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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 43 sec fa

Graduatorie ad esaurimento: nelle definitive no 3 punti concorso 2012

3 ore 1 min fa

Rosaria – Cara Lalla, sono una disperata precaria della provincia di Avellino, inserita nelle graduatorie provinciali, in quanto abilitata siss, per le classi di concorso A 052,A051,a050,A043 e AD 02 e AD00. avrei bisogno di un chiarimento: risulto idonea al concorso 2012 per le classi A043/A050 e, al momento dell’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento ho chiesto il riconoscimento di tale titolo.

L’USP in fase di grad provvisorie mi ha attribuito i famosi tre punti poi, con la pubblicazione di quelle definitive li ha decurtati! Qual è la posizione giusta? Come bisogna muoversi in tal caso? Tre punti per un povero precario non sono così inutili, poi! Aspetto risposta e chiedo scusa per aver tediato!

Lalla - gent.ma, hai ragione, 3 punti sono importanti nelle Graduatorie ad esaurimento e lascia l’amaro in bocca la mancata valutazione del superamento del concorso 2012.

Ti confermo che a nostro parere – a meno che il Ministero non voglia smentirci – il comportamento corretto da parte dell’Ufficio Scolastico è il secondo, quello della decurtazione dei punti.

In estate, nella fase di pubblicazione delle graduatorie ad esaurimento, c’è stata molta confusione su questo. In particolare due sindacati, l’ANIEF e l’USB ci hanno proposto una diversa interpretazione della normativa.

Secondo l’ANIEF "

“Senza scomodare il recente decreto ministeriale 356/14 che riconosce lo scorrimento delle graduatorie di merito degli idonei all’interno del doppio canale ai fini del reclutamento, l’idoneità è riconosciuta dallo stesso D.D.G. 82/12 come elemento fondate per l’individuazione dei vincitori, fatto che non può essere oggetto di interpretazione.”

A Palermo sempre l’USB ha invitato i docenti ai quali erano stati attribuiti i 3 punti ad “autodenunciarsi” Graduatorie ad esaurimento Palermo: 3 punti concorso tolti a chi si è autodenunciato

In Campania la FLC CGIL ha chiesto al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale rettifica delle graduatorie ad esaurimento qualora siano stati attribuiti 3 punti all’idoneità del concorso a cattedra. Graduatorie ad esaurimento: no 3 punti concorso 2012. FLC CGIL Campania chiede rettifica

Graduatorie ad esaurimento: 3 punti concorso 2012 legittimi per Anief. USB chiede spiegazioni all’Ufficio Scolastico di Milano

Noi riteniamo corretta la mancata valutazione dei 3 punti sulla scorta della nota Miur del 29 aprile 2014, laddove si legge chiaramente "

4) Non è valutabile come abilitazione l’inserimento nella graduatoria di merito del Concorso per titoli ed esami di cui al D.D.G. 82 del 24 settembre 2012, in quanto, ai sensi dell’art. 13 comma III del D.D.G. medesimo, l’abilitazione all’insegnamento viene conseguita solo dai vincitori all’atto dell’assunzione in ruolo. Resta ferma la valutazione dell’inserimento in graduatoria di merito, in quanto “superamento di concorso” relativamente al punto C2 della tabella di valutazione dei titoli di I e II fascia delle graduatorie ad esaurimento. "

Orario servizio insegnamento: possibile 14 ore in 3 giorni?

7 ore 56 min fa

Sabrina – Cara Lalla vorrei sapere se accettando uno spezzone orario di quattordici ore posso poi chiedere al Ds di suddividere queste ore in tre giorni lavorativi oppure c’è una norma che lo impedisce. Per favore rispondi ho bisogno di questa informazione perché Rischio di dover lavorare a 500 km da casa con due bimbe piccole ed ho bisogno di organizzarmi. Grazie mille

Lalla - gent.ma Sabrina, non c’è una norma che ti impedisce di avanzare la richiesta, così come non c’è una norma che imponga alla Presidenza di rispondere affermativamente ai desiderata sull’orario.

L’orario di servizio settimanale E’ regolato dall’art. 28 del CCNL

“In coerenza con il calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in

  • 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia
  • 22 ore settimanali nella scuola elementare
  • 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica,

distribuite in non meno di cinque giornate settimanali.

Posto che la tua richiesta sia per la scuola secondaria,  con contratto pieno a 18 ore non si possono dedicare alle attività in classe meno di 5 giorni; ne discende che per un incarico di un numero minore di ore – in assenza di altre circostanze, come ad es. il completamento in altra scuola – debba essere svolto in maniera proporzionale. E dunque, l’orientamento dovrebbe essere quello di distribuire le 14 ore in 4 giorni.

Diverso il caso in cui deve essere consentito al docente il completamento di orario in altra scuola, o in cui ci sono esigenze organizzative che rendono necessaria una diversa dislocazione delle ore lavorative.

In mancanza di tali giustificazioni, accordare lo svolgimento delle 14 ore in meno di 4 giorni, unicamente sulla base di esigenze di carattere personale, è una scelta che compete al Dirigente Scolastico, che dovrà valutare se ci potranno essere altre richieste del genere, nonchè l’organizzazione didattica.

In ogni caso – è bene ricordarlo -

l’orario di servizio può non essere fisso per tutto l’anno scolastico. Esso

infatti può essere riarticolo in relazione a particolari esigenze, dettate da motivazioni contingenti, naturalmente legati a motivazioni didattiche, non ad esigenze personali.

Il Dirigente che richiede la “giustificazione” della fruizione dei permessi 104/92 commette un abuso

8 ore 32 min fa

Docente – sono una docente della scuola secondaria di 2° grado e ,cortesemente ,desideravo avere un chiarimento su un aspetto dei permessi relativi alla 104. Io ho la 104 per mia suocera e, nella mia scuola si è adottato il metodo di presentare entro la fine del mese la programmazione dei giorni da fruire per il mese successivo. Fino a qui tutto regolare, il fatto è che essendo arrivato il nuovo dirigente scolastico,sono cambiate le regole. Il nuovo dirigente asserisce che ogni qualvolta si prendono i giorni si devono giustificare o con un certificato medico o con una auto dichiarazione,il tutto in virtù di una nuova sentenza. Di quale sentenza stiamo parlando? Non basta comunicare tempestivamente,quando non si sono casi improvvisi,le date dei giorni da fruire? Un altro quesito e poi  chiudo è :se la situazione dell’assistenza non cambia ,non basterebbe ripresentare,all’inizio dell’anno scolastico, solo una domanda dove si dichiara che la situazione è rimasta invariata , facendo riferimento a tutta la documentazione,sempre la stessa che già è depositata nel nostro fascicolo? Grazie ,ed aspettando  una risposta porgo  i miei più cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

il Dirigente ha torto.

Il compito del Dirigente è quello di verificare la sussistenza dei presupposti di legge ovvero effettuare un controllo sulla correttezza formale della domanda da te presentata, non avendo alcuna discrezionalità sulla concessione dei permessi.

Pertanto, il diritto alla fruizione dei tre giorni decadrà solo qualora il Dirigente accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei permessi.

Detto questo, una volta che i permessi sono stati concessi con apposito decreto ovvero dopo la consegna di tutte le certificazioni e autodichiarazioni a supporto della richiesta di fruizione,  e ciò è stato ormai accertato, non si è tenuti a “giustificare” di volta in volta la fruizione del permesso e di conseguenza diventa illegittima qualsiasi richiesta del Dirigente che vada in tal senso.

Per quanto riguarda la fruizione “pratica” dei permessi l’unica normativa a cui fare riferimento è l’art. 15/6 del CCNL/2007 il quale dispone che i permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti.

A ciò possiamo aggiungere una recente indicazione della Funzione Pubblica sull’opportunità da parte del lavoratore di programmare i permessi.

La Funzione Pubblica, nella circolare n. 13/2010, precisa che:

“Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”.

Anche il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in un interpello il n. 31/2010 del 6 luglio 2010, relativo alla richiesta di chiarimenti sulle modalità di fruizione dei tre giorni di permesso mensile, frazionabili anche in permessi orari, per quanto concerne:

  •  il preavviso con il quale tale permesso deve essere richiesto dal lavoratore avente diritto;
  • il soggetto – datore di lavoro o dipendente – che stabilisce le date di fruizione del permesso;
  • la facoltà del dipendente di modificare unilateralmente la giornata programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data, ha chiarito, acquisito il parere della Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro;

ha dichiarato quanto segue:

“Stante l’assenza di una disciplina normativa in ordine alle problematicità oggetto di interpello, occorre richiamare principi di carattere generale volti a contemperare la necessità di buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza da parte del disabile.

In tal senso si ritiene possibile, da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove:

  • Il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza;
  • segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze;
  •  la predeterminazione di tali criteri dovrebbe altresì garantire il mantenimento della capacità produttiva dell’impresa e senza comprometterne, come detto, il buon andamento.

I medesimi principi dovrebbero evidentemente essere osservati per quanto concerne la possibilità, da parte del dipendente, di modificare la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, fermo restando che improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del disabile, non possono che prevalere sulle esigenze imprenditoriali.”

Pertanto, la programmazione dei permessi da parte del dipendente potrebbe essere ritenuta una buona regola, fermo restando l’urgenza per garantire una adeguata assistenza.

Detto questo, è utile precisare che il dipendente non deve presentare una documentazione a giustificazione dei permessi ogni volta che ne fruisce e né tanto meno se la fruizione dei permessi è ritenuta “urgente” e fuori dallo schema a suo tempo presentato.

Questo perché sappiamo bene che a volte l’esigenza dell’assistenza al disabile è imprevedibile e non può essere sempre programmata. Non solo, c’è anche da aggiungere che non sempre può essere “dimostrata” o documentata.

In conclusione, Il Dirigente che dovesse chiederti la “giustificazione” del permesso commetterebbe un abuso.

Pensione anticipata prevista dalla L. 214/2011

Dom, 31/08/2014 - 14:17

Gabriella – Innanzitutto grazie per questa consulenza! Sono una prof. di scuola secondaria inferiore, nata il 10 maggio 1954. Immissione in ruolo dal 10/9/1984. Periodi ammessi a riscatto (diploma di laurea e pre-ruolo fino al 9/9/1984): 8 anni, 5 mesi e 25 giorni. Tale riscatto è già stato pagato in un’unica soluzione nell’ottobre 2012. Quando potrò andare in pensione? Cordiali saluti e buon lavoro

FP- Gentile Gabriella,

considerata la sua anzianità contributiva e la sua età anagrafica, la prima
possibilità di pensionamento, è data dal raggiungimento del requisito per la
pensione anticipata prevista dalla L. 214/2011, ovvero al raggiungimento dell’
anzianità contributiva prescritta dalla normativa, senza operare nessuna forma
di arrotondamento.

Nei prossimi anni i requisiti per il pensionamento anticipato per le donne,
sono:
2014/2015 41 anni e 6 mesi;
2016/2018 41 anni e 10 mesi.

Matura il diritto alla pensione con decorrenza 1/9/2018, quando avrà
un’anzianità contributiva totale di 42 anni e 5 mesi.

Raggiungimento dei requisiti per la quiescenza anticipata, che tiene conto dell’anzianità contributiva

Dom, 31/08/2014 - 14:16

Elena – Nata il 13-02 1955- docente scuola II GRADO -entrata in ruolo il 09-09-1984- 8 anni di preruolo compresi i 4 di studi universitari- il 31 08 2014 38 anni definitivi di servizio quando posso andare finalmente in pensione?grazie.

FP –  Gentile Elena,

tenuto conto dei  nuovi requisiti previsti dalla riforma pensionistica cosiddetta “Fornero”, la sua prima possibilità di “uscita” è rappresentata dal raggiungimento dei requisiti per la quiescenza anticipata, che tiene conto dell’anzianità contributiva.

Di seguito si indicano i requisiti per la pensione anticipata per i prossimi anni, per le donne:

- 2014/2015 41 anni e 6 mesi

- 2016/2018 41 anni e 10 mesi

Pertanto, partendo dall’anzianità contributiva posseduta al 31/8/2014 (38 anni), raggiunge al 31/8/2018 un’anzianità contributiva di 42 anni.

Anzianità utile per andare in pensione con decorrenza 1/9/2018.

A riguardo si precisa che i requisiti dal 2016 sono frutto di studi statistici e pertanto potrebbero subire delle variazioni.

Personale ATA e precedenza nei trasferimenti: assistenza al genitore

Sab, 30/08/2014 - 23:16

Francesca – Sono un assistente amministrativo, nei trasferimenti dell’anno in corso una collega con punteggio inferiore al mio e’ arrivata nella sede che io avevo espresso nella fase dei trasferimenti e che mi doveva essere assegnata come detto prima perché avevo più punti di lei. Questa collega mi ha preceduto perché usufruisce della legge 104 del genitore convivente con lei e quindi referente unica. Io ho letto sul contratto mobilità all’art.8. che nei trasferimenti non viene utilizzata la precedenza della legge 104. mentre invece l’art.7 mi dice che ha diritto alla precedenza come referente unico. mi può cortesemente spiegare se si riferisce ai trasferimenti provinciali o interprovinciali, e com’e’ la differenza tra art.7 e art.8.

Paolo Pizzo – Si premette che per il personale ATA , così come per i docenti, sono distinte tre fasi:

I – fase comunale: trasferimenti del personale richiedente l’assegnazione nell’ambito del comune di titolarità;

II – fase provinciale: trasferimenti del personale richiedente l’assegnazione a comuni diversi da quello di titolarità ed appartenenti alla propria provincia;

III – fase della mobilità territoriale interprovinciale e mobilità professionale: trasferimenti a province diverse da quella di titolarità e passaggi di profilo.

Detto questo, l’art. 7.1 punto V del CCNI 2014/15 (assistenza al coniuge, ed al figlio con disabilita’; assistenza  parte del figlio referente unico al genitore con disabilita’; assistenza da parte di chi esercita la tutela legale) dispone che nella I fase solo tra distretti diversi dello stesso comune e nella II e III fase dei trasferimenti viene riconosciuta, in base all’art. 33 commi 5 e 7 della L. 104/92, richiamato dall’art. 601 del D.L.vo n. 297/94, la precedenza ai genitori anche adottivi o a chi, individuato dall’autorità giudiziaria competente, esercita legale tutela del disabile in situazione di gravità, al coniuge e, LIMITATAMENTE ALLA I E II FASE al solo figlio individuato come referente unico che presta assistenza al genitore disabile in situazione di gravità.

E ancora: Nei trasferimenti interprovinciali è riconosciuta la precedenza ai soli genitori, anche adottivi, o a chi, individuato dall’autorità giudiziaria competente, esercita legale tutela e al coniuge del disabile in situazione di gravità, obbligati all’assistenza. Il figlio che assiste il genitore in situazione di gravità ha diritto ad usufruire della precedenza tra province diverse esclusivamente nelle operazioni di mobilità annuale [assegnazione provvisoria], fermo restando il diritto a presentare la domanda di mobilità ai sensi dell’art. 2 comma 2.

Pertanto, il figlio referente unico (in relazione ai criteri stabiliti nel punto V) NON PUO’ fruire di detta precedenza solo nella III fase ovvero nel trasferimento in altra provincia.

L’art. 8 non ha invece a che vedere con l’art. 7 in quanto riguarda i parenti, gli affini o gli affidatari che intendono assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unici. Questi non rientrano in nessuna delle tre fasi citate in precedenza ovvero non sono destinatari di una precedenza nell’ambito delle operazioni di trasferimento. Possono invece esserlo nell’ambito di quelle per le assegnazioni provvisorie/utilizzazioni.

Permesso congedo matrimoniale per docenti precari

Sab, 30/08/2014 - 17:20

Gabriella - avrei bisogno di sapere se, visto che mi sposo il 20 settembre che è un sabato (ammettendo che mi concedano il sabato quale giorno libero) posso fare richiesta di ferie matrimoniali a partire dal lunedì successivo (ll 22) o se il giorno delle nozze dev’essere per forza compreso nei 15 giorni che spettano.

Lalla – gent.ma Gabriella, il giorno delle nozze non deve essere necessariamente compreso nel congedo. L’art. 19 comma 12 afferma "

12. Il personale docente ed ATA assunto a tempo determinato ha diritto entro i limiti di durata del rapporto, ad un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio."

Per capire cosa si intende con l’espressione "in occasione del matrimonio" bisogna fare riferimento a quanto indicato per il personale a tempo indeterminato, il quale può usufruire di quindici giorni consecutivi in occasione del matrimonio "con decorrenza indicata dal dipendente medesimo ma comunque fruibili da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio stesso."

Pertanto, posto che il personale precario può usufruire del congedo solo all’interno del periodo di supplenza, il limite di tempo da considerare quale "occasione del matrimonio" è lo stesso del personale di ruolo. Pertanto, se avrai il sabato libero non sarà necessario inserirlo nel congedo (ti raccomando però particolare accortezza su questo, perchè trattandosi della prima settimana di servizio non è scontato che si debba usufruire del giorno libero, per cui informati bene prima di presentare la richiesta).

Gabriella - Altra domanda: esiste l’ eventualità che l’ istituto ove prenderò servizio dall’ 1 settembre possa rigettare la mia richiesta di ferie matrimoniali, visto che purtroppo sono ancora precaria? Grazie!

Lalla - la domanda di permesso va presentata per tempo, ma non può essere rigettata. Il permesso infatti non è concesso, ma attribuito, e previsto dal CCNL art. 19 comma 12.

Tutto sulle supplenze

Supplenza docenti e Ata: presa di servizio differita

Sab, 30/08/2014 - 16:20

Lorenzo – Salve quest’anno penso di essere convocato dal provveditorato come assistente tecnico posso differire la presa di servizio con un certificato medico per motivi di salute. Grazie

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Lorenzo, la risposta è positiva, ovviamente con motivo documentato (nel tuo caso certificato medico). In questa circostanza il contratto avrà decorrenza giuridica dal giorno indicato nella proposta di supplenza e decorrenza economica dal giorno di effettiva presa di servizio.

I riferimenti normativi sono: l’art. 9 del DPR 3/1957 che prevedeva: “La nomina dell’impiegato che per giustificato motivo assume servizio con ritardo sul termine prefissogli decorre, agli effetti economici, dal giorno in cui prende servizio. Colui che ha conseguito la nomina, se non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina”.

Questo art. è richiamato dall’art. 560 del D.lgs. 297/94.

Mentre l’art. 436 del D.lgs. 297/94 prevede che si decade dalla nomina in assenza di assunzione in servizio, ma solo senza giustificato motivo.

Nonostante l’entrata in vigore del d.lgs. 165/2001 e 150/2009 resta in vigore il differimento della presa di servizio per “giustificato motivo”.

La circolare con le Istruzioni operative per il conferimento delle supplenze, pubblicata dal Ministero il 27 agosto 2014, lo afferma esplicitamente al punto 3 "E’ inoltre estesa al personale a tempo determinato la possibilità di differire la presa di servizio per i casi contemplati dalla normativa (es. maternità, malattia, infortunio, ecc…)"

Tutto sulle supplenze

ATA: “Iscrizione tra la gente di mare” permette l’inserimento nell’area AR03?

Sab, 30/08/2014 - 16:10

Giuseppe – Gentilissima Lalla, avrei da proporti questo quesito: in previsione della prossima domanda in 3 fascia ATA, io possiedo un diploma di tecnico delle industrie elettrico, il quale mi consente dalle tabelle titoli di accesso di iscrivermi nelle are AR02 e AR08, inoltre possiedo il libretto di navigazione come gente di mare ed iscritto nelle liste della gente di mare della capitaneria di Brindisi, chiedo posso iscrivermi anche nella area AR03? Dalle tabelle titoli di accesso sembrerebbe di si, gentilmente potresti darmi chiarimenti in merito? In attesa di un riscontro, distinti saluti e complimenti per il servizio che offrite.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Giuseppe, la risposta è positiva infatti se la descrizione del tuo titolo è “ISCRIZIONE TRA LA GENTE DI MARE” puoi inserirti anche nell’area AR03, con le seguenti descrizioni di laboratorio:

TECNOLOGIE NAVALMECCANICHE
CARPENTERIA NAVALE
MACCHINE, OFFICINA MECCANICA, MACCHINE MARINE PER MECCANICO NAVALE
COSTRUZIONI NAVALI
NAVIGAZIONE, METEOROLOGIA ED OCEANOGRAFIA
IMBARCAZIONI SCUOLE OFFICINE ANNESSE: ARMAMENTO

ATA: valutazione servizio svolto all’Università. Valido per I e III fascia?

Sab, 30/08/2014 - 16:08

Silvia – Vorrei chiederle delucidazioni circa la valutazione del mio servizio prestato alle dipendenze dell’Università Politecnica delle Marche in qualità di tecnico amministrativo (contratto di lavoro subordinato a t.d., categoria C1). Per l’inclusione in III fascia ATA nello scorso triennio mi è stato valutato 0,60 punti per anno.

Lo stesso servizio prestato per 24 mesi, dichiarato per la prima volta come titolo per l’inserimento nelle graduatorie permanenti ATA 24 mesi dello scorso aprile ha determinato l’esclusione della domanda.

Purtroppo essendo trascorsi i termini non ho potuto ricorrere contro l’esclusione ma ho inviato all’USR via PEC richiesta di motivazione a cui non ho ancora ricevuto risposta. La ringrazio se vorrà sciogliere questo mio dubbio e le auguro buon lavoro.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Silvia, la valutazione di 0,60 punti per anno scolastico ai fini di inclusione in III Fascia ATA è esatta, come l’esclusione d’inserimento in graduatoria permanente.

Infatti, in III fascia il servizio prestato alle dipendenze di istituti Universitari è valutato come “Servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali, negli Enti locali e nei patronati scolastici” e pertanto per ogni anno di servizio si maturano 0,60 punti, ovvero 0,05 punti per ogni mese o frazione superiore a 15 gg.

Mentre per accedere nelle graduatorie permanenti AI SENSI DELL’ART. 554 DEL D.L.VO 297/94, bisogna sodisfare i seguenti requisiti:

a. Essere in servizio in qualità di personale ATA a tempo determinato nella scuola statale nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale di ASSISTENTE AMMINISTRATIVO cui si concorre;

b. Il personale che, eventualmente, non sia in servizio all’atto della domanda nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale di ASSISTENTE AMMINISTRATIVO cui concorre, non perde la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale”, come sopra precisato, se inserito negli elenchi provinciali per le supplenze della medesima provincia e del medesimo profilo di ASSISTENTE AMMINISTRATIVO cui si concorre;

c. Il personale che non si trovi nelle condizioni di cui alla precedente lett. a) né nelle condizioni di cui alla precedente lett. b) conserva, ai fini del presente bando, la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale” se inserito nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee della medesima provincia e del medesimo profilo di ASSISTENTE AMMINISTRATIVO cui si concorre.

Per essere ammessi al concorso i candidati devono, altresì, possedere:

a. Un’anzianità di almeno due anni di servizio (24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni , anche non continuativi; le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero) prestato in posti corrispondenti al profilo professionale di ASSISTENTE AMMINISTRATIVO per il quale il concorso viene indetto e/o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre. Il servizio prestato con rapporto di lavoro a tempo parziale si computa per intero;

b. Ai fini di cui alla precedente lettera a) si computa anche il servizio effettivo prestato nelle corrispondenti precorse qualifiche del personale non docente statale (D.P.R. 420/74), nonché nei corrispondenti precorsi profili del personale A.T.A. statale (D.P.R. 588/85);

c. Ai fini di cui alle precedenti lettere a) e b) si computa unicamente il servizio effettivo prestato (di ruolo e non di ruolo) presso scuole statali, con rapporto d’impiego con lo Stato e/o il servizio scolastico (di ruolo e non di ruolo) prestato con rapporto di impiego direttamente con gli Enti Locali i quali erano tenuti per legge a fornire alle scuole statali personale A.T.A. La corrispondenza tra profili professionali degli Enti Locali e del personale A.T.A. della scuola è individuata, in termini sostanziali, in relazione ai profili formalmente attribuiti agli interessati e dagli stessi svolti, sempre che detti profili siano presenti nelle istituzioni scolastiche statali cui gli Enti Locali erano tenuti a fornire personale (D.M. 23.7.1999, n. 184 – art.6 – comma 1), in base alla tabella di corrispondenza, applicativa del criterio suindicato e definita nell’accordo ARAN/OO.SS del 20.7.2000 (All. I). Non è valutabile il servizio prestato nelle istituzioni scolastiche della regione Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano.

d. Ai fini del presente articolo il servizio prestato nelle scuole italiane all’estero, certificato dalla competente autorità del Ministero degli Affari Esteri, è equiparato al corrispondente servizio prestato in Italia.

e. Ai fini del presente articolo il servizio prestato in qualità di “assistente amministrativo” nelle Accademie, Conservatori di Musica e negli Istituti Superiori delle Industrie Artistiche dello Stato viene considerato valido ai fini dell’ammissione ai concorsi per soli titoli di cui all’art. 554 del D.Lvo 297/94 fino all’anno accademico 2002/2003. A decorrere dall’anno accademico 2003/04 il servizio di cui trattasi, poiché prestato in profilo professionale di un diverso comparto rispetto a quello della scuola, è assimilato a “servizio prestato in altre amministrazioni”.

In conclusione il servizio prestato in qualità di assistente amministrativo all’interno delle Università non è considerato valido ai fini dell’ammissione ai concorsi per soli titoli di cui all’art. 554 del D.Lvo 297/94 perché non è valutato servizio specifico al profilo professionale dell’area del personale ATA statale della scuola.

2° Posizione economica ATA: chi ha diritto alla liquidazione del beneficio una-tantum?

Sab, 30/08/2014 - 16:02

Buongiorno, sono un Assistente Amministrativo formato per la seconda Posizione Economica. A dicembre 2013 è stata pubblicata dall’AT Provinciale la graduatoria dei formati per la Seconda Posizione Economica, però la Circolare AT diceva [..............si inviano, in allegato, gli elenchi del personale ATA formato per le Posizioni Economiche ATA ...................e........ con nota prot. n. 9444 del 18 settembre 2013 ha sospeso il flusso al MEF per la liquidazione del beneficio economico sia della prima che della seconda posizione economica................]
Ora vi chiedo, visto la firma all’ARAN di inizio agosto c.a. ci sarà anche per me il riconoscimento economico della Seconda Posizione Economica ottenuta dopo il superamento della prova selettiva ed il corso formativo durato un anno scolastico e svolto nell’A.S. 2012/2013? Grazie e cordiali saluti

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo, la risposta è positiva infatti a tutto il personale ATA destinatario delle posizioni economiche, ai soli effetti giuridici, negli anni scolastici 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, è riconosciuto un emolumento una-tantum avente carattere stipendiale, temporalmente limitato al periodo dal 1° settembre 2011 al 31 agosto 2014.

Tali interventi, derivanti dall’applicazione dei CCNL in questione, saranno effettuati nei primi giorni di settembre, con adeguamento degli importi di stipendio sulla rata di ottobre e corresponsione degli eventuali arretrati, con emissione straordinaria ed esigibilità entro la fine di settembre.

Il Ministero dell’economia ha emanato il Messaggio 107 del 20 agosto 2014, con il quale comunica che il servizio NOIPA sta approntando le procedure. Scatti di anzianità 2012 e posizioni ATA ad ottobre. Quanto in busta paga?

Assegnazione provvisoria per altro grado di scuola. Chiarimenti.

Sab, 30/08/2014 - 12:06

Filomena – TI pongo il seguente quesito la domanda di assegnazione provvisoria al secondo grado deve obbligatoriamente dipendere da quella del primo grado. Mi spiego.   Sono un docente soprannumerario nella scuola media e sono stata trasferita con domanda condizionata in altra scuola media in altro comune .Ho prodotto quindi domanda di utilizzazione per la stessa classe di concorso nella scuola di precedente titolarità usufruendo del diritto di precedenza. Ho anche prodotto domanda di assegnazione provvisoria nella scuola di II grado per alcune classi di concorso in cui posseggo le relative abilitazioni. Questa domanda non e stata presa in considerazione perche avrei dovuto fare prima la domanda di assegnazione provvisoria nella scuola di I grado. E cosi o si tratta di un errore . La prego gentilmente di rispondermi perche le risposte fin qui date sono diverse. La ringrazio per la disponibilità.

Paolo Pizzo – Gentilissima Filomena,

l’art. 7/1 del CCNI 2014/15 è chiaro sull’argomento di cui al quesito:

“La richiesta di assegnazione  provvisoria per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione è AGGIUNTIVA rispetto a quella  relativa al proprio posto o classe di concorso di titolarità.”

Pertanto, eri obbligata a presentare domanda  di assegnazione anche per l’ordine di scuola di appartenenza.

Congedi per maternità e anno di pre ruolo

Gio, 28/08/2014 - 22:35

Docente – sono una docente neo immessa in ruolo (dal’1 settembre 2014) su posto comune infanzia. A scuola mi hanno chiesto di indicare gli eventuali anni di pre ruolo svolti. Io ho prestato servizio a tempo determinato dall` 1 febbraio 2013 al 30 giugno 2013,(secondaria primo grado) ma dal 28 febbraio in poi sono stata collocata prima in interdizione anticipata e poi in maternità. Mi vale questo periodo come preruolo? Inoltre dal 12 novembre 2013 al 4 maggio 2014 ho avuto un altro contratto a tempo determinato(secondaria primo grado), ma ho usufruito dell’ aspettativa per il primo anno di vita da gennaio fino a fine contratto. Posso inserire questo periodo come pre ruolo?

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

la risposta è positiva in entrambi i casi.

Ai sensi della tabella allegata al CCNI della mobilità per la valutazione dei servizi di pre ruolo e di ruolo del personale docente, tutti i periodi di congedo retribuiti e non retribuiti disciplinati dal Decreto Legislativo 26.3.2001 n. 151 (Capo III – Congedo di maternità, Capo IV – Congedo di paternità, Capo V – Congedo parentale, Capo VII – Congedi per la malattia del figlio) devono essere computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

Ciò significa che i periodi di congedo per interdizione dal lavoro/maternità/paternità o per allattamento/malattia bambino ecc, purché coperti da nomina, dovranno essere considerati “effettivo servizio” anche per il personale assunto a tempo determinato.

Nel tuo caso, quindi, sono utili ai fini dell’anno di  pre ruolo.

L’astensione del lavoro fino a sette mesi dopo il parto. Ulteriori chiarimenti

Gio, 28/08/2014 - 22:15

Vanessa – sono una docente di sostegno scuola primaria non immune da toxoplasmosi e rosolia, mi spetta l’allattamento a rischio nel caso in cui la preside non possa spostarmi ad altra mansione? e se mi spostasse ad altra mansione, non sarei comunque esposta a rischi essendo la segreteria all’interno della scuola stessa?

Paolo Pizzo – Gentilissima Vanessa,

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in una nota del 14 novembre 2005 (prot. n. 15) ha affermato:

In relazione alla richiesta […] di concedere l’astensione del lavoro fino a sette mesi dopo il parto alle educatrici professionali nelle comunità alloggio per minori ed alle insegnanti di sostegno  nella  scuola  materna  ed  elementare,  si  condivide  l’indirizzo  fornito  da  codesta Direzione Regionale alla Dpl di Brescia, ovvero di autorizzare l’astensione post-partum fino a sette mesi valutando, di volta in volta, ogni singolo caso. Si sottolinea, comunque, che tali astensioni   possono   essere   concesse   solo   dopo   valutazioni   molto   rigorose   dei   rischi effettivamente  presenti nelle varie situazioni lavorative, atteso che le lavoratrici operano in strutture che non sono  genericamente assimilabili a centri di igiene mentale o a reparti di malattie infettive. A tal proposito,  si evidenzia come, in sede di sopralluogo ispettivo, debba essere posta particolare attenzione al  documento di valutazione dei rischi, che il datore di lavoro è tenuto ad istituire ai   sensi dell’art. 11   Dlgs n. 626/1995 ed ad integrare ai sensi dell’art. 11 Dlgs n. 151/2001. Infatti, la corretta e puntuale valutazione dei rischi, unitamente al coordinamento ed alla supervisione a cui sono soggette le attività lavorative in questione, possono condurre ad un abbattimento del numero dei provvedimenti di astensione fino a sette mesi dopo il parto”.

Il Dirigente scolastico, venuto a conoscenza dello stato di gravidanza, è tenuto ad allontanare immediatamente la dipendente da una eventuale situazione di rischio, esonerandola da lavori a rischio, modificando l’organizzazione del lavoro, ovvero provvedendo ad assegnarla ad altra mansione compatibile.

Qualora le modifiche delle condizioni di lavoro non fossero possibili per motivi organizzativi o altro, informa per iscritto il Servizio Ispezione della Direzione Provinciale del Lavoro per i provvedimenti di competenza (astensione per il periodo della gravidanza che può estendersi fino a sette mesi dopo il parto).

Tale procedura può essere effettuata dalla stessa lavoratrice che, munita di un certificato redatto da un medico convenzionato ASL che attesti lo stato di gravidanza e le condizioni di rischio, può recarsi direttamente alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente, che procede all’istruttoria, ed all’autorizzazione all’astensione anticipata nel caso in cui il Dirigente scolastico dichiari l’impossibilità allo spostamento di altra mansione.

Il provvedimento, come detto più volte, potrebbe sicuramente riguardare una docente di sostegno alla quale è assegnato un allievo disabile che si ritiene possa essere difficilmente gestibile e che può creare situazioni a rischio (soprattutto in riferimento al periodo di gravidanza), oppure vi può rientrare anche il caso di una docente in stato di gravidanza o in periodo  di riposi (c.d. di allattamento) che insegni in un plesso (o Istituto Carcerario) che non abbia spazi agevoli o adeguate condizioni ambientali (è comune il caso in cui d’inverno le aule non abbiano una temperatura tra 19 e 22 gradi) o, come nel tuo caso, docente in periodo di allattamento non immune da toxoplasmosi e rosolia.

Interdizione per attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre estesa a 7 mesi dopo il parto

Gio, 28/08/2014 - 10:17

Angela – sono una docente di scuola primaria con contratto a tempo indeterminato in astensione obbligatoria per maternità fino al 18 settembre. Vorrei prolungarel’astensione fino al settimo mese di vita del mio bambino, ma la scuola dice che non è possibile un prolungamento post partum, perchè dopo il parto non si parla più di astensione, ma di puerperio! Allora, mi chiedo: ma il puerperio non è parte della astensione obbligatoria? Ancora. Se dovessi riuscire a ottenere tale estensione, lo stipendio resta al 100% o viene decurtato all’80%? Spero mi rispondiate, perchè così potrei far leggere la risposta al personale ata della mia scuola. Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Angela,

impropriamente si parla di prolungamento del periodo post partum. In realtà ciò a cui ti riferisci è un’interdizione per attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre estesa a 7 mesi dopo il parto.

Ciò può avvenire solo determinate condizioni.

Tale astensione dal lavoro può essere disposta dal Servizio ispettivo del Ministero del Lavoro, d’ufficio o su istanza della lavoratrice, qualora nel corso della  propria attività  di vigilanza constati l’esistenza delle condizioni che danno luogo all’astensione medesima.

Il provvedimento di interdizione presuppone dunque un accertamento da parte della DPL circa l’impossibilità, per il datore di lavoro, di adottare misure volte alla eliminazione dei rischi per la salute della lavoratrice, ferma restando la possibilità di disporre l’astensione, anche prima di tale accertamento, allorquando il datore  produca una dichiarazione la quale risulti in modo chiaro, sulla base di elementi tecnici attinenti all’organizzazione aziendale, l’impossibilità di adibirla ad altre mansioni. In tal caso  l’interdizione dal lavoro decorrerà dalla data del provvedimento stesso.

Il presupposto dell’impossibilità di adibire la lavoratrice ad altre mansioni non va inteso in senso assoluto, ma relativo, potendo quindi essere adottato il provvedimento di interdizione dal lavoro non  solo quando non sussista in assoluto alcuna mansione alternativa cui spostare la lavoratrice, ma anche quando la mansione alternativa astrattamente reperibile, risulti in concreto così poco impegnativa, ad esempio per il fatto di essere già svolta da altri dipendenti, da potersi considerare effettivamente inesigibile.

L’interdizione può essere disposta per la lavoratrice sia prima che dopo il parto, in quest’ultimo caso fino a 7 mesi dopo il parto (“attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre prima del parto o estesa a 7 mesi dopo il parto”).

Per la lavoratrice con contratto presso più datori di lavoro (part-time), è possibile da parte della DPL,  dopo   gli   opportuni   accertamenti,   disporre   esiti   diversi   e   cioè   l’adozione   del provvedimento di interdizione solo con riferimento ad uno soltanto di tali rapporti.

 

Assistenza al disabile che lavora o che fruisce per sé stesso dei 3 gg. di permesso. Chiarimenti per la scuola.

Mer, 27/08/2014 - 18:12

Scuola – Buongiorno, avrei il seguente quesito da sottoporre: Un collaboratore scolastico usufruisce dei 3 giorni di permessi legge 104 dal 2009 per il coniuge che però presta attività lavorativa. E’ giusto concedergli i suddetti giorni solo nello stesso periodo che li chiede il coniuge? In attesa di risposta cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

nella circolare INPS 37 del 18 febbraio 1999 (punto 1 A) si evidenziavano solo due possibilità:

  • che il lavoratore con grave disabilità avesse una effettiva necessità di essere assistito. Tale necessità doveva essere valutata dal medico competente;
  • che nel nucleo familiare non fosse presente un altro familiare non lavoratore in condizione di prestare assistenza.

Poi con la circolare 128/2003 sempre l’INPS precisava che i giorni di permesso dei due soggetti dovevano essere fruiti nelle stesse giornate.

Dopo l’entrata in vigore della “nuova” L. 104/1992 art. 33 D.lgs 151/2001 artt. 33 e 42, come modificati dalla L. 183/2010 e dal D.lgs. 119/2011, il Dipartimento della Funzione Pubblica con parere 44274 del 5 novembre 2012 ha chiarito che seppur la situazione ordinaria prevedrebbe che le giornate di permesso legge 104/92, richieste dai due beneficiari, debbano coincidere, ciò non esclude comunque la possibilità che queste vengano fruite in giornate differenti poiché, le necessità di assistenza, possono sostanziarsi in attività differenti, per le quali non è necessaria la presenza della persona con disabilità che, durante quella giornata potrà prestare normale attività lavorativa.

Si segnala anche  il punto 6 della circolare INPS n. 100/2012.

Tale punto recita che “di norma, la  fruizione dei permessi in argomento da parte del dipendente che presta assistenza nei confronti di un familiare lavoratore coincide con l’assenza del disabile dal posto di lavoro.

Tuttavia, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con l’interpello n. 30/2010, considerata la ratio della norma ispirata all’assistenza, all’integrazione sociale e alla tutela dei diritti delle persone disabili, ha stabilito che il diritto alla fruizione dei benefici in argomento da parte del dipendente che assiste il familiare disabile non può essere escluso a priori nei casi in cui lo stesso disabile svolga nel medesimo periodo attività lavorativa.

Conseguentemente, essendo superata la disposizione contenuta al paragrafo 2.1 della circolare n. 45/2011, l’Amministrazione non può negare a priori l’autorizzazione alla fruizione dei permessi richiesti da un dipendente per assistere un familiare disabile lavoratore nelle giornate in cui lo stesso è impegnato in attività lavorativa.

Il Ministero ha altresì chiarito che, nell’ipotesi sopra indicata, è rimessa al datore di lavoro la valutazione della situazione che il richiedente di volta in volta andrà a rappresentare.

Nel rispetto dei criteri indicati, pertanto, qualora il dipendente intenda fruire del beneficio nelle giornate in cui l’assistito presta attività lavorativa, il dirigente responsabile valuterà, di volta in volta, la concedibilità del congedo, in relazione alle necessità rappresentate a giustificazione dell’assenza, anche con riferimento alle esigenze della vita quotidiana del disabile per le quali non sia strettamente necessaria la sua presenza fisica.

In detta valutazione si dovrà tener conto della circostanza che le su menzionate necessità non possano essere adeguatamente soddisfatte al di fuori dell’orario di lavoro ordinario del dipendente che presta assistenza.

La sussistenza delle predette esigenze sarà attestata dall’interessato mediante dichiarazione di responsabilità resa ai sensi dell’ art. 47 del d.P.R. n. 445/2000.

Nulla è invece innovato nelle ipotesi in cui i permessi siano fruiti per prestare assistenza ad un familiare disabile lavoratore nelle giornate in cui lo stesso sia assente dal posto di lavoro a titolo, ad esempio, di PERMESSO ex lege n.104/1992, malattia, ferie, aspettativa, ecc., nelle quali, pertanto, la predetta valutazione NON è richiesta ed il dipendente che assiste non deve produrre alcuna giustificazione dell’assenza.”

La scuola dovrà quindi tenere presente il parere della Funzione Pubblica e di volta in volta accordarsi con il dipendente per la fruizione dei permessi.

 

Graduatorie ad esaurimento: iscritta nel 2007/08 a Scienze della formazione primaria, ma mai inserita in graduatoria

Mer, 27/08/2014 - 06:05

Daniela - sono una ragazza che si era iscritta a scienze della formazione nell’anno 2007/2008 poi per motivi di lavoro ho dovuto lasciare, ora stavo pensando di riprendere gli studi per l’anno 2014/2015 facendo il ricongiungimento della carriera. Ho letto sul forum che è possibile l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per coloro che si erano iscritti nell’anno 2007/2008.

Quest’anno non ho potuto inserirmi nella graduatoria ad esaurimento con riserva poichè non mi sono ancora ri-iscritta. Sarà possibile farlo solo tra 3 anni? O c’è qualchè possibilità prima? Grazie mille per l’informazione

Lalla - gent.ma Daniela, peccato non aver linkato la conversazione del forum, perchè la situazione non è esattamente come la descrivi tu. E’ infatti vero che coloro che si sono iscritti a Scienze della formazione primaria nell’a.a. 2007/08 hanno avuto la possibilità di inserirsi con riserva nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento, ma non è vero che siano ancora possibili questi inserimenti.

La legge 296/06 non permette nuovi inserimenti nelle graduatorie ad esaurimento, ma solo l’aggiornamento delle posizioni di coloro che risultano già iscritti. Avresti dovuto pertanto iscriverti in graduatoria ad esaurimento nel 2009 (capisco che si trattava di un periodo durante il quale non ti interessavi dell’argomento scuola)

Anche se avessi provato a farlo quest’anno (indipendentemente dalla riapertura della tua carriera all’Università) non sarebbe stato possibile l’inserimento, perchè il tuo nominativo non è compreso tra quelli inseriti nel sistema informatico, che comprende solo coloro che già compaiono in graduatoria.

Vi è da dire che altre categorie di insegnanti hanno provato ad inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento presentando ugualmente la domanda (in questo caso cartacea e non telematica come prevede la procedura ufficiale) e proporranno ricorso avverso l’esclusione. Forse, anche per te, questa sarebbe l’unica strada percorribile (naturalmente non se ne possono conoscere a priori gli esiti).

In ogni caso le graduatorie appena costituite avranno validità per il triennio 2014/17, non sono previsti aggiornamenti negli anni di vigenza.

ATA: cosa posso fare per incrementare il punteggio di III fascia?

Lun, 25/08/2014 - 18:46

Raffaele – Salve, sono un laureando in scienze storiche (magistrale) e nel 2011 ho fatto una domanda per il personale ATA (III fascia). Nel frattempo ho conseguito la laurea triennale e l’ecdl. Volevo sapere se questo può farmi guadagnare punteggio e in generale cosa posso fare per incrementarlo. grazie

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo, il titolo di laurea viene valutato punti 2, solo nei profili professionali di Assistente Amministrativo, di Assistente Tecnico, di Cuoco e di Infermiere come titolo aggiunto al Diploma di Maturità, che è il solo che consente l’accesso in graduatoria. Tranne ovviamente per il profilo professionale d’infermiere, dove per l’inclusione è obbligatorio possedere la laurea. Ovviamente si valuta un solo titolo.

L’ECDL e altre certificazioni informatiche come Microsoft Office Specialist, IC3, Eipass e MCAS sono valutate solo per il profilo professionale di Assistente Amministrativo sotto la voce: Attestato di addestramento professionale per la dattilografia o attestato di addestramento professionale per i servizi meccanografici rilasciati al termine di corsi professionali istituiti da Stato, Regioni o altri Enti Pubblici (anche in questo caso si valuta un solo attestato) per un totale di PUNTI 1.

Altri eventuali titoli che favoriscono un incremento al punteggio, nei diversi profili professionali, sono:

Per Assistente Amministrativo:
1. Diploma di laurea (si valuta un solo titolo) PUNTI 2
2. Attestato di qualifica professionale di cui all’art.14 della legge 845/78, attinente alla trattazione di testi e/o alla gestione dell’amministrazione mediante strumenti di videoscrittura o informatici ( si valuta un solo attestato): PUNTI 1,50
3. Attestato di addestramento professionale per la dattilografia o attestato di addestramento professionale per i servizi meccanografici rilasciati al termine di corsi professionali istituiti da Stato, Regioni o altri Enti Pubblici (si valuta un solo attestato) (qui trova valutazione l’ECDL): PUNTI 1
4. Idoneità in concorso pubblico per esami o prova pratica per posti di ruolo nelle carriere di concetto ed esecutive, o corrispondenti, bandito dallo Stato o da Enti pubblici territoriali. Si valuta una sola idoneità: PUNTI 1

Per assistente tecnico, cuoco, infermiere:
1. Diploma di laurea (si valuta un solo titolo): PUNTI 2
2. Idoneità in precedenti concorsi pubblici per esami, o prova pratica a posti di ruolo nel profilo professionale per cui si concorre, oppure nelle precorse qualifiche del personale A.T.A. o non docente, corrispondenti al profilo per cui si concorre. Si valuta una sola idoneità: PUNTI 2

Per guardarobiere:
1. Diploma di maturità: PUNTI 3
2. Idoneità conseguita in precedenti concorsi pubblici per esami o prove pratiche a posti di guardarobiere o aiutante guardarobiere (limitatamente al profilo di guardarobiere).
Il punteggio viene attribuito una sola volta anche in caso di idoneità in più concorsi: PUNTI 2

Per addetto alle aziende agrarie:
1. Diploma di maturità: PUNTI 3
2. Idoneità conseguita in precedenti concorsi pubblici per esami o prove pratiche a posti di addetto alle aziende agrarie.
Il punteggio viene attribuito una sola volta anche in caso d’idoneità in più concorsi: PUNTI 2

Per collaboratore scolastico:
Oltre al TITOLO DI ACCESSO, non è VALUTABILE NESSUN altro TITOLO.

Immissioni in ruolo ATA: è possibile scegliere un 30 giugno e un part-time?

Lun, 25/08/2014 - 18:42

Scusami Lalla si può scegliere per l’immissione in ruolo del personale A.T.A. nello specifico profilo ass.te amm.vo su posto al 30 giugno e su part-time? mi dai il riferimento normativo, grazie per la risposta!!!

di Giovanni Calandrino – Gentilissima, ai sensi della legge n. 183/2010, ricorrendone i requisiti e le condizioni, è possibile stipulare contratti a tempo indeterminato in regime di PART-TIME.

La risposta è negativa, sulla scelta del 30 giugno, infatti, non è possibile stipulare contratto a tempo indeterminato su posto in organico di fatto, in ogni caso la scelta dovrà ricadere su posti nell’organico di diritto provinciale e quindi fino al 31 Agosto.

TFA secondo ciclo: iscrizione seconda prova e programmi

Lun, 25/08/2014 - 18:07

Annalisa - Gent.ma Lalla scrivo questa email perchè avrei bisogno di avere maggiori informazioni sulle dinamiche della prova scritta del tfa in quanto ho appreso di aver superato il test preliminare della classe di concorso A043-A050. Vorrei sapere qual è l’iter che adesso bisogna seguire per accedere alla prova scritta e nella precisione in cosa consisterà la prova scritta?

Lalla – Per quanto riguarda l’iter di iscrizione alla prova scritta ti invito a leggere

TFA 2014: scelta dell’Ateneo. Risultati test completi attesi entro Ferragosto e anche

TFA 2014: ecco in quali casi si cambierà la regione scelta e indispensabile

TFA II ciclo 2014. Classi attivate: la tabella. Aggiornata con Roma Sapienza e Trieste

Annalisa - Ho scaricato il programma da studiare dal sito di orizzonte scuola, ma non sono sicura che sia quello giusto.

Lalla - gent.ma Annalisa, le indicazioni proposte da OrizzonteScuola.it in questa guida sono tratte dal decreto del 16 maggio 2014, che tu stessa puoi consultare personalmente per l’opportuna verifica. Per quanto riguarda nelo specifico come si svolgerà la prova per ogni singola classe di concorso, non ci sono indicazioni.

Annalisa - Spero di avere presto delle delucidazioni, perchè temo di brancolare nel buio e soprattutto temo di approcciarmi ad un tipo di studio sbagliato. Grazie per l’attenzione e in attesa di un cortese riscontro porgo i miei distinti saluti.

Lalla - comprendiamo il vostro stato d’animo. In maniera ottimistica il Ministero continua ad affermare nei comunicati che le lezioni dovranno iniziare a novembre 2014, vedremo quante potranno essere le Università che potranno rispettare questa scadenza.

TFA: su 101mila candidati supera il test il 40% per le classi singole. Comunicato Miur

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