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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 27 min 46 sec fa

Graduatorie di istituto. La mia prima convocazione per una supplenza

Ven, 17/10/2014 - 20:09

Andrea – Sono un biologo iscritto alle graduatorie di istituto di terza fascia. Vi scrivo per chiedervi informazioni riguardanti una convocazione per una supplenza. Ieri ho ricevuto una mail da una delle scuole che avevo scelto e mi comunicano quanto segue; si e’ resa disponibile presso la nostra scuola (è una scuola media ) una supplenza con le seguenti caratteristiche: H. 18 + H. 9 SCIENZE MATEMATICHE FINO AL 30/06/2015

Cosa significa il 18 +9? Che dovrò fare 18 ore in un aula e 9 in un altra? È la prima volta che mi inserisco in graduatoria e questo spiega la mia inesperienza.

Lalla – no, vuol dire che si sono rese disponibili, nella stessa scuola, due supplenze (una ad orario intero di 18 ore e l’altra uno spezzone di nove). Tu ne puoi accettare solo una

Andrea – Devo dare una risposta entro il 20 e la comunicazione interessa una lista di 9 persone dove io sono il primo quindi se accetto il posto è mio. Ma ci sono dei problemi.

Lalla - il fatto che tu sia il primo della lista inviata a te non vuol dire che tu sia il primo in lizza per la supplenza.

Le ipotesi sono due:

1) tu sei effettivamente il primo della lista o perchè in quella scuola sei il primo in graduatoria (ti basterà controllare la graduatoria pubblicata on line dalla scuola o la tua posizione attraverso Istanze on line [pagina personale - Altri servizi - Graduatorie di isituto] oppure tutti i candidati che ti precedono hanno già una supplenza

2) poichè il sistema SIDI permette di inviare le comunicazioni a gruppi di max 10 aspiranti per volta, non sappiamo se prima di questo invio la segreteria ne abbia fatto altri a candidati che ti precedono.

Quest’ultima circostanza potrai scoprirla solo alla convocazione.

Andrea - Fino al 30 giugno significa condurre tutte le aule che mi verranno assegnate fino a fine anno? Ed eventualmente se mi assegnano una terza media prepararli per gli esami?

Lalla – esatto.

Andrea – Inoltre se la scadenza della comunicazione è il 20 ottobre significa che il 21 devo già essere in sede? Essendo la prima volta mi sembra un pò lunga come supplenza e non mi sento preparato abbastanza.
Grazie per l’attenzione

Lalla - dati i tuoi comprensibili scrupoli, potresti accettare lo spezzone di 9 ore risevandoti così il tempo per "studiare".

N.B. Se svolgi la professione di biologo (ti presenti così) attento alle eventuali situazioni di incompatibilità ( Attività compatibili con le supplenze)

Supplenza sostegno senza titolo: rifiuto non è sanzionabile

Ven, 17/10/2014 - 08:29

Giusy - Cara Lalla, se si decide di non accettare per due volte una supplenza su sostegno perché si reputa di non avere il titolo e le competenze per farlo (non sono nelle Graduatorie per il sostegno), si applica comunque la sanzione relativa al posizionamento in coda in quella scuola? Io penso di no, perché altrimenti sarebbe ingiusto dover accettare delle supplenze per le quali non ho fatto richiesta in quanto non avente il titolo. Grazie.

Lalla – gent.ma Giusy, è come dici tu. Nella nostra Guida Supplenze da graduatorie ad esaurimento e di istituto: rinuncia, assenza, abbandono servizio. Le sanzioni abbiamo indicato "

  • la sanzione in caso di rinuncia alla supplenza su posto di sostegno non si applica al docente non in possesso di specializzazione.

Ciò perchè – come giustamente indichi tu – è una richiesta che tu non hai indicato nella domanda, non essendo in possesso del titolo per svolgere tale supplenza.

Ricordiamo che

per quanto concerne il conferimento delle supplenze su posti di sostegno nella scuola secondaria di II grado, le stesse per la seconda e terza fascia debbono avvenire a graduatorie incrociate senza distinzione delle 4 aree disciplinari, come indicato nella circolare del 27 agosto 2014

Congedo parentale per due giorni a settimana

Gio, 16/10/2014 - 22:12

Angela – Cortesemente, vorrei un chiarimento in quanto ho un incarico come docente di sostegno per 18 ore, di cui 9 in una scuola e 9 in un’altra scuola. Per motivi organizzativi mi servirebbe prendere il congedo parentale per due giorni a settimana (sempre gli stessi), Così facendo penalizzerei sempre la stessa scuola dove non andrei mai. Il dirigente potrebbe negarmi questi giorni? O in alternativa,concedendomeli,potrebbe nominare un supplente  per tutto il periodo considerando il fatto che farei una domanda unica a cui allegherei il piano delle assenze? La ringrazio anticipatamente per la Sua gradita risposta e cordialmente La saluto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Angela,

è possibile.

La Suprema Corte con sentenza n. 6472 del 4 maggio 2012 ha chiarito che il congedo parentale si configura come un diritto potestativo costituito dal comportamento con cui il titolare realizza da solo l’interesse tutelato e a cui fa riscontro e che la fruizione del congedo parentale si interrompe allorché la lavoratrice rientra al lavoro e ricomincia a decorrere dal momento in cui la stessa riprende il periodo di astensione.

L’art. 32 del D. Lgs. n. 151/2001 e l’art. 12 del Contratto Scuola si limitano solo in generale a prevedere la necessità del preavviso ai fini della fruizione del congedo parentale (15 giorni prima o 48 ore per particolari motivi), senza dettare disposizioni specifiche per il caso di fruizione frazionata.

Il Dirigente, dunque, nel corso di fruizione frazionata del congedo parentale, non può rifiutare un  preavviso formulato dal  dipendente,  tale  da  precostituire  una  forma  di  calendario programmato delle assenze con riferimento ad una o più settimane o addirittura mesi.

L’ARAN ha avuto modo di chiarire che, purché il preavviso sia stato comunque dato, l’Amministrazione non può legittimamente rifiutare la fruizione del congedo secondo “il programma” di assenza dal lavoro indicato dal dipendente, in quanto si tradurrebbe in una limitazione del tutto ingiustificata del diritto spettante allo stesso.

Pertanto, il dipendente può anche effettuare una richiesta di un giorno per un intero periodo (es. congedo da usufruire sempre nello stesso giorno della settimana per un periodo di due mesi).

La scuola potrà nominare un supplente per l’intero periodo di congedo richiesto dal titolare.

Parto prematuro e indennità fuori nomina. Chiarimenti per la scuola

Gio, 16/10/2014 - 22:05

Scuola – Le scriviamo per la risoluzione di un problema che di seguito Le illustriamo: Una docente con contratto a tempo determinato dal 25/01/2014  al 30/06/2014, già in interdizione anticipata per complic. gestazione con e.p.p. al 17/07/2014, partorisce in data 29/04/2014 ed il bambino nato di 28 settimane, per problemi vari, viene trattenuto in ospedale fino al 10/07/2014. La docente viene collocata in astensione obbligatoria dal 30/04/2014 per n.150 gg., fino al 30/06/2014 con contratto e, dal 01/07/2014, con indennità di maternità fuori nomina sino al 27/09/2014. La docente richiede, ai sensi del CCNL 2007 art.12/3, di fruire dell’astensione obbligatoria e relativa indennità di maternità fuori nomina sino al 20/12/2014. Si chiede cortesemente una delucidazione, essendo tale caso piuttosto complicato. La ringraziamo per l’aiuto e La salutiamo cordialmente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

la Corte Costituzionale con sentenza n. 270/1999 ha dichiarato  la illegittimità costituzionale dell’art. 4, primo comma, lettera c) della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (Tutela delle lavoratrici madri) nella parte in cui non prevede per l’ipotesi di parto prematuro una decorrenza dei termini del periodo dell’astensione obbligatoria idonea ad assicurare una adeguata tutela della madre e del bambino.

Il D. Lgs. 151/2001 recependo tale sentenza ha previsto all’art. 16, comma 1, lettera d) che è vietato adibire le donne al lavoro:

durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. Tali giorni sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto.

Il CCNL/2007 all’art. 12/3 dispone che in caso di parto prematuro, alle lavoratrici spettano comunque i mesi di astensione obbligatoria.

Pertanto, se il parto è prematuro, cioè avviene anticipatamente rispetto alla data presunta e indicata dal medico sul certificato, alla lavoratrice spettano comunque i cinque mesi di congedo di maternità previsti, di conseguenza tutti i giorni non utilizzati prima del parto non si perdono ma sono solo differiti, in quanto vengono aggiunti al congedo di maternità dopo il parto fino a raggiungere i 5 mesi.

Questo il calcolo che dovete effettuare:

data presunta parto: 17/07/2014

data effettiva del parto (anticipato): 29/04/2014

Poi il bambino è stato ricoverato fino al 10/07/2014.

Si rileva che la dimissione del bambino dall’ospedale è comunque antecedente a quella che doveva essere la data presunta del parto. Quindi non rileva ai fini del calcolo.

Pertanto, trattandosi esclusivamente di parto prematuro l’indennità fuori nomina deve essere corrisposta fino al 17/10/2014 (cioè fino a domani) perché si devono comunque garantire i 3 mesi post parto a partire dalla data presunta dello stesso  e non da quella effettiva o da altra data.

Cambio provincia ATA: la tempistica per essere reinseriti in I fascia permanente

Gio, 16/10/2014 - 18:37

Filomena – Sono nella graduatoria prima fascia di Assistente Amm.vo non si lavora per niente e ho deciso di chiedere il depennamento dalla mia provincia per cambiare passando in 3^ fascia di altra provincia. Ora mi chiedo per passare poi nella 1^ fascia della nuova provincia lo posso fare già quando a marzo o aprile si farà l’aggiornamento della graduatoria di prima fascia o devo raggiungere i 24 mesi di servizio nella 3^.Grazie mille.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Filomena, una volta inserita in III fascia di circolo e di istituto, potrà farà domanda di Inserimento nelle GRADUATORIE PERMANENTI DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO, TECNICO E AUSILIARIO AI SENSI DELL’ART. 554 DEL D.L.VO 297/94, già alla prima tornata concorsuale, se in possesso dei requisiti richiesti per accedervi.

Infatti, le ricordo che per poter accedere alle suddette graduatorie occorre aver maturato 24 mesi di servizio (ovvero 23 mesi e 16 giorni , anche non continuativi; le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero). Requisito che già lei possiede.

TFA secondo ciclo: per Lingue programma inesistente

Gio, 16/10/2014 - 18:33

Lucia - Gentile Redazione, ho un’altra osservazione da sottoporre alla vostra attenzione. E’ possibile che alla data odierna non tutte le università abbiano ancora pubblicato il programma per la preparazione della seconda prova scritta?

Per esempio le cl.c.lingue straniere, il D.M. 80 relativamente al programma rimanda alle avvertenze generali. Ma nelle accertenze generali il programma delle lingue straniere è: "dominio della disciplina".

Ora, considerato che sosterremo prove in Atenei diversi, e proprio per il principio dell’equità e pari opportunità, non sarebbe corretto pubblicare il programma per la preparazione della prova scritta, così da rendere equo il sistema di selezione? Cosa ne pensate?

Attendo gentile riscontro Cordialità

Lalla – gent.ma Lucia, concordiamo in tutto e per tutto con la tua osservazione. Riteniamo che questo sia un problema importante. Alcuni colleghi ne hanno sottolineati altri

TFA secondo ciclo prova scritta: a Milano per A037 programma ristretto. Lettera

TFA secondo ciclo: prove scritte diverse per un’unica abilitazione. Lettera

ma l’assoluta mancanza di indicazione è una condizione di svantaggio in linea generale, in quanto i candidati non sanno – nel mare magnum dei programmi – quale dover privilegiare.

E tuttavia non mi viene in mente alcuna soluzione, se non quella di contattare l’Università, e meglio se a farlo è un folto gruppo di candidati, in modo che si percepisca come la mancanza di indicazione metta in difficoltà i candidati.

Graduatorie ATA: sostituire modello D2 con modello D1

Gio, 16/10/2014 - 18:22

Assistente amministrativo – Spett.le Redazione, se un canditato presenta il Mod. D2, pur non essendo incluso nelle graduatorie d’istituto del precedente triennio 2011/2014, può sostituire il D2 con il D1 anche se sono scaduti i termini di presentazione delle domande? Grazie!

Lalla - la risposta è negativa. Purtroppo se si dovessero correggere questi errori (non si tratta di una semplice regolarizzazione, ma di sostituire il modello di domanda presentato entro i termini, con un altro ex novo), non avrebbe più neanche senso la data di scadenza, nè il decreto stesso, che indica i casi in cui presentare il modello D1 o il modello D2 (anche se comprendiamo, dal punto di vista umano, l’errore).

Quale data si dovrebbe assegnare al nuovo modello di domanda?

Non esiste nel decreto, nulla che autorizzi a compiere una tale operazione.

Graduatoria III fascia ATA: la scelta delle 30 scuole corrispondente al titolo di studio di accesso come Assistente Tecnico

Gio, 16/10/2014 - 18:08

Giuseppina – Salve, mi chiamo Giuseppina vorrei chiarimenti riguardo a assistente tecnico con licenza liceo scientifico, nella provincia di Milano,come faccio a capire in quali istituti ci sono i laboratori specifici da inserire nelle 30 opzioni, lo stesso chiarimento lo vorrei per chi ha un diploma in agraria. grazie

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Giuseppina, il titolo di studio di accesso di Maturità Scientifica consente l’inserimento in graduatoria di circolo e di istituto di III fascia come assistente tecnico, per l’area AR08 ovvero laboratorio di FISICA, quindi può produrre domande negli istituti scolastici dove è presente questa descrizione di laboratorio, come ad esempio i licei scientifici, gli istituti tecnici industriali …

Analogamente, con il titolo di studio di accesso di Assistente di Azienda Agraria si può accedere alle seguenti aree: AR28 e AR38 di assistente tecnico con descrizione area di azienda agraria e agroindustriale. Quindi negli istituti tecnici di agraria, negli Istituti Tecnici settore Tecnologico Indirizzo Agraria ed Agroindustria, negli istituti Professionali per i Servizi per l’agricoltura e l’ambiente …

Assemblee sindacali: il viaggio è compreso nelle 10 ore

Gio, 16/10/2014 - 12:07

Volevo sapere se la partecipazione ad assemblee sindacali comportano il recupero del viaggio o se questo e’ incluso nelle 10 ore di permesso sindacale, grazie.

Lalla

La durata massima delle assemblee territoriali deve essere definita in sede di contrattazione integrativa regionale, in modo da tener conto dei tempi necessari per il raggiungimento della sede di assemblea e per il ritorno alla sede di servizio.

Di solito essa viene individuata in 2 ore, tenuto conto che nelle città più grandi si svolgono più assemblee sindacali, in giorni o orari diversi, in modo da permettere la più ampia partecipazione. Se se ne ravvisa la necessità l’assemblea può essere anche di 3 ore.

Una guida Assemblee sindacali: 10 ore per anno scolastico. Saranno sufficienti?

Graduatorie di istituto: non esiste il depennamento

Mer, 15/10/2014 - 21:53

Sara - Sono stata convocata oggi per supplenze al 30/06 presso un istituto comprensivo. Lavoro con cattedra piena presso una scuola paritaria, se rifiuto, mandando documentazione del lavoro, cosa accade? Vengo depennata? Grazie mille per la vostra corte attenzione

Lalla – gent.ma Sara, innanzitutto chiariamo che il depennamento non è contemplato tra le sanzioni possibili nelle graduatorie di istituto.

Le sanzioni sono disciplinate dal Regolamento delle supplenze (dm 131/07). Fermo restando che tutte le sanzioni hanno validità esclusivamente per l’anno scolastico in corso, nel tuo caso si tratta di vedere cosa accade se non si accetta una proposta di supplenza

  1. la rinuncia ad una proposta contrattuale o alla sua proroga o conferma ripetuta per due volte nella medesima scuola comporta, esclusivamente per gli aspiranti totalmente inoccupati al momento dell’offerta di supplenza, la collocazione in coda alla relativa graduatoria di terza fascia;

Quindi, al primo rifiuto non accade nulla. Al secondo rifiuto, nella stessa scuola e per la stessa classe di concorso, la sanzione è il collocamento in coda alla terza fascia.

La sanzione viene erogata a chi è completamente inoccupato al momento dell’offerta di supplenza (l’incarico nella scuola paritaria non significa essere occupati, il riferimento è alla scuola statale).

Le sanzioni non vengono erogate in presenza di giustificati motivi (spetta alla scuola stabilire quali).

Rinuncia, assenza, abbandono servizio. Le sanzioni. Guida

Scienze della formazione primaria LM85bis: quale futuro nella scuola

Mer, 15/10/2014 - 21:42

Maria Rosaria – Sono iscritta al secondo anno di Scienze della Formazione Primaria e volevo chiedere, in seno alla nuova riforma della scuola, quale sarà l’iter da seguire per poter diventare insegnante. Mi sembra di capire che le supplenze verranno assegnate a quanti, fra i 150.000 che il Governo intende assumere, rimarranno in attesa di cattedra.

I prossimi laureati in Scienze della Formazione Primaria, quindi, avranno accesso solo alle supplenze più brevi (o neanche queste) in attesa di nuovo concorso? Inoltre, con quale cadenza verranno organizzati i concorsi?
Grazie, distinti saluti

Lalla – gent.ma Maria Rosaria, 150.000 dovrebbero essere – nelle intenzioni del Governo – le immissioni in ruolo nel 2015. I nuovi docenti sarebbero utilizzati, tramite l’organico funzionale, anche per lo svolgimento di supplenze.
Chi sono i 150.000 precari scuola della Riforma di Renzi?

Delle attuali 3 fasce delle graduatorie di istituto dovrebbero rimanere solo la II, quella nella quale ti iscriverai tu al termine del corso di Laurea in Scienze della formazione primaria LM85bis.

I concorsi. Il prossimo dovrebbe essere espletato dalla primavera 2015 in poi, per le assunzioni del 2016, 2017, 2018 (40mila posti disponibili per il triennio 2016 – 2019)

Il concorso successivo dovrà quindi essere espletato in tempo per le immissioni in ruolo 2019.

Al momento abbiamo solo l’impianto teorico, vedremo nei prossimi mesi quanto di tutto ciò si trasformerà in realtà.

Supplenze personale ATA: precedenza ai residenti?

Mer, 15/10/2014 - 20:29

Luana – Gentilissimi di Orizzonte Scuola, abito nella provincia di Roma. Quest’anno ho fatto per la prima volta domanda di immissione nelle graduatorie di terza fascia del personale ATA come assistente amministrativo nella provincia di Torino.

La domanda che vorrei porgervi è la seguente: essendo io domiciliata nella prov. di Roma, c’è il rischio che per le supplenze brevi, al di sotto dei 15 giorni per esempio, diano la precedenza ai Locali, convocando anche persone con un punteggio più basso del mio?

Vi porgo questa domanda perchè mia madre è un’insegnante e dalla Sicilia si è dovuta spostare ad Udine per lavorare e si è dovuta presentare in ogni scuola dando la sua disponibilità altrimenti, probabilmente, non l’avrebbero mai chiamata. In attesa di un Vostro cortese riscontro Vi porgo Cordiali saluti.

Lalla - gent.ma Luana, quello che è accaduto a tua madre non esiste nella normativa ed è bene che lo mettiate in rilievo, in quanto prassi che mette in cattiva luce chi lavora seriamente. Probabilmente le scuole avranno escogitato questa "prassi non autorizzati" temendo che candidati aspiranti in zone lontane non accettino supplenze brevi, e dunque nel nome del risparmio hanno scorso oltre la graduatorie.

Innanzitutto non è compito delle segreterie assumere tale iniziativa – ma ancor peggio se fosse stata autorizzata da un Dirigente Scolastico. Le supplenze vanno assegnate nel rispetto del Regolamento delle supplenze Ata "

2. Per la sostituzione del personale temporaneamente assente, il dirigente scolastico provvede al conferimento delle relative supplenze in via subordinata secondo il disposto dell’articolo 1, comma 1, e per il tempo strettamente necessario nei limiti delle disposizioni vigenti alla data di stipulazione del contratto."

Qualunque comportamento difforme va segnalato per iscritto all’Ufficio Scolastico. Questo naturalmente vale per Torino e per tutte le province. Puoi controllare l’assegnazione delle supplenze tramite l’albo pretorio (se la scuola ha la buona abitudine di inserirvi i contratti), o comunque telefonando spesso alle segreterie interessate.

Riduzione oraria per allattamento: chiarimenti per la scuola

Mer, 15/10/2014 - 18:39

Scuola – Una docente di scuola media ha avuto un incarico annuale  dall’USP per 12 ore settimanali presso la ns. scuola; la docente è in allattamento, il suo orario si spalma su 4 giorni ha diritto a 4 ore di allattamento oppure  meno?

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

si precisa che i riposi giornalieri sono previsti dall’art. 39 del d.lgs 151/01 e spettano alla madre lavoratrice solo fino al compimento del 1° anno di età del figlio (compreso il giorno del 1° compleanno) o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. Non esiste proroga oltre tali termini.

I periodi  di  riposo  spettano  a  tutti i  dipendenti  della scuola,  senza  nessuna  differenza tra personale assunto a tempo indeterminato e determinato (per quest’ultimo, il congedo può essere fruito solo all’interno del rapporto di lavoro) compreso il personale in regime di part time o che ha uno spezzone orario. I riposi non possono subire spostamenti o soppressioni in relazione a particolari esigenze di servizio.

Il permesso è  subordinato esclusivamente all’orario di lavoro giornaliero contrattualmente stabilito e non settimanale e le ore di riposo devono essere così ripartite:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

La  riduzione  dell’orario  di  lavoro  non è automatica, cioè 1 ora (o 2 ore) al giorno per 6 giorni, in considerazione della settimana di calendario,  ma  obbligatoriamente,  deve  essere escluso il giorno libero  o  i giorni  in  cui  il dipendente della scuola non è in servizio.

Per il personale docente di I e di II grado, che di norma svolge l’orario intero su 5 giorni (con un giorno “libero” settimanale”), la riduzione di orario deve essere calcolata senza considerare il giorno libero (quindi su 5 e non 6 gg. nella settimana): per 18 ore di lezione a settimana la riduzione sarà quindi di 5 ore (e non 6). Lo stesso discorso vale per qualsiasi docente (di qualunque ordine di scuola) che svolge l’orario settimanale su 5 giorni, nel caso in cui, per esempio, la scuola adotti la c.d. settimana corta.

Se per es. un docente a tempo determinato ha un incarico di 9 ore distribuito in 3 giorni la settimana, la riduzione sarà di 3 ore (una per ogni giorno lavorativo) e di conseguenza il docente svolgerà 6 ore di lezioni settimanali.

Nel caso in questione, quindi, si prende come riferimento l’orario giornaliero e dovrete togliere un’ora al giorno il che significa una riduzione oraria di 4 ore settimanali e quindi 8 ore di lezione.

 

Perchè così tanti ritardi nella pubblicazione delle graduatorie di istituto docenti?

Mer, 15/10/2014 - 17:15

Giulia – Gentili signori,sono una docente abilitata quest’anno con il PAS. Vorrei sapere come è possibile che ricevo mail di convocazione per supplenze fino ad avente diritto dalla terza fascia quando io sono da quest’anno in seconda? Si può sapere dove sono finite le nuove graduatorie d’istituto? E perchè tutto questo ritardo nella pubblicazione? Spero che non siano state travolte dal fango aqnche queste!!!Grazie!

Lalla - gent.ma Giulia, i motivi del ritardo nella pubblicazione sono mille e più, forse ogni scuola ne potrebbe indicare uno in elenco. Purtroppo si sta verificando la stessa situazione dell’ultimo aggiornamento, quello del 2011, quando le graduatorie furono pronte a novembre.

Sinceramente, date le premesse – aggiornamento a partire dal mese di maggio – ci eravamo illusi che quest’anno la gestione potesse essere più spedita, grazie anche all’ausilio di un nuovo software che avrebbe dovuto rendere "una passeggiata" l’inserimento dei dati da parte delle segreterie scolastiche.

Così non è stato – e non è detto che nelle province in cui le graduatorie sono state finalmente pubblicate in versione definitiva (vedi Avvisi Uffici Scolastici) i dati siano tutti corretti. Anzi, come ci ha spiegato oggi un DSGA, il proliferare di decreti manuali (non potendo più intervenire al SIDI) renderà particolarmente difficoltosa la gestione di conferimento delle supplenze

Graduatorie di istituto Napoli. Continue rettifiche rendono ingestibili le proposte di supplenza

E’ quindi comprensibile il disagio di chi ci dice "lo scorso anno, pur essendo in una fascia inferiore, in questo periodo avevo già il contratto". Lo scorso anno non c’è stato l’aggiornamento! Supplenze: lavoravamo di più quando eravamo in III fascia. Lettera

Che termine di scadenza potremmo darci? Vedremo alla fine di ottobre se la situazione sarà migliorata.

Busta paga per attività alternativa alla religione cattolica

Mer, 15/10/2014 - 13:13

Maria Giovanna – Gent.ma Lalla, quest’anno fortunatamente ho avuto un incarico di 15 h su posto comune dall’Usp della mia provincia (OR), con mia sorpresa e gioia, ho poi saputo che avrei potuto incrementare l’orario con altre 6 h di attività alternative, sempre nel medesimo Istituto. Ho letto il vostro articolo in merito che mi ha chiarito tanti dubbi, ma ora mi chiedo se il Ministero mi farà due buste paga o una unica in cui mi inserirà anche queste ulteriori sei ore.

Inoltre su istanze on line, risulta già il mio contratto, ma si parla solamente delle 15 ore, neanche nell’albo pretorio del mio Istituto compare la mia nomina delle ore di attività alternativa. Nel ringraziarti in anticipo, ti porgo i
miei più cordiali saluti.

Lalla - gent.ma Maria Giovanna, l ´attività alternativa alla religione cattolica è ritenuta un servizio strutturale obbligatorio e come tale deve essere pagato a mezzo dei ruoli di spesa fissa. In questo senso si è espressa la nota n. 26482 del 7 marzo scorso della Ragioneria dello Stato – IGOP (messaggio n. 34 del 14 marzo) trasmessa dal Miur con nota prot. n. 1670 del 22 marzo 2011.

A regime quindi troverai un unico cedolino con i due pagamenti. Il contratto invece, in quanto stipulato con il Dirigente della scuola, deve essere pubblicato all’Albo pretorio.

Docente in par time non può richiedere ore aggiuntive di alternativa alla religione cattolica

Mer, 15/10/2014 - 12:44

Giovanna - Al momento della immissione in ruolo ho preferito prendere soltanto 12 ore di una cattedra formata da 12 + 6, perché le 6 ore si trovano in una scuola molto distante, troppo difficile da raggiungere per me che non ho macchina.

Durante il collegio docenti la preside ha chiesto la disponibilità a lavorare alcune ore in più per ricoprire l’ora alternativa alla religione. La mia domanda a te è: avendo soltanto 12 ore posso dare tale disponibilità? La preside può darmi tali ore di alternativa alla religione, retribuendomi nel capitolo previsto per quelle ore?

Lalla – la risposta è negativa. Tu non hai "solo" 12 ore, ma hai 12 ore per aver rifiutato parte delle ore afferenti alla cattedra, che non possono essere sostituite da ore che ritieni più comode. Ossia, la ratio secondo la quale hai ricevuto l’autorizzazione al part time è che per i due anni di riferimento non puoi svolgere 18 ore di servizio, indipendentemente dalla sede di servizio.

L’art. 39 del CCNL/2007 stabilisce, al comma 8, che “il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive di insegnamento aventi carattere continuativo”.

Tra queste rientrano sicuramente gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore, ma possiamo far rientrare anche le ore di attività alternativa alla religione, in quanto hanno carattere continuativo (sono cioè assegnate per tutto l’anno scolastico).

Insegnante di attività alternativa non può essere supplente del docente di religione

Mer, 15/10/2014 - 11:56

Claudia - Mia figlia frequenta la classe III della scuola primaria. Nella classe in 14 alunni abbiamo scelto la materia alternativa. Ci è stata di conseguenza assegnata una risorsa ad hoc.

Già dallo scorso anno abbiamo osservato che in caso di assenza della maestra di religione i bambini non vengono accompagnati in biblioteca per seguire le lezioni della materia alternativa, ma rimangono in classe con la supplente di religione.

È corretto questo atteggiamento?

La materia è alternativa all’insegnante di religione (che non c’è quasi mai) o alla materia di religione (per cui indipendentemente dalla presenza o assenza della maestra devono fare la materia alternativa?)? Grazie per l’attenzione che vorrete riservarmi.

Paolo Pizzo – Gentilissima, l’operato della scuola non è corretto e limita il diritto allo studio degli allievi che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. La C.M. 18/2013 sancisce finalmente il principio secondo il quale la scuola è obbligata a mettere in essere tutti gli adempimenti atti a garantire il diritto degli allievi che non si avvalgono dell’insegnamento di RC a frequentare attività alternative.

Pertanto, una volta individuato ( o nominato se trattasi di supplente), il docente di alternativa deve solo occuparsi dell’orario appunto di tale "disciplina" e non può essere distolto da questa per sostituire il docente di
religione.

Così facendo infatti si limita il diritto allo studio degli allievi che hanno optato per la materia alternativa. Si conferma quindi che la materia è alternativa alla materia "religione" e non all’insegnante di religione.

Attività alternative alla religione cattolica e studio assistito: contenuti, nomina insegnante, chi paga

Attività alternativa alla religione cattolica: non si può nominare docente della stessa classe

Mer, 15/10/2014 - 10:17

DSGA - In una Scuola secondaria di primo grado del mio istituto si è resa necessaria la nomina di un docente di attività alternative all’insegnamento della Religione Cattolica. Non ci sono docenti a tempo indeterminato in
esubero ne docenti tenuti al completamento di orario. Considerato che nessun docente di altro plesso ha dato la propria disponibilità a coprire le suddette ore si chiede se è vincolante la nota del MIUR VENETO prot.
12427/C21 del 03/10/2014
in cui viene specificato che le ore di attività alternative alla religione non dovranno essere assegnate a docente della medesima classe. Distinti saluti

Lalla - gent.mi, la nota del Veneto alla quale fate riferimento riprende, senza citarla, una vecchia circolare del Miur

Circolare Ministeriale 28 ottobre 1987, n. 316, in cui si legge espressamente "

Tali docenti debbono essere scelti fra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alle attività in parola, atteso che così viene assicurato, per gli alunni avvalentisi e per quelli non avvalentisi, il rispetto del principio della “par condicio”.

Il principio pertanto va considerato valido. Se la nomina non potrà essere effettuata tra i docenti in servizio presso l’istituzione scolastica si renderà necessario ricorrere alle graduatorie di istituto.

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Periodo di Prova e Congedo Biennale per il personale ATA

Mer, 15/10/2014 - 10:08

SCUOLA – Si richiede cortesemente risposta ai seguenti quesiti, se possibile con riferimento normativo:

1. Per un contratto a tempo indeterminato personale a.t.a. il congedo biennale è tra le cause di impedimento giustificate per la mancata assunzione in servizio;
2. Se il congedo biennale del caso n. 1 è un valido motivo di slittamento del periodo di prova (o i 2/4 mesi del periodo di prova devono essere effettuati nel limite dei due anni dalla firma del contratto a tempo indeterminato?).
Si ringrazia per la collaborazione. La Segreteria.

di Giovanni Calandrino – Gentile SCUOLA,

Solitamente sia nel privato sia nel pubblico impiego quando si instaura un rapporto di lavoro, la presa di servizio è la fase conclusiva e la conferma dell’assunzione, ma occorre evidentemente anche individuare eventuali eccezioni alla regola come la mancata assunzione in servizio per Legittimo Impedimento.

In riferimento al D.lgs. 297/1994 che non risulta disapplicato dal CCNL 2003 e 2007, il personale che accetta proposta di lavoro a tempo indeterminato e non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito decade dalla nomina in ogni suo effetto.

Pertanto la mancata assunzione in servizio, in linea di principio, comporta la decadenza dalla nomina in ruolo.

Ma se la mancata assunzione in servizio è dovuta a legittimo impedimento (giustificato motivo) comporta il rinvio degli effetti economici.

Il CONGEDO BIENNALE ovviamente rientra tra questi motivi.

Nel nostro caso, però il richiedente non ha ancora effettuato il periodo di prova.

IL PERIODO DI PROVA: in riferimento all’art. 45 del CCNL comparto scuola, afferma che: il dipendente assunto in servizio a tempo indeterminato è soggetto ad un periodo di prova la cui durata è stabilita come segue:
• 2 mesi per i profili delle aree A e A super;
• 4 mesi per i restanti profili.

In base a criteri predeterminati dall’Amministrazione, possono essere esonerati dal periodo di prova i dipendenti che lo abbiano già superato in un equivalente profilo professionale presso altra amministrazione pubblica.
Sono esonerati dal periodo di prova i dipendenti appartenenti ai ruoli della medesima Amministrazione che siano stati inquadrati in aree superiori o in profili diversi della stessa area a seguito di processi di riqualificazione che ne abbiano verificato l’idoneità.

Non sono utili al conteggio dei mesi del periodo di prova, e quindi ne prolungano la durata, alcune assenze: la malattia, le ferie, l’astensione facoltativa (nei casi previsti dalla legge), l’astensione obbligatoria di maternità ad eccezione del primo mese e il servizio militare. Sono invece utili al superamento del periodo di prova le assenze considerate servizio a tutti gli effetti, quali ad esempio i permessi per donare il sangue, le domeniche e le festività infrasettimanali, il primo mese del congedo obbligatorio per maternità.

Nel dettaglio:

I giorni conteggiati nel periodo di prova sono:

le domeniche ed i giorni festivi
i periodi di chiusura della scuola derivanti da ragioni di pubblica utilità (es. seggio elettorale)
i periodi di chiusura della scuola disposti per ragioni sanitarie (es. profilassi)
le giornate in cui il dipendente frequenta corsi di formazione e/o aggiornamento indetti dall’amministrazione scolastica;
le 4 giornate di riposo previste dalla lettera b) dell’art.1 legge 23.12.1977, n.937;
il periodo trascorso in mandato parlamentare;
le giornate fruite a titolo di riposo compensativo
le giornate di chiusura prefestiva ed i permessi se il dipendente effettua il recupero del servizio non prestato entro il compimento del periodo di prova;
il giorno libero per i dipendenti che fruiscono dell’orario di lavoro su cinque giorni, poiché hanno comunque assolto l’obbligo settimanale del servizio con i rientri pomeridiani.

I giorni non conteggiati nel periodo di prova sono:
i permessi retribuiti;
i periodi di aspettativa per motivi di famiglia, di studio e ricerca;
i periodi di aspettativa per coniuge all’estero;
i periodi di aspettativa e/o i permessi per mandato amministrativo presso gli enti locali;
gli esoneri dal servizio per motivi sindacali;
i congedi parentali (ex astensione facoltativa per maternità);
le ferie;
le giornate di festività soppresse previste dalla lettera a) art.1 legge 23.12.1977, n.937, la ricorrenza del Santo Patrono se ricadente in giornata lavorativa in quanto assimilati alle ferie (cfr D.P.R.23-08-1988, n. 395);
eventuali periodi di sospensione cautelare o disciplinare dal servizio.

Nel caso il dipendente non riesca a cumulare i giorni di servizio necessario, per motivati diritti, completa il periodo nell’anno seguente e comunque entro il limite massimo dei due anni.

Pertanto, analizzata la normativa vigente e la situazione per cui si richiede consulenza, a parere dello scrivente, si consiglia di far effettuare il relativo periodo di prova e solo dopo procedere con il congedo biennale. Poiché il periodo di prova deve essere effettuato entro il limite massimo di due anni.

Pur sapendo che il congedo rimane un legittimo impedimento per posticipare la presa di servizio.

E’ possibile sospendere un periodo di aspettativa perché incinta?

Mar, 14/10/2014 - 21:58

Monia – innanzitutto ringrazio per il prezioso servizio che offrite. Sono una  docente di ruolo nella scuola superiore dal 2000.Quest’anno ho chiesto un anno di aspettativa dal 1settembre 2014 al 31 agosto 2015 per poter seguire le mie 3 figlie ancora piccole. Ora sono nuovamente incinta. E’ possibile sospende in qualche modo l’anno di aspettativa per poter godere dei diritti della gravidanza? Ringrazio di cuore .

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria,

a mio parere è possibile.

L’ARAN afferma negli Orientamenti Applicativi SCU39 e SCU25 per il comparto Scuola che l’aspettativa non può essere interrotta se non per causa di malattia per l’ipotesi di gravi patologie che determinano lunghi periodi di assenza:

L’aspettativa per motivi di famiglia o personali, prevista dall’art. 18, comma 1 del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, continua ad essere regolata dagli artt. 69 e 70 del D.P.R. n. 3/57, i quali nulla dispongono sulla interruzione di tale aspettativa ma solo sulla revoca della stessa ad opera del dirigente scolastico per ragioni di servizio.

[…]

L’interruzione si deve però ritenere possibile, se per causa di malattia per l’ipotesi di gravi patologie che determinano lunghi periodi di assenza, atteso che tale situazione genera impossibilità di assolvere a doveri lavorativi e a svolgere prestazioni specifiche non giustificabile con l’aspettativa per motivi di famiglia.”

Si ricorda altresì che anche il congedo parentale o le ferie si possono interrompere per malattia.

Ciò a mio parere sta a significare che quando durante il periodo di aspettativa sopraggiunge una causa, come quella della maternità, che genera impossibilità di assolvere a doveri lavorativi e a svolgere prestazioni specifiche non giustificabile con l’aspettativa per motivi di famiglia, quest’ultima possa essere interrotta.

Pertanto, nel momento in cui vengono meno le condizioni che ne hanno costituito il presupposto, e dal momento che la condizione della maternità è una condizione “obbligata”, si ritiene che il dirigente debba accogliere la tua richiesta di “rientro in servizio” ripristinando a tutti gli effetti la tua situazione di docente in base alle norme sulla tutela della maternità.

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