Sabato, 28 February 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 23 min 42 sec fa

ATA III Fascia: in caso di più certificazioni informatiche si valuta un solo titolo

22 febbraio, 2015 - 18:13

Salvatore – Ai sensi del punto numero 6 dell’Allegato A (pagina 19 Note tabella valutazione) domanda ata 3 fascia ( profilo AA) si può considerare Ecdl quale Attestato qualifica professionale ( previsto in Allegato a1 titoli culturali numero 4 e dà punti numero 1 ) e successivamente considerare l’Eipass come Attestato competenze digitali (che dà diritto a punti 1.2)?Chiedo la cosa perché in possesso sia di Ecdl sia di Eipass. Ringrazio e confido in un tempestivo riscontro.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Salvatore, la risposta è negativa. È possibile valutare UN SOLO TITOLO.

Poiché lei possiede due certificazioni informatiche l’EIPASS e l’ECDL può far valutare una delle due.

Inoltre lei non mi specifica il livello ECDL, supponendo che l’ECDL sia livello CORE (valutazione 1 punto), deve valutare ai fini di punteggio, il certificato EIPASS perché è valutato 1,20 punti.

Se il livello ECDL è specialised o specialised e professional la valutazione è indifferente perché entrambe i livelli sono equiparati a livello di punteggio attribuito all’EIPASS.

Esami di Stato secondaria II grado: anche l’ITP può essere commissario interno

22 febbraio, 2015 - 18:06

Valeria – Sono un docente ITP, insegno in una classe V° di un Istituto per i servizi, ex professionale, ho 3 ore in compresenza con docenti che insegnano discipline di indirizzo. Nella mia scuola in questi giorni stiamo discutendo circa l’individuazione dei commissari interni, volevo sapere se io posso essere nominato commissario interno in quanto ITP, il mio preside sostiene di no. In attesa ringrazio anticipatamente.

Lalla - gent.ma Valeria, ti confermo che anche il docente ITP può essere nominato commissario esterno.

Seppure il Ministero non abbia ancora emanato l’annuale circolare sulla formazione delle commissioni, si ritiene non ci saranno modifiche rispetto agli anni precedenti. Ti riporto quanto contenuto nelle circolari finora emanate

"

i commissari interni, il cui numero deve essere pari a quello degli esterni, sono designati tra i docenti appartenenti al Consiglio della classe/commissione, titolari dell’insegnamento delle materie non affidate ai commissari esterni. Tra i docenti che possono essere designati commissari interni sono compresi i docenti di sostegno, in possesso della specifica abilitazione, che, prima di svolgere l’attività di sostegno, siano stati in una delle condizioni indicate dall’art. 5 del D.M. 17 gennaio 2007, n. 6, i docenti tecnico pratici con insegnamento autonomo e quelli con insegnamento in compresenza di cui all’art. 5 della legge 3 maggio 1999 n. 124, nonché gli insegnanti di arte applicata ed i docenti con rapporto di lavoro a tempo parziale di cui all’art. 14 del D.M. 17 gennaio 2007, n. 6"

Pertanto, dal punto di vista normativo non c’è impedimento. Deve essere il Consiglio di classe a stabilire la nomina dei commissari interni, sulla scorta di alcuni ragionamenti, qui indicati Esami di Stato secondaria II grado: designazione dei commissari interni

Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del Servizio Civile, Militare di Leva e Militare Volontario

22 febbraio, 2015 - 18:01

Anna Maria – Buongiorno le chiedo cortesemente una consulenza sulla valutazione del servizio militare per le graduatorie del personale A.T.A in quanto ho avuto un rocorso da un sindacato che " interpretano sempre a favore " Io ho letto le Vs. Faq ma ho alcuni dubbi .

Io ho valutato anche per coloro che hanno fatto il servizio civile fino al 31/12/2005 ovviamente con punteggi diversi . Ma per quanto riguarda il servizio civile delle donne dato che dal 2000 potevano scegliere di fare il servizio militare è valutabile? La ringrazio e aspetto una sua risposta cordiali saluti Anna Maria

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Anna Maria, il servizio militare di leva, i servizi sostitutivi assimilati per legge e il servizio civile sostitutivo di quello di leva prestati in costanza di rapporto di impiego sono considerati servizio effettivo nella medesima qualifica. (Per ogni anno PUNTI 6 – Per ogni mese o frazione superiore a 15 gg. PUNTI 0,50), indipendentemente dal sesso.

Il servizio militare di leva, i servizi sostitutivi assimilati per legge e il servizio civile sostitutivo di quello di leva prestati non in costanza di rapporto di impiego sono considerati come servizio prestato alle dirette dipendenze delle amministrazioni statali. (Per ogni anno PUNTI 0,60 – Per ogni mese o frazione superiore a 15 gg. PUNTI 0,05)

Il servizio militare in ferma volontaria è da valutare come servizio prestato alle dirette dipendenze di Amministrazioni Statali.

Per chiarire i suoi dubbi sulla valutazione del servizio Civile ecco la scheda:

Graduatorie ATA terza fascia. Come valutare il servizio civile?

Mobilità. Se la sede assegnata non mi piace, potrò chiedere assegnazione provvisoria?

22 febbraio, 2015 - 17:56

Bianca - sono una docente scuola primaria neoimmessa in ruolo Anno 2014-15. A febbraio devo fare domanda di trasferimento.
La mia domanda : posso chiedere, poi, l’assegnazione provvisoria per l’anno 2015-2016 qualora la destinazione a me assegnata fosse lontana dalla mia residenza?? Grazie

Lalla - gent.ma Bianca, potrai richiedere l’assegnazione provvisoria all’interno della stessa provincia. se ricorrono le condizioni per poter presentare la domanda.

La domanda può essere presentata indifferentemente per uno dei seguenti motivi:

1. ricongiungimento al coniuge o al convivente, ivi compresi parenti o affini, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;

2. ricongiungimento ai figli o agli affidati con provvedimento giudiziario;

3. gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da certificazione sanitaria;

4. ricongiungimento ai genitori.

Quindi, se ti verrà assegnata una sede in un comune distante dalla tua residenza potrai presentare domanda di assegnazione provvisoria se avrai uno di questi motivi. L’assegnazione provvisoria nel comune di titolarità è invece possibile solo nei comuni che comprendono più distretti.

In ogni caso, tu valuta bene le preferenze da inserire nella domanda di trasferimento. Se vieni soddisfatta in una delle tue scelte, ma non sei contenta, potrai presentare domanda di assegnazione provvisoria alle condizioni indicate.

Se invece dovessi ricevere una sede di titolarità d’ufficio (cioè su scuola che tu non avevi indicato tra le preferenze) potrai invece richiedere l’utilizzazione.

In ogni caso il Ministero spiegherà tutto per bene attraverso l’apposito contratto che stipulerà con i sindacati.

Part time per docenti neo immessi in ruolo nel 2015?

22 febbraio, 2015 - 16:55

Irene - Gent.mi, in attesa della pubblicazione del decreto scuola, vi chiedo informazioni per me molto importanti. Se dovessero essere confermate le assunzioni in ruolo 2015 degli idonei Concorso: è possibile l’assunzione in part-time già dal 1′ settembre?

Lalla – sì, anche se non proprio dal 1° settembre. Il 1° settembre si assume servizio, e si presenta la domanda di part time. Se il part time viene concesso (una delle motivazioni per non concederlo potrebbe essere il raggiungimento della quota del 25% già assegnata, in ogni caso il Dirigente deve motivare l’eventuale diniego) decorrerà dalla data di concessione.

Irene - Se sì, sarebbe possibile lavorare in part-time di 6 ore e contemporaneamente per altre 6 ore in scuola paritaria (qui con assunzione fino al 30 Giugno) nella stessa classe di concorso? Grazie

Lalla – la risposta è negativa. Non esiste un part time inferiore al 50% del monte orario settimanale di cattedra, come stabilito. Si considera solo la scuola statale

dall’Ordinanza Ministeriale 13 febbraio 1998, n. 55 .

Per quanto riguarda la possibilità di potere instaurare un altro rapporto di lavoro ” Al personale interessato è consentito, previa motivata autorizzazione del dirigente scolastico, l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d’istituto.”

Il part time è regolato dall’art. 39 del CCNL

ART. 39 – RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

(art.46 del CCNL 4-8-1995)

1. L’Amministrazione scolastica costituisce rapporti di lavoro a tempo parziale sia all’atto dell’assunzione sia mediante trasformazione di rapporti a tempo pieno su richiesta dei dipendenti interessati, nei limiti massimi del 25% della dotazione organica complessiva di personale a tempo pieno di ciascuna classe di concorso a cattedre o posti o di ciascun ruolo e, comunque, entro i limiti di spesa massima annua previsti per la dotazione organica medesima.

2. Per il reclutamento del personale a tempo parziale si applica la normativa vigente in materia per il personale a tempo pieno.

3. Ai fini della costituzione di rapporti di lavoro a tempo parziale si deve, inoltre, tener conto delle particolari esigenze di ciascun grado di istruzione, anche in relazione alle singole classi di concorso a cattedre o posti, ed assicurare l’unicità del docente, per ciascun insegnamento e in ciascuna classe o sezioni di scuola dell’infanzia, nei casi previsti dagli ordinamenti didattici, prevedendo a tal fine le ore di insegnamento che costituiscono la cattedra a tempo parziale.

4. Con ordinanza del MPI, previa intesa con i Ministri dell’Economia e della Funzione Pubblica, sono determinati, i criteri e le modalità per la costituzione dei rapporti di lavoro di cui al comma 1, nonché la durata minima delle prestazioni lavorative, che deve essere di norma pari al 50% di quella a tempo pieno; in particolare, con la stessa ordinanza sono definite le quote percentuali delle dotazioni organiche provinciali, per ciascun ruolo, profilo professionale e classe di concorso a cattedre, da riservare a rapporti a tempo parziale, in relazione alle eventuali situazioni di soprannumero accertate.

5. I criteri e le modalità di cui al comma 4, nonché la durata minima delle prestazioni lavorative sono preventivamente comunicate dal MPI alle Organizzazioni sindacali di cui all’art. 7, comma 1, punto 1/b e verificate in un apposito incontro.

6. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da contratto scritto e deve contenere l’indicazione della durata della prestazione lavorativa.

7. Il tempo parziale può essere realizzato:

a) con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo parziale orizzontale);

b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di determinati periodi dell’anno (tempo parziale verticale);

c) con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle due modalità indicate alle lettere a e b (tempo parziale misto), come previsto dal d.lgs. 25.02.2000, n. 61 25 .

8. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive di insegnamento aventi carattere continuativo; né può fruire di benefici che comunque comportino riduzioni dell’orario di lavoro, salvo quelle previste dalla legge.

Nell’applicazione degli altri istituti normativi previsti dal presente contratto, tenendo conto della ridotta durata della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto a tempo pieno.

9. Al personale interessato è consentito, previa motivata autorizzazione del dirigente scolastico, l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d’istituto.

10. Il trattamento economico del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è proporzionale alla prestazione lavorativa.

11. I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie e di festività soppresse pari a quello dei lavoratori a tempo pieno. I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno.

12. Il trattamento previdenziale e di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni contenute nell’art. 9 del D.lgs. n.61/2000 .

13. Per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale e viceversa si applicano, nei limiti previsti dal presente articolo, le disposizioni contenute nell’ O.M. n.446/97 26 , emanata in applicazione delle norme del CCNL 4 agosto 1995 e delle leggi n.662/96 e n. 140/97, con le integrazioni di cui all’O.M. n.55/98.

Esame terza media per alunno disabile che ha raggiunto obiettivi PEI

22 febbraio, 2015 - 16:40

Sono un insegnante di sostegno di un alunno disabile grave che deve sostenere gli esami di terza media. Egli possiede capacità cognitive limitatissime: sa leggere e scrivere, ma non comprende neanche il significato di una frase, esegue solo semplici consegne.

Però ha raggiunto gli obiettivi personalizzati del PEI in quanto è molto disponibile a svolgere le attività proposte ed è molto seguito a casa: ha imparato a scrivere in corsivo piccolo, i numeri fino a 40 … Può avere la licenza media? La famiglia ci tiene molto e ci spera.

Ho fatto una ricerca sulla normativa in vigore e sembrerebbe che avendo raggiunto gli obiettivi del PEI ciò è possibile. L’unico dubbio è il D.M. del 10/12/1984 secondo cui gli apprendimenti devono essere riconducibili agli obiettivi della scuola media. Tale norma, tuttavia, credo sia stata superata dalla legge 104 che fa riferimento solo agli obiettivi del PEI predisposti sulla base delle potenzialità dell’alunno.

Maria Vitale Merlo - L’allievo che ha raggiunto gli obiettivi previsti nel PEI può ottenere il diploma di licenza. Nell’art. 11 comma 11 dell’OM n. 90/01 si legge: “ gli alunni in situazione di handicap vengono ammessi a sostenere gli esami di licenza e possono svolgere prove differenziate, in linea con gli interventi educativi- didattici attuati sulla base del percorso formativo individualizzato”.

Le prove saranno predisposte per valutare l’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali, così come previsto dalla 104/92 (art. 16 comma 2) e dalla CM. N. 32/08 (art. 5 lettera b).

Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del servizio di Esperto Esterno

22 febbraio, 2015 - 10:02

Buonasera Sig.ra Lalla, Come viene valutato il servizio di insegnamento nei corsi post qualifica negli istituti professionali, in qualità di collaboratore esterno? per le graduatorie ATA terza fascia? In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti

di Giovanni Calandrino – Gentilissima, si ritiene che come per le Amministrazioni Statali e gli Enti locali il servizio come docente possa essere valutato solo se prestato alle dirette dipendenze della scuola e non come esperto esterno.

Posto disponibile dopo il 31/12: quali docenti convocare? Chiarimenti per la scuola

22 febbraio, 2015 - 10:00

Scuola –  abbiamo pareri discordanti su questa questione che di seguito esponiamo: si è reso disponibile un posto il 21/2 e quindi lunedì dobbiamo assegnare la supplenza fino al termine delle lezioni trattandosi di posto disponibile dopo  il 31/12. Non sappiamo però quali docenti abbiano diritto a tale supplenza ovvero se anche i docenti impegnati già fino al termine delle lezioni o al 30/6 e su orario non intero vadano interpellati. Grazie per il servizio svolto.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art. 7/1 del DM 131/07 dispone che i dirigenti scolastici conferiscono supplenze utilizzando le rispettive graduatorie di circolo e di istituto  per la sostituzione del personale temporaneamente assente e per la copertura di posti resisi disponibili, per qualsiasi causa, dopo il 31 dicembre di ciascun anno.

La supplenza che quindi andrete ad assegnare non è né più né meno che una supplenza temporanea ovvero va trattata come tutte le altre supplenze.

Il Ministero era a suo tempo intervenuto con il fascicolo VIVIFACILE in materia di supplenze specificando che

  • Il docente che sia già titolare di supplenza annuale (contratto fino al 31/8) o sino al termine delle attività didattiche (contratto fino al 30/6) con ORARIO COMPLETO ovvero sino al termine delle lezioni ad orario completo NON DEVE ESSERE interpellato.

Mentre

  • il docente con rapporto di lavoro ad ORARIO INTERO per periodi inferiori a quelli indicati nel punto precedente (supplenza per periodo inferiore a quello del termine delle lezioni) ma che interferiscono col periodo di supplenza necessario alla scuola, DEVE essere interpellato SOLO se l’offerta della scuola, effettuata in data anteriore al 30 aprile, riguarda un periodo che va fino al termine delle lezioni (ultimo giorno di lezione secondo il calendario regionale) o oltre.
  • il docente con rapporto di lavoro ad orario NON INTERO di durata fino al termine delle lezioni od oltre DEVE essere interpellato SOLO ai fini delle possibilità di completamento di orario sempre che ne ricorrano le condizioni di cumulabilità e i limiti previsti (art. 4 del DM 131/07).

Pertanto per prima cosa dovrete escludere dalla convocazione i docenti già occupati ad orario intero che abbiano un contratto fino ad almeno il termine delle lezioni;

dovrete invece convocare tutti i docenti che hanno una supplenza, anche se ad orario intero, il cui termine sia antecedente a quello del termine delle lezioni oppure quei docenti che pur avendo un contratto fino al termine delle lezioni o al 30/6 sono impegnati su uno spezzone orario in quanto conservano titolo al completamento orario.

Si precisa quindi che per i docenti non impegnati per supplenza fino al termine delle lezioni o oltre, anche se hanno un orario intero, vi è la possibilità di lasciare la supplenza in corso per poter accettare quella da voi disposta;

mentre per i docenti che sono impegnati ad orario non intero fino al termine delle lezioni o al 30/6 NON È POSSIBILE lasciare la supplenza in corso per accettare quella da voi proposta anche se quest’ultima è ad orario intero.

Tali docenti hanno infatti solo la possibilità di completare il proprio orario.

Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del servizio di CS nelle scuole materne

22 febbraio, 2015 - 10:00

Marisa – Buonasera, avrei bisogno di un chiarimento. Ho lavorato trenta giorni in una Materna Comunale nell’A.S. 93/94 con qualifica di bidello scuola materna. Quest’anno ho presentato domanda di aggiornamento personale ATA come collaboratore scolastico e questo servizio mi è stato valutato 0.05, ho chiesto chiarimenti alla scuola, dove ho presentato domanda e mi hanno risposto che il servizio prestato presso gli Enti Locali è valutato cosi. In attesa di vostra risposta, ringrazio anticipatamente.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Marisa, il servizio da valutare come SPECIFICO (quindi con l’attribuzione di PUNTI 0,50 al mese o frazione superiore a 15 gg.) è solo quello prestato in qualità di Collaboratore Scolastico in:

  • Scuole dell’Infanzia STATALI, nelle Regioni Sicilia e Val d’Aosta, delle provincie autonome di Trento e Bolzano;
  • Scuole Primarie Statali;
  • Scuole di Istruzione Secondaria o Artistica Statali; Istituzioni Scolastiche e Culturali italiane all’Estero; Istituzioni convittuali.

Per il medesimo servizio prestato in:

  • Scuole dell’infanzia non statali autorizzate;
  • Scuole primarie: non statali parificate, sussidiate o sussidiarie;
  • Scuole di istruzione secondaria o artistica: non statali pareggiate, legalmente riconosciute e convenzionate;
  • Scuole non statali paritarie.

il punteggio è ridotto alla metà.

Inoltre si ricorda che, il servizio prestato nelle scuole statali con rapporto di impiego con gli Enti Locali fino al 31 Dicembre 1999 viene equiparato, ai fini dell’attribuzione del punteggio, a quello prestato con rapporto di impiego con lo Stato nel medesimo profilo professionale o in profilo professionale corrispondente.

Il servizio effettuato dall’1 gennaio 2000 come collaboratore scolastico (anche con un altro nome ma con quella funzione) in una scuola dell’infanzia comunale è da valutare come servizio prestato alle dirette dipendenze… … ovvero 0,05 PUNTI al mese o frazione superiore a 15 giorni, per tutti i profili professionali.

Pertanto la valutazione della segreteria scolastica è corretta.

Partecipare alle assemblee sindacali è un diritto del docente. Non spetta al Dirigente scolastico decidere

22 febbraio, 2015 - 08:50

Roberta – per favore vorrei conoscere le motivazioni che possono indurre un dirigente a far partecipar alle assemblee sindacali solo i docenti della scuola primaria e secondaria di 1 grado impedendo ai docenti di scuola della infanzia la partecipazione.

Lalla - gent.ma Roberta, non è il Dirigente Scolastico a decidere chi debba partecipare alle assemblee sindacali.

Si tratta di un diritto del lavoratore, che può esercitare nelle modalità previste dal contratto. Per la scuola ogni dipendente può fruire di max n. 10 ore per ciascun anno scolastico

Qual è il compito del Dirigente Scolastico?

Il Dirigente Scolastico deve diffondere l’invito all’assemblea ricevuto dalla o dalle organizzazioni sindacali, presso l’istituzione scolastica, comprese eventuali sezioni staccate, succursali e coordinate, e chiede al personale interessato, con orario di servizio coincidente con l’orario dell’assemblea, di presentare la domanda scritta individuale di partecipazione all’assemblea. La comunicazione va resa obbligatoriamente entro il limite stabilito con apposita circolare dal Dirigente al fine di permettere l’organizzazione dell’orario per quella giornata. La comunicazione è irrevocabile, in quanto vengono avvisate le famiglie dell’eventuale cambio di orario per quella giornata.

L’organizzazione delle lezioni e dei servizi minimi.

Il Dirigente, ricevute le adesioni,

a) per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale docente sospende le attività didattiche delle sole classi, o sezioni di scuola dell’infanzia, i cui docenti hanno dichiarato di partecipare all’assemblea, avvertendo le famiglie interessate e disponendo gli eventuali adattamenti di orario, per le sole ore coincidenti con quelle dell’assemblea, del personale che presta regolare servizio;

b) per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale ATA, se la partecipazione è totale, stabilirà, con la contrattazione d’istituto, la quota e i nominativi del personale tenuto ad assicurare i servizi essenziali relativi alla vigilanza degli ingressi alla scuola, al centralino e ad altre attività indifferibili coincidenti con l’assemblea sindacale.

Come vedi, l’assicurazione dei servizi minimi vale solo per il personale ATA.

La prassi. Non neghiamo che nella prassi avviene che, soprattutto nella scuola di infanzia e primaria i docenti stessi trovino tra di loro un accordo per evitare che le classi rimangano totalmente scoperte e quindi rinunciano alla partecipazione all’assemblea pur di non creare un disservizio per le famiglie.

In questo caso, lo sottolineamo, si tratta di una scelta. In nessun caso può essere un’imposizione del Dirigente. Se tutte le insegnanti della scuola dell’infanzia vogliono aderire all’assemblea (o anche solo una), nel rispetto del numero delle ore annuali, deve poterlo fare.

E’ necessario che nella tua scuola si attivi la RSU per far rispettare la norma contrattuale.

Supplenze: non si può lasciare contratto fino al termine delle lezioni per uno al 30 giugno

22 febbraio, 2015 - 08:33

Patrizia – Avendo una supplenza parziale fino all’ 8 giugno, e considerato che me ne è stata offerta una fino al 30 giugno non compatibile con il mio orario, vi chiedo se quella fino all’ 8 giugno può essere considerata "fino al termine delle attività didattiche" e, quindi, non più lasciabile, oppure se nelle supplenze "fino al termine delle attività didattiche" ciò dev’essere indicato nel contratto. Grazie

Lalla - gent.ma Patrizia, riteniamo che la tua supplenza fino all’08 giugno debba essere considerata "fino al termine delle lezioni", espressione con il quale si intende l’ultimo giorno effettivo di lezioni, che cambia in ogni regione a seconda il calendario scolastico. Ci risulta che l’08 giugno 2015 sia il termine delle lezioni in Lazio e Lombardia.

Se confermi tale circostanza, dobbiamo fare riferimento all’art. 8 comma 2 del Regolamento delle supplenze (dm 131/07)

  1. Il personale che non sia già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre ha facoltà, nel periodo dell’anno scolastico che va fino al 30 di aprile, di risolvere anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni od oltre.

Poichè tu hai già un contratto fino al termine delle lezioni, non puoi lasciarlo per accettare la supplenza al 30 giugno (d’altronde bisognerebbe anche verificare se la proposta fino al 30 giugno sia corretta, in questa fase alcune segreterie compiono degli errori Supplenze su posto vacante dopo il 31 dicembre: dalle graduatorie di istituto e con termine ultimo giorno di lezione. Indicazioni per le segreterie scolastiche

Mobilità docenti di ruolo: si valuta un solo concorso

21 febbraio, 2015 - 22:51

Maddalena  – Buongiorno, sono una docente di ruolo scuola Primaria. Volevo sapere se nella domanda di mobilità interprovinciale posso dichiarare il superamento di due concorsi ordinari: uno per la classe di appartenenza e l’altro per la scuola secondaria di 2 grado classe A019.  Se si, dove bisogna inserire questa abilitazione, visto che la domanda ti da’ la possibilità di dichiarare il superamento di un concorso e non quanti concorsi superati. Ringraziandovi, porgo distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maddalena,

il punto B) della tabella Titoli generali allegata al CCNI dispone che sono attribuiti 12 pp. per il superamento di un pubblico concorso ordinario per esami e titoli, per l’accesso al ruolo di appartenenza, al momento della presentazione della domanda, o a ruoli di livello pari o superiore a quello di appartenenza.

Alla nota 1 e a quella 10 Si precisa poi che Il ruolo di appartenenza va riferito rispettivamente: a) alla scuola dell’infanzia; b) alla scuola primaria; c) alla scuola secondaria di I grado; d) agli istituti di istruzione secondaria di II grado e artistica. E che si valuta un solo concorso.

Nel tuo caso quindi potrai far valere un solo concorso.

 

Conferma della supplenza dopo un periodo di sospensione delle lezioni. Chiarimenti per la scuola

21 febbraio, 2015 - 22:42

Scuola –   Si chiede gentilmente, se un docente a T. D. ha diritto ad avere la conferma di nomina al contratto se il titolare che sostituisce rimane assente in congedo straordinario L.
104/92 fino all’ultimo giorno di scuola prima del ponte di Carnevale.   Nell’intervallo di tempo di sospensione delle lezioni il titolare usufruisce di 1 gg. di ferie e assume  il giorno dopo  regolare servizio. Alla ripresa delle lezioni il titolare si assenta di nuovo in congedo straordinario L. 104/92 fino al 31/03/2015. Si chiede se sia necessario ripercorrere la graduatoria o si debba confermare il docente già in servizio fino all’ultimo giorno di scuola prima del ponte di carnevale.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art. 7/5 del DM 131/07 dispone che nel caso in cui ad un primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro intervallato da un periodo di sospensione delle lezioni si procede alla conferma del supplente già in servizio; in tal caso il nuovo contratto decorre dal primo giorno di effettivo servizio dopo la ripresa delle lezioni.

Al supplente in questione spetterà quindi la conferma della supplenza, a nulla rilevando il giorno di ferie del titolare.

Si ricorda infatti che la continuità didattica attribuita al supplente (che poi in realtà è degli allievi), è garantita dal fatto che il titolare non rientra in classe, né prima, né dopo la sospensione delle lezioni.

Graduatoria interna di istituto. Il trasferito a domanda condizionata non è considerato ultimo arrivato

21 febbraio, 2015 - 22:36

Federica – Salve avrei bisogno di un chiarimento. L’ anno scolastico scorso sono risultata sovrannumeraria nella graduatoria di sostegno scuola primaria e ho prodotto domanda di trasferimento condizionata. Ho ottenuto il passaggio alla comune nella stessa scuola. Quest’anno, nella graduatoria interna, andrò automaticamente in coda o verrò inserita tenendo conto del mio punteggio.  Ringrazio per l’utilissimo servizio prestato.Paolo Pizzo – Gentilissima Federica,

chi è stato trasferito a domanda condizionata o d’ufficio dal 1/9/2014 perché dichiarato tale nel 2013/14 non potrà andare in coda, ma dovrà essere graduato insieme agli altri docenti già presenti in organico.

Giova infatti ricordare che il trasferito a domanda condizionata è stato costretto ad andare via dalla propria scuola perché ha perso il posto, la sua non può quindi essere considerata una domanda volontaria.

 

Proroga della supplenza per il personale ATA. Chiarimenti per il Dirigente

21 febbraio, 2015 - 22:31

Dirigente scolastico – E’ possibile fare una proroga di un contratto a un Collaboratore Scolastico supplente temporaneo ammalato?    MI SPIEGO: – titolare assente per malattia dal 9 al 20 febbraio – in data 9 viene conferita la supplenza con contratto fino al 20/02 – il supplente dopo due giorni di servizio si assenta pure lui per malattia, perchè viene ricoverato in ospedale, e al suo posto viene nominato un altro supplente anche a questo fino al 20 febbraio – in data 21 febbraio il titolare continua la malattia per altri 10 giorni  SI DESIDERA SAPERE se la PROROGA in data 21 febbraio spetta sia al primo supplente, anche se non ha potuto prendere effettivo servizio in quanto ancora ricoverato in ospedale, o per continuità spetta solo al secondo supplente? In attesa di un cortese sollecito parere.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

si premette che per il personale ATA il Regolamento per le supplenze è abbastanza datato e non prevede la proroga o la conferma di un contratto per una supplenza breve.

Il DM 430/2000 prevede infatti una sola possibilità di proroga della supplenza:

“Qualora l’assenza del personale appartenente ai profili professionali di assistente amministrativo, assistente tecnico e collaboratore scolastico, nel periodo intercorrente tra il termine delle lezioni e la conclusione delle attività didattiche, compresi gli esami, determini nella scuola la impossibilità di assicurare lo svolgimento delle ulteriori attività indispensabili, il dirigente scolastico può, con determinazione motivata, prorogare la data di scadenza delle supplenze per il periodo di effettiva permanenza delle esigenze di servizio e nel numero strettamente necessario per evitare l’interruzione del pubblico servizio.”

Tuttavia il MIUR, almeno dal 2010, interviene ogni anno sull’argomento e nella nota di inizio anno prevede anche per il personale ATA (per quello docente c’è già il DM 131/2007 che prevede le proroghe e le conferme dei contratti) la proroga della supplenza disponendo che “Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, sena soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno libero, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, accertata la necessità viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.”

Tale disposizione è stata confermata anche per quest’anno nella nota 8481 del 27 agosto 2014.

Detto questo, il mio parere è che per supplente “già in servizio” si deve ritenere solo il docente in effettivo servizio con esclusione quindi di quello in malattia

I pensionamenti fino al 31/12/2017 non subiranno penalizzazioni

21 febbraio, 2015 - 22:17

Assistente Amministrativa - donna, nata il 30/12/1955. Il 31/12/2016  raggiungo la quota di 41 anni ,10 mesi e gg.14 di contribuzione. Questa deriva da 39 anni 3 mesi e gg.22 di effettivo servizio + mesi 5 e  gg.14 da ricongiunzione  con L.29/1979 + mesi  7 e gg.9 dal computo della decorrenza giuridica della nomina come ass. amm. va,  senza  aver prestato effettivo servizio, con il  DPR 1092/73 + mesi 14 di supervalutazione per invalidità civile superiore all’80% (dal 1/01/2005 fino  al 31/12/2011 ai fini pensionistici nel diritto e nella misura, e dal 1/01/2012 in poi nel riconoscimento di due mesi solo  per il diritto)- Sarei grata di una vostra  risposta se potete  confermarmi se il 1/08/2016 potrò a domanda fare  la richiesta di pensione anticipata  anche se avrò 60 anni e 8 mesi e se potete spiegarmi se  avrò sì oppure no, una decurtazione  della mia  pensione anticipata ( circa maggiore dell’1%) avendo raggiunto al 31/12/2016 , 41 anni+10 mesi +14 giorni  di anzianità contributiva, non derivata da contribuzione di effettivo servizio per mesi 21 e gg.9(riscatto decorrenza giuridica della nomina e 2 mesi all’anno per invalidità civile  dal 1/01/2005 ). Ringrazio e resto in attesa di un Vostra risposta, perché so di essere un caso un po’ particolare.

FP – Gentile Maria,

considerata la sua anzianità contributiva e la sua età anagrafica, la prima possibilità di “uscita” è data dal raggiungimento del requisito per la pensione  anticipata per le donne previsto dalla L. 214/2011.

Di seguito le indico i requisiti previsti per la pensione anticipata per le donne, per i prossimi anni:

– dal 2014 al 2015 41 anni e 6 mesi;

– dal 2016 al 2018 41 anni e 10 mesi.

Per effetto dei suddetti requisiti maura il diritto alla pensione anticipata nel 2016, con decorrenza 1/9, raggiungendo il requisito di 41 anni e 10 mesi entro il 31/12/2016.
In merito alla penalizzazione relativa al pensionamento prima del 62° anno di età, le segnalo il comma 113 della Legge di Stabilità 2015 prevede che:

“con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015, il secondo periodo del comma 2 – quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Le disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017»”

Pertanto i pensionamenti fino al 31/12/2017 non subiranno penalizzazioni.

Pensioni. Come e dove verificare se la mia domanda è stata accettata e quali sono i tempi di attesa per la comunicazione dell’esito

21 febbraio, 2015 - 22:16

Maria  – Sono una docente di scuola media e, a gennaio 2015, ho fatto domanda di pensionamento. Il mio problema è il seguente :  come e dove verificare se la mia domanda è stata accettata e quali sono i tempi di attesa per la comunicazione dell’esito. Mi è stato riferito che  è la segreteria della scuola a darne comunicazione all’insegnante, ma solo se ci sono delle integrazioni da fare o se la domanda è stata respinta. In caso di esito positivo invece, c’è un sito da consultare che confermi il pensionamento? Qual è la  data ultima  per completare le operazioni  di pensionamento? Vi sarei molto grata di ricevere una riposta. Grazie per la disponibilità.

FP – Gentile Maria,

in premessa le segnalo che le istanze da produrre in caso di pensionamento sono due:

1) domanda di risoluzione del rapporto di lavoro. Le preciso che la suddetta istanza viene trasmessa attraverso l’utilizzo della funzione POLIS con la tempistica dettata dal MIUR. Quest’anno la scadenza è stata fissata per  il 17 gennaio.

2) domanda di pensione da indirizzare all’INPS gestione dipendenti pubblici, attraverso:
– WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite il PIN dispositivo;
– Contact Center Integrato;
– Intermediari dell’Istituto.

Si precisa di presentare quanto prima  tale istanza, per permettere agli  uffici competenti dell’INPS, la predisposizione della pensione in tempo per l’erogazione fin dal mese di settembre.

L’ufficio pensioni dell’UST, di solito dopo aver esaminato le domande ricevute, danno comunicazioni in merito all’accoglimento della stessa.

Pensioni: 65 anni entro il 31/8/2015. Posso lasciare la scuola?

21 febbraio, 2015 - 22:15

Silvia - Gentile consulente,sono un’insegnante della scuola dell’infanzia che compie 65 anni entro il 31 agosto 2015 e,che ha maturato 20 anni di contributi entro il 2011 La scuola mi sta collocando a riposo. E’ giusto o posso restare in servizio fino a 66 anni e 3 mesi visto che arrivo a 29 anni di contributi ?Vi ringrazio per la disponibilità distinti saluti.

FP – Gentile Silvia,

la normativa in merito al pensionamento coatto dispone che questo possa
avvenire per:
a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

Nel suo caso si tratta di pensionamento coatto per raggiunti limiti di età
(punto a), e vediamo perchè.

Il pensionamento d’ufficio per vecchiaia si ha quando:

1) entro il 31/8/2015 si compie 65 anni ed in possesso, al 31/12/2011 dei requisiti vigenti prima della riforma Fornero oppure  dell’anzianità utile per la pensione anticipata.

Di seguito si indicano, per completezza di informazione, i requisiti “pre- Fornero”:
– quota 96 (60/36 o 61/35);
– 40 anni di contributi;
– pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per le donne con un minimo di 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992;

2) entro il 31/8/2015 si compie 66 anni e 3 mesi e non si è in possesso dei  requisiti di cui al punto1;

3) sono stati già destinatari di trattenimento in servizio concesso fino al 31/8/2015. Si precisa che questa casistica non dovrebbe essere più valida in seguito al  DL 90/2014, ovvero non dovrebbero sussistere proroghe che siano andate oltre  il 31/8/2014.

A conferma di quanto indicato, si evidenziano alcuni punti della nota MIUR  n. 18851 del 11/12/2014:

– “I requisiti utili per la pensione di vecchiaia sono di 65 anni di età per gli uomini e 61 di età per le donne, con almeno 20 anni di contribuzione (15 per chi è in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lett. c) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503) se posseduti entro la data del 31 dicembre 2011″;

– “Ne consegue che il personale che  alla data del 31 dicembre 2011 ha maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento vigenti prima del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (sia per età, sia per anzinaità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età, sia per somma dei requisiti di età e anzianità contributiva – cd “quota”), e compie 65 anni di età entro il 31 agosto 2015 dovrà essere collocato a riposo d’ufficio”

Pertanto, il suo caso rientra nella casistica  indicata al punto 1, ovvero: compie 65 anni entro il 31/8/2015 e contemporaneamente soddisfa, al 31/12/2011, il requisito di vecchiaia (per le donne) previsto dalla normativa previgente la riforma Fornero.

Stante la normativa non può restare in servizio per consentirla di raggiungere un’anzianità contributiva più elevata.

Domanda sesta salvaguardia

21 febbraio, 2015 - 22:13

Claudia – Buongiorno, ho presentato domanda sesta salvaguardia  lettera  d (104),  ora c’è  una nota del Miur 4441 del 9/2/15 di presentare  domanda cartacea  entro il 2/3/15 di cessazione  lavoro per coloro  che hanno ricevuto  comunicazione dall’INPS.  Questa  mattina mi sono recata nella sede INPS  di Torino per avere notizie circa la mia pratica ,  risposta: per ora nulla, arriverà  (se sono fra i 1800 fortunati) una  lettera   dal ministero  del lavoro. Comunque  i tempi sono lunghi, dopo il 2 marzo. Consiglia di presentare  ugualmente domanda di cessazione e di scrivere che non è ancora arrivata la comunicazione  dall’ INPS ? Grazie.

FP – Gentile Claudia,

con nota n.4441 del 9 febbraio 2015 il MIUR comunica che la legge 10 ottobre 2014, n. 147 (c.d. Sesta salvaguardia) ha previsto la possibilità di accedere al trattamento pensionistico con i requisiti vigenti prima dell’entrata in vigore della L. 214/2011, per i lavoratori che nel corso del 2011 abbiano fruito di un congedo ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del DL 151/2001 o di permessi ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 5  febbraio 1992, n. 104.

I soggetti che abbiano ricevuto comunicazione dall’Inps di essere rientrati tra i beneficiari della suddetta Sesta salvaguardia ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lett. d), della citata legge 10 ottobre 2014, n. 147 possono
presentare domanda di cessazione in modalità cartacea utilizzando l’allegato modello entro il 2 marzo 2015.

Come precisato dalla nota, la suddetta domanda deve essere presentata dai lavoratori che hanno ricevuto la comunicazione degli uffici competenti dell’INPS. Ad avviso dello scrivente, è opportuno, in via del tutto cautelare, presentare comunque l’istanza nei termini, specificando che al momento non è ancora pervenuta la notifica.

Tempistica di liquidazione del TFS

21 febbraio, 2015 - 22:13

Chiarella –  Gent.mi, nata il 20/03/1949, , in pensione dal I° Settembre 2014 come Insegnante di Scuola dell’Infanzia del Comune di Firenze, per raggiunti limiti di età e 36 anni di contributi.Tutto regolare, nessuna penalizzazione, me ahimè! pensione ridotta notevolmente rispetto allo stipendio.Per la liquidazione ,alle mie domande, risposte diverse, ma i tempi sono troppo lunghi,cosa ingiusta di fronte ad una persona che ha lavorato una vita. Chi dice dopo un anno la prima parte e dopo 2, la seconda parte; c’è chi dice addirittura dopo 26 mesi…;l’Inps ribadisce dopo 12 mesi più 90 giorni. Per cortesia ,a chi devo dare ascolto? Se uno ha bisogno, necessità di avere una piccola parte anticipata, che  cosa dovrei fare? Scusandomi per il disturbo, in attesa di una Vs gentile risposta  in merito a quanto sopra, ringraziando anticipatamente, invio distinti saluti.

FP – Gentile Chiarella,

in merito alla tempistica di liquidazione del TFS,  di seguito le indico in sintesi i termini di pagamento:

1) termine breve: entro 105 giorni dalla cessazione in caso di decesso o pensione per inabilità;

2) termine di dodici mesi in caso di: pensione di vecchiaia/limiti di età ordinamentali, limiti di servizio e risoluzione unilaterale;

3) termine di 24 mesi in caso di: pensione anticipata; dimissioni volontarie senza diritto a pensione.

Ai suddetti termini, bisogna aggiungere al massimo 90 giorni per la lavorazione della pratica.

Pertanto, nel suo caso la tempista è quella indicata al punto 2.

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