Sabato, 23 Maggio 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 1 settimana 6 giorni fa

Mobilità docenti di Religione cattolica: il sistema delle precedenze

28 aprile, 2015 - 07:26

Pietro – Buona sera vorrei sapere se ho diritto alla richiesta nella domanda in  oggetto “di aver diritto a precedenza in quanto usufruisce dei benefici  previsti dalla l.n. 104/92 e del CCNI del 24/02/2015, art. 7 punto III,  n. 2 Art. 21; Art. 7, punto III, n. 2 CCNI del 24.02.2015; Art. 33, comma 6; Art. 33, commi 5 e 7; per la malattia sono stata riconosciuta con l’art. 3 comma 1 L. 104/92; Invalidità 68%; grave patologia.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Pietro,

ai sensi dell’art. 37bis comma 6 del CCNI per i docenti di religione cattolica in ciascuna delle fasi di mobilità sono riconosciute per quanto compatibili le precedenze previste dall’art. 7.

Se, come ho capito dal quesito, hai un’invalidità riconosciuta al 68% e l’art 3 comma 1 della legge 104 rientri nei disabili di cui all’art. 21, della legge n. 104/92 del punto III dell’art 7 sopra richiamato.

Supplenze: continuità didattica e proroga della supplenza

27 aprile, 2015 - 21:23

Scuola – In data 01-03-2015, a seguito del decesso di una docente di ruolo della dell’infanzia, si viene a creare la disponibilità di 1 posto sul quale viene nominata una docente 1 dal 02-03-2015 al 21-06-2015. La docente 1 è in maternità e al suo posto viene nominata una docente 2 dal 13-03-2015 al 20-05-2015. La docente 2 si ammala e al suo posto viene nomina una docente 3 dal 13-04-2015 al 24-04-2015. In data 25-04-2015 la docente supplente temporanea 2, avendo superato il limite massimo di malattia, viene licenziata. La docente 3 ha diritto alla proroga dal 25-04 sul medesimo posto in sostituzione, però, della docente A? Si chiede, per cortesia, una risposta urgente. Grazie.

Paolo Pizzo –Gentile scuola,

la risposta è positiva.

Ad avviso di chi scrive, infatti, ciò che rileva ai fini del diritto alla proroga della supplenza per la docente 3 sono due fattori: il non rientro in classe della docente in maternità e il fatto che al momento della decadenza della supplenza della docente 2 lei era in effettivo servizio.

Pertanto a tale docente spetta, per continuità didattica, la proroga della supplenza ai sensi dell’art 7/4 del DM 131/07.

Mobilità/graduatoria interna: il movimento a domanda fa perdere la continuità di servizio anche se avviene nella stessa scuola

27 aprile, 2015 - 20:18

Elvira – Vorrei sapere se passando di ruolo da una disciplina ad un altra nello stesso istituto dove ho prestato servizio perdo il punteggio di continuità  Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Elvira,

l’unico trasferimento che non fa perdere la continuità di servizio è quello all’interno del ruolo della primaria tra i posti dell’organico (comune e lingua) nello stesso circolo.

Tutti gli altri trasferimenti (compreso da posto di SOS a posto comune e viceversa), passaggi di cattedra o di ruolo, anche se all’interno della stessa scuola, fanno perdere la continuità di servizio.

Congedo parentale per chi è in part time

27 aprile, 2015 - 12:42

Paola  – volevo sapere se è possibile usufruire con modalità part time dell’astensione parentale facoltativa, e se sì con che modalità. Grazie.

Paolo Pizzo – gentilissima Paola,

il Contratto Scuola, art. 39 comma 8 prescrive:

Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive di insegnamento aventi carattere continuativo; né può fruire di benefici che comunque comportino riduzioni dell’orario di lavoro, salvo quelle previste dalla legge. Nell’applicazione degli altri istituti  normativi  previsti  dal  presente  contratto,  tenendo  conto  della  ridotta  durata  della  prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in quanto compatibili, le   disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto a tempo pieno.”

L’art. 12, comma 6 prevede che “i periodi di assenza di cui ai precedenti commi 4 (congedo parentale) e 5 (congedo per malattia), nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice”.

Segnaliamo  che  nel  Contratto Scuola,  a  differenza  di  altri  Contratti,  manca  una  disposizione specifica, congedo parentale/part time verticale, che regoli espressamente il caso.

In diversi Orientamenti Applicati per altri Comparti, l’ARAN precisa che   il permesso per matrimonio, il congedo parentale, i permessi per maternità e i permessi per lutto, spettano per intero solo per i periodi coincidenti con quelli lavorativi.

Elemento comune a tutti questi istituti è la modalità con cui essi vengono conteggiati, ossia facendo  riferimento ai giorni di calendario e non ai giorni lavorativi rientranti nel periodo  richiesto. Di  conseguenza, in caso di part-time verticale, il periodo massimo concedibile non viene riproporzionato e i permessi sono computati con le medesime modalità utilizzate per il personale a tempo pieno.

Secondo tale orientamento le assenza dovute a congedo parentale si computano tenendo conto di  tutti  i  giorni  di  calendario  ricadenti  nell’intero  periodo  richiesto.  In  caso  di  fruizione frazionata,  il  periodo  di  congedo  verrà  calcolato  partendo  dal  primo  giorno  lavorativo e concludendo con l’ultimo giorno lavorativo precedente l’effettivo rientro in servizio.

  • Per esempio: se un dipendente che lavora nei giorni di martedì e giovedì chiede 10 giorni di congedo parentale a partire dal martedì, tali giornate verranno conteggiate come segue:

Martedì 15, mercoledì 16, giovedì 17, venerdì 18, sabato 19, domenica 20, lunedì 21, martedì  22, mercoledì 23, giovedì 24. Venerdì (25) , sabato (26) domenica (27) e lunedì (28) non vanno computati nel periodo di assenza e martedì 29 c’è il rientro in servizio.

Risulta che le scuole, in via analogica, applichino al personale della scuola in part time verticale i periodi di congedo parentale in base all’esempio che abbiamo riportato, cioè tenendo conto di tutti i giorni di calendario ricadenti nell’intero periodo richiesto.

Supplenze: risoluzione del contratto. Chiarimenti per la scuola.

27 aprile, 2015 - 12:28

Scuola – le espongo il quesito: 1) titolare assente dal 19/03/2015 fino al 08/09/2015 per complicanze nella gestazione 2) contratto con la supplente sino al 05/06/2015 (termine  servizio mensa ) 3) titolare ha abortito il 17/04/2015  e dal 18/04/2015 in malattia per 10 giorni. Domanda: dobbiamo interrompere il contratto oppure vale la norma che la risoluzione  del contratto per rientro del titolare non è piu’ prevista dai Contratti successivi a quello del 1995? E’ urgente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

si conferma che non è possibile attuare la risoluzione del contratto.

L’art. 18 comma 2 lett c) del CCNL 04/08/1995 prevedeva espressamente la risoluzione del contratto stipulato con il supplente a seguito del “rientro anticipato del titolare”, questa norma non è stata più ripresa dai successivi CCNL per cui si deve considerare non più applicabile.

Graduatorie I fascia ATA: in quale provincia presentare domanda?

27 aprile, 2015 - 07:28

Giacomo – salve! il prossimo anni avrò finalmente la quota 24 mesi nel profilo di collaboratore scolastico. Ho sempre prestato servizio nella provincia di torino. mi chiedo se la domanda 24 mesi devo necessariamente farla sempre per la stessa provincia in cui ho prestato servizio o posso anche farla per la mia provincia, ossia Catania? grazie

di Giovanni Calandrino – Gentile Giacomo, (per i candidati non ancora inseriti) è possibile presentare domanda di inserimento in graduatoria permanente ATA, nella provincia di:

  • Servizio (quindi, dove si presta l’incarico di personale ATA a tempo determinato);
  • Eventualmente, non sia in servizio all’atto della domanda, nella medesima provincia in cui eventualmente risulta, inserito, nella graduatoria provinciale ad esaurimento del medesimo profilo di COLLABORATORE SCOLASTICO, cui si concorre;
  • Se non si trovasse nelle condizioni di cui ai precedenti punti, nella medesima provincia di inserimento della terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee del medesimo profilo di COLLABORATORE SCOLASTICO cui si concorre.

Graduatorie I fascia ATA: si possono sommare tutti i periodi lavorativi?

27 aprile, 2015 - 07:26

Mi rivolgo a Voi perchè ho un forte dubbio che mi è sorto nel compilare la domanda I fascia ATA Assistente Amministrativo e ho pochissimo tempo per farlo.Devo inserirmi in prima fascia del personale ATA come Assistente Amministrativo e ho il requisito dei 24 mesi statale.Quello che non mi è chiaro, è come calcolare il punteggio: – devo calcolarlo per anno scolastico come ho fatto per la III fascia – oppure non tenendo conto degli anni e sommare invece tutti i mesi lavorativi e a parte tutti i giorni avanzati . Nel secondo caso ottengo un punteggio un pò inferiore. Spero di essere stata chiara nella richiesta e ringrazio cordialmente

di Giovanni Calandrino – Gentilissima, per calcolare il servizio ai fini dell’accesso, si sommano tutti i periodi dei vari anni scolastici dello stesso profilo o di profilo immediatamente superiore, indipendentemente dall’anno scolastico in cui sono stati prestati.

In tutti i calcoli rimangono incluse domeniche e feste cadenti nei periodi calcolati, senza alcuna distinzione tra giornate lavorative e giornate festive.

L’arrotondamento dell’eventuale frazione di mese residua di almeno 16 giorni va operato soltanto dopo aver effettuato la somma di tutti i servizi resi e non per ciascun anno scolastico o per ciascun periodo di supplenza.

I 24 mesi di servizio, anche non continuativi, vanno calcolati considerando:

  • come da calendario i mesi interi, risultando irrilevante il numero dei giorni di cui ogni singolo mese è composto;
  • in ragione di un mese ogni 30 gg. la somma delle frazioni di mese;
  • come mese intero, la eventuale frazione di mese residua superiore a 15 gg:.

Non è pertanto ammissibile un computo basato sull’espressione di tutto il servizio in giorni riconducendoli poi a mese mediante una divisione per trenta.

In conclusione deve procedere con la somma di tutti i periodi di servizi resi.

Il Dirigente Scolastico può chiudere la scuola solo se tutto il personale ha esplicitamente dichiarato di scioperare

26 aprile, 2015 - 17:10

Elisabetta - Sono un docente di sostegno della scuola primaria neo immessa in ruolo quest’anno. Il 5 maggio non farò sciopero. Se quella mattina mi presento a scuola e nessuno mi apre il cancello e il portone di ingresso (tutti potrebbero fare sciopero tranne me o in assenza dei bidelli la segreteria potrebbe decidere di non aprire), come mi devo comportare? Come dimostro che ho preso servizio in questo caso? Nel foglio di adesione si chiede se si sciopera oppure no e io ho già comunicato alla scuola che non sciopererò. Cordialità.

Lalla – gent.ma Elisabetta, il foglio predisposto dal Dirigente Scolastico è corretto e di fronte alla tua volontaria ed esplicita dichiarazione è già implicito che la scuola non potrà essere chiusa il 5 maggio.

Il contratto di istituto regola quali sono le funzioni di ciascuno in questa occasione, e a chi toccerà aprire. Pertanto tu prenderai servizio e dovrai rimanere fino all’espletamento delle tue ore di servizio, a meno che il Dirigente Scolastico non sospenderà le lezioni perchè non in grado di assicurare il servizio minimo.

Pertanto, non preoccuparti, nessun Dirigente Scolastico ostacolerà la volontà di non aderire allo sciopero.

Ti linkiamo il vademecum sullo sciopero, utile anche a chi ha deciso di non aderire (ti ricordiamo che una volta comunicata, la scelta è irrevocabile, in quanto viene comunicata alla famiglie).

Vademecum sciopero. Non c’è obbligo di comunicazione. Come devono comportarsi insegnanti e ATA, quanto costa

Graduatorie I fascia ATA: unico modello di domanda, per l’inserimento/aggiornamento di più profili professionali

26 aprile, 2015 - 16:04

Antonia – Spett.le Redazione Orizzonte Scuola Vi scrivo perché vorrei un chiarimento riguardo alla compilazione della Domanda di aggiornamento I Fascia per il Personale ATA, possono richiedere sulla stessa domanda l’aggiornamento per il profilo di assistente amministrativo e collaboratore scolastico o devo presentare una domanda di aggiornamento per ogni profilo. Distinti saluti grazie.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Antonia, è possibile chiedere inserimento/aggiornamento su più profili professionali nel medesimo modello di domanda.

Quindi basta compilare una sola domanda per tutti i profili professionali per cui richiede l’inserimento/aggiornamento.

Si ricorda che requisito fondamentale per l’inclusione nelle graduatorie permanenti del personale ATA è un’anzianità di servizio di almeno due anni. Ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi (le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero) anche alle dipendenze degli Enti Locali (fino al 31/12/1999). Prestato in posti corrispondenti al profilo professionale cui si richiede l’accesso. E/o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre, oltre ovviamente al possesso del corretto titolo d’accesso.

Graduatorie III Fascia ATA: a chi spettano i controlli sulla validità della domanda?

26 aprile, 2015 - 15:41

Segreteria – salve, vorrei porre un quesito: all’atto della stipula del primo contratto di supplenza ad un collaboratore scolastico, deve essere effettuata la verifica dei titoli e dei servizi dichiarati in autocertificazione all’atto della domanda di inclusione in terza fascia; la scuola competente a verificare le dichiarazioni sostitutive è quella che ha effettuato la valutazione della domanda o quella che stipula il primo contratto?

il DM 62 del 2011 – art. 7 chiarisce che i “predetti controlli sono effettuati, anche se richiesti da altre scuole, dall’istituzione scolastica che gestisce la domanda” mentre nel DM 717/2014 la competenza ad effettuare i controlli non è ben specificato.

grazie per il vostro prezioso contributo

di Giovanni Calandrino – Gentile Scuola, la scuola competente che deve verificare e convalidare tutti i titoli dichiarati in domanda di inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia si sensi del D.M. 717/2014 è l’ISTITUTO SCOLASTICO CHE CONFERISCE LA PRIMA SUPPLENZA TEMPORANEA.

Riferimento normativo: art. 7, comma 5 del D.M. 717/2014.

All’atto del primo rapporto di lavoro stipulato in applicazione del presente decreto, i predetti controlli sono tempestivamente effettuati dal dirigente scolastico che conferisce la supplenza temporanea disposta sulla base della terza fascia della graduatoria di circolo o d’istituto della stessa istituzione scolastica e devono riguardare il complesso delle situazioni dichiarate dall’aspirante, per tutte le graduatorie in cui il medesimo e risultato incluso.

ATA: in caso di malore durante le ore di servizio, le ore prestate come vengono considerate?

26 aprile, 2015 - 15:26

Bruno – mia moglie collaboratrice scolastica di ruolo, più di una volta è rientrata a casa dal servizio x malessere, chiedo: le ore lavorate vengono perse?

di Giovanni Calandrino – Gentile Bruno, l’ARAN ha già fornito le indicazioni al quesito che lei ci pone, nello specifico per il comparto scuola alle domande:

  • Come vanno considerate le ore lavorate se viene successivamente rilasciato un certificato medico nella stessa giornata lavorativa per sopravvenuto malore?
  • In caso di uscita anticipata dal lavoro a seguito di un problema di salute come deve essere considerato il servizio prestato nella stessa giornata?

L’agenzia ha risposto che:

ritiene utile chiarire che la problematica oggetto del quesito non è disciplinata dal CCNL del comparto scuola e al riguardo si può solo far riferimento alla giurisprudenza che distingue due ipotesi :

  1. certificato medico rilasciato al termine di una giornata lavorativa: la prognosi comprende anche il giorno del rilascio, nonostante risulti lavorato (Cassazione, 6.2.1988 n.1290); non si ritiene che abbia alcun rilievo, a tal fine, la circostanza che il giorno risulti lavorato per intero o solo in parte;
  2. La giornata non sarà considerata assenza per malattia se la relativa certificazione medica ha decorrenza dal giorno successivo a quello della parziale prestazione lavorativa.

Pertanto, non è presumibile, in mancanza di una esplicita ed espressa scelta contrattuale in tal senso, la soluzione di riconoscere al dipendente un riposo compensativo di entità pari a quella della prestazione lavorativa resa nella giornata in cui è insorta la malattia; questa, infatti, si traduce nel riconoscimento di un beneficio aggiuntivo al dipendente che, per quella giornata, non solo si vede riconosciuto il trattamento economico di malattia (che riguarda l’intera giornata), ma può beneficiare anche di un riposo ulteriore (con oneri indiretti aggiuntivi per l’amministrazione).

In definitiva, secondo l’interpretazione dell’ARAN, se la prognosi del certificato comprende anche il giorno di rilascio, le ore lavorate in quella stessa giornata vanno perse (senza il riconoscimento delle ore effettuate in compensativo).

Graduatorie III fascia ATA: solo le qualifiche OSA e OSS sono valutate per il profilo di CS

26 aprile, 2015 - 15:23

Marina – Salve sono in possesso di un attestato regionale di qualifica professionale assistenza servizi tutelare. E valutabile nella graduatoria ata per Cs. Vi ringrazio

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Marina, in riferimento alle Graduatorie di circolo e di istituto di III Fascia ai sensi del D.M. 717/2014, l’attestato regionale di qualifica professionale assistenza servizi tutelare non può essere equiparato alle certificazioni OSA o OSS. Infatti, le due figure professionali di Operatore Socio Sanitario e di Operatore Socio Assistenziale vengono considerati come nuovi ruoli che subentrano ad altre due figure professionali: l’Assistente domiciliare e dei servizi tutelari (ADEST) e l’Operatore tecnico addetto all’assistenza (OTA).

Le sole certificazioni OSA e OSS sono oggetto di valutazione nelle graduatorie di III fascia per il solo profilo professionale di CS, si ricorda, infatti, che le sole qualifiche ottenute al termine di corsi socio – assistenziali (OSA) e socio – sanitari (OSS) rilasciati dalle Regioni sono valutate in riferimento al D.M. 716/2014 PUNTI 1 (si valuta un solo titolo).

Concorso 2015. Gli ITP potranno accedere senza abilitazione?

26 aprile, 2015 - 13:45

Pasquale – Spett.le Redazione Orizzonte Scuola, Sono insegnante IPT con il mio primo incarico annuale fino al 30-06-2015. Vorrei gentilmente sapere se nel prossimo concorso – riservato solo agli abilitati – per quanto riguarda gli ITP, in presenza di posti disponibili ( attualmente occupati da precari) possono partecipare anche senza abilitazione, non essendo stati banditi corsi per abilitazione per ITP negli ultimi anni?– Hanno partecipato al concorso del 2012 gli ITP senza abilitazione? In attesa di una cortese risposta, porgo distinti saluti.

Lalla – gent.mo Pasquale, poni un quesito al quale purtroppo è prematuro poter fornire una risposta certa.

L’unica classe di concorso della classe di concorso della tabella C bandita nel concorso 2012 è stata la C430. Si poteva accedere al concorso senza abilitazione, e senza limitazione riguardo al conseguimento del titolo, purchè entro il termine di presentazione della domanda?

Potrà essere ancora così? Non lo sappiamo, perchè ci sono degli emendamenti volti a modificare i requisiti di accesso al concorso 2015. Non sappiamo ancora se ciò potrà interessare anche le classi ITP per le quali se si escludono le procedure riservate/speciali alle quali si è potuto accedere con determinati requisiti di servizio, il Ministero non ha mai attivato procedure ordinarie per il conseguimento di abilitazione, e questo è un dato già sanzionato dal Consiglio di Stato rispetto al concorso 2012.

Dobbiamo ancora attendere i provvedimenti finali per avere la risposta definitiva.

Concorso a cattedra 2015. Solo per abilitati, quota riservata 36 mesi, no prova preselettiva. Ipotesi negli emendamenti del PD

Servizio di insegnamento non è requisito per 24mesi ATA

26 aprile, 2015 - 13:29

Chiara - Avrei bisogno di un chiarimento urgente riguardo al possibile inserimento in ATA 24 mesi. Mi sembra di capire che nella dicitura del requisito fondamentale "avere prestato servizio per almeno 24 mesi per il medesimo profilo a cui si concorre" significa che se io volessi inserirmi nelle graduatorie permanenti per AA e AT devo avere svolto 24 mesi proprio come AA e AT, e’ corretto?

Quindi in questo caso l’avere svolto 24 mesi come insegnante non mi da accesso alle graduatorie ATA 24 mesi, vero?Io infatti ho svolto supplenze come insegnante per 2 anni, ma sono inserita nelle graduatorie ATA solo dal’ottobre 2014. Dato che la scadenza e’ il 30 aprile avrei bisogno di questa conferma, gentilmente. Grazie

Lalla – gent.ma Chiara, ti confermiamo che il servizio svolto in qualità di insegnante non ti è utile per l’inserimento nella graduatoria ATA24 mesi. La graduatoria ATA 24 mesi infatti è la graduatoria permanente per il personale ATA, quella da cui vengono conferiti i ruoli. Vi si accede con servizio specifico svolto nella scuola statale, certo non può essere il servizio di insegnante il lasciapassare verso il ruolo ATA.

65 anni entro il 31/8/2015 e contemporaneamente soddisfa, al 31/12/2011, il requisito della quota 96

26 aprile, 2015 - 10:30

Pino –  Buonasera, mi chiamo Pino e sono un insegnante di ruolo nella Scuola Secondaria di II grado. Sono nato il 07.11.1949 e la mia anzianità contributiva al 31 agosto 2015 sarà di 38 anni, 8 mesi, 24 giorni mentre l’età posseduta a quella data sarà di 65 anni, 9 mesi, 24 giorni. Premetto che avrei dovuto maturare l’ultimo scatto di anzianità (fascia 35) il 31 dicembre 2014 ma per effetto del blocco degli scatti di due anni, successivamente ridotto a un solo anno, maturerò l’ultimo scatto il 31 dicembre del corrente anno 2015. Orbene, è giunto alla mia scuola di servizio un fonogramma da parte dell’Ufficio Scolastico provinciale col quale si comunica che sarò collocato a riposo in modo coatto per raggiunti limiti d’età al 31 agosto 2015; mi è stato anche detto che tale comunicazione è già stata inserita nel sistema SIDI. Chiedo se è possibile fare ricorso verso tale provvedimento, in modo da restare ancora in servizio per tutto il prossimo a.s. 2015/2016 e fare così maturare l’ultimo scatto che, come ben si comprende, avrà incidenza ai fini della pensione e del TFS, Quale esito potrebbe avere un mio eventuale ricorso? Grazie per l’attenzione. In attesa di riscontro, cordiali saluti.

FP – Gentile Pino,

per opportuna conoscenza le segnalo che la normativa in merito al pensionamento coatto dispone che questo possa avvenire per:

a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

Nel suo caso, trattasi di pensionamento coatto per raggiunti limiti di età (punto a), e vediamo perchè.

Il pensionamento d’ufficio per vecchiaia si ha quando: 1) entro il 31/8/2015 (dal 1/9/20149) si compie 65 anni ed in possesso, al 31/12/2011 dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero oppure dell’ anzianità utile per la pensione anticipata.

Di seguito si indicano i requisiti “pre-Fornero”:
– quota 96 (60/36 o 61/35);
– 40 anni di contributi;
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al 31/8/2015. Si precisa che questa casistica non dovrebbe essere più valida in seguito al DL 90/2014, ovvero non dovrebbero sussistere proroghe che siano andate oltre il 31/8/2014.

A conferma di quanto indicato, si evidenziano alcuni punti della nota MIUR n. 18851 del 11/12/2014 (ultima nota MIUR sulle pensioni):

– “I requisiti utili per la pensione di vecchiaia sono di 65 anni di età per gli uomini e 61 di età per le donne, con almeno 20 anni di contribuzione (15 per chi è in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lett. c) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503) se posseduti entro la data del 31 dicembre 2011″;

– “Ne consegue che il personale che alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (sia per età, sia per anzinaità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità contributiva – cd “quota”), e compie 65 anni di età entro il 31 agosto 2015 dovrà essere collocato a riposo d’ufficio”

Pertanto, il suo caso rientra nella casistica indicata al punto 1, ovvero: compie 65 anni entro il 31/8/2015 e contemporaneamente soddisfa, al 31/12/2011, il requisito della quota 96 previsto dalla normativa previgente la riforma Fornero.

Ad avviso dello scrivente non è possibile prolungare il servizio, nel caso specifico, se non per raggiungere l’anzianità minima prevista dalla normativa.

Per quanto concerne lo scatto, si precisa che quando il 2013 sarà utile alla progressione economica stipendiale, qualora la maturazione della fascia stipendiale abbia decorrenza entro la data di pensionamento, lei ha diritto agli arretrati stipendiali e alla riliquidazione della misura della pensione e della buonuscita.

Diritto alla pensione anticipata nel 2017

25 aprile, 2015 - 22:01

Giuseppe  – Buon giorno – assistente tecnico La Starza 11.08.1953 (40 anni di contributi Dicembre 2014) quando andro in pensione? – grazie

FP – Gentile Giuseppe,

considerata la sua anzianità contributiva e la sua età anagrafica, la prima possibilità di “uscita” secondo quanto previsto dalla L. 214/2011 (Riforma Fornero) è data dal raggiungimento del requisito per la pensione anticipata.

Di seguito le indico i requisiti previsti per la pensione anticipata per gli uomini, per i prossimi anni:
– dal 2014 al 2015 42 anni e 6 mesi;
– dal 2016 al 2018 42 anni e 10 mesi.

Per effetto dei suddetti requisiti maura il diritto alla pensione anticipata nel 2017.

Diritto alla pensione anticipata nel 2020, con decorrenza 1/9

25 aprile, 2015 - 22:00

Amelia  – Buongiorno, mi chiamo e sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Sono nata il 20 Dic. 1954, sono in ruolo effettivo dall’ 1/1/1982 e ho riscattato anni 4 e 21 gg di preruolo. Quando potrei andare in pensione senza penalizzazione sulla stessa? Grazie e cordiali saluti…..FP – Gentile Amelia,

considerata la sua anzianità contributiva (compreso il riscatto) e la sua età anagrafica, la prima possibilità di “uscita” secondo quanto previsto dalla L. 214/2011 (Riforma Fornero) è data dal raggiungimento del requisito per la pensione anticipata.

Di seguito le indico i requisiti previsti per la pensione anticipata per le donne, per i prossimi anni:

– dal 2014 al 2015 41 anni e 6 mesi;
– dal 2016 al 2018 41 anni e 10 mesi;
– dal 2019 al 2020 42 anni e 2 mesi.

Per effetto dei suddetti requisiti maura il diritto alla pensione anticipata nel 2020, con decorrenza 1/9.
Si precisa che dal 2019 i requisiti indicati potrebbero subire delle variazioni.

Raggiungimento del requisito per la pensione anticipata

25 aprile, 2015 - 21:57

Docente  – Salve, sono una docente di scuola secondaria di I grado,nata il 14/02/1954. Al 31/12/2015 avrò un’anzianità di servizio pari a 41 anni e 6 mesi. Quando potrò andare in pensione Ringrazio anticipatamente.

FP – Gentile Docente,

considerata la sua anzianità contributiva e la sua età anagrafica, la prima possibilità di “uscita” secondo quanto previsto dalla L. 214/2011 (Riforma Fornero) è data dal raggiungimento del requisito per la pensione anticipata.

Di seguito le indico i requisiti previsti per la pensione anticipata per le donne:
– dal 2014 al 2015 41 anni e 6 mesi;
– dal 2016 al 2018 41 anni e 10 mesi.

Per effetto dei suddetti requisiti matura il diritto alla pensione anticipata <nel 2016, con decorrenza 1/9.

Supplenze: art 37 del CCNL/2007 o supplenza per i giorni indispensabili?

13 aprile, 2015 - 17:46

Carmela  – Gent. mo Paolo, ho un quesito da porti in merito alla mia situazione  attuale. Sono una docente di lettere precaria che sostituisce  nell’insegnamento della Storia e Geografia in una scuola media, in due classi (una prima e una seconda) la titolare in riduzione oraria (6 ore   di riduzione) per incarico amministrativo (assessore in una  amministrazione comunale)(art. 4 Legge 27.12.1985 n. 816, D.Lgs.  18.8.2000 n. 267, art. 68 D.Lgs. 30.3.2001 e art. 35 del CCNL del  24.7.2003).)  La titolare ha presentato comunicazione mensile come previsto dagli  articoli su citati. In base a quanto suddetto, permanendo l’incarico amministrativo della  titolare nei mesi successivi ho ricevuto incarico a supplirla, con  Conferma Contrattuale, il Lunedì (3 ore) e il Mercoledì (3 ore) dal:8/10/2014 al 29/10/20143/11/2014 al 26/11/2014 1/12/2014 al 17/12/2014 7/1/2015al 28/1/2015 2/2/2015 al 24/2/2015 1/3/2015al 31/3/2015e in atto 1/4/2014al 29/4/2015. In sintesi la docente titolare non è mai rientrata nelle classi per  l’insegnamento della storia e geografia. E’ stata assente in maniera  continuativa. Io l’ho supplita continuativamente, (con conferma contrattuale mensile) per tutte le lezioni scolastiche delle classi  oggetto della riduzione oraria della titolare dal 8 Ottobre 2014 ad oggi. Permanendo la situazione volevo sapere se al riguardo possa applicarsi  quanto disposto dall’art. 37 ccnl/2007 riguardante il rientro del  titolare dopo il 30 Aprile dal momento che la stessa non rientrerà  sicuramente prima di tale data e ha cumulato un’assenza continuativa  dalle classi in cui ha la riduzione di oltre 150 giorni, non essendo lei  mai rientrata nelle classi in tale periodo, ossia non avendo mai  interrotto la sua riduzione oraria in nessun modo. Nell’ipotesi che si possa applicare l’articolo 37 ti chiedo se sia più  corretto pensare che la scuola debba propormi una supplenza dal 30 Aprile 2015 alla fine delle attività scolastiche (come io penso) o dovrà ancora essere spezzettata (come mi lascia intendere la scuola) dal 4 Maggio 2015 al 27 Maggio 2015 e dal 1 Giugno 2015 al 9 Giugno 2015  (data degli scrutini). Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Carmela,

la scuola finora ha fatto riferimento all’art 38 del CCNL/2007 il quale recita che  Qualora le assenze dal servizio derivanti dall’assolvimento degli impegni dichiarati non consentano al docente di assicurare la necessaria continuità didattica nella classe o nelle classi cui sia assegnato può farsi luogo alla nomina di un supplente per il periodo strettamente indispensabile…

La normativa invece a cui ora deve fare riferimento è contenuta sempre nel CCNL/2007 ma nell’art 37, non più nel 38.

Tale articolo recita:

Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.

Pertanto rientrando la tua situazione attuale in tale articolo (se è come dici tu, ovvero che il docente fino al 30 di aprile non rientrerà nelle classi) la scuola dovrà farti un contratto direttamente fino al termine delle lezioni più gli scrutini.

Non quindi per il tempo “indispensabile”.

 

Requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia

13 aprile, 2015 - 16:38

Giuseppina – Salve, sono un’insegnante di ruolo e sono nata il 10 GIUGNO 1952. Fino a qualche giorno fa per andare in pensione mi era stata simulata la data del 1 Settembre 2018, in quanto avrei raggiunto i 66 anni e 3 mesi il 10 settembre 2018 (con 39 anni di contributi, ma questo conta poco). Adesso che la norma è cambiata e prevede i 66 anni e 7 mesi, dovrò fare un anno in più, visto che tecnicamente raggiungerò i 66 anni e 7 mesi il 10 Gennaio 2019? Sono obbligata a fare un anno in più o POSSO fare un anno in più? E’ molto importante per me chiarire questo dubbio. Grazie e cordiali saluti.

FP – Gentile Giuseppina,

in riferimento alla sua richiesta, le confermo che la prima possibilità di “uscita” è data dal raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia ovvero legata all’età.

Di seguito le indicano i requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia, per i prossimi anni:
– dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi;
– dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi;

Per effetto dei suddetti requisiti, matura il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2019, con decorrenza 1/9 e purtroppo non nell’anno 2018, tenuto conto dell’adeguamento dei requisiti pensionistici.

Di seguito le segnalo quanto pubblicato, in merito,  sulla gazzetta ufficiale n. 301 del 30/12/2014:

“1. A decorrere dal 1° gennaio  2016,  i  requisiti  di  accesso  ai trattamenti  pensionistici  di  cui  all’art.  12,  commi  12-bis   e 12- quater, fermo restando quanto  previsto  dall’ultimo  periodo  del predetto comma 12-quater, del decreto-legge 30 luglio  2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  e successive modificazioni   e   integrazioni,   sono   ulteriormente incrementati di 4 mesi e i valori di somma di età  anagrafica  e  di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge  23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni,  sono  ulteriormente incrementati di 0,3 unità.”.

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