Venerdì, 27 Marzo 2015

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 22 min 58 sec fa

Graduatoria interna: come valutare l’anno di ruolo prestato in utilizzazione in altro ordine di scuola?

1 ora 7 min fa

Docente – sono un insegnante di ruolo di scuola primaria. Le pongo un quesito riguardante il punteggio per la graduatoria interna. Nell’ultimo anno  di ruolo nella scuola dell’infanzia (perché poi sono passata di ruolo nella scuola primaria) ho chiesto e ottenuto per il successivo anno scolastico l’utilizzazione nella scuola primaria.  Ora Le chiedo: il punteggio che mi spetta ai fini della graduatoria interna per quell’anno è di 6 o 3 punti? Se il punteggio spettante è 6, può gentilmente dirmi il riferimento normativo? Grazie.

 Paolo Pizzo – Gentilissimo docente,

Nella PREMESSA delle note riguardanti la valutazione dei titoli e dei servizi è scritto che l’anzianità di servizio di cui alla lettera A) [pp. 6] si considerano gli anni di servizio, comunque prestati successivamente alla decorrenza giuridica della nomina, nel ruolo di appartenenza.

A chiarimento di questo concetto precisa poi che “Il servizio prestato in ruoli diversi da quello di appartenenza, a seguito di utilizzazione o assegnazione provvisoria, è valutato ai sensi della lettera A) con riferimento al ruolo di appartenenza.”

Pertanto se l’anno che eri di ruolo nell’infanzia hai prestato servizio come utilizzato nella primaria, quell’anno  deve essere ora valutato come svolto nella scuola dell’infanzia (quindi 3 pp come “altro ruolo” in quanto ora sei nella scuola primaria).

Supplenze: l’art 37 non è ad interpretazione del Dirigente scolastico

1 ora 44 min fa

Fabrizia – sono supplente su sostegno dal 22 gennaio 2015 e il docente che sostituisco ha reso noto che ha l’intenzione di rientrare dopo il 30 aprile(è assente continuativamente dal mese di ottobre)per mettersi a disposizione delle classi. La Dirigente afferma che non ha intenzione di farlo rientrare a disposizione ma sulla sua cattedra di sostegno in quanto asserisce che l’art.37 del C.C.N.L.non specifica che ci si riferisce anche al sostegno ma solo alle classi,di conseguenza l’art.è  oggetto di interpretazione. Vorrei capire se una Dirigente può interpretare a modo suo un art. che a me sembra senza alcun dubbio chiaro(anche se non parla di sostegno)e quindi sapere se per caso esiste una normativa a riguardo che possa permettere questa decisione. La ringrazio.

Paolo Pizzo – Gentilissima Fabrizia,

l’art. in questione non è interpretabile nel senso che intende il Dirigente.

Tale art dispone che “Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

Come si evince chiaramente dall’art non ci sono differenze per ciò che riguarda le classi di concorso, posto comune o sostegno, nonché tra gli ordini di scuola.

Non potrebbe infatti essere diversamente dal momento che il fine dell’art è il riconoscimento della continuità didattica degli allievi indipendentemente se disabili o meno.

Pertanto la norma va assolutamente applicata a tutti i docenti e a tutti gli ordini e gradi di scuola.

Giova inoltre ricordare al Dirigente che il principio generale è che “Nell’applicare la legge, non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole, secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”.

Devi quindi consigliare al DS di non assegnare un altro significato se non quello proprio dell’art. 37, senza quindi attribuirgliene un altro che risulterebbe alquanto arbitrario.

Supplenze: proroga del contratto per l’assistente amministrativa in infortunio sul lavoro

8 ore 12 min fa

 Scuola – sono il  D.S.G.A. di un Istituto Comprensivo e gradirei delucidazioni in merito al quesito che Le sottopongo con descrizione dettagliata della situazione: Un’assistente amministrativa supplente si è infortunata sul lavoro, con una prognosi da gennaio fino al 27/03/2015 (giorno in cui sarà sottoposta dall’Inail ad ulteriore visita, con probabile continuazione dell’infortunio, perché ancora non deambula). L’Assistente supplente era impegnata su un posto fino all’avente titolo, ed è decaduta con la pubblicazione delle graduatorie definitive in data 16/03/2015. Attualmente è stata convocata in altra scuola, con la nuova graduatoria, ha accettato una supplenza fino al 01/04/2015, non prendendo servizio perché infortunata con prognosi fino al 27/03/2015. Quesito: Se l’infortunio continua, e continua anche la supplenza dopo il 01/04/2015, tale assistente ha diritto alla proroga? Ringrazio anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

si premette che per il personale ATA il Regolamento per le supplenze è abbastanza datato e non prevede la proroga o la conferma di un contratto per una supplenza breve.

Il DM 430/2000 prevede infatti una sola possibilità di proroga della supplenza:

“Qualora l’assenza del personale appartenente ai profili professionali di assistente amministrativo, assistente tecnico e collaboratore scolastico, nel periodo intercorrente tra il termine delle lezioni e la conclusione delle attività didattiche, compresi gli esami, determini nella scuola la impossibilità di assicurare lo svolgimento delle ulteriori attività indispensabili, il dirigente scolastico può, con determinazione motivata, prorogare la data di scadenza delle supplenze per il periodo di effettiva permanenza delle esigenze di servizio e nel numero strettamente necessario per evitare l’interruzione del pubblico servizio.”

Tuttavia il MIUR, almeno dal 2010, interviene ogni anno sull’argomento e nella nota di inizio anno prevede anche per il personale ATA (per quello docente c’è già il DM 131/2007 che prevede le proroghe e le conferme dei contratti) la proroga della supplenza disponendo che “Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, sena soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno libero, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, accertata la necessità viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto.”

Tale disposizione è stata confermata anche per quest’anno nella nota 8481 del 27 agosto 2014.

Detto questo, l’art 20 del CCNL/2007 dispone che In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, non si computa ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto il periodo di malattia necessario affinchè il dipendente giunga a completa guarigione clinica. In tale periodo al dipendente spetta l’intera retribuzione di cui all’art. 17, comma 8, let. a).

Il comma 3 poi precisa che Le disposizioni di cui al presente articolo sono dirette alla generalità del personale della scuola e pertanto si applicano anche ai dipendenti con contratto a tempo determinato, nei limiti di durata della nomina, e anche a valere su eventuale ulteriore nomina conferita in costanza delle patologie di cui sopra.

Pertanto se il l’ATA di cui al quesito ha subito un infortunio sul lavoro e il contratto di supplenza termina mentre perdura il riconoscimento dell’infortunio, ha diritto all’eventuale proroga contrattuale o ad altra nomina con riconoscimento giuridico ed economico del contratto al perdurare appunto della situazione di infortunio.

Diritto alla pensione di vecchiaia nel 2017

8 ore 25 min fa

Domenico – Compirò 66 anni il 05/06/2016 , ho 30 anni di contribuzione con 20 anni prima del 2011, posso fare domanda di pensione entro gennaio 2016 ?

FP – Gentile Domenico,

in riferimento alla sua richiesta, le confermo che la prima possibilità di “uscita” è data dal raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia ovvero legata all’età.

Di seguito si indicano i requisiti previsti per la pensione di Vecchiaia, per i prossimi anni:
– dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi;
– dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi;

Per effetto dei suddetti requisiti, matura il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2017, con decorrenza 1/9 e purtroppo non nell’anno 2016, come da lei indicato, in quanto non riesce a raggiungere i 66 anni e 7 mesi entro il 31/12/2016.

Possibilità di pensionamento coatto con decorrenza settembre 2015?

8 ore 27 min fa

Docente – desidero sapere potrò andare in pensione. Questi i miei dati: sono nato il 09/02/1950 pertanto compirò 65 anni entro il 31/08/2015. Sono entrato di ruolo il 10/09/1984 e pertanto al 31/08/2015 avrò 30 anni 11 mesi e 22 giorni di servizio a cui si aggiungono tra preruolo, università e servizio militare altri 5 anni 9 mesi e 18 giorni per un totale di 36 anni 9 mesi e 10 giorni. Nel caso in cui non dovessi rientrare per quest’anno nel pensionamento d’ufficio, mi sapreste dire con certezza quando potrò andare in pensione? Grazie per l’eventuale vs interessamento.
FP – Gentile Docente,

considerata la sua età e la sua anzianità contributiva, le segnalo che la sua prima possibilità di “uscita” è rappresentata dal raggiungimento della pensione  per vecchiaia ovvero tenuto conto dell’età.

Le indico di seguito i requisiti per la pensione di vecchiaia previsti dalla
L. 214/2011:

– dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi;
– dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi;

Pertanto matura il diritto alla pensione per vecchiaia nel 2019 con decorrenza 1/9.

Inoltre, escludo la possibilità di pensionamento coatto con decorrenza settembre 2015.

Pensioni e aumento dei requisiti a partire dal 1/1/2016 per le aspettative di vita

8 ore 30 min fa

Domenico – sono stato posto in pensione con decorrenza 1/9/2015 cessazioni d’ufficio la circolare inps ultima cambia le regole volendo restare in servizio posso fare cosa. grazie.

 FP – Gentile Domenico,

in merito al suo quesito, le segnalo che la circolare dell’INPS a cui fa riferimento, non fa altro che riprendere quanto pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 301 del 30/12/2014, ovvero si tratta del Decreto Ministeriale di competenza del MEF, con il quale si conferma l’aumento dei requisiti pensionistici a partire dal 1/1/2016 per le aspettative di vita. Di seguito uno stralcio:

“1. A decorrere dal 1° gennaio  2016,  i  requisiti  di  accesso  ai trattamenti  pensionistici  di  cui  all’art.  12,  commi  12-bis   e 12- quater, fermo restando quanto  previsto  dall’ultimo  periodo  del predetto comma 12-quater, del decreto-legge 30 luglio  2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  e successive modificazioni   e   integrazioni,   sono   ulteriormente incrementati di 4 mesi e i valori di somma di età  anagrafica  e  di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge  23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni,  sono  ulteriormente incrementati di 0,3 unità.”.

Pertanto, essendo la sua casistica rientrante nel pensionamento d’ufficio, non rientra nel suddetto adeguamento.

Supplenze: conferma della supplenza al docente in effettivo servizio

14 ore 26 min fa

Scuola – Titolare assente  fino al 29/03/2015. supplente a  – contratto fino al 29/3 ma e’ in astensione obbligatoria; supplente b  – contratto fino al 29/3 ma e’ in astensione obbligatoria; supplente c –  in servizio.  Titolare si assentera’ dal 30/03/2015 al 01/04/2015 supplente a  – contratto, supplente b avendo terminato il periodo di astensione obbligatoria, ha  chiesto un congedo parentale  dal 30/03 al 01/04, supplente c in servizio. Vacanze pasquali dal 2/4/2015 al 07/04/2015  la titolare si mette a disposizione. Supplente a – indennita’ di maternita’ fuori nomina, supplente b nulla supplente c  nulla. Rientro dalle vacanze il 08/04 il titolare non rientra con quali supplenti la scuola deve stipulare il contratto per continuità didattica il giorno  08/04/2015? ringraziamo per l’attenzione.

Paolo Pizzo  – Gentile scuola,

la conferma della supplenza, ai sensi dell’art. 7/5 del DM 131/07 e 12/2 del CCNL/2007, spetta al docente C in effettivo servizio e alla docente collocata in congedo obbligatorio al momento della conferma della supplenza. Non spetta invece al supplente b in congedo parentale diverso da quello di maternità.

L’art 7/5 citato dispone che Nel caso in cui ad un primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro intervallato da un periodo di sospensione delle lezioni si procede alla conferma del supplente già in servizio; in tal caso il nuovo contratto decorre dal primo giorno di effettivo servizio dopo la ripresa delle lezioni.

Mentre l’art 12/2 del CCNL stabilisce la valenza come servizio effettivamente prestato anche per quanto concerne la proroga della supplenza del solo periodo di astensione obbligatoria. Ovviamente nel caso in questione trattandosi di conferma della supplenza e non di proroga il diritto a rimanere in servizio non cambia.

Pertanto i due docenti “già in servizio” l’ultimo giorno di lezione prima delle vacanze sono il docente collocato in congedo obbligatorio e quello effettivamente in classe. Il docente in congedo parentale non può invece essere considerato in servizio ai fini della conferma della supplenza.

Abbiamo affrontato la questione anche in questa FAQ

Mobilità 2015/16: finirò nell’albo insieme ai neoassunti?

26 marzo, 2015 - 11:08

Gaia - Le rivolgo un semplice quesito che sembra non aver risposta… La domande di mobilita’ che ho presentato pochi giorni fa rimane agganciata al ccn di febbraio (punteggio,scelta della scuola)o a settembre mi ritrovo catapultata nell’ albo assieme ai neo assunti? Sono sempre più perplessa …..ritiro la domanda? Grazie…spero di avere una risposta prima della scadenza….così mi precipito in segreteria.

Lalla - gent.ma Gaia, su Orizzonte Scuola abbiamo chiarito più volte questo particolare, quindi il quesito una risposta ce l’ha

Mobilità 2015: regole trasferimenti determinate dal CCNI firmato il 23 febbraio

Ribadiamo ancora una volta che le domande presentate entro il 22 marzo seguiranno le regole incluse nel Contratto sottoscritto il 23 febbraio 2015.

Quella degli albi è una normativa che al momento neanche esiste, dal momento che è contenuta nel testo del DDL su La Buona Scuola, che deve ancora essere sottoposto al vaglio del Parlamento e dunque suscettibile di modifiche.

Se poi già per l’a.s. 2015/16 dovessero intervenire delle modifiche che potrebbero incidere sulla mobilità (vedi organico funzionale, sblocco mobilità interprovinciale), allora si procedurà ad una riscrittura del testo e sarà data a tutti di prendere nuove decisioni in conseguenza delle novità. Ma ad oggi si può ragionare solo con la normativa esistente, non con quella futura o ipotizzabile.

Mobilità: domanda volontaria cartacea presentata dopo il 22 marzo non è valida

26 marzo, 2015 - 09:43

R. – In data 22/03/2015 non ho potuto rispettare il termine di presentazione della domanda on line. Per cause improvvise ho deciso in tempi brevi e non avendo avuto necessita’ di eseguire prima l’accreditamento delle credenziali necessario per accedere al sistema Sidi nel giorno di domenica 22/3/2015 la segreteria era chiusa. Ho provveduto il giorno dopo a presentare la domanda di trasferimento interprovinciale al USP di competenza in modalita’ cartacea in quanto il sistema bloccato alle 24 del giorno prima. Chiedo: la domanda che e’ stata protocollata sara’ valida? Chi valutera’ eventualmente il punteggio provvedera’ direttamente a comunicarlo alla Direzione didattica? In attesa di gradita risposta porgo i miei migliori saluti

Lalla – gent.ma, la risposta è negativa. Purtroppo, pur comprendendo la problematica, la registrazione a Istanze on line avrebbe dovuto esere fatta per tempo. E’ vero che c’era tempo fino al 22 marzo 2015 alle ore 24 per presentate la domanda ma è chiaro che il termine fosse rivolto a chi avesse i requisiti per inoltrare la domanda, registrazione compresa al sistema on line.

L’O.M 4/2015 così come il Contratto stipulato il 23 febbraio 2015 stabiliscono quale unica procedura di inoltro della domanda volontaria di mobilità la modalità on line.

Solo chi riceve la nomina a tempo indeterminato dopo il termine di scadenza per la presentazione delle domande o viene dichiarato sovrannumerario, ha 5 giorni di tempo dalla notifica del provvedimento per presentare la domanda in modalità cartacea.

Pertanto, è corretto che la domanda sia stata protocollata ma non potrà essere valutata. Se fosse vero il contrario, ancora oggi, o anche domani, o fino al giorno prima dei movimenti, si potrebbe presentare la domanda. Ma non è così.

ATA: in caso di congedo di maternità o di interdizione, posso accettare una supplenza?

26 marzo, 2015 - 09:12

Michela – Buongiorno, ho terminato il contratto a td nel privato il 31/10/2014 ed ero già in interdizione. Percepisco la maternità dall’Inps ed oggi 23/03/2015 ho partorito. Sempre oggi sono stata convocata da graduatoria d’istituto di 3 fascia per una supplenza breve di 7 giorni come collaboratrice scolastica. Posso accettare la nomina? al termine della supplenza avrò diritto all’indennità di maternità fuori nomina? Finchè sono in maternità con l’Inps non devo accettare supplenze? Cosa mi conviene? E’ chiaro che anche pochi punti mi farebbero comodo. grazie mille per l’attenzione

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Michela, in riferimento agli artt. 16 e 17 del D.Lgs. 151/2001, l’instaurazione del rapporto di lavoro deve intendersi realizzata con la semplice accettazione della nomina senza obbligo di assumere servizio.

Pertanto il personale supplente che, al momento del conferimento della supplenza, si trovi in congedo di maternità o in interdizione per gravi complicanze della gestazione, successivamente all’accettazione della nomina vedrà valutato tutto il periodo di astensione dal lavoro sia ai fini giuridici che ai fini economici nei termini della durata del rapporto di lavoro e al trattamento economico intero per tutta la durata del rapporto di lavoro.

Il rapporto di lavoro si perfeziona con la semplice accettazione della nomina, senza obbligo da parte del personale in congedo di maternità o in interdizione di assumere servizio.

Appunto per questo, il mio personale consiglio è di accettare le eventuali supplenze brevi.

Graduatorie III fascia ATA: quando le scuole utilizzeranno le graduatorie definitive?

26 marzo, 2015 - 09:10

Pasquale – buongiorno mi chiamo pasquale sono un assistente tecnico collocato nelle graduatorie d’ istituto 3a fascia ar 37 arte della stampa vorrei avere delle informazioni a riguardo la stipula di contratti per gli aventi diritto con le nuove graduatoriie ata 3a fascia napoli con la pubblicazione delle definitive le predette graduatorie saranno pubblicate in tutte le istituzioni scolastiche il giorno 23 marzo 2015. Il sottoscritto con la graduatoria provvisoria si trova al primo posto come assistente tecnico ar 37 in queasta istituzione scolastica isa grandi sorrento ce un posto vacante ar 37 e lavora una signora dalle vecchie graduatorie con un punteggio molto basso. in questo caso l’avente diritto sarei io come mi devo regolare con la scuola per velocizzare i tempi della convocazione per l’ avente diritto ci sono dei tempi? ce qualche decreto legge scuola in questo caso grazie

di Giovanni Calandrino – Gentile Pasquale, di norma, nell’avviso di pubblicazione delle graduatorie definitive emesso dall’USP viene specificata la data precisa di quando le istituzioni scolastiche dovranno utilizzare le nuove graduatorie definitive di circolo e di istituto III° fascia con validità 1/09/2014 – 31/08/2017 e sottoscrivere, previo scorrimento delle stesse graduatorie, i nuovi contratti con decorrenza dalla data di assunzione in servizio.

Nell‘avviso dell’Ufficio Scolastico di Napoli purtroppo questo dato non è presente. Di solito dal momento della pubblicazione delle graduatorie definitive il loro utilizzo è quasi immediato. Se dovesse trascorrere più di qualche giorno (una settimana massimo) sollecita il Dirigente Scolastico della scuola in cui c’è il posto vacante, facendo presente il danno che te ne deriva dalla mancata convocazione e il fatto che potresti rivalerti sulla scuola per un eventuale danno.

Ma siamo certi che le scuole saranno sollecite, soprattutto per la copertura dei posti vacanti; a volte si registra invece che se si tratta di una supplenza breve questa viene fatta portare a termine al supplente già incaricato, ma in ogni caso la decione, a nostro parere, dovrebbe essere debitamente motivata.

Graduatorie ATA terza fascia definitive: aggiornamento

Supplenza ATA e vacanze Pasquali

26 marzo, 2015 - 09:04

Stefano – Sono un assistente tecnico supplente temporaneo. Ho iniziato la supplenza a novembre 2014. L’ultimo certificato inviato dal titolare va dal 20 marzo all’11 aprile 2015 ho sottoscritto un contratto di proroga che arriva al giorno 1° aprile (ultimo giorno di lezione prima delle vacanze pasquali visto che il certificato di malattia non copre i 7 giorni dopo il periodo di interruzione delle lezioni). Ho diritto ad un nuovo contratto per il periodo 8 aprile – 11 aprile oppure il dirigente ha discrezione in merito. Grazie

di Giovanni Calandrino – Gentile Stefano, l’art. 60 – Rapporto di Lavoro a Tempo Determinato – del CCNL Comparto Scuola afferma che al personale ATA si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 dell’art. 40 del suddetto CCNL.

L’interpretazione ufficiale fornita dall’Aran ha chiarito ogni dubbio circa il quesito in questione.

L’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni ha affermato che la continuità dell’assenza vale di per sé nella sua sostanza senza che nei fatti sia legata all’esibizione di un’unica certificazione;

l’interpretazione dell’Aran proferisce, a proposito di “oggettiva continuativa assenza del titolare, indipendentemente dalle sottostanti procedure giustificative dell’assenza del titolare medesimo”.

Quindi non c’è dubbio che nel contratto del supplente, nell’ipotesi in cui vi sia un’assenza del titolare senza soluzione di continuità “per uno spazio temporale che inizi da una data anteriore di almeno 7 giorni la sospensione delle lezioni e cessi ad una data non inferiore a 7 giorni successive alla ripresa delle medesime” debba essere anche ricompreso il periodo di sospensione dell’attività didattica e quindi la relativa retribuzione delle vacanze pasquali.

Nella fattispecie richiamata non resta che accertare l’effettiva continuità dell’assenza del titolare nel periodo antecedente e seguente una sospensione delle attività didattiche e che vi sia in ogni caso il requisito dei sette giorni così come richiamato dall’attuale comma 3 dell’art. 40 del CCNL vigente.

Domanda di trasferimento condizionata: precedenza art. 21 o precedenza rientro scuola titolarità?

25 marzo, 2015 - 16:17

Scuola – gentile redazione, si sottopone il seguente quesito: nel caso di presentazione di una domanda di trasferimento condizionata da parte del perdente posto a.s. 2013/2014, beneficiario dunque della precedenza ex art. 7 comma II (personale trasferito d’ufficio negli ultimi otto anni richiedenti il rientro nella scuola o istituto di preced. titolarità) e che possiede anche la precedenza dell’art. 21 L. 104/92, quale ordine va seguito nella scelta delle istituzioni scolastiche, considerando che il comune dove è ubicata la scuola e il comune di residenza non coincidono e che per beneficiare della precedenza art. 21 occorre indicare il comune di residenza come primo, viceversa per il rientro nella scuola o comune di precedente titolarità occorre indicare questo come primo. cordiali saluti.

Paolo Pizzo - Gentile scuola, non è possibile fruire delle due precedenze contemporaneamente. Pertanto il docente in questione se vuole ritornare nella ex scuola e mantenere anche la continuità del servizio, è obbligato a richiedere quest’ultima come prima preferenza nel modello di domanda, a nulla rilevando eventuali altre precedenze di cui dispone.

Se invece vuole sfruttare la precedenza di cui all’art 21 vuol dire che è consapevole del fatto che così facendo non condiziona più la domanda di trasferimento perdendo quindi il diritto di rientro nella ex scuola e la continuità finora maturata.

Pertanto o l’una o l’altra precedenza, secondo i criteri che stabilisce il Contratto.

Graduatoria interna: La precedenza che dà titolo all’esclusione da quando deve sussistere e fin quando è valida?

24 marzo, 2015 - 16:22

Rosina – Insegno in un liceo scientifico, vorrei sapere se un docente eletto consigliere comunale a maggio può far valere il diritto di non inclusione nella graduatoria soprannumerari anche se la scadenza della stessa è ad aprile.

Paolo Pizzo – Gentilissima Rosina,

l’art. 7/2 del CCNI dispone che docenti ed il personale A.T.A., beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), V) e VII) di cui al comma 1 del presente articolo e riconosciute alle condizioni ivi indicate, non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio, a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente necessario il loro coinvolgimento (es. soppressione della scuola, ecc.)

Il punto VII riguarda proprio l’esclusione del  personale che ricopre cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali  a norma della legge 3.8.1999, n. 265 e del D.L.vo 18/08/2000 n. 267, durante l’esercizio del mandato.

Tale comma precisa intanto che per gli amministratori degli Enti Locali tale esclusione va applicata solo durante l’esercizio del mandato amministrativo e solo se titolari nella stessa provincia in cui si è amministratore degli EE.LL.

Detto questo, si precisa che l’art. 22 comma 3 dello stesso CCNI trattando l’ INDIVIDUAZIONE PERDENTI POSTO NELLA SCUOLA SECONDARIA DI I E II GRADO  molto chiaramente dispone che ai fini dell’esclusione dalla graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio dei soggetti beneficiari delle precedenze di cui ai punti I), III), V) e VII) dell’art. 7 – sistema delle precedenze – del TITOLO I del presente contratto, debbono essere prese in considerazione le situazioni che vengano a verificarsi entro i termini di presentazione delle domande di trasferimento previsti dall’O.M. sulla mobilità del personale della scuola.

Il docente di cui al quesito, quindi, non può fruire di una precedenza riconosciutagli dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domanda di mobilità.

Nel caso invece gli sia stata riconosciuta entro i termini sopra citati il docente ha l’obbligo di  comunicare l’eventuale venir meno della precedenza entro il 17 maggio dal momento che per il II grado il termine ultimo di comunicazione al SIDI è il 27 maggio. La precedenza quindi per essere valida doveva esistere entro i termini di presentazione delle domande di mobilità e deve sussistere almeno fino al 17 maggio.

Graduatoria interna: il punteggio di continuità per il perdente posto. Chiarimenti.

24 marzo, 2015 - 15:59

Maria Stella – avrei URGENTE bisogno di dirimere un dubbio: sono docente di scuola secondaria di II grado da 18 anni  (escludendo quello in corso) presso la stessa scuola;  nell’a.s. 2011/2012 viene trasferita d’ufficio perché soprannumeraria , presso la mia scuola,  una collega per la stessa classe di concorso. Ora, nella compilazione della “ Scheda per l’individuazione dei docenti soprannumerari relativamente all’organico di diritto 2015/2016” lei ha dichiarato,  nel riquadro alla lettera C) 19 anni di servizio, cioè anche gli anni di servizio prestati nella scuola di ex titolarità. In tal caso, totalizzando lei 208 punti, risulterei in soprannumero io con 179 punti. Ora mi chiedo:  il servizio prestato nella scuola di ex titolarità vale come servizio prestato nella mia scuola?  Non dovrebbe, invece, significare il contrario?  Cioè che gli anni prestati nella scuola attuale verranno riconosciuti come continuità in caso di rientro, nell’ottennio, nella scuola di precedente titolarità? Avrei bisogno di cortese sollecita risposta, al fine di presentare – eventualmente – reclamo avverso la graduatoria provvisoria.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria Stella,

la nota 5 dell’allegato valutazione del servizio del CCNI 2016 stabilisce che non interrompe la continuità del servizio l’utilizzazione in altra scuola del docente in soprannumero nella scuola di titolarità né il trasferimento del docente in quanto soprannumerario qualora il medesimo richieda in ciascun anno dell’ottennio successivo anche il trasferimento nell’istituto di precedente titolarità ovvero nel comune. La continuità di servizio maturata nella scuola o nell’istituto di precedente titolarità viene valutata anche al personale docente beneficiario del predetto art. 7, punto II) del presente contratto – alle condizioni ivi previste – che, a seguito del trasferimento d’ufficio, sia attualmente titolare su dotazione provinciale.

Il punteggio in questione viene riconosciuto anche per la formulazione della graduatoria interna di istituto ai fini dell’individuazione del soprannumerario da trasferire d’ufficio.

Qualora, scaduto l’ottennio in questione, il docente non abbia ottenuto il rientro nella scuola di precedente titolarità i punteggi relativi alla continuità didattica nell’ottennio dovranno essere riferiti esclusivamente alla scuola ove è stato trasferito in quanto soprannumerario.

Il punteggio va anche attribuito nel caso di diritto al rientro nell’ottennio del personale trasferito in quanto soprannumerario.

Ricordiamo inoltre che qualora il docente al termine dell’ottennio non sia rientrato nella scuola di precedente titolarità ma in altra scuola dello stesso comune, ha titolo al mantenimento del punteggio relativo al Comune (1 punto) anche per tutti gli 8 anni dell’ottennio.

In conclusione alla docente in questione deve essere riconosciuta tutta la continuità maturata nella ex scuola e in quella attuale titolarità per la formulazione della graduatoria di istituto ai fini dell’individuazione del personale in soprannumero.

Graduatoria interna di istituto: esclusione per docente con art. 3 comma 3 legge 104/92

24 marzo, 2015 - 14:29

Scuola - gentile redazione, si chiede se una docente portatore di handicap in situazione di gravita art. 3 comma 3 della legge 104/92 , debba essere esclusa dalla graduatoria di istituto per l’individuazione dei perdenti posto, anche non essendo in possesso del previsto art. 21 della stessa legge.

Paolo Pizzo – Gentile scuola, la risposta è affermativa. Trattasi dell’art. 33, comma 6 DELLA L. n. 104/92 (disabilità personale).

Tale disabilità dà precedenza nei trasferimenti e diritto all’esclusione dalla graduatoria interna di istituto.

Nella certificazione deve risultare la situazione di gravità della disabilità art. 3 comma 3 legge 104/92.

Pertanto non è possibile fruire della precedenza o dell’esclusione dalla graduatoria interna con il solo riconoscimento della invalidità (anche se al 100%) o di una disabilità non grave art 3 comma 1. È necessario il solo art 3 comma 3.

Tale stato deve essere documentato con certificazione o copia autenticata rilasciata dalle commissioni mediche, funzionanti presso le A.S.L., di cui all’art. 4, della legge n. 104/92.

Graduatoria interna di istituto: come si compila la domanda e chi diventa “perdente posto”. E book gratuito

Immissioni in ruolo: quando presentare domanda di assunzione

23 marzo, 2015 - 19:00

Enzo – Sono un docente precario di scuola primaria iscritto nelle GAE a Roma, volevo chiedere quando si dovrà presentare la domanda (prevista dal ddl) per l’ assunzione?e con quale modalità avviene la comunicazione per presentare domanda? Cordiali saluti

Lalla - gent.mo Enzo, non ci sono ancora le date di presentazione della domanda di assunzione, non essendoci ancora alcuna normativa che autorizzi all’assunzione dei docenti per l’a.s. 2015/16. Tu fai riferimento all’unico riferimento ad oggi noto, il DDL su La Buona Scuola, che deve ancora essere sottoposto al vaglio del Parlamento e alle eventuali modifiche che ne potranno scaturire.

Pertanto, non può esistere oggi una domanda di assunzione. Le modalità verranno comunque comunicate dal Ministero sul proprio sito istituzionale www.istruzione.it

Sono stata dichiarata “perdente posto”: cosa fare?

23 marzo, 2015 - 18:06

Ad una a mia collega di ruolo nella primaria, che giovedi scorso ha fatto domanda di trasferimento, e’stato appena comunicato che sara’ perdente posto nel circolo di attuale appartenenza. Ovviamente, avendolo appena saputo, non lo ha inserito nella domanda di trasferimento. Puo ovviare in qualche modo? Grazie

Lalla – è normale, nel modello di domanda di trasferimento non avrebbe dovuto inserire nulla. La collega ha 5 giorni di tempo, dal momento in cui riceve dal Dirigente Scolastico la lettera scritta di notifica della condizione di sovrannumerarietà, per presentare una nuova domanda di trasferimento.

La nuova domanda, che sarà presentata in modalità cartacea,

sostituisce INTEGRALMENTE quella precedente.

A questo punto la collega deve solo decidere se condizionare la domanda (ossia chiedere di partecipare ai movimenti solo qualora non si formi nuovamente il posto nella sua scuola) o partecipare liberamente al trasferimento.

Abbiamo affrontato la distinzione in questa guida

Graduatoria interna di istituto. Sono stato dichiarato perdente posto: come presentare domanda di trasferimento

Mobilità: il sistema delle precedenze e l’ordine di priorità

23 marzo, 2015 - 16:05

Marco  – chiedo come si applica la precedenza nei trasferimenti per assistenza al figlio minorenne con certificazione 104/92. Nello specifico chiedo se si chiede trasferimento da un comune A ad un comune B della stessa provincia e nel comune B vi è un posto vacante, ha precedenza chi assiste il figlio con 104 o chi nel comune B è soprannumerario e ha perso cattedra in altro istituto dello stesso comune B? Spero di essere stato chiaro,Grazie anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Marco,

l’art. 7/1 del CCNI 2016 dispone le precedenze nella mobilità con la precisazione che sono funzionalmente inserite, secondo il seguente ordine di priorità, nelle sequenze operative delle tre fasi della mobilità territoriale per le quali trovano applicazione.

Il punto II) PERSONALE TRASFERITO D’UFFICIO NEGLI ULTIMI OTTO ANNI RICHIEDENTE IL RIENTRO NELLA SCUOLA O ISTITUTO DI PRECEDENTE TITOLARITA’ precede il punto V che è invece la precedenza riferita a chi assiste il familiare disabile.

Non solo, ma è precisato che la precedenza in esame si applica alla prima fase dei trasferimenti, ANCHE se il richiedente è titolare in un comune diverso da quello della scuola, circolo o istituto richiesto.

Attenzione, perché ciò è riferito esclusivamente all’istituto in cui il docente ha perso il posto e per il quale chiede il rientro. Non per eventuali scuole che dovesse inserire nella domanda oltre a quella di ex titolarità.

L’assistenza al figlio è una precedenza successiva come detto al punto V, e opera nella I fase solo tra distretti diversi dello stesso comune e poi nella II e III fase dei trasferimenti.

A te interessa quindi la seconda fase, quella intercomunale, che però è comunque successiva a quella del punto II (con il solo riferimento però alla scuola in cui il docente ha perso il posto e nella quale richiede il rientro).

In pensione nel 2018

23 marzo, 2015 - 15:39

Giuseppa  – Sono nata nell ‘ott 51al 18 –  3 – 2015 ho maturato 35 anni e 5 mesi di servizio . Quando potrò andare in pensione.

FP – Gentile Collega,

in riferimento alla sua richiesta si chiarisce che la sua prima possibilità di pensionamento è data dal raggiungimento del requisito per la pensione di vecchiaia  ovvero legata all’età.

Per opportuna conoscenza, di seguito si indicano i requisiti previsti per la  pensione di Vecchiaia, per i prossimi anni: – dal 2013 al 2015 66 anni e 3 mesi; – dal 2016 al 2018 66 anni e 7 mesi.

Pertanto nel 2018 può andare in pensione.

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