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Lunedì, 29 Agosto 2016

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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 1 ora 20 min fa

Graduatorie I FASCIA ATA: il servizio prestato presso le scuole della provincia di Trento non può essere valutato come requisito d’accesso

28 agosto, 2016 - 22:13

Ivana – Salve, sono un collaboratore scolastico che lavora nella provincia di Trento; gentilmente vorrei sapere se il servizio svolto in tale provincia non vale solo per raggiungere i 24 mesi in 1 prima fascia oppure non vale per niente in 1 fascia? ( nel senso che una volta fatti i 24 mesi nello Stato il servizio può’ essere inserito per intero? 0,50 ogni mese? Sicura di una sua risposta anticipatamente ringrazio.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Ivana, innanzitutto chiariamo che, il servizio prestato presso le istituzioni scolastiche della regione Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano non è oggetto di valutazione per il raggiungimento dei 24 mesi di servizio.

Come da riferimento normativo, uno dei requisiti d’accesso alle graduatorie permanenti è un’anzianità di almeno due anni di servizio (24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi; le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero) prestato in posti corrispondenti al profilo professionale di cui si richiede l’accesso.

[omissis]

Non è valutabile il servizio prestato nelle istituzioni scolastiche della regione Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Pertanto, il servizio prestato nella provincia di Trento non può essere valutato come requisito d’accesso (ai fini della maturazione dei 24 mesi di anzianità di servizio) ma conteggiato secondo i parametri previsti dall’ALLEGATO A/4 (Tabella di Valutazione dei Titoli) Lettera B).

Trasferimenti ATA dalle province autonome di Trento e Bolzano: solo in presenza di intese tra Miur e Province

28 agosto, 2016 - 22:11

Ivana – Salve, sono un collaboratore scolastico e lavoro in provincia di Trento, gentilmente vorrei sapere se dopo essere passato di ruolo a Trento posso fare domanda di trasferimento a Napoli? il sindacato mi ha detto di no, ma non mi ha saputo spiegare il perché. grazie per la risposta.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Ivana, l’art. 13 del D. M. n. 235/2014 precisa che per le province di Bolzano e Trento e per la regione Valle d’Aosta, vigono le disposizioni adottate in materia dalle Autorità scolastiche competenti per territorio negli specifici ed autonomi provvedimenti; i trasferimenti da o verso le province autonome di Trento e Bolzano potranno essere disposti sulla base di eventuali Intese tra il Miur e le Province medesime, delle quali sarà dato avviso con apposita nota.

Pertanto finché non si esisteranno simili “intese” i movimenti da o verso le province autonome di Trento e Bolzano non potranno essere effettuati.

Graduatorie III fascia ATA: l’aggiornamento avviene in tutte le province nello stesso periodo

28 agosto, 2016 - 22:09

Tommaso – Buongiorno, Vi scrivo perché ho una domanda alla quale spero possiate dare una risposta. Sono iscritto alla graduatoria di III fascia personale ATA della provincia di Rieti e più o meno l’aggiornamento ci sarà nel periodo primaverile del 2017. Volevo sapere se l’aggiornamento delle graduatorie del personale ATA avviene in tutte le province d’Italia lo stesso periodo oppure ci sono date diverse per ogni provincia? Grazie per la cortese attenzione. Buona giornata.

di Giovanni Calandrino – Gentile Tommaso, la scadenza per la presentazione delle istanze di inserimento/aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia del personale ATA è UGUALE per tutta Italia.

L’avviso di pubblicazione ed il decreto saranno tempestivamente pubblicati dagli USR, dagli Uffici degli Ambiti Territoriali di ciascuna provincia e, contestualmente, da ciascuna istituzione scolastica statale, al cui albo rimarranno affissi per tutto il tempo utile per la presentazione della domanda.

Si precisa che a oggi non ci sono informazioni utili e certe che riguardano il prossimo aggiornamento di III fascia ATA, che dovrebbe comunque avvenire nel 2017 (l’ultimo risale a settembre 2014).

Docente II grado in esubero nazionale e possibile utilizzazione d’ufficio: è importante la compilazione corretta della casella 38

28 agosto, 2016 - 11:34

Emanuela – Sono in esubero nazionale (senza sede né ambito) sulla secondaria di II grado (A060) a seguito della mobilità straordinaria su ambiti (assunta in ruolo fase C lo scorso anno). Ho già inoltrato la domanda di utilizzazione provinciale per il II grado, vorrei inoltrare la domanda anche per il I grado avendo titolo (laurea) di accesso alla cdc delle medie (A059), ma non l’abilitazione.

Sono riuscita a compilare la domanda per l’utilizzazione del I grado e ad esprimere le 15 preferenze delle scuole. Non riesco però assolutamente a scegliere la preferenza da cui partire per l’assegnazione d’ufficio  (casella 38 – vicinorietà) che invece ho potuto scegliere per il II grado.

Vorrei sapere per quale motivo non mi sia possibile.. è giusto che io non possa? o è un problema del sistema su istanze online? In quel caso come devo comportarmi? La scadenza, infatti, è il 28 agosto e l’USP è al momento chiuso. Grazie, non ho trovato nessuno con il mio stesso problema.

Giovanna Onnis – Gentilissima Emanuela,

come docente in esubero nazionale devi necessariamente chiedere utilizzazione e puoi farlo oltre che per il grado di istruzione di titolarità anche per grado diverso,  compilando, come stai facendo, due domande distinte.

La casella 38 (In caso di non soddisfacibilità delle preferenze espresse, il docente chiede, ai fini del trattamento d’ufficio, che lo scorrimento della catena di viciniorità inizi dal comune/distretto ) è riservata ai docenti che, come te,  non hanno sede di titolarità e devono essere utilizzati in ogni caso, anche d’ufficio.

Avrai la possibilità di dare l’indicazione richiesta solo nel modulo per il II grado dove sei titolare, poiché se non potrai essere soddisfatta per nessuna delle preferenze espresse nelle due domande di utilizzazione (II grado e I grado) ti verrà assegnata una sede d’ufficio prioritariamente per il grado di istruzione di titolarità, rispettando l’indicazione da te fornita nella casella 38.

Se dovessero assegnarti d’ufficio una sede nel I grado (non essendoci disponibilità per il II grado) lo scorrimento della catena di viciniorità partirà sempre dal comune da te indicato nella casella 38 del modulo per il II grado

Assegnazione: residenza anagrafica del familiare

28 agosto, 2016 - 11:33

Michela – chiedo scusa se insisto su questa questione, ma leggendo meglio il CNNI , la nota da lei indicata ed un articolo recente di orizzonte scuola (assegnazioni provvisorie e utilizzi: come inserire gli allegati, quali sono obbligatori,…), ferme restando le differenze tra utilizzazioni ed assegnazioni già evidenziate nella mail precedente, in realtà mi sono accorta che i tre mesi  si riferiscono alla residenza anagrafica del coniuge, o nel mio caso del convivente e non alla data  in cui si va a convivere.  Nell’articolo citato, infatti, viene precisato che “sarà necessario che risulti anche da quanto tempo il familiare risiede in quel determinato comune al quale il docente richiede appunto il ricongiungimento (da almeno tre mesi rispetto la scadenza della domanda)”. Vorrei conferma di tutto ciò. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Michela,

Il CCNI è chiaro in proposito, stabilendo alla nota 1 della tabella dedicata che

il punteggio spetta per il comune di residenza della persona cui si chiede il ricongiungimento ai sensi dell’art. 7 a condizione che essi, alla data di presentazione della domanda vi risiedano effettivamente con iscrizione anagrafica da almeno tre mesi. La residenza della persona alla quale si chiede il ricongiungimento deve essere documentata con certificato anagrafico o con dichiarazione personale redatta ai sensi del D.P.R. 445 del 28.12.2000 e successive modifiche e integrazioni, nei quali dovrà essere indicata la decorrenza dell’iscrizione stessa. Dall’iscrizione anagrafica si prescinde quando si tratti di ricongiungimento al coniuge trasferito per servizio nei tre mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda. In tal caso, per l’attribuzione del punteggio, dovrà essere presentata una dichiarazione del datore di lavoro che attesti tale circostanza.

Assegnazione provvisoria e ricongiungimento a genitore: deve risiedere nel comune da almeno tre mesi

28 agosto, 2016 - 11:09

Angela – Gent.mi, se chiedo assegnazione provvisoria interprovinciale secondaria di secondo grado per ricongiungimento a genitore che risiede nel comune X da meno di 3 mesi non mi accettano la domanda?  Oppure me la accettano, ma a punteggio 0?  Grazie in anticipo

Giovanna Onnis – Gentilissima Angela,

la condizione indispensabile per il comune di ricongiungimento è che il familiare verso il quale si chiede ricongiungimento nella domanda di assegnazione provvisoria, vi risieda da almeno tre mesi.

Questo è chiaramente indicato nella nota 1 della tabella di valutazione per le AP (Allegato 2) allegata al CCNI sulla mobilità annuale 2016/17:

“Il punteggio spetta per il comune di residenza della persona cui si chiede il ricongiungimento ai sensi dell’art. 7 a condizione che essi, alla data di presentazione della domanda vi risiedano effettivamente con iscrizione anagrafica da almeno tre mesi….”

Se, quindi, il tuo genitore risiede nel comune da meno di tre mesi, non puoi chiedere ricongiungimento nel suo comune di attuale residenza poiché non ci sono i requisiti necessari.

Mi dispiace, ma non sarà, quindi, possibile  considerare valida la tua domanda, neanche a punteggio 0, situazione prevista nel caso di genitore con età inferiore a 65 anni, ma comunque in presenza dei requisiti  indispensabili per presentare domanda

La docente in interdizione dal lavoro per gravi complicanze non può prestare attività lavorativa

28 agosto, 2016 - 10:17

Sabrina – Salve avrei un quesito da porre, sono in interdizione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio fuori nomina da circa 2 mesi. Ogni mese presento il certificato del ginecologo in cui viene richiesto un periodo di astensione di 30 giorni. Nel caso in cui dovessi avere una convocazione a settembre so che non sono obbligata neanche a presentarmi fisicamente a scuola ma se fisicamente me la sentissi potrei prendere servizio e lavorare o il fatto che magari la convocazione mi arriva nel periodo di interdizione richiesto dalla ginecologa e concessomi dall’ asl mi crea problemi? Spero di essere stata chiara nel porre il mio quesito. Ringrazio sin da ora per l’attenzione postami Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Sabrina,

I congedi di maternità o l’interdizione dal lavoro per gravi complicanze sono tipologie di congedi preordinati a tutelare non solo la salute della madre, ma anche a garantire il benessere del figlio.

Pertanto, nascendo come tutela della salute della lavoratrice ma anche del bambino, si configurano come diritti indisponibili che devono essere quindi fruiti “obbligatoriamente”, il primo, come prevede espressamente il T.U. 151/01 3 mesi prima del parto e due mesi dopo (salvo la flessibilità del congedo), il secondo, su espressa prescrizione del ginecologo confermata poi dall’ASL.

In conclusione, l’interdizione dal lavoro, su espresso parere medico, ha proprio lo scopo di non permettere alla lavoratrice di lavorare, visto il suo particolare status in quel momento, preservandole tutti i diritti di lavoratrice.

Non potrai quindi decidere di lavorare a meno che scaduti i termini dell’interdizione il medico non decida diversamente.

 

Collaboratore scolastico che fruisce dei permessi 104/92 e altro soggetto che gli presta assistenza. Chiarimenti per la scuola

27 agosto, 2016 - 13:03

Scuola – Salve, con la presente si sottopone alla vs cortese attenzione il seguente caso: Nel ns. Istituto prestano servizio due coniugi Collaboratori scolastici. Il marito ha presentato richiesta per la fruizione della L. 104/92 art. 3 c. 3 per uso personale, contemporaneamente la moglie presenta richiesta per fruire dei 3 gg. mensili per assistere il marito quando deve andare a fare la terapia. Il quesito è: possono due dipendenti (marito e moglie) fruire dei permessi per la stessa persona? Nella speranza di aver posto in modo chiaro il quesito, si ringrazia per le consulenze sempre preziose e si porgono cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

il caso in questione è quello del  lavoratore disabile che fruisce dei permessi per sé stesso e contemporaneamente è assistito da altra persona la quale, a sua volta, utilizza i permessi di cui all’art. 33 della legge 104/92.

L’INPS, nella circolare n. 128 del 21.7.2003 ha precisato che “i giorni di permesso dei due soggetti interessati devono essere fruiti nelle stesse giornate, considerando che l’assenza dal lavoro, con la conseguente fruizione dei permessi da parte di chi assiste, è giustificata dal fatto che deve assistere l’handicappato, assistenza che non necessita durante le giornate in cui quest’ultimo lavora”.

Nella circolare n. 100/2012 l’istituto è ritornato sull’argomento precisando:

il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con l’interpello n. 30/2010, considerata la ratio della norma ispirata all’assistenza, all’integrazione sociale e alla tutela dei diritti delle persone disabili, ha stabilito che il diritto alla fruizione dei benefici in argomento da parte del dipendente che assiste il familiare disabile non può essere escluso a priori nei casi in cui lo stesso disabile svolga nel medesimo periodo attività lavorativa.

Conseguentemente, essendo superata la disposizione contenuta al paragrafo 2.1 della circolare n. 45/2011, l’Amministrazione non può negare a priori l’autorizzazione alla fruizione dei permessi richiesti da un dipendente per assistere un familiare disabile lavoratore nelle giornate in cui lo stesso è impegnato in attività lavorativa.

Poi, per il caso della fruizione contemporanea dei permessi aggiunge:

“Nulla è invece innovato nelle ipotesi in cui i permessi siano fruiti per prestare assistenza ad un familiare disabile lavoratore nelle giornate in cui lo stesso sia assente dal posto di lavoro a titolo, ad esempio, di permesso ex lege n.104/1992, malattia, ferie, aspettativa, ecc., nelle quali, pertanto, la predetta valutazione non è richiesta ed il dipendente che assiste non deve produrre alcuna giustificazione dell’assenza.”

 

 

Domanda di assegnazione provvisoria ed errore nell’ordine delle preferenze: per la secondaria c’è ancora tempo per correggere

27 agosto, 2016 - 12:06

Rossella – Ho urgente bisogno di una delucidazione sulla domanda di assegnazione provvisoria. Nell’ esprimere le preferenze ho indicato prima due scuole del comune limitrofo a quello di ricongiungimento (che sono più vicine a casa mia ) e per terzo l’ istituto comprensivo del mio comune.  Poi altre scuole. Vorrei sapere se ho fatto bene o ho commesso un errore.  Grazie mille!

Giovanna Onnis – Gentilissima Rossella,

hai commesso un errore.

Nella domanda di assegnazione provvisoria sei obbligata ad inserire come prime preferenze scuole ubicate nel comune di ricongiungimento e prima di esprimere preferenze su scuole di altri comuni devi inserire la preferenza sintetica sul comune di ricongiungimento.

L’ordine da te seguito nell’indicazione delle preferenze, quindi, non è corretto anche se le scuole del comune limitrofo a quello di ricongiungimento (da te inserite come prime preferenze) risultano a te più comode.

Sicuramente stai compilando la domanda di AP per la scuola secondaria di I grado oppure di II grado, la cui scadenza è prevista per domani 28 agosto. Sei in tempo, quindi, per modificare l’ordine delle preferenze e se hai già inviato la domanda puoi annullare l’invio, modificare e inviare di nuovo.

Ti consiglio di farlo tempestivamente per due motivi importanti:

1 – Se non apporti la correzione necessaria corri il rischio che la tua domanda di AP possa essere invalidata

2 – E’ consigliabile non aspettare l’ultimo momento per evitare eventuali problemi di connessione o un blocco del sistema su Istanze online che potrebbe impedirti di inviare la stesura definitiva della domanda

 

Recupero debiti e docente assente

27 agosto, 2016 - 12:06

Marilena – Nel caso in cui, nello scrutinio relativo al saldo dei debiti,  non sia possibile richiamare i docenti che avevano il contratto fino al 30/06 e nella scuola non sia presente altro docente della stessa disciplina, per garantire lo stesso numero di componenti dello scrutinio di giugno, è possibile nominare un docente di materia affine?

Paolo Pizzo – Gentilissima Marilena,

l’art. 8/6 dell’ O.M. 92/2007 recita: “…In ogni caso l’eventuale assenza di un componente del consiglio di classe [allo scrutinio finale] dà luogo alla nomina di altro docente della stessa disciplina secondo la normativa vigente”.

Per le sostituzioni sarà dunque possibile utilizzare il personale di ruolo interno alla scuola, con la precisazione che il docente assente dev’essere sostituito da un altro docente della stessa materia.

Della sostituzione andrà fatta debita menzione nel relativo verbale.

Per “stessa disciplina” non vuol dire che il docente deve essere titolare in quella scuola di quella determinata disciplina (se per esempio è assente un docente di francese non bisogna sostituirlo per forza con altro docente che sia in servizio per francese), ma che il docente “supplente” deve avere il titolo per poter insegnare quella determinata disciplina (es. un docente titolare di inglese che ha il titolo ad insegnare francese).

Aspettativa per motivi di famiglia dopo anno sabbatico e servizio l’1/9. Chiarimenti per la scuola.

27 agosto, 2016 - 11:41

Scuola – Buongiorno, con la presente si chiede vs gentile parere in merito alla seguente situazione: docente titolare nella scuola X ottiene trasferimento dal prossimo 1° settembre nel ns Istituto. La scorsa settimana ha portato a scuola richiesta di essere collocata in aspettativa non retribuita per motivi di famiglia dal 1° settembre fino al 28/02/2017 (sei mesi). E’ stato richiesto il prospetto assenze alla precedente scuola di titolarità, la quale comunica che la stessa ha fruito di un periodo di 5 mesi della stessa tipologia di assenza nell’a.s. 14/15 di un anno di assenza per aspettativa anno sabbatico nel corrente anno scolastico 2015/16. La mia domanda è: può la docente iniziare l’aspettativa dal 1° settembre senza assumere servizio nella ns nuova scuola di titolarità? Il posto dovrà essere coperto con una supplenza breve trattandosi di soli 6 mesi di assenza? In attesa di cortese riscontro si porgono cordiali saluti.


Paolo Pizzo – Gentile scuola,

per quanto riguarda l’aspettativa per motivi di famiglia è utile ricordare che due periodi di aspettative inferiori all’anno si considerano un unico periodo se il periodo di lavoro tra essi non supera i 6 mesi.

Se per esempio il dipendente ha ottenuto un periodo di aspettativa di 6 mesi, poi riprende servizio per 5 mesi e richiede e ottiene nuovamente un periodo di aspettativa per altri 6 mesi, ai fini del calcolo massimo dell’aspettativa richiedibile (12 mesi) i primi 6 mesi si sommano ai secondi 6 mesi (totale aspettativa 12 mesi) non essendoci stata una ripresa di servizio superiore a 6 mesi.

Nell’esempio citato il cumulo dei 12 mesi non deve per forza essere riferito ad un anno scolastico ma anche a cavallo di due anni scolastici diversi (es. primi 6 mesi a.s. 2014.15 e richiesta di altri 6 mesi a.s. 2015.16).

Pertanto, per interrompere l’aspettativa, e quindi per ripristinare il diritto a chiedere altri 12 mesi, è necessario il rientro in servizio attivo superiore a 6 mesi (anche di un solo giorno).

Per “servizio attivo” si intende non solo l’attività lavorativa effettivamente prestata ma anche per esempio la fruizione di congedi di maternità e paternità, compresi i periodi retribuiti e non retribuiti di congedo parentale e di malattia per il bambino, e i periodi di riposo per allattamento (Corte dei Conti n.42/93 del 15/10/92; T.U. maternità e paternità n.151/01 e Ministero della Funzione Pubblica n. 54600/86) e gli scioperi.

Fatta questa premessa, si precisa che nessuna normativa prevede il servizio attivo fra due periodi di aspettative o congedi, uguali o diversi, atteso che questi devono essere richiesti dal dipendente e concessi dal datore di lavoro.

Se quindi la docente ha fruito già di 6 mesi di aspettativa per motivi di famiglia, poi di anno sabbatico e ha nuovamente fatto richiesta di aspettativa per motivi di famiglia, può fruire di quest’ultima se ha motivato la richiesta e la stessa è stata accettata dalla Dirigente (che potrebbe in realtà non accettarla solo per “esigenze di servizio”).

La decorrenza può avere l’1/9 in quanto la docente è già di ruolo di anni precedenti e non c’è bisogno di una presa di servizio effettiva (la quale sarà giustificata dalla decorrenza del periodo di aspettativa).

Bisognerà ricordare alla docente (e lo dovrete tenere presente anche voi della segreteria per eventuali prossime assenze) che la fruizione di questi 5 mesi si andranno a sommare ai 6 precedenti dell’a..s. 2014/15 per un totale di aspettativa di famiglia di 11 mesi (se nell’a.s. 2014/15 la docente non ha prestato un servizio attivo di almeno 6 mesi al termine dell’aspettativa).

Il posto dovrà essere coperto con supplenza breve scorrendo le GI a partire dall’inizio delle lezioni e fino al 28/2 (senza interruzioni).

Mancata presa di servizio il 1/9. Chiarimenti per la scuola

27 agosto, 2016 - 09:44

Scuola – Salve, Sono un ass.te amm.vo e vorrei sottoporre alla Vs attenzione quanto segue: una docente di scuola dell’infanzia ha ottenuto il trasferimento nel nostro I. Comprensivo, la stessa però è in malattia per gravi patologie fino al 31/08/2016, e con molta probabilità proseguirà per tutto l’anno s. 2016/17.  Considerato che l’insegnante ha già comunicato per telefono che non potrà prendere servizio al primo settembre, io vorrei gentilmente sapere, visto che c’è l’obbligo della presa di servizio, che cosa dovrà fare la scuola qualora la docente non effettuasse la presa di servizio al 1° settembre 2016. In attesa di risposta porgo distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

dal quesito non è chiaro se si tratti di docente immesso in ruolo l’1/9/15 che ha differito la presa di servizio al 1/9/2016 (avendo un contratto di supplenza fino al 31/8), oppure un docente già in ruolo in anni precedenti che ha ottenuto trasferimento nella vostra scuola.

Nel primo caso:

L’art. 9 del DPR 3/1957 (richiamato dall’art. 560 del Dlgs 297/94) prevede che “La nomina dell’impiegato che per giustificato motivo assume servizio con ritardo sul termine prefissogli decorre, agli effetti economici, dal giorno in cui prende servizio. Colui che ha conseguito la nomina, se non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina”.

Pertanto, la scuola dovrà ritenere giustifica la mancata presa di servizio e accettare valida la giustificazione dell’assenza, dietro presentazione del certificato medico, ed il contratto avrà la decorrenza economica solo nel momento in cui la docente assumerà effettivamente servizio.

Nel secondo caso:

Considerato che la docente è già in ruolo giuridicamente ed economicamente, bisogna solo ritenere giustificata la mancata presa di servizio ma nulla cambia sulla situazione giuridica ed economica della stessa. Trattandosi poi di gravi patologie, che ovviamente devono essere giustificate come tali (bisogna che la scuola sia in possesso del certificato che riporta la “grave patologia” e della terapia temporaneamente invalidante), non si applica la trattenuta “Brunetta” e non bisogna inviare la visita fiscale.

Punteggio per figli minori: 4 punti o 3 punti a seconda dell’età, se inferiore o superiore a 6 anni

26 agosto, 2016 - 18:10

I.S. – Mio figlio ha compiuto 7 anni il 20 agosto 2016 essendo entrata mia moglie in ruolo nell’a.s. 2015/2016  il punteggio spettante può essere 4 punti anziché 3? Prendendo spunto da quanto detto nella norma; “Sono presi in considerazione i figli che compiono i sei anni tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua il movimento”. Pertanto avendo avuto il movimento (trasferimento nell’a.s. 2015/16 poiché entro il 31 agosto si completa l’anno) posso considerare mio figlio pur avendo compito 7 anni il 20 agosto 2016 con punteggio pari a 4 e non a 3?

Giovanna Onnis – Gentilissimo I.S.,

la risposta alla tua domanda è negativa.

Per poter conteggiare 4 punti per figlio minore, tuo figlio avrebbe dovuto compiere 6 anni quest’anno 2016, mentre  ne ha compiuto 7. Quindi potrai valutare per il figlio minore 3 punti in quanto di età compresa tra 6 e 18 anni.

Nella normativa che tu stesso citi viene chiarito che, per la valutazione del punteggio (4 punti) sono presi in considerazione i figli che compiono i sei anni tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua il movimento, quindi dell’anno 2016.

Tua moglie, infatti, ha ottenuto il trasferimento con decorrenza 1 settembre 2016, si considera infatti l’inizio e non la fine dell’anno scolastico che sarà agosto 2017

Assegnazione provvisoria e precedenza per figlio di età inferiore a 6 anni: si può valutare se i 6 anni sono stati già compiuti?

26 agosto, 2016 - 17:54

Matilde – Ho urgente bisogno di una consulenza,  mia figlia ha compiuto 6 anni lo scorso maggio posso chiedere la precedenza per le assegnazioni provvisorie grazie mille

Giovanna Onnis – Gentilissima Matilde,

la precedenza per figlio/a di età inferiore ai 6 anni è prevista nell’art.8 comma 1 parte IV) del CCNI sulla mobilità annuale 2016/17, alla lettera l, dove si considera, appunto, la seguente categoria di docenti: lavoratrici madri e lavoratori padri anche adottivi o affidatari con prole di età inferiore a sei anni.

Se tua figlia ha compiuto i 6 anni nel mese di maggio di quest’anno 2016, puoi usufruire ancora della precedenza in sintonia con quanto prevede la normativa nel succitato articolo: Sono presi in considerazione i figli che compiono i sei anni tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua il movimento.

Assegnazione provvisoria: non si può chiedere nella scuola di titolarità anche se per altra tipologia di posto

26 agosto, 2016 - 16:46

Laura  – Gentilissima redazione,sono un’insegnante di sostegno di scuola secondaria di 1° grado. Vorrei presentare domanda di assegnazione provvisoria da sostegno a materia (classe A043) nella scuola dove ho la titolarità di cattedra. Accedo alla piattaforma Istanze online e il sistema mi permette la compilazione della domanda; tuttavia, quando arrivo alla selezione delle preferenze e inserisco il codice della mia scuola, il sistema mi dice “preferenza non esprimibile”. Come posso fare? Ringrazio anticipatamente per la disponibilità accordatami e resto in attesa di un cortese riscontro. Cordiali saluti.

Giovanna Onnis – Gentilissima Laura,

il sistema non ti consente di completare la compilazione della domanda perché non si può chiedere assegnazione provvisoria nella scuola di titolarità, così come non si può chiedere per qualsiasi scuola del comune o distretto di titolarità.

La normativa è molto chiara in proposito, infatti l’art.7 comma 11 del CCNI sulla mobilità annuale 2016/17 stabilisce quanto segue:

Non è consentita l’assegnazione provvisoria nel comune di titolarità, con l’eccezione dei comuni che comprendono più distretti; è consentita l’assegnazione provvisoria per i titolari di ambito anche se quest’ultimo comprende il comune di ricongiungimento.

Ricongiungimento familiare nella domanda di AP: chiarimenti su preferenze e allegati

26 agosto, 2016 - 12:39

Giorgio – Ho due dubbi circa la compilazione della domanda di assegnazione provvisoria.  Risiedo nel comune X dove ha residenza  anche mio padre 81enne e dove ci sono 3 scuole  (superiori).

Devo obbligatoriamente inserirle tutte e 3, e soprattutto nelle prime 3 posizioni? O posso esprimerne solo 1 e le altre 14 chiederle nel comune vicino Y?

Come allegato, ho inserito “Documento cartaceo da consegnare a mano”, è giusto? Sarà il certificato di residenza di mio padre?

Grazie mille Cordiali saluti

Giovanna Onnis – Gentilissimo Giorgio,

nella domanda di assegnazione provvisoria devi chiedere prioritariamente scuole ubicate nel comune di residenza di tuo padre e, se come hai intenzione di fare,  chiederai anche scuole ubicate in comune diverso, sei obbligato ad esprimere prima preferenza sintetica sul comune di ricongiungimento.

Con la preferenza sintetica sul comune chiedi, quindi, tutte le scuole in esso ubicato, anche quelle che non ti interessano e non hai chiesto con preferenza analitica.

Se non inserisci preferenza sintetica sul comune X le preferenze per l’altro comune Y non verranno prese in considerazione e la tua domanda sarà valutata solo per le scuole del comune di ricongiungimento chieste con preferenza analitica.

Per quanto concerne l’allegato, devi autocertificare la residenza di tuo padre con relativa decorrenza temporale, quindi non si tratta di  “documento cartaceo da consegnare a mano”, come erroneamente hai indicato nella domanda. Si tratta, invece, di un documento che dovrai “importare dallo storico” dopo averlo allegato accedendo su Istanze online su  “Altri servizi” –  ”Gestione allegati”

Qui puoi trovare un modello da utilizzare messo a disposizione da OrizzonteScuola

Assegnazione provvisoria provinciale e di utilizzazione interprovinciale: si possono chiedere contemporaneamente?

26 agosto, 2016 - 12:12

Giampaolo – Volevo sapere se le utilizzazioni,  come gli anni precedenti,  hanno precedenza  sulle assegnazioni provvisorie  e se posso richiedere utilizzazione interprovinciale più assegnazione provvisoria  in provincia.

Giovanna Onnis – Gentilissimo Giampaolo,

nella sequenza operativa dei movimenti annuali, come stabilisce l’Allegato 3 del  CCNI,  dove vengono individuate 44 fasi raggruppate in  6 tipologie differenti di operazioni,  le utilizzazioni vengono disposte prima delle assegnazioni provvisorie, quindi hanno priorità all’interno di ciascuna delle 6 tipologie di movimenti.

Per maggiori dettagli ti invito a leggere l’articolo pubblicato da OrizzonteScuola http://www.orizzontescuola.it/news/utilizzazioni-e-assegnazioni-provvisorie-quale-ordine-nellassegnazione-delle-cattedre

Se hai i requisiti necessari potrai presentare ambedue le domande che indichi.

Domanda di assegnazione provvisoria nella provincia e nel comune di residenza del familiare verso il quale puoi chiedere ricongiungimento

Domanda di utilizzazione interprovinciale se appartieni a classe di concorso in esubero  nella provincia di titolarità

Domanda assegnazione provvisoria inviata: per modificarla bisogna annullare l’invio

25 agosto, 2016 - 16:54

Manuela – Gentilissima redazione, sono una docente titolare nella A245. Vorrei porgervi due domande. Ho compilato ed inviato la domanda di assegnazione provvisoria sia per la A245 che per la A246, adesso vorrei modificarla ma non trovo il pulsante “aggiorna” per la modifica solo di alcune informazioni in modo da evitare di annullare l’invio e perdere tutte le informazioni già inserite. Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Manuela,

per modificare la domanda già inviata, devi obbligatoriamente annullare l’invio effettuato. Il pulsante “aggiorna” ti comparirà, infatti, solo dopo aver annullato l’invio.

Annullare l’invio, però, non determina la perdita dei dati già inseriti in quanto la domanda risulterà di nuovo in stato di bozza, compilata così come lo era prima dell’invio.

Potrai, quindi, intervenire con le modifiche solo nella parte che ti interessa e tutte le altre sezioni e caselle della domanda rimarranno invariate. Apportati gli aggiornamenti potrai inviare di nuovo la domanda e questo potrai farlo fino alla scadenza dei termini (28 agosto) e non oltre

 

Assegnazione provvisoria: se si esprimono solo preferenze per altri comuni, diversi da quello di ricongiungimento, la domanda sarà annullata

25 agosto, 2016 - 16:19

Raffaella –  Qualora nella domanda di assegnazione provvisoria, nell’indicare le preferenze, non indicassi scuole del comune di ricongiungimento né il codice dell’intero comune, ma mettessi come prima scuola quella di un comune vicino, la mia domanda avrebbe possibilità di essere presa in considerazione? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima   Raffaella,

se inserisci le preferenze nel modo da te indicato la tua domanda di assegnazione provvisoria non verrà presa in considerazione e sarà annullata in quanto non rispettosa di ciò che prevede la normativa.

Nella domanda di AP che presenti per ricongiungimento ad un familiare (coniuge, convivente, genitori o figli), devi chiedere come prime preferenze scuole ubicate nel comune di residenza del familiare o direttamente preferenza sintetica sul comune.

Come stabilisce, infatti,  l’art.7 comma 9 del CCNI:

L’indicazione della preferenza sintetica per il comune di ricongiungimento, ovvero per il distretto scolastico di ricongiungimento per i comuni suddivisi in più distretti, è obbligatoria solo allorquando vengano richiesti anche altri comuni o distretti oltre i predetti oppure altre classi di concorso o posti di grado diverso. La mancata indicazione del comune di ricongiungimento preclude la possibilità di accoglimento da parte dell’ufficio delle eventuali preferenze relative ad altri comuni, o altre classi di concorso o posti di grado diverso, ma non comporta l’annullamento dell’intera domanda di assegnazione provvisoria. Pertanto, in tali casi l’ufficio si limiterà a prendere in considerazione soltanto le preferenze analitiche relative a specifiche scuole del comune di ricongiungimento e per la stessa classe di concorso o posto di titolarità.

Nel tuo caso, se ometti  di inserire preferenza sul comune di ricongiungimento , non consenti di valutare la tua domanda per scuole ubicate in altri comuni e se queste sono le uniche preferenze da te indicate, automaticamente precludi la possibilità di accoglimento dell’intera domanda

Domanda di assegnazione provvisoria e comune di ricongiungimento: non è presente nell’elenco su Istanza online se non vi sono scuole richiedibili

25 agosto, 2016 - 16:00

Ileana – Sono una docente di scuola secondaria di secondo grado su posto di sostegno e sono alle prese con la domanda di AP, purtroppo durante la compilazione della suddetta domanda, dal menù a tendina dal quale dovrei scegliere il comune di residenza di ricongiungimento al coniuge non compare il comune di mio interesse…mi sembrerebbe logico spuntare il comune più vicino ma commetterei una falsa dichiarazione pur allegando la dichiarazione di residenza anagrafica del coniuge. Mi hanno consigliato di risolvere la questione in provveditorato. Cosa mi consigliate voi? E’ possibile che la spiegazione di ciò dipenda dal fatto che nel comune di mio marito non ci sono scuole secondarie di secondo grado? Grazie per la disponibilità

Giovanna Onnis – Gentilissima Ileana,

ciò che ipotizzi è corretto.

Nel menu a tendina che si apre compilando il modulo su Istanze online  non compare il comune di residenza di tuo marito, in quanto, in tale comune, non sono presenti scuole secondarie di II grado.

Dovrai, quindi, selezionare il comune viciniore con scuole richiedibili, comune che sicuramente comparirà nell’elenco.

Non preoccuparti, non si tratta di falsa dichiarazione, è tutto regolare. Il sistema su Istanze online che è, infatti, impostato secondo quanto stabilisce la normativa nell’art.7 comma 8 del CCNI:

A tal fine, il docente che aspiri all’assegnazione provvisoria per ricongiungimento ai genitori, al coniuge, convivente e/o ai figli dovrà indicare il comune o di ricongiungimento nella domanda ovvero il comune viciniore in assenza di posti e/o classi di concorso richiedibili.

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