibilità è riservata esclusivamente per ottenere la pensione di vecchiaia secondo i requisiti previsti dalla L. 214/2011.l

Non riesco a darle delle indicazioni in merito all’onere da sostenere per il calcolo della ricongiunzione dei contributi, ma è consigliabile non attendere gli ultimi anni prima della pensione, considerato che il calcolo per la ricongiunzione in “entrata” è effettuato sullo stipendio in godimento all’atto della domanda. Pertanto è opportuno presentarla fin da subito, per poi decidere, una volta ricevuto il relativo decreto di pagamento se accettare o meno l’onere.

 

Concorso a cattedra: per le classi di concorso di lingue quesiti nella relativa lingua

7 febbraio, 2016 - 15:25

Franca – Spettabile redazione, Mi rivolgo a voi per poter avere dei chiarimenti sul concorso in oggetto. Insegno inglese dal 2007 in maniera continuativa,sono precaria ,abilitata con PAS (salatissimo sia economicamente che psicologicamente),Laurea specialistica
quadriennale in Lingue e Letterature Straniere con INDIRIZZO ORIENTALE ……..ma tutto questo non è sufficiente.

Ok, Facciamo il concorso …..e qui viene il bello….sappiamo che le prove scritte del concorso classe A24/A25 si svolgeranno completamente in lingua e fin qui nulla da obiettare (ritengo ,modestia a parte ,di essere un ottima insegnante di Inglese) ma alcuni sindacati hanno riferito che due delle sei domande saranno in Seconda Lingua….

Vi chiedo …..la mia seconda lingua (che ovviamente non ho MAI usato a scuola) è il Giapponese! È mai possibile che pretenderanno da me due risposte in giapponese? Non credo visto che la scelta debba essere tra spagnolo ,tedesco,francese, che io non ho nel mio piano di studi!

Vi sarei infinitamente grata se poteste chiarire questo punto. In attesa di una vostra risposta Cordiali saluti e Buon lavoro

risposta – gent.ma Franca, sei arrivata tu stessa alla conclusione che i sindacati (crediamo territoriali, quindi spesso poco informati) si siano "burlati" di te.

In ogni caso attendiamo il bando, ma dalle bozze in nostro possesso, che corrispondono a quelle presentate ai sindacati nazionali nella riunione del 28 gennaio, nonchè analizzate dal CSPI, non si evince affatto ciò che ti hanno riferito.

Ti invitiamo a leggere tu stessa la bozza, laddove dice "La prova scritta per le classi di concorso di lingua straniera è svolta interamente nella relativa lingua"

Ci dispiace che quando ricevete risposte tali non vi facciate dire anche il riferimento preciso che attesti la correttezza (o meno) della risposta del sindacalista.

Trasferimenti 2016/17: saranno nell’organico dell’autonomia che non comprende l’organico di fatto

7 febbraio, 2016 - 12:00

Giacomo – Sono un docente immesso in ruolo nell’a.s. 2014/2015 e per il prossimo anno scolastico ho intenzione di presentare domanda di trasferimento. Rientrando nella Fase B, volevo gentilmente maggiori ragguagli sulla tipologia di posti disponibili per la prossima mobilità territoriale. Nel nuovo organico dell’autonomia rientrano i posti dell’organico di diritto e i posti di potenziamento ed anche i posti dell’organico di fatto? Grazie.

Giovanna Onnis – Gentilissimo Giacomo,

la risposta al tuo quesito si trova nel comma 68 della legge 107, dove si chiarisce che “L’organico dell’autonomia comprende l’organico di diritto e i posti per il potenziamento”, ma nessuna menzione viene fatta per l’organico di fatto.

Le cattedre disponibili in organico di fatto, quindi, non potranno essere utilizzate per i trasferimenti e i passaggi di ruolo e di cattedra, ma solo per la mobilità annuale (utilizzazioni e assegnazioni provvisorie).

Trasferimento da sostegno a posto comune nella stessa scuola: sarà nella seconda sottofase della fase A

7 febbraio, 2016 - 11:45

Monia – Sono un’insegnante di sostegno della primaria. Questo è il quinto anno del vincolo sul sostegno e intendo passare sulla comune, nello stesso istituto in cui insegno adesso. In che fase rientra il mio caso?

Giovanna Onnis – Gentilissima Monia,

in base alle fasi prospettate dal MIUR in sede di contrattazione, fasi ampiamente discusse e che sembrano ormai definitive, come anticipato da OrizzonteScuola

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-2016-ecco-lordine-delle-operazioni-passaggio-cattedraruolo-provinciale-scuola-interprov 

il tuo trasferimento da sostegno a posto comune rientra nella Fase A.

La fase A è la fase provinciale che comprende tre sottofasi e il tuo movimento rientrerebbe nella seconda sottofase dove “sono compresi i trasferimenti dei docenti titolari dei posti di sostegno che transitano sui posti comuni ovvero sulle cattedre curricolari delle scuole della stessa provincia, anche se il trasferimento è per scuole dello stesso comune”

 

Mobilità: dopo l’assegnazione ad un ambito territoriale, come farò a scegliere la scuola

7 febbraio, 2016 - 10:31

Titti – Redazione OS, assunta in fase C presto servizio nella scuola B del paese M (scuola da me scelta in sede di convocazione per il ruolo presso il “Provveditorato”) ricompreso nel nuovo ambito territoriale Y. In domanda di mobilità come primo ambito territoriale indico il medesimo ambito territoriale Y.

In ipotesi, all’esito delle (prossime) operazioni di mobilità rientro nel medesimo ambito territoriale Y. Come avverrà l’assegnazione della scuola? Vorrei restare nella scuola B. Ci sarà data possibilità di scelta della scuola? E quando e come potrà essere effettuata questa scelta? Ci saranno nuove convocazioni con scelta della scuola com’è stato in fase di assunzione in ruolo?

risposta – gent.ma, su questo argomento ci sono delle indicazioni che già conosciamo, perchè provengono dalla legge 107/2015 e altre che devono ancora essere costruite, in quanto saranno oggetto di una apposita trattativa tra Miur e sindacati.

Pertanto, quanto ti diciamo oggi è la base per una trattativa ancora da condurre, per cui ci potranno essere delle modifiche.Mobilità 2016/17: chiamata diretta per incarico triennale nell’ambito territoriale andrà in un accordo a parte

Intanto, cosa dice la legge. Nel momento in cui ti viene assegnata una provincia e un ambito territoriale

La legge 107/2015 a questo proposito dice

” 79. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, al fine di garantire il regolare avvio delle lezioni, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e della precedenza nell’assegnazione della sede ai sensi degli articoli 21 e 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il dirigente scolastico puo’ utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purche’ posseggano titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire e purche’ non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso.

80. Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. L’incarico ha durata triennale ed e’ rinnovato purche’ in coerenza con il piano dell’offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicita’ dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica.7

81. Nel conferire gli incarichi ai docenti, il dirigente scolastico e’ tenuto a dichiarare l’assenza di cause di incompatibilita’ derivanti da rapporti di coniugio, parentela o affinita’, entro il secondo grado, con i docenti stessi.

82. L’incarico e’ assegnato dal dirigente scolastico e si perfeziona con l’accettazione del docente. Il docente che riceva piu’ proposte di incarico opta tra quelle ricevute. L’ufficio scolastico regionale provvede al conferimento degli incarichi ai docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso di inerzia del dirigente scolastico. ”

Quindi non ci sarà più il meccanismo della scelta della scuola come per le supplenze o le immissioni in ruolo. Sei tu a doverti candidare presso una o più scuole per l’incarico triennale. Sarà poi il Dirigente Scolastico, valutato il tuo curriculum anche attraverso colloquio, a proporti l’incarico nella scuola che dirige. Se riceverai più proposte, potrai scegliere quella che riterrai più conveniente. Se non riceverai alcuna proposta, sarà l’Ufficio Scolastico a scegliere per te la scuola.

In che modo avverrà quest’ultima circostanza, è ancora tutto da scrivere.

Trasferimento e precedenza legge 104 per assistenza a figlio disabile: è indispensabile la connotazione di gravità (art.3 comma 3)

6 febbraio, 2016 - 18:51

Marzia – Sono mamma di un bambino di 4 anni a marzo, certificato 104 ( art 3 comma 1). Sono stata immessa in ruolo nella fase c primaria e quindi soggetta a mobilità. Visto che mio figlio non ha la certificazione di gravità, tale condizione non sarà presa in considerazione in nessun caso? Ringrazio per la cortese attenzione.

Giovanna Onnis – Gentilissima Marzia,

mi dispiace veramente tanto, ma purtroppo la normativa non ti viene incontro poiché per poter usufruire della precedenza nel trasferimento è indispensabile la connotazione di gravità che risulta stabilita dall’art.3 comma 3 della legge 104/92.

Le precedenze previste per la mobilità 2016/17, come anticipato da OrizzonteScuola, saranno le stesse valide nel corrente anno scolastico, come indicate nell’art.7 del CCNI 2015/16 dove nel comma 1 parte V) viene chiaramente esplicitato che questa precedenza è valida solo nel caso di genitore che presta assistenza al figlio disabile in situazione di gravità.

Il comma 1 dell’art. 3 purtroppo per te non è sufficiente per poter usufruire della precedenza

Anche il docente neo-assunto in fase A potrà chiedere trasferimento interprovinciale: sarà la fase D dei movimenti

6 febbraio, 2016 - 18:37

Tina – Sono una docente scuola Primaria. Precaria da 11 anni finalmente quest’anno sono entrata in ruolo nella fase A. Posso presentare domanda in provincia diversa da quella in cui insegno e ho residenza, sempre nella stessa regione? Grazie per l’attenzione.

Giovanna Onnis – Gentilissima Tina,

in sede di contrattazione tra sindacati e MIUR si è prospettato di estendere la deroga al vincolo triennale a tutti i docenti, quindi anche ai neo-immessi in fase A che in base alla legge 107 risultavano esclusi essendo stabilita per loro la possibilità di chiedere solo trasferimento provinciale nella provincia di immissione in ruolo.

In base alle fasi della mobilità previste per il prossimo anno scolastico, come anticipato da OrizzonteScuola, potrai chiedere trasferimento interprovinciale che sarà per te in Fase D e determinerà titolarità in un ambito territoriale e non in una scuola specifica

Trasferimento su una COE e possibilità di lavorare negli anni successivi su una COI. Chiarimenti

6 febbraio, 2016 - 18:22

Claudio – Lo scorso anno scolastico mi sono trasferito in qualità di docente, su cattedra orario, per avvicinamento. Ho ottenuto titolarità in una scuola con cattedra esterna di completamento. Poiché nella graduatoria interna di istituto, nella scuola di titolarità, risulterei il secondo per punteggio. Una volta entrato a pettine, avrei diritto a ottenere la cattedra intera nella stessa scuola scavalcando il collega che attualmente insegna su quella cattedra? Finora ho avuto notizie contrastanti in merito. Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissimo Claudio,

la risposta alla tua domanda, in base alla normativa vigente, è negativa in quanto sei arrivato nella scuola di titolarità per trasferimento volontario, esprimendo nella domanda la volontà di lavorare anche in una COE e su una cattedra di questo tipo sei stato soddisfatto.

L’argomento è disciplinato dal CCNI sulla mobilità e puoi trovare il riferimento normativo nell’art.18 comma 6 del CCNI 2015/16, rimanendo in attesa di una sua conferma o di eventuali modifiche per il prossimo anno scolastico.

In base alla normativa citata, negli anni scolastici successivi al trasferimento sulla COE, il docente potrà lavorare nella scuola di titolarità in una COI, se questa cattedra, prevista nell’organico, risulterà priva di titolare. Se invece non si costituirà una cattedra interna, il docente,rimarrà sulla COE, anche se nella graduatoria interna per l’individuazione dei docenti soprannumerari occuperà una tra le prime posizioni.

La posizione in graduatoria interna risulterà determinante per l’attribuzione della COI, solo in caso si contrazione in organico e conseguente esubero che riguarderà il docente con punteggio inferiore nella graduatoria.

Sull’argomento ti invito a leggere questo articolo pubblicato da OrizzonteScuola

http://www.orizzontescuola.it/news/cattedra-orario-esterna-quali-regole-lattribuzione-trasferimento-coe-e-coe-ex-novo

Docente assunto nell’a.s. 2014/15 potrà chiedere trasferimento interprovinciale in deroga al vincolo triennale

6 febbraio, 2016 - 17:52

Roberta – Sono una docente di Inglese immessa in ruolo su Secondaria di primo grado da concorso 2000 nell’anno scolastico 2014-2015. Sono stata immessa in ruolo su sede provvisoria in una provincia diversa da quella di residenza e ho ottenuto quest’anno la sede definitiva nella tessa provincia per trasferimento.  Per quest’anno 2015-16 ho ottenuto l’assegnazione provvisoria nella mia provincia. Mi chiedo cosa devo fare per l’anno prossimo. Ho ancora il vincolo triennale? O posso fare domanda di trasferimento nella mia provincia? Il mio trasferimento sarà comunque su scuola o rientro negli ambiti? Ed eventualmente posso sempre fare domanda di assegnazione annuale?
Nell’attesa di un chiarimento ringrazio per la vostra gentile collaborazione.

Giovanna Onnis – Gentilissima Roberta,

la legge 107 nel comma 108 prevede un piano di mobilità straordinaria in deroga al vincolo triennale per i docenti, come te, immessi in ruolo entro l’a.s. 2014/15 e per i docenti neo-assunti in fase B e C da GaE.

In sede di contrattazione per il CCNI 2016/17 il MIUR ha esteso questa possibilità, cioè la deroga al vincolo triennale, a tutti i docenti neo-immessi che parteciperanno alla mobilità in fasi diverse, come anticipato nell’articolo pubblicato in home page da OrizzonteScuola

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-2016-ecco-lordine-delle-operazioni-passaggio-cattedraruolo-provinciale-scuola-interprov

Potrai, quindi presentare domanda di trasferimento interprovinciale nella tua provincia di residenza, rientrando nella Fase B dei movimenti, che sarà negli ambiti territoriali.

Avrai la possibilità di acquisire titolarità in una scuola solo se sarai soddisfatta nel primo ambito richiesto dove potrai scegliere le scuole nell’ordine e numero che gradisci.

Per quanto riguarda la possibilità di chiedere assegnazione provvisoria interprovinciale per il prossimo anno scolastico, se non dovesse essere prevista, come quest’anno, una deroga al vincolo triennale, non potrai chiederla perché risulteresti ancora nel vincolo essendo, per te, il corrente anno scolastico il secondo di permanenza nella provincia di immissione in ruolo.

Chiaramente è necessario aspettare le specifiche disposizioni che saranno stabilite per la mobilità annuale 2016/17 e ora è prematuro poter avere precise informazioni in merito.

Sull’argomento ti invito a leggere questo articolo che potrebbe interessarti

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-territoriale-e-mobilit-annuale-quali-differenze-tempistiche-e-conseguenze-sulla-titolar

Il docente soprannumerario trasferito d’ufficio per non perdere il punteggio di continuità deve presentare domanda condizionata

6 febbraio, 2016 - 17:18

Antonio – Sono un docente di secondaria superiore trasferito a domanda condizionata da sei anni in altro istituto avendo perso la cattedra nel precedente. La vecchia normativa imponeva, per aver diritto alla continuità nel punteggio, di fare per otto anni la domanda di rientro nella vecchia sede di titolarità. Cosa si prevede per quest’anno nel nuovo contratto di mobilità? Ci sarà sempre questo obbligo? Grazie della risposta.

Giovanna Onnis – Gentilissimo Antonio,

in base alle anticipazioni fornite da OrizzonteScuola, le precedenze previste nel corrente anno scolastico, così come indicate nell’art.7 del CCNI 2015/16 saranno totalmente confermate per il prossimo anno scolastico e inserite nel CCNI 2016/17

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-2016-precedenze-e-tabella-titoli-trattative-prosegue-anticipazioni-orizzontescuola-prem

Tra queste precedenze è compresa quella che ti riguarda direttamente, inserita nel punto IV) : Personale trasferito d’ufficio negli ultimi otto anni richiedente il rientro nel comune di precedente titolarità.

Quindi, per il docente soprannumerario trasferito d’ufficio, presentare domanda condizionata per un ottennio rappresenta una garanzia per avere il diritto a rientrare con precedenza nella scuola di ex-titolarità e conservare tutto il punteggio di continuità maturato nella scuola.

Non presentare domanda condizionata fa perdere questi diritti.

Ti ricordo che tale diritto risulta valido per un ottennio e, come chiarisce la nota 5 del CCNI 2015/16, “Qualora, scaduto l’ottennio in questione, il docente non abbia ottenuto il rientro nella scuola di precedente titolarità i punteggi relativi alla continuità didattica nell’ottennio dovranno essere riferiti esclusivamente alla scuola ove è stato trasferito in quanto soprannumerario”

Neoassunta fase C alla primaria alle prese con progetto di potenziamento per scuola media

6 febbraio, 2016 - 16:15

Tiziana – Sono un’insegnante di scuola primaria, entrata a novembre con la fase C nell’organico di potenziamento. La dirigente ha utilizzato inizialmente tutti le insegnanti del potenziamento per le sostituzioni dei docenti assenti. A fine gennaio ha chiesto a ciascuna di noi, siamo 5, di realizzare un progetto, progettato interamente da noi, a me ha chiesto di realizzare un progetto di L2 sulle tre classi della scuola media. È lecita la sua richiesta? Grazie

risposta – gent.ma Tiziana, la risposta al tuo quesito è complessa e non può necessariamente essere definitiva, dal momento che la normativa è manchevole di spiegazioni.

Il fatto che la Dirigente sia passata da un un utiilizzo indiscriminato dei docenti assunti su potenziamento, ad un reale impiego della motivazione per cui sono stati assunti, è già un notevole passo in avanti e va considerato positivamente.

Certo, i progetti avrebbero dovuto essere strutturati dal Collegio dei docenti ancor prima della vostra assunzione, ma molte scuole si sono trincerate dietro alla scusa che non si sapeva quali insegnanti sarebbero stati inviati, che non c’era ancora certezza di nulla, per poi arrivare ad oltre la metà anno scolastico con le idee ancora confuse.

Per quanto riguarda la tua situazione in particolare, la richiesta può avere senso se la Dirigente ha individuato attraverso il tuo curriculum le competenze per poter sviluppare un progetto del genere, altrimenti si potrebbe anche rischiare un danno alla didattica. Quindi solo tu puoi sapere se sei in grado di sviluppare il progetto. Se non è così, ti consigliamo di proporle un altro progetto, magari per la primaria, nel quale puoi apportare un vero contributo, in accordo naturalmente a quelle che sono le finalità del POF della scuola.

Neoassunti da fase B e C da GaE partecipano a fase C mobilità su ambiti nazionali

6 febbraio, 2016 - 15:41

Cecilia – Gentile redazione, desideravo avere un chiarimento sulle fasi della mobilità straordinaria 2016-17. Sono una neoassunta del piano straordinario di assunzioni da GaE, ma per la classe di concorso cui appartengo (A061) non è stato reiterato il concorso 2012, dunque non c’è la fase di mobilità all’interno della provincia da graduatoria di merito.

Mi chiedo se, di conseguenza, i neoassunti da Gae della A061 possono fare la domanda di mobilità all’interno della provincia di nomina provvisoria ed evitare quella su ambiti nazionali, visto che mancherebbero i neoassunti da concorso. Nella speranza di un Vostro gentile riscontro, invio cordiali saluti.

risposta – gent.ma Cecilia, escludiamo tale ipotesi, che non è stata neanche presa in considerazione durante la trattativa sindacati – Miur.

Le sequenze sono quelle che abbiamo indicato nell’articolo Mobilità 2016: ecco l’ordine delle operazioni. Passaggio di cattedra/ruolo provinciale è su scuola, interprovinciale è subito dopo la fase B

Il fatto che in quella provincia non ci saranno neoassunti da concorso non cambia nulla, non esiste questa differenza nell’ipotesi di contratto che dovrebbe essere firmata mercoledì e poi inviata alla Funzione Pubblica.

In particolare ti consigliamo di leggere le anticipazioni su come verrà assegnato l’ambito territoriale.

Se dovessero intervenire delle modifiche rispetto alle nostre anticipazioni, non mancheremo di comunicarle in home page.

Punteggio per esigenze di famiglia nella domanda di trasferimento

5 febbraio, 2016 - 18:07

Maria – Sono una docente assunta in fase B e vorrei sapere se per il trasferimento mi spetta il punteggio di 6 punti per ricongiungimento familiare anche se con mio marito abbiamo residenza anagrafica (stessa Provincia ma con comuni diversi anche se vicini ), ma entrambi domiciliati nello stesso comune. Ho due figlie studentesse maggiorenni nello stesso nucleo familiare acquisirò punteggio anche su questo? Ringrazio anticipatamente

Giovanna Onnis – Gentilissima Maria,

la tabella di valutazione per il prossimo anno scolastico non è stata ancora resa nota e sarà allegata al CCNI 2016/17, ma sembra che non siano previste modifiche per la valutazione delle esigenze di famiglia.

In base alle disposizioni in vigore nel corrente anno scolastico, che saranno quasi sicuramente confermate, il punteggio di ricongiungimento spetta nel comune di residenza del coniuge se la decorrenza dell’iscrizione anagrafica e anteriore di almeno tre mesi rispetto alla data di pubblicazione dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità.

Non ha nessuna influenza la tua residenza che può essere anche in diverso comune.

Per quanto riguarda le figlie maggiorenni, per loro non puoi usufruire di alcun punteggio in quanto è prevista la valutazione solo per i figli minorenni

Sull’argomento ti invito a leggere questo articolo pubblicato da OrizzonteScuola

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-punteggio-non-precedenza-esigenze-famiglia-nella-domanda-trasferimento

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