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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 17 min 18 sec fa

Pensioni: i cavilli delle riforme

1 ora 36 min fa

Gino - Sono nato a Roma il 13/01/1954 iniziato a lavorare al 1/12/1969 non sono nel comparto scuola, vorrei sapere se possibile se posso andare in pensione con la vecchia legge ante Fornero avendo al 1/01/2012 38 anni e 4 mesi di contribuiti e 57 anni e 11 mesi e 18 giorni di età . Questa somma raggiunge quota 96 a quel tempo sufficiente per accedere alla pensione? Nel ringraziare di un’eventuale cortese risposta, si inviano distinti saluti. 

P.F.- Gentile Gino, premetto che il nostro servizio di consulenza, non vuole essere un punto di riferimento per tutti i lavoratori, onde evitare errori di valutazione, essendo la materia pensionistica di per sè molto ostica e piena di insidie.

Le fornisco, con piacere alcune indicazioni in merito alla sua richiesta di chiarimento.

Nella nuova riforma pensionistica, è prevista una clausola di salvaguardia (art. 24 comma 3 DL n.  201/2011) che consente di andare in pensione con i vecchi requisiti pensionistici maturati al 31/12/2011.

Pertanto, partendo da due elementi, ovvero  la sua situazione previdenziale al 31/12/201 e i requisiti previgenti la riforma Fornero:

1) Situazione previdenziale:

- età: 57 anni e 11 mesi;

- anzianità contributiva: 38 anni e 4 mesi.

2) Requisiti anti-Fornero

- quota 96 (60/36 o 61/35);
- 40 anni di contributi;

- pensione di vecchiaia con 65 anni di età per gli uomini e 61 anni di età per le donne, con un  minimo 20 anni di contribuzione o 15 di contributi se in servizio prima del 31/12/1992.

Visti i suddetti requisiti, purtroppo la sua situazione non rientra in nessuna dei casi  previsti dalle deroghe della  Legge 214/2011.

Nella fattispecie al 31/12/2011, raggiunge quota 96, ma non con un minimo di età pari a 60/61 anni.

Previsioni sulla mia data di pensionamento

1 ora 42 min fa

Giulia - Sono insegnante scuola superiore di primo grado presso l’Ist. Comprensivo di Olevano Romano. Sono nata il 2 marzo 1953 e a tutto’oggi ho maturato 31 anni di servizio. Prima della riforma pensionistica Fornero sarei andata in pensione di vecchiaia il 1 settembre 2014. Ora quando andro’ in pensione? Grazie per la gentile consulenza.

P.F.

Gentile Giulia, la L. 214/2011 ovvero la cosiddetta riforma Fornero prescrive i requisti per la pensione anticipata e di vecchiaia.

Vista la sua data di nascita e la sua anzianità contributiva al 31/08/2014 di 31 anni (come indicato), raggiunge la pensione per vecchiaia ovvero legata all’età, nel 2020.
Nel 2020 il requisito previsto dalla normativa per la pensione di vecchiaia, nel periodo 2019/2020,  è di 66 anni e 11 mesi di età.

Si precisa che i requisiti pensionistici dal 2016 in poi, sono previsionali, basati sugli studi effettuati dall’ISTAT e pertanto dovranno essere verificati e potrebbero subire delle variazioni.

Graduatorie ATA: come si calcolano i giorni di servizio

6 ore 25 min fa

Alda – Buongiorno, vorrei sapere se si devono calcolare i mesi di servizio con il seguente criterio es.21 gennaio 20 febbraio 19 marzo….. ecc. poi i restanti giorni se superiori a 16gg 1 mese. L’aggiornamento della terza fascia mi farà accedere in prima avendo i 24 mesi?

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Alda, per accedere alle graduatorie provinciali ATA, bisogna aver maturato un’anzianità di servizio di 24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi, prestati in posti corrispondenti al profilo professionale di inclusione.

Problema ricorrente è quello relativo alla determinazione dell’inizio e del termine di un periodo di servizio. Il calcolo va eseguito in base al calendario comune, secondo quanto prescrive l’art. 2963 del Codice Civile, che costituisce fonte normativa di riferimento.

Il mese decorrente da un determinato giorno termina, quindi, nel giorno (compreso) immediatamente precedente del mese successivo, ad es. 2 mesi a decorrere dal 15 febbraio abbracciano il periodo dal 15 febbraio al 14 aprile compreso.

I periodi continuativi articolati su più mesi sono calcolati partendo dal primo giorno di servizio.

Si conteggia poi il periodo intercorrente tra tale giorno e il giorno immediatamente precedente del/i mese/i successivo/i. Si procede infine al computo dei giorni restanti di tale ultimo mese, come da calendario.

ATA: le ore di straordinario vanno sempre retribuite?

6 ore 30 min fa

nella news sulla contrattazione integrativa di istituto a firma di g. calandrino nel dettaglio su lavoro straordinario si riporta quanto segue: Straordinario: le ore prestate in aggiunta al proprio orario di servizio vanno sempre e in ogni caso retribuite.

Il recupero ore è una scelta individuale e non può mai essere imposto dalla contrattazione. considerato che nella mia scuola succede totalmente l’opposto cioè le ore ci vengono date solo a recupero con il benestare delle RSU, si chiede su quale norma si basa la retribuzione o la scelta individuale?

di Giovanni Calandrino – Gentilissima, la norma in riferimento è lo stesso CCNL comparto scuola.

L’art. 51 comma 4, conferma quanto segue: In quanto autorizzate, compatibilmente con gli stanziamenti d’istituto, le prestazioni eccedenti l’orario di servizio sono retribuite con le modalità definite in sede di contrattazione integrativa d’istituto.

Inoltre ricordo che se il dipendente, per esigenze di servizio e previa disposizioni impartite, presta attività oltre l’orario ordinario giornaliero può richiedere, in luogo della retribuzione, il recupero di tali ore anche in forma di corrispondenti ore e/o giorni di riposo compensativo compatibilmente con le esigenze organizzative dell’istituzione scolastica.

Il recupero delle ore eccedenti è sempre una scelta individuale e non può essere imposta dal contratto di scuola.

ATA, al via contrattazione Integrativa d’Istituto. La Guida

Pensione requisiti donna

Gio, 21/08/2014 - 19:10

Luciana - sono nata il 1-2-55 in ruolo dal 1/10/76 (quell’anno si cominciava il primo ottobre)avrei al 31 agosto 2015 39 anni di ruolo e 115 settimane di preruolo( 2 anni e 11 settimane) secondo i miei calcoli quindi 41 anni 11 settimane e i quattro mesi di settembre ottobre novembre e dicembre 2015 o sbaglio e ne devo contare tre avendo
cominciato il primo ottobre? Nel qual caso non raggiungerei i 41 anni e sei mesi occorrenti il prossimo anno grazie per l’attenzione

P.F. - Gentile Luciana, sua anzianità contributiva, visto i dati comunicati e proiettando la situazione al 31/12/2015, è la seguente:

- ruolo dal 1/10/1976 al 31/12/2015 39 a 3 m; (lei indica, erroneamente 39 anni al 31/8/2015)
- pre ruolo di 115 settimane, diventano 2 a 4 m 21gg; (lei indica erroneamente 2 anni e 11 settimane)

Totale anzanità contributiva al 31/12/2015 41 a 7 m 21 gg.

Per quanto concerne i mesi da settembre a dicembre 2015, le sottolineo che: l’art. 59, c.9 della L.449/97, consente l’accesso al pensionamento all’inizio del nuovo anno scolastico (rispettivamente 1° settembre) ancorché i requisiti prescritti vengano maturati entro il 31 dicembre del medesimo anno.

Preciso, che il riferimento normativo appena citato viene ripreso puntualmente nelle circolari del MIUR sulle pensioni, così come nell’ultima ovvero la nota
prot. 2855 del 23/12/2013.

Considerata la sua anzianità contributiva e la sua età anagrafica, la prima possibilità di pensionamento, è data dal raggiungimento del requisito per la pensione anticipata prevista dalla L. 214/2011, ovvero al raggiungimento dell’ anzianità contributiva prescritta dalla normativa, senza operare nessuna forma di arrotondamento.

Di seguito si indicano i requisiti per il pensionamento anticipato per le donne, previsti per i prossimi anni:

- 2014/2015 41 anni e 6 mesi;
– 2016/2018 41 anni e 10 mesi.

Matura il diritto alla pensione con decorrenza 1/9/2015

ATA: valutazione servizio Assistente Tecnico e Assistente Amministrativo in III Fascia

Gio, 21/08/2014 - 09:28

Mauro – L’anno scorso ho avuto inizialmente un contratto dal 01/10/2013 fino all’avente diritto e poi trasformato al 30/06/2014 di Assistente tecnico per 6 ore settimanali, presso una scuola statale.

Successivamente, per i mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo 2014 ho avuto la supplenza temporanea di 18 ore settimanali come Assistente Amministrativo, (avendo solo le 6 ore settimanali da Assistente tecnico ero disponibile ad accettare le 18 ore da Assistente amministrativo sempre in un altra scuola statale, ovviamente della stessa provincia).

La domanda che pongo è la seguente:
Al prossimo aggiornamento 3° fascia ATA, visto che il punteggio servizio si calcola per anno scolastico, vorrei sapere come calcolare, per l’anno scolastico 2013/2014 il punteggio di servizio per Assistente tecnico e Assistente Amministrativo.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Mauro, sono lieto di risponderti. Com’è chiaramente stabilito dal vecchio D.M. n. 104 del 10 novembre 2011 e quindi ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di cumulo di più rapporti di lavoro, qualora in uno stesso periodo siano prestati servizi diversi, tale periodo, ai fini dell’assegnazione del punteggio, va richiesto dall’aspirante con uno soltanto dei servizi coincidenti.

Qualora nel medesimo anno scolastico siano stati prestati servizi, che ai sensi della tabella della valutazione dei titoli danno luogo a valutazioni differenziate, il punteggio complessivo attribuibile per quell’anno scolastico non può comunque eccedere quello massimo previsto per il servizio computato nella maniera più favorevole.

Considerato, che nei confronti di tutti i candidati il punteggio per qualsiasi tipologia di servizio prestato con rapporto di lavoro a tempo parziale è valutato per intero secondo i valori espressi nella corrispondente tabella di valutazione dei titoli.

Il Punteggio a te spettante per i periodi sopra descritti è il seguente:

Profilo di Assistente Tecnico:
Dal 01/10/2013 al 30/06/2014 per un totale di 9 mesi (9 x 0,50) 4,50 P.ti (servizio specifico)

Profilo di Assistente Amministrativo:
Dal 01/01/2014 al 31/03/2014 (supponendo che sia un periodo intero) per un totale di 3 mesi (3 x 0,50) 1,50 P.ti (servizio specifico)
Dal 01/10/2013 al 31/12/2013 e dal 01/04/2014 al 30/06/2014 per un totale di 6 mesi (6 x 0,10) 0,60 P.ti (Altro servizio prestato…)
Per un totale di 2,1 PUNTI.

Graduatorie 24 mesi Ata. Si può accedere con servizio di assistente amministrativo e assistente tecnico?

Gio, 21/08/2014 - 09:23

Pietro – Salve, il servizio prestato come "assistente amministrativo" da terza fascia ATA, può essere sommato a quello di "assistente tecnico", per raggiungere l’anzianità di servizio di 24 mesi? Grazie.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Pietro, la risposta è negativa perché per procedere all’inclusione nelle graduatorie permanenti ai sensi dell’art. 554 del D.L.VO 297/94 (graduatorie 24 mesi Ata) bisogna possedere un’anzianità di almeno due anni di servizio (24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni) prestato in posti corrispondenti al medesimo profilo professionale per cui si richiede l’inclusione.

È però, consentito l’accesso in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre (es. chi è inserito nelle graduatorie permanenti per il profilo di assistente amministrativo o tecnico può chiedere l’inclusione per il profilo professionale di Collaboratore Scolastico).

ATA terza fascia: categorie protette e titoli di preferenza

Gio, 21/08/2014 - 09:20

Cosimo – Spett.le Lalla Orizzonte, vi seguo sia su facebook che sul vostro sito web. Potreste gentilmente darmi alcune informazioni in merito al Miur. Sono diplomato come Tecnico della Grafica e della Pubblicità e appartengo alle categorie protette iscritto regolarmente al collocamento obbligatorio.

Dove e quando posso fare domanda per far parte del personale ATA? A quale fascia dovrei fare riferimento? In sostanza per me è la prima volta e non mi sono mai candidato, sono poco informato, potreste darmi delle lucidazioni in merito? Ringrazio anticipatamente

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Cosimo, con i tuoi requisiti puoi accedere in III fascia di circolo e d’istituto nei seguenti profili professionali:

  • Assistente Amministrativo;
  • Assistente Tecnico AREA AR15;
  • Collaboratore Scolastico.

Considerando che appartieni alle categorie protette, avrai diritto ad altri “TITOLI DI PREFERENZA” che andrai a indicare nella sezione dedicata nel modello di domanda.

Dichiarando gli estremi del documento con cui ti è stato riconosciuto tale titolo, consiglio di allegare alla domanda la fotocopia dell’atto.

Di seguito ti linko una guida su come si diventa ATA.

Ata terza fascia. Quanto vale la laurea ?

Gio, 21/08/2014 - 09:10

Anna – salve volevo sapere con la laurea triennale in educatore dell’infanzia posso presentare domanda per personale ATA? Dove trovo domanda e fino a quando posso presentarla? grazie mille

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Anna, la laurea in III fascia viene valutata (punti 2) solo nei profili professionali di Assistente Amministrativo, di Assistente Tecnico, di Cuoco e di Infermiere come titolo aggiunto al Diploma di Maturità, che è il solo che consente l’accesso in graduatoria.

Tranne ovviamente per il profilo professionale d’infermiere, dove per l’inclusione è obbligatorio possedere la laurea in scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla vigente normativa per l’esercizio della professione d’infermiere. Guida Come si diventa Ata

La data presunta della pubblicazione del bando è dopo il 20 di settembre 2014, il decreo sarà pubblicato sul sito del Ministero le domande saranno rese pubbliche on-line dagli UST di ogni provincia.

Graduatorie istituto ATA. Sindacati chiedono domande dal 20 settembre, MIUR prepara modifiche tabelle

Graduatoria Ata 24 mesi. Un collaboratore scolastico di ruolo può scegliere come usufruire dell’art. 59?

Gio, 21/08/2014 - 09:03

Giovanni – Buongiorno intanto grazie anticipatamente per la consulenza. Vengo al dunque, sono un collaboratore scolastico di ruolo, ma inserito anche in prima fascia ATA (24 MESI) nel profilo di assistente tecnico, ed in posizione utile ad avere un incarico annuale su posto in organico di diritto con nomina dell’AMBITO TERRITORIALE o comunque dalla scuola polo.

DOMANDA: Posso rifiutare l’incarico che si trova a oltre 120 km sola andata da casa, e aspettare di essere chiamato in un posto in organico di fatto fino al 30 giugno vicino casa successivamente? (avvalendomi dell’art 59)

Ho letto il DM 430 e non ho trovato questa casistica, (o forse non l’ho capita io) Verrei penalizzato in qualche modo?

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo Giovanni, come definisce l’art. 7 del D.M. n. 430 del 13 dicembre 2000 (regolamento supplenze Ata) l’esito negativo di una proposta di assunzione a tempo determinato (nel tuo caso da parte dell’Ufficio Scolastico) comporta i seguenti effetti:

  • La perdita della possibilità di conseguire analoghi rapporti di lavoro sulla base delle graduatorie di cui all’articolo 2 (conferimento delle supplenze annuali e delle supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche degli assistenti amministrativi, degli assistenti tecnici, dei guardarobieri, dei cuochi e degli infermieri), per l’anno scolastico successivo.

Pertanto rischi di non poter usufruire dell’art. 59 per 2 anni scolastici.

Potresti tenere in considerazione la possibilità di accettare un part-time, per non essere così pesantemente penalizzato.

TFA: il superamento delle sole prove non dà punteggio in graduatoria

Gio, 21/08/2014 - 07:39

Viliana – Vorrei avere, per piacere, una conferma, per quanto riguarda i test per il TFA. Io ho partecipato per l’accorpamento 20 e cioè per le classi concorso A057 e A060 e non compaiono negli esiti le diciture "AMMESSO" o "NON AMMESSO"

Io ho preso 22 per i test comuni alle due classi di concorso e 3,0 per la A060 e 2,5 per la A057 Sono quindi ammessa? cioè per sapere il punteggio definitivo, devo sommare i punteggi: 22+3= 25 per la A060 e 22+2,5=24.5 per la A057?

Lalla - esatto, considerato che puoi ritenere di aver superato il test anche considerando solo il punteggio ottenuto nel test comune, in quanto il punteggio minimo valido per partecipare alla prova scritta TFA 2014 è di 21/30.

Però è bene effettuare la somma, in quanto il voto del test è influente ai fini della formulazione della graduatoria finale per l’accesso al corso, ossia il voto del test dovrà essere sommato a quello di prova scritta e prova orale (+ eventuali titoli).

Viliana - Altra domanda: se riuscissi a superare lo scritto e l’orale poichè ci sono pochissime università che hanno attivato il TFA per queste classi di concorso, con pochissimi posti, potrei superare le tre prove ma non riuscire a entrare per l’esigui numero di posti?

Lalla - gent.ma Viliana, il Miur ha già anticipato che oltre alla richiesta dell’Ateneo per la prova scritta, si potranno indicare altri due Atenei, fuori regione, nei quali essere collocati nel caso in cui si superino le prove ma non si riesce ad essere collocati nella propria regione per il rapporto non proporziale tra candidati meritevoli e numero di posti disponibili.

Chiedi forse cosa accade se ciò sarà a livello nazionale? Riteniamo che al momento il Ministero non si sia posto il problema, dovremmo almeno quantificare la proporzione tra il numero di coloro che hanno accesso alla prova scritta e il numero di posti definito a livello nazionale (ancora non completo, in quanto non tutte le Università hanno pubblicato l’offerta formativa TFA 2014 vedi tabella classi attivate

Viliana - E in questo caso, avrei comunque un punteggio da far valere nelle graduatorie? o no?Grazie della disponibilità, resto in attesa di un vostro gentile riscontro

Lalla – il solo superamento delle prove di accesso al TFA, per quanto di per sè molto impegnative, non apportano alcuno punteggio in nessuna graduatoria, in quanto non costituiscono "titolo", non avrai un certificato in cui si dichiara che …

Graduatorie di istituto: su Istanze on line controllo punteggi

Gio, 21/08/2014 - 06:07

Rachele – Gent. ma redazione, avendo visualizzato su istanze on line i dati elaborati dalla scuola e leggendo costantemente gli aggiornamenti in merito alla valutazione dei titoli e servizi, sarei grata se potesse chiarirmi la seguente elaborazione.

Questo il caso in interesse
titolo di accesso Diploma magistrale entro 2001/2002 conseguito con voto 38/60

Servizio scolastico
a.s. 1999/2000 giorni 182
a.s.2000/2001 giorni 184
a.s. 2001/2002 giorni 184
prestato interamente in scuola elementare statale

Richiesta inserimento
II fascia Gr. Ist. per AAA, EEE, PPP

Inserimento della scuola capofila

II fascia In AAA
p. 11 abilitazione

p 17 servizio totale p 28

II fascia In EEE solo inserimento ma con p. 0 per titolo accesso e per servizi

In PPP mancato inserimento.

Considerato che l’interesse prioritario è per la graduatoria EEE posso presentare reclamo per richiederne il riconoscimento del servizio specifico.

Nel modello A1 alla pag.7 punto 21 (graduatorie) elencando i servizi per la graduatoria richiesta EEE, ho riportato il codice EEE a precisazione del servizio come specifico.

Ho diritto a presentare il reclamo non appena saranno pubblicate dall’Istituto scolastico i dati provvisori ?

Sempre grazie per la disponibilità e l’accortezza delle risposte anche nei miei tanti quesiti precedenti.

Lalla – gent.ma Rachele

  • l’attribuzione di 11 punti per l’abilitazione è corretta (vedi tabella di conversione del voto di diploma)
  • il mancato inserimento nella graduatoria PPP è corretta (con il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 avresti potuto richiedere l’inserimento in III fascia, non in II, perchè il diploma in questo caso non costituisce abilitazione per il personale educativo, ma solo titolo di accesso). Graduatorie di istituto 2014: titoli di accesso per i posti di personale educativo
  • per quanto riguarda il servizio, se fosse stato considerato tutto come specifico, ci sarebbe comunque un errore, perchè avrebbe dovuto essere 18 punti (al 50%) e non 17. Il riquadro della nota 21 avresti dovuto lasciarlo in bianco (se hai letto le note, non c’era scritto che occorresse fare una precisazione, ma che tale riquadro serviva piuttosto a richiedere il servizio non specifico). La tua indicazione errata, piuttosto che aiutarti, ha messo in difficoltà la segreteria, in quanto avrà pensato si trattasse di un errore il fatto che ripetevi due volte, in riquadri diversi, la stessa graduatoria. In questo caso il reclamo va presentato, spiega in maniera dettagliata quanto accaduto, se a pag. 21 in alto hai dichiarato EEEE è chiara la tua volontà di avere del servizio nella primaria. E non essendo scritto da nessuna parte che lo hai richiesto nella AAAA, l’attribuzione da parte della segreteria non è legittima.

Graduatorie di istituto: modello reclamo II e III fascia. Pubblicazione e controllo punteggi

Graduatorie di istituto: nel passaggio da III a II fascia ho dimenticato a dichiarare il punteggio pregresso

Gio, 21/08/2014 - 05:30

Fabio - Gentile Lalla, avendo frequentato il PAS, ho consegnato alla scuola capofila due domande d’inserimento in graduatoria; una per la terza fascia e una per la seconda
(quest’ultima con riserva, in quanto non avevo ancora sostenuto l’esame finale del PAS).

Premesso che si è trattato di un MIO ERRORE DI COMPILAZIONE, ho creduto erroneamente che il punteggio di servizio dichiarato nella domanda di terza fascia (7 anni in totale) transitasse nella seconda fascia. Così ho dichiarato nella domanda per la seconda fascia soltanto gli ultimi tre anni di servizio (quelli necessari per accedere al PAS).

Mi sono accorto di tutto ciò solo oggi che ho consultato punteggio e posizione su istanze on line.

Chiedo a questo punto cosa concretamente posso fare per modificare il punteggio e, sopratutto se, data l’oggettività palese del mio errore il mio reclamo può essere facilmente respinto. Cordialmente.

Lalla - gent.mo Fabio, non so cosa tu intenda con "oggettività palese" del tuo errore, ma è pacifico che attraverso i reclami avverso le graduatorie di istituto provvisorie non si devono poter aggiungere nuovi elementi alla domanda. Il reclamo infatti – da presentare entro 10 giorni dalla pubblicazione delle provvisorie – serve per correggere eventuali errori materiali di valutazione da parte della segreteria scolastica.

Il dm 353/2014, cioè il decreto con il quale sono state aggiornate le graduatorie di istituto per il triennio 2014/17 affermava all’art. 4 comma 9 "gli aspiranti già inseriti nel triennio precedente nelle graduatorie di III fascia e che per il nuovo triennio chiedono l’inserimento in II fascia devono, in ragione della diversità delle rispettive tabelle di valutazione, riproporre, oltre ai nuovi titoli e servizi, tutti i titoli e servizi dichiarati nei trienni e bienni precedenti".

Questo ci diceva già che il sistema non avrebbe potuto trasferire in automatico i nominativi della III fascia in II, in quanto le tabelle di valutazione sono diverse e quindi cambiano i punteggi. Tant’è vero che nell’inserimento a sistema dei dati le segreterie hanno prima dovuto cancellare il nominativo dalla III fascia e poi trattarlo come new entry in II fascia.

Possono esserci margini di tolleranza ad errori del genere? Noi rispondiamo in base all’attuale normativa e quindi la risposta è negativa, in quanto si tratterebbe di modificare la tua domanda originaria. Magari qualcosa si sarebbe potuto fare in fase di inserimento al SIDI, tramite una regolarizzazione della domanda (anche questa una forzatura).

Richiesta TFS: spetta all’insegnante o alla scuola?

Gio, 21/08/2014 - 05:02

Micaela - A mia madre, insegnante di scuola primaria con 33 anni di servizio, è stata diagnosticata una grave patologia, a causa della quale è stata decretata dalla commissione medica del ministero, c/o cui ha effettuato due visite, l’assoluta inabilità permanente al lavoro.

La scuola di titolarità ha provveduto alla risoluzione del rapporto di lavoro. La mia domanda è (visto che il personale di segreteria non ha fornito risposta esaustiva), la domanda per il TFS deve esser prodotta dall’insegnante o è la stessa scuola che si attiva? In attesa di riscontro, saluto cordialmente.

P.F.- Gentile Micaela, l’istruttoria della pratica di buonuscita, è di competenza dell’Ambito Territoriale delle Direzioni scolastiche regionali (ex provveditorato), che tra
l’altro cura la predisposizione del cosiddetto fascicolo pensionistico, contenente tutti gli atti necessari per la quiescenza.

Resta di competenza del dipendente, la compilazione del modello di richiesta di accreditamento della buonusicta sul c/c bancario/postale, con l’indicazione del relativo Iban.

Quest’ultimo, di solito viene presentato alla scuola di titolarità che lo trasmette all’ ufficio pensioni dell’Ambito Territoriale locale.

Pensione insegnanti donne: requisiti

Gio, 21/08/2014 - 04:56

Luciana – Sono nata il 1-2-55 in ruolo dal 1/10/76 (quell’anno si ominciava il primo ottobre) avrei al 31 agosto 2015 39 anni di ruolo e 115 settimane di preruolo 2 anni e 11 settimane) secondo i miei calcoli quindi 41 anni 11 settimane e i quattro mesi di settembre ottobre novembre e dicembre 2015 o sbaglio e ne devo contare tre avendo cominciato il primo ottobre? Nel qual caso non raggiungerei i 41 anni e sei mesi occorrenti il prossimo anno grazie per l’attenzione

P.F. – Gentile Luciana, la sua anzianità contributiva, visto i dati comunicati e proiettando la situazione al 31/08/2015, è la seguente:

- ruolo dal 1/10/1976 al 31/08/2015 39 a 1 a;
– pre ruolo 2 a 2 m 21gg;

Totale anzanità contributiva al 31/8/2015 41 a 3 m 21 gg.

Per quanto concerne i mesi da settembre a dicembre 2015, le sottolineo che: l’art. 59, c.9 della L.449/97, consente l’accesso al pensionamento all’inizio del nuovo anno scolastico (rispettivamente 1° settembre) ancorché i requisiti prescritti vengano maturati entro il 31 dicembre del medesimo anno.

Preciso, che il riferimento normativo appena citato viene ripreso puntualmente nelle circolari del MIUR sulle pensioni, così come nell’ultima ovvero la nota prot. 2855 del 23/12/2013.

Pertanto aggiungendo all’anzianità contributiva calcolata al 31/8/2015, i suddetti mesi, si ottiene una anzianità contributiva totale al 31/12/2015 di: 41 a 7 m 21 gg.

Considerata la sua anzianità contributiva e la sua età anagrafica, la prima possibilità di pensionamento, è data dal raggiungimento del requisito per la pensione anticipata prevista dalla L. 214/2011, ovvero al raggiungimento dell’ anzianità contributiva prescritta dalla normativa.

Di seguito si indicano i requisiti per il pensionamento anticipato per le donne, previsti per i prossimi anni:

- 2014/2015 41 anni e 6 mesi;

- 2016/2018 41 anni e 10 mesi.

Matura il diritto alla pensione con decorrenza 1/9/2015.

Pensioni docenti: quando d’ufficio?

Gio, 21/08/2014 - 04:51

Annamaria – Sono un’insegnante di scuola secondaria di primo grado, ho 63 anni e 37 di servizio. Nell’agosto 2012 anzianità 35 ed età 61 (quota 96?). Vorrei gentilmente sapere se, con il nuovo decreto Madia, andrò in pensione d’ufficio a 65 anni (39 di servizio) o dovrò aspettare l’anzianità massima contributiva. Grazie infinite per l’attenzione…

P.F. - Gentile Annamaria, sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2014 è stata pubblicata la Legge 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014 recante "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari", conosciuta meglio come riforma della Pubblica Amministrazione.

Le novità contenute, in termine di pensionamento, possono essere riassunte in due punti:

1) abolizione del trattenimento in servizio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionisitici;

2) l’abbassamento dell’età da 65 a 62 anni per le cessazioni d’ufficio, in caso di raggiungimento dell’anzianità contributiva (attualmente pari a 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne) e senza penalizzazione per la misura della pensione.

Pertanto, non ricorrono i presupposti per il pensionamento coatto, considerata la sua età e l’anzianità contributiva.

Matura il diritto alla quiescenza, al raggiungimento dei requisiti previsti della L. 214/2011, nella fattispecie alla pensione per vecchiaia ovvero legata all’età anagrafica.

Servizio in scuola privata prima del 2000

Mer, 20/08/2014 - 16:27

Caterina – sono una precaria A 051. Ho un dubbio rispetto al passato: come veniva valutato il servizio prestato in scuola privata non legalmente riconosciuta negli anni dal 1994 al 1997? Ho dei colleghi ai quali è stato valutato al 50%? E’ corretto? In base a quale normativa? Grazie!

Paolo Pizzo – Gentilissima  Caterina,

è corretto.

L’allegato B per la valutazione del servizio in III fascia di Istituto specifica:

1) Servizio specifico

a) Per lo specifico servizio di insegnamento o di istitutore riferito alla graduatoria per cui si procede alla valutazione, prestato rispettivamente in:

Scuole di ogni ordine e grado statali o paritarie o istituzioni convittuali statali o centri di formazione professionale:

per ogni anno: punti 12

per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni: punti  2                                                         (fino a un massimo di punti 12 per ciascun anno scolastico);

Il medesimo servizio prestato in scuole non paritarie è valutato per metà.

È possibile però valutare il servizio svolto nelle scuole paritarie come in quello delle scuole statali solo a decorrere dall’a.s. 2000/2001 (legge 62/2000).

Pertanto, prima del 2000 il servizio vale la metà.

Maternità e congedi: chiarimenti per la madre di due gemelle

Mer, 20/08/2014 - 16:08

Veronica – sono mamma di Beatrice e Marta, due gemelline nate il 14  maggio 2013. Insegno tecnologia nella scuola secondaria di primo grado e sono stata immessa  in ruolo nell’anno 2011. Il mio orario è di 18 ore settimanali, per cui ho 9 classi (solitamente 3  corsi). Ho tre quesiti da chiederti in merito alla mia maternità: 1. secondo a come ho interpretato io la legge, credo di aver diritto a 1 mese  al 100% e a 5 mesi al 30% per OGNI figlia, mentre la dirigenza della mia scuola  sostiene che il mese al 100% è comunque solo 1 per cui ne restano 11 al 30%. La  legge esattamente a chi da ragione?

2. lo scorso anno, da settembre 2013 al 14 maggio 2014, sono andata  regolarmente al lavoro con orario ridotto per allattamento, poi sono rientrata  a disposizione. L’orario che avevo era 4 ore al lunedi e 2 ore al martedi con  impegni al martedi pomeriggio (consigli di classe e collegi docenti)  proporzionati alle 6 ore di servizio. Insegno tecnologia alla scuola media (2  ore a settimana per classe) e, pertanto, nelle 6 ore coprivo un corso (1A – 2A  - 3A). Per quest’anno ho chiesto, anche nell’ottica della CONTINUITA’, di poter  continuare con questa tipologia di orario (due giorni a settimana). Gli altri  giorni mi verrebbero decurtati dalla maternità. Naturalmente sono disponibile a  preventivare i giorni da richiedere. Ne ho parlato alla dirigenza a gennaio. Si sono mostrati contenti della mia  richiesta, disponibili ad evaderla ma, a tutt’oggi, non mi sanno dire se è  fattibile o no. Al sindacato mi hanno detto che nessuno ha mai posto una  domanda del genere e che non sanno chi me lo fa fare a voler andare a scuola  con due gemelle di poco più di un anno a casa. Non voglio intralciare  l’organizzazione scolastica e sorvolo commenti personali allo “spassionato”  consiglio sindacale ricevuto e chiedo a te cosa dice la legge… So che posso  chiedere i giorni di maternità quando voglio, basta avvisare 15 giorni prima,  ma vorrei tenere conto anche di ciò che comporterebbe sugli alunni la mia  richiesta. Vorrei mantenere la continuità sulle mie 3 cassi ma non voglio  mettere in difficoltà gli alunni di altre 6 classi con supplenze settimanali,  ore buche, lezioni perse… 3. Per “anzianità” ho diritto a decidere quale cattedra libera scegliere:  quella da 18 ore o quella da 20. Io vorrei quella da 20 ma la dirigenza mi ha  consigliato di scegliere quella da 18 perchè altrimenti non portei chiedere di  usufruire della maternità perchè colluderebbero le due richieste: fare più ore  (20 anzichè 18) e poi richiedere giorni di maternità. Io sapevo che i giorni di  maternità devono essere sempre concessi. E allora cosa è che collude? Puoi fare un pò di chiarezza in questa matassa da sbrogliare e, per favore,  indicarmi i riferimenti normativi? Resto in attesa di una tua risposta, grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Veronica,

leggo sempre con attenzione e piacere le email seppur “kilometriche” delle neo mamme alle prese con la materia dei congedi e dei permessi sulla maternità e OS è sempre in prima linea sull’argomento.

Veniamo ai quesiti.

1

L’art. 32 del D. Lgs n. 151/2001 prevede che “per ogni figlio nei suoi primi otto anni di vita, ciascun genitore ha diritto…”.

L’INPS,  con  circolare  n.  8/2003  afferma:  “Come  già  precisato  nel  messaggio  n.  569  del27/06/2001 […] in caso di parto gemellare o plurigemellare, ciascun genitore ha diritto a fruire, per ogni nato, del numero di mesi di congedo parentale previsti dall’art. 32 del T.U.. La norma  suddetta  trova  applicazione  anche  nell’ipotesi di  adozioni  ed  affidamenti di  minori (anche non fratelli) il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nella stessa data.”

Relativamente al corrispondente trattamento economico invece, rispetto a quanto stabilito dal successivo art. 34 del decreto che prevede fino al terzo anno di vita una indennità pari al 30 %, il comma  4, dell’art. 12 del vigente Contratto Scuola, stabilisce un miglior beneficio rispetto alla norma, i primi 30 giorni fruiti in alternativa per le lavoratrici madri e i lavoratori padri retribuiti per intero.

Sull’argomento di cui al quesito abbiamo tre pareri tutti concordi: ARAN; Giudice del lavoro e Ragioneria dello Stato.

Il parere sicuramente più importante, perché riguarda nello specifico il comparto scuola e l’applicazione del relativo CCNL, è quello giurisprudenziale: Il Tribunale di Modena – Sez. Lavoro – Sent. 08/01/2008 n. 584/07 ha così disposto:

“ …Il contratto collettivo del comparto scuola prevede una disciplina più favorevole, per il trattamento economico, del D.Lgs. n. 151/2001 in quanto l’articolo 12 comma 4 dispone che “nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’articolo 32, comma uno, lettera a) del D.lgs n. 151/2001, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi

30  giorni,  computati  complessivamente  per  entrambi  i  genitori  e  fruibili  anche  in  modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuitiper  intero  […]  Ove  la  norma  contrattuale  avesse  voluto  disporre  una  moltiplicazione  o comunque un aumento della parte del periodo di congedo retribuito per intero in relazione al numero dei figli non avrebbe mancato di specificare tale diritto del lavoratore […] Pertanto, alla ricorrente compete il pagamento dell’intera retribuzione per i primi 30 giorni del fruito periodo di congedo parentale e, in forza del richiamo operato dal comma 1 dell’articolo 12 del menzionato CCNL, per il  periodo successivo compete, nei limiti stabiliti dall’articolo 34, il pagamento del 30% della retribuzione. Poiché risulta che la ricorrente ha già percepito quanto le spettava il ricorso va rigettato”.

L’ARAN, in un recente Orientamento Applicativo per il comparto Scuola sostiene che l’art. 12, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, nel disciplinare i congedi parentali rinvia all’art. 32, comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 151/2001, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, con la sola specificazione del trattamento economico di maggior favore per le lavoratrici madri, o in alternativa per i lavoratori padri, relativo ai primi trenta giorni del periodo di astensione dal lavoro.

Nulla stabilisce la norma contrattuale per il caso particolare di parto gemellare o plurigemellare.

Su questo punto si rileva che la disciplina legislativa su citata espressamente sancisce che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino nei suoi primi otto anni di vita.

Ciò non di meno si sono preoccupate di chiarire la portata della norma sia la circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 2000 n. 43, sia le circolari Inps n. 139/2001 con il successivo messaggio n. 569 del 2001, e, n. 8/2003, le quali affermano che in caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dallo stesso art. 32 (in sintesi, per ciascun figlio fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori ).

Per quanto concerne invece il trattamento economico di miglior favore su evidenziato (cioè il mantenimento del 100% della retribuzione per i primi trenta giorni), si rileva che esso mantiene l’interdipendenza con l’evento naturale, unico, del parto e, pertanto, anche in presenza di parti gemellari o plurigemellari compete una sola volta, cumulativamente per entrambi i genitori.

Questa del resto è l’unica tesi compatibile e coerente con la logica previsionale dei costi contrattuali dello specifico comparto scuola, così come approvati dal Governo e positivamente certificati dalla Corte dei Conti.

A questi pareri si aggiunge quello della Ragioneria Generale dello Stato: “Trattandosi di un  beneficio economico relativo ai primi 30 giorni retribuiti per intero migliorativo rispetto alla norma esso deve essere corrisposto una sola volta e non per ogni figlio”.

Dal quadro sopra esposto i primi 30 giorni retribuiti per intero non sono duplicabili in caso di parto gemellare o plurigemellare.

Pertanto, a mio modesto avviso, fin quando il Contratto non disciplinerà la questione esplicitamente, la scuola dovrà attenersi ai pareri sopra esposti.

2

La Suprema Corte con sentenza n. 6472 del 4 maggio 2012 ha chiarito che il congedo parentale si configura come un diritto potestativo costituito dal comportamento con cui il titolare realizza da solo l’interesse tutelato e a cui fa riscontro e che la fruizione del congedo parentale si interrompe allorché la lavoratrice rientra al lavoro e ricomincia a decorrere dal momento in cui la stessa riprende il periodo di astensione.

L’art. 32 del D. Lgs. n. 151/2001 e l’art. 12 del Contratto Scuola si limitano solo in generale a prevedere la necessità del preavviso ai fini della fruizione del congedo parentale (15 giorni prima o 48 ore per particolari motivi), senza dettare disposizioni specifiche per il caso di fruizione frazionata.

Il Dirigente, dunque, nel corso di fruizione frazionata del congedo parentale, non può rifiutare un  preavviso formulato dal  dipendente,  tale  da  precostituire  una  forma  di  calendario programmato delle assenze con riferimento ad una o più settimane o addirittura mesi.

L’ARAN ha avuto modo di chiarire che, purché il preavviso sia stato comunque dato, l’Amministrazione non può legittimamente rifiutare la fruizione del congedo secondo “il programma” di assenza dal lavoro indicato dal dipendente, in quanto si tradurrebbe in una limitazione del tutto ingiustificata del diritto spettante allo stesso.

Pertanto, il dipendente può anche effettuare una richiesta di uno o più giorni per un intero periodo (es. congedo da usufruire sempre nello stesso giorno della settimana per un periodo di due mesi).

La scuola potrà nominare un supplente per l’intero periodo di congedo richiesto dal titolare.

3

La questione potrà essere demandata alla contrattazione di istituto. Di sicuro l’orario non osta alla maternità (e viceversa).

La guida di OS

Come si calcola il punteggio ai DOS? Il ricongiungimento al coniuge deve essere considerato?

Mer, 20/08/2014 - 15:42

Scuola – Gentile consulente, si chiede un Suo autorevole parere in merito al caso di seguito elencato. Molti docenti di sostegno di II grado nella nostra e in altre scuole lamentano la non attribuzione, prima da parte nostra poi dell’UST di competenza, del punteggio di ricongiungimento al coniuge. Chiediamo se i reclami sono accoglibili e aggiungiamo di chiarirci come valutare per tali docenti gli anni di pre ruolo. Si ringrazia per la collaborazione.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

i docenti di cui al quesito sono DOS e ogni anno richiedono l’utilizzazione.

Bisogna quindi partire da questi due punti (“DOS” e “utilizzazioni”) per capire come deve essere loro calcolato il relativo punteggio.

Si premette che ai sensi dell’art. 1 comma 6 del CCNI sugli utilizzi/assegnazioni  il punteggio va attribuito secondo le tabelle dei punteggi per le parti relative ai trasferimenti d’ufficio. Ciò vuol dire che il punteggio dei DOS (con le precisazioni che farò) deve essere calcolato come quello dei docenti (non titolari sul sostegno) che sono inclusi nella graduatoria interna di istituto.

Per ciò che riguarda le esigenze di famiglia: ai DOS bisogna applicare lo stesso calcolo utilizzato per i DOP ovvero vanno considerati SOLO i punti b) e c) della tabella relativa alle esigenze di famiglia e non anche a), con ESCLUSIONE quindi dei 6 punti per il ricongiungimento (“non allontanamento”) al coniuge.

Fatta questa premessa, la risposta ai quesiti è quindi la seguente:

  • il coniuge/convivente ecc. ovvero i 6 pp. non possono in NESSUN CASO essere attribuiti alla graduatoria DOS;
  • il servizio pre ruolo va calcolato ai DOS che chiedono utilizzo come a qualunque altro docente inserito nella graduatoria interna di istiituto: i primi 4 anni sono calcolati per intero ovvero per ogni anno di pre ruolo sono attribuiti 3 pp; dal quinto anno in poi si calcolano i 2/3 ovvero sono attribuiti 2 pp. per ogni anno di pre ruolo prestato.

Bisogna però stare attenti al servizio di pre ruolo prestato con il possesso del titolo di specializzazione:

Infatti, dal momento che il DOS è titolare sul sostegno dovranno essere raddoppiati tutti gli anni di pre ruolo svolti sul sostegno con il possesso del titolo di specializzazione stando però attenti a quali di questi anni devono essere calcolati per intero e quali no.

Premettendo che il raddoppio va effettuato SOLO per gli anni svolti sul sostegno e in possesso de relativo titolo, facciamo un esempio di  DOS che ha 6 anni di pre ruolo ma solo gli ULTIMI 4 sono svolti sul sostegno con il titolo.

Si fa prima il totale degli anni di preruolo:

Primi 4 anni X 3= 12 pp.

Successivi 2 anni X 2= 4 pp.

Poi si moltiplicano quelli svolti sul SOS in possesso del titolo di specializzazione:

2 anni per intero (sono fra i primi 4) ovvero 2×3 = 6

2 anni per i 2/3 (sono successivi ai primi 4) ovvero 2×2 = 4

TOTALE 26 PP. di pre ruolo.

In ultimo si precisa che il punteggio DOS non lo attribuisce la scuola ma l’UST di competenza che ha operato correttamente non attribuendo alcun punteggio per il ricongiungimento al coniuge.

L’aspettativa per anno sabbatico è oggetto di frazionamento?

Mer, 20/08/2014 - 08:59

Laura – Buonasera, sono una docente di scuola secondaria di primo grado a tempo indeterminato dal 2002 e ho superato l’anno di prova nell’a.s. 2002/03. Vorrei chiedere un periodo di aspettativa non retribuito (anno sabbatico) della durata di 2 mesi  in aprile-maggio 2015 e, a tale proposito, ho 2 quesiti da porre: 1) L’inizio del periodo di aspettativa deve coincidere con l’inizio del mese o posso richiedere dal 15 aprile al 15 giugno? 2) La domanda deve essere inoltrata all’inizio dell’anno scolastico (quindi il 1 settembre 2014)? Ringraziandovi per l’attenzione porgo cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

La Nota del Ministero del Tesoro del 26 aprile 2000 afferma che Sarebbe opportuno, infine, che l’aspettativa di cui sopra [anno sabbatico] venisse fruita in un’unica soluzione – nel limite massimo di un anno scolastico ogni dieci anni – al fine di garantire la continuità didattica, prevedendo, altresì, la possibilità di cumulo con le altre fattispecie di aspettativa già previste dalla normativa contrattuale.”

Pertanto, l’aspettativa in questione non sarebbe oggetto di frazionamento.

Puoi in alternativa chiedere l’aspettativa per motivi di famiglia/personali di cui all’art. 18 del CCNL/2007.

Qui puoi trovare utili chiarimenti.

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