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Venerdì, 30 Gennaio 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 13 min 3 sec fa

Graduatorie terza fascia ATA: il reclamo corregge errori materiali di valutazione delle segreterie

6 ore 29 min fa

Volevo sapere se posso inserire nel ricorso il servizio acquisito nel triennio 2011/14 che non ho inserito nell’ultima domanda perché mi avevano detto che non era necessario dal momento che era stato precedentemente inserito e valutato…. Grazie!!

Lalla – gent.ma, la risposta è negativa. Il reclamo che si presenta avverso le graduatorie ATA terza fascia provvisorie è rivolto esclusivamente avverso l’esclusione o l’inammissibilità della domanda, o per la richiesta di correzione di errori materiali. (dm 717/2014 Art.9)

In nessun caso è prevista l’integrazione della domanda con dati in più rispetti a quelli presentati nella domanda originaria.

Chi ha presentato il modello D1 doveva ripresentare ex novo tutti i titoli e servizi, come se presentasse per la prima volta la domanda. Non è previsto alcun recupero da parte delle segreterie.

Malattia e trattenuta su eventuali ore aggiuntive

17 ore 14 min fa

Wilma – Insegno lingua straniera nella secondaria di 1 grado su cattedra di 18 ore con altre 4 ore aggiuntive per un totale di 22 ore sino al 31 agosto perchè disponibili in organico. Sono stata assente per 15 gg e quindi vorrei sapere come calcolare la trattenuta per i primi 10 gg tenuto conto che mi trovo nella classe 21.

Paolo Pizzo – Gentilissima Wilma,

le trattenute giornaliere lorde per ogni giorno di malattia fino al decimo sono le seguenti:

da 0 a 14 anni: RPD €164,00 Trattenuta lorda giornaliera € 5,47
da 15 a 27 anni: RPD € 202,00 Trattenuta lorda giornaliera € 6,73 
da 28 anni: RPD € 257,50 Trattenuta lorda giornaliera € 8,58

Per ciò che riguarda le ore aggiuntive io sono sempre stato del parere che per queste non bisogna subire decurtazioni aggiuntive in quanto il compenso accessorio che si riduce è l’RPD calcolata in base al contratto, quindi con esclusione di eventuali ore aggiuntive.

I primi 30 gg di congedo parentale sono retribuiti al 100% anche se il congedo è stato già utilizzato per servizio in altro comparto

29 gennaio, 2015 - 20:30

Scuola –  sono un’assistente amministrativa e Le chiedo gentilmente un’ opinione: Una ns. Insegnante a T.D., scuola infanzia, ha effettuato un periodo di  congedo parentale (84 gg) quando era in servizio c/o una scuola parrocchiale, con retribuzione al 30%.   La domanda è questa: adesso che  la docente è titolare di contratto a T.D. nella scuola statale, e il  figlio è inferiore ai tre anni,  ha diritto ai 30 gg. retribuiti al 100%? La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

l’ARAN ha avuto modo di precisare che la tutela contrattuale dell’intera retribuzione prevista dall’art. 12, comma 4 del Contratto Scuola si deve  intendere applicata ai primi trenta giorni di congedo parentale richiesti ad una pubblica amministrazione, anche qualora il dipendente abbia già goduto di precedenti periodi di congedo parentale presso altri datori di lavoro, senza peraltro fruire di analogo beneficio economico.

Occorre, però, verificare che la prerogativa in esame non sia stata utilizzata dall’altro genitore, atteso   che   i   30   giorni   a   retribuzione   intera   riconosciuti   dal   CCNL   devono   essere complessivamente considerati per entrambi i genitori.

Decesso del titolare e proroga del contratto al supplente già in servizio. Chiarimenti per la scuola

29 gennaio, 2015 - 20:22

Scuola – Presso la nostra scuola è deceduta una docente titolare, già assente per malattia, si chiede come procedere per l’assegnazione della supplenza fino al termine delle lezioni. Si deve riscorrere la grad. di istituto o confermare la docente supplente che sostituito la titolare fino al giorno del decesso? Si resta in attesa e si porgono distinti saluti

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

dopo il 31/12, a differenza di ciò che accade prima di tale data, tutti i posti, anche quelli che si rendono vacanti o disponibili, hanno la valenza di “supplenza temporanea”, dunque si applicano ad essi gli articoli di proroga e conferma dei contratti (art. 7, commi 4 e 5 D.M. 131/2007) che si applicano prima del 31/12 a tutte le supplenze “brevi” e “temporanee” (quindi supplenze per malattie ecc.).

La ragione sta nel fatto che la cattedra vacante o disponibile assume rilievo nella fase provinciale ai fini della disposizione dell’incarico di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche (31/8-30/6).

Una volta decorso il termine del 31/12 di ogni anno tutte le supplenze sono di competenza esclusivamente del dirigente scolastico e per questo “temporanee”.

Se quindi il decesso del titolare avviene prima del 31/12 il posto è di competenza dell’Ufficio Scolastico Territoriale e assegnato alle graduatorie ad esaurimento fino al 30/6 (e a quelle d’istituto solo se esaurite quelle ad esaurimento), e l’eventuale supplente già in vigenza di contratto decade dalla supplenza.

Quando invece il posto si rende disponibile dopo il 31/12 (la causa dell’assenza in questo caso non ha importanza) e vi è già un supplente in vigenza di contratto, sul posto in questione si procede a una nuova nomina, per proroga o conferma del contratto, che va attribuita, per ragioni di continuità didattica, al docente in servizio fino a quel momento, come vuole il comma 4 del citato art. 7 del D.M. 131/2007:

“ Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto ”.

Graduatorie ATA terza fascia: motivi ritardo pubblicazione

29 gennaio, 2015 - 18:49

Massimo – volevo sapere il perche tutto questo ritardo per la pubblicazione delle graduatorie di terza fascia ATA cosa sta succedendo, nessuno sa nulla tutto tace c’e’ un modo per fare un sollecito. Vi scrivo perché tutto questo ritardo e’ assurdo molto probabilmente sarei già a lavoro da diversi mesi. Grazie mille

Lalla - gent.mo Massimo, in linea generale il ritardo è dovuto al numero enorme di domande che le segreterie scolastiche si sono ritrovate a dover gestire (più di un milione) e dai continui malfuzionamenti del sistema informatico.

E’ così saltata la tabella di pubblicazione che ci aveva fatto sperare che per gennaio potessimo avere addirittura le definitive.

In molte province sono state pubblicate le provvisorie e siamo nella fase di controllo dei reclami. C’è poi un gruppo residuale di province che non hanno ancora pubblicato neanche le provvisorie. Avvisi Uffici Scolastici

Per parlare di questa situazione è stato programmato un incontro Miur – sindacati per il prossimo 2 febbraio, incontro che i sindacati avevano già richiesto da tempo.

Graduatorie ATA terza fascia: incontro al Miur il 2 febbraio, ad un mese dalla richiesta dei sindacati

I precari potranno partecipare al concorso per Dirigente Scolastico?

29 gennaio, 2015 - 18:05

Laura - in riferimento al concorso per dirigenti il cui bando dovrebbe uscire a marzo 2015, vorrei gentilmente sapere se possono partecipare anche docenti non di ruolo e se è sufficiente avere più di 5 anni di servizio anche se in scuole paritarie. Grazie mille Saluti

Lalla – gent.ma Laura, secondo i pochi dati ancora a disposizione, emerge che il Ministero per la prima volta riconosce il raggiungimento dei 5 anni di servizio previsti per l’accesso al Concorso Dirigenti scolastici sommando anche gli anni di servizio pre ruolo.

Non ci risulta invece apertura alla partecipazione di insegnanti che non abbiano l’incarico a tempo indeterminato.

Tale decisione del Miur potrebbe ancora una volta essere oggetto di ricorso, come accadde nl 2011, quando dei precari hanno ottenuto dal giudice l’autorizzazione a partecipare e oggi due di essi sono diventato Presidi. Due insegnanti precari diventeranno Presidi. Sentenza storica del TAR

In ogni caso, dovremo attendere il bando per poter fornire una consulenza più precisa sui requisiti di accesso.

Graduatorie ATA terza fascia: voglio conoscere i punteggi analitici di tutti gli altri aspiranti

29 gennaio, 2015 - 17:22

Angelo - volevo far presente una grossa anomalia nelle graduatorie III fascia ata 2014/17 usciti a torino e nel resto d’Italia. Se andiamo a vedere le graduatorie d’istituto per ogni scuola a torino e nel resto d’italia potete notare che vengono pubblicate solo con il punteggio totale dei canditati, vi sembra giusto? invece si devono pubblicare sia i punti dei titoli che i servizi e poi il totale, in questo caso io come faccio a fare ricorso ad una persona che ritengo che abbia il punteggio sbagliato. ritengo che queste graduatorie sono da bloccare e far uscire di nuovo le graduatorie. vi porgo i miei distinti saluti e spero in una vostra risposta.

Lalla - gent.mo Angelo, quella che tu chiami un’anomalia è invece la prassi, nè vi è una normativa che obblighi alla pubblicazione analitica dei punteggi. Tu dici "si devono" presupponendo una normativa, un obbligo di legge, ma a noi non risulta.

Tra l’altro "scovare" chi ha il punteggio sbagliato non è tuo compito (come fai a conoscere i titoli di tutti coloro che ti precedono se ad es. sei collocato al posto n. 3000 della graduatoria?), bensì delle segreterie scolastiche in primis e poi del Dirigente Scolastico della scuola in cui avviene la prima supplenza.

E’ vero invece che punteggi eccessivamente alti, fuori da ogni logica, vanno segnalati alle segreterie scolastiche, affinchè si controlli più accuratamente.

Selezioni TFA sostegno per chi ha abilitazione PAS con riserva?

29 gennaio, 2015 - 10:37

Nadia - Gentilissimi, sono una abilitanda pas, in Campania. Mi abiliterò entro il 31 marzo, aa 2013/2014, ma il mio titolo sarà con riserva perchè ammessa con disposizione cautelare del Consiglio di Stato per mancanza dei requisiti di accesso previsti dal dm n. 58 del 25 luglio 2013. Posso partercipare alle selezioni per il TFA sostegno 2014/15? Grazie

Lalla - gent.ma Nadia il decreto nonchè i vari bandi che le Università stanno pubblicando per l’attivazione delle selezioni per l’accesso al II ciclo TFA sostegno non hanno minimamente preso in considerazione tale problematica.

Pertanto, la mia risposta è non basata su alcuna normativa e va vagliata insieme ad Università e Uffici Scolastici.

Il mio parere (per quel che può contare in assenza di normativa) potrebbe essere positivo, per vari motivi. Innanzitutto la partecipazione al corso TFA sostegno potrebbe rappresentare un’occasione non solo di formazione, ma anche di opportunità professionali. In secondo luogo la riserva grava sulle graduatorie (la normativa vieta espressamente il conferimento di incarichi di supplenza. Nota Miur) ma non sulla spendibilità del titolo in altri ambiti.

Va da sè che una eventuale pronuncia definitiva negativa sulla tua partecipazione al PAS coinvolgerebbe anche il corso di sostegno. Ma mi raccomando, acquisisci pareri, anche scritti, più autorevoli, prima di avventurarti nelle selezioni.

Spendibilità della specializzazione sostegno ai fini del ruolo

29 gennaio, 2015 - 09:00

Daniele - Gentilissima redazione, sono prossimo all’abilitazione per la classe A059 presso l’università di Torino e vorrei frequentare il tfa per la specializzazione sul sostegno.

Lalla – sei sicuro che i due corsi attengano ad anni accademici distinti? Ricordiamo infatti che

la frequenza dei percorsi di formazione per la specializzazione su spstegno è incompatibile con l’iscrizione ad altri corsi ai sensi dell’art. 3 comma 6 del D.M. n. 249 dellO settembre 2010.

Daniele – I miei dubbi li elenco di seguito:
– durata del corso (giorni di svolgimento, mesi, costo 3000 € ?) dove posso reperire le informazioni?

Lalla - gent.mo Daniele,

in ottemperanza al D.M. 30 settembre 2011, il corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno ha durata di non meno di 8 mesi ed è superato con il conseguimento di 60 crediti formativi universitari (CFU) e a seguito dell’esito positivo dell’esame finale.

La scansione delle lezioni durante la settimana o l’organizzazione in generale è demandata alle singole Università che allo stato attuale potrebbero anche non averla ancora programmata perchè non conoscono il numero reale di ammessi/partecipanti (a Torino le prove di selezione si svolgeranno durante il mese di marzo 2015).

Il costo: 100 euro per la selezione (per ogni ordine di scuola al quale partecipi) + il costo del corso, così suddiviso

"All’atto dell:immatricolazione dovrà essere versata la quota di C 1.671,00 (comprensiva di Prima rata di iscrizione pari a € 1.500,00, Tassa Regionale per il diritto allo studio pari a € 140,00, imposta di bollo assolta in maniera virtuale pari a € 16,00, tassa per diritti S.LA.E. pari a € l,50, contributo CUS pari a € 12,00 e commissione bancaria per servizio MAV pari a ( l,50). , La seconda rata, di C 1.500,00 (a cui si aggiunge il contributo MAV pari a comprensiva di commissione bancaria per servizio MAV pari a € l,50), dovrà essere versata entro il 31 dicembre 2015. "

Trovi queste indicazioni nel bando di ammissione alla selezione

Daniele – se si supera il corso, la specializzazione ti permette di iscriverti in una lista che sarebbe equiparabile ad una graduatoria ad esaurimento per il sostegno ?

Lalla – l’abilitazione TFA ti permette di iscriverti nella II fascia delle graduatorie di istituto. Se avrai anche la specializzazione di sostegno ti iscriverai in un elenco correlato alla tua classe di concorso. Non è una graduatoria ad esaurimento, in quanto dalle graduatorie di istituto non è possibile – secondo l’attuale normativa – essere assunti in ruolo. Vale solo per le supplenze.

Daniele - posso diventare di ruolo (a tempo indeterminato) per il sostegno nella scuola statale anche se non faccio nessun concorso per diventare insegnante curricolare? Grazie

Lalla – la risposta è negativa, come avrai già intuito, perchè potrai iscriverti solo nell’elenco correlato alle graduatorie di istituto, per le supplenze.

Per il ruolo sarà necessario partecipare e superare il concorso per la disciplina. Chi entra in graduatoria per la disciplina si iscrive anche nel correlato elenco di sostegno, in virtù della specializzazione (in quanto non esiste il concorso per il sostegno, non essendo allo stato dei fatti una classe di concorso).

Mio personale consiglio. Decidi di iscriverti o meno alla selezione (se ne hai i requisiti) non solo in relazione all’immediata spendibilità del titolo (che potrebbe anche essere modificata) ma anche in base ad esigenze di formazione miglioramento della preparazione.

Malattia del figlio: criteri

29 gennaio, 2015 - 08:41

Alfredo – sono un’insegnante a tempo indeterminato di scuola secondaria di primo grado dovrei prendere un mese di congedo per malattia del figlio inferiore a tre  anni vorrei sapere se il medico specialista é obbligato a specificare la patologia del bambino che per privacy vorrei  non venisse segnata. Grazie per il consulto.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Alfredo,

il dipendente che intende fruire del congedo deve presentare domanda di malattia del figlio (il modulo è di solito fornito dalla segreteria) in cui specifica la durata del congedo corredata da:

  • Il certificato di malattia del bambino rilasciato da un medico specialistica del SSN o con esso convenzionato (non è valido il certificato redatto dal medico di base a meno che non sia uno specialista);
  • L’autocertificazione attestante l’età del bambino, la paternità, la maternità o la condizione di “unico genitore”;
  • La dichiarazione sostitutiva (ai sensi dell’art. 47 del DPR n.445/2000) che l’altro genitore non fruisce contemporaneamente dello stesso congedo per lo stesso figlio.

Tutti i documenti, da prodursi unitamente alle domande, sono esenti da ogni imposta, tassa, diritto di spesa di qualsiasi natura (compresi i certificati medici che sono esenti dall’applicazione della marca previdenziale ENPAM).

Ricordiamo che ai congedi per malattia del figlio non si applicano i controlli per malattia del lavoratore (visita fiscale).

Non è necessario che nel certificato sia indicata anche la diagnosi oltre la prognosi (la malattia del figlio non deve essere nella fase acuta, né essere grave).

Se perdiamo il concetto di collegialità riferito soprattutto al collegio dei docenti e a quello del consiglio di classe, si penserà sempre che la prassi che vige nelle scuole in sede di scrutinio sia la regola

28 gennaio, 2015 - 21:10

Marco – Seguendo le vostre istruzioni, ho cercato tra gli argomenti del blog quello che mi riguardava, ma non ho trovato la risposta che cercavo. Provo a fare la richiesta direttamente a Lei. Insegno in una scuola secondaria di II grado Vorrei sapere quanto sia legittimo, da parte di un coordinatore, proporre un voto di condotta su alcuni alunni, senza esplicitare le motivazioni del voto, adducendo a propria giustificazione il diritto a mantenere un carattere riservato alla vicenda (vicenda per altro che per le sue dinamiche  e persone coinvolte ha riguardato solo alunni della stessa classe).  Personalmente mi sento in imbarazzo a votare una proposta sulle cui motivazioni non ho alcuna possibilità di formarmi una opinione, ma mi è stato risposto che esiste un diritto alla privacy che va comunque rispettato. Stante il fatto che i membri del cdc sono sempre tenuti al riserbo, vorrei capire quanto sia legittimo questo atteggiamento e se esistono precise norme di legge che giustifichino questa modalità di attribuzione di un voto di condotta. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Marco,

si premette che la griglia di valutazione del voto di condotta da attribuire in sede di scrutinio deve essere stata deliberata in sede di Collegio dei docenti.

Il D.P.R. 275 del’8 marzo 1999 e il D.P.R. 122 del 22 giugno 2009 (art. 4 comma 1) prevedono che le istituzioni scolastiche individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale.

Inoltre è stabilito che “le modalità e i criteri” di valutazione da deliberare da parte del Collegio alla garanzia dell’”omogeneità, equità e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento” .

Pertanto la libertà di insegnamento si deve sempre inquadrare nell’ambito delle modalità e dei criteri di valutazione stabiliti dal Collegio dei docenti che garantisce l’omogeneità, l’equità e la trasparenza della valutazione.

A ciò aggiungiamo che l’art 79 del  R.D 653 del 5 maggio 1925, ancora in vigore, dispone che “I voti si assegnano, su proposta dei singoli professori,in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici, fatti in casa o a scuola,corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni.
Se non siavi dissenso, i voti in tal modo proposti si intendono approvati; altrimenti e deliberazioni sono adottate a maggioranza e, in caso di parità, prevale il voto del presidente”.

L’art 78 prevedeva invece che il voto di condotta è unico e si assegna, su proposta del professore che nella classe ha un più lungo orario di insegnamento….

Tale art. non più applicabile è rimasto comunque nella prassi per cui dal momento appunto che è unico viene proposto dal coordinatore di classe.

Venendo dunque al quesito il comportamento del coordinatore di classe è illegittimo per una serie di motivi: il primo è che tutti i voti, compreso quello della condotta, è solo “proposto” e non è quindi “deciso” a prescindere da chi lo propone; il secondo è che il voto di condotta essendo “unico” non può essere non condiviso da tutti gli altri docenti; il terzo è che non può esistere un carattere “riservato” sul voto in quanto il consiglio di classe opera come collegio perfetto e non individualmente, pertanto chi proporne il voto ha il dovere di giustificare la proposta in modo che gli altri componenti possano decidere se condividerla o meno. L’ultimo motivo, che racchiude quanto detto, è che il voto deve essere assegnato in base ad una griglia stabilita collegialmente. Alla fine, se vi è dissenso vince la maggioranza.

In ultimo si deve precisare che il coordinatore di classe o il dirigente che presiede la seduta non ha nessuna esclusiva sull’attribuzione del voto di condotta come d’altro canto non la hanno sui voti di tutte le discipline.

Fin quando non si capisce il ruolo della “collegialità” e non si fa valere in sede di scrutinio ci sarà sempre qualcuno che dirà “non è possibile che decide sempre il dirigente” o “il collega più anziano” o il “coordinatore”.

A cosa è servita la domanda di III fascia ATA se non ci saranno più supplenze?

28 gennaio, 2015 - 19:44

Giulia – Gentilissima Lalla, le scrivo perché qualche giorno fa discutendo con la segretaria di una scuola di Cagliari mi sono sentita dire: “guardi… non si preoccupi del punteggio, tanto nemmeno il primo in graduatoria (che aveva un punteggio di circa 86) avrà alcuna possibilità di essere mai chiamato, dal ministero ci hanno fatto sapere che non saranno autorizzate chiamate dalle graduatorie in nessun caso, per la politica di contenimento delle spese”. Ma allora che cosa abbiamo fatto a fare la domanda?

Lalla - gent.ma Giulia, la risposta della segretaria è inesatta, anche se l’allarme supplenze ATA è effettivamente molto alto.

L’aggiornamento delle graduatorie di istituto di III fascia era un atto dovuto, nel senso che è previsto dalla normativa e andava fatto. Certo, forse non ci si aspetta più di un milione di richieste, ma questo è un segno della crisi lavorativa in atto. Quindi, è vero che di fronte ad elenchi molto lunghi, anche con 3.000 candidati, sperare in supplenze tali che permettano l’acquisizione dei 24 mesi utili per il passaggio nella graduatoria permanente, ora come ora è utopia.

Sul fatto che non lavorerà neanche il primo in graduatoria invece sarei più cauta.

E’ vero che la legge di Stabilità ha imposto delle misure restrittive sulle supplenze

“Abolita la possibilità dal 1 settembre 2015 di conferire supplenze brevi a: a) personale appartenente al profilo professionale di assistente amministrativo, salvo che presso le istituzioni scolastiche il cui relativo organico di diritto abbia meno di tre posti; b) personale appartenente al profilo di assistente tecnico; c) personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico, per i primi sette giorni di assenza. Alla sostituzione si può provvedere mediante l’attribuzione al personale in servizio delle ore eccedenti di cui ai periodi successivi. Le ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti possono essere attribuite dal dirigente scolastico anche al personale collaboratore scolastico. Conseguentemente le istituzioni scolastiche destinano il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa prioritariamente alle ore eccedenti.”

ed è anche vero che

saranno tagliate 2.020 posti ATA a seguito del piano di dematerializzazione delle segreteria, ma questo non vuol dire che in assoluto non ci saranno supplenze. Dipenderà da molte circostanze al momento non prevedibili, nè è possibile affermare, per tutte le graduatorie di italia, che il primo lavorerà  e il secondo no.

Certo, la mancanza di una programmazione per le immissioni in ruolo è la parte più offensiva di tutto il piano Renzi.

Richiesta sul pensionamento forzato

28 gennaio, 2015 - 18:36

DSGA  – donna nata il 22.06.1954 . Al 31 agosto 2015 raggiungo la quota di anni 41, mesi 9 e gg.24 di contribuzione (che scaturiscono da 38 anni, 1 mese e 24 gg di servizio effettivo e 3 anni e 8 mesi di riscatto di laurea ,che sto già pagando). In conseguenza il Dirigente scolastico ha trasmesso al Miur la mia documentazione ai fini del collocamento in pensione d’ufficio e mi ha già notificato il preavviso previsto. Di conseguenza, secondo l’interpretazione delle circolari vigenti, io non avevo prodotto domanda al Polis nei tempi prescritti. Il Miur ha espresso l’opinione che dovessi comunque inoltrare domanda al Polis, in mancanza della quale contesta la legittimità del mio pensionamento! Ma il pensionamento se è “d’ufficio” non può essere “a domanda”.Vi chiedo cortesemente un’opinione in merito. Grazie.

FP – Gentile Dsga,

in merito alla richiesta sul pensionamento forzato, le segnalo che questo può avvenire per:
a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

Considerata l’età e l’ anzianità di servizio, il suo pensionamento d’ufficio, rientra nella casistica individuata al punto b).

Per essere dimessi d’ufficio secondo secondo l’ anzianità contributiva, bisogna ricevere comunicazione, da parte dell’Amministrazione, con un  preavviso di almeno  6 mesi (notifica entro il 28/2).

Di seguito si indicano i requisiti per il pensionamento coatto legato al servizio:

  1. a) uomini e donne: 40 anni se al 31/12/2011 avevano maturato i requisiti per  la pensione;
    b) uomini 42 anni e 6 mesi;
    c) donne 41 anni e 6 mesi.

Preciso che le dimissioni d’ufficio sono valide se l’anzianità maturata è documentata.

Per completezza di informazione, sul pensionamento d’ufficio per anzianità, le segnalo, di seguito, alcune parti della nota prot. 18851, del MIUR:
“ Il comma 5 dell’ articolo 1, come modificato in sede di conversione del decreto legge n. 90/2014, ha generalizzato la disciplina relativa alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro contenuta nell’articolo 72, comma Il, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, prima applicabile solo fino al 31 dicembre 2014.Tale facoltà può essere esercitata, con preavviso di sei mesi, anche nei  confronti del personale con qualifica dirigenziale, con decisione motivata,  esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale  erogazione dei servizi:
– al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, nei confronti di  coloro che abbiano maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011;
– al compimento, entro il 31 agosto 2015, dell’anzianità contributiva di 41  anni e 6 mesi per le donne o 42 anni e 6 mesi per gli uomini.”

Come sostiene la nota: “tale facoltà può essere esercitata….” e pertanto non è un obbligo.

Infine, si conviene con lei, che: se ha ricevuto la notifica del pensionamento d’ufficio, non deve produrre istanza di richiesta di pensionamento, qualora la scelta di andare in quiescenza  non rientrava  nelle sue volontà.

Anzianità contributiva superiore a 40 anni

28 gennaio, 2015 - 18:20

Scuola – Buongiorno, nella nostra scuola a settembre andranno in pensione n.3 docenti di cui una docente ha chiesto il prepensionamento con anni 41 mesi 10 e giorni 18 è 62 anni di età, un’altra docente andrà in pensione d’ufficio (comunicazione ricevuta dal nostro CSA) con  anni 43 mesi 3 e giorni 23 e 65 anni di età. Entrambe le docenti ci hanno chiesto se il calcolo della pensione/tfs avverrà con gli anni effettivi di 41 – 43 oppure in base solo 40 anni? Secondo le nostre informazioni il calcolo dovrebbe essere per tutti gli anni, ma pare che sia uscita una circolare che limita il calcolo a solo 40 anni. Saremmo grati di una vostra gentile risposta. Cordiali saluti.

FP – Gentile Scuola,

in merito all’anzianità contributiva superiore a 40 anni, in premessa, segnalo quanto previsto dal  comma 707 della Legge di Stabilità:

“All’articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e’  aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso, l’importo complessivo  del trattamento pensionistico non puo’ eccedere quello che sarebbe stato  liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data  di entrata in vigore del presente decreto computando, ai fini della  determinazione della misura del trattamento, l’anzianita’ contributiva  necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da  quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la  data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della  prestazione stessa.”

Quanto sancito dal comma 707, a mio avviso, potrebbe (condizionale d’obbligo)  significare che la misura della pensione sarà determinata secondo l’anzianità  utile per il pensionamento e non quella maturata, qualora quest’ultima  risultasse superiore.

Ci tengo a precisare che per trarre delle oggettive conclusioni, in merito a  quanto appena affermato, bisogna attendere le circolari applicative da parte  dell’Inps.

Malattia dopo l’interruzione di una gravidanza

28 gennaio, 2015 - 17:56

Giusy – ti ringrazio innanzitutto per l’ottimo servizio che presti per tutto per il personale scolastico! Io ho urgente bisogno del tuo aiuto! Sono una neo-immessa in ruolo ma non ho preso servizio per gravi problemi.  A settembre 2014 quando sono entrata di ruolo a Milano, lontano dalla mia provincia di residenza Catania, aspettavo la mia prima bimba. Ero al settimo mese di gravidanza ma nei primi giorni di settembre si sono presentati dei problemi…dopo dieci giorni di ricovero ospedaliero è subentrata anche la gestosi e ho perso la mia bimba.  Non trovo le parole per spiegare il dolore … Ho dovuto combattere con la segreteria della mia scuola per vedermi riconosciuti i 5 mesi di astensione…loro mi accordavano solo i primi tre mesi.  Adesso a parte una forte depressione mi trovo a dover fare una cura anticoagulante poichè la causa dell’aborto è stata l’eccessiva coagulazione del sangue e una forma di trombofilia (Malattia rara). A marzo termina l’astensione ma non credo che rientrerò come ti dicevo non sto bene. Ho letto da qualche parte che la malattia derivata dalla gravidanza non viene conteggiata nei 18 mesi di malattia, ma è sottoposta a visita fiscale?  Io dovrei sostenere anche una terapia per problemi alla schiena… cosa devo fare?  Se prevista la visita fiscale lo sarà anche nei periodi per la scuola di vacanza? E fino a quando dovrò presentare certificato, fino a giugno o luglio? Posso utilizzare insieme ai certificati di malattia i 9 giorni di ferie e 15 giorni di congedo matrimoniale? Grazie mille.

Paolo Pizzo – Gentilissima Giusy,

solo durante il periodo di gestazione la malattia non è computata ai fini del raggiungimento del periodo di comporto se il medico attesta che esiste una patologia conseguente allo stato di gravidanza.

Non sono altresì computate nel periodo di comporto  le assenze per interruzione di gravidanza avvenute entro il 179° giorno dall’inizio della gestazione. Mentre se l’interruzione avviene dopo il 179° giorno dall’inizio della gestazione è parto a tutti gli effetti e quindi si ha comunque diritto al congedo di maternità.

Terminato però il congedo non si ha più diritto alla malattia per gravidanza oppure alla malattia dovuta ad interruzione della gravidanza.

Pertanto in questo caso è malattia a tutti gli effetti e anche sottoposta a visita fiscale. Hai diritto ai 3+6 gg che indichi nel quesito (da cumulare eventualmente con la malattia) e per ciò che riguarda il congedo matrimoniale questo può essere fruito solo da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio.

In bocca al lupo per tutto.

 

L’assunzione in ruolo da Graduatorie ad esaurimento prescinde dal servizio

28 gennaio, 2015 - 16:48

Alessandra - Sono abbastanza disperata. Laureata in SFP (infanzia) 2010/2011 e con specializzazione sul sostegno (2012) secondo le notizie circolanti non potrei partecipare al concorso 2015. Immessa nelle GAE non avrò il ruolo in quanto non ho maturato 36 mesi di servizio. E’ giusto? Che fine farò? GRAZIE mille.

Lalla - gent.ma Alessandra, io al contrario mi dispero per le tue affermazioni.

Chi ha detto che le assunzioni da Graduatorie ad esaurimento riguarderanno solo gli insegnanti con più di 36 mesi di servizio? Posto che ad oggi non si riscontrano intoppi nel dare il via al piano straordinario di immissioni in ruolo, che prevede lo svuotamento delle Graduatorie ad esaurimento e del concorso 2012, è allo studio del Ministero l’allargamento della platea anche a insegnanti che possano vantare i requisiti della sentenza della corte di giustizia europea emanata il 26 novembre scorso. Ma si tratterebbe di una aggiunta, non di uno scambio (come pure qualcuno vorrebbe avanzare).

Pertanto se tu fai parte delle graduatorie ad esaurimento, devi al momento attendere le novità che saranno esposte nella settimana tra il 22 e il 28 febbraio (si parte con la festa sulla scuola del PD fino alla presentazione dei provvedimenti normativi al Governo).

E’ intenzione del Ministero infatti, con il piano straordinario di immissioni in ruolo, andare oltre la sentenza (anche se sul suo integrale rispetto forse saranno i tribunali ad esprimersi) ed assumere tutti i docenti ancora inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento e del concorso 2012 (un monitoraggio ci dirà quanti sono gli appartenenti a ciascuna classe di concorso).

Concorso 2015 e partecipazione non abilitati

28 gennaio, 2015 - 16:32

Francesca – Mi rivolgo a Lei per avere un chiarimento riguardo il Concorso a cattedra di quest’anno. Premetto non sono un insegnante e non ho mai insegnato, ma sono in possesso di una laurea magistrale in lingue e letterature straniere conseguita nel 2007.

Vorrei capire se a tale concorso potranno partecipare persone come me, totalmente estranei al mondo dell’insegnamento.

Complimenti per il sito, mi ci sono imbattuta per caso, ma l’ho trovato interessante e ricco di informazioni.

La ringrazio, Cordiali Saluti

Lalla – gent.ma Francesca, l’unica fonte ufficiale dalla quale finora apprendiamo della volontà del Ministero di indire un concorso a cattedra per il 2015 (con assunzione a tempo indeterminato a partire dal 1° settembre 2016)
è il libretto la Buona Scuola, che puoi leggere per intero a questo link.

Secondo le indicazioni, ma siamo alla fase della programmazione (nella settimana dal 22 al 28 febbraio ci saranno invece i provvedimenti normativi) i requisiti per partecipare al concorso prevedono l’abilitazione per tutti, tranne per coloro che hanno conseguito la laurea entro l’a.a. 2001/02. Leggi in questo articolo maggiori dettagli

Sarà veramente così? In realtà non lo sappiamo ancora, perchè nel frattempo sono intervenuti alcuni ricorsi che hanno cassato la stessa norma contenuta nel bando dell’ultimo concorso, quello del 2012.

In entrambi i ricorsi

Concorso a cattedra 2012: avevano diritto a partecipare anche i laureati dopo 2001/02. Vittoria sui requisiti di accesso la motivazione del giudice è legata al fatto che i ricorrenti erano in possesso di laurea conseguita nel 2008, ossia nel periodo in cui sono state sospese le procedure di abilitazione per gli insegnanti, poi riprese nel 2012.

Dunque, se la motivazione fosse solo questa, diremmo che attualmente è fragile, dal momento che la procedura di abilitazione è attiva. Ma il Consiglio di Stato apre anche un altro versante di riflessione, ossia la disparità d trattamento tra

candidati laureatisi sino al 2003 (periodo, in cui erano attive le procedure di abilitazione SSIS) e candidati laureatisi nell’arco temporale 2008-2011 (periodo, in cui le procedure SSIS sono state, per volontà legislativa, sospese). ”

Quindi, o il Miur decide di attualizzare la norma e perrmettere l’accesso solo al personale abilitato oppure dovrà tener conto della sentenza. Una terza via – e non ci stupirerebbe se il Miur la seguirebbe – potrebbe essere quella di non tener conto delle sentenze. In questo caso si presterebbe nuovamente il fianco ai ricorsi.

Dunque, una situazione ancora in divenire, di cui abbiamo parlato in questo articolo

Concorso a cattedra 2015: anche i non abilitati potranno partecipare?

Accetterò il ruolo solo se potrò rientrare subito a Palermo

28 gennaio, 2015 - 16:08

Genni - Salve, Vorrei alcune informazioni circa l’immissione in ruolo di coloro che sono inseriti nelle Gae. Preciso che lavoro da circa 23 anni presso il Comune del mio paese… ed attendo da tanti anni la stabilizzazione. Sono abilitatata all’insegnamento della scuola d’infanzia e personale educativo, in quanto ho superato il concorso del 2000. Mi sono inserita in una provincia del Nord, non perchè è mia intenzione spostarmi là, solo per avere un’altra chance in caso di mancato rinnovo del contratto al Comune. Ora sono piena di mille dubbi, se accettare o meno il ruolo.

Sarei disposta a svolgere l’anno di prova, però dopo vorrei ritornare quanto meno nella mia regione, la Sicilia. Che possibilità ci sono per le assegnazioni provvisorie o il trasferimento? Mi chiedo, perchè non è stato detto in fase di aggiornamento che si dovevano immettere in ruolo tutti. Io MAI E POI MAI AVREI MESSO UNA CITTA’ DEL NORD. Grazie.

Lalla – gent.ma Genni, mi viene da pensare che, nel cercare una provincia in cui trasferirti, tu abbia utilizzato come criterio "buona ma non troppo", perchè altrimenti già dallo scorso anno o comunque nei due anni di vigenza delle graduatorie avresti potuto essere chiamata, indipendentemente dalle 150mila immissioni in ruolo.

Le regole sulla mobilità dei docenti di ruolo, ad oggi, sono le stesse di quando hai scelto la provincia per le immissioni in ruolo per gli anni 2014/17.

La legge n. 128/2013 ha stabilito che il personale docente non può partecipare ai trasferimenti e alle assegnazioni provvisorie per altra provincia per un triennio a far data dalla decorrenza giuridica della nomina in ruolo.

Ci sono alcune eccezioni

Per i trasferimenti

Mobilità insegnanti 2015. Trasferimento interprovinciale: chi è escluso dal vincolo triennale

Per le assegnazione provvisorie

Assegnazione provvisoria 2014/15: chi può chiederla, per quante province, effetti su anzianità di servizio. La guida

Ricordiamo inoltre che La mobilità professionale dei docenti di ruolo non è soggetta al vincolo triennale

Di mobilità per i futuri immessi in ruolo si sta parlando molto in questi giorni. Il sindacato Anief ne fa uno dei suoi campi di battaglia e a quanto pare anche al Governo hanno presente la problematica (

Mobilità straordinaria docenti di ruolo prima delle immissioni dei precari? Problema c’è, ma soluzione top secret

rafforzata anche da una interrogazione del M5S

Graduatorie ad esaurimento e neoimmessi in ruolo: aggiorniamo la provincia. Interrogazione M5S

Questo quindi direi che non è il momento di prendere decisioni definitive, perchè le condizioni e le modalità della proposta di ruolo non sono ancora note. Attendiamo la settimana tra il 22 e il 28 febbraio, ossia quella in cui il Governo, a partire da una festa sulla scuola, fino alla presentazione dei decreti in Parlamento, ci spiegherà i dettagli del progetto di assunzioni.

ATA, graduatorie permanenti (art. 554 del D.L.vo 297/94): chiarimenti sulla valutazione del servizio presso Amministrazioni Statali

28 gennaio, 2015 - 10:30

Alessia – Buongiorno Lalla, sono un assistente amministrativa iscritta nella prima fascia permanente ho visto le vostre risposte sulla valutazione dei servizi nelle ASL (graduatoria di terza fascia) che condivido. Però ho delle perplessità. Volevo esporti quanto mi è accaduto lo scorso anno al momento dell’aggiornamento delle graduatorie permanenti nella mia Provincia, è stato riconosciuto il servizio svolto come ausiliaria presso un "Ente Ospedale" questo riconoscimento ha fatto si che la collega slittasse di parecchie posizioni, riuscendo anche ad ottenere il ruolo. Ora avendo intenzione di presentare un ricorso sulla questione all’ufficio scolastico provinciale volevo sentire anche il Vostro Illustre parere.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Alessia, il servizio prestato presso le ASL non è oggetto di valutazione poiché è un’amministrazione pubblica e non amministrazione statale, infatti, il servizio da valutare è solo quello prestato alle dirette dipendenze delle Amministrazioni Statali o EE.LL., in riferimento alla nota ministeriale prot. n. 1293 del 22 febbraio 2012 (Punto 5 – Criteri generali di valutazione del servizio).

Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del servizio come insegnante e la partecipazione ai progetti promossi dalle Regioni

28 gennaio, 2015 - 10:29

Scuola - 1)Si chiede come valutare il servizio prestato in qualità di docente dal 21/01/2014 al 05/07/2014 con partecipazione agli esami di stato, per l’inserimento nelle graduatorie di 3 fascia personale ATA ( Il sindacato richiede la valutazione dell’intero anno (180gg riconosciuti ai fini della carriera)

2) Valutazione servizio prestato in qualità di assistente amministrativo nell’ambito del P.O.R. Sicilia CTRH convenzione MIUR-Regione nei seguenti periodi :
A.S. 2010/2011 dal 01/07/2011 al 31/08/2011
A.S. 2011/2012 dal 01/09/2011 al 31/12/2011 (per un totale complessivo di 300 ore comprensivo dei due anni scolastici)

di Giovanni Calandrino – Gentile Scuola, per la corretta valutazione del servizio prestato come docente fare riferimento alla scheda riepilogativa: Ata terza fascia graduatorie istituto: come si valuta il servizio svolto come insegnante. Aggiornato.

Per la valutazione del servizio prestato in qualità di AA nell’ambito del P.O.R. Sicilia, occorre fare riferimento al tipo/natura di contratto che è stato stipulato tra il candidato e l’ente.

Inoltre si ricorda, in riferimento all’art. 1 comma 7 del D.M. 717/2014, è oggetto di valutazione come servizio, ai sensi dell’articolo 5, comma 4-bis, del decreto-legge n. 104 del 2013, la partecipazione ai progetti promossi dalle Regioni, previa specifica convenzione con il MIUR, della durata minima di tre mesi fino ad un massimo di otto mesi, a partire dall’anno scolastico 2012-2013.

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