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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 2 min 53 sec fa

Supplenza scuola secondaria: è possibile avere 18 ore in una scuola e 4 in un’altra?

43 min 10 sec fa

Caterina – un supplente di scuola secondaria che ha accettato una cattedra dal csa in una scuola può mantenere anche una supplenza di 4 ore (per la stessa materia) in un’ altra scuola accettata da Graduatoria di Istituto precedentemente? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Caterina,

non è possibile.

L’art. 28/5 del CCNL/2007  dispone che “Nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni”.

Pertanto, 18 ore è l’orario settimanale della scuola secondaria.

Il docente in questione può arrivare alle 24 ore solo se si tratta di accettare, nell’ambito della medesima scuola in cui ha già le 18, ore di insegnamento, pari o inferiori a 6 ore settimanali, che non concorrono a costituire cattedre o posti orario (LA GUIDA).

Pertanto, accettando le 18 ore dall’ATP deve lasciare le 4 da GI.

Visita fiscale e fasce di reperibilità. Sono inclusi i giorni festivi e le domeniche?

1 ora 35 min fa

Docente – Buongiorno sono una supplente annuale senza mutua pagata, vorrei alcune informazioni sulla visita fiscale. Ho preso due giorni di mutua martedì e mercoledì; il giovedì e il venerdì la scuola era chiusa per il ponte del primo novembre. Vorrei sapere se il sabato e la domenica sono tenuta a stare a casa perché potrebbe arrivare la visita fiscale. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

la risposta è no. Non devi rispettare le fasce di reperibilità.

Il D.M. n. 206/2009 ha determinato le seguenti fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia:

dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00.

Durante queste fasce orarie il lavoratore ha l’obbligo della reperibilità presso il suo domicilio (da comunicare all’Amministrazione). L’obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi quando questi siano compresi nel periodo di malattia.

Nel caso di cui al quesito la malattia è terminata il mercoledì. Pertanto, i giorni festivi e la domenica non rientrano nel periodo di malattia.

Conferma del contratto al supplente già in servizio. Chiarimenti.

2 ore 49 min fa

Annunziata – ho un quesito da porvi. Dai primi di ottobre supplisco una collega che ha partorito ad agosto,oggi ho saputo che tornerà il giorno prima delle vacanze natalizie e poi rimarrà a casa fino al termine delle lezioni,poiché vive in una regione diversa da dove lavora. Mi chiedo se a gennaio bisogna scorrere la graduatoria o toccherà a me per continuità didattica.

Paolo Pizzo – Gentilissima Annunziata,

L’art. 7/5 del DM 131/07 dispone:

Nel caso in cui ad un primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro intervallato da un periodo di sospensione delle lezioni si procede alla conferma del supplente già in servizio; in tal caso il nuovo contratto decorre dal primo giorno di effettivo servizio dopo la ripresa delle lezioni.

Tale articolo si può applicare solo se supplirai la titolare fino all’ultimo giorno di assenza prima delle vacanze.

Se invece la titolare rientra in classe anche l’ultimo giorno di lezione la supplenza termina.

Pertanto, ad un eventuale nuovo periodo di assenza del titolare bisognerà riscorrere la graduatoria.

 

Supplenze, incarichi da GI e da GAE. Chiarimenti.

2 ore 56 min fa

Amanda – Buonasera, a Roma le convocazioni da graduatorie di istituto stanno arrivando alla spicciolata e non si capisce bene come muoversi. Vorrei sapere:1) se accetto una convocazione da GI di 3  ore al 30/06 in una scuola e poi arriva una convocazione per 18 ore al 30/06, sempre da GI, posso lasciare le 3? 2) e se la convocazione arriva poi da GAE sempre al 30/06?. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Amanda,

non si può lasciare una supplenza fino al 30/6 conferita da GI per altra della stessa tipologia anche se per più ore. Accettando le 3 ore puoi eventualmente solo completare fino alle 18, ma non puoi lasciare le 3 per le 18 perché entrambe al 30/6.

Ai sensi dell’art. 8/3 del DM 131/07 puoi invece lasciare, in qualsiasi momento, una supplenza conferita da GI per altra assegnata da GAE. In questo caso non importa la durata né la consistenza di orario della supplenza da GI.

Supplenze, mancata accettazione e documentato motivo

3 ore 5 min fa

Docente – Buongiorno io ho dovuto rifiutare una supplenza di 1 gg. ( mi hanno chiamato lo stesso gg alle 9.30 ) perché mio figlio era ricoverato in ospedale. La persona mi ha detto che devono cancellarmi dalle supplenze brevi. 1 -Lo trovo ingiusto prima mi chiami il giorno stesso , 2- Avevo il figlio in ospedale non avevo nessuno che poteva venire con poco preavviso. Cosa posso fare x ritornare x supplenze brevi o perché ho rifiutato x forza maggiore non dono più inserita. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

l’art. 8/1 lettera C del DM 131/07 dispone:

Supplenze brevi sino a 10 giorni nella scuola dell’infanzia e primaria:

la mancata accettazione di una proposta di assunzione formulata secondo le specifiche modalità stabilite con apposito provvedimento ministeriale comporta la cancellazione dell’aspirante, relativamente alla scuola interessata, dall’elenco di coloro che devono essere interpellati con priorità per tali tipologie di supplenze.

L’impossibilità di reperimento mediante il recapito di telefono cellulare o di telefono fisso durante la fascia oraria di reperibilità (7.30 – 9.00) equivale alla rinuncia esplicita.

Il comma 4 dello stesso articolo però precisa:

Le sanzioni di cui al comma 1 non si applicano o vengono revocate ove i previsti comportamenti sanzionabili siano dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola.

Pertanto, solo se avessi fatto pervenire il certificato di ricovero di tuo figlio la sanzione non doveva essere applicata.

Perché non è possibile considerare come congedo il periodo di sospensione delle lezioni?

Ven, 31/10/2014 - 22:54

Docente – sono insegnante a T.I. scuola primaria. Attualmente mi trovo in congedo parentale,con retribuzione al 30%. Sicuramente sono io a non riuscire a interpretare le vostre risposte con i riferimenti normativi, ma non mi è chiaro se posso rientrare in servizio dal 24/12 al 06/01 senza che le vacanze vengano contate come congedo. Nello specifico, avrei chiesto congedo fino al 19/12, due giorni di motivi personali il 22 e 23 dicembre,di nuovo congedo dal 07/01. La mia segreteria sostiene che anche così tutti i giorni dal 24/12 al 06/01 saranno inclusi nel congedo parentale. E’ così? O la verità sta nel mezzo e possono includere i soli festivi (25,26/12, 01 e 06/01)? * Il congedo può essere fruito: In modo continuativo, in questo caso verranno inclusi anche i giorni festivi intermedi, il giorno libero e il periodo di sospensione delle lezioni. In modo frazionato, può cioè essere intervallato dal ritorno al lavoro del docente anche nel giorno libero o in un giorno di sospensione delle lezioni, in cui è possibile lo svolgimento di attività funzionali all’insegnamento.” da: Congedo per malattia del figlio. Maternità e paternità nella scuola: diritti e doveri | Orizzonte Scuola. Quindi può essere considerato il mio rientro in servizio sabato 20/12, seppure la scuola (ma non la segreteria) è chiusa (facciamo la settimana corta con due rientri)? Mi scuso per la domanda, ho letto i vari vostri forum e le risposte, ma davvero non riesco a capire! La ringrazio per l’attenzione Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

la scuola ti dovrebbe spiegare e quindi motivare per iscritto secondo quale norma ti considererà le vacanze di Natale ovvero i giorni di sospensione delle lezioni in conto congedo.

Io intanto motivo perché ciò non è possibile.

Tutte le norme che riguardano il congedo parentale o comunque due periodi di congedo intervallato da un non rientro in servizio del dipendente, si riferiscono sempre ai giorni FESTIVI o comunque al sabato giornata non lavorativa.

Le diverse note del Tesoro in riferimento alla malattia (prot. 108127 del 15/6/1999 prot. 108127 del 15/6/1999 prot. n. 126427 del 16 gennaio 2009) hanno per esempio stabilito che quando due periodi di assenza (anche se con diversa prognosi) intercorrono a cavallo di due settimane senza rientro in servizio, il sabato e la domenica sono da considerarsi malattia.

Quando però si tratta di due tipologie diverse, esempio congedo parentale fino a venerdì e malattia dal lunedì successivo, in questo caso il sabato e la domenica non vengono conteggiate in conto congedo.

L’art. 12, comma 6 del CCNL/2007 prevede che “i periodi di assenza di cui ai precedenti commi 4 (congedo parentale) e 5 (congedo per malattia), nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali GIORNI FESTIVI che ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice”.

E ancora:

Per il congedo biennale è stabilito che esso è fruibile anche in modo frazionato (a giorni interi, ma non ad ore). Affinché non vengano computati nel periodo di CONGEDO I GIORNI FESTIVI, LE DOMENICHE E I SABATI (NEL CASO DI ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO SU CINQUE GIORNI), è necessario che si verifichi l’effettiva ripresa del lavoro al termine del periodo di congedo richiesto. Tali giornate non saranno conteggiate nel caso in cui la domanda di congedo sia stata presentata dal lunedì al venerdì, se il lunedì successivo si verifica la ripresa dell’attività lavorativa ovvero anche un’assenza per malattia del dipendente o del figlio. Pertanto, DUE DIFFERENTI FRAZIONI DI CONGEDO STRAORDINARIO INTERVALLATE DA UN PERIODO DI FERIE O ALTRO TIPO DI CONGEDO, DEBBONO COMPRENDERE AI FINI DEL CALCOLO DEL NUMERO DI GIORNI RICONOSCIBILI COME CONGEDO STRAORDINARIO ANCHE I GIORNI FESTIVI E I SABATI (PER L’ARTICOLAZIONE SU CINQUE GIORNI) CADENTI SUBITO PRIMA O SUBITO DOPO LE FERIE O ALTRI CONGEDI O PERMESSI (assenza ciclica).

Dagli esempi riportati si evince chiaramente che ci si riferisce sempre a due periodi di congedo (sia esso parentale, biennale, malattia ecc.) a cavallo di due periodi intervallati dalla domenica e dal sabato (se settimana corta).

Il periodo di SOSPENSIONE DELLE LEZIONI è altra cosa.

Non è infatti un caso che la nota del MEF n. 108127/1999 abbia precisato: “diversa fattispecie si configura nel caso in cui la fine di un periodo di assenza a vario titolo coincida con l’inizio della sospensione delle attività didattiche.  In tale ipotesi poiché la funzione docente si esplica non solo con l’insegnamento ma anche con la partecipazione ad altre attività individuali e collettive, la sospensione delle attività didattiche di fatto non preclude l’effettiva ripresa del servizio al termine del periodo di assenza. E’ appena il caso di precisare che ricade nella responsabilità del dirigente scolastico la dichiarazione della avvenuta ripresa del servizio”.

L’Aran, poi, con l’orientamento applicativo per il comparto scuola del 16/2/2011afferma: “per quanto riguarda l’eventualità che il sabato previsto come giornata libera sia compreso tra due periodi di assenza per malattia, si considera, a parere dell’Agenzia, un unico periodo di assenza per malattia se il docente non si sia reso disponibile per la ripresa in servizio”.

Ora, mi pare anche qui abbastanza chiaro che “giorno libero” e “sospensione delle lezioni” siano assolutamente cose diverse rispetto ai giorni festivi o non lavorati (sabato settimana corta) ovvero solo questi ultimi possono essere ricompresi nel congedo se il docente assente fino a sabato dovesse proseguire l’assenza dal lunedì successivo (sempre che si tratti di stesso congedo).

Sarà forse questo anche il motivo per cui le ultime direttive del Tesoro dicono che durante il periodo di sospensione delle lezioni il docente può fruire delle ferie? Se quindi può farlo, è o non è in servizio a tutti gli effetti? Altrimenti come potrebbe mai? Abbiamo mai visto invece un  docente che possa fruire delle ferie la domenica?

In conclusione, nel momento in cui il docente si assenta fino all’ultimo giorno di lezione prima di un periodo di sospensione delle stesse; riprende poi l’assenza (stesso o diverso congedo) dal primo giorno utile di lezione, la scuole durante il periodo di sospensione lo dovrà considerare in servizio a tutti gli effetti.

Giova a tal proposito ricordare alle scuole e ai Dirigenti che non esiste il congedo o l’aspettativa “d’ufficio” in un periodo in cui il docente è comunque disponibile per eventuali attività, non trattandosi infatti di giorni festivi ma solo in cui sono sospese le lezioni.

In caso contrario la scuola ti dovrà motivare la decisione facendo riferimento ad una legge o comunque ad una norma che faccia a sua volta esclusivo riferimento al periodo di sospensione delle lezioni considerato come “festivo”.

Due ore settimanali di supplenza garantiscono il punteggio?

Ven, 31/10/2014 - 21:45

Annavera - Mi è stata proposta una supplenza di 2 ore settimanali in una scuola secondaria di primo grado per la classe A033, fino al 30 giugno 2015.

Vorrei sapere :

1) ai fini dell’attribuzione dei punti c’è un minimo di ore settimanali da fare?

Lalla – no, il punteggio viene attribuito in relazione alla durata della supplenza, non per il numero minimo di ore svolte in una settimana.

Ecco un conteggio rapido del punteggio (tabella A e B di valutazione dei titoli per seconda e terza fascia delle graduatorie di istituto).

Supplenze. Il calcolo rapido del punteggio e la valutazione del servizio

2) se presto servizio fino al 30 giugno si considerano 180 gg lavorativi? o meno?Grazie in anticipo per la disponibilità.

Se inzierai a lavorare il 3 novembre saranno 240 giorni.

L’anno di supplenza può essere considerato valido ai fini del pre ruolo se avrai svolto almeno 180 giorni di servizio

oppure ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale o, in quanto riconoscibile, per la scuola dell’infanzia, fino al termine delle attività educative.

Prospettive per laureandi in Scienze della formazione primaria LM85bis

Ven, 31/10/2014 - 21:30

Donatella - sono iscritta al 3° anno di Scienze della formazione primaria. Volevo un chiarimento per quanto riguarda l’inserimento in graduatoria. Nello specifico vorrei che mi chiarisse se è ancora possibile inserirsi
in graduatoria con riserva e quando è possibile farlo.

Purtroppo con ”la buona scuola” e le sue riforme mi è veramente complicato com’è la situazione.spero possa aiutarmi.cordialmente

Lalla - gent.ma, se il tuo riferimento ad una eventuale iscrizione con riserva è alle graduatorie ad esaurimento, la risposta è negativa. Gli ultimi inserimenti con riserva risalgono a chi si è iscritto al corso di Laurea in Scienze della formazione primaria nell’a.a. 2007/08. La legge 296/06 ha reso infatti le graduatorie ad esaurimento chiuse a nuovi accessi (poi riaperte solo per pochi casi tutelati dalla normativa).

Per quanto riguarda il tuo percorso di formazione l’iter prevede invece: iscrizione in II fascia delle graduatorie di istituto (per le supplenze) e concorso (per il ruolo).

Quando ciò potrà avvenire dipenderà anche da quando conseguirai il titolo, dato che mancano ancora due anni.

L’unitarietà dell’insegnamento è condizione imprescindibile per l’assegnazione della supplenza

Ven, 31/10/2014 - 21:19

Viola – Salve, Lalla, ti chiedo di poter rispondere al mio quesito.In base a quale riferimento normativo un preside in un liceo può suddividere una supplenza temporanea (che però durerà a lungo) senza tener conto dell’unicità dell’insegnamento? Mi spiego meglio: dividere la supplenza di sette ore di unico docente, creando una situazione del genere in due consigli di classe.Due prof supplenti che insegnano italiano (uno ha tre ore e l’altro una), gli stessi prof. in altro consiglio di classe si dividono geostoria (due ore a uno e un’ora all’altro).Con cordialità

Lalla – gent.ma Viola, nella tua mail non specifichi se queste ore sono state assegnate in questo modo a docenti interni alla scuola, in attesa di trovare il supplente avente diritto dalle graduatorie, oppure siamo già nella fase della supplenza assegnata con data certa agli insegnanti supplenti.

In ogni caso non c’è alcun riferimento normativo che giustifichi l’attribuzione della supplenza in questa maniera. Il riferimento è naturalmente al regolamento delle supplenze art. 4, in cui nel momento in cui si ipotizza di scindere cattedre si raccomanda "salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno"

Questo è un dato che viene salvaguardato anche nella fase di composizione degli organici, sia di diritto che di fatto.

Tra l’altro, quale situazione si verrà a determinare agli scrutini? il voto assegnato dovrà essere unico; e se non ci sarà accordo tra i due insegnanti come si stabilirà chi sarà titolare, e chi dovrà "soccombere"?

Il nostro consiglio è di avvertire i sindacati territoriali dell’assegnazione di tale supplenza, affinchè si analizzi per bene insieme al Dirigente Scolastico la normativa.

Supplenze: la cattedra si spezza solo per il completamento

Ven, 31/10/2014 - 18:37

Anna Rita - Gentilissima redazione di orizzonte scuola, sono stata convocata per una supplenza di 18 ore fino all’avente diritto a Roma. Per adesso devo dare la disponibilità e se tccherà a me lo saprò lunedi. Io sto frequentando il corso di specializzazione per il sostegno in un’altra regione e non riuscirei a stare a Roma 5 giorni a settimana. Mi chiedevo è possibile accettare uno spezzone di 6 ore? o lo si può fare solo per completamento?

Lalla – gent.ma Annarita,

lo spezzettamento della cattedra può avvenire per il completamento, non per altri motivi, anche perchè spezzare una cattedra significa comunque creare un aggravio di spesa (retribuire due docenti anzichè uno), quindi deve essere giustificato. Considera che dall’a.s. 2012/13 i Dirigenti scolastici devono rendere conto del numero delle supplenze assegnate.

In questo momento però non sai quale soluzione ti verrà prospettata, magari quando si arriva a te qualcun altro che ti precede in graduatori avrà avuto la necessità di spezzare la cattedra e per te sarà rimasto uno spezzone favorevole.

Anna Rita – Inoltre sono stata convocata dalla stessa scuola su 2 classi di concorso (in una sto in seconda fascia e nell’altra in terza fascia d’istituto) e con due e mail differenti. Qualora non dovessi dare la mia disponibilità per
entrambe le classi di concorso ciò corrisponderebbe a 2 rifiuti?andrei quindi in coda in quella scuola per quest’anno?Confido in una vostra risposta,grazie.

Lalla - il rifuto non si conta per la convocazione, ma per il fatto che non accetti supplenze che spettano a te. Pertanto prima accertati che le supplenze spettino veramente a te e poi potrai dire di aver rifiutato. In ogni caso i rifiuti vanno contati per classe di concorso, non per scuola. Quindi dopo due rifiuti ripetuti non supportati da giustificato motivo, nella stessa scuola, per lo stesso insegnamento, potrai essere collocata in coda a quella graduatoria, esclusivamente per l’a.s. 2014/15.

Il posto resosi disponibile prima del 31/12 e per tutto l’anno scolastico va restituito all’ATP. Chiarimenti per la scuola

Ven, 31/10/2014 - 16:30

Scuola – Buongiorno. ringraziando per la collaborazione che ci fornite, avremmo necessità di chiarimenti in merito a questo problema: una docente a tempo indeterminato di scuola primaria ha ottenuto un  incarico di Dottorato di ricerca, senza borsa di studio, presso l’Università dal 30-10-2014 e pertanto si chiede che tipologia di  assenza trattasi. Inoltre si chiede come andrà trattata la supplente in servizio : se come  supplente temporanea o supplente fino al termine delle lezioni (retribuita dalla scuola) oppure dell’attività didattica  (retribuita dal MEF) . In attesa di riscontro cordiali saluti. La segreteria amministrativa.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

I commi 1 e 2 dell’art. 1 del DM 131/07 dispongono:

  1. Ai sensi dell’articolo 4, commi 1, 2 e 3, della legge 3 maggio 1999, n. 124, di seguito denominata “legge”, nei casi in cui non sia stato possibile assegnare alle cattedre e ai posti disponibili personale di ruolo delle dotazioni organiche provinciali, personale soprannumerario in utilizzazione o, comunque, a qualsiasi titolo, personale di ruolo, si provvede con:
    1. supplenze annuali per la copertura delle cattedre e posti d’insegnamento vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano presumibilmente tali per tutto l’anno scolastico.
    2. supplenze temporanee sino al termine delle attività didattiche per la copertura di cattedre e posti d’insegnamento non vacanti, di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell’anno scolastico e per le ore di insegnamento che non concorrano a costituire cattedre o posti orario.
    3. supplenze temporanee per ogni altra necessità di supplenza diversa dai casi precedenti, secondo quanto specificato all’articolo 7.
  2. Per l’attribuzione delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche, si utilizzano le graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 2.

L’art. 2/1 dello stesso decreto precisa:

Per il conferimento delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche, di cui al comma 2 del precedente articolo 1, si utilizzano le graduatorie ad esaurimento di cui all’articolo 1, comma 605 lettera c) della legge 27 dicembre 2006, n. 296, aggiornate secondo le disposizioni contenute nel regolamento adottato con decreto ministeriale 27 marzo 2000, n. 123, e secondo le disposizioni di legge al riguardo vigenti.

Pertanto, il caso di cui al quesito rientra nel punto b dell’art 1/1 trattandosi di un posto resosi disponibile entro il 31/12 e per tutto l’anno scolastico.

Bisogna quindi che lo facciate presente all’ATP di competenza in quanto tale posto deve essere assegnato dalle GAE fino al 30/6.

Il pagamento è a carico del MEF.

Proroga della supplenza: il cambio di tipologia di assenza del titolare non fa venire meno il diritto del supplente

Ven, 31/10/2014 - 08:23

Docente – desidererei dei ragguagli su di un caso concreto che ho vissuto di recente. Sono stata nominata per una supplenza su di una titolare che si è assentata per un numero di giorni pari a 4(da mercoledì a sabato),per motivi di salute. La stessa ha prolungato l’assenza per altri 3 giorni(da lunedì a mercoledì)cambiando la motivazione dell’assenza  con un congedo per lutto, a causa della dipartita della madre. La scuola in questi tre giorni non mi ha concesso la proroga/conferma, giustificandosi con il contenimento dei costi della spesa pubblica ed ha sostituito la titolare con una insegnante di sostegno di altra classe,con l’alunno interessato assente. Le mie domande sono le seguenti : La proroga/conferma è obbligatoria o a discrezione della Dirigente ? Se la titolare avesse prolungato, ad esempio da giovedì(alla fine del congedo per lutto) ai giorni successivi avrei avuto io il diritto alla proroga ? O il  cambio  motivazionale e l’interruzione avrebbero fatto decadere il tutto ? L’insegnante di sostegno può prestare servizio in una classe diversa da quella che le è stata assegnata?.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

Il riferimento normativo è l’art. 7/4 del DM 131/07 (Regolamento delle supplenze tuttora in vigore) che dispone:

“Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio,a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.”

La nota MIUR 8481/2014 punto 3 (DISPOSIZIONI COMUNI) relativa al conferimento delle supplenze lo ribadisce:

“Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno libero, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, accertata la necessità, viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto”.

Pertanto, non c’è dubbio che ti spettava la proroga contrattuale a partire dalla domenica.

Il riferimento normativo sopra citato non fa alcun accenno alla tipologia di assenza del titolare in quanto mira esclusivamente a salvaguardare la continuità didattica degli allievi, a nulla rilevando quindi per “cosa” è assente il titolare. Ciò che infatti conta è che non sia rientrato in classe.

In ultimo, quello dei fondi è una vecchi scusa delle scuole che ancora purtroppo è usata per convincere i supplenti che la loro non nomina sia “giustificata”.

Ti invito quindi a rivolgerti ad un’organizzazione sindacale per far valere i tuoi diritti.

Permessi 104/92 parenti di terzo grado. Chiarimenti per il Dirigente scolastico

Gio, 30/10/2014 - 21:38

Dirigente scolastico – Un dipendente chiede la fruizione dei permessi retribuiti per la legge 104 per la zia (parente entro il 3° grado) presentando solamente la certificazione medica e una dichiarazione rilasciata dal soggetto portatore di Handicap con la quale l’interessata indica di voler essere assistita soltanto dal nipote. Nella richiesta vengono dichiarate solamente i seguenti punti: che nessun altro familiare beneficia dei permessi per lo stesso soggetto; che non è coniugata; che il soggetto non è ricoverato a tempo pieno presso strutture pubbliche o private.

Tenuto conto della Circolare n. 13/2010 Uff. Pers. le P.A. che all’art. 24  comma 2  prevede  che la fruizione dei permessi ai parenti  entro il 3° grado spetta  qualora nel nucleo familiare   vi siano  parenti con  età superiore a 65 anni  o che comunque siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti , si chiede di conoscere se il dipendente è tenuto a  presentare la dichiarazione relativa alla presenza di parenti  entro il  3° grado con età superiore  a  65 anni ma con patologie invalidanti ; di conoscere se il dipendente è tenuto a presentare dichiarazione relativa alla presenza o meno di parenti entro il 3° grado con età inferiore ai 65 anni  ma con patologie invalidanti.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

come noto l’art. 33, comma 3 della legge 104/92 è stato modificato dall’art. 24, comma 1, lett. a), della legge n. 183/2010. Tale art. prevede che “a condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, OVVERO ENTRO IL TERZO GRADO QUALORA I GENITORI O IL CONIUGE DELLA PERSONA CON HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITÀ ABBIANO COMPIUTO I SESSANTACINQUE ANNI DI ETÀ OPPURE SIANO ANCHE ESSI AFFETTI DA PATOLOGIE INVALIDANTI O SIANO DECEDUTI O MANCANTI, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa”.

È chiaro quindi che il parente o affine entro il terzo grado può assistere il familiare in disabilità grave e quindi fruire dei 3 gg al mese SOLO nei casi in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere si trovino in una delle condizioni individuate dalla legge ovvero abbiano compiuto i 65 anni di età, oppure siano affetti da patologie invalidanti, oppure siano deceduti o mancanti.

Si precisa che può fruire dei permessi in argomento il parente o affine entro il terzo grado anche qualora le condizioni sopra descritte si riferiscano ad UNO SOLO DEI SOGGETTI MENZIONATI DALLA NORMA (interpello del Ministero del Lavoro N. 19/2014).

Nello stesso interpello è precisato: “si ritiene pertanto che al fine di consentire la fruizione dei permessi ex art. 33, comma 3, L. n. 104/1992 ai parenti o affini entro il terzo grado debba essere dimostrata ESCLUSIVAMENTE la circostanza che il coniuge e/o i genitori della persona con handicap grave si trovino in una delle specifiche condizioni stabilite dalla medesima norma, A NULLA RILEVANDO INVECE, IN QUANTO NON RICHIESTO, IL RISCONTRO DELLA PRESENZA NELL’AMBITO FAMILIARE DI PARENTI O AFFINI DI PRIMO E DI SECONDO GRADO.”

Dal momento che il dipendente dichiara che la zia non è sposata (coniuge “mancante”), la documentazione è completa.

Pertanto, il dipendente di cui al quesito può fruire dei permessi.

Consigli di classe e delega alla presidenza

Gio, 30/10/2014 - 21:10

Valeria – se in un consiglio di classe sono assenti il dirigente e il coordinatore (o perché assente, o perché non ha accettato l’incarico o perché dimissionario), chi presiede il consiglio? Il docente più anziano di età? Deve comunque essere delegato e quindi attendere la delega del dirigente? O può in caso di necessità comunque presiedere? Ci sono riferimenti normativi? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Valeria,

L’art. 77 del R.D. n. 653/1925 (modificato dall’art. 2 del R.D. n. 1929/2049) prescrive:

“Alla fine dei due primi trimestri e al termine delle lezioni i consigli di classe si adunano sotto la presidenza del preside o di un suo delegato per l’assegnazione dei voti”.

L’art. 5/8 del DLgs 297/94 indica:

“I consigli di intersezione, di interclasse e di classe sono presieduti rispettivamente dal direttore didattico e dal preside oppure da un docente, membro del consiglio, loro delegato.”

La delega è quindi prevista in via ordinaria.

Anche la Giurisprudenza ha recentemente confermato il caso, dando anche indicazione con quali modalità dev’essere effettuata la nomina:

TAR Lazio – Sez. III – bis- Sentenza n. 31634/2010: “Il dirigente scolastico può delegare la presidenza del Consiglio ad un Docente che faccia parte dello stesso Organo collegiale. La delega a presiedere il Consiglio deve risultare da provvedimento scritto (è sufficiente l’indicazione anche nell’atto di convocazione dell’Organo) e deve essere inserita a verbale”.

Pertanto, il Dirigente che sa di non poter presiedere il consiglio di classe deve necessariamente delegare un membro del consiglio di classe (di solito il coordinatore ma non per forza) che farà il presidente.

Se però l’assenza del Dirigente o del suo delegato si manifesta nel momento di insediamento del consiglio, quest’ultimo non si può autonomamente costituire in quanto non può operare senza il presidente. Bisogna quindi attendere la delega del Dirigente oppure rimandare l’adunanza. Non è infatti previsto nel consiglio di classe un Vice presidente.

TFA secondo ciclo: partecipa al corso chi supera le prove

Gio, 30/10/2014 - 19:42

Francesco – Sono un docente classe di concorso a042 di terza fascia che ha superato la prova preselettiva e a giorni dovrà sostenere le prove scritte, volevo sapere se avendo superato le 360 gg di servizio in questa classe di concorso potevo essere esonerato tali prove?grazie

Lalla – la risposta è negativa. I posti del TFA sono riservati a coloro che superano tutte e tre le prove (test, prova scritta, prova orale). Potrebbe anche accadere che in alcune Università ci sia un numero di posti maggiore rispetto ai candidati che supereranno tutte le prove, questo non comporterà alcun ripescaggio. Il corso sarà comunque avviato (se il numero di candidati è troppo esiguo ci sarà la modalità interateneo).

Aver svolto servizio di insegnamento non è un titolo richiesto per l’accesso al TFA, ma costituisce titolo preferenziale per la costituzione della graduatoria finale in ciascuna Università. Tutti coloro che supereranno le prove infatti saranno inseriti in una graduatoria, in cui contano i titoli, tra cui il servizio di insegnamento.

TFA secondo ciclo: solo caos per la prova scritta

Gio, 30/10/2014 - 19:31

Giusy – Spett.le Redazione, scrivo questa mail con la speranza di avere almeno da Voi qualche chiarimento sul caos che regna su questo nuovo avviso del Miur. Abbiamo senza problemi fatto l’scrizione alla prova scritta indicando anche le altre 2 Istituzioni, si studiava in attesa della prova scritta…quando di colpo arriva il nuovo avviso..caos generale.

Domanda stupida, ma chi come me ingenuamente pensava che fosse tutto chiarito non può non farla, ma quali sono le università coinvolte in questo riallineamento? Io ancora nn ho capito anche perchè tutti gli avvisi riportano al famoso avviso del Miur che a mio parere individua il problema ma non lo risolve. Il problema riguarda solo le università telematiche?

Ma la mia università (Calabria) nel frattempo pur non essendo telematica ha rimandato gli scritti..non ci capisco più nulla, intanto leggo di università che hanno già fatto gli scritti. Spero vogliate chiarirmi questo dubbio una volta per tutte e per tutti quelli che come me credevano in questo Tfa.

Lalla - gent.ma Giusy, non possiamo che ritenere giusto il sentimento di confusio e di sfiducia nei confronti di un sistema organizzativo che per la seconda volta si è mostrato inadeguato alle aspettative.

Il 29 ottobre infatti è passato e il Miur non ci aggiorna sugli avanzamenti della situazione, costringendo le Università a disdire prove già calendarizzate. A pagarne le conseguenze, ovviamente, i candidati (in particolare i fuori sede TFA secondo ciclo. Chi rimborsera’ le spese per affrontare le prove rinviate? Lettera )

Nulla però impedisce alle Università delle regioni in cui l’offerta formativa dei posti coincide con la tabella emanata dal Miur con il dm n. 312 del 16 maggio 2014 e poi corretta con quella del 5 giugno 2014, di avviare le prove. Queste Università infatti non sono coinvolte dal riallineamento in quanto hanno colto alla lettera il messaggio del Miur.

Discorso diverso invece per le regioni in cui l’ingresso delle Università telematiche ha mandato in tilt il numero dei posti preventivati (ma in questo caso il Miur avrebbe dovuto stoppare le iscrizioni già il 2 ottobre 2014, non appena effettuata la segnalazione TFA secondo ciclo: c’è anche E Campus) invece di attendere la naturale scadenza per le iscrizioni (16 ottobre) e poi ulteriori 13 giorni di tempo, per permettere alle Università l’allineamento.

Trascorsi i quali, tutto tace. E aumenta il senso di disorganizzazione, di disinteresse da parte dell’istituzione nei confronti dei candidati (stiamo parlando di età media 33,6 anni), di disillusione nei confronti di una selezione che avrebbe dovuto essere caratterizzata da ben altri elementi.

Già le idee legate al TFA non sono ottimistiche
TFA scadenti dal punto di vista culturale: possibile diventare docenti in un solo anno?

TFA: senza riapertura Graduatorie ad esaurimento nuovi abilitati rischiano di rimanere supplenti

con questi "errori" il Ministero non fa che rinforzare l’idea negativa sul corso, anche se poi sappiamo che per la maggior parte dei casi non è così.

Supplenze: a Roma possibili convocazioni da graduatorie con punteggi sbagliati

Gio, 30/10/2014 - 12:04

Claudia - Cara Lalla, ti scrivo per avere chiarimenti in merito alle prossime convocazioni del 3 novembre 2014 a Roma da graduatorie di istituto (2° e 3° fascia). Ci sono (o comunque ci saranno) dei contenziosi per via dei punteggi ancora sbagliati (ci sono segreterie che hanno assegnato 3 punti per il titolo di laurea e segreterie che non l’hanno fatto; c’è chi non è mai stato inserito nelle graduatorie provvisorie a causa dei ritardi delle segreterie e non ha potuto verificare il suo punteggio, ecc.).

Questo implica che lunedì, SE è VERO CHE CONVOCHERANNO, non si avrà la "certezza" del posto accettato., nel senso che si rischia di accettare una supplenza in una scuola in cui c’è un contenzioso e, quindi, di perdere posto nel giro di pochi giorni….a quel punto cosa si fa?

Ci sarebbero gli estremi per ricorrere presso un’altra scuola in cui si è stati convocati e non si è preso posto?Mi spiego meglio: il 3 si è convocati dalle scuole X, Y e Z. Si accetta in X, ma dopo qualche giorno si perde posto perché c’era un contenzioso: si può ricorrere nella scuola Y e Z? Sicuramente NO… ma questo è allucinante perché si andrebbe a perdere posto senza aver la possibilità di essere convocati nuovamente in altre scuole!

Teoricamente si dovrebbe accettare solo nelle scuole in cui non ci sono contenziosi? Ma come faccio a sapere che non ci sono contenziosi, visto che le segreterie danno informazioni col contagocce?Come si risolve questa situazione? Mille volte grazie

Lalla – gent.ma Claudia, immaginavamo una situazione del genere, ma è impossibile fornire una risposta al tuo quesito. O si fa come a Milano (annullare anche le definitive, ma in questo caso prima che siano effettuate le convocazioni), oppure si affronta poi caso per caso.

Anche le segreterie scolastiche devono porre particolare attenzione alle convocazioni, perchè è chiaro che il docente può rivalersi sulla scuola e sul cattivo operato nella valutazione delle domande prodotte.

Il problema a questo punto è: quale garanzia che le liste pubblicate, ad un certo punto, saranno veramente corrette? Si consideri che quest’anno le segreterie hanno avuto a disposizione, tramite il SIDI, un supporto informatico che – a detta del Ministero -avebbe dovuto farci dormire sonni tranquilli. Così non è stato, e probabilmente ne vedremo ancora delle belle.

Supplenze Roma: perchè ancora “fino all’avente diritto”?

Gio, 30/10/2014 - 10:28

Loreta – Sono appena stata convocata a Roma per una supplenza fino ad avente diritto, per cui dalle vecchie graduatorie, nonostante le nuove e definitive siano uscite lunedì 27 ottobre. Considerando che con le vecchie graduatorie sono 12esima e nelle nuove sono 3°, è normale una cosa del genere? Prima di chiamare la scuola e chiedere delle delucidazioni in merito volevo sapere se la segreteria può ancora attingere dalle vecchie graduatorie ora che le nuove sono definitive. Grazie anticipatamente per la risposta.

Lalla – la risposta è affermativa, la convocazione è corretta. E’ vero che a Roma le graduatorie di istituto di seconda e terza fascia sono finalmente diventate "verdi" su Istanze on line, ma per essere "definitive" devono essere pubblicate ufficialmente all’albo della scuola.

Sulla base di una circolare dell’Ufficio Scolastico di Roma tale pubblicazione avverrà in maniera contestuale in tutte le scuole della provincia nella giornata del 31 ottobre

Il 3 novembre

è stata invece scelta quale data unica di convocazione per tutte le istituzioni scolastiche per la eventuale assunzione dei docenti inclusi nelle graduatorie di circolo o di istituto.

La circolare

Pertanto, fino a domani le scuole dovranno convocare con formula "fino all’avente diritto".

Spezzoni pari o inferiori alle 6 ore vanno attribuiti alla classe di concorso in organico

Gio, 30/10/2014 - 10:12

Prof. Maria - Vorrei sapere come funziona l’attribuzione degli spezzoni inferiori o uguali a sei ore che sono di competenza dei D.S, per le classi atipiche. Es. chimica negli istituti professionali è classe atipica e precisamente è attribuibile sia alla A013 che alla A012. Nel caso di spezzone pari o inferiore a 6 ore, un docente interno abilitato in A012 può richiederle? Anche nell’ipotesi che nell’organico siano state attribuite alla A013?

Lalla – gent.ma Maria, la risposta è negativa. L’atipicità delle classi di concorso riguarda la costituzione delle cattedre in organico di diritto e serve a salvaguardare la titolarità.

Secondo le indicazioni riportate nella CM n. 34/2014, l’individuazione delle classi di concorso cui attribuire tali insegnamenti deve avere come fine prioritario la tutela della titolarità dei docenti presenti nell’istituzione scolastica, la ottimale formazione delle cattedre e la continuità didattica.

In assenza di esubero, il dirigente scolastico, d’intesa con codesti Uffici Scolastici, sulla base del parere del collegio dei docenti reso in coerenza con il POF, individua la classe di concorso alla quale assegnare l’insegnamento, assicurando un’equilibrata distribuzione dei posti tra le classi di concorso, al fine di venire incontro alle aspettative dei docenti inclusi nelle graduatorie provinciali ad esaurimento.

Pertanto, nella fase di attribuzione degli spezzoni pari o inferiori a 6 ore, tale situazione è già stata sistemata a livello di istituzione scolastica ed è chiaro a quale classe di concorso vanno attribuite. Infatti, se non ci sono all’interno della scuola in cui si verifica la disponibilità insegnanti disposti ad accettare tali ore, bisognerà scorrere le graduatorie di istituto, utilizzando la classe di concorso in organico.

Ore oltre le 18 per i docenti di ruolo sono pagate anche per luglio e agosto?

Mer, 29/10/2014 - 19:57

Martino – Le ore oltre le diciotto su organico di diritto sono pagate anche luglio ed agosto? Grazie.

Lalla – gent.mo Martino, su questo argomento non c’è accordo tra le Ragionerie territoriali e anche il Miur annaspa.

Tale problematica infatti è stata oggetto di discussione nell’ultimo incontro del tavolo tecnico sulle retribuzioni, e non ha ancora una risposta definitiva da parte del Miur.

Retribuzioni personale scuola. Ore eccedenti fino al 30 giugno o 31 agosto? Mesi estivi per supplenti annuali, supplenze art. 59 per Ata di ruolo

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