ads

ads
Condividi contenuti
Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 25 min 35 sec fa

Assegnazione provvisoria anche per altro ordine di scuola. Quando è possibile?

Mar, 22/07/2014 - 09:25

Gloria – mi complimento per l’ ottimo servizio e dopo aver  letto le faq,  non ho trovato risposta al mio quesito. Sono una docente di scuola secondaria di primo grado classe A345 e abilitata anche per la classe A346 per la scuola secondaria di secondo grado.  PREMETTO CHE HO CHIESTO IL TRASFERIMENTO PER LA SCUOLA SECONDARIA di primo grado CHE NON HO OTTENUTO e ho richiesto il passaggio per il secondo grado e non so ancora i risultati.  In caso di mancato accoglimento,  posso chiedere assegnazione provvisoria con avvicinamento al mio convivente( abitiamo in nuovo comune da 4 mesi)  per tutte e due le classi di concorso e quindi per il primo e secondo grado.  Se si,  quella per il secondo grado,  é da produrre in formato cartaceo e inoltrare tramite scuola??  La ringrazio molto per la sua attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Gloria,

è possibile richiedere assegnazione provvisoria oltre che per il posto o classe di concorso di titolarità, anche per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione a due condizioni:

  • Che si sia SUPERATO L’ANNO DI PROVA: a differenza di ciò che accade per il grado di istruzione di appartenenza non sono infatti consentite assegnazioni provvisorie per grado di istruzione DIVERSO da quello di appartenenza nei confronti del personale che NON ABBIA superato il periodo di prova;
  • Che si sia in possesso dell’abilitazione per l’eventuale altro grado richiesto: bisogna essere in possesso del titolo valido per la mobilità professionale come disciplinato dall’art. 3 del C.C.N.I. del 26.2.2014.

Dal momento che tu hai chiesto il passaggio di ruolo si presume che sei in possesso dei requisiti sopra richiamati.

Pertanto, in caso di mancato accoglimento del passaggio di ruolo potrai chiedere assegnazione anche per la classe di concorso del II grado.

La domanda andrà prodotta esclusivamente online e in questo caso ne dovrai produrre due: la prima è relativa al tuo ordine di scuola e quindi entrerai in istanze online nella sez. del I grado; la seconda invece andrà prodotta entrando nella sez di istanze online relativa al II grado.

Il sistema ti permetterà l’inoltro solo all’ATP di competenza e pertanto non c’è possibilità di sbagliare.

Lo speciale di OS 

Aspettativa per assegno di ricerca e confusione del Dirigente. Chiarimenti

Mar, 22/07/2014 - 08:07

Massimiliano  – Buongiorno, sono un docente a tempo indeterminato in una scuola superiore,  attualmente in aspettativa in quanto assegnista di ricerca presso  un’università italiana, dal 1 dicembre 2013 e fino al 30 novembre 2014.  Pochi giorni fa e senza nessun preavviso la dirigente scolastica della  scuola mi ha contattato per “mettere le mani avanti” e comunicarmi che  dal 1 dicembre 2014 non potrò più chiedere aspettative o congedi nel  caso (più che probabile) che il mio assegno venga rinnovato. Il motivo sarebbe che nell’ultimo quinquennio ho già usufruito di  congedi per motivi di studio superiori a 2,5 anni. Questo è vero ma si  trattava di congedi per motivi di ricerca, non di aspettative, ed ero  impiegato presso un ateneo straniero. La dirigente si è inoltre  appellata alle norme concernenti il congedo contenute nel contratto  collettivo nazionale del 2007 e precedenti. La legge 240 dedica l’articolo 22 interamente agli assegni di ricerca  (ripreso anche nel mio contratto stipulato con l’ateneo) e recita  testualmente

” La titolarità dell’assegno [...] comporta il collocamento  in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso   amministrazioni pubbliche”, senza nessun riferimento a precedenti  periodi di congedo e senza riferimento ad un’eventuale discrezionalità  del dirigente. La d.s. insiste nell’affermare che non ho diritto all’aspettativa e mi ha inviato una comunicazione scritta che riassume i congedi che ho  chiesto in passato e conclude affermando che “La legge 240 non influisce  sulla posizione contrattuale dei singoli”. In parole povere, la legge  240 non varrebbe a confronto col contratto nazionale. Mi chiedo quindi  con preoccupazione se veramente la d.s. potrà impormi di riprendere il  servizio negandomi l’aspettativa, forzandomi a rinunciare al rinnovo  dell’assegno di ricerca. Aggiungo una nota a margine: l’elenco dei congedi di cui ho goduto  inviatomi dalla scuola non è corretto. Infatti, negli anni passati io ho  sempre richiesto, con istanza scritta e protocollata, un “congedo  straordinario per motivi di ricerca” mentre, dalla comunicazione della  scuola, emerge che mi é sempre stato dato un “congedo per motivi   dottorato”, che io ho concluso ben prima di entrare in ruolo nella  scuola, e che era regolamentato da norme diverse. Si profila quindi un  errore formale e sostanziale da parte della scuola. Ho richiesto, tramite PEC, un parere in merito all’ufficio scolastico  territoriale, al quale ho inviato anche copia del mio contratto con  l’ateneo, i riferimenti di legge e la comunicazione inviatami dalla scuola. In attesa di un riscontro da parte loro, potete darmi qualche chiarimento?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Massimiliano,

la Dirigente sta a mio avviso confondendo un po’ le cose.

I congedi di cui all’art. 18 del CCNL/2007 e quello relativo all’assegno di ricerca sono infatti distinti e separati e non vi è alcuna incompatibilità.

Andiamo con ordine.

L’art. 22 della legge n.240 del 30 dicembre 2010 prevede che:

“Le universita’, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e  sperimentazione, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,  l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e l’Agenzia  spaziale italiana (ASI), nonche’ le istituzioni il cui diploma di  perfezionamento scientifico e’ stato riconosciuto equipollente al  titolo di dottore di ricerca ai sensi dell’articolo 74, quarto comma,  del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382,  nell’ambito delle relative disponibilita’ di bilancio, possono  conferire assegni per lo svolgimento di attivita’ di ricerca. I  bandi, resi pubblici anche per via telematica sui siti dell’ateneo,  ente o istituzione, del Ministero e dell’Unione europea, contengono  informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti e i  doveri relativi alla posizione e sul trattamento economico e  previdenziale spettante.

2. Possono essere destinatari degli assegni studiosi in possesso di  curriculum scientifico professionale idoneo allo svolgimento di  attivita’ di ricerca, con esclusione del personale di ruolo dei  soggetti di cui al comma 1. I medesimi soggetti possono stabilire che  il dottorato di ricerca o titolo equivalente conseguito all’estero  ovvero, per i settori interessati, il titolo di specializzazione di  area medica corredato di una adeguata produzione scientifica,  costituiscono requisito obbligatorio per l’ammissione al bando; in  assenza di tale disposizione, i suddetti titoli costituiscono titolo  preferenziale ai fini dell’attribuzione degli assegni.

3. Gli assegni possono avere una durata compresa tra uno e tre  anni, sono rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a  qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni  all’estero, l’attivita’ di ricerca dei titolari. La durata  complessiva dei rapporti instaurati ai sensi del presente articolo,  compresi gli eventuali rinnovi, non puo’ comunque essere superiore a  quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno e’ stato  fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo  della durata legale del relativo corso. La titolarita’ dell’assegno  non e’ compatibile con la partecipazione a corsi di laurea, laurea  specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione medica, in Italia o all’estero, e comporta il  collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in  servizio presso amministrazioni pubbliche.”

Giova comunque ricordare che anche l’art. 51/6 della legge 449/97 prevedeva che “Il titolare in servizio presso amministrazioni pubbliche può essere collocato in aspettativa senza assegni” (possibilità richiamata anche per gli assegnisti dal punto 3 della Circolare Ministeriale 4 novembre 2002, n. 120).

In ogni caso bisogna chiarire che tale art. è stato abrogato dalla Legge 240/2010 sopra citata che all’art. 29, comma 11 lettera d prescrive: “A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati: d) l’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.”

Pertanto, il riferimento normativo principale è ad oggi la legge n. 240 del 30 dicembre 2010 che ha previsto che la titolarità dell’assegno comporta il  collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in  servizio presso amministrazioni pubbliche.

È utile anche richiamare la C.M. 15/2011 nel punto relativo ai beneficiari di borse post-dottorato e agli assegnisti universitari in cui prevede esplicitamente la possibilità dell’aspettativa senza assegni per tutti i pubblici dipendenti vincitori di un assegno di ricerca.

Pertanto, anche il docente che ha già conseguito il titolo di dottore di ricerca ha titolo a beneficiare di aspettativa per borsa di studio post-dottorato e di aspettativa per assegno di ricerca.

Quest’ultima, però, è esclusivamente senza assegni (è infatti diversa dal congedo straordinario per dottorato di ricerca), come afferma la Legge 240/2010 (l’ultima e unica norma a cui bisogna fare riferimento).

Aggiungo che il CCNL/2007 all’art. 15/7 recita testualmente: “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.

Anche se non sono richiamate le aspettative non retribuite il principio è quello che anche il dipendente della scuola in quanto dipendente pubblico può fruire di tutti gli altri permessi o aspettative riferiti a questi ultimi.

In conclusione:

  • le eventuali aspettative finora fruite non riguardano in nessun modo quella relativa all’assegno di ricerca;
  • quest’ultima è ESPRESSAMENTE PREVISTA DA UNA SPECIFICA NORMA DI LEGGE OVVERO art. 22/3 della Legge 240/2010 la quale prevede una durata compresa tra uno e tre  anni, rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a  qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni  all’estero, l’attivita’ di ricerca dei titolari. La durata  complessiva, compresi gli eventuali rinnovi, non puo’ comunque essere superiore a  quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno e’ stato  fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo  della durata legale del relativo corso.
  • L’art. 18 del CCNL/2007 non ha nulla a che fare con l’aspettativa per assegno di ricerca in quanto non la prevede;
  • potrai fruire dell’aspettativa per motivi di ricerca ai sensi dell’art.15/7 dello stesso Contratto e della legge richiamata;
  • nessuna norma impone che dopo aver fruito di qualsiasi aspettativa prevista dal Contratto non puoi fruire di altre aspettative previste da specifiche disposizioni di legge.

Non ti resta che impugnare il decreto del DS perché illegittimo e non ha nessun fondamento di legge. Inoltre, ti voglio anche far notare che se il tuo precedente congedo era specifico “per dottorato di ricerca” e non per “motivi di studio” è utile che tu legga la circolare 15/11 sopra richiamata. Anche in questo caso la scuola potrebbe aver fatto confusione accordandoti l’aspettativa per motivi personali e di famiglia quando invece doveva accordarti quella specifica per dottorato di ricerca.

Graduatorie di istituto: chi ha saltato l’aggiornamento del 2014 potrà reinsersi nel 2017

Lun, 21/07/2014 - 18:39

Francesco – Salve spettabile redazione Orizzonte Scuola, vi scrivo per avere una conferma certa, anche se la domanda è banale. Ero iscritto in III fascia per il triennio precedente, ma quest’anno, non avendo saputo in tempo dell’aggiornamento, non ho presentato domanda.

In questo caso si decade dalla III fascia oppure si resta iscritti nella posizione precedente? Grazie per il vostro supporto e buon lavoro.

Lalla – gent.mo Francesco, la mancata presentazione del modello cartaceo entro il 23 giugno 2014 per l’inserimento nella III fascia delle graduatorie di istituto comporta il depennamento temporaneo dalle graduatorie di istituto.

Non comparirai infatti per il triennio 2014/17, ma potrai reinserirti al prossimo aggiornamento.

Il dm n. 353 del 22 maggio 2014 afferma infatti all’art. 1 comma 2 "Le graduatorie di cui al comma 1, suddivise in tre fasce, sostituiscono quelle vigenti negli anni scolastici 2011/12, 2012/13, 2013/14 e hanno validità per gli anni scolastici 2014/15, 2015/16, 2016/17.

In questo periodo, per sopperire a tale mancanza, potrai inviare delle domande di messa a disposizione, che i Dirigenti Scolastici potranno utilizzare in caso di graduatorie esaurite.

Immessi in ruolo dal 1° settembre 2013 possono chiedere assegnazione provvisoria interprovinciale solo a determinate condizioni

Lun, 21/07/2014 - 16:54

Filomena – Gentilissimi, grazie per il vostro aiuto. Mercoledì 23 usciranno i dati sulla mobilità per la scuola secondaria di secondo grado. Premetto che sono una docente neo immessa in ruolo dal Concorso 2012 e che l’USP di Foggia mi ha assegnato la provincia di Taranto come sede di titolarità.

Io abito nella provincia di Bari. So che per i neo immessi in ruolo c’è l’obbligo di permanenza dei tre anni nella provincia, ma se non mi viene assegnata nessuna delle sede da me scelta nella domanda di mobilità, posso migliorare la mia situazione lavorativa? Se si, in che modo? Posso fare domanda di utilizzazione provvisoria? Attendo fiduciosa un vostro aiuto illuminante.

Lalla – gent.ma Filomena, tutti i neo immessi in ruolo partecipano alla II fase dei trasferimenti, chiamata “trasferimenti tra comuni della stessa provincia”. Nel caso in cui nessuna delle sedi indicate sarà disponibile toccherà al sistema informatico decidere per te e attriburti una sede. E’ per questo che l’operazione è detta “’d’ufficio” in quanto non è una diretta scelta dell’interessato.

La novità di questo anno è la lettera e-1) dell’art. 2 del CCNI 2014/15 sulle utilizzazioni che permette ai neo immessi in ruolo dal precedente primo settembre trasferiti d’ufficio di presentare domanda di utilizzazione per dare la possibilità di avere questa volta una sede che sia più gradita.

La sede però potrà essere scelta esclusivamente all’interno della provincia di titolarità, in quanto per il neo immesso in ruolo

vale la prescrizione del decreto legge 12 settembre 2013, n. 104 ” ( 10-bis. Il primo periodo del comma 3 dell’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente: «I docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra provincia dopo tre anni di effettivo servizio nella provincia di titolarita’», poi approvato nella legge 128/2013, che non ti permette quindi di poter presentare domanda di utilizzazione o assegnazione provvisoria in altra provincia prima che siano trascorsi 3 anni dall’immissione in ruolo, a meno che tu non possa usufruire delle specifiche disposizioni normative che permettono di superare tale vincolo, che puoi puoi leggere in questo articolo Assegnazione provvisoria 2014/15: chi può chiederla, per quante province, effetti su anzianità di servizio. La guida

Mobilità: valgono le vecchie classi di concorso

Lun, 21/07/2014 - 11:58

Sono abilitata per la classe di concorso A040 ora confluita insieme alla A057 nella nuova classe di concorso A016 (discipline sanitarie) ,volevo chiederle se ora risulto essere abilitata nella A016 in quanto vorrei fare un passaggio di ruolo essendo per ora insegnante di scuola primaria, grazie

Lalla – gent.ma, la classe di concorso A016, nei termini in cui ne stai parlando tu, non esiste ancora (nè sappiamo se mai esisterà). Sicuramente fai riferimento ad una delle tante bozze di riforma delle classi di concorso, mai attuata.

Pertanto, ancora per l’a.s. 2014/15 la mobilità professionale (passaggi di ruolo e/o di cattedra) è avvenuta con le normali, tradizionali classi di concorso, quale le conosciamo da più di un decennio.

Nè riteniamo che il processo, qualora dovesse essere in moto, potrà essere concluso in tempo per le domande di mobilità per l’a.s. 2015/16, o comunque impossibile dire oggi quale sarebbe il documento finale e i criteri in esso adottati.

Noi siamo abituati a ragionare sull’esistente, per cui l’unica abilitazione di cui sei in possesso per la scuola secondaria è la A040.

Graduatorie di istituto: prossimo inserimento in III fascia nel 2017

Lun, 21/07/2014 - 10:05

Tobia – Vi scrivo per avere una delucidazione in merito all’iscrizione alla terza fascia delle Graduatorie di Istituto. Prevedo di ottenere la laurea specialistica nel giugno 2015 e mi chiedo se, una volta ottenuta la laurea specialistica (con tutti i crediti necessari all’insegnamento), potrò iscrivermi subito in terza fascia o se dovrò attendere un nuovo aggiornamento delle graduatorie.

Lalla – gent.mo Tobia, ti confermo che il prossimo aggiornamento delle graduatorie di istituto sarà (in base all’attuale normativa) nel 2017, per il triennio successivo.

Il dm 131/07 (cosiddetto Regolamento delle supplenze) fissava all’art. 5 comma 5

"Le graduatorie della I fascia hanno validità temporale correlata alle cadenze di aggiornamento delle corrispondenti graduatorie ad esaurimento e vengono riformulate a seguito di ciascuna fase di aggiornamento delle predette graduatorie. Le graduatorie della II e III fascia hanno validità biennale"

Nel 2011 è poi intervenuto il dm n. 47 del 26 maggio 2011, che ha trasformato le graduatorie ad esaurimento in triennali e di conseguenza tale validità è stata estesa anche a tutte le fasce delle graduatorie di istituto.

Negli anni intermedi di vigenza delle graduatorie non sono previsti nuovi inserimenti in III fascia, per chi acquisisce il titolo di accesso. Le novità del dm n. 353 del 22 maggio 2014 riguardano solo coloro che nel corso dei 3 anni conseguono il titolo di abilitazione, per permettere loro di ricevere proposte di supplenza con priorità rispetto a chi non è ancora in possesso dell’abilitazione.

Nominato in ruolo ma impossibilitato ad assumere servizio. E’ possibile?

Dom, 20/07/2014 - 12:35

Docente – A fine agosto, se tutto va bene, dovrei finalmente entrare di ruolo, tramite concorso. Ma mi sono fratturato un piede e mi auguro che la ripresa avvenga nei tempi giusti, potete capire l’angoscia. La domanda è: posso delegare qualcuno al l’accettazione presso l’USR, ma se non sono ancora un condizione, posso perfezionare il contratto  a distanza o posticiparlo perché in malattia?  Corro dei rischi?.

Paolo Pizzo – Gentilissimo docente,

è intanto possibile delegare l’accettazione della nomina a tempo indeterminato ma non è ovviamente possibile delegare per la presa di servizio il 1 settembre.

Tuttavia l’art. 9 del dpr 3/1957 prevedeva che “La nomina dell’impiegato che per giustificato motivo assume servizio con ritardo sul termine prefissogli decorre, agli effetti economici, dal giorno in cui prende servizio. Colui che ha conseguito la nomina, se non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina”.

Tale art. è richiamato dall’art. 560 del Dlgs 297/94.

L’ art. 436 del  Dlgs 297/94 prevede che si decade dalla nomina in assenza di assunzione in servizio, ma solo senza giustificato motivo.

Nonostante l’entrata in vigore del dlgs 165/2001 e 150/2009 resta a mio avviso in vigore il differimento della presa di servizio per “giustificato motivo” (ovviamente supportato da relativa documentazione da inviare a scuola).

Pertanto, al momento della nomina, ti invito a contattare subito la scuola in cui dovrai andare a prendere servizio e inviare loro tutta la certificazione del caso.

Tale questione con relativa certificazione potrebbe anche essere posta all’attenzione dell’USR/UST nel momento dell’accettazione della nomina.

 

Assegnazione provvisoria e continuità del servizio. Chiarimenti

Sab, 19/07/2014 - 21:50

Monica – sono un’insegnante di scuola primaria a tempo indeterminato (giuridicamente dal 2000/01; economicamente dal 2001/02) a seguito di pubblico concorso. Vorrei chiedere l’assegnazione provvisoria in un’altra provincia e so che ciò comporta la perdita del punteggio di continuità maturato precedentemente. Tuttavia, mi chiedevo se tale perdita sarà valutata già a partire dalla mobilità del prossimo febbraio 2015, ossia laddove ottenessi l’assegnazione per l’anno 2014/15 e poi decidessi di fare domanda di trasferimento a febbraio 2015, visto che l’anno in corso non viene considerato, il mio punteggio di continuità fino al 2013/14 sarebbe ancora valido per la domanda di mobilità di febbraio 2015 oppure no? Ringrazio per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Monica,

la nota 5 (punteggio di continuità) della tabella valutazione titoli allegata al CCNI conclude con “Non va valutato l’anno scolastico in corso al momento della presentazione della domanda”.

Giova precisare che questo è un criterio che segue tutta la fase dei trasferimenti e delle graduatorie interne di istituto in quanto l’anno in corso non viene valutato neanche per il cosiddetto “anno di servizio di ruolo” (6 pp per posto comune e 12 per posto di sostegno). L’anno in corso, infatti, viene valutato a tutti gli effetti (compresa la continuità del servizio) solo per le utilizzazioni.

Pertanto,nel caso ottenessi l’assegnazione provvisoria a partire dal 1 sett 2014 la continuità del servizio è “salva” per la mobilità e le graduatorie interne di istituto dell’a.s. 2014/15 e non ti verrà quindi calcolata nell’a.s. 2015/2016.

Assegnazione provvisoria: dopo l’indicazione del codice del comune di ricongiungimento esistono altri vincoli?

Sab, 19/07/2014 - 21:34

Eleonora – considerata la Sua precisa attenzione e disponibilità vorrei porre il seguente dubbio:  una volta inserito il codice del comune di ricongiungimento se poi inserisco altre scuole devo inserire il codice dei comuni di dette scuole?Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Eleonora,

le sedi le potrai inserire senza alcun vincolo.

Infatti, l’unico vincolo che hai affinché tutte le sedi della domanda siano prese in considerazione è indicare il codice comune di ricongiungimento prima di indicare sedi o comuni diversi da quest’ultimo.

Quindi: sede X nel comune di ricongiungimento; sede y nel comune di ricongiungimento e così via oppure direttamente il comune di ricongiungimento come prima sede.

Se poi vuoi indicare altre sedi appartenenti ad altri comuni oppure direttamente altri comuni dovrai necessariamente esprimere il codice comune di ricongiungimento prima di tali preferenze. Quest’ultime le potrai inserire senza altre accortezze se non quella del “tuo” ordine di preferenza.

Graduatorie di istituto: lotteria scelta sedi modello B

Sab, 19/07/2014 - 05:21

Carlo – gentile redazione, nel terno a lotto della scelta delle scuole per il mod. B, vi chiedo: ma le scuole , per la trasparenza, non dovrebbero comunicare le disponibilità o meno di posti liberi, in modo tale che possiamo indirizzare le domande dove c’è possibilità di insegnare non sprecando delle opportunità. Come ci possiamo tutelare in questo? che possibilità di controllo possiamo fare? vi prego di farmi sapere qualcosa.

Lalla – gent.mo Carlo, la risposta al tuo quesito è negativa (o solo parzialmente affermativa).

Le scuole hanno già comunicato i posti liberi, cioè le cattedre al 31 agosto, ed è possibile evincerli visionando l’organico di diritto dell’ordine di scuola che ti interessa. Per la secondaria di II grado

Guida alla lettura dell’organico di diritto nella scuola secondaria

I posti liberi fino al 30 giugno (quindi in organico di fatto) saranno noti solo tra qualche settimana, verosimilmente dopo i termini di scadenza per la presentazione del modello B (4 agosto 2014 ore 14.00)

Tali posti – al 31 agosto e 30 giugno – devono essere utilizzati innanzitutto per le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo, poi per le immissioni in ruolo e il conferimento delle supplenze da graduatorie ad esaurimento, e solo in forma residuale possono essere attribuiti da graduatorie di istituto.

Quindi, anche se la scuola X ti dice oggi di avere un posto libero al 31 agosto, non c’è alcuna certezza che questo possa essere attribuito da graduatoria di istituto, nè ti ha reso un servizio (magari tu punti alla scuola in cui sai esserci un posto libero al 31 agosto, che magari poi viene assegnato nella fase precedente, mentre nella scuola vicina ci sarà una supplenza lunga da maternità, ma tu non hai scelto quella scuola).

E infatti va detto che le graduatorie di istituto vanno utilizzate dai dirigenti scolastici per tutte le tipologie di supplenze brevi, che non è certo possibile prevedere a priori.

Pertanto non può esistere alcun obbligo per le scuole di comunicare i posti liberi ai fini delle supplenze, perchè non è questo il senso della normativa. I posti liberi, piuttosto, dovrebbero essere coperti da immissioni in ruolo (speriamo numerose) e solo in via residuale attraverso le supplenze.

Semmai un punto di contestazione può essere il limite imposto delle 20 istituzioni scolastiche per le secondarie (max 10 per infanzia e primaria), mentre sarebbe molto più equo permettere a tutti le stesse opportunità in ciascuna scuola della provincia, evitando appunto l’"effetto lotteria".

Utilizzazione per il neo immesso in ruolo con sede di titolarità d’ufficio

Ven, 18/07/2014 - 15:26

Umberto - Gent.ma Redazione, sono un docente di scuola secondaria di II grado entrato in ruolo con nomina giuridica 1/9/13 ed economica 1/9/14, senza ancora una sede specifica che mi verrà assegnata il prossimo 23 luglio.

Nel caso in cui mi venga assegnata una scuola d’ufficio, vi chiedo se posso presentare domanda di utilizzazione per il prossimo a.s. su scuole di un’altra provincia rispetto a quella di titolarità (ma per me più comode). Grazie.

Lalla – gent.mo Umberto, la risposta a nostro parere è negativa per due motivi.

1) il tuo trovarti come "docente neo immesso in ruolo con sede di titolarità assegnata d’ufficio" non supera la prescrizione del decreto legge 12 settembre 2013, n. 104 " ( 10-bis. Il primo periodo del comma 3 dell’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente: «I docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra provincia dopo tre anni di effettivo servizio nella provincia di titolarita’», poi approvato nella legge 128/2013, che non ti permette quindi di poter presentare domanda di utilizzazione in altra provincia prima che siano trascorsi 3 anni dall’immissione in ruolo.

2) La bozza di CCNI prevede all’art. 2 comma 4

" Al fine di assicurare un corretto avvio dell’anno scolastico e di agevolare il riassorbimento dell’esubero, sono consentite operazioni di utilizzazione a domanda da fuori provincia esclusivamente ove permanga la situazione di esubero nel posto o nella classe di concorso della provincia di appartenenza; dette utilizzazioni saranno disposte nella provincia richiesta, laddove risulti disponibilità di posti di insegnamento, prioritariamente per il posto o per la classe di concorso di appartenenza ed in subordine su posti comunque disponibili per i quali il docente sia in possesso del titolo di abilitazione corrispondente."

Quindi le domande di utilizzazione in altra provincia sono utilizzate solo in subordine, nel caso in cui permanga l’esubero, situazione però che non riguarda il docente neo immesso in ruolo.

Tutte le guide di OrizzonteScuola.it sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie

Graduatorie di istituto: ai neo abilitati PAS spetta il punteggio di servizio contemporaneo all’anno di corso

Ven, 18/07/2014 - 14:17

Francesca – A noi neoabilitati Pas toglieranno l’annualità di frequenza Pas oppure no? Perchè vedo che le segreterie stanno facendo molta confusione. Grazie

Lalla - gent.ma, ti confermiamo che ai neo abilitati PAS che si apprestano a comparire per la prima volta nella II fascia delle Graduatorie di istituto, va valutato il punteggio dell’eventuale servizio prestato nello stesso anno scolastico in cui si è tenuto il corso.

Vediamo il perchè.

La tabella A di valutazione dei titoli prevede che all’abilitazione PAS sia attribuito

punto A.1) punteggio di abilitazione (da 4 a 12 punti, a seconda del voto conseguito)

punto A.5) punti 6 (attribuiti a tutte le abilitazioni a cui non sono attribuiti punteggi aggiuntivi derivanti dalla durata del percorso e dalla selettività dello stesso).

Il punto in cui si parla della decutazione del punteggio di servizio è il punto B.3) lettera c) "Non sono valutabili i servizi di insegnamento prestati durante il periodo di durata legale dei corsi di cui al punto A4) della presente tabella, qualora utilizzati come titoli di accesso ad una graduatoria di un qualsiasi posto o classe di concorso"

Come vedi si fa menzione del punto A.4) che non interessa la valutazione del titolo PAS.

D’altra parte, nel modello A1 di domanda l’indicazione del periodo di durata legale era limitata alle abilitazioni, appunto, di cui al punto A.4)

E’ stato superficiale e rischia di indurre in errore le segreterie scolastiche l’abilitato PAS che avesse indicato lì l’anno scolastico di riferimento. In ogni caso le segreterie devono applicare la normativa.

Graduatorie di istituto: rassicurazioni su corretta compilazione modello B

Ven, 18/07/2014 - 11:07

Gentilissima redazione Ho bisogno di un chiarimento la domanda di scioglimento della riserva e inclusione negli elenchi di sostegno che scade domani mi interessa: premetto che non sono più in gae per non aver aggiornato nel 2011 anche se quest’anno ho fatto richiesta di reinserimento tramite modulo cartaceo (ma non ho preceduto con il ricorso). Sto aspettando le graduatorie definitive per il corso di specializzazione su sostegno e se vi rientro dovro frequentarlo; quindi, al momento non ho titolo di sostegno. Mi hanno detto che al momento non mi interessa e che non posso inserirmi in gae con tale domanda. confermate che è così?

Lalla - gent.ma, non sei presente nella Graduatoria ad esaurimento, non sei ancora in possesso del titolo di sostegno, non sai neanche se effettivamente sarai ammessa al corso, come potrebbe interessarti Il decreto del 20 giugno 2014 che, per quanto riguarda l’inclusione negli elenchi di sostegno interessa coloro che sono inseriti a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento, e hanno conseguito il titolo di sostegno successivamente al 17 maggio 2014 ed entro il 18 luglio 2014?

Domanda - Vi scrivo, inoltre, in merito ad un dubbio sulla compilazione del modello B: ho inviato il modulo per la scuola primaria e dell’infanzia ma non essendo in gae per non aver aggiornato non ho inserito nella nota 6 la provincia ma indicato alla nota 7 gli inserimenti richiesti.

Lalla – infatti non sei più inserita nelle graduatorie ad esaurimento, per cui deve risultare così

Domanda - ho intestato la domanda alla scuola capofila in cui ho consegnato il modello a1, indicando la scuola capofila e le preferenze dei 10 giorni ma non ho seguito un ordine particolare nell’elencarle in quanto ho inserito le
scuole già indicate nel 2011 e cambiato una scuola.

Lalla - l’ordine con cui inserisci le scuole è importante per infanzia e primaria (riteniamo siano questi gli ordini ai quali partecipi, dal momento che citi le preferenze per le supplenze fino a 10 giorni). Il dm n. 353 del 22 maggio 2014 precisa infatti "le indicazioni relative a istituti comprensivi si valutano per la scuola dell’infanzia e primaria solo entro il predetto limite di 10 istituzioni secondo l’ordine indicato dal candidato nel modello B"

Domanda – Per inviare la domanda ho usato il codice personale che mi era stato inviato da istanze online a maggio, ho ricevuto l’email di conferma e la mia domanda è in archivio di istanza; in seguito ho ritrovato il vecchio codice…Questo è valido? Il sistema mi ha comunque identificato con il nuovo, quindi posso stare tranquilla?

Lalla - per tutte le domande adesso dovrai utilizzare solo il nuovo, l’ultimo ricevuto in ordine di tempo. Quello vecchio non è più valido.

TFA. Se per la selezione bisogna conoscere tutto il programma del concorso, a cosa serve il corso?

Gio, 17/07/2014 - 10:51

Emilia - Nei test di ammissione alle classi di concorso di educazione musicale (e non solo) sono state proposte delle domande, di cui nessuna era uguale a quelle proposte dai testi da voi consigliati (presumibilmente "ministeriali") di preparazione a codeste prove. Come mai? Erano quelle dei testi ministeriali proposti soltanto delle simulazioni (non ben "identificabili")? O non, piuttosto, delle domande specifiche, che avrebbero dovuto essere tenute presenti nelle prove proposte (peraltro totalmente dissimili alle simulazioni proposte)?

Lalla – gent.mi, ci teniamo a chiarire. In nessuno dei nostri avvisi era scritto che si trattasse di "testi ministeriali", dal momento che questi ultimi non esistono. Il Miur, con dm n. 487 del 20 giugno 2014 ha affermato "

Non sono previste batterie di esercitazione nè una banca dati pubblica dei test preliminari. " , prontamente pubblicato dalla redazione di Orizzontescuola.it il giorno stesso della pubblicazione e inserito nello speciale TFA

Ciò che abbiamo proposto invece è un "simulatore" di esercitazioni, l’unico gratuito in rete, che avrebbe potuto offrire, a chi lo desiderasse, praticità con le modalità di domande, con il tempo a disposizione, con le modalità di correzione delle risposte. Dunque, delle esercitazioni, senza alcuna pretesa – tra l’altro mai dichiarata – che si trattasse di "testi ministeriali".

In questa pagina parliamo appunto di "simulatore" , quindi identificabile al 100%.

Come già detto, nessuna pretesa che le domande proposte al test potessero essere uguali.

Emilia - Cioè, in termini più semplici, il primo test d’ammissione prevedeva una preparazione completa, come recita il D.M. 357 dell’ 11/8/1998, educazione musicale, ambito disciplinare 3, che peraltro sembra tratti solo di un esame finale? Allego le pagine del decreto inerenti l’educazione musicale. E allora ci si chiede: A che serve frequentare un corso abilitante? Sarebbe necessario avere un chiarimento a tal proposito.

Lalla - esatto, come da noi giustamente indicato nell’articolo TFA: cosa studiare , nella stessa pagina dello speciale TFA . Si tratta dello stesso programma che hanno già affrontato i colleghi che hanno svolto i concorsi, o sul quale tu stessa sarai chiamata a confrontarti qualora dovessi affrontare il concorso.

A cosa serve dunque frequentare il corso abilitante?

Il corso abilitante non deve fornire le conoscenze – che appunto devono essere dimostrate nelle conoscenze – ma, come indicato nel dm n. 487 del 20 giugno 2014, già citato, servirà ad acquisire tutte le capacità indispensabili per l’insegnamento, elencate nell’allegato A.

Utilizzazione per i neo immessi in ruolo. Chiarimenti

Mer, 16/07/2014 - 19:49

Berta  – avrei bisogno di un’informazione, in attesa di conoscere l’esito dei trasferimenti per la scuola secondaria. Sono stata immessa in ruolo lo scorso settembre 2013, quindi perdonami se la mia domanda è un po’ ingenua, ma non ne capisco ancora molto in tema di mobilità. Cosa si intende per “sede assegnata d’ufficio”? Una sede non presente tra le mie preferenze? O il discorso vale solo per i perdenti posto? Ammettiamo che io non riesca ad ottenere una sede tra le mie preferenze, posso quindi fare domanda di utilizzazione? Devo farlo su un posto in organico di diritto o anche su un posto in organico di fatto? Grazie anticipatamente per la tua risposta e buon lavoro.

Paolo Pizzo – Gentilissima Berta,

nel tuo caso la sede d’ufficio verrà assegnata nel caso non sarà disponibile nessuna di quelle indicate nella tua domanda di trasferimento.

Tutti i neo immessi in ruolo partecipano alla II fase dei trasferimenti, chiamata “trasferimenti tra comuni della stessa provincia”. Nel caso in cui nessuna delle sedi indicate sarà disponibile toccherà al sistema informatico decidere per te e attriburti una sede. E’ per questo che l’operazione è detta “’d’ufficio” in quanto non è una diretta scelta dell’interessato.

La novità di questo anno è la lettera e-1) dell’art. 2 del CCNI 2014/15 sulle utilizzazioni che permette ai neo immessi in ruolo dal precedente primo settembre trasferiti d’ufficio di presentare domanda di utilizzazione per dare la possibilità di avere questa volta una sede che sia più gradita.

È utile precisare che tale scelta non è detto che sia soddisfatta e che quindi vada a buon fine e qualora lo fosse è ovviamente temporanea e quindi relativa esclusivamente all’a.s. 2014/15.

Assenza alla convocazione per incarichi dalle GAE: quali sanzioni?

Mer, 16/07/2014 - 19:23

Simona – volevo chiederti quando nel regolamento delle supplenze dice ;”la rinuncia ad una proposta di assunzione o l’assenza alla convocazione comportano la perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento per il medesimo insegnamento” ,la perdita di poter conseguire supplenze nella gae vale solo per quell’anno o per sempre ?inoltre, se si è assenti alla convocazione per la gae,poi si possono accettare le supplenze delle graduatorie di circolo? in attesa di un suo chiarimento,cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Simona,

al comma 1 dell’art. citato è chiaramente indicato “Fatte salve le disposizioni di cui ai commi 2 e 3, l’esito negativo di una proposta di assunzione a tempo determinato comporta i seguenti effetti relativamente a tutto L’ANNO SCOLASTICO IN CORSO

Pertanto gli effetti si cancellano con l’anno scolastico successivo.

Inoltre hai diritto ad accettare supplenze dalle GI. Infatti, laddove il Regolamento ha voluto indicare che si perde anche tale diritto l’ha fatto. È il caso della mancata assunzione in servizio dopo l’accettazione della supplenza o l’abbandono di quest’ultima:

la mancata assunzione di servizio dopo l’accettazione, attuatasi anche mediante la presentazione preventiva di delega, comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per il medesimo insegnamento;

l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento.

L’Assistente Tecnico non può sostituire il docente

Mer, 16/07/2014 - 16:30

Sergio – Sono un ITP iscritto in 3° fascia d’istituto nella classe di concorso 240 (lab. di chimica). So che in alcuni licei scientifici ad indirizzo scienze applicate vengono svolte esercitazioni laboratoriali di chimica, sia dimostrative che eseguite dagli studenti, tenute da personale ATA in quanto il docente di teoria spesso non ha dimestichezza con il laboratorio. Quasi sempre il personale ATA ha imparato qualche esperienza osservando le esercitazioni fatte eseguire e spiegate da noi ITP in qualche ITIS (l’unica tipo di scuola che prevede la nostra presenza) in cui svolgeva la funzione di assistente (per la quale ha un contratto con la scuola). Siccome il caso non è isolato vi chiedo: è legittimo che il dirigente scolastico approvi tale stato di fatto, cioè provare a fare docenza agli assistenti tecnici?

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Sergio, le mansioni del profilo di Assistente Tecnico sono disciplinate dall’attuale CCNL all’art. 47 e dettagliate nella TABELLA “A” allegata al Contratto.

L’Assistente Tecnico è il referente e il responsabile dei laboratori che segue e cura.

Le sue funzioni sono: conduzione tecnica dei laboratori, officine e reparti di lavorazione, garantendone l’efficienza e la funzionalità. Supporto tecnico allo svolgimento delle attività didattiche. Guida degli autoveicoli e loro manutenzione ordinaria. Assolve i servizi esterni connessi con il proprio lavoro.

L’oggetto del servizio dell’assistente tecnico è distinguibile in tre distinti momenti:

1. Conduzione dei laboratori in compresenza col docente, preparazione e allestimento degli stessi e assistenza al personale docente;
2. Manutenzione delle apparecchiature e approvvigionamento materiale;
3. Rapporti con gli uffici tecnici e attività di coordinamento.

Gli ultimi due aspetti sono prettamente tecnici, e non vi è molto da aggiungere.

Per il primo aspetto, va sicuramente aggiunto il ruolo importante che ogni giorno svolge ai fini della valorizzazione della “risorsa alunno”. Difatti gli stessi sono in continuo contatto con gli alunni nei vari laboratori e pertanto oltre a spendere la loro professionalità, devono adoperarsi anche in quelle che sono le tecniche razionali e di dinamica del gruppo, affinché proprio con gli allievi possano instaurare un rapporto “amichevole” e di orientamento, inoltre assiste l’utenza nell’approccio a strumenti e tecniche di laboratorio in cooperazione con l’attività dei docenti.

Ma, come afferma il CCNL l’Assistente Tecnico deve fermarsi al SOLO SUPPORTO TECNICO ALLO SVOLGIMENTO DELLE Attività DIDATTICHE in compresenza del personale docente, infatti non può sostituire in nessun caso la docenza ma coadiuvare l’operato del docente.

Come funziona Scienze della formazione primaria

Mer, 16/07/2014 - 11:42

Sono una ragazza con il diploma magistrale del 1999 e la laurea in scienze dell’educazione e da un paio di anni insegno alla primaria in provincia di Milano. Da un pò di giorni sto pensando di fare il test di accesso per il corso di laurea in scienze della formazione ma volevo sapere se, nel caso in cui dovessi superare il test, resterei vincolata da non poter partecipare al tfa sostegno o eventualmente potrei rinunciare al corso di laurea per fare il tfa?

Lalla - superata la selezione per accedere al corso di specializzazione su sostegno, potrai sospendere il corso di laurea nell’anno accademico coincidente con il corso, ed eventualmente riprenderlo successivamente.

Domanda – Inoltre se risulto inscritta al corso di laurea in scienze della formazione il servizio prestato a scuola nello stesso anno mi viene ugualmente valutato o no?Grazie per la Vostra disponibilità e resto in attesa di una risposta.

Lalla – la risposta è negativa, il servizio svolto durante la durata legale del corso di laurea in Scienze della formazione primaria non viene valutato. Al titolo è però assegnato un punteggio aggiuntivo di 72 punti, di cui 60 per la durata quinquennale del percorso abilitativo e 12 per la selettività del percorso.

Pertanto, chi non è sicuro di ricevere incarichi continuativi per i prossimi 5 anni – da 12 punti per anno – ha comuque convenienza ad iscriversi.

La fascia di collocazione, una volta conseguita la laurea, è sempre la II fascia delle graduatorie di istituto, esattamente la stessa in cui ti sarai inserita, entro il 23 giugno 2014, con il diploma.

Graduatorie di istituto consulenza scuole: valutazione laurea – diplomi e altre abilitazioni

Mer, 16/07/2014 - 11:16

Scuola  – Gentile redazione, grazie anticipatamente per il prezioso contributo che fornite a noi operatori della scuola. Per la valutazione delle domande di nuovo inserimento nella II fascia di istituto si chiede un riscontro sulla valutazione (da parte nostra negativa) di “altri titoli” e servizi dichiarati da docenti con diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02: – Laurea triennale in lettere moderne; – Diploma di fagotto; – Diploma accademico di scienze religiose; – Laurea specialistica in Organizzazione e relazioni sociali; – Valutazione nella graduatoria di scuola primaria dell’abilitazione  conseguita con concorso nella scuola materna. Riconoscimento come servizio non specifico svolto dall’a.s. 2004/05 a tutt’oggi come insegnante di religione cattolica nella scuola dell’infanzia e primaria. In attesa di una vostra risposta, porgiamo cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

1

Si valutano solo le lauree almeno quadriennali, salvo per le graduatorie relative agli insegnamenti delle scuole secondarie, alle quali si accede con diploma di scuola secondaria. I diplomi di I livello dei Conservatori di musica e delle Accademie di Belle Arti, in quanto equiparati alle lauree triennali, non sono valutabili.

Analogamente, il diploma ISEF, equiparato alla laurea triennale in Scienze delle attività motorie e sportive, non è valutabile.

Si valutano anche i titoli rilasciati nei Paesi dell’U.E., debitamente tradotti e corredati della “dichiarazione di valore in loco” dell’Autorità diplomatica, che ne attesti validità e durata.

L’abilitazione va invece inserita in D2 e D3 e valutata punti 3 (Per ogni abilitazione o idoneità all’insegnamento posseduta, in aggiunta al titolo valutato quale titolo di accesso ai sensi del punto A1…).

2

Il servizio di religione cattolica non è valutabile in nessun modo.

Assegnazione provvisoria: le precedenze sono inserite in ordine di priorità e non è possibile indicarne più di una

Mar, 15/07/2014 - 20:46

Annalisa –  le chiedo informazioni in merito alla domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale primaria: nella sezione delle precedenze non ne fa selezionare più di una dicendo che non è possibile. Come mai? io avrei la precedenza come lavoratrice madre punto 12 e la precedenza per la 104 assistenza al genitore ma non me le fa selezionare entrambe. mi può aiutare .? grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Annalisa,

le precedenze regolate dall’art. 8 del CCNI sulle utilizzazioni/assegnazioni sono inserite in ordine di priorità.

Ciò vuol dire che non è possibile inserirne più di una e di conseguenza “conviene” inserire quella che ti dà maggiori possibilità ovvero quella che troverai per prima nell’apposita sezione. Nel tuo caso è più opportuno che tu inserisca l’assistenza  al genitore.

rss facebook twitter google+
ads
ads
ads ads


In evidenza