8mila docenti neoassunti senza stipendio. Anief: partono i decreti ingiuntivi

di redazione
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Anief – Rischia di essere ricordata come un’assunzione a caro prezzo quello di circa 8mila docenti immessi in ruolo con la fase c) della Buona Scuola, più nota come “potenziamento” degli istituti: questi insegnanti, infatti, a distanza ormai quasi di tre mesi dall’immissione in ruolo, risultano ancora senza stipendio.

Anief – Rischia di essere ricordata come un’assunzione a caro prezzo quello di circa 8mila docenti immessi in ruolo con la fase c) della Buona Scuola, più nota come “potenziamento” degli istituti: questi insegnanti, infatti, a distanza ormai quasi di tre mesi dall’immissione in ruolo, risultano ancora senza stipendio.

La loro “colpa” è quella di aver accettato la stabilizzazione e lasciato la supplenza sottoscritta all’inizio dell’anno scolastico: “ad oggi – riporta la rivista Orizzonte Scuolanon hanno ancora ricevuto lo stipendio relativo ai mesi di dicembre e gennaio. Alcuni colleghi invece continuano ad essere retribuiti come se stessero svolgendo ancora la supplenza (spesso su spezzone), invece del nuovo posto di ruolo con orario completo. Come al solito, Miur e MEF avranno bisogno di mille sollecitazioni prima di risolvere la faccenda”.

Per l’Anief si tratta di un copione già visto troppe volte. Con amministrazione scolastica e Ministero dell’Economia che continuano a dire che la situazione è sotto controllo. Mentre le cose per migliaia di lavoratori vanno diversamente. Il sindacato, che ha già da tempo diffidato sia il Mef, sia l'Istituzione scolastica ritiene che il tempo delle promesse sia giunto al termine: non si possono lasciare dei lavoratori, assunti anche a centinaia di chilometri da casa, senza stipendio e senza indicazioni precise sulla loro disponibilità.

“Pertanto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – dopo aver ricordato che nelle passate settimane il nostro sindacato ha già affrontato casi altrettanto difficili – come quello di Biella, dove l’avvocato Giovanni Rinaldi ha presentato formale ricorso per una docente che non era più in grado di garantire un pasto al proprio figlio – ha deciso di inviare appositi decreti ingiuntivi, ad personam con pre-ricorso gratuito, in tutti quei casi in cui le scuole non forniscano adeguate o convincenti spiegazioni”.

“In tal modo, l’amministrazione scolastica si ritroverà obbligata a fornire le dovute spiegazioni davanti al Giudice del lavoro. Perché i diritti dei lavoratori e l’articolo 36 della Costituzione non possono essere calpestati dalla burocrazia. Confidiamo, compatibilmente con i tempi della giustizia, di far pervenire gli stipendi mancanti già dalla fine del mese di febbraio”, conclude Pacifico.

Tutti coloro che sono interessati a presentare ricorso contro il mancato pagamento degli stipendi possono cliccare qui.

 

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