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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 13 min 53 sec fa

Monetizzazione delle ferie docenti precari. Chiarimenti per la scuola

4 ore 16 min fa

Scuola – Gent.mi consulenti di O.S., in questi giorni stiamo calcolando le ferie maturate dei docenti che hanno lavorato a tempo determinato (fino al 30/06 o al termine delle attività didattiche)presso il nostro istituto. Abbiamo alcuni casi però che ci lasciano perplessi:  1)docente scuola primaria  in congedo matrimoniale dal 12/06/2014 al 27/06/2014 2)docente scuola dell’infanzia in malattia per gravi patologie nel periodo natalizio 3)docente scuola primaria in congedo per maternità dal 14/10/2013 al 30/06/2014  in questi casi i docenti sono giustificati con certificati medici,  le ferie quindi  vanno monetizzate o dobbiamo comunque procedere a detrarre tutti quei giorni in cui la scuola era aperta ma non c’erano sono le lezioni anche nel periodo in cui loro erano assenti? Vi ringraziamo anticipatamente per la cortese risposta.

Paolo Pizzo   - Gentile scuola,

l’art. 1 comma 54 della la legge sopra citata ha uniformato per tutti i docenti (di ruolo, supplenti brevi o fino al 30/6-31/8)  i periodi fruizione delle ferie disponendo che il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative.

Con l’entrata in vigore della legge, invece, le ferie dei docenti con contratti per supplenza breve o fino al 30/6 saranno monetizzate NELLA MISURA DATA DAI GIORNI DI FERIE SPETTANTI, DETRATTI QUELLI DI SOSPENSIONE DELLE LEZIONI COMPRESI NEL PERIODO CONTRATTUALE.

La nota del 4 settembre 2013 prot. N. 72696 del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha chiarito che dal momento che la legge parla di “giorni [...] in cui è consentito al personale [...] fruire delle ferie” e non a quelli in cui dette ferie siano effettivamente fruite, a nulla rileva , ai fini della “monetizzazione” se il dipendente abbia o meno richiesto le ferie, bensì si dovrà tener unicamente conto della mera astratta facoltà di fruirle.

A questo punto è utile a mio parere chiarire la “ mera astratta facoltà di fruirle” deve comunque avere qualcosa di “concreto”. Come infatti possiamo pensare che un docente in malattia o collocato in congedo obbligatorio poteva avere la “facoltà” di fruirle?

Inoltre bisogna tenere conto di quel “in cui è consentito”….ed è ovvio che al docente in malattia non può essere consentito di fruire delle ferie se queste coincidono con l’evento morboso. Stessa cosa dicasi per la docente collocata in congedo matrimoniale o obbligatorio.

Pertanto, bisogna considerare solo quei giorni di sospensione delle lezioni in cui il docente pur potendo fruire delle ferie non ne ha fatto richiesta e di fatto non ne ha fruito.

In conclusione, tutti i docenti di cui al quesito non potevano avere questa facoltà perché collocati in particolari status che non gli avrebbero permesso la fruizione delle ferie neanche se avessero voluto.

Il principio è infatti quello di cause che non dipendono direttamente dal lavoratore.

Tale principio è richiamato dall’ARAN che afferma che il divieto della monetizzazione delle ferie “non opererebbe, invece, in relazione a quelle altre vicende estintive del rapporto di lavoro dovute ad eventi del tutto indipendenti dalla volontà del lavoratore e dalla capacità organizzativa e di controllo del datore di lavoro. In questi casi, infatti, si ritiene che l’impossibilità di fruire delle ferie non sia imputabile o comunque riconducibile al dipendente. Si tratta delle ipotesi in cui il rapporto di lavoro di lavoro si conclude in modo anomalo e non prevedibile in alcun modo (decesso, risoluzione per inidoneità permanente ed assoluta) oppure quelle caratterizzate dalla circostanza che il dipendente non ha, comunque, potuto fruire delle ferie maturate a causa di assenza dal servizio antecedente la cessazione del rapporto di lavoro (malattia, congedo di maternità, aspettative a vario titolo). Si tratta di situazioni che, proprio per i loro contenuti specifici, non sono considerate rispondenti alla ratio della legge e, quindi, vengono escluse dal suo ambito di applicazione.”

Anche i docenti di ruolo nelle graduatorie di istituto di II e/o III fascia

4 ore 37 min fa

Diego - Spettabile redazione Orizzonte Scuola sono un neo docente in ruolo su una classe di concorso di laboratorio. Ho conseguito nel 2012 l’abilitazione tramite TFA per un’altra classe di concorso. Quest’anno, con il rinnovo delle graduatorie di istituto, ho deciso comunque di rinnovate la domanda relativamente all’insegnamento per cui mi sono abilitato, inserendomi per la prima volta in seconda fascia in un’altra provincia (quindi non quella in cui sono in servizio).

Ho presentato la domanda perché ho letto della possibilità per i docenti di ruolo di accettare proposte di lavoro annuali da graduatorie di istituto per altre classi di concorso. La scuola mi ha però recentemente comunicato che la mia domanda di inserimento in seconda fascia non può essere accolta perché sono di ruolo. Mi potreste dare cortesemente un parere? Grazie.

Lalla – la scuola sbaglia. Il Ministero, con nota del 9 ottobre 2013, relativa alle Graduatorie di istituto del triennio 2011 – 2014 ha precisato

“Considerato che il D.D.G. 11 marzo 2010 ha previsto, ai sensi dell’ art. 1 – c. 4/quinquies – della legge 167/2009, il depennamento di tale personale esclusivamente dalle graduatorie ad esaurimento e, conseguentemente, dalle graduatorie di istituto di 1^ fascia, si ritiene che il personale docente di ruolo non possa essere cancellato dalle graduatorie di seconda e terza fascia di istituto. ”

e poi emanato la nota del 17 ottobre 2013 con la quale i docenti di ruolo sono stati ripristinati in quelle graduatorie.

Di conseguenza, chiarito il diritto del docente di ruolo a figurare nelle graduatorie di istituto di II e/o III fascia, nel periodo 23 maggio – 23 giugno 2014 gli interessati hanno presentato domanda di inserimento.

A cosa serve l’inserimento? Ad usufruire dell’art. 36 del CCNL

” ART. 36 – CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO PER IL PERSONALE IN SERVIZIO

1. Ad integrazione di quanto previsto dall’art. 26, il personale docente può accettare, nell’ambito del comparto scuola, rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purchè di durata non inferiore ad un anno, mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni, la titolarità della sede.

2. L’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, fatti salvi i diritti sindacali. ”

Puoi pertanto spiegare alla scuola qual è la normativa più recente su questo argomento.

L’abilitazione PAS non è un lasciapassare per il TFA

10 ore 46 min fa

Maurizio – Da qualche settimana sono in possesso di abilitazione tramite PAS. Chiedo cortesemente se rientro come soprannumerario ai corsi TFA e quindi esentato dalla selezione prevista ai fini di una seconda abilitazione attraverso la frequenza di un secondo biennio o semestre aggiuntivi.

Lalla - gent.mo Maurizio, la risposta è assolutamente negativa.

Il principio sul quale si basa la possibilità data dal Miur di ammettere corsisti in sovrannumero al corso TFA (Tirocinio Formativo Attivo) è che gli stessi hanno comunque superato una selezione di accesso ad un corso di formazione iniziale degli insegnanti (Ssis o TFA), che poi non hanno potuto frequentare.

Il nodo quindi è la selezione, avere svolto con esito positivo una selezione, come indicato dal dm del 16 maggio 2014, nel caso di

  • coloro che hanno superato l’esame di ammissione alle scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS), che si sono iscritti e che hanno sospeso la frequenza senza aver sostenuto l’esame per l’abilitazione ai sensi dell’articolo 15, comma 17, del D.M. n. 249 del 2010, ivi compresi coloro che fossero risultati idonei e in posizione utile in graduatoria ai fini di una seconda abilitazione da conseguirsi attraverso la frequenza di un secondo biennio di specializzazione o di uno o più semestri aggiuntivi, ai sensi dell’articolo 1, comma 19, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca dell’11 novembre 2011.
  • 7. Sono, altresì, ammessi in soprannumero coloro che hanno superato l’intera procedura selettiva per più classi di abilitazione nel precedente ciclo di TFA e che hanno optato per la frequenza di un solo corso di TFA, coloro che hanno sospeso la frequenza del primo ciclo di TFA per cause sopravvenute e comunque a loro non imputabili, nonché coloro che sono risultati idonei ma non collocati in posizione utile ai fini della frequenza del I ciclo di TFA.

Come vedi, non è il possesso di una generica abilitazione il lasciapassare per il TFA ma il fatto di essere già stati selezionati e non aver potuto frequentare il corso.

Graduatorie di istituto. Invio modello B1 tramite PEC

10 ore 56 min fa

Antonio - V orrei sapere cortesemente se l’invio del mod B1, licei musicali, all’Istituto di riferimento necessita di firma digitale.oppure è tassativo compilare a mano il modello B1 e da consegnare a mano… Insomma vorrei saperne di più su come comportarmi per l’invio.Grazie. Confido nel riscontro della presente.

Lalla - gent.mo Antonio, la nota Miur dell’11 luglio 2014 prevede

“I docenti delle discipline musicali A031, A032 e A077 che indicano nel modello B i Licei Musicali e/o Coreutici devono compilare anche il modello B/1 e inviarlo ad uno dei Licei Musicali o Coreutici prescelto, entro il termine del 4 agosto 2014, tramite PEC o raccomandata R/R o consegna a mano con rilascio di ricevuta. ”

Quindi le 3 modalità sono alternative ed equivalenti, purchè adottate entro il termine di scadenza per la presentazione della domnada, fissato al 4 agosto 2014 ore 14.00

Qualora decida di utilizzare la PEC il modello di domanda va scannerizzato, per cui la tua firma è già presente lì. La PEC vale come raccomandata.

N.B. La risposta è riferita al modello B, per i licei musicali, non al generico modello B,valido per tutte le altre classi di concorso, che va inviato esclusivamente in modalità telematica

PAS: corso on line per chi, pur iscritto, non ha potuto partecipare per “cause ammissibili”

12 ore 3 min fa

Tiziana – sono una docente che avrebbe potuto partecipare ai Pas a.s. 2013/2014 per la 043 a Roma, ma che per motivi di salute non ha potuto regolarizzare l’iscrizione alla Unint, e quindi frequentare. Volevo sapere se è previsto un nuovo ciclo a Roma oppure online, e se posso parteciparvi, essendo già in possesso dei requisiti d’accesso. Grazie in anticipo per la risposta

Lalla - gent.ma Tiziana, il Ministero ha emanato la nota del 13 maggio 2014 con la quale

si comunica di aver stipulato un’apposita convenzione con l’Università degli Studi Roma Tre-CAFIS per l’attivazione, da parte di quest’ultima,  di Percorsi Abilitanti Speciali con modalità on line riservati a:

a) i candidati, provenienti dall’intero territorio nazionale, ammessi a partecipare a classi di concorso non attivate dalle Università della propria regione;
b) i candidati ammessi ai corsi PAS a seguito di ordinanza dei TAR ovvero del Consiglio di Stato oltre i limiti temporali utili per la frequenza dei corsi in presenza;
c) i candidati che, essendo in servizio all’estero, non hanno potuto frequentare i corsi in presenza nonostante la regolare ammissione agli stessi a seguito di presentazione in tempo utile di domanda di ammissione;
d) i candidati che, essendo in servizio all’estero, non hanno potuto presentare in tempo utile domanda di ammissione ai corsi;
e) i candidati ammessi e iscritti ai corsi in presenza che non hanno potuto completare il percorso formativo per cause ammissibili.

La circostanza e), anche se bisognerebbe approfondire meglio sull’iscrizione, potrebbe riguardare proprio te, se si tratta di cause documentabili.

La scadenza per la presentazione della domanda era inizialmente il 6 giugno, poi prorogata al 20.

Poichè però è in atto, fino al 1° agosto, la procedura di iscrizione, è possibile che domande tardive possano essere accettate.

Trovi ulteriori informazioni a questo indirizzo

Corsi di perfezionamento da 1 punto e da 3 punti. Chiarimenti per la scuola

Mer, 23/07/2014 - 09:25

Scuola –  Buongiorno, si pone il seguente quesito: nella sez. C della pag. 5 del Mod.A2bis al punto 4 (Corso di perfezionamento universitario di durata almeno annuale); nella nota 10 si specifica  corso di 1500 ore e 60 di credito. Il docente ha inserito un corso di di perfez. annuale pari a 500 ore e (20cfu) il corso deve essere valutato punti 1? Sicuri di un vs.celere riscontro si porgono saluti.

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

il candidato l’ha indicato correttamente al punto 4 del modello e al corso va assegnato 1 punto (sempreché corso annuale). Trattasi infatti di attestato di corso di perfezionamento universitario, di durata almeno annuale con esame finale, coerente con gli insegnamenti cui si riferisce la graduatoria, nonché attestati di pari natura in materia di sostegno e/o difficoltà di apprendimento ed in materia bibliotecaria.

Se fosse stato un diploma di perf./master di 1500 ore e 60 cfu (valutato 3 pp.) andava inserito al punto 3.

Graduatorie di istituto: in I fascia ECDL non vale

Mer, 23/07/2014 - 08:28

Marcella – Carissima Lalla, mi sorgono dei dubbi circa la mia situazione per quanto concerne l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto. Ho presentato la domanda per l’aggiornamento nelle graduatorie permanenti, in cui ero naturalmente già inclusa. Non mi sono preoccupata di presentare il cartaceo per le graduatorie d’istituto, in quanto di prima fascia.

Pensavo tuttavia di poter inserire il punteggio per l’ECDL e per dei corsi di perfezionamento nel modello B, ma adesso che l’ho compilato non ho notato nessuna sezione in proposito. Quale modello cartaceo avrei dovuto presentare allora?

Leggendo le guide alla compilazione avevo dedotto che per i docenti di prima fascia, che non avevano altre classi di concorso da richiedere per la terza fascia, bastasse compilare il modello B e … invece?! Nell’attesa di una risposta, ringrazio in anticipo.

Lalla - gent.ma Marcella, il ragionamento è corretto. Chi è inserito nelle graduatorie ad esaurimento e accede esclusivamente alla I fascia delle graduatorie di istituto, non doveva presentare nulla entro il 23 giugno 2014, in quanto le domande possibili riguardavano esclusivamente II e III fascia.

Va detto però che non è possibile inserire titoli nel modello B, che serve esclusivamente alla scelta delle istituzioni scolastiche nelle cui graduatorie vuoi comparire per il triennio 2014/17.

I titoli e il punteggio della I fascia delle graduatorie di istituto – per tutti gli aspiranti inseriti – è lo stesso delle Graduatorie ad esaurimento, valutato con le rispettive tabelle di I/II fascia o III/IV.

Si tratta di tabelle di valutazione risalenti al 2002 per I e II fascia e al 2007 per III e IV. Esse non contemplano la valutazione dell’ECDL, che invece è stata introdotta per la prima volta nelle graduatorie di II e III fascia delle graduatorie di istituto, in quanto le tabelle di valutazione dei titoli sono state rinnovate nel 2014.

Per la I fascia delle graduatorie di istituto valgono quindi i titoli dichiarati con l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, in possesso entro il 10 maggio 2014. Qualora hai conseguito in data successiva un corso di perfezionamento valutabile, potrai dichirarlo al prossimo aggiornamento, nel 2017 (se nel frattempo non sarai stata ancora assunta a tempo indeterminato).

Assegnazione provvisoria provinciale per assunti in ruolo dal 1° settembre 2013

Mer, 23/07/2014 - 07:12

Nino – chi è entrato di ruolo nel 2013/14 può chiedere l’assegnazione in ambito provinciale?

Lalla - la risposta è affermativa, in quanto il vincolo è legato alla richiesta di assegnazione interprovinciale, non a quella provinciale.

La bozza di CCNI afferma all’art. 1 comma 2

” In base a quanto disposto nell’art. 2 comma 2 del C.C.N.I. 26.2.2014, può partecipare all’assegnazione provvisoria per la provincia di titolarità, per i soli motivi indicati nel precedente comma 1, tutto il personale docente assunto con decorrenza giuridica antecedente all’anno scolastico in cui si effettuano le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria. ”

Quindi, dal momento che le operazioni si riferiscono all’a.s. 2014/15, può richiedere l’assegnazione provvisoria anche il personale assunto con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2013.

Per quanto riguarda l’assegnazione interprovinciale vi è però una limitazione “possono chiedere l’assegnazione provvisoria tutti coloro che sono stati assunti nell’anno scolastico 2011/12, anche solo giuridicamente, e negli anni scolastici precedenti. In attuazione di quanto previsto all’art. 15 comma 10-bis della L. n. 128/13, il personale docente assunto a partire dalla decorrenza giuridica 1° settembre 2012, non può chiedere assegnazione provvisoria per altra provincia per un triennio a far data dalla decorrenza giuridica dell’assunzione, ad eccezione di coloro che beneficiano delle precedenze di cui al successivo art. 8 punti I, III, IV, VI e VII, ivi compreso il personale

docente della provincia di Trento. Le lavoratrici madri e i lavoratori padri anche adottivi o affidatari, assunti con decorrenza giuridica 1° settembre 2012 e successiva, che hanno figli di età superiore a tre anni e fino ad otto, pur non avendo diritto alla precedenza di cui al successivo art. 8, punto IV, lettera i), potranno presentare domanda di assegnazione provvisoria per un’ altra provincia.

Va anche detto – come messo in evidenza nelle nostre FAQ – che è possibile richiedere l’assegnazione anche a punteggio zero.

Ricordiamo che l’assegnazione provvisoria si può chiedere per i seguenti motivi:

  • ricongiungimento al coniuge o al convivente, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica;
  • ricongiungimento ai figli o agli affidati con provvedimento giudiziario;
  • gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da certificazione sanitaria;
  • ricongiungimento ai genitori.

Le precedenze (art. 7 CCNI es. legge 104/92; figlio minore di anni 3 ecc.) non danno punteggio e inoltre il ricongiungimento ai genitori dà punteggio solo se questi ultimi hanno un’età superiore a 65 anni (l’età è riferita al 31 dicembre 2014).

Ricordiamo altresì che l ’assegnazione provvisoria può essere richiesta per una sola provincia, per il numero di sedi previsto per i trasferimenti, oltre che per il posto o classe di concorso di titolarità, anche per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione per i quali si riscontri il possesso del titolo valido per la mobilità professionale come disciplinato dall’art. 3 del C.C.N.I. del 26.2.2014.

La richiesta di assegnazione provvisoria per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione è aggiuntiva rispetto a quella relativa al proprio posto o classe di concorso di titolarità e può riguardare solo il personale che abbia superato il periodo di prova.

Le Guide di OrizzonteScuola.it 

Interdizione fino a 7 mesi dopo il parto e fruizione delle ferie non godute

Mar, 22/07/2014 - 12:41

Noemi – sono una docente di religione a TI in una scuola primaria, dovrei rientrare in servizio il 4 settembre a conclusione del periodo di astensione obbligatoria di maternità. Vorrei capire come muovermi per richiedere il periodo di astensione di ulteriori 7 mesi per rischio biologico dovuto alla possibilità di esposizione a malattie infettive e come poter usufruire delle ferie non godute visto che ero in astensione obbligatoria. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Noemi,

1

L’interdizione dal lavoro può essere disposta dal Servizio ispettivo del Ministero del Lavoro, d’ufficio o su istanza della lavoratrice, qualora nel corso della  propria attività  di vigilanza constati l’esistenza delle condizioni che danno luogo all’astensione medesima.

Il provvedimento di interdizione presuppone dunque un accertamento da parte della DPL circa l’impossibilità, per il datore di lavoro, di adottare misure volte alla eliminazione dei rischi per la salute della lavoratrice, ferma restando la possibilità di disporre l’astensione, anche prima di tale accertamento, allorquando il datore  produca una dichiarazione la quale risulti in modo chiaro, sulla base di elementi tecnici attinenti all’organizzazione aziendale, l’impossibilità di adibirla ad altre mansioni. In tal caso  l’interdizione dal lavoro decorrerà dalla data del provvedimento stesso.

Il presupposto dell’impossibilità di adibire la lavoratrice ad altre mansioni non va inteso in senso assoluto, ma relativo, potendo quindi essere adottato il provvedimento di interdizione dal lavoro non  solo quando non sussista in assoluto alcuna mansione alternativa cui spostare la lavoratrice, ma anche quando la mansione alternativa astrattamente reperibile, risulti in concreto così poco impegnativa, ad esempio per il fatto di essere già svolta da altri dipendenti, da potersi considerare effettivamente inesigibile.

Con le motivazioni e i criteri finora esposti l’interdizione può essere disposta per la lavoratrice sia prima che dopo il parto, IN QUEST’ULTIMO CASO FINO A 7 MESI DOPO IL PARTO (“attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre prima del parto o estesa a 7 mesi dopo il parto”).

2

L’art. 13/10 del CCNL/2007 dispone che in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività didattica.

Pertanto, non c’è dubbio che il congedo obbligatorio è una situazione che rientra nelle motivate esigenze di carattere personale. Potrai quindi fruire delle ferie non godute nei periodi di sospensione dell’attività didattica del prossimo anno scolastico.

Supplenze da graduatorie di istituto per i docenti di ruolo

Mar, 22/07/2014 - 10:32

Silvia – Gentili esperti di Orizzonte Scuola, sono una docente di ruolo. Pur essendo a tempo indeterminato desidero tenermi aperta la possibilità di usufruire dell’art. 36 del CCNL. Per questo motivo sono rimasta inserita e ho aggiornato sia la seconda che la terza fascia delle graduatorie d’istituto x il triennio 2014-2017.

Mi sarebbe però utile una precisazione relativa all’ art. 36 del CCNL che cito testualmente: “il personale docente può accettare, nell’ambito del comparto scuola, rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purchè di durata non inferiore ad un anno…”.

Ecco la richiesta di precisazione:

Silvia – ciò significa che potrei eventualmente accettare ESCLUSIVAMENTE incarichi fino al 31 agosto? Niente fino al 30 giugno?

Lalla – può trattarsi di incarichi al 31 agosto, o anche al 30 giugno, ma non di durata inferiore. Il testo infatti non parla di supplenza "annuale" codice N02 ma supplenza che non sia inferiore ad anno scolastico, per cui può benissimo essere inteso (come già lo è stato negli anni precedenti), supplenza fino al termine dell’attività didattica (30 giugno), codice N11

Silvia - L’accettazione di tale incarico può avvenire in un qualsiasi momento dell ’anno scolastico (anche x es. a metà ottobre) o per forza prima dell’inizio delle lezioni (cioè entro il primo giorno di lezioni per gli allievi)? I miei dubbi nascono anche dal fatto che x le mie CdC di seconda / terza fascia delle graduatorie d’istituto è raro trovare incarichi fino al 31 agosto (sono quasi sempre fino al 30 giugno). Inoltre nella realtà scolastica non accade spesso che i Dirigenti Scolastici chiamino da graduatoria d’istituto prima dell’inizio delle lezioni per gli allievi.

Lalla – può avvenire in qualsiasi momento, tu partecipi come tutti gli altri candidati allo scorrimento delle graduatorie in base alla disponibilità. L’importante è la data di chiusura del contratto, non quella di inizio.

Silvia – Un’ultima cosa: nelle graduatorie d’istituto ci sarà un segno distintivo (tipo asterisco o simili) che indichi che io sono di ruolo / a tempo indeterminato rispetto a chi invece è precario? Intendo: se posso accettare esclusivamente incarichi fino al 31 agosto, probabilmente le Segreterie salteranno il mio nominativo nel caso di incarichi fino al 30 giugno, è così? Sapranno le Segreterie delle 20 scuole del mio futuro mod. B che io, pur essendo inserita nelle graduatorie d’istituto, sono a tempo indeterminato? Nell’attesa di un Vostro chiarimento, infinitamente grazie x la Vostra splendida rubrica.

Lalla – no, io ritengo di no. Potresti ricevere tutte le chiamate per supplenza, e poi di volta in volta chiarire quali puoi accettare e quali no.

Assegnazione provvisoria anche per altro ordine di scuola. Quando è possibile?

Mar, 22/07/2014 - 09:25

Gloria – mi complimento per l’ ottimo servizio e dopo aver  letto le faq,  non ho trovato risposta al mio quesito. Sono una docente di scuola secondaria di primo grado classe A345 e abilitata anche per la classe A346 per la scuola secondaria di secondo grado.  PREMETTO CHE HO CHIESTO IL TRASFERIMENTO PER LA SCUOLA SECONDARIA di primo grado CHE NON HO OTTENUTO e ho richiesto il passaggio per il secondo grado e non so ancora i risultati.  In caso di mancato accoglimento,  posso chiedere assegnazione provvisoria con avvicinamento al mio convivente( abitiamo in nuovo comune da 4 mesi)  per tutte e due le classi di concorso e quindi per il primo e secondo grado.  Se si,  quella per il secondo grado,  é da produrre in formato cartaceo e inoltrare tramite scuola??  La ringrazio molto per la sua attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Gloria,

è possibile richiedere assegnazione provvisoria oltre che per il posto o classe di concorso di titolarità, anche per altre classi di concorso o posti di grado diverso di istruzione a due condizioni:

  • Che si sia SUPERATO L’ANNO DI PROVA: a differenza di ciò che accade per il grado di istruzione di appartenenza non sono infatti consentite assegnazioni provvisorie per grado di istruzione DIVERSO da quello di appartenenza nei confronti del personale che NON ABBIA superato il periodo di prova;
  • Che si sia in possesso dell’abilitazione per l’eventuale altro grado richiesto: bisogna essere in possesso del titolo valido per la mobilità professionale come disciplinato dall’art. 3 del C.C.N.I. del 26.2.2014.

Dal momento che tu hai chiesto il passaggio di ruolo si presume che sei in possesso dei requisiti sopra richiamati.

Pertanto, in caso di mancato accoglimento del passaggio di ruolo potrai chiedere assegnazione anche per la classe di concorso del II grado.

La domanda andrà prodotta esclusivamente online e in questo caso ne dovrai produrre due: la prima è relativa al tuo ordine di scuola e quindi entrerai in istanze online nella sez. del I grado; la seconda invece andrà prodotta entrando nella sez di istanze online relativa al II grado.

Il sistema ti permetterà l’inoltro solo all’ATP di competenza e pertanto non c’è possibilità di sbagliare.

Lo speciale di OS 

Aspettativa per assegno di ricerca e confusione del Dirigente. Chiarimenti

Mar, 22/07/2014 - 08:07

Massimiliano  – Buongiorno, sono un docente a tempo indeterminato in una scuola superiore,  attualmente in aspettativa in quanto assegnista di ricerca presso  un’università italiana, dal 1 dicembre 2013 e fino al 30 novembre 2014.  Pochi giorni fa e senza nessun preavviso la dirigente scolastica della  scuola mi ha contattato per “mettere le mani avanti” e comunicarmi che  dal 1 dicembre 2014 non potrò più chiedere aspettative o congedi nel  caso (più che probabile) che il mio assegno venga rinnovato. Il motivo sarebbe che nell’ultimo quinquennio ho già usufruito di  congedi per motivi di studio superiori a 2,5 anni. Questo è vero ma si  trattava di congedi per motivi di ricerca, non di aspettative, ed ero  impiegato presso un ateneo straniero. La dirigente si è inoltre  appellata alle norme concernenti il congedo contenute nel contratto  collettivo nazionale del 2007 e precedenti. La legge 240 dedica l’articolo 22 interamente agli assegni di ricerca  (ripreso anche nel mio contratto stipulato con l’ateneo) e recita  testualmente

” La titolarità dell’assegno [...] comporta il collocamento  in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso   amministrazioni pubbliche”, senza nessun riferimento a precedenti  periodi di congedo e senza riferimento ad un’eventuale discrezionalità  del dirigente. La d.s. insiste nell’affermare che non ho diritto all’aspettativa e mi ha inviato una comunicazione scritta che riassume i congedi che ho  chiesto in passato e conclude affermando che “La legge 240 non influisce  sulla posizione contrattuale dei singoli”. In parole povere, la legge  240 non varrebbe a confronto col contratto nazionale. Mi chiedo quindi  con preoccupazione se veramente la d.s. potrà impormi di riprendere il  servizio negandomi l’aspettativa, forzandomi a rinunciare al rinnovo  dell’assegno di ricerca. Aggiungo una nota a margine: l’elenco dei congedi di cui ho goduto  inviatomi dalla scuola non è corretto. Infatti, negli anni passati io ho  sempre richiesto, con istanza scritta e protocollata, un “congedo  straordinario per motivi di ricerca” mentre, dalla comunicazione della  scuola, emerge che mi é sempre stato dato un “congedo per motivi   dottorato”, che io ho concluso ben prima di entrare in ruolo nella  scuola, e che era regolamentato da norme diverse. Si profila quindi un  errore formale e sostanziale da parte della scuola. Ho richiesto, tramite PEC, un parere in merito all’ufficio scolastico  territoriale, al quale ho inviato anche copia del mio contratto con  l’ateneo, i riferimenti di legge e la comunicazione inviatami dalla scuola. In attesa di un riscontro da parte loro, potete darmi qualche chiarimento?

Paolo Pizzo – Gentilissimo Massimiliano,

la Dirigente sta a mio avviso confondendo un po’ le cose.

I congedi di cui all’art. 18 del CCNL/2007 e quello relativo all’assegno di ricerca sono infatti distinti e separati e non vi è alcuna incompatibilità.

Andiamo con ordine.

L’art. 22 della legge n.240 del 30 dicembre 2010 prevede che:

“Le universita’, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e  sperimentazione, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,  l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e l’Agenzia  spaziale italiana (ASI), nonche’ le istituzioni il cui diploma di  perfezionamento scientifico e’ stato riconosciuto equipollente al  titolo di dottore di ricerca ai sensi dell’articolo 74, quarto comma,  del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382,  nell’ambito delle relative disponibilita’ di bilancio, possono  conferire assegni per lo svolgimento di attivita’ di ricerca. I  bandi, resi pubblici anche per via telematica sui siti dell’ateneo,  ente o istituzione, del Ministero e dell’Unione europea, contengono  informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti e i  doveri relativi alla posizione e sul trattamento economico e  previdenziale spettante.

2. Possono essere destinatari degli assegni studiosi in possesso di  curriculum scientifico professionale idoneo allo svolgimento di  attivita’ di ricerca, con esclusione del personale di ruolo dei  soggetti di cui al comma 1. I medesimi soggetti possono stabilire che  il dottorato di ricerca o titolo equivalente conseguito all’estero  ovvero, per i settori interessati, il titolo di specializzazione di  area medica corredato di una adeguata produzione scientifica,  costituiscono requisito obbligatorio per l’ammissione al bando; in  assenza di tale disposizione, i suddetti titoli costituiscono titolo  preferenziale ai fini dell’attribuzione degli assegni.

3. Gli assegni possono avere una durata compresa tra uno e tre  anni, sono rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a  qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni  all’estero, l’attivita’ di ricerca dei titolari. La durata  complessiva dei rapporti instaurati ai sensi del presente articolo,  compresi gli eventuali rinnovi, non puo’ comunque essere superiore a  quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno e’ stato  fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo  della durata legale del relativo corso. La titolarita’ dell’assegno  non e’ compatibile con la partecipazione a corsi di laurea, laurea  specialistica o magistrale, dottorato di ricerca con borsa o specializzazione medica, in Italia o all’estero, e comporta il  collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in  servizio presso amministrazioni pubbliche.”

Giova comunque ricordare che anche l’art. 51/6 della legge 449/97 prevedeva che “Il titolare in servizio presso amministrazioni pubbliche può essere collocato in aspettativa senza assegni” (possibilità richiamata anche per gli assegnisti dal punto 3 della Circolare Ministeriale 4 novembre 2002, n. 120).

In ogni caso bisogna chiarire che tale art. è stato abrogato dalla Legge 240/2010 sopra citata che all’art. 29, comma 11 lettera d prescrive: “A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati: d) l’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.”

Pertanto, il riferimento normativo principale è ad oggi la legge n. 240 del 30 dicembre 2010 che ha previsto che la titolarità dell’assegno comporta il  collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in  servizio presso amministrazioni pubbliche.

È utile anche richiamare la C.M. 15/2011 nel punto relativo ai beneficiari di borse post-dottorato e agli assegnisti universitari in cui prevede esplicitamente la possibilità dell’aspettativa senza assegni per tutti i pubblici dipendenti vincitori di un assegno di ricerca.

Pertanto, anche il docente che ha già conseguito il titolo di dottore di ricerca ha titolo a beneficiare di aspettativa per borsa di studio post-dottorato e di aspettativa per assegno di ricerca.

Quest’ultima, però, è esclusivamente senza assegni (è infatti diversa dal congedo straordinario per dottorato di ricerca), come afferma la Legge 240/2010 (l’ultima e unica norma a cui bisogna fare riferimento).

Aggiungo che il CCNL/2007 all’art. 15/7 recita testualmente: “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.

Anche se non sono richiamate le aspettative non retribuite il principio è quello che anche il dipendente della scuola in quanto dipendente pubblico può fruire di tutti gli altri permessi o aspettative riferiti a questi ultimi.

In conclusione:

  • le eventuali aspettative finora fruite non riguardano in nessun modo quella relativa all’assegno di ricerca;
  • quest’ultima è ESPRESSAMENTE PREVISTA DA UNA SPECIFICA NORMA DI LEGGE OVVERO art. 22/3 della Legge 240/2010 la quale prevede una durata compresa tra uno e tre  anni, rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a  qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni  all’estero, l’attivita’ di ricerca dei titolari. La durata  complessiva, compresi gli eventuali rinnovi, non puo’ comunque essere superiore a  quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno e’ stato  fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo  della durata legale del relativo corso.
  • L’art. 18 del CCNL/2007 non ha nulla a che fare con l’aspettativa per assegno di ricerca in quanto non la prevede;
  • potrai fruire dell’aspettativa per motivi di ricerca ai sensi dell’art.15/7 dello stesso Contratto e della legge richiamata;
  • nessuna norma impone che dopo aver fruito di qualsiasi aspettativa prevista dal Contratto non puoi fruire di altre aspettative previste da specifiche disposizioni di legge.

Non ti resta che impugnare il decreto del DS perché illegittimo e non ha nessun fondamento di legge. Inoltre, ti voglio anche far notare che se il tuo precedente congedo era specifico “per dottorato di ricerca” e non per “motivi di studio” è utile che tu legga la circolare 15/11 sopra richiamata. Anche in questo caso la scuola potrebbe aver fatto confusione accordandoti l’aspettativa per motivi personali e di famiglia quando invece doveva accordarti quella specifica per dottorato di ricerca.

Graduatorie di istituto: chi ha saltato l’aggiornamento del 2014 potrà reinsersi nel 2017

Lun, 21/07/2014 - 18:39

Francesco – Salve spettabile redazione Orizzonte Scuola, vi scrivo per avere una conferma certa, anche se la domanda è banale. Ero iscritto in III fascia per il triennio precedente, ma quest’anno, non avendo saputo in tempo dell’aggiornamento, non ho presentato domanda.

In questo caso si decade dalla III fascia oppure si resta iscritti nella posizione precedente? Grazie per il vostro supporto e buon lavoro.

Lalla – gent.mo Francesco, la mancata presentazione del modello cartaceo entro il 23 giugno 2014 per l’inserimento nella III fascia delle graduatorie di istituto comporta il depennamento temporaneo dalle graduatorie di istituto.

Non comparirai infatti per il triennio 2014/17, ma potrai reinserirti al prossimo aggiornamento.

Il dm n. 353 del 22 maggio 2014 afferma infatti all’art. 1 comma 2 "Le graduatorie di cui al comma 1, suddivise in tre fasce, sostituiscono quelle vigenti negli anni scolastici 2011/12, 2012/13, 2013/14 e hanno validità per gli anni scolastici 2014/15, 2015/16, 2016/17.

In questo periodo, per sopperire a tale mancanza, potrai inviare delle domande di messa a disposizione, che i Dirigenti Scolastici potranno utilizzare in caso di graduatorie esaurite.

Immessi in ruolo dal 1° settembre 2013 possono chiedere assegnazione provvisoria interprovinciale solo a determinate condizioni

Lun, 21/07/2014 - 16:54

Filomena – Gentilissimi, grazie per il vostro aiuto. Mercoledì 23 usciranno i dati sulla mobilità per la scuola secondaria di secondo grado. Premetto che sono una docente neo immessa in ruolo dal Concorso 2012 e che l’USP di Foggia mi ha assegnato la provincia di Taranto come sede di titolarità.

Io abito nella provincia di Bari. So che per i neo immessi in ruolo c’è l’obbligo di permanenza dei tre anni nella provincia, ma se non mi viene assegnata nessuna delle sede da me scelta nella domanda di mobilità, posso migliorare la mia situazione lavorativa? Se si, in che modo? Posso fare domanda di utilizzazione provvisoria? Attendo fiduciosa un vostro aiuto illuminante.

Lalla – gent.ma Filomena, tutti i neo immessi in ruolo partecipano alla II fase dei trasferimenti, chiamata “trasferimenti tra comuni della stessa provincia”. Nel caso in cui nessuna delle sedi indicate sarà disponibile toccherà al sistema informatico decidere per te e attriburti una sede. E’ per questo che l’operazione è detta “’d’ufficio” in quanto non è una diretta scelta dell’interessato.

La novità di questo anno è la lettera e-1) dell’art. 2 del CCNI 2014/15 sulle utilizzazioni che permette ai neo immessi in ruolo dal precedente primo settembre trasferiti d’ufficio di presentare domanda di utilizzazione per dare la possibilità di avere questa volta una sede che sia più gradita.

La sede però potrà essere scelta esclusivamente all’interno della provincia di titolarità, in quanto per il neo immesso in ruolo

vale la prescrizione del decreto legge 12 settembre 2013, n. 104 ” ( 10-bis. Il primo periodo del comma 3 dell’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente: «I docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra provincia dopo tre anni di effettivo servizio nella provincia di titolarita’», poi approvato nella legge 128/2013, che non ti permette quindi di poter presentare domanda di utilizzazione o assegnazione provvisoria in altra provincia prima che siano trascorsi 3 anni dall’immissione in ruolo, a meno che tu non possa usufruire delle specifiche disposizioni normative che permettono di superare tale vincolo, che puoi puoi leggere in questo articolo Assegnazione provvisoria 2014/15: chi può chiederla, per quante province, effetti su anzianità di servizio. La guida

Mobilità: valgono le vecchie classi di concorso

Lun, 21/07/2014 - 11:58

Sono abilitata per la classe di concorso A040 ora confluita insieme alla A057 nella nuova classe di concorso A016 (discipline sanitarie) ,volevo chiederle se ora risulto essere abilitata nella A016 in quanto vorrei fare un passaggio di ruolo essendo per ora insegnante di scuola primaria, grazie

Lalla – gent.ma, la classe di concorso A016, nei termini in cui ne stai parlando tu, non esiste ancora (nè sappiamo se mai esisterà). Sicuramente fai riferimento ad una delle tante bozze di riforma delle classi di concorso, mai attuata.

Pertanto, ancora per l’a.s. 2014/15 la mobilità professionale (passaggi di ruolo e/o di cattedra) è avvenuta con le normali, tradizionali classi di concorso, quale le conosciamo da più di un decennio.

Nè riteniamo che il processo, qualora dovesse essere in moto, potrà essere concluso in tempo per le domande di mobilità per l’a.s. 2015/16, o comunque impossibile dire oggi quale sarebbe il documento finale e i criteri in esso adottati.

Noi siamo abituati a ragionare sull’esistente, per cui l’unica abilitazione di cui sei in possesso per la scuola secondaria è la A040.

Graduatorie di istituto: prossimo inserimento in III fascia nel 2017

Lun, 21/07/2014 - 10:05

Tobia – Vi scrivo per avere una delucidazione in merito all’iscrizione alla terza fascia delle Graduatorie di Istituto. Prevedo di ottenere la laurea specialistica nel giugno 2015 e mi chiedo se, una volta ottenuta la laurea specialistica (con tutti i crediti necessari all’insegnamento), potrò iscrivermi subito in terza fascia o se dovrò attendere un nuovo aggiornamento delle graduatorie.

Lalla – gent.mo Tobia, ti confermo che il prossimo aggiornamento delle graduatorie di istituto sarà (in base all’attuale normativa) nel 2017, per il triennio successivo.

Il dm 131/07 (cosiddetto Regolamento delle supplenze) fissava all’art. 5 comma 5

"Le graduatorie della I fascia hanno validità temporale correlata alle cadenze di aggiornamento delle corrispondenti graduatorie ad esaurimento e vengono riformulate a seguito di ciascuna fase di aggiornamento delle predette graduatorie. Le graduatorie della II e III fascia hanno validità biennale"

Nel 2011 è poi intervenuto il dm n. 47 del 26 maggio 2011, che ha trasformato le graduatorie ad esaurimento in triennali e di conseguenza tale validità è stata estesa anche a tutte le fasce delle graduatorie di istituto.

Negli anni intermedi di vigenza delle graduatorie non sono previsti nuovi inserimenti in III fascia, per chi acquisisce il titolo di accesso. Le novità del dm n. 353 del 22 maggio 2014 riguardano solo coloro che nel corso dei 3 anni conseguono il titolo di abilitazione, per permettere loro di ricevere proposte di supplenza con priorità rispetto a chi non è ancora in possesso dell’abilitazione.

Nominato in ruolo ma impossibilitato ad assumere servizio. E’ possibile?

Dom, 20/07/2014 - 12:35

Docente – A fine agosto, se tutto va bene, dovrei finalmente entrare di ruolo, tramite concorso. Ma mi sono fratturato un piede e mi auguro che la ripresa avvenga nei tempi giusti, potete capire l’angoscia. La domanda è: posso delegare qualcuno al l’accettazione presso l’USR, ma se non sono ancora un condizione, posso perfezionare il contratto  a distanza o posticiparlo perché in malattia?  Corro dei rischi?.

Paolo Pizzo – Gentilissimo docente,

è intanto possibile delegare l’accettazione della nomina a tempo indeterminato ma non è ovviamente possibile delegare per la presa di servizio il 1 settembre.

Tuttavia l’art. 9 del dpr 3/1957 prevedeva che “La nomina dell’impiegato che per giustificato motivo assume servizio con ritardo sul termine prefissogli decorre, agli effetti economici, dal giorno in cui prende servizio. Colui che ha conseguito la nomina, se non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina”.

Tale art. è richiamato dall’art. 560 del Dlgs 297/94.

L’ art. 436 del  Dlgs 297/94 prevede che si decade dalla nomina in assenza di assunzione in servizio, ma solo senza giustificato motivo.

Nonostante l’entrata in vigore del dlgs 165/2001 e 150/2009 resta a mio avviso in vigore il differimento della presa di servizio per “giustificato motivo” (ovviamente supportato da relativa documentazione da inviare a scuola).

Pertanto, al momento della nomina, ti invito a contattare subito la scuola in cui dovrai andare a prendere servizio e inviare loro tutta la certificazione del caso.

Tale questione con relativa certificazione potrebbe anche essere posta all’attenzione dell’USR/UST nel momento dell’accettazione della nomina.

 

Assegnazione provvisoria e continuità del servizio. Chiarimenti

Sab, 19/07/2014 - 21:50

Monica – sono un’insegnante di scuola primaria a tempo indeterminato (giuridicamente dal 2000/01; economicamente dal 2001/02) a seguito di pubblico concorso. Vorrei chiedere l’assegnazione provvisoria in un’altra provincia e so che ciò comporta la perdita del punteggio di continuità maturato precedentemente. Tuttavia, mi chiedevo se tale perdita sarà valutata già a partire dalla mobilità del prossimo febbraio 2015, ossia laddove ottenessi l’assegnazione per l’anno 2014/15 e poi decidessi di fare domanda di trasferimento a febbraio 2015, visto che l’anno in corso non viene considerato, il mio punteggio di continuità fino al 2013/14 sarebbe ancora valido per la domanda di mobilità di febbraio 2015 oppure no? Ringrazio per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Monica,

la nota 5 (punteggio di continuità) della tabella valutazione titoli allegata al CCNI conclude con “Non va valutato l’anno scolastico in corso al momento della presentazione della domanda”.

Giova precisare che questo è un criterio che segue tutta la fase dei trasferimenti e delle graduatorie interne di istituto in quanto l’anno in corso non viene valutato neanche per il cosiddetto “anno di servizio di ruolo” (6 pp per posto comune e 12 per posto di sostegno). L’anno in corso, infatti, viene valutato a tutti gli effetti (compresa la continuità del servizio) solo per le utilizzazioni.

Pertanto,nel caso ottenessi l’assegnazione provvisoria a partire dal 1 sett 2014 la continuità del servizio è “salva” per la mobilità e le graduatorie interne di istituto dell’a.s. 2014/15 e non ti verrà quindi calcolata nell’a.s. 2015/2016.

Assegnazione provvisoria: dopo l’indicazione del codice del comune di ricongiungimento esistono altri vincoli?

Sab, 19/07/2014 - 21:34

Eleonora – considerata la Sua precisa attenzione e disponibilità vorrei porre il seguente dubbio:  una volta inserito il codice del comune di ricongiungimento se poi inserisco altre scuole devo inserire il codice dei comuni di dette scuole?Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Eleonora,

le sedi le potrai inserire senza alcun vincolo.

Infatti, l’unico vincolo che hai affinché tutte le sedi della domanda siano prese in considerazione è indicare il codice comune di ricongiungimento prima di indicare sedi o comuni diversi da quest’ultimo.

Quindi: sede X nel comune di ricongiungimento; sede y nel comune di ricongiungimento e così via oppure direttamente il comune di ricongiungimento come prima sede.

Se poi vuoi indicare altre sedi appartenenti ad altri comuni oppure direttamente altri comuni dovrai necessariamente esprimere il codice comune di ricongiungimento prima di tali preferenze. Quest’ultime le potrai inserire senza altre accortezze se non quella del “tuo” ordine di preferenza.

Graduatorie di istituto: lotteria scelta sedi modello B

Sab, 19/07/2014 - 05:21

Carlo – gentile redazione, nel terno a lotto della scelta delle scuole per il mod. B, vi chiedo: ma le scuole , per la trasparenza, non dovrebbero comunicare le disponibilità o meno di posti liberi, in modo tale che possiamo indirizzare le domande dove c’è possibilità di insegnare non sprecando delle opportunità. Come ci possiamo tutelare in questo? che possibilità di controllo possiamo fare? vi prego di farmi sapere qualcosa.

Lalla – gent.mo Carlo, la risposta al tuo quesito è negativa (o solo parzialmente affermativa).

Le scuole hanno già comunicato i posti liberi, cioè le cattedre al 31 agosto, ed è possibile evincerli visionando l’organico di diritto dell’ordine di scuola che ti interessa. Per la secondaria di II grado

Guida alla lettura dell’organico di diritto nella scuola secondaria

I posti liberi fino al 30 giugno (quindi in organico di fatto) saranno noti solo tra qualche settimana, verosimilmente dopo i termini di scadenza per la presentazione del modello B (4 agosto 2014 ore 14.00)

Tali posti – al 31 agosto e 30 giugno – devono essere utilizzati innanzitutto per le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo, poi per le immissioni in ruolo e il conferimento delle supplenze da graduatorie ad esaurimento, e solo in forma residuale possono essere attribuiti da graduatorie di istituto.

Quindi, anche se la scuola X ti dice oggi di avere un posto libero al 31 agosto, non c’è alcuna certezza che questo possa essere attribuito da graduatoria di istituto, nè ti ha reso un servizio (magari tu punti alla scuola in cui sai esserci un posto libero al 31 agosto, che magari poi viene assegnato nella fase precedente, mentre nella scuola vicina ci sarà una supplenza lunga da maternità, ma tu non hai scelto quella scuola).

E infatti va detto che le graduatorie di istituto vanno utilizzate dai dirigenti scolastici per tutte le tipologie di supplenze brevi, che non è certo possibile prevedere a priori.

Pertanto non può esistere alcun obbligo per le scuole di comunicare i posti liberi ai fini delle supplenze, perchè non è questo il senso della normativa. I posti liberi, piuttosto, dovrebbero essere coperti da immissioni in ruolo (speriamo numerose) e solo in via residuale attraverso le supplenze.

Semmai un punto di contestazione può essere il limite imposto delle 20 istituzioni scolastiche per le secondarie (max 10 per infanzia e primaria), mentre sarebbe molto più equo permettere a tutti le stesse opportunità in ciascuna scuola della provincia, evitando appunto l’"effetto lotteria".

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