Mercoledì, 04 Maggio 2016

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 56 min 16 sec fa

Mobilità per docente assunta in fase C da GaE: sarà su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale

27 aprile, 2016 - 16:20

Maddalena  – Sono una docente della cl. A025, immessa in ruolo il 1 dicembre 2015 in Organico Potenziato, fase C (da GaE), in una provincia diversa da quella di residenza. Leggo costantemente tutti gli aggiornamenti che pubblicate su OS riguardo alla mobilità, ma non ho ben chiaro se (nella fattispecie riguardo alla mia situazione), potrò chiedere assegnazione in ambiti territoriali della mia provincia di residenza oppure dovrò limitare le mie richieste alla provincia di immissione in ruolo. Grazie mille per l’attenzione che vorrete accordarmi. Saluti

Giovanna Onnis – Gentilissima Maddalena,

come docente immessa in ruolo nella Fase C da GaE, parteciperai alla mobilità nella fase C e sarà mobilità su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale.

Quindi l’assegnazione della sede definitiva sarà su un ambito territoriale che ti potrà essere assegnato a domanda o d’ufficio su tutto il territorio nazionale.

Ti ricordo che, in base a quanto stabilisce l’OM 241/2016 nell’art.9 comma 10, dovrai  indicare nelle preferenze tutti gli ambiti nazionali, utilizzando sino a 100 preferenze per gli ambiti territoriali e, per i restanti, i codici sintetici delle province, all’interno delle quali l’ordine degli ambiti seguirà la catena di prossimità definita dai competenti Uffici scolastici regionali.

La domanda dovrai compilarla e inviarla su Istanze on line a decorrere dal 9 maggio e avrai tempo per farlo fino al 30 maggio

Assegnazione provvisoria su posto di sostegno: non si può chiedere nella scuola di titolarità

27 aprile, 2016 - 12:40

Caterina – Sono un insegnante di sostegno scuola primaria e ho presentato per l’anno prossimo il trasferimento sulla comune, sempre scuola primaria. Vorrei sapere, ottenendo il trasferimento sulla comune (quindi essere ultima in graduatoria con assegnazione sicuramente di un plesso disagiato) successivamente posso chiedere anche l’assegnazione provvisoria sul sostegno nello stesso istituto di titolarità? Manterrei la continuità sui casi che attualmente seguo? E infine, da quanto tempo bisogna avere la residenza nel comune dove si vuole chiedere l’assegnazione provvisoria? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Caterina,

in seguito a trasferimento su posto comune acquisirai una nuova titolarità che determinerà l’interruzione della continuità su posto di sostegno.

Non potrai sicuramente chiedere assegnazione provvisoria nella scuola di titolarità in quanto non è possibile chiedere AP nel comune in cui si è titolari e, a maggior ragione, nella stessa scuola di titolarità.

Il requisito per poter chiedere AP è il ricongiungimento con un familiare (coniuge o convivente, genitori o figli) nel suo comune di residenza, dove deve risiedere da almeno tre mesi. Ritengo importante chiarire che ciò che conta non è la tua residenza, ma quella del familiare verso il quale chiedi ricongiungimento, tu puoi risiedere anche in un comune diverso.

In ogni caso, ribadisco che non potrai chiedere AP dove sei titolare. Se le regole per il prossimo anno scolastico rimarranno invariate rispetto a quelle in vigore quest’anno, potresti chiedere, invece, utilizzazione sul sostegno nella stessa scuola di titolarità.

Per avere conferma, però, è necessario aspettare la contrattazione integrativa sulla mobilità annuale 2016/17 e la pubblicazione del relativo CCNI

Diventare insegnanti: presto TFA per 11.00 posti e TFA sostegno per 5.000

26 aprile, 2016 - 18:43

Lina – Gentile redazione, da più giorni leggo su diversi social che sarà arrivato un terzo ciclo tfa. È possibile sapere quando dovrebbe uscire il bando? Sarà attivato anche un terzo ciclo di tfa sostegno? Grazie

risposta – gent.ma Lina, non abbiamo ancora una data per la pubblicazione dei bandi, ma sappiamo che sarà attivato sia il TFA per il conseguimento dell’abilitazione su posto comune che il TFA sostegno.

La rassicurazione arriva direttamente da fonte ministeriale, attraverso la risposta del sottosegretario Toccafondi ad una interrogazione parlamentare del M5S.

TFA III ciclo avrà 11mila posti comuni e 5.000 sostegno. M5S: precari che si aggiungono agli abilitati tagliati fuori dal concorso

Sappiamo anche come saranno distribuiti i posti di sostegno per ordine di scuola, ma non ancora per regione.

TFA III ciclo, i numeri: quanti sul sostegno? Posti comuni, 8.058 alle superiori, 3270 alle medie

Speriamo di poter presto pubblicare aggiornamenti.

Docente neo-immesso in Fase A: partecipa alla mobilità provinciale su scuola e interprovinciale su ambito territoriale

26 aprile, 2016 - 15:32

S.A. – Sono neoassunta in ruolo (fase 0) in provincia X. Sono però  intenzionata ad andare in un’altra provincia Y. Quindi devo produrre due domande:   prima di trasferimento nella provincia X (fase A), poi  quella interprovinciale (fase D). Ma mentre nella provincia sono titolare su  scuola, se viene accolta la domanda interprovinciale sono titolare su  ambito? Oppure vale il fatto che nel primo ambito scelto si possono  indicare le scuole, non perdendo in questo caso la titolarità su scuola? Cosa implica la titolarità su ambito rispetto a quella su scuola?  Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima S.A.,

come docente neo-immessa nella fase A potrai partecipare anche alla mobilità interprovinciale, in deroga al vincolo triennale, e rientrerai nella fase D dei movimenti, le cui domande,  in base alle disposizioni stabilite nell’OM 241/2016, potranno essere compilate su Istanze online e inviate a decorrere dal 9 maggio con scadenza 30 maggio.

Se, però, partecipando alla mobilità provinciale della fase A potrai acquisire titolarità in una specifica scuola, nella mobilità interprovinciale la tua titolarità sarà esclusivamente su uno degli  ambiti territoriali tra quelli da te richiesti.

La possibilità di acquisire titolarità in una delle scuole del primo ambito richiesto, riguarda solo i docenti assunti entro l’a.s. 2014/15 e non interessa i docenti neo-immessi che parteciperanno alla mobilità interprovinciale esclusivamente negli ambiti territoriali senza possibilità di acquisire titolarità su scuola, neanche per il primo ambito richiesto.

Come chiarisce, infatti,  l’OM nell’art.9 comma 10: “Nella fase C e D le preferenze sono espresse solo per ambiti o per province: è possibile esprimere sino a 100 preferenze per gli ambiti territoriali e sino a 100 per le province….”, mentre per i docenti assunti entro l’a.s. 2014/15, il comma 8 dello stesso articolo stabilisce che: “ Nella Fase B per il personale assunto sino all’a.s. 14/15 è possibile esprimere la preferenza per le sedi comprese nel primo ambito indicato per i trasferimenti interprovinciali  ed indicare inoltre sino a 100preferenze per gli ambiti territoriali e sino a 100 preferenze per le province”

Per ulteriori chiarimenti ti invito a leggere l’articolo sull’argomento pubblicato da OrizzonteScuola http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-interprovinciale-titolarit-scuola-solo-docenti-assunti-entro-201415-e-solo-nel-primo-te

Per quanto riguarda l’altro quesito che poni in relazione alle differenze tra titolarità su scuola o su ambito, ti segnalo un altro articolo di OrizzonteScuola dove potrai trovare esauriente risposta http://www.orizzontescuola.it/news/trasferimenti-docenti-201617-titolarit-scuola-o-ambito-territoriale-quali-sono-differenze

 

Docente di sostegno titolare su posto CH: per passare a posto DH o CH deve chiedere trasferimento

26 aprile, 2016 - 14:51

Anna – Un docente di sostegno soprannumerario nella graduatoria ipovedente può transitare su altra tipologia nello stesso istituto, senza produrre domanda di mobilità, solo perché gode dei benefici della legge 104? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Anna,

la titolarità del docente di sostegno, anche se in possesso della specializzazione polivalente, è legata alla tipologia di posto di sostegno che, nell’organico è distinta in DH (minorati psicofisici), CH (minorati della vista) e EH (minorati dell’udito)

Il docente individuato come soprannumerario nella tipologia di titolarità, che nel caso da te indicato riguarda la graduatoria dei docenti titolari su posto sostegno CH, se è in possesso della specializzazione anche  per altra tipologia ( DH e/o EH),  per la quale nell’ambito della stessa scuola di titolarità risulta  disponibile un posto, può sicuramente  “transitare” su questa tipologia di posto, ma questo non potrà verificarsi in automatico.

Il docente, infatti , per ottenere questa modifica di titolarità deve chiedere trasferimento e potrà  partecipa a domanda o d’ufficio con precedenza al trasferimento su tale posto.

La 104, in questo specifico caso, non ha particolari influenze in quanto il docente soprannumerario ha, in ogni caso, precedenza su questo tipo di movimento che riguarda sempre la scuola di titolarità

Personale ATA e graduatoria interna. Com’è considerato il personale trasferito a domanda condizionata?

26 aprile, 2016 - 13:20

Scuola – Un’Assistente Amm.va  di ruolo  che nell’anno scolastico 2014/15 è stata dichiarata perdente posto e trasferita nell’anno scolastico 2015/16 in altra scuola a domanda condizionata, quest’anno presenta regolare domanda per rientrare nella scuola di ex titolarità, pertanto ha diritto ad entrare nella graduatoria interna nell’attuale  scuola di servizio secondo il suo punteggio o va inserita sempre in coda alla graduatoria come i trasferiti a domanda volontaria nell’A.S. in corso? In caso di contrazione dell’Organico quindi, sarà l’interessata la perdente posto o si valuta in base al punteggio? Grazie per l’attenzione .

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’art 52 del CCNI 2016 dispone che il personale ata va così graduato:

  • personale entrato a far parte dell’organico dell’istituto con decorrenza dal precedente primo settembre per mobilità a domanda volontaria;
  • personale entrato a far parte dell’organico dell’istituto, dagli anni scolastici precedenti quello di cui al punto sopra, ovvero dal precedente primo settembre per mobilità d’ufficio o a domanda condizionata, ancorché soddisfatti in una delle preferenze espresse.

Pertanto è chiaro che il personale perdente posto dello scorso anno, arrivato l’1/9/2015 per domanda condizionata o d’ufficio, deve essere graduato insieme al personale già titolare degli anni precedenti.

In caso quindi di contrazione di organico i primi ad essere individuati perdenti posto saranno coloro i quali sono arrivati l’1/9 a domanda volontaria.

Lettera D delle Esigenze di famiglia. Il punteggio si attribuisce a determinate condizioni

25 aprile, 2016 - 16:16

Maria Carmela – Sono un insegnante immessa in ruolo nella fase B delle assunzioni, dovendo partecipare alla mobilità straordinaria interprovinciale ( fase C) ed essendo figlia referente unica di genitore disabile (L.104 art.e c.3) mi chiedo se ho diritto ai 6 punti di cui alla tabella esigenze di famiglia lettera D, pur non avendo alcun diritto di precedenza. Certa di un Vs. sollecito riscontro porgo cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima,

la lettera D delle Esigenze di famiglia attribuisce il punteggio solo a determinate condizioni:

a) figlio minorato, ovvero coniuge o genitore, ricoverati permanentemente in un istituto di cura;

b) figlio minorato, ovvero coniuge o genitore bisognosi di cure continuative presso un istituto di cura tali da comportare di necessità la residenza nella sede dello istituto medesimo.

c) figlio tossicodipendente sottoposto ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo da attuare presso le strutture pubbliche o private, programma che comporti di necessità il domicilio nella sede della struttura stessa, ovvero, presso la residenza abituale con l’assistenza del medico di fiducia.

Il ricovero permanente del figlio, del coniuge o del genitore deve essere documentato con certificato rilasciato dall’istituto di cura. Il bisogno, da parte dei medesimi, di cure continuative tali da comportare di necessità la residenza o il domicilio nella sede dell’istituto di cura, deve essere, invece, documentato con certificato rilasciato da ente pubblico ospedaliero o dall’azienda sanitaria locale o dall’ufficiale sanitario o da un medico militare.

Come vedi non basta quindi che al genitore sia stata riconosciuta una disabilità, ma si tratta di casi particolari che devono essere documentati.

Chiamata diretta. Cosa bisognerà presentare al Dirigente Scolastico per farsi scegliere

25 aprile, 2016 - 10:02

Ho un quesito da porvi, nel caso di chiamata da parte dei dirigenti per la stipula del contratto triennale, cosa bisogna produrre e cosa fare? Si deve presentare il curriculum? Si devono presentare le abilitazioni, ovvero la documentazione presentata quando si è stati immessi in ruolo? Grazie e cordiali saluti

risposta – gent.ma, il curriculum sarà essenziale. La legge 107/2015 afferma infatti

"79. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, al fine di garantire il regolare avvio delle lezioni, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e della precedenza nell’assegnazione della sede ai sensi degli articoli 21 e 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104."

e ancora

"Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. L’incarico ha durata triennale ed e’ rinnovato purche’ in coerenza con il piano dell’offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicita’ dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica.

Dunque curriculum sì (e di esso faranno parte anche le abilitazioni), ma non solo. Tutto ciò che ritieni utile al fine di orientare la scelta del Dirigente (esperienze e competenze) avrà valore.

Mercoledì 27 aprile iniziano al Miur gli incontri con i sindacati per defnire i criteri attraverso i quali i Dirigenti dovranno impostare le proprie scelte.

TFA III ciclo permette iscrizione nella II fascia delle graduatorie di istituto, per le supplenze

25 aprile, 2016 - 09:54

Grazia – se dovessi riuscire ad abilitarmi col TFA nel 2017 in quali graduatorie potrò iscrvermi? Negli ambiti territoriali? scusate ma non ho capito molto…

risposta – gent.ma Grazia, l’abilitazione all’insegnamento è condizione necessaria per l’inserimento nella II fascia delle Graduatorie di istituto, dal momento che la legge 107/2015 non prevede più nuovi inserimenti in III, quella alla quale si accedeva con il solo titolo di studio.

Dalle graduatorie di istituto i Dirigenti scolastici continueranno a chiamare per scorrimento.

Gli ambiti territoriali sono invece riservati ai docenti di ruolo. L’abilitazione cioè ti permetterà anche di partecipare al concorso. Dal concorso si formerà una graduatoria di merito, dalla quale per scorrimento ti verrà assegnata una provincia. All’interno di quella provincia l’assegnazione della scuola avverrà tramite il meccanismo degli ambiti territoriali, secondo criteri ancora da stabilire in una apposita contrattazione tra sindacati e Miur.

Al momento il tuo obiettivo deve essere quello di conseguire l’abilitazione.

Servizio svolto nelle scuole paritarie comunali o elementari non statali

24 aprile, 2016 - 21:48

Scuola  – Si chiede, cortesemente, se il servizio prestato presso una scuola materna comunale paritaria è da ritenersi valido ai fini della ricostruzione di carriera di una docente di scuola primaria. Considerati i nuovi termini per l’elaborazione dei decreti di ricostruzione, si chiede una cortese risposta. Ringraziando per la consueta preziosa collaborazione, si porgono distinti saluti

FP – Gentile Scuola,

in premessa si segnala che i servizi riconoscibili al personale docente sono esclusivamente quelli indicati dall’art. 485 del D.L.vo 297/1994 che testualmente recita all’art.  485:

“Al personale docente delle scuole elementari è riconosciuto, agli stessi fini e negli stessi limiti fissati dal comma 1, il servizio prestato in qualità di docente non di ruolo nelle scuole elementari statali e degli educandati femminili statali, o parificate delle scuole popolari sussidiate o sussidiarie, nonché i servizi di ruolo e non di ruolo prestati nelle scuole materne statali o comunali, comprese quelle dei predetti educandati e quelle all’estero, nonché nelle scuole popolari, sussidiate o sussidiarie”.

Si precisa, inoltre, che il servizio svolto nelle scuole paritarie comunali o elementari non statali destinatarie della parità in virtù della L. n. 62 del 10/3/2000, così come chiarito dalla circolare prot. 69064 del 4/8/2010 del MEF, sono validi ai fini della ricostruzione di carriera.

Pertanto è da ritenersi valido il servizio pre-ruolo svolto presso una scuola materna comunale.

Pensione nel 2017 – con decorrenza 1/9

24 aprile, 2016 - 21:48

Carla  – Buongiorno. Sono una insegnante.La mia  situazione è la seguente: Nata il 22/10/1953. Contributi riscattati e maturati al 31/08/2016 = 40 anni 8 mesi e 11 giorni. Richiedo se al 31/12/2017 sono in possesso dei requisiti per andare in pensione alla data del 01/09/2017. In attesa di un riscontro, porgo cordiali saluti.

FP –  Gentile Carla,

in riferimento alla sua richiesta, le confermo che la prima possibilità di “uscita”, tenuto conto dell’attuale normativa sulle pensioni, è data dal raggiungimento del requisito previsto per il pensionamento anticipato ovvero legata all’anzianità di servizio.

Per completezza di informazione, le segnalo i requisiti per il pensionamento anticipato per le donne, previsti dalla L. 214/2011 per il triennio 2016/2018: 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva.

Pertanto matura la pensione nel 2017 – con decorrenza 1/9 -, raggiungendo un’ anzianità di servizio al 31/12/2017 di  42 anni.

Prima possibilità di “uscita”, tenuto conto dell’attuale normativa sulle pensioni

24 aprile, 2016 - 21:47

Grazia – docente di scuola secondaria di primo grado,nata il4/11/52,ad agosto 2016 avrò maturato 40 anni e un mese di contributi, quando potrò andare in pensione. Grazie

FP – Gentile Grazia,

in riferimento alla sua richiesta, le segnalo che la prima possibilità di “uscita”, tenuto conto dell’attuale normativa sulle pensioni, è data dal raggiungimento del requisito previsto per il pensionamento anticipato ovvero legata all’anzianità di servizio.

Per completezza di informazione, le segnalo i requisiti per il pensionamento anticipato per gli uomini, previsti dalla L. 214/2011 per il triennio 2016/2018: 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva.

Pertanto matura la pensione nel 2018, raggiungendo un’anzianità di servizio al 31/08/2018 di  42 anni e 1 mese.

Decreto di ricostruzione di carriera

24 aprile, 2016 - 21:46

Graziella –  Sono un’assistente amministrativo, con la nuova legge di stabilità sono state poste  delle scadenze  per la presentazione della domanda ricostruzione di carriera e per il suo successivo inoltro alla RTS. La mia domanda è: dobbiamo sempre aspettare che la RTS ci restituisca il contratto registrato prima di procedere alla ricostruzione? Ringrazio per l’attenzione

FP – Gentile Assistente Amm.vo,

il contratto a tempo indeterminato vistato dalla locale Ragioneria di Stato, rappresenta uno dei documenti da allegare al decreto di ricostruzione di carriera, ai fini della trasmissione all’organo competente per i dovuti controlli .

Si precisa, che nulla osta – nell’attesa di ricevere il suddetto contratto – attivare tutte le procedure utili,  per la formulazione del .

Ricostruzione della carriera e/o a passaggi tra qualifiche

24 aprile, 2016 - 21:45

Docente – Buonasera,in merito alla ricostruzione della carriera vi presento la mia situazione. Nel 1977 sono entrata di ruolo con concorso  nella scuola dell’infanzia  19 anni Nel 1996 ho ottenuto il passaggio per la scuola primaria 4 anni Nel 2000 ho ottenuto il passaggio alla scuola media 6 anni Nel 2006 ho ottenuto il passaggio alla scuola Superiore dove sono tuttora. 10 anni Quindi questo anno scolastico 2015/2016 sarebbe il mio  trentanovesimo anno di servizio in segreteria mi hanno detto che io ho 34 anni come ricostruzione di carriera e che non c’è rapporto fra la ricostruzione e la pensione ma è vero? grazie per l’attenzione.

FP – Gentile Docente,

in merito al suo quesito le confermo quanto indicato dalla segreteria scolastica.

I servizi di pre-ruolo e/o di ruolo utili alla ricostruzione della carriera e/o a passaggi tra qualifiche possono non coincidere con l’anzianità di servizio utile alla pensione.

Servizi riconoscibili prestati presso le Università Statali o Istituti italiani di cultura

24 aprile, 2016 - 21:44

Antonello –  In ruolo dal 01.09.2013 , confermato in ruolo dopo aver superato l’anno di prova il 01.09.2014,  ( A047 ) chiedo: 1) il servizio prestato quale DOCENTE UNIVERSITARIO A CONTRATTO ( con regolare contratto e contributi)  e’ valutabile ai fini della ricostruzione di carriera, la cui domanda ho presentato quest’anno  nei termini? 2) Il servizio prestato quale ” Cultore della materia” ( prima chiamato ” assistente volontario” ) regolarmente nominato dal C.C.L. e’ valutabile ai fini della ricostruzione di carriera? 3) Il servizio prestato presso privati ( nel mio caso HILTON ITALIANA S.P.A) , e’ valutabile ai fini della della ricostruzione di carriera? In caso negativo, sarebbe cosi’ cortese da citarmi le leggi che lo vietano? Grazie Distinti Saluti

FP – Gentile Antonello,

in merito alla questione dei servizi riconoscibili utili ai fini della ricostruzione della carriera,  prestati presso le Università Statali o Istituti italiani di cultura, si segnalano i seguenti: – servizio prestato come professore incaricato o assistente incaricato straordinario (e come ricercatori anche riconfermati in quanto equiparati per effetto della legge 341/1990 alla figura dell’assistente universitario) nelle università a decorrere dall’1/7/1975 (art. 485 del d.lgs. 297/1994); – servizio prestato come contrattista universitario a docenti che avevano in corso un servizio non di ruolo presso le scuole statali; – servizio in qualità di lettore non di ruolo prestato negli istituti italiani  di cultura e nelle istituzioni scolastiche all’estero, svolto con specifico  incarico del Ministero Affari Esteri.

Nella fattispecie: – il servizio come “assegnista” all’Università non è valido ai fini della ricostruzione della carriera; – il servizio come “contrattista”, a mio avviso, deve essere valutato, ai fini della ricostruzione di carriera,  solo se aveva in corso un servizio non di ruolo presso le scuole statali, altrimenti non è valutabile.

I servizi resi alla dipendenze di privati non sono utili ai fini della ricostruzione di carriera.

Non possono emanare il decreto di riconoscimento del servizio pre-ruolo

24 aprile, 2016 - 21:43

Francesco  – Salve, l’Intendenza scolastica di Bolzano ha ricevuto la mia domanda con tutti i documenti richiesti per la ricostruzione di carriera (anno di prova 2014/15) già un anno e mezzo fa, ma mi ripete che non possono emanare il decreto di riconoscimento del servizio pre-ruolo perché “il programma ministeriale per inserire i dati non à aggiornato”. Ho scritto all’ urp del MIUR ma ovviamente non mi rispondono!  Voi sapete come fare a sbloccare la situazione?? A quale altro indirizzo del ministero posso rivolgermi?? Grazie mille!
FP – Gentile Francesco,

le segnalo che ad oggi il portale SIDI risulta aggiornato correttamente alla normativa vigente sulla valutazione dei servizi pre-ruolo ai fini della ricostruzione della carriera e al DPR 122/2013 – anno 2013 non riconosciuto valido. Si sottolinea, che è stato anche superato l’errore di valutazione dell’anno 2013.

Graduatoria interna di istituto e punteggio di continuità: si valuta per la scuola e anche per il comune di titolarità

24 aprile, 2016 - 17:36

A.A. – Sono un’insegnante della scuola primaria e devo compilare la domanda per la graduatoria d’istituto. Nel punto C0) dove c’è scritto: per ogni anno di servizio di ruolo prestato nella sede di attuale titolarità prestato senza soluzione di continuità in aggiunta a quello previsto dalle lettere A) A)1 B) B1) B2)  B3)  (punti 1), chiedo se è corretto un punto per ogni anno perché a me risulta che il punteggio per la continuità è un altro. Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima A.A.,

il punteggio per la continuità didattica nella graduatoria interna, può essere valutato sia per la continuità nella scuola di attuale titolarità, sia per il comune di titolarità.

Come prevede la tabella di valutazione allegata al CCNI e come sottolineato anche da OrizzonteScuola, nella nota 5bis si chiarisce la differenza tra il punteggio di continuità previsto alla lettera C) e quello previsto alla lettera C0):

C) Per ogni anno di servizio di ruolo prestato nella scuola di attuale titolarità senza soluzione di continuità in aggiunta a quello previsto dalle lettere A), A1), B), B1), B2), B3)– –  entro il quinquennio………………………………………………………..………………….. Punti 2

– oltre il quinquennio ………………………………………………………………. Punti 3

C 0) Per ogni anno di servizio di ruolo prestato nella sede (cioè “comune”) di attuale titolarità senza soluzione di continuità in aggiunta a quello previsto dalle lettere A), A1), B), B1), B2), B3) ………………………………………………………..Punti 1

E’ utile chiarire che per l’attribuzione del punteggio di continuità nella graduatoria interna di istituto non è necessario, come per la mobilità a domanda, aver prestato un servizio senza soluzione di continuità negli ultimi tre anni, ma questo punteggio si valuta subito dopo il primo anno.

Ritengo importante sottolineare, onde evitare errori nel calcolo del punteggio spettante per la continuità, che il punteggio previsto  nella lettera C0) non è cumulabile per lo stesso anno scolastico con quello previsto nella lettera C).

Trasferimento in un ambito territoriale: se si ottiene c’è sicuramente una cattedra vacante in una delle scuole dell’ambito

24 aprile, 2016 - 17:04

Raffaella – Sono un docente di scuola secondaria di secondo grado, a maggio farò domanda di mobilità interprovinciale e pensavo di chiederla sulla provincia X, sia sul primo ambito (in cui posso scegliere le 15 scuole), sia su un secondo ambito. Avete spiegato molto bene che nel caso in cui il docente non venga soddisfatto nella richiesta della primo ambito ma in quella del secondo ambito, perde la titolarità su scuola e passa alla titolarità su ambito, ma avrei bisogno dei seguenti chiarimenti:

– se acquisisco la titolarità su ambito, devo aspettare la chiamata del Dirigente Scolastico ma cosa accade nel  caso in cui non venissi chiamata?

So che mi devono comunque assegnare un posto, ma non mi è chiaro che tipo di posto mi possano assegnare (potenziamento, altro?).

– se non ci fossero neppure posti per l’assegnazione d’ufficio di un posto nel secondo ambito da me scelto, che cosa accade? Mi spostano su altro ambito della medesima provincia X o mi possono spostare anche su altra provincia? La ringrazio anticipatamente per un suo cortese riscontro.

Giovanna Onnis – Gentilissima Raffaella,

se in seguito al trasferimento interprovinciale verrai soddisfatta nella seconda preferenza espressa, acquisirai titolarità nell’ambito inserito al secondo posto nella sezione preferenze del modulo di domanda.

Potrai lavorare in una delle scuole dell’ambito in seguito al conferimento dell’incarico triennale che ti potrà essere attribuito dal dirigente scolastico di una delle scuole dell’ambito dove presenterai il tuo curriculum o, in assenza di proposte di incarico da parte del DS, dall’Ufficio scolastico regionale, come prevede il comma  82 della legge 107: “L’ufficio  scolastico regionale provvede al conferimento degli incarichi ai docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso  di  inerzia del dirigente scolastico”

Non sarà possibile, in ogni caso, assegnarti d’ufficio ad una scuola facente parte di un ambito territoriale da te non richiesto.

Se sarai soddisfatta nell’ambito da te richiesto significa che ci sono disponibilità di cattedre per poterti attribuire l’incarico triennale, altrimenti la tua domanda di trasferimento interprovinciale non sarebbe stata soddisfatta .

Se, scorrendo tutte le preferenze da te espresse non ci fossero disponibilità non otterresti il trasferimento interprovinciale che, per te, è volontario, e rimarresti nell’attuale scuola di titolarità

Mobilità interprovinciale secondaria II grado: la domanda deve essere presentata prima della pubblicazione dei movimenti provinciali

23 aprile, 2016 - 17:24

Chiara – Sono una docente di secondaria di II grado e farò domanda di mobilità in II fase, perché interprovinciale. Vorrei sapere se prima di inviare la domanda a maggio, saranno pubblicati i trasferimenti della prima fase. Grazie mille

Giovanna Onnis – Gentilissima Chiara,

in base all’OM 241/2016, le date previste per la pubblicazione dei movimenti sono diversificate per ordine e grado di istruzione e, come stabilisce l’art.2 comma 5, per la scuola secondaria II grado, dove tu sei titolare, per la mobilità provinciale la pubblicazione dei movimenti  è prevista per il 24 giugno.

Presentando domanda interprovinciale, che deve essere inoltrata da 9 maggio al 30 maggio, non avrai, quindi, la possibilità di visionare prima i movimenti provinciali che saranno pubblicati dopo la scadenza per la presentazione delle domande di mobilità della fase B

Congedo matrimoniale nei due mesi successivi al matrimonio

23 aprile, 2016 - 11:41

Giusi – Buongiorno Sono una docente di ruolo, devo sposarmi e volevo sapere se i giorni che mi spettano devo prenderli subito dalla data di matrimonio o posso usufruirne in un secondo momento. Mi sposo nel mese di agosto e vorrei chiedere i giorni a settembre. Grazie

Paolo Pizzo – Gentilissima Giusi,

l’art. 15 comma 3 del CCNL comparto Scuola prevede che il personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo indeterminato ha diritto ad un permesso retribuito continuativo e non fraziona­bile di quindici giorni che decorrono dalla data indicata dal dipendente stesso e comunque in uno spazio temporale compreso tra una settimana prima e due mesi successivi al matrimonio stesso; nel periodo, continuativo e non frazionabile, si conteggiano tutti i giorni ricadenti all’interno dello stesso anche non lavorativi e festivi.

Pertanto, se ti sposi nel mesie agosto potrai fruire del congedo a settembre.

 

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