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Domande e risposte sul mondo della scuola. Un blog di Orizzontescuola.it
Aggiornato: 55 min 18 sec fa

Trasferimento interprovinciale e precedenza legge 104/92 per assistenza figlia disabile: prima preferenza su ambito territoriale dove rientra comune residenza disabile

10 febbraio, 2016 - 20:04

Paola – Sono un’insegnante di ruolo dal 1984, residente in provincia X con una figlia disabile in condizioni di gravità , scuola di titolarità in provincia Y lontana circa 60 km dalla mia residenza.
Nella domanda di mobilità devo inserire prima l’ambito territoriale dove risiedo con mia figlia e quindi chiedo la mobilità interprovinciale indicando l’unica scuola presente nel mio comune, oppure devo indicare prima l’ambito della provincia dove sono titolare e scegliere le scuole più vicine a casa? Se devo far valere la precedenza per l’assistenza alla figlia devo necessariamente partecipare alla mobilità interprovinciale ma se non andasse a buon fine quella del comune dove abito, rischierei di avere una nuova titolarità in scuole più lontane da casa ….. Vi ringrazio in anticipo se mi chiarite un po’ le idee.

Giovanna Onnis – Gentilissima Paola,

per usufruire della precedenza legata alla legge 104 per assistere tua figlia disabile con art.3 comma 3, devi obbligatoriamente inserire come prima preferenza l’ambito territoriale in cui è inserito il comune di residenza di tua figlia, inserendo poi come ordine di scelta delle scuole dell’ambito, le istituzioni scolastiche ubicate nel comune che ti interessa.

Se non inserisci questo ambito come prima preferenza, la tua domanda verrà ugualmente presa in considerazione, ma senza nessun diritto di precedenza.

Per maggiori dettagli ti invito a leggere l’ebook di Paolo Pizzo pubblicato da OrizzonteScuola

Il timore che esprimi, purtroppo,  potrebbe essere fondato nel momento in cui non ottenendo il trasferimento nella scuola del tuo comune, potresti essere trasferita in una qualsiasi delle scuole facenti parte del primo ambito richiesto, anche se questa fosse più lontana dalla tua residenza rispetto alla tua attuale scuola di titolarità.

Ti consiglio, quindi, di indicare con un preciso ordine le scuole dell’ambito in modo tale da limitare al massimo gli eventuali disagi.

 

CCNI mobilità 2016/17: confermata la validità della deroga al vincolo triennale anche per i docenti assunti in fase C da GM

10 febbraio, 2016 - 19:35

Serena – Sono una docente assunta in fase C da GM  in provincia diversa da quella di residenza. Ho appena letto che siamo soggetti al vincolo triennale secondo l’ipotesi di contratto appena firmato. Cosa vuol dire che se non verrò inserita nell’ambito scelto per primo non potrò neanche chiedete assegnazione provvisoria? Io ho due bimbi piccoli. Cordiali saluti

Giovanna Onnis – Gentilissima Serena,

forse hai letto distrattamente l’ipotesi di CCNI pubblicata da OrizzonteScuola, in quanto c’è scritto esattamente il contrario di ciò che affermi.

Risulta confermata, infatti, la deroga al vincolo triennale anche per i docenti immessi in ruolo in fase 0 e A e in fase B e C da GM, docenti che rientrano, per la mobilità interprovinciale,nella fase D:

FASE D
1.Gli assunti nell’a.s, ’15/16 da fasi Zero ed A del piano assunzionale 15/16 nonché da fasi B e C del piano assunzionale 15/16 provenienti dalle Graduatorie di concorso potranno, in deroga al vincolo triennale, proporre istanza di mobilità nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun ambito dopo le operazioni di cui alle Fasi precedenti.  La mobilità avverrà secondo l’ordine di preferenza tra gli ambiti territoriali indicato nell’istanza. A seguito della mobilità, i docenti saranno assegnati ad un ambito, anche nel caso in cui sia il primo tra quelli indicati secondo l’ordine di preferenza.

Per quanto riguarda l’assegnazione provvisoria, per ora non si hanno ancora informazioni su un’eventuale deroga al vincolo triennale per l’a.s. 2016/17 e se questa non fosse prevista potresti, comunque, chiedere AP interprovinciale se l’età dei tuoi figli è inferiore ai 3 anni o agli 8 anni. Nel primo caso usufruiresti delle precedenza, nel secondo caso nessuna precedenza, ma potresti aggirare ugualmente il vincolo.

Chiaramente questo si riferisce alla normativa vigente nel corrente anno scolastico e per il 2016/17 è ancora prematuro parlarne in quanto la mobilità annuale verrà disciplinata da specifico CCNI

Mobilità provinciale per docente in ruolo dall’a.s. 2013/14: nessun coinvolgimento negli ambiti territoriali

10 febbraio, 2016 - 18:35

Alessandra – Sono una docente entrata di ruolo nell’anno scolastico 2013-14 sostegno scuola dell’infanzia e quest’anno sarei interessata a fare domanda di mobilità sempre per lo stesso ordine e nel sostegno per ricongiungimento a coniuge e figli di 5 e 1 anno; la mia scuola di titolarità è X e vorrei trasferirmi alla scuola Y, entrambe fanno parte della stessa provincia, ma di comuni diversi. La mia domande sono queste :
1) quante scuole posso indicare come scelta del primo ambito territoriale?
2) se nelle scuole che indico, non ci fosse posto, mantengo la titolarità nella mia attuale scuola senza essere danneggiata dagli ambiti territoriali?
Grazie anticipatamente per la cortese consulenza.

Giovanna Onnis – Gentilissima Alessandra,

la tua domanda di trasferimento, riguardando comuni che fanno parte della tua provincia di titolarità, rientra nella fase A che è la fase provinciale (comunale e intercomunale )e si realizza con titolarità su scuola.

Nella domanda di trasferimento, quindi, potrai esprimere preferenze su specifiche scuole e non potrai essere coinvolta negli ambiti territoriali.

Il coinvolgimento negli ambiti territoriali ti riguarderebbe se la tua domanda di trasferimento fosse interprovinciale e solo in questo caso sarebbe importante per te l’ordine di scelta delle scuole facenti parte del primo ambito richiesto, perché sarebbe solo su una di queste che sarebbe possibile acquisire la titolarità, altrimenti la titolarità sarebbe su un ambito.

Con la mobilità provinciale, però, il problema per te non si pone e se la tua domanda di trasferimento non sarà soddisfatta rimarresti nella scuola di attuale titolarità senza nessuna conseguenza, come chiarisce l’articolo di OrizzonteScuola

 

Punteggio figlio e ricongiungimento per entrambi i genitori

10 febbraio, 2016 - 11:40

Diego  – ti pongo subito la questione: io e mia moglie siamo docenti di ruolo dal 2012 e quest’anno vorremmo fare domanda di trasferimento provinciale per andare a insegnare nel comune dove risiediamo (attualmente entrambi insegniamo in altro comune sempre della stessa provincia). Abbiamo un figlio minore di tre anni. 1) Nella domanda di mobilità il punteggio per il figlio spetta ad entrambi o solo uno di noi può attribuirselo? 2) E’ valido il punteggio per ricongiungimento familiare per entrambi? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Diego,

la risposta è positiva ad entrambi i quesiti.

Ogni genitore può far valere il punteggio per il figlio (4 nel vostro caso) e può chiedere il ricongiungimento al coniuge.

L’importante è che il coniuge risieda nel comune almeno da tre mesi precedenti alla pubblicazione dell’O.M.

Permessi Legge 104/92: i 3 gg al mese oppure due ore di permesso orario giornaliero

10 febbraio, 2016 - 09:20

Salve, sono un assistente tecnico a tempo indeterminato di ruolo. Gentilmente vorrei sapere essendo il sottoscritto beneficiario della legge 104/92 art. 33 se su mia richiesta posso spalmare i 3gg che mi spettano in ore.Il mio dirigente a tutt’oggi non mi ha risposto, gradirei sapere se è nel mio diritto chiedere la trasformazione dei 3 giorni in ore.Grazie, resto in attesa di una vostra risposta.

di Giovanni Calandrino – Gentilissimo, la risposta è positiva. In riferimento all’art. 33/6 della legge 104/92 la persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3 e ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può’ essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso. (Il comma 2 si riferisce alle due ore di permesso giornaliero retribuito e il comma 3 alla fruizione dei 3 gg mensili.)

Pertanto il dipendente della scuola portatore di handicap in situazione di gravità potrà usufruire alternativamente dei tre giorni di permesso retribuito, oppure, come sancito dall’art. 33, comma 6 della legge n. 104 del 1992, di due ore di permesso orario giornaliero retribuite.

N.B. due ore al giorno per un orario lavorativo giornaliero pari o superiore alle sei ore, un ora al giorno per un orario inferiore alle sei ore.

Si precisa infine che il DS non può non accettare tale richiesta, infatti in caso contrario commetterebbe un abuso.

Fase 0 e A partecipano alla fase intercomunale (ora detta “provinciale”) dei trasferimenti

9 febbraio, 2016 - 19:37

Docente – Gentili esperti di OS, ho letto l’interessante articolo Mobilità 2016: ecco l’ordine delle operazioni pubblicato in data 6 febbraio. Avrei un dubbio in riferimento alla prima fase (FASE A dei trasferimenti (titolarità nella scuola). Relativamente alla prima fase dei trasferimenti (mi riferisco alla sotto fase intercomunale, tra comuni della stessa provincia). Vero che il personale di ruolo già titolare nella provincia (quindi assunto in ruolo entro il 2014/15) ha la precedenza, INDIPENDENTEMENTE DAL PUNTEGGIO, rispetto sia al personale neo immesso in ruolo (fase 0 e fase A) che chiede sede definitiva sia al personale che ha usufruito art. 36 o 59? Il mio dubbio nasce dal fatto che siamo all’interno della stessa fase per i trasferimenti (in questo caso la prima fase). In attesa del Vostro chiarimento, grazie infinite per questa fantastica rubrica!

Paolo Pizzo – Gentilissimo docente,

è da precisare che nel caso di cui al quesito nulla è innovato rispetto gli altri anni.

Giova infatti ricordare che il neo immesso in ruolo non ha una sede definitiva quindi è titolare all’interno della provincia di assunzione (in istanze online al momento della domanda ti accorgerai che alla voce titolarità ci sara Ufficio Scolastico di…). Pertanto ha sempre partecipato alla fase intercomunale cioè tra comuni diversi della provincia (ora si chiamerà fase “provinciale”) subito dopo quella comunale.

Quindi anche quest’anno sarà così.

 

Assegno di ricerca: è riconosciuto un punteggio nella tabella di valutazione titoli?

9 febbraio, 2016 - 19:29

Mariangela – sono un ‘insegnante di sostegno delle scuole medie passata di ruolo nel 2014. Quest’anno vorrei presentare la domanda di trasferimento in un’altra scuola della mia città’; poiché in passato ho lavorato presso l’università come assegnista di  ricerca per 4 anni, con due borse di studio biennali, vorrei sapere se posso inserire il punteggio relativo a tale attività ed eventualmente a quanti punti corrisponde. Grazie per il vostro aiuto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Mariangela,

nella nuova tabella titoli allegata al CCNI è specificato che:

Al personale docente di ruolo che abbia frequentato, ai sensi dell’art. 2 della legge 13.8.1984, n. 476, i corsi di dottorato di ricerca e al personale docente di ruolo assegnatario di borse di studioa norma dell’art. 453 del D.L.vo 16.4.1994 n. 297 – da parte di amministrazioni statali, di enti pubblici, di stati od enti stranieri, di organismi ed enti internazionali, nonché al personale che sia o sia stato titolare di contratti di ricercatore a tempo determinato ai sensi della legge 240/2010 e successive modificazioni è riconosciuto il periodo di durata del corso o della borsa di studio o del contratto come effettivo servizio di ruolo e quindi valutato ai fini del trasferimento a domanda o d’ufficio ai sensi della lettera A) [pp. 6], se si è in servizio nello stesso ruolo, mentre è valutato ai sensi della lettera B) [pp. 3 ]nella parte relativa al servizio in altro ruolo, del titolo I delle tabelle di valutazione. Tale riconoscimento avviene tenuto conto della circostanza che il periodo di questo tipo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza. Detto periodo non va valutato ai fini dell’attribuzione del punteggio concernente la continuità del servizio nella stessa scuola.

Questo per ciò che riguarda la valutazione del servizio.

Il punteggio rimane invece riconosciuto solo per il conseguimento del dottorato di ricerca. 5 pp.

 

Docente di ruolo e aspettativa per lavorare presso una scuola svizzera

9 febbraio, 2016 - 19:23

Raffaella  – Buongiorno, lavoro nella scuola primaria dal 2001, prima come supplente e poi da  settembre 2012 come insegnante di ruolo. Nel 2013 ho superato l’anno di prova. Io e mio marito viviamo in Svizzera, ma io lavoro in Italia in una scuola in provincia di Como. Mi hanno offerto la possibilità di lavorare presso una scuola parificata in Svizzera, a partire da settembre 2016.Posso chiedere un anno di aspettativa in Italia per poter andare a lavorare in Svizzera? E se sì, che tipo di aspettativa posso richiedere? E per quanti anni? Grazie per la vostra disponibilità. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Raffaella,

puoi fruire delll’aspettativa per motivi di lavoro o per superare un periodo di prova espressamente prevista dal CCNL comparto Scuola di cui all’art. 18/3:

“Il dipendente è collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova”.

L’attuale norma ha modificato in parte l’art. 18/3 rispetto al precedente CCNL (2003), omettendo le parole “nell’ambito di altro comparto della P.A.”.

Pertanto, la nuova norma offre al dipendente la possibilità di stipulare un altro contratto di lavoro presso altra amministrazione pubblica o ente pubblico o presso soggetti privati.

Nell’ultimo caso è bene che il dipendente esibisca una certificazione che attesti la nuova esperienza lavorativa.

 

Mobilità straordinaria per docente assunto nell’a.s. 2014/15: può chiedere contemporaneamente trasferimento e passaggio di ruolo

9 febbraio, 2016 - 18:56

Stefania – Sono una docente di sostegno delle medie, AD00 (in ruolo dall’ a.s. 2014/2015), vorrei partecipare alla mobilità straordinaria e chiedere contemporaneamente trasferimento interprovinciale e passaggio, sempre su sostegno, nella scuola superiore (AD02, ho la relativa abilitazione). Sarà possibile? Se sì, come funzionerà il meccanismo? E’ possibile che mi vengano accettate entrambe le richieste e quindi lavorare nella scuola superiore, nella provincia che desidero?
Qualora otterrò anche il passaggio di ruolo, sarò tenuta a svolgere l’anno di prova con valutazione finale, pur essendo sempre su sostegno?
Mi scuso per l’articolata richiesta. Vi ringrazio anticipatamente e porgo, cordiali saluti

Giovanna Onnis – Gentilissima Stefania,

per il prossimo anno scolastico potrai chiedere contemporaneamente trasferimento e passaggio di ruolo interprovinciale e rientreresti nella fase B dei movimenti.

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-2016-quali-fasi-garantiranno-titolarit-scuola-cosa-accade-se-presento-o-non-presento-do

Chiaramente per poter chiedere passaggio di ruolo, anche se sempre sul sostegno, devi aver superato l’anno di prova nel ruolo di appartenenza.

Se fossero accolte ambedue le domande, il passaggio di ruolo annullerebbe il trasferimento già disposto.

In base alle recenti disposizioni stabilite dal DM 850/2015 in relazione all’anno di prova, se ottieni il passaggio di ruolo richiesto sei tenuto a svolgere l’anno di prova nella sua interezza

Bonus 500€: l’acquisto di una stampante non rientra nelle spese rendicontabili

9 febbraio, 2016 - 18:15

Riccardo – Desidero sapere se il bonus può essere utilizzato per l’acquisto di una stampante/scanner. Cordiali saluti

Giovanna Onnis – Gentilissimo Riccardo,

sulle possibilità di spesa con l’utilizzo del bonus di 500€ il MIUR ha fornito chiarimenti mediante una serie di FAQ e puoi trovare risposta al tuo quesito nella FAQ n.2 del MIUR

La Carta del Docente consente “l’acquisto di hardware”: vi rientrano anche smartphone, tablet, stampanti, toner, cartucce e pennette USB?
La Carta del Docente permette “di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali” (art. 1, comma 121, legge 107/2015). Di conseguenza, personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, tablet rientrano nella categoria degli strumenti informatici che sostengono la formazione continua dei docenti. Altri dispositivi elettronici che hanno come principale finalità le comunicazioni elettroniche, come ad esempio gli smartphone, non sono da considerarsi prevalentemente funzionali ai fini promossi dalla Carta del Docente, come non vi rientrano le componenti parziali dei dispositivi elettronici, come toner cartucce, stampanti, pennette USB e videocamere.

Quindi l’acquisto della stampante non rientra negli acquisti rendicontabili

Concorso a cattedra: requisito di accesso l’abilitazione o specializzazione al sostegno, indipendentemente dall’iscrizione in graduatoria

9 febbraio, 2016 - 18:07

Luca – scrivo per chiedere quanto segue: ttre università (Genova, Pisa, Firenze) hanno concluso il corso di specializzazione sostegno II ciclo entro il 1 febbraio. Come da decreto 3 giugno 2015, n. 326 il Miur dovrebbe consentire l’inserimento del titolo su istanze on line, ma ad oggi nessuna indicazione è stata data.

risposta – possiamo assicurarti che il relativo decreto sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Luca – Questo ritardo nell’aggiornamento del titolo conseguito potrebbe impedire ai nuovi specializzati di partecipare al concorso 2016? Grazie

risposta – si tratta di due procedure nettamente separate e distinte. Per partecipare al concorso a cattedra 2016 bisogna essere in possesso del requisito di accesso, cioè l’abilitazione per le classi di concorso disciplinari e la specializzazione per il sostegno relativa all’ordine di scuola scelto se si desidera partecipare anche o solo al concorso per il sostegno.

Pertanto anche se la presentazione delle domande per la partecipazione al concorso scadesse domani (!) tu saresti in possesso del titolo utile. L’iscrizione nell’elenco aggiuntivo di II fascia delle graduatorie serve unicamente per il conferimento delle supplenze, non ha alcun collegamento con il concorso.

E’ anche vero che il Ministero si sta adoperando sia per pubblicare il decreto per la finestra semestrale, sia per aggiornare il database di chi ha conseguito abilitazione/specializzazione.

Trasferimento provinciale in fase A per docente assunto entro l’a.s. 2014/15

9 febbraio, 2016 - 17:37

M.C. – Sono una docente di scuola Primaria di ruolo su posto comune dal 2005 al
2014 sempre nello stesso Istituto Comprensivo.
Lo scorso anno ho chiesto il passaggio da posto comune a posto di sostegno e l’ho ottenuto in un IC diverso da quello in cui avevo lavorato nei 9 anni precedenti. Se presentassi domanda di trasferimento in un altro comune, naturalmente sempre su sostegno, potrei chiedere uno o più istituti specifici oppure entrerei negli Ambiti Territoriali?
Le differenziazioni tra assegnazione a specifico istituto o ambiti territoriali varrà solo per il prossimo anno oppure la riforma “andrà a regime” per tutti? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima M.C.,

come docente immessa in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15, potrai partecipare alla mobilità provinciale in Fase A senza essere coinvolta negli ambiti territoriali, potendo esprimere preferenze su specifiche scuole. In caso di accoglimento della tua domanda di trasferimento, la tua titolarità, quindi, sarà in una delle scuole richieste.

Queste disposizioni, ormai definitive, saranno inserite nel CCNI 2016/17 e per maggiori dettagli e anticipazioni ti invito a leggere il seguente articolo di OrizzonteScuola

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-2016-ecco-lordine-delle-operazioni-passaggio-cattedraruolo-provinciale-scuola-interprov

Chiaramente quanto stabilito riguarda l’anno scolastico 2016/17 e niente è possibile anticipare per i successivi anni scolastici considerando che la contrattazione integrativa per la mobilità è annuale e quanto stabilito per il prossimo anno potrebbe subire modifiche negli anni seguenti

Docente in utilizzazione e possibile conferma della scuola per il prossimo anno scolastico. Chiarimenti

9 febbraio, 2016 - 17:13

Guglielmo – Sono un docente di scuola media, passato di ruolo nell’ottobre 2014 (decorrenza giuridica) con decorrenza economica fissata per il settembre 2015.
Nei primi mesi del 2015 ho fatto domanda per l’utilizzazione, che ho ottenuto per l’anno in corso 2015/16.
In relazione alla possibilità di mantenere la sede in cui lavoro attualmente anche nel 2016/17, vorrei chiedere:

1 – l’istituto dell’utilizzazione (come noto fino all’anno scorso) è contemplato dalla “buona scuola”?
2 – devo rinnovare la domanda relativa, in vista del 2016/17? o quella già presentata nel 2015 ha valore biennale?
3 – se sì, entro quando la domanda va compilata e inoltrata?
Grato dell’attenzione, porgo cordiali saluti.

Giovanna Onnis – Gentilissimo Guglielmo,

la scuola in cui sei utilizzato nel corrente anno scolastico non è la tua sede di titolarità, in quanto l’utilizzazione è un movimento annuale che ti consente di prestare servizio in una specifica istituzione scolastica solo per un anno scolastico.

Per lavorare il prossimo anno nella scuola di attuale servizio, potresti chiedere questa scuola come prima preferenza nella domanda di trasferimento.

Se la tua domanda non fosse soddisfatta, potresti tentare con la mobilità annuale.

E’ sempre esistita la possibilità di chiedere, l’anno successivo, in utilizzazione conferma della sede avuta l’anno precedente. La conferma, in presenza dei requisiti necessari per chiedere la mobilità annuale e in presenza della cattedra disponibile, è sempre stato un diritto per il docente a prescindere dal punteggio.

Se queste disposizioni saranno confermate anche per la mobilità annuale 2016/17, e se avrai i requisiti per poter chiedere utilizzazione, potrai chiedere conferma della scuola in cui sei in servizio nel corrente anno scolastico.

Per quanto riguarda le tue specifiche domande, posso fornirti le seguenti risposte:

1 – Nella “Buona Scuola” (legge 107) si considera solo la mobilità territoriale e professionale, mentre viene fatto solo un riferimento alla mobilità annuale per quanto riguarda le assegnazioni provvisorie 2015/16 (comma 108) e assolutamente niente viene stabilito per utilizzazioni e AP 2016/17. Per la futura mobilità annuale verrà predisposto specifico contratto integrativo per il quale è ancora prematuro parlarne, considerando che non si è ancora conclusa la contrattazione per la mobilità territoriale e professionale del prossimo anno scolastico

2 – la domanda di mobilità annuale, se si hanno i requisiti necessari, non ha valore biennale, ma si presenta ogni anno

3 – i termini per la presentazione della relativa domanda si sapranno dopo la pubblicazione del CCNI e relativa ordinanza. Ogni anno il periodo interessato è sempre stato giugno-luglio, non oltre perché, in tal caso, sarebbe difficile garantire un regolare avvio dell’anno scolastico

Il docente in ruolo dall’a.s. 2014/15 se non ottiene trasferimento non modifica la scuola di titolarità

9 febbraio, 2016 - 15:30

Silvana – Sono una docente di scuola Primaria immessa in ruolo nell’anno scolastico 2014/2015 e desidererei avere notizie circa il seguente quesito: nel caso di presentazione della domanda di trasferimento nella mia città la richiesta stessa non venisse accettata rimane la possibilità di avere conservata la cattedra nell’Istituto dove attualmente presto servizio ? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Silvana,

la risposta al tuo quesito è sicuramente affermativa, infatti, il solo fatto di presentare domanda di mobilità, senza che questa venga soddisfatta, non determina nessuna modifica e nessuna conseguenza sulla titolarità del docente.

La tua è una preoccupazione comune a molti docenti e proprio per tranquillizzarvi OrizzonteScuola ha pubblicato un articolo sull’argomento, articolo che ti invito a leggere

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-201617-docenti-ruolo-fino-al-2014-mantengono-titolarit-invariata-se-non-ottengono-trasfe

Richiesta contemporanea di trasferimento provinciale e interprovinciale: se vengono soddisfatte entrambe le richieste, prevale l’interprovinciale

8 febbraio, 2016 - 19:49

Benedetta – Avrei due questioni da sottoporvi:
1) Sono di ruolo dal 2005 e dall’anno scorso in provincia di Milano, posso fare sia domanda di trasferimento provinciale nel comune di Milano su scuola, sia domanda di trasferimento interprovinciale sempre su scuola/ambito per ricongiungimento al coniuge?
2) Posso attribuire alle due domande un ordine di preferenza? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Benedetta,

per il prossimo anno scolastico potrai sicuramente presentate domanda di trasferimento sia in ambito provinciale che interprovinciale, in quanto non esiste nessun impedimento per farlo.

Nella domanda di trasferimento interprovinciale, per ricongiungimento al coniuge, potrai usufruire di 6 punti aggiuntivi nel suo comune di residenza, purché questa risulti anteriore di almeno tre mesi rispetto alla data di pubblicazione dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità 2016/17

Per quanto riguarda il tuo secondo quesito, la risposta è negativa, non puoi attribuire tu un ordine di priorità alle domande, perché se ottieni anche il trasferimento interprovinciale, questo annullerà il movimento provinciale eventualmente già disposto

Trasferimento da sostegno a posto comune: sarà in fase A se provinciale o in fase B se interprovinciale

8 febbraio, 2016 - 19:31

Rosalia – Sono un’insegnante di sostegno scuola dell’infanzia, con quest’anno sono 5 che sono di ruolo, mi chiedevo posso presentare domanda di passaggio di ruolo, posto comune scuola dell’infanzia?? Se si, quali sono le novità? Grazie

Giovanna Onnis – Gentilissima Rosalia,

avendo superato il vincolo quinquennale sul sostegno, puoi sicuramente chiedere di passare su posto comune, ma questa domanda non è, come erroneamente ritieni, un passaggio di ruolo, ma un trasferimento.

Sarebbe passaggio di ruolo se la tua richiesta su posto comune fosse verso un altro ordine o grado di istruzione, mentre la tua richiesta riguarda sempre la scuola dell’Infanzia dove sei titolare.

In base alle fasi prospettate dal MIUR per la mobilità 2016/17, fasi ormai definitive, come anticipato da OrizzonteScuola, il trasferimento provinciale da sostegno a posto comune si colloca nella seconda sottofase della fase A e sarà su specifica scuola, senza nessun coinvolgimento negli ambiti territoriali.

Se, invece il tuo trasferimento fosse interprovinciale, sarebbe nella fase B e potresti avere titolarità su scuola specifica solo se soddisfatta nel primo ambito richiesto, altrimenti, dalla seconda preferenza in poi la tua titolarità sarà in un ambito territoriale

Sostegno: passaggio da differenziato ad un programma semplificato in vista dell’esame di Stato

8 febbraio, 2016 - 17:58

Giorgio – Una classe IV del mio liceo è frequentata da un alunno che fin dalla prima segue un programma differenziato. Da qualche mese i genitori hanno iniziato a fare pressioni per pilotare un passaggio ad un programma semplificato, in vista di un esame di
maturità per il prossimo anno dal quale vorrebbero ricavare un diploma “vero”.

Quando però il consiglio di classe, dopo aver all’unanimità evidenziato che il ragazzo non è nelle condizioni di svolgere un programma “per obiettivi minimi”, ha segnalato che un eventuale passaggio da un programma differenziato ad un programma semplificato deve essere preceduto da prove di idoneità per accertare che il ragazzo abbia effettivamente raggiunto i livelli di apprendimento corrispondenti agli obiettivi previsti dai programmi ministeriali per le discipline dell’anno o degli anni precedenti, i genitori hanno cominciato a cambiare la loro strategia.

Adesso infatti stanno pensando di non firmare il PEI all’inizio del prossimo anno perché ritengono che in questo modo come conseguenza la scuola non possa far altro che formalizzare il passaggio del ragazzo al semplificato. Ritiene che con un così semplice sotterfugio sia possibile accedere alla classe V, evitando qualsiasi prova di idoneità, per cercare di conseguire un diploma a pieno titolo ? Molte grazie in anticipo e cordiali saluti

Maria Vitale Merlo – In merito al tuo quesito, l’ O.M. n. 90/2001 all’art. 15 stabilisce che … il Cdc “delibera di passare ad una programmazione semplificata o per obiettivi minimi oppure di seguire una programmazione normale, “senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell’ anno o degli anni precedenti”.

Da quanto ho letto, sono stati i genitori a richiedere il passaggio e il loro parere è vincolante per la scuola.

E’ evidente però che un alunno con un PEI differenziato dal primo al quarto anno dovendo affrontare un carico di lavoro non indifferente potrebbe avere delle valutazioni negative nelle diverse discipline e andare incontro ad un’eventuale bocciatura .

Ritengo indispensabile che, per una decisione così delicata ed importante, il DS convochi il GLHO ( al completo di tutti i suoi componenti) ed in quella si valutino quali conseguenze potrebbe avere a livello psicologico sul ragazzo un “carico” di questo tipo e come potrebbe reagire nel caso in cui non dovesse riuscire a raggiungere i nuovi obiettivi per lui prefissati.

Tutto quanto discusso e deliberato in sede di GLHO deve essere regolarmente verbalizzato e sottoscritto da tutti i componenti.

E’ vero che il PEI è un documento condiviso, ma nulla osta che la scuola lo presenti senza la firma dei genitori.

Sindacati consigliano partecipazione concorso anche ai non abilitati

8 febbraio, 2016 - 15:21

Non so se questo è il modo giusto di avere le informazioni che sto cercando, ma ci provo. Ho provato ad andare alla CISL scuola della mia zona, ma penso che le info ricevute non siano state proprio corrette.

Le spiego: mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere – Inglese a novembre del 1997 (diploma di laurea datato 4 maggio 1998), per cui vecchio ordinamento, sono madrelingua inglese (nata a Toronto – ho conseguito il diploma della scuola superiore di secondo grado lì) e da due anni e mezzo faccio la lettrice in una scuola paritaria nella provincia di Treviso. Dopo che mi sono laureata non ho mai seguito la strada ufficiale dell’insegnamento. Ci sono arrivata per vie traverse negli anni.

Il mio quesito alla CISL era: continuo così o è meglio fare il TFA o il concorso? La risposta è stata: fai il concorso. Però, mi è stato detto (da colleghi) che il concorso è solo per gli insegnanti già abilitati ed io, ovviamente, non lo sono. Sinceramente, a me piace insegnare nella scuola paritaria, ma non vorrei dover rinunciare anche a fare la lettrice perché non sono abilitata.

Adesso la mia domanda è questa: è meglio fare il TFA ed avere comunque l’abilitazione e, se fosse così, posso accedere al TFA con le mie qualifiche (ho anche fatto la certificazione TESL – Teaching English as a Second Language in un istituto canadese riconosciuto dal governo)? O posso continuare come ho fatto in questi ultimi anni?

La ringrazio fin d’ora per la sua risposta.

Grazie e cordiali saluti.

risposta – gent.ma Stephanie, il concorso a cattedra 2016 è riservato a docenti in possesso di abilitazione, come indica la legge 107/2015 e come ti hanno riferito i colleghi.

Nel momento in cui il sindacato ti ha suggerito di partecipare riteniamo ti abbia implicitamente proposto un ricorso, a pagamento. Inutile dire che la decisione di partecipare o meno ad un ricorso è una scelta assolutamente individuale (noi su questo non possiamo consigliarti), con la consapevolezza che l’esito sarà deciso probabilmente non entro breve tempo.

Nel frattempo il percorso per diventare insegnante (sia della scuola statale che di quella paritaria), è conseguire l’abilitazione con il TFA. Leggi a questo proposito

TFA III ciclo, Giannini conferma: a febbraio. Controlla il tuo piano di studi

Per accedere al TFA è sufficiente la laurea, purchè con piano di studi adeguato.

Il nostro consiglio è quindi quello di puntare comunque all’abilitazione. La scelta di partecipare comunque al concorso è solo tua (fermo restando che se non lo dovessi vincere, il concorso non dà l’abilitazione, quindi saresti nella stessa situazione di oggi, probabilmente in un contesto normativo mutato).

Superamento concorso ordinario dà diritto a 12 punti nella mobilità

8 febbraio, 2016 - 15:05

Cinzia – Gentile Lalla Vorrei porti due quesiti riguardo alle prossime operazioni di mobilità.

1) Sono stata assunta in fase c da gae per la graduatoria A346. L’immissione in gae è avvenuta per il superamento del concorso a cattedre del 2000 e risultavo inserita nella relativa GM prima che venisse soppressa per il successivo concorso. Mi spettano i 12 punti per il superamento del concorso o no?

risposta – sì, ti spetteranno i 12 punti, in quanto si considera il "superamento" del concorso, non ha importanza nè che tu sia assunta in ruolo da altra procedura, nè che la relativa GM sia stata soppressa dopo la fase A delle immissioni in ruolo 2015/16.

"per il superamento di un pubblico concorso ordinario per esami e titoli, per l’accesso al ruolo di appartenenza (1), al momento della presentazione della domanda, o a ruoli di livello pari o superiore a quello di appartenenza (10)… "

2) Punti di invalidità e problemi di salute che richiedono cure particolari in che modo vanno dichiarati al momento della presentazione della domanda e come vengono valutati? Chi decide se una determinata patologia certificata può dare o meno diritto alla precedenza in fase di mobilità?

Grazie per l’attenzione.

risposta – questo argomento sarà oggetto di nostre apposite guide

Le graduatorie residue del concorso 1999 sono state soppresse

8 febbraio, 2016 - 14:49

Anna – Buongiorno signora Lalla, la disturbo perché nessuno mi ha saputo dare indicazioni precise. Io ho conseguito l’abilitazione nel concorso ordinario del 1999 per l’insegnamento della lingua e letteratura tedesca in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Già da allora avevo un’invalidità civile che ora è del 100%, ma non avendo presentato gli originali del verbale d’invalidità al superamento del concorso (nessuno me li ha chiesti), non ho potuto usufruire della riserva. Successivamente ho intrapreso un’altra attività lavorativa, perché venivo chiamata saltuariamente per supplenze e avevo bisogno di lavorare. Ultimamente avevo chiesto anche al provveditorato se ci fosse qualche adempimento da compiere per restare in graduatoria, ma mi è stato risposto che dovevo solo aspettare. Così non ho fatto domanda per l’inserimento nelle GAE.

Ora cosa devo fare? risiedo in provincia di Como ed ero al posto 211 della graduatoria del concorso che si era svolto a Bergamo, pur dipendendo dal provveditorato di Como. Spero proprio che possa darmi qualche informazione, la ringrazio di cuore e la
saluto cordialmente.

risposta – gent.ma Anna, purtroppo non ho buone notizie per te. Le immissioni in ruolo dell’a.s. 2015/16 sono state le ultime possibile dalla graduatoria del concorso 1999. In seguito a tali immissioni (evidentemente non sono arrivati al tuo nominativo) le graduatorie ancora residue sono state soppresse, come previsto dall’art. 1 comma 95 della legge 107/2015 "

95. Per l’anno scolastico 2015/2016, il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ autorizzato ad attuare un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto, rimasti vacanti e disponibili all’esito delle operazioni di immissione in ruolo effettuate per il medesimo anno scolastico ai sensi dell’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, al termine delle quali sono soppresse le graduatorie dei concorsi per titoli ed esami banditi anteriormente al 2012."

Dunque, dopo quella che è stata chiamata "fase A".

Naturalmente, coloro che erano contemporaneamente iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento hanno poi partecipato alle fasi B e C del piano straordinario di immissioni in ruolo 2015/16 o se non hanno prodotto domanda, sono ancora in GaE.

Tu invece no, dal momento che volontariamente non hai prodotto, nel 2014 (o anche precedentemente, non si capisce dal tuo messaggio) la domanda per la permanenza nelle Graduatorie ad esaurimento.

A questo punto, l’unica possibilità per poter essere assunta in ruolo è la partecipazione al concorso a cattedra che sarà bandito nelle prossime settimane.

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