426 dirigenti dicono NO alla chiamata diretta e scrivono alla Fedeli. Chiediamo un aumento

di redazione
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Nessuna chiamata diretta per 426 dirigenti scolastici sparsi per tutta Italia che dichiarano, in una missiva al Ministro, la “propria inerzia” nel procedere alla chiamata diretta.

Questi dirigenti lasceranno ce se ne occupino gli uffico territoriali che dovranno assegnare loro i docenti. “Vogliamo essere dirigenti scolastici, non sceriffi – scrivono – né ufficiali sanitari né capri espiatori per le inadempienze degli enti locali relative alla sicurezza”.

Nel documento, i presidi spiegano che la protesta verrà attuata tra l’altro per chiedere un aumento del loro stipendio, al momento “non proporzionale al carico di lavoro e di responsabilità”, “anche in confronto con altre figure dirigenziali di pari livello all’interno del Miur e di altri ministeri e istituzioni”. Inoltre, per porre l’attenzione sulle “inadeguate condizioni di sicurezza delle scuole e per chiedere “l’istituzione di figure intermedie tra dirigente scolastico e docenti”. Segnalate anche segreterie scolastiche “al collasso” per la carenza di personale”. (

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