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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 16 min 55 sec fa

Pensioni docenti: quando d’ufficio?

Gio, 21/08/2014 - 04:51

Annamaria – Sono un’insegnante di scuola secondaria di primo grado, ho 63 anni e 37 di servizio. Nell’agosto 2012 anzianità 35 ed età 61 (quota 96?). Vorrei gentilmente sapere se, con il nuovo decreto Madia, andrò in pensione d’ufficio a 65 anni (39 di servizio) o dovrò aspettare l’anzianità massima contributiva. Grazie infinite per l’attenzione…

P.F. - Gentile Annamaria, sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2014 è stata pubblicata la Legge 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014 recante "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari", conosciuta meglio come riforma della Pubblica Amministrazione.

Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in due punti:

1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionisitici;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva (attualmente pari a 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) e senza penalizzazione per la misura della pensione.

Pertanto, non ricorrono i presupposti per il pensionamento coatto, considerata la sua età e l’anzianità contributiva.

Matura il diritto alla quiescenza, al raggiungimento dei requisiti previsti della L. 214/2011, nella fattispecie alla pensione per vecchiaia ovvero legata all’età anagrafica.

Servizio in scuola privata prima del 2000

Mer, 20/08/2014 - 16:27

Caterina – sono una precaria A 051. Ho un dubbio rispetto al passato: come veniva valutato il servizio prestato in scuola privata non legalmente riconosciuta negli anni dal 1994 al 1997? Ho dei colleghi ai quali è stato valutato al 50%? E’ corretto? In base a quale normativa? Grazie!

Paolo Pizzo – Gentilissima  Caterina,

è corretto.

L’allegato B per la valutazione del servizio in III fascia di Istituto specifica:

1) Servizio specifico

a) Per lo specifico servizio di insegnamento o di istitutore riferito alla graduatoria per cui si procede alla valutazione, prestato rispettivamente in:

Scuole di ogni ordine e grado statali o paritarie o istituzioni convittuali statali o centri di formazione professionale:

per ogni anno: punti 12

per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni: punti  2                                                         (fino a un massimo di punti 12 per ciascun anno scolastico);

Il medesimo servizio prestato in scuole non paritarie è valutato per metà.

È possibile però valutare il servizio svolto nelle scuole paritarie come in quello delle scuole statali solo a decorrere dall’a.s. 2000/2001 (legge 62/2000).

Pertanto, prima del 2000 il servizio vale la metà.

Maternità e congedi: chiarimenti per la madre di due gemelle

Mer, 20/08/2014 - 16:08

Veronica – sono mamma di Beatrice e Marta, due gemelline nate il 14  maggio 2013. Insegno tecnologia nella scuola secondaria di primo grado e sono stata immessa  in ruolo nell’anno 2011. Il mio orario è di 18 ore settimanali, per cui ho 9 classi (solitamente 3  corsi). Ho tre quesiti da chiederti in merito alla mia maternità: 1. secondo a come ho interpretato io la legge, credo di aver diritto a 1 mese  al 100% e a 5 mesi al 30% per OGNI figlia, mentre la dirigenza della mia scuola  sostiene che il mese al 100% è comunque solo 1 per cui ne restano 11 al 30%. La  legge esattamente a chi da ragione?

2. lo scorso anno, da settembre 2013 al 14 maggio 2014, sono andata  regolarmente al lavoro con orario ridotto per allattamento, poi sono rientrata  a disposizione. L’orario che avevo era 4 ore al lunedi e 2 ore al martedi con  impegni al martedi pomeriggio (consigli di classe e collegi docenti)  proporzionati alle 6 ore di servizio. Insegno tecnologia alla scuola media (2  ore a settimana per classe) e, pertanto, nelle 6 ore coprivo un corso (1A – 2A  - 3A). Per quest’anno ho chiesto, anche nell’ottica della CONTINUITA’, di poter  continuare con questa tipologia di orario (due giorni a settimana). Gli altri  giorni mi verrebbero decurtati dalla maternità. Naturalmente sono disponibile a  preventivare i giorni da richiedere. Ne ho parlato alla dirigenza a gennaio. Si sono mostrati contenti della mia  richiesta, disponibili ad evaderla ma, a tutt’oggi, non mi sanno dire se è  fattibile o no. Al sindacato mi hanno detto che nessuno ha mai posto una  domanda del genere e che non sanno chi me lo fa fare a voler andare a scuola  con due gemelle di poco più di un anno a casa. Non voglio intralciare  l’organizzazione scolastica e sorvolo commenti personali allo “spassionato”  consiglio sindacale ricevuto e chiedo a te cosa dice la legge… So che posso  chiedere i giorni di maternità quando voglio, basta avvisare 15 giorni prima,  ma vorrei tenere conto anche di ciò che comporterebbe sugli alunni la mia  richiesta. Vorrei mantenere la continuità sulle mie 3 cassi ma non voglio  mettere in difficoltà gli alunni di altre 6 classi con supplenze settimanali,  ore buche, lezioni perse… 3. Per “anzianità” ho diritto a decidere quale cattedra libera scegliere:  quella da 18 ore o quella da 20. Io vorrei quella da 20 ma la dirigenza mi ha  consigliato di scegliere quella da 18 perchè altrimenti non portei chiedere di  usufruire della maternità perchè colluderebbero le due richieste: fare più ore  (20 anzichè 18) e poi richiedere giorni di maternità. Io sapevo che i giorni di  maternità devono essere sempre concessi. E allora cosa è che collude? Puoi fare un pò di chiarezza in questa matassa da sbrogliare e, per favore,  indicarmi i riferimenti normativi? Resto in attesa di una tua risposta, grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Veronica,

leggo sempre con attenzione e piacere le email seppur “kilometriche” delle neo mamme alle prese con la materia dei congedi e dei permessi sulla maternità e OS è sempre in prima linea sull’argomento.

Veniamo ai quesiti.

1

L’art. 32 del D. Lgs n. 151/2001 prevede che “per ogni figlio nei suoi primi otto anni di vita, ciascun genitore ha diritto…”.

L’INPS,  con  circolare  n.  8/2003  afferma:  “Come  già  precisato  nel  messaggio  n.  569  del27/06/2001 […] in caso di parto gemellare o plurigemellare, ciascun genitore ha diritto a fruire, per ogni nato, del numero di mesi di congedo parentale previsti dall’art. 32 del T.U.. La norma  suddetta  trova  applicazione  anche  nell’ipotesi di  adozioni  ed  affidamenti di  minori (anche non fratelli) il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nella stessa data.”

Relativamente al corrispondente trattamento economico invece, rispetto a quanto stabilito dal successivo art. 34 del decreto che prevede fino al terzo anno di vita una indennità pari al 30 %, il comma  4, dell’art. 12 del vigente Contratto Scuola, stabilisce un miglior beneficio rispetto alla norma, i primi 30 giorni fruiti in alternativa per le lavoratrici madri e i lavoratori padri retribuiti per intero.

Sull’argomento di cui al quesito abbiamo tre pareri tutti concordi: ARAN; Giudice del lavoro e Ragioneria dello Stato.

Il parere sicuramente più importante, perché riguarda nello specifico il comparto scuola e l’applicazione del relativo CCNL, è quello giurisprudenziale: Il Tribunale di Modena – Sez. Lavoro – Sent. 08/01/2008 n. 584/07 ha così disposto:

“ …Il contratto collettivo del comparto scuola prevede una disciplina più favorevole, per il trattamento economico, del D.Lgs. n. 151/2001 in quanto l’articolo 12 comma 4 dispone che “nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’articolo 32, comma uno, lettera a) del D.lgs n. 151/2001, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi

30  giorni,  computati  complessivamente  per  entrambi  i  genitori  e  fruibili  anche  in  modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuitiper  intero  […]  Ove  la  norma  contrattuale  avesse  voluto  disporre  una  moltiplicazione  o comunque un aumento della parte del periodo di congedo retribuito per intero in relazione al numero dei figli non avrebbe mancato di specificare tale diritto del lavoratore […] Pertanto, alla ricorrente compete il pagamento dell’intera retribuzione per i primi 30 giorni del fruito periodo di congedo parentale e, in forza del richiamo operato dal comma 1 dell’articolo 12 del menzionato CCNL, per il  periodo successivo compete, nei limiti stabiliti dall’articolo 34, il pagamento del 30% della retribuzione. Poiché risulta che la ricorrente ha già percepito quanto le spettava il ricorso va rigettato”.

L’ARAN, in un recente Orientamento Applicativo per il comparto Scuola sostiene che l’art. 12, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, nel disciplinare i congedi parentali rinvia all’art. 32, comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 151/2001, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, con la sola specificazione del trattamento economico di maggior favore per le lavoratrici madri, o in alternativa per i lavoratori padri, relativo ai primi trenta giorni del periodo di astensione dal lavoro.

Nulla stabilisce la norma contrattuale per il caso particolare di parto gemellare o plurigemellare.

Su questo punto si rileva che la disciplina legislativa su citata espressamente sancisce che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino nei suoi primi otto anni di vita.

Ciò non di meno si sono preoccupate di chiarire la portata della norma sia la circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 2000 n. 43, sia le circolari Inps n. 139/2001 con il successivo messaggio n. 569 del 2001, e, n. 8/2003, le quali affermano che in caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dallo stesso art. 32 (in sintesi, per ciascun figlio fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori ).

Per quanto concerne invece il trattamento economico di miglior favore su evidenziato (cioè il mantenimento del 100% della retribuzione per i primi trenta giorni), si rileva che esso mantiene l’interdipendenza con l’evento naturale, unico, del parto e, pertanto, anche in presenza di parti gemellari o plurigemellari compete una sola volta, cumulativamente per entrambi i genitori.

Questa del resto è l’unica tesi compatibile e coerente con la logica previsionale dei costi contrattuali dello specifico comparto scuola, così come approvati dal Governo e positivamente certificati dalla Corte dei Conti.

A questi pareri si aggiunge quello della Ragioneria Generale dello Stato: “Trattandosi di un  beneficio economico relativo ai primi 30 giorni retribuiti per intero migliorativo rispetto alla norma esso deve essere corrisposto una sola volta e non per ogni figlio”.

Dal quadro sopra esposto i primi 30 giorni retribuiti per intero non sono duplicabili in caso di parto gemellare o plurigemellare.

Pertanto, a mio modesto avviso, fin quando il Contratto non disciplinerà la questione esplicitamente, la scuola dovrà attenersi ai pareri sopra esposti.

2

La Suprema Corte con sentenza n. 6472 del 4 maggio 2012 ha chiarito che il congedo parentale si configura come un diritto potestativo costituito dal comportamento con cui il titolare realizza da solo l’interesse tutelato e a cui fa riscontro e che la fruizione del congedo parentale si interrompe allorché la lavoratrice rientra al lavoro e ricomincia a decorrere dal momento in cui la stessa riprende il periodo di astensione.

L’art. 32 del D. Lgs. n. 151/2001 e l’art. 12 del Contratto Scuola si limitano solo in generale a prevedere la necessità del preavviso ai fini della fruizione del congedo parentale (15 giorni prima o 48 ore per particolari motivi), senza dettare disposizioni specifiche per il caso di fruizione frazionata.

Il Dirigente, dunque, nel corso di fruizione frazionata del congedo parentale, non può rifiutare un  preavviso formulato dal  dipendente,  tale  da  precostituire  una  forma  di  calendario programmato delle assenze con riferimento ad una o più settimane o addirittura mesi.

L’ARAN ha avuto modo di chiarire che, purché il preavviso sia stato comunque dato, l’Amministrazione non può legittimamente rifiutare la fruizione del congedo secondo “il programma” di assenza dal lavoro indicato dal dipendente, in quanto si tradurrebbe in una limitazione del tutto ingiustificata del diritto spettante allo stesso.

Pertanto, il dipendente può anche effettuare una richiesta di uno o più giorni per un intero periodo (es. congedo da usufruire sempre nello stesso giorno della settimana per un periodo di due mesi).

La scuola potrà nominare un supplente per l’intero periodo di congedo richiesto dal titolare.

3

La questione potrà essere demandata alla contrattazione di istituto. Di sicuro l’orario non osta alla maternità (e viceversa).

La guida di OS

Come si calcola il punteggio ai DOS? Il ricongiungimento al coniuge deve essere considerato?

Mer, 20/08/2014 - 15:42

Scuola – Gentile consulente, si chiede un Suo autorevole parere in merito al caso di seguito elencato. Molti docenti di sostegno di II grado nella nostra e in altre scuole lamentano la non attribuzione, prima da parte nostra poi dell’UST di competenza, del punteggio di ricongiungimento al coniuge. Chiediamo se i reclami sono accoglibili e aggiungiamo di chiarirci come valutare per tali docenti gli anni di pre ruolo. Si ringrazia per la collaborazione.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

i docenti di cui al quesito sono DOS e ogni anno richiedono l’utilizzazione.

Bisogna quindi partire da questi due punti (“DOS” e “utilizzazioni”) per capire come deve essere loro calcolato il relativo punteggio.

Si premette che ai sensi dell’art. 1 comma 6 del CCNI sugli utilizzi/assegnazioni  il punteggio va attribuito secondo le tabelle dei punteggi per le parti relative ai trasferimenti d’ufficio. Ciò vuol dire che il punteggio dei DOS (con le precisazioni che farò) deve essere calcolato come quello dei docenti (non titolari sul sostegno) che sono inclusi nella graduatoria interna di istituto.

Per ciò che riguarda le esigenze di famiglia: ai DOS bisogna applicare lo stesso calcolo utilizzato per i DOP ovvero vanno considerati SOLO i punti b) e c) della tabella relativa alle esigenze di famiglia e non anche a), con ESCLUSIONE quindi dei 6 punti per il ricongiungimento (“non allontanamento”) al coniuge.

Fatta questa premessa, la risposta ai quesiti è quindi la seguente:

  • il coniuge/convivente ecc. ovvero i 6 pp. non possono in NESSUN CASO essere attribuiti alla graduatoria DOS;
  • il servizio pre ruolo va calcolato ai DOS che chiedono utilizzo come a qualunque altro docente inserito nella graduatoria interna di istiituto: i primi 4 anni sono calcolati per intero ovvero per ogni anno di pre ruolo sono attribuiti 3 pp; dal quinto anno in poi si calcolano i 2/3 ovvero sono attribuiti 2 pp. per ogni anno di pre ruolo prestato.

Bisogna però stare attenti al servizio di pre ruolo prestato con il possesso del titolo di specializzazione:

Infatti, dal momento che il DOS è titolare sul sostegno dovranno essere raddoppiati tutti gli anni di pre ruolo svolti sul sostegno con il possesso del titolo di specializzazione stando però attenti a quali di questi anni devono essere calcolati per intero e quali no.

Premettendo che il raddoppio va effettuato SOLO per gli anni svolti sul sostegno e in possesso de relativo titolo, facciamo un esempio di  DOS che ha 6 anni di pre ruolo ma solo gli ULTIMI 4 sono svolti sul sostegno con il titolo.

Si fa prima il totale degli anni di preruolo:

Primi 4 anni X 3= 12 pp.

Successivi 2 anni X 2= 4 pp.

Poi si moltiplicano quelli svolti sul SOS in possesso del titolo di specializzazione:

2 anni per intero (sono fra i primi 4) ovvero 2×3 = 6

2 anni per i 2/3 (sono successivi ai primi 4) ovvero 2×2 = 4

TOTALE 26 PP. di pre ruolo.

In ultimo si precisa che il punteggio DOS non lo attribuisce la scuola ma l’UST di competenza che ha operato correttamente non attribuendo alcun punteggio per il ricongiungimento al coniuge.

L’aspettativa per anno sabbatico è oggetto di frazionamento?

Mer, 20/08/2014 - 08:59

Laura – Buonasera, sono una docente di scuola secondaria di primo grado a tempo indeterminato dal 2002 e ho superato l’anno di prova nell’a.s. 2002/03. Vorrei chiedere un periodo di aspettativa non retribuito (anno sabbatico) della durata di 2 mesi  in aprile-maggio 2015 e, a tale proposito, ho 2 quesiti da porre: 1) L’inizio del periodo di aspettativa deve coincidere con l’inizio del mese o posso richiedere dal 15 aprile al 15 giugno? 2) La domanda deve essere inoltrata all’inizio dell’anno scolastico (quindi il 1 settembre 2014)? Ringraziandovi per l’attenzione porgo cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

La Nota del Ministero del Tesoro del 26 aprile 2000 afferma che Sarebbe opportuno, infine, che l’aspettativa di cui sopra [anno sabbatico] venisse fruita in un’unica soluzione – nel limite massimo di un anno scolastico ogni dieci anni – al fine di garantire la continuità didattica, prevedendo, altresì, la possibilità di cumulo con le altre fattispecie di aspettativa già previste dalla normativa contrattuale.”

Pertanto, l’aspettativa in questione non sarebbe oggetto di frazionamento.

Puoi in alternativa chiedere l’aspettativa per motivi di famiglia/personali di cui all’art. 18 del CCNL/2007.

Qui puoi trovare utili chiarimenti.

III Fascia ATA: il servizio da docente e la Patente Europea sono entrambi valutabili

Mar, 19/08/2014 - 21:57

Salve, volevo porvi un paio di quesiti (ringrazio anticipatamente per le risposte che sempre date con molta chiarezza e disponibilità e parlo a nome di molte persone).
Io a settembre (almeno così si spera) devo fare l’aggiornamento del punteggio del personale ATA III fascia… Visto che ho insegnato tre anni (spero di continuare), questo mio punteggio dell’insegnamento vale per quanto riguarda le graduatorie del personale ATA di III fascia? Se sì, quale delle tre categorie?

L’altra domanda è: io ho l’attestato ECDL (patente europea del computer), questo mi vale come punteggio per quanto riguarda sempre il personale ATA ma più nello specifico nella figura di ASSISTENTE TECNICO?

Vi chiedo questo perché informandomi, c’è chi mi dice una cosa e chi mi dice un’altra… Volevo fare un po’ di chiarezza sulla situazione… Vi ringrazio moltissimo, buon lavoro Distinti saluti

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo, il servizio di docente prestato nelle seguenti istituzioni:

a) Scuole dell’infanzia: statali, delle Regioni Sicilia e Val d’Aosta, delle province autonome di Trento e Bolzano, non statali autorizzate;

b) Scuole primarie: statali e non statali parificate, sussidiate o sussidiarie;

c) Scuole d’istruzione secondaria o artistica: statali e non statali pareggiate, legalmente riconosciute; nelle istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero; nelle istituzioni convittuali; negli educandati femminili dello Stato (tranne per il profilo di Assistente Amministrativo);

d) Scuole non statali paritarie.

È valutato come “altro servizio”, ivi compreso il servizio d’insegnamento nei corsi C.R.A.C.I.S.

Per i profili di Assistente Amministrativo, Assistente Tecnico, di Cuoco, di Infermiere il punteggio attribuito è il seguente:

Per ogni anno di servizio: PUNTI 1,20
Per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 gg.: PUNTI 0,1

Mentre per il profilo di Guardarobiere, Addetto alle Aziende Agrarie e Collaboratore scolastico:
Per ogni anno di servizio: PUNTI 1,80
Per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 gg.: PUNTI 0,15

In riferimento al vecchio decreto ministeriale n. 104 del 10/11/2011, la patente europea “ECDL” e le certificazioni informatiche Microsoft Office Specialist, IC3, Eipass e MCAS sono valutati solo per il Profilo di ASSISTENTE AMMINISTRATIVO (P.S. si valuta un solo attestato con l’attribuzione di 1 Punto).

Ovviamente ricordo che le tabelle di valutazione dei titoli potrebbero subire ancora dei cambiamenti, in attesa della pubblicazione del bando.

Graduatorie istituto ATA. Sindacati chiedono domande dal 20 settembre, MIUR prepara modifiche tabelle

Periodo di prova Assistente Amministrativo in ruolo giuridico dal 01/09/2013

Mar, 19/08/2014 - 21:53

Maria – Vorrei informazioni sul periodo di prova profilo Assistente Amministrativo. immessa in ruolo 01/09/2013 giuridico e 01/09/2014 economico, supplente annuale al 30 giugno presso IPSIA Crotone. Contratto firmato il 27 marzo ottenuto proroga solo fino al 31 luglio 2014. Attendo vostra cordiale risposta in merito. Grazie

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Maria, con la circolare ministeriale n. 2420 del 14 marzo 2014, il MIUR dispone che per il personale neo nominato in ruolo (con decorrenza giuridica dal 01/09/2013), il periodo di prova decorre dalla data di sottoscrizione del contratto a tempo indeterminato, nel tuo caso quindi dal 27/03/2014.

Ti ricordo che per l’AREA B – Assistente Amministrativo il periodo di prova dura 4 mesi.

Per calcolare i 4 mesi si computano tutti i giorni di effettivo servizio comprese le festività, mentre non si computano le assenze derivanti da esigenze personali (ferie, permessi, malattie, ecc…).

In tali evenienze il dipendente ha però, il diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di sei mesi.

Il periodo di prova si considera superato se, trascorso il periodo previsto, non si ricevono comunicazioni contrarie dal dirigente scolastico. In quest’ultimo caso si ha diritto alla proroga del periodo di prova.

La domanda di ricostruzione di carriera deve essere presentata dopo il superamento del periodo di prova.

TFA e PAS sono incompatibili

Mar, 19/08/2014 - 16:54

Giulia - Gentile redazione di OrizzonteScuola, sono iscritta ai PAS online il cui bando li colloca nell’anno accademico 2013/2014 per una classe a concorso.

Per un’altra classe a concorso sto sostenendo le selezioni per il II ciclo di TFA. In caso di superamento delle prove posso iscrivermi oppure c’è incompatibilità tra i due corsi? Grazie mille

Lalla – i due corsi saranno incompatibili. L’incompatibilità è indicata nel dm n. 58 del 25 luglio 2013, di attivazione dei PAS

"3. La frequenza ai percorsi abilitanti non è compatibile con la frequenza di corsi universitari che si concludano con il rilascio di titoli accademici, ivi compresi i percorsi
di cui al D.M. 249/2010. "

Il TFA è uno dei corsi previsti dal dm 249/2010 , all’art. 15.

Questo però non vuol dire che non valga la pena continuare comunque la selezione. Potresti infatti conseguire l’idoneità e non frequentare per l’incompatibilità, sperando in un prossimo ciclo di TFA (che dovrebbe essere molto più certo rispetto ad un futuro PAS, che invece non esiste nella normativa).

“Ricostruzione di carriera/temporizzazione ad una docente di scuola Secondaria I grado che ha avuto il passaggio di ruolo da scuola dell’Infanzia il 01/09/2011″. Precisazioni.

Lun, 18/08/2014 - 22:05

Paola – scrivo in relazione alla risposta da voi data all’assistente amministrativo di una scuola dal titolo “Ricostruzione di carriera/temporizzazione ad una docente di scuola Secondaria I grado che ha avuto il passaggio di ruolo da scuola dell’Infanzia il 01/09/2011″. Mi chiedo se non vi sia un’inesattezza nella risposta da voi data. Il tema mi interessa in quanto mi appresto a passare dalla scuola dell’infanzia comunale paritaria (11 anni di ruolo) alla scuola dell’infanzia statale; e intendo chiedere (dopo il superamento del periodo di prova) il passaggio di ruolo alle superiori di II grado. Ora, per quanto riguarda il primo passaggio (da sc.inf.comunale a sc. inf.statale) come voi affermate credo che valga l’art. 485(articolo di riferimento per la valutazione del servizio antecedente la nomina in ruolo) , che al comma 3 dice che agli insegnanti della primaria è riconosciuto il servizio prestato nella materna comunale (sia di ruolo che non di ruolo) nella misura di 4 anni più due terzi. Io interpreto che ciò vale anche per gli insegnanti della scuola dell’infanzia, così dei miei 11 anni dovrebbero essermi dati 8 anni e 4 mesi. Sbaglio? Invece, per quanto riguarda il passaggio di ruolo da infanzia a superiori, l’articolo di riferimento non è l’articolo 485 ma il successivo 487 (“Passaggio ad altro ruolo”).

Che mi pare chiaro: i servizi prestati nei ruoli inferiori sono validi per intero”. Nel mio caso, il servizio che avrò al momento del passaggio (8anni e 4 mesi + gli anni passati nella scuola dell”infanzia statale) mi dovrebbe essere riconosciuto per intero. Nel caso del docente cui si riferiva l’assistente amministrativo, dovrebbero essergli riconosciuti tutti gli anni lavorati alla materna, con o senza utilizzazione provvisoria. Non mi pare, dunque, come avete risposto voi, che l’unica ancora di salvezza per un docente che passi dall’infanzia alla secondaria sia la temporizzazione. E’ così o sto sbagliando in qualche punto? Vi prego di rispondermi perchè a fine agosto essendo nelle prime posizioni della graduatoria del concorso 2012 verrò convocata per avere il ruolo alla materna statale, e prima di accettare o rifiutare vorrei sapere: 1. Se in questo passaggio perdo tutta l’anzianità o mi saranno riconosciuti gli 8 anni e 4 mesi; 2. se nel successivo eventuale passaggio di ruolo mi sarà riconosciuta tutta l’anzianità o se dovrò ricorrere alla temporizzazione. vi ringrazio di cuore.

FP – Gentile Paola,

il servizio reso nelle scuole materne comunali paritarie, così come previsto dall’art. 485 del Dlvo 297/1994, sono validi e pertanto utili ai fini della ricostruzione di carriera, ma per i soli  docenti della scuola materna e primaria che ne fanno richiesta.

Le confermo, che i suoi 11 anni di ruolo svolti nella scuola materna comunale verranno trattati, così come prevede la normativa,  nel seguente modo:

- i primi 4 anni saranno  utili ai fini giuridici ed economici;
- i 2/3 della parte restante saranno  utili ai fini giuridici ed economici;
- 1/3 sarà utile ai soli fini economici.

Doverosa una precisione: nella risposta a cui le fa riferimento, non è stato trattato questo tema.

Per quanto riguarda la questione del  passaggio di ruolo dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di 1° grado, le confermo quanto già indicato, ovvero:
non vi sono disposizioni che consentono il riconoscimento ai fini della carriera del servizio di ruolo e non di ruolo  prestato nella scuola materna, in caso di passaggio alla scuola secondaria.

E’ opportuno precisare, che vi sono diverse sentenze che riconoscono il diritto alla valutazione, ai docenti della scuola secondaria, dei servizi di ruolo prestati nella scuola dell’infanzia, ma come già chiarito, la normativa vigente non prevede la valutazione del suddetto servizio.

Inoltre, non è consentito estendere quanto disposto da una sentenza a situazioni analoghe.

La mia progressione di carriera è esatta?

Lun, 18/08/2014 - 22:00

Silvana – salve,spesso leggo i quesiti posti da numerosi colleghi e,apprezzando la competenza e chiarezza delle risposte,mi sono decisa a scrivere anch’io per alcuni chiarimenti .Sono nata il 28-04-53 e sono stata immessa in ruolo nel 1991(decorrenza giuridica 01-09-91 ed economica 19-09-91).A gennaio 1992,per effetto riscatto e computo,mi sono stati riconosciuti 14 anni di anzianità di servizio. Agli anni di insegnamento nel ruolo di appartenenza(secondaria secondo grado)sono stati aggiunti ulteriori 12 mesi per maternità al di fuori del rapporto di lavoro,per cui al 31-12-2014 avrò,complessivamente, 38 anni di servizio. Sono nella fascia 21 dal gennaio 2007. La mia progressione di carriera è esatta? Quando potrò andare in pensione e con quali parametri?(Se il nostro Governo non deciderà di penalizzarci ulteriormente) P.S. Senza la Fornero sarei andata in pensione a settembre 2014 con quota 97(99) 61+38. Ringraziando per l’attenzione saluto cordialmente.

FP – Gentile Silvana,

considerati i nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia e quelli per la pensione anticipata, previsti dalla riforma pensionistica cosiddetta “Fornero”, la sua prima possibilità di “uscita” è rappresentata dal raggiungimento dei requisiti per la quiescenza anticipata.

Di seguito si indicano i requisiti per la pensione anticipata per i prossimi anni, per le donne:

- 2014/2015 41 anni e 6 mesi;

- 2016/2018 41 anni e 10 mesi;

Pertanto, partendo dall’anzianità contributiva comunicata  al 31/12/2014, di 38 anni, raggiunge al 31/08/2018 un’anzianità contributiva di 41 anni e 8 mesi, quindi potrà andare in pensione con decorrenza 1/9/2018.

A riguardo si precisa che:  i requisiti dal 2016 sono frutto di studi statistici e pertanto potrebbero subire delle variazioni.

La misura della sua pensione sarà determinata con il sistema retributivo fino al 31/12/2011 e dal 1/9/2012 con il sistema contributivo.

Per opportuna conoscenza si segnala, tra l’altro, la possibilità di pensionamento definita “opzione donna  57+35″ (ossia 57 anni 3 mesi di età  e 35 anni di anzianità).

Le lavoratrici che accedono al pensionamento in virtù di quanto disposto dall’articolo 1, comma 9 della legge n. 243/2004, ossia che conseguono il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni optando per la liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.

Si precisa che:

- tale possibilità, al momento, è esercitabile per coloro che posseggono entrambi i requisiti al 31/12/2014, per andare in pensione con decorrenza 1/9/2015;

- per la suddetta opzione, il calcolo della pensione sarà completamente effettuato con il sistema contributivo, oggettivamente più penalizzante rispetto al sistema retributivo/misto.

Per quanto concerne la progressione economica è necessario conoscere la solo carriera scolastica.

Quanti anni dovrò rimanere in sevizio per andare in pensione secondo il contratto dei Dirigenti scolastici?

Lun, 18/08/2014 - 21:55

Dirigente Scolastica  - Salve, sono una Dirigente Scolastica in attesa del suo primo incarico. Vorrei sapere: entrando in ruolo a Settembre 2015, quanti anni dovrò rimanere in sevizio per andare in pensione secondo il contratto dei Dirigenti scolastici? Attualmente sono un docente di 60 anni (compiuti a gennaio) e con 28 anni di servizio. Nel ringraziare porgo distinti saluti.

FP – Gentile Dirigente Scolastico,

la normativa di riferimento per la pensione, indipendentemente dalla qualifica  rivestita, è la L. 214/2011, nota come riforma “Fornero”. Considerati i requisiti introdotti dalla suddetta normativa,  la sua prima  possibilità di “uscita” è rappresentata dal raggiungimento dei requisiti per la  quiescenza di vecchiaia ovvero legata all’età anagrafica. Di seguito si indicano i requisiti per la pensione di vecchiaia per i prossimi  anni:

2013/2015   63 anni e 3 mesi;

2016/2018   63 anni e 7 mesi;

2019/2020   66 anni e 11 mesi.

Pertanto, vista la sua data di nascita (gennaio 1954)  raggiunge a gennaio del  2020 una età pari a 66 anni.

Si precisa, altresì, che:

1) nonostante il requisito dell’età per accedere alla pensione, viene  raggiunto a dicembre dello stesso anno, la decorrenza della pensione rimane  1/9; in virtù di quanto previsto dall’art. 59, c.9 della L.449/97, che consente  l’accesso al pensionamento all’inizio del nuovo anno scolastico  (rispettivamente 1° settembre) ancorché i requisiti prescritti vengano maturati  entro il 31 dicembre del medesimo anno.

Il riferimento normativo appena citato ovvero l’art. 59 c. 9 della L. 449/1997  viene ripreso puntualmente nelle circolari del MIUR sulle pensioni, così come  nell’ultima ossia nota prot. 2855 del 23/12/2013;

2) i requisiti dal 2016 sono frutto di studi statistici e pertanto potrebbero  subire delle variazioni.

Nato il 26/08/52, in ruolo giuridico dal settembre 1981 + 3 anni pre ruolo + militare e 4 anni università ancora in corso di riscatto, quando maturerò il diritto alla pensione?

Lun, 18/08/2014 - 21:52

Giuseppe – Vi seguo con interesse, vi sottopongo la mia situazione: nato il 26/08/52, in ruolo giuridico dal settembre 1981 + 3 anni pre ruolo + militare e 4 anni università ancora in corso di riscatto, quando maturerò il diritto alla pensione? Il mio stipendio è fermo al livello 28, sul cedolino indicano dicembre 2015 per il prossimo scatto, quando raggiungerò il massimo della carriera? A quale livello corrisponde? Aspetto la vostra risposta e vi ringrazio per il servizio che fornite a tutti noi.

FP – Gentile Giuseppe,

in riferimento alla sua richiesta si chiarisce quanto segue: la Legge n. 214 del 22/12/2011 – Legge “Fornero”, ha abolito i requisiti per  accedere alla Pensione di Anzianità (40 anni di contributi o quote), ha  introdotto la Pensione Anticipata (tenendo conto dei contributi) ed ha rivisto  i requisiti per la Pensione di Vecchiaia (tenendo conto dell’età).

Requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia:

- dal 2013 al 2015        66 anni e 3 mesi;

- dal 2016 al 2018        66 anni e 7 mesi;

- dal 2019 al 2020        66 anni e 11 mesi.

Per effetto dei suddetti requisiti, matura il diritto alla pensione di  vecchiaia nel 2019 all’età di 67 anni.

Requisiti previsti per la pensione Anticipata per gli uomini:

- dal 2014 al 2015         42 anni e 6 mesi;

- dal 2016 al 2018         42 anni e 10 mesi.

Per effetto dei suddetti requisiti e considerando la sua totale anzianità  contributiva al 31/8/2014 di 40 anni  (33 anni di ruolo – 3 anni di pre ruolo –  4 anni di riscatto laurea), matura il diritto alla pensione anticipata nel  2017, con un’anzianità contributiva di 43 anni e un’età anagrafica di 65 anni.

In riferimento ai requisiti sopra indicati si precisa che sono frutto di studi  statistici e pertanto potrebbero subire delle variazioni.

Per quanto concerne la progressione economica del suo stipendio, matura la  fascia stipendiale (come viene indicato) nel dicembre del 2015.

Tenga però conto che la scadenza indicata nel cedolino è comprensiva del  blocco degli anni 2012 e 2013.

Per opportuna conoscenza, si segnala:

- che l’anno 2012 risulta valido ai fini della progressione economica in  seguito all’accordo sottoscritto in data 7/8/2014 tra l’Aran e le OO.SS.

TFA II ciclo. Dubbi sui test

Lun, 18/08/2014 - 06:05

Marta - Gentile redazione orrizzonte scuola, vi scrivo questa email in quanto credo ci sia poca chiarezza a proposito dei risultati del TFA II ciclo.

In particolare ho sostenuto la prova relativa alla A43-A50 presso l’Università di Verona. Ho visto, che ci sono state al riguardo una serie di revisione dei risultati pubblicati inizialmente in tale classe di concorso.

Francamente ho consultato il mio test ed ho visto che le rispettive domande non hanno il medesimo ordine con le quali sono state pubblicate a livello nazionale. Ovvero, la domanda n.1 dal cineca nel mio test risulta avere il numero 34. A tal prosito vorrei chiedere se era normale avere domande conordine differenti o è un caso isolato.

Lalla - sì, è normale. Ogni compito somministrato era costruito random, cioè con ordine delle domande e degli item di risposta in ordine diverso, a caso, per ciascun candidato.

Nella restituzione dei compiti invece le domande sono state poste tutte nello stesso ordine, rispettando però la risposta data.

Marta - Peraltro anche per ciò che concerne i risultati definitivi, dal vostro sito avevo letto che in un caso ad esempio erano state date per buone tutte le risposte, mentre nella mia pagina personale appaiono si correzioni, ma nessuna domanda ha accanto tutte e quattro le risposte. Dunque com’è possibile consultare i risultati definitivi (compresi quelli revisionati) senza accedere al mio test, così da poterlo confrontare nel caso in cui non sia stato revisionato completamente. Ringraziandovi anticipatamente, porgo i miei distinti saluti.

Lalla – la domanda per la quale sono state considerate corrette tutte le risposte è la n. 38 38. Cosa rappresenta il Zollverein del 1843?

Questo significa che qualsiasi risposta tu abbia fornito, è stata considerata corretta.

Perchè il compito non avrebbero dovuto essere revisionato completamente? Nonostante le lamentele di questi giorni, finora non risultano errori provati nella correzione dei test.

ATA terza fascia: quanto vale il servizio militare

Lun, 18/08/2014 - 05:12

potrei sapere gentilmente quanti punti vengono attribuiti per aver svolto servizio di leva per 2 anni per l’aggiornamento di 3 fascia del personale ata? grazie

di Giovanni Calandrino - Il servizio di leva in III fascia viene valutato come segue:

Il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati per legge, prestati non in costanza di rapporto di impiego, sono considerati come servizio reso alle dipendenze delle amministrazioni statali:

per ogni anno: PUNTI 0,60
per ogni mese o frazione superiore a 15 gg.: PUNTI 0,05

Il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati per legge, prestati in costanza di rapporto di impiego, sono considerati servizio effettivo reso nella medesima qualifica:

per ogni anno: PUNTI 6
per ogni mese o frazione superiore a 15 gg.: PUNTI 0,50

Rinvio anno di prova per dottorato di ricerca

Dom, 17/08/2014 - 22:17

Maria – innanzitutto grazie per il vostro servizio grazie al quale anche chi come me è entrato da poco nel mondo della scuola, riesce ad orientarsi e ad essere correttamente informato! Richiedo la vostra consulenza per una questione un po’ intricata. In quanto vincitrice dell’ultimo concorso a cattedra, sono stata immessa in ruolo nella scuola secondaria superiore di II grado a marzo 2014 con decorrenza giuridica da settembre 2013 ed economica  da settembre 2014. Al momento dell’immissione in ruolo, ero titolare di assegno di ricerca annuale (legge 240/2010) presso l’Università. L’anno di assegno scadrà a febbraio 2015 e quindi, dovendo prendere materialmente servizio a settembre, ho chiesto  alla scuola assegnatami come sede di servizio di essere messa in aspettativa fino a febbraio.

A scuola non mi hanno fatto problemi, ma mi hanno fatto notare che, rientrando in servizio i primi di febbraio, non potrò effettuare i 180 giorni di servizio necessari per il superamento dell’anno di prova e sarò costretta a rinviarlo all’anno prossimo. Siccome, nel frattempo, parteciperò a un concorso per ricercatore a tempo determinato (legge 240/2010) che, nel caso di vittoria, comporterebbe un incarico di tre anni, mi chiedevo: nell’eventualità che risultassi vincitrice, potrei chiedere un’altra aspettativa, di tre anni, senza aver effettuato l’anno di prova? Non so ancora quali saranno i tempi del concorso ma potrebbe concludersi verso aprile-maggio 2015 o al massimo a settembre 2015. In entrambi i casi, potrei chiedere l’aspettativa? So che altri colleghi ricercatori hanno ottenuto l’aspettativa di tre anni chiedendola secondo l’art. 24, comma 3, lett. a) l. 240/2010 e l’art. 49, comma 1, lett. m) d.l. n. 5 del 9.02.2012, convertito in legge 4.04.2012 n. 35 (il decreto semplificazione dove è esplicitato il diritto all’aspettativa in questi casi), ma avevano già superato l’anno di prova a scuola. Dato che, in tutti i casi, non vorrei  precludermi la possibilità di chiedere a breve un’altra aspettativa per lavorare all’università, mi chiedevo se mi converrebbe dimettermi prima del termine del contratto di assegnista e fare l’anno di prova a scuola o se la cosa sarebbe del tutto inutile. Al sindacato a cui mi sono rivolta mi hanno detto che, rinviando l’anno di prova al 2015/2016, dovrò necessariamente superarlo nel 2015/2016 e quindi non potrei chiedere un’altra aspettativa né di un anno (per un eventuale rinnovo dell’assegno) né di tre anni. Ma, leggendo alcune delle vostre consulenze, in cui si distingue giustamente tra il rinvio per esito negativo e quello per mancanza dei giorni di servizio, e si dice che in quest’ultimo caso il rinvio può essere chiesto più volte, mi è sorto il dubbio che mi abbiano dato un’informazione sbagliata… In attesa di una gentile risposta, vi ringrazio per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

il sindacato a cui ti sei rivolta ti ha dato un’informazione errata.

L’art. 438 comma 5 del Dlgs 297/94 afferma che qualora nell’anno scolastico non siano stati prestati 180 giorni di effettivo servizio, la prova è prorogata di un anno scolastico, con provvedimento motivato, dall’organo competente per la conferma in ruolo.

L’art. 439 dello stesso decreto afferma che in caso di esito sfavorevole della prova, il provveditore agli studi, sentito il consiglio scolastico provinciale, se trattasi di personale docente della scuola materna, elementare e media o sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di personale docente degli istituti o scuole di istruzione secondaria superiore, ovvero, il direttore generale o capo del servizio centrale competente, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, se trattasi di altro personale appartenente a ruoli nazionali, provvede: alla dispensa dal servizio o, se il personale proviene da altro ruolo docente o direttivo, alla restituzione al ruolo di provenienza, nel quale il personale interessato assume la posizione giuridica ed economica che gli sarebbe derivata dalla permanenza nel ruolo stesso; ovvero, a concedere la proroga di un altro anno scolastico al fine di acquisire maggiori elementi di valutazione.

C’è quindi una differenza sostanziale tra il non superamento dell’anno di prova (esito sfavorevole della prova) e il non raggiungimento dei 180 giorni previsti che costituiscono il minimo di servizio che deve essere prestato.

In sintesi, dalla C.M. 1 agosto 1975, n. 219, prot. n. 3069, questa la differenza:

Per effetto del rinvio, disposto dall’art. 139 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417, alle norme sugli impiegati civile dello Stato, e quindi anche del comma 3 dell’art. 10 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, la proroga di un anno, in caso di esito sfavorevole della prova, può essere disposta per una sola volta; al termine del secondo anno, l’interessato, qualora non consegua, a causa dell’esito sfavorevole della prova, la nomina in ruolo , è dispensato dal servizio o restituito al ruolo di provenienza con le modalità previste dall’art. 59 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417. In caso di dispensa dal servizio, l’interessato ha diritto ad una indennità pari a due mensilità del trattamento relativo al periodo di prova.

La prova è invece prorogata, qualora non siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio, anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative a qualunque titolo concessi, ivi compresi i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro a norma dell’art. 4 della Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulle lavoratrici madri (congedo per maternità), salve restando, ovviamente, le disposizioni di Legge che considerano valutabili anche ai fini della prova determinati periodi diversi dall’insegnamento.

Pertanto, dal momento che il tuo anno di prova sarà rinviato per dottorato di ricerca ciò si configura come una giusta causa in quanto il periodo di congedo non è utile al raggiungimento dei 180 gg.

Qui una risposta relativa alla retribuzione e ad altri aspetti della carriera.

Qui un’altra risposta che ti può interessare.

Graduatoria III fascia Ata. Diploma di Perito Agrario: le aree in cui è possibile inserirsi

Dom, 17/08/2014 - 21:29

con il diploma di perito agrario, non si può fare domanda personale ATA? In quale area e/o laboratori? grazie per la risposta

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo, la risposta è positiva. Con il titolo di perito agrario è possibile inserirsi in III fascia di circolo e di istituto ATA per i seguenti profili professionali:

  • Assistente Amministrativo;
  • Assistente Tecnico Area AR23 (Chimica), AR28 (Azienda Agraria), AR38 (Agroindustriale);
  • Collaboratore Scolastico.

Pertanto, il prossimo settembre 2014 ti sarà consentito l’inserimento ai tre profili sopra descritti.

Graduatorie istituto ATA. Sindacati chiedono domande dal 20 settembre, MIUR prepara modifiche tabelle

Inoltre se possiedi un diploma di qualifica specifica, rilasciato da un istituto professionale per Operatore agrituristico, Operatore agro industriale, Operatore agro ambientale, ti è consentito anche l’accesso al profilo di ADDETTO ALLE AZIENDE AGRARIE.

Le guide di OrizzonteScuola.it per la III fascia delle graduatorie di istituto

Come si diventa ATA?: Mansioni dei vari profili, i requisiti e le procedure d’accesso per le aree B – A s – A

Come si diventa ATA?: Mansioni dei vari profili, i requisiti e le procedure d’accesso per le aree B – A s – A </a

Posizione economiche Ata. Chi ha diritto all’emolumento una tantum?

Dom, 17/08/2014 - 21:18

Salvatore – Gentile Redazione di Orizzonte Scuola, ho letto sul vostro sito l’articolo inerente la firma dell’accordo per l’attribuzione della seconda posizione economica a decorrere dal 01/09/11, mi è poco chiaro se l’attribuzione si riferisce a chi già la percepiva in busta paga oppure a chi come nel mio caso si trova in graduatoria in attesa di fare il corso di formazione.

In tal caso chiedo notizie riguardo a tali corsi, cioè quando verranno avviati nella regione Sicilia.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Salvatore, come riporta l’art. 2 del CCNL relativo al riconoscimento al personale ATA dell’emolumento una-tantum (…) del 7 agosto 2014, l’attribuzione economica si riferisce esclusivamente al personale già destinatario ai soli effetti giuridici della posizione, attribuita negli A.S. 2011–12, 2012–13 e 2013–14.

Inoltre ti ricordo che il conferimento giuridico della posizione economica è attribuito solo dopo il superamento del corso di formazione.

Di seguito ti linko l’ultimo decreto sui corsi di formazione della provincia di PALERMO (non conoscendo la tua Prov. di pertinenza)

Posizioni economiche ATA. Quanto in busta paga?

Ata. Collaboratori scolastici inseriti in I fascia con meno di 12 punti?

Dom, 17/08/2014 - 20:47

Luigi – Buongiorno, ad ‘oggi non ho ancora ricevuto una risposta in merito ad ‘un quesito che avevo posto alcuni giorni fa, in pratica domandavo come mai nella graduatoria provinciale di prima fascia del personale ATA di Genova, risultano essere inserite n° 4 persone (coll.scol.) , con un punteggio compreso dai 6.25 a 11.70, mi domando come sia possibile visto che per essere inseriti in detta graduatoria bisogna avere almeno 24 mesi di servizio, equivalente a punti 12 , ci sono per caso scorciatoie nascoste?? grazie.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Luigi, in riferimento all’art. 1 (Requisiti per l’ammissione al concorso di Collaboratore Scolastico) del Bando di Concorso ai sensi dell’art. 554 del D.L.VO 297/94, si evince chiaramente che possono essere ammessi al concorso in candidati che possiedono un’anzianità di servizio di 24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi, prestato in posti corrispondenti al profilo professionale di COLLABORATORE SCOLASTICO, o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre.

Ciò significa che, molto probabilmente i 4 candidati di cui fai riferimento con punteggio inferiore a 12 punti sono inseriti in profili immediatamente superiori (Assistente Amministrativo o Tecnico) con servizio maggiore ai 24 mesi, ma considerato che si tratta di servizio non specifico la valutazione del medesimo risulta essere inferiore ovvero di 0,15 per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 gg e non di 0,50 come avviene per il servizio specifico di Collaboratore Scolastico.

Ecco perché il punteggio risulta essere cosi basso.

Pertanto, prova a ricercare i nomi dei 4 candidati nelle graduatorie provinciali di Assistente Amministrativo o Tecnico sicuramente li troverai inseriti anche sotto questi altri profili ATA.

Se così non dovesse essere, rivolgiti a un sindacato per avviare una richiesta di accesso agli atti in modo da chiarire tutti i tuoi dubbi.

Assunzioni in ruolo su sostegno solo con relativo titolo

Sab, 16/08/2014 - 09:08

Gentilissimi, perdonate se vi disturbo ma volevo sottoporvi un quesito. Sono insegnante di sostegno in AD03 nella provincia di Roma. Da quanto vedo quest’anno ci saranno numerose immissioni in ruolo. Ora mi chiedo: nell’elenco aggiuntivo provinciale del sostegno, in AD03, ci sono 25 persone.

Come sarà rispettata la norma del 50%? Un insegnante idoneo ma non vincitore di concorso, senza neppure il titolo di sostegno, può passare di ruolo in AD03? Grazie

Lalla - è da escludere che un docente che ha superato le prove del concorso (idoneo) ma non possiede la specializzazione per le attività didattiche di sostegno possa essere assunto in ruolo su posto di sostegno (questo vale anche per vincitori).

L’elenco del sostegno correlato al concorso è formato esclusivamente dai docenti che sono in possesso del titolo.

Superato il problema dei recuperi (se c’è) i posti andranno suddivisi al 50% tra Graduatorie ad esaurimento e concorso.

Come operare se ci sono molti posti a ruolo e pochi candidati? la soluzione è indicata dal Ministero nelle Istruzioni operative

"A.3 Il D.M., in corso di emanazione, prevede la possibilità di destinare le eventuali eccedenze a favore di altre graduatorie, avendo riguardo alla tipologia del posto di cui trattasi. Si precisa che la ripartizione dovrà essere effettuata, se possibile, nello stesso ordine e grado di istruzione, ivi compreso il sostegno e nell’ambito della scuola secondaria di primo e secondo grado, in relazione alle esigenze accertate in sede locale, con particolare riguardo agli insegnamenti per i quali da tempo esista la disponibilità del posto e agli insegnamenti per i quali non sia stata prevista l’attribuzione di contingenti, ma che diano garanzia di assorbimento nell’organico. Per i posti di sostegno, in caso di mancanza di candidati, le eccedenze vanno assegnate al sostegno di altra area o di altro ordine o grado di scuola."

Tutte le guide sulle immissioni in ruolo 2014

Neo immessi in ruolo: quanti punti spetteranno per il concorso

Sab, 16/08/2014 - 08:37

Paolo – Gent.mi, Vi domando se, prendere il ruolo dalla graduatoria del concorso dia 3 punti (per eventuale graduatoria di trasferimento). Ringrazio anticipatamente. Cordialmente.

Lalla – gent.mo Paolo, la tabella di valutazione dei titoli per la mobilità (il neo immesso in ruolo è interessato nel primo anno, quando gli spetta richiedere la sede definitiva) indica

2 – lettera B) : Superamento di pubblico concorso per esami relativo al ruolo di appartenenza o a ruoli di livello pari o superiore

La valutazione è prevista per i concorsi ordinari che hanno determinato l’immissione in ruolo (concorso a cattedra), mentre sono esclusi i concorsi riservati per il conseguimento dell’abilitazione o dell’idoneità all’insegnamento e la partecipazione a concorsi ordinari ai soli fini del conseguimento dell’abilitazione.

I concorsi ordinari a posti della scuola dell’infanzia non sono valutabili nell’ambito della scuola primaria, così come, i concorsi ordinari a posti della scuola secondaria di I grado non sono valutabili nell’ambito degli istituti della secondaria di II grado ed artistica; analogamente i concorsi ordinari a posti di insegnante diplomato nella scuola secondaria di II grado sono valutabili esclusivamente nell’ambito del ruolo dei docenti diplomati.

I concorsi ordinari a posti di personale educativo sono da considerare di livello pari ai concorsi della scuola primaria.
I concorsi a posti di personale ispettivo e dirigente scolastico sono da considerare di livello superiore rispetto ai concorsi a posti di insegnamento.

Per il superamento di un pubblico concorso ordinario per esami e titoli, per l’accesso al ruolo di appartenenza , al momento della presentazione della domanda, o a ruoli di livello pari o superiore a quello di appartenenza vengono attribuiti 12 punti. Si precisa che può essere valutato solo un pubblico concorso.

Questo significa che i 12 punti (non 3, bensì una differenza molto più consistente) spettano per aver superato il concorso ordinario (con i limiti ricordati), al di là della graduatoria effettiva da cui si è stati assunti in ruolo.

Guida alla valutazione dei titoli per la mobilità 2014

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